Archivio Giornaliero: 21 settembre 2008

Appello di un gruppo di italiani in Messico: in favore del pluralismo e contro la xenofobia

Vi riporto l’appello lanciato da un gruppo di docenti e intellettuali italiani in Messico riguardo ai fatti di Milano dello scorso 14 settembre, in cui è stato brutalmente ucciso un giovane italiano di origini africane. Riteniamo che sia importante diffondere tanto in Italia come in Messico alcune verità che vengono regolarmente occultate dai mass media globali e locali e che riguardano il nostro paese d’origine, così spesso stilizzato e idealizzato qui all’estero nel bene e nel male.
Informazioni tratte da: http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/milano-razzismo/aggredito-sprangate/aggredito-sprangate.html (Milano, giovane di colore ucciso a sprangate
fermati i due aggressori: padre e figlio)

La versione originale in spagnolo è stata pubblicata dal giornale messicanao La Jornada del 21 settembre eccovi il link: 

Nei giorni scorsi, a Milano, s’è verificato un grave delitto in cui ha perso la vita un giovane africano di 19 anni, assasinato durante un litigio con i proprietari di un locale pubblico.

Questo ragazzo, insieme a un paio di amici, ha rubato, presumibilmente, alcune scatole di biscotti ma i padroni del locale hanno creduto che si trattasse di un furto più consistente di denaro e hanno raggiunto i giovani iniziando un pestaggio in cui uno di loro ha perso la vita.  

In seguito a questa triste notizia, vari professori dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico (Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia) e altri italiani all’estero desiderano porgere le più sentite condoglianze ed esprimere la propria solidarietà alla famiglia della vittima, prendendo così le distanze dall’atmosfera d’intolleranza e xenofobia che si stà tristemente diffondendo nel nostro paese, anche quando accademici, docenti e mediatori culturali promuovono la cultura del rispetto e della comprensione reciproca.

Desideriamo che nella nostra Italia prevalgano i valori della tolleranza, della generosità e della solidarietà umana, che sono quelli che promuoviamo e ritroviamo giorno dopo giorno qui in Messico.

Luisa Montoni, Diego Barboni, Gianfranco Marano, Francesca Caregnato, Stefania Zoccatelli, Matteo Dean, Brando Torri, Fabrizio Lorusso, Serena Mellini, Marco Galeotti, Manuela Derosas, Manuela Loi, Carlo Almeyra, Edoardo Mora, Diego Lucifreddi, Donatella di Benedetto et al.

Da http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=5625 

ECCO QUI ULTERIORI APPROFONDIMENTI !!

 
 
 
News, foto, video dal corteo dal corteo di Milano, PER ABBA E CONTRO IL RAZZISMO uno speciale di GlobalProject in diretta dalla piazza, in continuo aggiornamento dal pomeriggio di Sabato 20. Anche dopo il corteo stiamo continuando ad aggiornare questo articolo con tutti i materiali fotografici e video raccolti nel corteo. Tornate quindi a visitare questa pagina, per visualizzare gli ultimi aggiornamenti non dimenticare di “rigenerare la pagina”

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X la Cronistoria  guarda: http://www.globalproject.info/art-16948.html

 

Milano – Sabato 20 Settembre

Per Abba e contro il razzismo, Manif Sauvage,un corteo meticcio si riprende la città !

una moltitudine incontrollabile invade la città dichiarandola “zona libera dal razzismo”

 

Messico, fine della stagione delle piogge 2008. Se manca l’acqua, facciamo più case

Il Tribunale Latinoamericano dell’Acqua emette una sentenza contro l’ipersfruttamento della riserva idrica causato dall’espansione immobiliare nello stato messicano del Morelos

 

Nota di Fabrizio Lorusso, (fonte: Radar, Hic – Al)

LEGGILO ANCHE SU: http://www.globalproject.info/art-16965.html 

Antigua, Guatemala, settembre 2008

 

Proprio mentre manca poco alla fine della stagione delle piogge, ed il Messico, con le sue coltivazioni e i suoi meravigliosi panorami sterminati, ricomincia a boccheggiare e ingiallire, riappare la speculazione dell’acqua e della vita con questo caso esemplare.

Il 12 settembre scorso, Saúl Roque Morales, Juan Palma Huerta e Yoloxochitl Severiano Sopeña, rappresentanti del Sistema dell’Acqua Potabile di Xoxocotla (SA) y del Consiglio dei Popoli di Morelos (uno Stato del Messico centrale confinante con la capitale), con il sostegno del consulente legale dei Tredici Paesi, Isaac Medardo Herrera, la Coalizione Internazionale per l’Habitat (HIC-AL) e il Collettivo degli Studi Critici sul Diritto (RADAR), hanno presentato dinnanzi al Tribunale Latinoamericano dell’Acqua (TLA) il caso dell’ “ipersfruttamento delle falde acquifere causato dall’espansione delle unità abitative” nell’ambito della 5ª Udienza Pubblica sulla Giustizia idrica nelle terre e nei territori dei popoli indigeni che s’è tenuta ad Antigua, Guatemala, dall’8 al 12 settembre scorso.

 

Il Tribunale è un foro internazionale autonomo e indipendente di giustizia ambientale creato con il proposito di contribuire alla soluzione dei conflitti relativi ai sistemi idrici in America Latina. La commissione giudicante è integrata da dieci persone provenienti dai paesi della regione o da altri continenti che si sono distinti in funzioni pubbliche, nell’istruzione o nella scienza e che sono riconosciuti per le loro comprovate qualità etiche. Tra di loro, c’è il Dott.. Philippe Textier, Presidente del Comité dei Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite.

Nella richiesta presentata al TLA, i movimenti sociali coinvolti hanno sporto denuncia alla Commissione Nazionale dell’Acqua messicana (CONAGUA), al Governo dello Stato del Morelos, al Ministero delle Opere Pubbliche e lo Sviluppo Urbano dello Stato e alla Commissione Statale dell’Acqua e dell’Ambiente (CEAMA). Nessuna di queste istituzioni ha accettato di partecipare all’Udienza e solo il Ministero delle Opere Pubbliche ha inviato una risposta scritta. I movimenti, mostrando diverse prove, hanno denunciato ai giudici la grave situazione di scarsità d’acqua che stanno affrontando da oltre vent’anni e che è provocata dallo sfruttamento esagerato delle falde sotterranee e dall’urbanizzazione selvaggia nella zona delle fonti. Su questo punto, tra l’altro, è stato dimostrato come gli studi ufficiali sulla disponibilità d’acqua sono contraddittori tra di loro.

E’ stato fatto riferimento anche all’inquinamento che interessa i principali corsi d’acqua della zona (Apatlaco e Colotepec) ed alla discriminazione che sopportano le comunità autoctone che sono costrette a centellinare l’acqua mentre i complessi abitativi disseminati ovunque ricevono il liquido vitale tutto il giorno. Inoltre, dilagano i business privati legati all’acqua (vendita d’acqua potabile in bottiglia, depuratori ed estrattori) che proliferano grazie alla scarsità sofferta dalle comunità e alla repressione di cui sono vittime per aver voluto difendere un bene e un diritto fondamentale che, sostengono, “in quanto comune, deve rimanere fuori da qualsiasi accordo sottobanco di tipo speculativo o commerciale”.

Nel suo verdetto, il TLA ha disposto di:

“1. Responsabilizzare la CEAMA e la CONAGUA (organi statali) per avere autorizzato la perforazione di pozzi per i fini più disparati senza prima aver richiesto uno studio completo del bilancio idrico della regione del fiume Río Balsas e senza aver tenuto da conto le necessità prioritarie della maggior parte della popolazione”.

Risulta chiaro che la rapidità e la sufficienza con cui si tratta il tema delle concessioni idriche rispondono a una logica di sfruttamento commerciale dell’acqua e del suolo in generale che pochi vantaggi porta alle comunità e troppi squilibri genera nella popolazione.

I compratori di case e spazi vari, da una parte con l’acqua e il parcheggio sotto casa, gli altri, dall’altra parte col razionamento idrico e le casette (o baracche) costruite in serie. Ecco come nascono le famose “favelas”, originate dalla bipolarità delle società latinoamericane, con la crescita economica (+25% in 5 anni in America Latina) che serve solo ad alcuni.

Nelle sue raccomandazioni, inoltre, il Tribunale propone:

“1. Che le autorità competenti realizzino un programma urgente per dare acqua potabile per uso personale e domestico alle persone più bisognose della comunità di Xoxocotla, Morelos, Messico…(basterebbe rispettare le garanzie costituzionali);

2. Che si cancellino le concessioni rilasciate per lo sfruttamento acquifero legato alla costruzione di nuovi complessi abitativi e di club di golf…(pensiamo all’esigenza idrica di un verdissimo campo da golf, affinché mantenga il suo colorito primaverile e non si secchi, quindi, allibiamo);

3. Che si realizzi uno studio completo, trasparente e partecipativo del bilancio idrico del Río Balsas per capire le vere disponibilità di acqua della regione (questo punto mi ricorda un po’ le promesse di fare studi approfonditi e imparziali sulla situazione delle discariche campane);

4. Che il governo dello Stato del Morelos regolamenti la Legge della Partecipazione Cittadina, finora inapplicata;

5. Che le autorità competenti adempiano le leggi statali e nazionali per evitare lo scarico di acqua non trattate nei fiumi e canali d’irrigazione dei territori indigeni;

6. Che s’identifichino e cancellino i pozzi illegali che si stanno scavando e usando”.

 

Tutte conclusioni logiche, semplici e di buon senso, ma che non sembrano tali agli interlocutori istituzionali di questo caso, uno dei tanti nel Messico in cui, secondo la retorica nazionale, vige la sacralità dello “Stato di Diritto”, uguale per tutti e giudice massimo. Ma se le istituzioni che lo devono far rispettare e applicare sono insensibili, corrotte o semplicemente decise in senso contrario, che si fa?

Riguardo l’unica risposta scritta ricevuta dai movimenti, inviata dal Ministro dello Sviluppo Urbano e delle Opere Pubbliche, Francisco Tomas Rodríguez Montero, il Tribunale ha manifestato come il Governo, con tale risposta, “dimostra una mancanza di disposizione a sanare i molteplici problemi del processo di sviluppo urbano e di gestione ambientale contribuendo al continuo calo della qualità di vita delle comunità”

Il testo completo della sentenza su http://www.tragua.com