Archivio Giornaliero: 23 maggio 2009

Che cosa può fare realmente Obama per Cuba e l’embargo: futuro e realtà dopo le prime aperture a Castro

map.florida.cuba.miami por denny2046.

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http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/17567

Il 13 aprile scorso  il Presidente USA, Barack Obama, annunciò una nuova iniziativa per le relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti d’America come promesso in campagna elettorale. In quest’ottica di revisione dell’embargo e della politica verso Cuba si sono iniziati ad allentare i cappi intorno all’isola che George W. Bush aveva invece stretto e consolidato, anche in risposta all’integralismo della corrente “dura” della potente lobby cubana nel congresso.

Le restrizioni dell’era Bush hanno cominciato ad essere soffocanti anche per la stessa comunità cubana anti-castrista di Miami sulla quale il presidente Obama ha fatto leva e, per la prima volta nella storia, ha guadagnato consensi per le elezioni del 2008 sulla base di una piattaforma di distensione verso il regime cubano.

Quindi dall’aprile scorso i cubani-americani possono viaggiare a Cuba, possono spendere di più sull’isola e inviare rimesse e regali ai familiari senza restrizioni. L’implicazione pratica della misura sarà l’incremento delle visite all’isola ben oltre il suo livello pre-2004, che era di circa 10mila al mese, e servirà da compensazione per il calo previsto nel turismo internazionale in quest’anno di recessione mondiale. In aggiunta a Cuba è anche caduta la proibizione d’ingresso negli hotel internazionali per i cubani.

L’altra misura adottata unilateramente da Obama riguarda la rimozione delle restrizioni per le compagnie americane affinché possano stipulare accordi con società cubane per fornire servizi di cablatura in fibra-ottica, trasmissione via satellite e via radio. Fino ad ora le restrizioni avevano impedito la diffusione su ampia scala della banda larga a Cuba e, per evitare l’isolamento, il governo aveva stipulato un accordo con il Venezuela e la Giamaica per far arrivare la fibra ottica entro il 2010. Anche se l’impatto di questa apertura da parte degli USA sarà meno evidente dato l’arrivo di quest’altra infrastruttura in contemporanea, ci saranno nuove possibilità per la compagnia telefonica cubana Etecsa. Inoltre gli Stati Uniti hanno offerto a Cuba la ripresa del dialogo sul tema migratorio come ha segnalato la portavoce del dipartimento di Stato, Darla Jordan.

Politicamente parlando, le misure di “distensione” riaprono negli USA il dibattito sull’embargo e su altre possibili aperture, mentre a Cuba c’è un misto di volontà di dialogo e apprezzamento ma anche di freddezza e chiusura per quanto riguarda le concessioni politiche che potrebbe fare la stessa Cuba che, comunque, giudica illegale e immorale l’embargo e tutti e suoi corollari e derivati. Inoltre le “proposte USA” circa l’apertura economica e politica dell’isola sono percepite come un’ingerenza grave alla sovranità nazionale.

Quattro foto su Cuba di http://www.flickr.com/photos/mark_boucher/

Quattro foto su Cuba di http://www.flickr.com/photos/mark_boucher/

Ma forse è utile chiedersi cosa possa fare realmente Obama, con i poteri che ha in mano, per Cuba e l’embargo e cosa, invece, deve passare da un iter congressuale più lungo e intricato per capire la portata degli eventuali provvedimenti futuri su questo difficile tema di politica estera statunitense. La rimozione dell’embargo contro Cuba sul commercio, gli investimenti e i viaggi da parte dei cittadini statunitensi ha bisogno di un iter legislativo regolare e le maggioranze necessarie sarebbero trasversali. Di fatto c’è già in discussione un progetto di legge che renderebbe completamente liberi i viaggi degli statunitensi sull’isola e l’aspettativa è che un progetto sull’embrago venga presentato entro la fine di quest’anno.

Ciononostante le aree e le decisioni che Obama può gestire via esecutivo senza passare dal congresso non sono poche. Riassumendo, le possibilità sono queste:

  • ridurre i fondi all’OFAC (Office for Foreign Assets Control) che si occupa dell’imposizione di sanzioni e ai gruppi dei dissidenti cubani;
  • concedere permessi generalizzati per i viaggi accademici, umanitari e d’affari a Cuba e aumentare i visti per gli accademici cubani in visita negli USA;
  • abolire la posizione del Coordinatore per la Transizione a Cuba, creato nel 2005;
  • rimuovere Cuba dalla lista degli stati che promuovono il terrorismo;
  • permettere a Cuba la ricezione di crediti per l’acquisto di prodotti agricoli anche tramite banche USA;
  • limare le restrizioni alle vendite di macchinari e attrezzature per il settore dell’allevamento e quelle per l’esportazione di materiali per la ricstruzione post-uragani;
  • permettere alle navi che son passate da Cuba di stazionare nei porti USA anche prima del limite di sei mesi oggi in vigore;
  • permettere l’importazione in USA di medicine, vaccini e artigianato cubani.

A questo punto resta da vedere quanta volontà politica possiede Obama per muoversi in questa direzione, quali maggioranze e quali lobby e organizzazioni con influenza nel congresso favoriranno distensioni di portata più storica e come reagiranno le autorità cubane di fronte alle eventuali crescenti richieste degli Stati Uniti: l’apertura dell’economia dell’isola, il rispetto dei diritti umani e di libertà d’informazione (con la liberazione dei detenuti politici o “traditori del regime” che dir si voglia) e la progressiva democratizzazione del sistema politico.

Mentre sui primi due punti sembrano esserci dei segnali positivi anche da parte di Raul Castro (soprattutto sugli aspetti economici, date le difficoltà fronteggiate dall’isola negli ultimi anni), sul fronte dei diritti umani e, soprattutto, su quello politico la strada è ancora lunga e Cuba rivendica la sua sovranità assoluta. L’idea che le piccole aperture e gli scambi reciproci di concessioni e favori possano essere dei cavalli di troia della penetrazione USA nell’isola si rafforza insieme alla denuncia dell’ingiustizia storica compiuta con l’embargo, mentre la necessità economica e sociale di tali compromessi diventa sempre più urgente e può crescere durante i prossimi mesi di crisi.

FidelyRaulCastro por Evalucy.

Foto 1 di http://www.flickr.com/photos/denny2046/1545216279/ e Foto 3 di http://www.flickr.com/photos/37460156@N06/3541527243/

Trenitalia e licenziamenti: nuovo appello per Dante De Angelis

Riporto l’appello dell’amica Annalisa (e centinaia di italiani!) e spero si possa diffondere adeguatamente anche attraverso questo blog e i suoi lettori.

Una videointervista a Dante De Angelis:

PETIZIONE FIRMA

http://firmiamo.it/campagnadisolidarietaperdantedeangelis

INFO

http://bellaciao.org/it/spip.php?article20725

http://it.geocities.com/cen_doc_lotta/archilotte/ferrovieri250506.htm

Vi pregherei per quanto vi sia possibile, di partecipare e di darne diffusione. Mi sembra molto importante. Grazie.

Il licenziamento di Dante De Angelis non può essere un problema esclusivamente di chi sta scioperando per farlo riassumere, i ferrovieri e il sindacato di base, ma deve interessare tutti coloro che del treno ne fanno un mezzo di trasporto importante. Vi chiediamo pertanto di partecipare  a questa protesta per la giustizia e la sicurezza di tutti i viaggiatori,  diffondendo quanto più possibile questo volantino e inviandolo agli indirizzi indicati.  La richiesta è rivolta soprattutto ai pendolari che possono riprodurlo  e lasciarlo in giro sulle panchine delle stazioni, nei bar e “casualmente” dimenticarne qualcuno sui sedili dei treni.(A.M)
Spett.le Direzione
Trenitalia Spa
Ferrovie
dello Stato S.p.a.
Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma
Roma, maggio 2009
Siamo donne e uomini che utilizzano con convinzione il treno per gli spostamenti interurbani.
Il treno da sempre è considerato, a ragione, un mezzo di trasporto poco inquinante, compatibile con l’ambiente e sicuro. Più sicuro degli altri mezzi di trasporto; ciò è quanto emerge infatti dalla storia del trasporto su rotaia.
Noi, viaggiatori e cittadini di questo paese, desideriamo  che il treno continui a mantenere queste  sue caratteristiche.
I lavoratori delle ferrovie, sappiamo, stanno facendo di tutto perché il treno mantenga e migliori queste sue prerogative, soprattutto, per quanto attiene alla loro attività, la SICUREZZA.
Sappiamo che, grazie alle loro lotte sindacali, i ferrovieri hanno raggiunto importanti innovazioni a vantaggio della sicurezza, una delle più significative è stata l’aver conquistato il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), come espressione della sorveglianza e verifica degli stessi lavoratori al buon funzionamento delle macchine e delle procedure.
Noi viaggiatori ci sentiamo sicuri, in un certo senso protetti, sapendo che chi produce il trasporto ferroviario, allo stesso tempo vigila con attenzione per tutelare la salute e l’incolumità di chi lavora e chi viaggia.
Ci è sembrata questa conquista un gran passo avanti di civiltà, purché il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), operi nel rispetto della verità.
Invece… un giorno veniamo a sapere che uno di questi “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, uno dei più attivi e attenti, svolgendo il proprio lavoro di macchinista (quello che conduce il treno) e discutendo con i suoi compagni di lavoro, si era accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia e -giustamente- l’ha prontamente segnalato all’Azienda Trenitalia.
Si poteva pensare che questo macchinista fosse stato proposto per un premio, così sarebbe successo in un paese civile, così doveva accadere  in un paese democratico… invece… è stato licenziato! Si chiama Dante De Angelis.
Sembra un racconto dell’orrore, o forse del terrore. Terrore e intimidazione con cui i dirigenti di Trenitalia cercano di ridurre al silenzio i ferrovieri, con la minaccia di licenziamento, mettendo a repentaglio la loro e la nostra sicurezza.
Ma ancor più preoccupante ci sembra la motivazione del licenziamento: “è venuto definitivamente meno il rapporto di fiducia”. Con queste parole Trenitalia ha licenziato Dante De Angelis.
Noi viaggiatori vorremmo, anzi,  esigiamo,  di poter avere fiducia nella correttezza dei dirigenti di Trenitalia quando è in gioco la salvaguardia dell’incolumità di chi lavora e chi viaggia. Non riusciamo a comprendere quale altra fiducia la dirigenza di Trenitalia pretenda dai ferrovieri. O forse confonde fiducia con omertà?
Da quel 15 agosto del 2008, giorno in cui il ferroviere macchinista e Rls Dante De Angelis è stato licenziato per aver detto la verità su alcuni pericoli incombenti, (poi puntualmente verificatisi), noi viaggiatori sui treni italiani
NON CI SENTIAMO PIU’ SICURI.
E non ci sentiremo sicuri,  né cittadini di un paese civile,  fino a quando  Dante De Angelis non verrà reintegrato in servizio e finché non venga sanzionata l’attività antisindacale di Trenitalia lesiva dell’incolumità di chi lavora e di chi viaggia.
Il nostro auspicio, che è anche una precisa richiesta, è che l’Amministratore delegato di Trenitalia Spa Mauro Moretti e tutta la dirigenza facciano un sostanziale passo indietro e riconoscano il proprio errore.
Annalisa Melandri
per un gruppo di viaggiatori delle Ferrovie di Roma Trastevere

Carlos y Luís Enrique Mejía Godoy: son tus perjumenes mujer. Grande tradizione nicaraguense

Vorrei condividere questo semplice e meraviglioso pezzo della musica tradizionale del Nicaragua che sto riscoprendo in questo periodo a causa della vicinanza del Costa Rica al Nicaragua. Qui, in effetti,la produzione artistica (soprattutto quella musicale) locale negli anni non ha brillato per spirito e fama latinoamericana e non ha saputo trascendere confini e contenuti come invece più spesso ha fatto la cultura nicaraguense, segnata da vicende storiche drammatiche e maggiori conflitti rispetto ai più pacifici Ticos. Molto seguita e ascoltata la musica messicana dal pop al tradizionale genere “mariachi”, con Vicente Fernandez come autore attuale di punta in tutti bar malfamati delle zone rosse di Heredia, Alajuela e San José. Se già conoscete i fratelli Mejia Godoy (cosa probabile), meglio ancora!

LETRA DE LA CANCION de CARLOS MEJIA GODOY

SON TUS PERJUMENES MUJER (dall’album EL SON NUESTRO DE CADA DIA)

1st Verse

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus ojos son de colibrí,
ay como me aleteeeeeyaaaannnnn..
ay como me aleteeeeeeeyaaaaaannnnn..
tus ojos de colibrí.

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus labios pétalos en flor,
como me soripeyan,
como me soripeyan,
tus labios pétalos en flor.

2 nd Verse

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus pechos cántaros de miel,
como reverbereyan,
como reverbereyan,
tus pechos cántaros de miel.

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tu cuerpo chucaro mi bien,
ay! como me almareeeeyaaaaa,
ay! como me almareeeeyaaaaaaa,
tu cuerpo chucaro mi bien.

Ecco gli accordi per chitarra della canzone per chi fosse interessato:

http://lacuerda.net/tabs/c/carlos_mejia_godoy/son_tus_perjumenes_mujer.shtml

Il testo della canzone è semplice ma contiene moltissime distorsioni, invenzioni (anacoluti!) e termini del Nicaragua che la rendono unica davvero! Basta quindi solo ascoltare per snetire che cosa vuole dire anche senza capirlo.


Carlos Mejía Godoy è uno dei più importanti compositori e interpreti della musica popolare e folcoristica del Nicaragua, dell’America Latina e della corrente della Nueva Cancion. Ha partecipato attivamente ai lavori del primo periodo sandinista (1979 – 1990) e la sua opera ha varcato i confini dell’America Centrale così come i suoi contenuti sociali e politici.