Archivio Mensile: maggio 2009

UNAM, Messico. Deportazione di Miguel Angel Beltran: comunicato studenti del Posgrado en Estudios Latinoamericanos

ALCUNI FATTI

In seguito all’espulsione dal Messico, avvenuta venerdì scorso repentinamente e attuata dalle autorità dell’INM (Istituto Nazionale Migrazione), del Dott. Miguel Angel Beltran Villegas, riporto il seguente comunicato prodotto in risposta. Anche se le accuse formali contro il professore non sono state ancora del tutto specificate (per ora si tratterebbe di delitti di ribellione e gestione di risorse relative ad attività terroriste), il presidente colombiano Alvaro Uribe e i giornali messicani e colombiani hanno semplicemnte dichiarato (condannandolo prima del processo) che si tratta di un terorrista pericoloso, alias Jaime Cienfuegos,  legato a Raul Reyes, il numero due delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, la guerriglia più antica del paese).

Questi venne ucciso durante un bombardamento colombiano in territorio ecuatoriano il primo marzo 2008, fatto che violò il diritto internazionale e, anzi, rappresentò un vero e proprio atto di guerra contro l’Ecuador che ruppe le relazioni diplomatiche. Durante quell’attacco extraterritoriale dell’esercito colombiano persero la vita 25 membri delle FARC che s’erano rifugiati in Ecuador e tra di loro c’erano anche 4 studenti messicani. Unica soppravvissuta, Lucia Morett, oggi in libertà in Messico dopo mille peripezie giudiziarie e un periodo in Nicaragua. Anche grazie a queste vicende e alla sua esposizione mediatica, Lucia è oggi candidata per il PRD alle prossime elezioni per la Camera dei Diputati che si terranno a luglio. Il presidente colombiano Uribe ha ringraziato ufficialmente quello messicano Felipe Calderon con il quale s’incontrarà nei prossimi giorni proprio per un summit sul terrorismo…Intanto un gruppo di intellettuali colombiani sta raccogliendo già delle firme per esigere la scarcerazione di Beltran e un processo giusto: anche su Facebook c’è già un gruppo di sostegno.

Sembra anche che le accuse contro Beltran siano legate alla sua attività intellettuale come accademico e sociologo in Messico e in Colombia, al suo presunto ruolo nel “comitato internazionale delle FARC”, oltre alle presunte collaborazioni con l’agenzia di stampa legata alle FARC: http://anncol.eu/. E’ arrivata immediatamente la smentita di Raquel Sosa, ex deputata del PRD (Partido Revolucion Democratica, di sinistra) e tutor in Messico di Beltran e accademica della Universidad Nacional Autonoma de Mexico (UNAM) presso la quale il colombiano stava insegnando e facendo un post-dottorato. Sollevano dubbi sulla legittimità dell’espulsione anche alcuni docenti e il coordinatore del master e del dottorato in Studi Latinoamericani, Lucio Oliver.

Si possono seguire tutte le mobilitazioni e le iniziative promosse in questi giorni per chiarire il caso Beltran e rispondere alle accuse sul blog: 

http://www.libertadmiguelangelbeltran.blogspot.com/

Al link sottostante vi lascio l’interessante Curriculum Vitae e accademico del professore colombiano espulso dal Messico con una procedura discutibile e rapidissima chiamata fast track: ti buttano fuori dal paese per l’Art. 33 costituzionale che prevede tale sanzione in casi di attività politiche dentro il territorio messicano, ma ciò spesso avviene senza prove e senza possibilità di replica come nei ben noti casi degli stranieri coinvolti negli scontri e le repressioni di Atenco nel maggio del 2006. LINK CV:

http://200.25.59.34:8081/cvlac/visualizador/generarCurriculoCv.do?cod_rh=0000031232

[Comunicato degli studenti del dottorato in Studi Latinoamericani, UNAM: Deportano senza motivo un professore colombiano]

“Vogliamo denunciare attraverso questo comunicato l’abuso cui è stato sottoposto il collega Miguel Angel Beltran Villegas che sta realizzando degli studi post-dottorali nel Centro Studi Latinoamericani nella Universidad Nacional Autonoma de Mexico.

Il Dott. Beltran è conosciuto nell’accademia colombiana dato che è stato ricercatore e professore delle principali università del paese, come quella di Antioquia, la Nacional de Colombia e quella del Cauca. A Beltran è stato negato il permesso di soggiorno (FM3) durante un anno, in cui s’è presentato periodicamente presso gli uffici dell’INM (Istituto Nazionale Migrazione) in Messico, mentre ieri (il 22 maggio) a mezzogiorno (anche se il giornale El tiempo della Colombia aveva annunciato che è stato arrestato di notte) è stato trattenuto in modo arbitrario nell’INM mentre richiedeva nuovamente il permesso ed è stato immediatamente deportato. E’ accusato di essere un membro delle FARC, fatto completamente falso; possiede una lunga carriera accademica e di ricerca che dimostra il suo lavoro come docente preoccupato per la storia politica e la violenza in Colombia.

Noi compagni del dottorato in Studi Latinoamericani, esigiamo al governo colombiano che rettifichi le accuse fatte contro il professor Miguel Angel Beltran e che venga fermata la catena di persecuzioni e stigmatizzazione politica contro quei docenti e studenti delle università pubbliche che contribuiscono alla costruzione di posizioni politche critiche e che non condividono il progetto guerrafondaio dell’attuale governo”.

In spagnolo:

Comunicado de Estudiantes del doctorado en Estudios Latinoamericanos, UNAM
Deportan sin fundamento a docente colombiano

Queremos denunciar por este medio la vejación a la que fue sometido el compañero Miguel Ángel Beltrán Villegas, quien se encuentra realizando estudios de posdoctorado en el Centro de Estudios Latinoamericanos, en la Universidad Nacional Autónoma de México.

El doctor Beltrán es conocido en el medio académico colombiano, puesto que ha sido investigador y docente de las principales universidades del país, como la de Antioquia, la Nacional de Colombia y la del Cauca. Después de habérsele negado su condición migratoria (FM3) durante un año, en que se estuvo presentando de manera sistemática en las oficinas de Instituto Nacional de Migración (INM) en México, ayer, al mediodía (aunque el periódico El Tiempo de Colombia anunció que fue arrestado anteayer en la noche), fue detenido de manera arbitraria en el INM mientras solicitaba nuevamente respuesta a su condición migratoria e inmediatamente deportado.

Se le acusa de ser integrante de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, lo cual es completamente falso, pues tiene una larga trayectoria académica y de investigación que demuestra su labor como maestro preocupado por la historia política y de la violencia en Colombia.

Los compañeros del doctorado de Estudios Latinoamericanos exigimos al gobierno colombiano que rectifique las acusaciones hechas contra el profesor Miguel Ángel Beltrán, y que pare la cadena de persecución y estigmatización política adelantada contra docentes y estudiantes de las universidades públicas, que aportan en la construcción de posturas políticas críticas y que no comparten el proyecto guerrerista del actual gobierno”.

Da: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=85869

Más información:

ULTIME:

http://www.jornada.unam.mx/2009/05/24/index.php?section=opinion&article=002a1edi

http://www.jornada.unam.mx/2009/05/23/index.php?section=politica&article=017n1pol

Video su:

http://www.hoyes.tv/index.html#frontaleID=F_HOY&sectionID=S_HOINTER&videoID=30581

Foto da: http://www.flickr.com/photos/37824754@N05/

Altri utili link sulla vicenda:

http://www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/50532-NN/beltran-comparecio-en-colombia-por-presunta-rebelion/

http://www.proceso.com.mx/noticias_articulo.php?articulo=69045

Articolo da: http://fabriziolorusso.wordpress.com

Presentación de Miguel Ángel Beltrán en Bogotà

Presentación de Miguel Ángel Beltrán en Bogotà

Che cosa può fare realmente Obama per Cuba e l’embargo: futuro e realtà dopo le prime aperture a Castro

map.florida.cuba.miami por denny2046.

LEGGILO ANCHE SU RIVISTA CARTA:

http://www.carta.org/campagne/dal+mondo/17567

Il 13 aprile scorso  il Presidente USA, Barack Obama, annunciò una nuova iniziativa per le relazioni bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti d’America come promesso in campagna elettorale. In quest’ottica di revisione dell’embargo e della politica verso Cuba si sono iniziati ad allentare i cappi intorno all’isola che George W. Bush aveva invece stretto e consolidato, anche in risposta all’integralismo della corrente “dura” della potente lobby cubana nel congresso.

Le restrizioni dell’era Bush hanno cominciato ad essere soffocanti anche per la stessa comunità cubana anti-castrista di Miami sulla quale il presidente Obama ha fatto leva e, per la prima volta nella storia, ha guadagnato consensi per le elezioni del 2008 sulla base di una piattaforma di distensione verso il regime cubano.

Quindi dall’aprile scorso i cubani-americani possono viaggiare a Cuba, possono spendere di più sull’isola e inviare rimesse e regali ai familiari senza restrizioni. L’implicazione pratica della misura sarà l’incremento delle visite all’isola ben oltre il suo livello pre-2004, che era di circa 10mila al mese, e servirà da compensazione per il calo previsto nel turismo internazionale in quest’anno di recessione mondiale. In aggiunta a Cuba è anche caduta la proibizione d’ingresso negli hotel internazionali per i cubani.

L’altra misura adottata unilateramente da Obama riguarda la rimozione delle restrizioni per le compagnie americane affinché possano stipulare accordi con società cubane per fornire servizi di cablatura in fibra-ottica, trasmissione via satellite e via radio. Fino ad ora le restrizioni avevano impedito la diffusione su ampia scala della banda larga a Cuba e, per evitare l’isolamento, il governo aveva stipulato un accordo con il Venezuela e la Giamaica per far arrivare la fibra ottica entro il 2010. Anche se l’impatto di questa apertura da parte degli USA sarà meno evidente dato l’arrivo di quest’altra infrastruttura in contemporanea, ci saranno nuove possibilità per la compagnia telefonica cubana Etecsa. Inoltre gli Stati Uniti hanno offerto a Cuba la ripresa del dialogo sul tema migratorio come ha segnalato la portavoce del dipartimento di Stato, Darla Jordan.

Politicamente parlando, le misure di “distensione” riaprono negli USA il dibattito sull’embargo e su altre possibili aperture, mentre a Cuba c’è un misto di volontà di dialogo e apprezzamento ma anche di freddezza e chiusura per quanto riguarda le concessioni politiche che potrebbe fare la stessa Cuba che, comunque, giudica illegale e immorale l’embargo e tutti e suoi corollari e derivati. Inoltre le “proposte USA” circa l’apertura economica e politica dell’isola sono percepite come un’ingerenza grave alla sovranità nazionale.

Quattro foto su Cuba di http://www.flickr.com/photos/mark_boucher/

Quattro foto su Cuba di http://www.flickr.com/photos/mark_boucher/

Ma forse è utile chiedersi cosa possa fare realmente Obama, con i poteri che ha in mano, per Cuba e l’embargo e cosa, invece, deve passare da un iter congressuale più lungo e intricato per capire la portata degli eventuali provvedimenti futuri su questo difficile tema di politica estera statunitense. La rimozione dell’embargo contro Cuba sul commercio, gli investimenti e i viaggi da parte dei cittadini statunitensi ha bisogno di un iter legislativo regolare e le maggioranze necessarie sarebbero trasversali. Di fatto c’è già in discussione un progetto di legge che renderebbe completamente liberi i viaggi degli statunitensi sull’isola e l’aspettativa è che un progetto sull’embrago venga presentato entro la fine di quest’anno.

Ciononostante le aree e le decisioni che Obama può gestire via esecutivo senza passare dal congresso non sono poche. Riassumendo, le possibilità sono queste:

  • ridurre i fondi all’OFAC (Office for Foreign Assets Control) che si occupa dell’imposizione di sanzioni e ai gruppi dei dissidenti cubani;
  • concedere permessi generalizzati per i viaggi accademici, umanitari e d’affari a Cuba e aumentare i visti per gli accademici cubani in visita negli USA;
  • abolire la posizione del Coordinatore per la Transizione a Cuba, creato nel 2005;
  • rimuovere Cuba dalla lista degli stati che promuovono il terrorismo;
  • permettere a Cuba la ricezione di crediti per l’acquisto di prodotti agricoli anche tramite banche USA;
  • limare le restrizioni alle vendite di macchinari e attrezzature per il settore dell’allevamento e quelle per l’esportazione di materiali per la ricstruzione post-uragani;
  • permettere alle navi che son passate da Cuba di stazionare nei porti USA anche prima del limite di sei mesi oggi in vigore;
  • permettere l’importazione in USA di medicine, vaccini e artigianato cubani.

A questo punto resta da vedere quanta volontà politica possiede Obama per muoversi in questa direzione, quali maggioranze e quali lobby e organizzazioni con influenza nel congresso favoriranno distensioni di portata più storica e come reagiranno le autorità cubane di fronte alle eventuali crescenti richieste degli Stati Uniti: l’apertura dell’economia dell’isola, il rispetto dei diritti umani e di libertà d’informazione (con la liberazione dei detenuti politici o “traditori del regime” che dir si voglia) e la progressiva democratizzazione del sistema politico.

Mentre sui primi due punti sembrano esserci dei segnali positivi anche da parte di Raul Castro (soprattutto sugli aspetti economici, date le difficoltà fronteggiate dall’isola negli ultimi anni), sul fronte dei diritti umani e, soprattutto, su quello politico la strada è ancora lunga e Cuba rivendica la sua sovranità assoluta. L’idea che le piccole aperture e gli scambi reciproci di concessioni e favori possano essere dei cavalli di troia della penetrazione USA nell’isola si rafforza insieme alla denuncia dell’ingiustizia storica compiuta con l’embargo, mentre la necessità economica e sociale di tali compromessi diventa sempre più urgente e può crescere durante i prossimi mesi di crisi.

FidelyRaulCastro por Evalucy.

Foto 1 di http://www.flickr.com/photos/denny2046/1545216279/ e Foto 3 di http://www.flickr.com/photos/37460156@N06/3541527243/

Trenitalia e licenziamenti: nuovo appello per Dante De Angelis

Riporto l’appello dell’amica Annalisa (e centinaia di italiani!) e spero si possa diffondere adeguatamente anche attraverso questo blog e i suoi lettori.

Una videointervista a Dante De Angelis:

PETIZIONE FIRMA

http://firmiamo.it/campagnadisolidarietaperdantedeangelis

INFO

http://bellaciao.org/it/spip.php?article20725

http://it.geocities.com/cen_doc_lotta/archilotte/ferrovieri250506.htm

Vi pregherei per quanto vi sia possibile, di partecipare e di darne diffusione. Mi sembra molto importante. Grazie.

Il licenziamento di Dante De Angelis non può essere un problema esclusivamente di chi sta scioperando per farlo riassumere, i ferrovieri e il sindacato di base, ma deve interessare tutti coloro che del treno ne fanno un mezzo di trasporto importante. Vi chiediamo pertanto di partecipare  a questa protesta per la giustizia e la sicurezza di tutti i viaggiatori,  diffondendo quanto più possibile questo volantino e inviandolo agli indirizzi indicati.  La richiesta è rivolta soprattutto ai pendolari che possono riprodurlo  e lasciarlo in giro sulle panchine delle stazioni, nei bar e “casualmente” dimenticarne qualcuno sui sedili dei treni.(A.M)
Spett.le Direzione
Trenitalia Spa
Ferrovie
dello Stato S.p.a.
Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma
Roma, maggio 2009
Siamo donne e uomini che utilizzano con convinzione il treno per gli spostamenti interurbani.
Il treno da sempre è considerato, a ragione, un mezzo di trasporto poco inquinante, compatibile con l’ambiente e sicuro. Più sicuro degli altri mezzi di trasporto; ciò è quanto emerge infatti dalla storia del trasporto su rotaia.
Noi, viaggiatori e cittadini di questo paese, desideriamo  che il treno continui a mantenere queste  sue caratteristiche.
I lavoratori delle ferrovie, sappiamo, stanno facendo di tutto perché il treno mantenga e migliori queste sue prerogative, soprattutto, per quanto attiene alla loro attività, la SICUREZZA.
Sappiamo che, grazie alle loro lotte sindacali, i ferrovieri hanno raggiunto importanti innovazioni a vantaggio della sicurezza, una delle più significative è stata l’aver conquistato il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), come espressione della sorveglianza e verifica degli stessi lavoratori al buon funzionamento delle macchine e delle procedure.
Noi viaggiatori ci sentiamo sicuri, in un certo senso protetti, sapendo che chi produce il trasporto ferroviario, allo stesso tempo vigila con attenzione per tutelare la salute e l’incolumità di chi lavora e chi viaggia.
Ci è sembrata questa conquista un gran passo avanti di civiltà, purché il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), operi nel rispetto della verità.
Invece… un giorno veniamo a sapere che uno di questi “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, uno dei più attivi e attenti, svolgendo il proprio lavoro di macchinista (quello che conduce il treno) e discutendo con i suoi compagni di lavoro, si era accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia e -giustamente- l’ha prontamente segnalato all’Azienda Trenitalia.
Si poteva pensare che questo macchinista fosse stato proposto per un premio, così sarebbe successo in un paese civile, così doveva accadere  in un paese democratico… invece… è stato licenziato! Si chiama Dante De Angelis.
Sembra un racconto dell’orrore, o forse del terrore. Terrore e intimidazione con cui i dirigenti di Trenitalia cercano di ridurre al silenzio i ferrovieri, con la minaccia di licenziamento, mettendo a repentaglio la loro e la nostra sicurezza.
Ma ancor più preoccupante ci sembra la motivazione del licenziamento: “è venuto definitivamente meno il rapporto di fiducia”. Con queste parole Trenitalia ha licenziato Dante De Angelis.
Noi viaggiatori vorremmo, anzi,  esigiamo,  di poter avere fiducia nella correttezza dei dirigenti di Trenitalia quando è in gioco la salvaguardia dell’incolumità di chi lavora e chi viaggia. Non riusciamo a comprendere quale altra fiducia la dirigenza di Trenitalia pretenda dai ferrovieri. O forse confonde fiducia con omertà?
Da quel 15 agosto del 2008, giorno in cui il ferroviere macchinista e Rls Dante De Angelis è stato licenziato per aver detto la verità su alcuni pericoli incombenti, (poi puntualmente verificatisi), noi viaggiatori sui treni italiani
NON CI SENTIAMO PIU’ SICURI.
E non ci sentiremo sicuri,  né cittadini di un paese civile,  fino a quando  Dante De Angelis non verrà reintegrato in servizio e finché non venga sanzionata l’attività antisindacale di Trenitalia lesiva dell’incolumità di chi lavora e di chi viaggia.
Il nostro auspicio, che è anche una precisa richiesta, è che l’Amministratore delegato di Trenitalia Spa Mauro Moretti e tutta la dirigenza facciano un sostanziale passo indietro e riconoscano il proprio errore.
Annalisa Melandri
per un gruppo di viaggiatori delle Ferrovie di Roma Trastevere

Carlos y Luís Enrique Mejía Godoy: son tus perjumenes mujer. Grande tradizione nicaraguense

Vorrei condividere questo semplice e meraviglioso pezzo della musica tradizionale del Nicaragua che sto riscoprendo in questo periodo a causa della vicinanza del Costa Rica al Nicaragua. Qui, in effetti,la produzione artistica (soprattutto quella musicale) locale negli anni non ha brillato per spirito e fama latinoamericana e non ha saputo trascendere confini e contenuti come invece più spesso ha fatto la cultura nicaraguense, segnata da vicende storiche drammatiche e maggiori conflitti rispetto ai più pacifici Ticos. Molto seguita e ascoltata la musica messicana dal pop al tradizionale genere “mariachi”, con Vicente Fernandez come autore attuale di punta in tutti bar malfamati delle zone rosse di Heredia, Alajuela e San José. Se già conoscete i fratelli Mejia Godoy (cosa probabile), meglio ancora!

LETRA DE LA CANCION de CARLOS MEJIA GODOY

SON TUS PERJUMENES MUJER (dall’album EL SON NUESTRO DE CADA DIA)

1st Verse

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus ojos son de colibrí,
ay como me aleteeeeeyaaaannnnn..
ay como me aleteeeeeeeyaaaaaannnnn..
tus ojos de colibrí.

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus labios pétalos en flor,
como me soripeyan,
como me soripeyan,
tus labios pétalos en flor.

2 nd Verse

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tus pechos cántaros de miel,
como reverbereyan,
como reverbereyan,
tus pechos cántaros de miel.

Son tus perjumenes mujer,
los que me sulibeyan,
los que me sulibeyan,
son tus perjumenes mujer

Tu cuerpo chucaro mi bien,
ay! como me almareeeeyaaaaa,
ay! como me almareeeeyaaaaaaa,
tu cuerpo chucaro mi bien.

Ecco gli accordi per chitarra della canzone per chi fosse interessato:

http://lacuerda.net/tabs/c/carlos_mejia_godoy/son_tus_perjumenes_mujer.shtml

Il testo della canzone è semplice ma contiene moltissime distorsioni, invenzioni (anacoluti!) e termini del Nicaragua che la rendono unica davvero! Basta quindi solo ascoltare per snetire che cosa vuole dire anche senza capirlo.


Carlos Mejía Godoy è uno dei più importanti compositori e interpreti della musica popolare e folcoristica del Nicaragua, dell’America Latina e della corrente della Nueva Cancion. Ha partecipato attivamente ai lavori del primo periodo sandinista (1979 – 1990) e la sua opera ha varcato i confini dell’America Centrale così come i suoi contenuti sociali e politici.

Curiosità e space oddities dal Costa Rica. Pura Vida o…? (3/3)

Prohibidas escenas amorosas Heredia Costa Rica

L’ormai famoso divieto di realizzare scene d’amore, non solo per i registi.

Nel giardino della cattedrale di Heredia, Costa Rica, Valle centrale, c’è scritta a caratteri cubitali in diversi punti strategici adatti all’isolamento il divieto delle scene d’amore mentre la laica UCR (Universidad del Costa Rica) promuove i pubblici affetti con una mostra di sculture in serie sui temi dell’amore, il dibattito e l’istruzione, con opere sparse in alcuni ampi cortili della facoltà di scienze politiche e sociali. Come in ogni paese, si tratta di due culture a confronto e due territori sociali ben delineati e distinti, anche se poi qui nel Valle Central il vincitore è sicuramente la Chiesa cattolica che permea culturalmente le famiglie e le giovani leve in modo evidente. Mocho o santurron sono le parole utilizzate per descrivere le persone eccessivamente morigerate e conservatrici in termini religiosi e sociali.

Universidad de Costa Rica IL BACIO statua san josé  abr09  por Fabrizio Lorusso bis.

La realizzazione di scene d’amore all’Universidad del Costa Rica, San Josè

Il tradizionalismo, la famiglia patriarcale (o a volte matriarcale), l’ideale fatto di valori semplici e contadini, il lavoro nei campi o nel commercio sembrano essere i pilastri fondatori della società del centro del paese e fanno parte dell’ideologia nazionale sociale e storica della Costa Rica, la cosidetta “svizzera centroamericana”. Il “gaucho” della Costa Rica è quindi un personaggio bonaccione, biondo, di carnagione chiara e dagli occhi verdi, abitante del “valle central”, probabilmente un contadinoo un allevatore: questo è lo stereotipo del buon lavoratore costaricano che poi, nei decenni, s’è strasformato in classe media. Peccato che l’ideologia nazionale escluda il 10% di nicaraguensi già diventati costaricani, gli abitanti delle zone di frontiera col Nicaragiua e Panama, le popolazioni indgene e di colore della costa caraibica, gli scurissimi e orgogliosi abitanti del Guanacaste e della Penisola di Nicoya e così via. Chiaramente la retorica è tanta, ma i fatti sono altri malgrado gli sforzi delle classi dirigenti. In effetti alcune somiglianze con l’idilliaco paesaggio alpino e con l’economia di allevatori e contadini della svizzera di 100 anni fa ci sono, ma sono solo di facciata.

Costa Rica Chiesa e Volcan Arenal analogia abr09 por Fabrizio Lorusso bis.

Chiesetta a immagine somiglianza del Vulcano Arenal

Infatti durante la settimana di Pasqua tutti i locali commerciali, in particolare quelli che vendono alcolici, sono chiusi, praticamente come è successo in Messico per l’emergenza dell’influenza qualche settimana fa…Il divieto di vendere bevande alcoliche implica la chiusura di tutte le attività e dei bar mentre le processioni quotidiane nelle città sono numerosissime.Sulla costa del Caribe e del Pacifico, invece, i culti evangelici, le messe rock e i riti alternativi fatti di grida orgiastiche a 3000w e manifestazioni collettive di fede imperversano e rallegrano un po’ l’atmosfera depressa di quelle zone dove, contrariamente a quanto si pensi, c’è abbondonza di povertà, miseria e abbandono dello Stato centrale e delle chiese stabilite.

Monteverde befor and after you eat cartello Costa Rica 17-26 abr09 por Fabrizio Lorusso bis.

Before and after you eat, ristorante di Monteverde

Per cambiare tema come fanni telegiornali per conquistare audience e rilassare le anime in mondovisione dopo alcune scene dure sull’immigrazione o sulla politica italiana, propongo alcuni piatti tipici come il Gallo Pinto, o semplicemente “pinto”. Questi si servono la mattina e sono fagioli mischiati con riso e con qualche ingrediente a scelta come il pollo, il pesce o uovo. Dopo la una del pomeriggio il piatto tipico diventa il “casado”, cioè sempre riso e fagioli, ma non più mischiati insieme, e poi una fetta di filetto di merluzzo o una bistecca con un controno di banana fritta deliziosa, verdurine tagliuzzate in salsa e insalata. Speriamo in un sorriso.

La nuova frontiera: Nicaragua e Costa Rica for sale

Il paese è completamete in vendita, dalla costa (ricca) alla foresta pluviale Un paese appassionatamente in vendita.

Buona parte del Costa Rica (o LA Costa Rica, che a queste latitudini suona malissimo!), dalla costa del Pacifico centrale al Guanacaste e la Penisola di Nicoya, dalle foreste pluviali delle dorsali che spaccano in due la geografia del paese fino ad arrivare ai Caraibi, sembra essere in vendita.

In effetti le medesime agenzie immobiliari e di real estates americane s’occupano di promuovere la vendita di terreni, case e proprietà in tutte e 7 le regioni della Costa Rica, da nord a sud, dall’Atlantico al Pacifico. Per fortuna che il 20% del territorio è stato dichiarato “area protetta” da severe leggi emanate negli ultimi 40 anni così almeno quello, per ora, non può essere alienato. Densità dei cartelli “for sale” sulle strade: dichiarata come la più alta al mondo per chilometro quadrato (dato qualitativo estratto dal senso comune di numerosi turisti e locali interrogati in merito…).

Nelle località turistiche come Jacò, Quepos, Moctezuma, Samara, Tamarindo, Dominical (sul pacifico) e, in misura ridotta, anche a Cahuita, Tortuguero e Puerto Viejo de Talamanca nei Caraibi, i villaggi si sono rapidamente trasformati in cittadine e la presenza straniera (americani, italiani, israeliani, canadesi, francesi) è spesso dominante dal punto di vista economico.

SOLD cioè VENDUTO (sogno o realtà?)

I prezzi sono saliti vertiginosamente superando anche località turistiche rinomate come Cancun o Playa del Carmen in Messico mentre la qualità del lavoro locale è peggiorata per i costaricani che da piccoli imprenditori, contadini o commercianti si trasformano in “muratori a cottimo”, in salariati degli hotel e dei grandi centri turistici polifunzionali oppure in guardie notturne e faccendieri.

L’altra faccia dello straniero in costa rica è quella nicaraguense e colombiana: con una popolazione di circa 4 milioni di persone, il Costa Rica ospita oltre 400mila immigrati in gran parte centroamericani e colombiani, siamo almeno al 10% della popolazione come la Germania e più dell’Italia in percentuale. Anche qui, come da noi, ghettizzazione e discriminazione sono una costante anche se nell’ideario politico corrente l’integrazione e la pace sono i cavalli della battaglia retorica tra i partiti.

Le grandi agenzie immobiliari che gestiscono le vendite dei territori sono anche quelle che promuovono nuovi lidi e paradisi per i pensionati americani di classe media e per i giovani facoltosi in cerca di un clima tropicale per far rendere dei dollari extra e di guadagni ancora oggi “facili” nell’edilizia e i servizi. In Messico questo tipo di commercio territoriale di massa e ripopolamento via immigrazione di pensionati stranieri sta assumendo proporzioni mai viste da Puerto Vallarta a Mazatlan, su su fino alla Bassa california.

Da queste parti, un po’ più a sud, sembra andare di moda anche il Nicaragua, per esempio sulla costa pacifica nei pressi di San Juan del Sur, che è più economico e costituisce senza dubbio una “nuova frontiera” alla portata di tutti in questi mesi di crisi…così viene pubblicizzata la vendita delle coste: http://www.c21popoyo.com/pages/success.html (molto interessanti da leggere le “success stories” di chi ha comprato prima di noi, al limite del patetico).

Vendere o non vendere? di http://www.flickr.com/photos/14706495@N05/

Vendere o non vendere? di http://www.flickr.com/photos/14706495@N05/

Mexicana e la OMS t’invitano a continuare a volare

Mi limito a riportare e commentare brevemente il messaggio della newsletter della compagnia aerea Mexicana de Aviacion che sempre più spesso ormai invade la mia posta elettronica, salvo poi non riconoscermi le miglia accumulate col sangue, ma questa è un’altra storia…

Segnalo dunque:

Oggetto mail: Mexicana y la OMS te invitan a que sigas volando (s’e’ scomodata persino la rispettata Organizzazione Mondiale della Salute a ricordarmi che posso volare tranquillamente e soprattutto con la compagnia messicana).

Ci sono addirittura le statistiche sulla circolazione dell’aria pulita in vari luoghi tra i più frequentati dai passeggeri per rassicurare sul fatto che l’aereo ha un buon ricambio…ma se per caso il mio vicino starnutisce contaminando il mio spazio aereo delimitato dai sedili scomodi e dai braccioli, che succede? Io dico solo “Salud”.

In Costa Rica varie istituzioni pubbliche, come le università, hanno sparso per i corridoi dei dispensatori di gel antibatterico, noto sostituto del sapone conosciuto da molti viaggiatori in America Latina e che, in mancanza di acqua, è un buona alternativa. Ma i preservativi quando li distribuiranno con tanta solerzia nelle università (visto che i rischi derivati dal non uso possono essere leggermente superiori quelli dell’influenza) ?

Problemas para visualizar este mensaje? Version Online

Para tranquilidad de los viajeros confirmamos:• En todos los aeropuertos de México, se implementan controles de sanidad recomendados por la autoridad.

• A bordo, el aire se renueva totalmente hasta 30 veces por hora, tal y como sucede en una sala estéril de hospital**.

• Todas las aerolíneas en México se rigen bajo estrictos estándares internacionales de calidad y sanidad.

El aire en los aviones se cambia más que en trenes, hospitales y oficinas.

En cabina se realizan automáticamente 30 cambios completos de aire.
En busca de mejorar nuestra comunicación electrónica, nos hemos certificado por el Instituto de Políticas Públicas de Spam e Internet. Dando respuesta a los requerimientos del Programa de Acreditación de Email SuretyMail IADB. Nuestro número de registración IADB es 2007060600567. Para mayor información visite el sitio www.suretymail.com

Buon viaggio a tutti…