Presentazioni circospette del direttore d’orchestra di questo blog…
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Foto di uno sulla soglia………………
Chi sarei secondo un blog per viaggiatori… LINK
Chi sarei secondo un portale per italiani all’estero o aspiranti tali…LINK
E anche secondo i Lombardi nel Mondo: LINK..………………………………………………………….
Per l’anagrafe invece: Fabrizio Lorusso dalla mattina del 2 agosto 1977
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Sono di Milano, enclave Bovisa, dall’estate ‘77. La mia laurea fu alla Bocconi, tesi in storia economica messicana. Nuovo millennio, fuga a sud: dal Texas a Buenos Aires. Da 10 anni in esilio volontario a Città del Messico, ho studiato master e dottorato in Latino-Americanistica. Sono qualcosa di simile alla vecchia figura del corrispondente per il quotidiano L’Unità, scrivo da Messico e dintorni e curo un blog sul sito del giornale, il LatinoAmericaExpress (giustamente). Sono uno dei redattori di CarmillaOnLine, web zine di letteratura e cultura d’opposizione, insegno italiano, faccio il free lance (giornalista?) e il mio primo blog è LamericaLatina.Net. La politica è la mia passione civile, la poesia e i viaggi quelle culturali, il mezcal, la poderosa GN125 e la Santa Muerte quelle carnali. Infine lo spot: segui L’America Latina su Facebook. E mi trovi pure ossessivamente su…Twitter!! (piano piano ho capito a cosa serve): @FabrizioLorusso

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Uno sulle rotaie in un canyon equatoriale. Forse ha preso una botta.……………………………………………
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Origine: Milano città, Piazza Prealpi (enclave periferico schiacciato tra la Bovisa e Quarto Oggiaro, Italia)

Base attuale: Città del Messico (sur) e dintorni (fino alla Tierra del Fuego)
Studi formali: l’economia boemia e il commercio poco equo che vengono teorizzati alla Università L. Bocconi di Milano alla facoltà di Economia Aziendale in cui mi sono laureato degnamente con una tesi sulla storia economica messicana del XX secolo.
Poi Maestria in Studi Latinoamericani (Americanistica in Italia??) alla Universidad Nacional Autonoma de Mexico, territorio della squadra locale dei Pumas e più importante ateneo dell’America Latina. Ah, la tesi fu sulle Relazioni Stati Uniti – America Latina dopo il 1945…

Occupazione (i): Accademico/Dottorando in Studi Latinoamericani alla UNAM (Universidad Nacional Autonoma de Mexico, con tesi sulla storia delle Business School e gli MBA latino americani); traduttore ita – spa e viceversa; giornalista in evoluzione; insegnante di lingua e (contro) cultura italiana. Ma pure poeta, sostiene, sia prima sia dopo l’uscita della sua collezione imperdibile Memorie del Domani, Memorías del Mañana…

Ecco poi a volte ha collaborato coi giornali, colle riviste e altri mezzi di comunicazione, la radio (sempre bella) e la TV (messicana, figurati se in Italia…) e così via. Basta scrivere e vivere. Una foto più recente per non ingannare il prossimo e me stesso.
Piatto estivo preferito. Bresaola con la rucola e porcinetti con scaglie di grana. Il Messico è bello ma ogni tanto manca qualcosa…e non è un luogo comune da italiano all’estero!
Altro: viaggiatore, musicante e poeta esiliato volontariamente nelle Americhe dirige voci e sensazioni dall’alto di Città del Messico verso il basso dignitoso delle sue inquietudini e speranze emergenti di cambiamento.
Contatto: fabriziolorusso AT yahoo.it
Due chiacchiere e una birretta con uno sconosciuto conosciuto devoto della Santa Morte e impiegato statale nel centro del Distretto Federale alias DF alias Mexico City alias Defectuoso (DiFettoso). Stop.
Casa dolce casa. Ecco com’era la mia umile dimora prima della rivoluzione del 2010. Niente sarà più come prima, come in questo video.
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Foto su. Uno scorcio di precarietà del lavoro (salario precario ed equilibrio ancor più precario-basta vedere quante croci ci sono nei cantieri messicani, più croci che colonne di cemento!)
L’anti-precario a Milano. Piazza del Duomo ostigata da centinaia di turisti giapponesi con un carico pieno di moda e modi fabbricati a costo zero dai loro cugini cinesi nelle cantine asiatiche e nella provincia di Napoli (e tante altre).
Infine chi sarei…e ci metto l’articolo uscito sul Fatto Quotidiano sui cervelli in fuga e il Messico: LINK
In Messico per studiare (e scrivere). “I migranti di oggi? Legati all’Italia”
Fabrizio Lorusso, 35 anni e di origine milanese, vive nella capitale da 11 anni. Si è laureato in storia economica messicana e ora si dedica a un libro sulla Santa Muerte appena pubblicato in Italia. “Fra i connazionali espatriati c’è voglia di costruire, non solo di criticare”

Più informazioni su: Cervelli in Fuga Messico, Città del Messico, Messico.
L’aspetto curioso della vita di Fabrizio è come, nonostante la prolungata lontananza, continui a mantenere un forte vincolo con l’Italia: “Quelli della mia generazione all’estero sono molto più legati al paese d’origine di chi migrava trenta, quarant’anni fa. In Messico per esempio la comunità italiana è numerosa e molto attiva, attenta alla diffusione della nostra cultura all’estero”. Una comunità così attenta che al dicembre del 2012 risale una lettera, firmata da ottanta italiani emigrati, che lamenta un peggioramento nella gestione dell’Istituto italiano di cultura di Città del Messico, legato al nostro ministero degli Esteri. Sulla vicenda, Fabrizio racconta: “A volte ci sono situazioni preoccupanti per quanto riguarda la diffusione della cultura e soprattutto il lavoro di alcune categorie, per esempio i docenti, che come in Italia vivono in condizioni di miserabile precarietà”.
A seguito della lettera e delle proteste degli italiani, il 18 dicembre c’è stata anche un’interrogazione parlamentare in Italia posta dall’onorevole Bucchino, eletto in circoscrizione esteri. Questa partecipazione della comunità italiana, per Fabrizio, è da leggere come un buon segnale: “Fra molti migranti italiani c’è voglia di costruire, non solo di criticare. Tornare a casa con un’esperienza ricca e densa fatta all’estero. Per alcuni si tratta di rientrare a lavorare in Italia, per altri, come nel mio caso, il contributo sta nel fornire immaginari e visioni del mondo all’Italia, e viceversa. Lavorando anche sulla trasparenza delle imprese che rappresentano il nostro Paese all’estero e che devono avere standard etici elevati”.
Intanto, Fabrizio si sta dedicando al suo ultimo progetto, un libro sulla Santa Muerte appena pubblicato in Italia: “Sto studiando il tema da 5 anni, è per me di grande interesse. Questa patrona dell’umanità, la santa morte, è molto popolare qui in Messico: da alcuni viene definita la Madonna dei narcos, da altri semplicemente la patrona dei dimenticati, degli strati marginali della popolazione”. Dopo questo libro e un altro su Haiti pubblicato recentemente, Fabrizio progetta di continuare a scrivere anche una volta concluso il dottorato, magari sia in spagnolo che in italiano, per conciliare le sue due anime. E l’Italia? “Sono aperto a tutto, all’eventualità di tornare, così come a quella di continuare il mio percorso qui, in America Latina. Anche una realtà come quella di Città del Messico è piacevole e vivibile, se ti sai adattare alle sue contraddizioni. Fra l’altro, i messicani sentono una certa affinità con il popolo italiano, e hanno una visione abbastanza felice del nostro paese”.


































Sono capitata qui per caso e mi sono piacevolmente imbattuta in un’altra persona stregata dal Messico! Sono reduce da un viaggio in Baja California e Distrito Federal a casa di vecchi e nuovi amici messicani…e come mi avevano annunciato, mi hanno catturato un pezzo di cuore!!! Bella energia dalle tue parole!
P.S. Anch’io ho una foto sdraiata sui binari!
Ciao Doriana,
grazie per il commento che mi fa piacere! Ma vieni spesso in Messico o è stata una vacanza più eccezionale? Ciao, se vuoi usa la mail mia sopra!
ciao Fabrizio sono daniele vivo lavoro e sono nato a livorno . ho voglia di cambiare e ho deciso di fare degli investimenti ora sto’ valutando il messico oltre alla costa rica. quindi sto’ prendendo notizie da italiani che vivono sul posto . secondo te e’ una buona idea investire in messico e stabilirmici.ciao
Caro Daniele, la questione e’ piuttosto complicata. Se uno vuole, si lancia e le cose le fa. Magari con qualche viaggetto di esplorazione prima, no? Ora, di fatto, sono in Costa Rica ! Altro posto bello ma piu’ tranquillo e meno emozionante.
Ciao Fabrizio,
il tuo sito è molto interessante. Oggi conto di leggere il tuo articolo sull’influenza suina. Pensa che oggi tutti i giornali in Italia hanno questa notizia in prima pagina.
spero di vederti o sentirti presto
cuidate
Ciao Fabrizio…senti vorrei contattarti privatamente se possibile perche avrei dei consigli da chiederti riguardo un mio progetto in messico per la mia esi di laurea. Ti ringrazio
Francesca
Ciao Francesca, scrivimi se vuoi ti rispondo con piacere! fabriziolorusso@yahoo.it
Grande Fabrizio…complimenti per come vivi e racconti le tue storie…sono Andrea, toscano, un traveller come te…viaggio ormai da 5 anni…poco fa ero in Messico, a Sayulita vicino Puerto Vallarta…mi sono spostato in Canada visto che con la storia dell’influenza non c’era piu’ molto lavoro da quelle parti…pero la neta qua non mi piace…ho bisogno di qualcosa di piu’ latino…per questo tra una 15 di giorni mi risposto e mi butto a Cali…ho trovato lavoro li come pizzero…ho visto che te li ti ci sei divertito?!? mi puoi dare qualche consiglio???
Grande ancora!! magari ci becchiamo in giro…eheh…Ciao!!
Ciao Andrea, ma dove viaggi ora? Sei piu’ o meno fisso all’estero o giri continuamente? (e poi, come fai?)
ciao fabrizio!!!Ora sei a città del messico?io sono arrivata da 5 giorni!!
Si sono qua. Mandami una mail ! fabriziolorusso@yahoo.it
si..sono fisso all’estero girando continuamente…come? scelgo un posto che mi stuzzica…vado, lavoro in quel che trovo (cameriere, pizzero, lavapiatti, volantinaggio…qualsiasi cosa), e quando riesco a mettere da parte due soldini compro un biglietto e ricomincio da qualche altra parte…in genere mi fermo 3/4 mesi in un posto…e ormai sono quasi 5 anni…e chi si ferma piu’?? eheh
ciao fabrizio siamo una coppia di napoletani e saremo nei pressi di cancun prox agosto e vorremmo cogliere l’occasione per un nostro progetto di trasferimento cerchiamo qualche attività da rilevare avendo un piccolo capitale a disposizione. ho visto il tuo sito e sono stata colpita dalla tuo grande entusiamo. se hai qualche dritta puoi inviarla a me alla email da cui ti scrivo o in alternativa alla email di peppitest@alice.it grazie e complimenti
Ciao Antonietta, beh per una cosa come il trasferimento…bisogna stare la’ un po’…vedi un po’ Cancun, Playa del Carmen e Tulum…ci son molti italiani ma anche molte cose da fare…un altro posto simile ma ancora socnosciuto ai piu’ e in trasformazione e’ la spiaggia di Mahaual, al nord di Chetumal, quasi al confine col Belize…Ciao!
Cia Fabrizio! sono capitata per caso in questa pagina e guarda chi ti trovo! Come stai? Molto carine le foto e anche gli aggiornamenti, verrò ogni tanto a dare un’occhiata. Ti mando un bacione anche da parte della zia Antonia. (Ti ricordi vero di me? Sono Rosalba la cugina di tua mamma) Un saluto ancora e a presto
Ciao Rosalba! E’ tanto che non ci si vede e mi sono accorto del commento solo ora! magari mi faro’ dare il numero di telefono tuo per sentirci! Mi puoi scrivere una mail?
Fabrizio
MEXICO
Quando si dice Messico si pensa subito al sole, a spiagge bianche e incontaminate, alla rivoluzione e viva Zapata, al cibo piccante e alle sterminate pianure dei deserti settentrionali ad un passo dal confine, diviso per volere dell’uomo dalla barda fronteriza. Eppure, a guardar meglio e ben oltre vecchi e stantii luoghi comuni, il vero Messico è un altro. Lo trovai in un primo volo partito da New York, fatto nell’agosto del 1996, che rasentando casine basse dai tiepidi colori pastello atterrò nella capitale tra le ultime luci rossicce del pomeriggio inoltrato. Ancora oggi mi chiedo quale fu l’incantesimo che avvenne tra me, passeggero della classe economica proveniente dal vecchio mondo e quella città così strana, così diversa da quelle viste fino allora. Sebbene continui a chiedermelo, non mi son dato risposta. Città del Messico non può considerarsi bella a prima vista. Non è certo dall’alto che si può giudicarla, seduti sul sellino di un aereo in discesa d’atterraggio, mentre si scorgono le prime luci fioche di un gigante che sta lì, con la sua schiena pigra adagiata sopra un antico lago, il Texcoco. Eppure, nonostante tutto ciò che si possa dire o trovare nelle pagine di una guida, solo piene di inutili consigli e liste d’alberghi, l’incantesimo ti prende e non ti lascia più. Lo spettro del sovrano Moctezuma s’impadronisce della nostra anima per non abbandonarla più. Ed è lì che inizia il viaggio.
Caotica, selvaggia, dolce e spietata, soffocante per la contaminazione, ma se soffia el norte, il vento nella piovosa valle dell’Anahuac si respira e la si perdona. Piena di gente per le strade del centro e nelle periferie, al punto da farti dubitare se anche tu conquisterai un pezzetto di marciapiedi per ammirarla quando sventola la bandiera messicana nel Zócalo capitolino, e una folla spontanea si radunerà silenziosa e composta intorno a quel plotone di soldatini ubbidienti che, ripiegando il simbolo patrio, se ne andranno marciando attraverso una piccola porta del vicino Palacio de Gobierno da dove all’alba erano sbucati per issare la gigantesca e maestosa bandiera, in un solenne rito all’inverso che si compie ogni giorno da centonovantanove anni.
Non saprò mai, eppure me lo chiedo da molti anni, il perché di una certa visibile commozione che mi prende ogni volta e l’imbarazzo nel sentire il richiamo sopito della patria in terra straniera. Eppure Città del Messico è anche questo. Con i suoi minuscoli autobus, la sua incredibile e capillare metro stile francese, che conta oltre 200 chilometri di strada ferrata. Le sopravvissute chinampas e la fiera gente di Xochimilco. Con i suoi mille odori tutti diversi e tutti uguali, che aggredisce le narici per strapazzarle prima con il tanfo sulfureo di diavoli marci, che salgono dai tombini giganti della rete fognaria, poi con il forte e pungente odore delle gorditas, dei tlacoyos, delle tlayudas, o con il delicato profumo dei vaporosi tamales. E se le vostre narici saranno in grado di attraversare la jungla di odori che si sovrapporranno gli uni agli altri lottando lungo tutto il vostro cammino, vi resteranno come ospiti inattesi, anche quando sarete tornati a più consuete longitudini e scoprirete che il vostro olfatto è cambiato per sempre. Città del Messico ha il suo ventaglio di odori, inconfondibili accenti sopra giorni e pagine stanche, dove passerete da soleggiati mezzodì a gelide serate, dove il crepuscolo prenderà il posto di accecanti bollenti giornate di sole e il vostro cammino errante di viaggiatore si rintanerà soddisfatto tra le lenzuola di un letto d’albergo. La pioggia di Tlalolc vi sembrerà un gigante dispettoso e i vetri del vostro rifugio ad ore si riempiranno di minute gocce che rifletteranno la magia lucente e suggestiva di centinaia di collinette edificate, un presepe vivente di umanità nella urbe più grande del mondo. Siete a Città del Messico, culla di civiltà precolombiane e terra di grandi leggende e surrealismo. Un posto che lascerete tra dieci giorni, un mese o un anno, buttando nell’ultimo cestino dell’aeroporto quel velo di snobbante spaesato sconcerto, quel volto scorbutico e stanco di quando compilaste (sbuffando) la forma migratoria.
Soltanto ora, lasciando la sottile area doganale che divide il ponte ipotetico tra due mondi, avrete quella strana nota di malinconia, quella straziante virgola di tristezza che precede il ritorno.
Ciao Jacopo,
grazie! Il tuo racconto mi ha stupito, interessato e appassionato. Vivo qui da 8 anni, ma ogni tanto, sai, si perde la magia delle cose dopo un po’ e bisogna imparare da altri occhi e parole (come dice il blog!) come recuperarla.
Vorrei aggiungere un post al blog a tuo nome con queste impressioni che hai scritto perché valgono proprio la pena!
Ho riprovato la magia inquietante di cui parli, nei suoi aspetti forse più torbidi e oscuri, vagando come un matto ieri sera a bordo della mia ammiraglia o poderosa, una Suzuki GN125, perso completamente nelle strade deserte e immense del nord inifinito della Città…Non avevo mai sentito parlare dell’Eje 6 Nord (e non è nemmeno segnato così sulla cartina visto che ufficialmente c’è solo l’Eje 5).
E’ una delle strade parallele che fanno a fette la urbe ed ecco che sbuca lì e mi fa girare per vari chilometri alla ricerca di un riferimento per tornare a sud. Sembra facile, ma ti giuro che non lo è stato e sono pure un appassionato delle mappe geografiche del DF.
Nada, ho vagato immensamente e mi son sentito un novizio della città e alla fine son riuscito a scoprire dei cartelli con riferimenti più o meno noti. Freddo, strade bucate più della luna e solitudine: il nord del DF è affascinante, pericoloso e inutile così come le sue avenidas di dimensione autostradale spoglie di case e di vita, infestate da pantegane, negozietti 24 ore, enormi cartelli, zone militari e impianti industriali.
A proposito di militari. Tanto per rendere più interessante il giro in moto, ieri avevno anche bloccato completamente la circolazione in un quadrato di 5 macro-isolati verso il centro e il Metro Balderas perché un folle s’è messo a sparare alla fermata del metro mentre arrivava il treno uccidendo due persone e ferendone altre otto. Così, gridava slogan politici e frasi incazzate e hanno cercato di fermarlo mentre scriveva su un muro con un pennarello.
Quindi il tipo è esploso, ha tirato fuori la pistola e ha freddato un agente della sicurezza con un colpo alla testa. Anche un muratore che ha provato a fermarlo ha avuto la peggio. C’è il video su youtube ma non l’ho voluto cercare…
Fuori, senza che nessuno sapesse nulla, alcune decine di soldati e poliziotti avevano già costruito delle barriere con sacchi di terra e stavano appostati dietro puntando i fucili e i mitra in direzione delle auto (nel mio caso, la moto) che passavano di là.
Alcuni camion deviavano il traffico verso la peggiore colonia o barrio del centro sud, la rinomata doctores.
Seratina!
Ciao, Fabrizio
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Paul
caro fabrizio, è davvero interessante leggere il tuo ” modo di vivere”, a me piacerebbe ma purtroppo il senso del dovere,di appartenenza, il legame con le mie origini mi tarpano le ali. Per te com’è stato mollare tutto? Hai avuto incontri che ti hanno cambiato la vita?
Ciao Gessica, è lunga da spiegare ma ti posso dire che non è mai facile cambiare e tantomeno così “radicalmente”. A me è successo piano piano, a tappe così è come se non te ne accorgessi e ti abitui lentamente anche ai fattori sgradevoli e negativi per esempio di una città come questa o della eterna precarietà delle cose (tutte!). Se ti va scrivimi pure alla e-mail che è lì su da qualche parte! Ciao, Fabrizio
Ciao Fabrizio, complimenti per il blog l’ho trovato molto accattivante e ricco di spunti interessantissimi.
Io sono una tarantina bocconiana pentita scappata a Londra. Se passo da quelle parti ti faccio un fischio!
Ti consiglio di dare un’occhiata al blog ti un mio amico, sono sicura che ti piacera’.
http://cipayoenlondres.blogspot.com/
Buona serata.
Claudia
Ciao Claudia, mi fa piacere che ti sia piaciuto il blog, da quanto sei a Londra? Sto dando un’occhiata anche al tuo intanto! Mi permetto. Se ti va ci sentiamo per mail, ad ogni modo, qui come diciamo todos son bienvenidos, se decidi di fare un giro. Io Londra nemmeno la conosco ancora, pensa, ma prossimamente…
Ciao, Fabrizio
Complimenti veri.
Non condivido quasi nulla delle tue analisi politiche ed economiche ma leggo sempre con piacere i tuoi posts (articoli?) apprenzandone la serietà e capacità di analisi.
In bocca al lupo per tutto.
Francesco Mari a.k.a. Marish
Ciao Francesco e grazie per l’onesto apprezzamento. Se hai voglia mi dici poi che cose non ti quadrano, mi fa sempre piacere capire se ci sono imprecisioni o altre visioni sull’America Latina e sulla vita (ancora meglio). Crepi il lupo quindi e a presto.
Hola!!! Sono Damiano, di roma, sposato con una bella e simpatica chilanga zona viaducto tlalpan…complimenti per il blog potrei anche definirti il mio eroe
….adesso viviamo in italia ma il progetto è di venire a vivere in messico in poco tempo..dato la nostra passione per il mare siamo stati in molti posti tipo baja california, riviera maya acapulco ecc..(oltre all’incantovole chiapas, e varie roviene..)…e tra i tanti posti abbiamo concentrato le nostre forze su tulum che a quanto pare con la costruzione dell’aereoporto a breve crescerà(spero insieme al capitale da me investito) permettendoci di poter stare in messico tranquillamente…sai avrei bisogno di chiederti alcune cose se posso permettermi di usare la tua mail….grazias a presto
Ciao Damiano y mucho gusto a los dos, certo se vuoi scrivimi e siccome sono in Italia ti posso passare il mio cellulare per mail! A presto. Fabr.
Certo fabrizio inviami pure il numero cosi parliamo a voce….sei molto gentile grazie
Ciao Fabrizio, leggo da un po’ i tuoi pezzi su Carmilla, oggi ho fatto un giro sul tuo blog.
Ho sempre avuto ammirazione per chi “molla tutto e cambia vita”, ancora di più e mista a simpatia per chi lo sa raccontare in modo così scanzonato e pur preciso, pennellando scorci di emozioni e paesaggi.
Fantastico l’ultimo pezzo su Milano!
Se un giorno dovessi capitare dalle tue parti cercherò senz’altro di incontrarti!
con simpatia
Danilo
Ciao Danilo, oh grazie mille, mi fa piacere che apprezzi il blog. Poi va beh, a volte credo che ci voglia molto coraggio anche a stare in Italia (credo che come dicono i Caparezza un eroe e’ chi lavora e si fa il mazzo lassu’) e mi chiedo se ci tornero’ o no quando finiro’ questo ciclo di studi e lavori tra un po’….comunque ci sentiamo sicuro se passi da qui o, d’estate, a Milano…un abrazo!
Ciao Fabrizio
sono Giuseppe e stiamo organizzando un giro di proiezioni in Mexico!
ho visto il tuo blog e ho pensato che potessi essere interessato al progetto: http://www.nomadica.eu – ho provato a scriverti all’indirizzo di yahoo, ma niente. scrivimi al mio indirizzo quando puoi!! gracias !!
hola< estuve en roma, en partito radicali via de la torre argentina en noviembre es el congreso de la legalizacion de las drogas, iremos carlos martinez renteria revista generacion casa del poeta piso 2 alvaro obregon 73 col roma ven a vernos a mico; en instututo italo lat de roma dejamos ejemplares de Proceso
te lesso conttati: clara ferri, libreria italiana cordoba esq orizaba col roma ya la conoces? francesca gargallo francesga@yahooo.com profesora uacm; anunziata rossi profesora unam; lorenzo cordova vianello profesor unam; antonella attilli profesora buap puebla; massimo mondonessi director instituto italiano di cultura coyoacan; alfonso vadillo roma mex profesor unam economia; alfonso ri zauzi asesore messicano di massmo dallema; paola de santiago haas, messicana a telecincue roma 55 74 40 05 marina su fratella;
Ciao
Io radico con famiglia mexicana in Italia, ma siamo spesso in Mexico, ti lascio un link meglio di tante parole.
http://skatofix.wordpress.com/category/mexico/
ciao Fabrizio, complimenti per il sito, sono un po di mesi che sto dando un occhiata… ora sono a mahahual in quintana roo a 2 ore nord di chetumal, sono qui da un amico che ha un bar e mi sto godendo un po di caraibi dopo 2 anni e mezzo di piovosa irlanda.. sono 5 anni che sono via dall’italia avendo vissuto tra australia sud est asiatico e irlanda.. purtroppo a differenza di te, io partii senza grandi progetti o idee chiare.. mi sono adeguato a fare un po di tutto.. ma ora sono deciso a fare un’esperienza a citta del messico, mi piacerebbe trovare un appartamento o una stanza e provare a viverci un mesetto per imparare lo spagnolo e magari riesco a trovare anche qualcosa da fare… mi chiedevo visto che tu sei li da un po.. se mi sai dare qualche dritta su dove cercare per stanze o appartementi in affitto.. ti ringrazio in anticipo.. spero troverai il tempo di leggere:-)
Complimenti e grazie per aver pubblicato il video sottotolato Food Inch!
Ciao Davide, quel video in Italia e rispetto al mio blog è molto visitato, infatti credo sia molto utile! Non c’è di che! (e un grazie anche a Clara che ha fatto i sottotitoli)!
Caro Federico, bella Mahaual, ci son stato nel 2008, sperduta ma affascinante, se passi da qui mandami una mail o avvisami qui, vediamo come fare. Ciao, fabrizio
Ciao Fabrizio, ho fatto il biglietto per citta del messico per il 10 di gennaio, ora mi sto informando un po per l’alloggio, credo che andro a stare a condesa, magari ti faccio uno squillo quando arrivo e andiamo aberci una tequila;-)
Buon anno…
Ciao, beh, certo fammi sapere! Mandami una mail !
Ciao Fabrizio
davvero completo e ricca la descrizione di chi sei, cosa sei e di chi sei..
complimenti,
ma io lo sapevo già che eri un grande…
Bravissimo, ci sentiamo presto…come sempre…
Abbracci
michele
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jac.smitsh@gmail.com
Ciao Fabrizio,
ti leggo da parecchio oramai, diciamo dai tuoi primi articoli su Carmilla. Complimenti davvero, per quanto io abbia la fortuna di non avere la dote della scrittura trovo che hai sguardo e penna attenti a quel che succede in Messico.
Sono un emigrato nel Monstruo anch’io (ándale, pues), e proprio per questo apprezzo particolarmente i pezzi sul DF. A dir la verità, a leggere i tuoi interventi su Carmilla e le puntate di Radical Shock di Mastrogiovanni – e vivendo da due anni qui, chín – ho come il sospetto che un certo tipo d’emigrato italiano abbia una predisposizione in comune a farsi affascinare da alcune caratteristiche. Magari scopro l’acqua calda…
In realtà ti scrivo soprattutto per comunicarti la più sincera ammirazione per il coraggio e spregiudicatezza ad andare in moto nel df ( al cui confronto Tepito e Santa Martha sembrano luoghi per cronisti di Leggo) . Io ho una bici benotto comprata fin dai primi mesi del mio arrivo, ma ancora non mi azzardo a oltrepassare i limiti della colonia. Forse non me la sento di rivedere gli stessi occhi che la mia compagna ebbe nel sentirsi dire che andavo a comprarla.
Spero di poterti continuare a leggere a lungo. Il tuo è un lavoro di informazione prezioso.
Simone
Ciao Simone, grazie del tuo bellissimo messaggio e le esperienze che condividi. Scrivimi alla mail di Yahoo, son stato fuori dal DF per un po’ ma ora son tornato! Un abrazo ka, Fabrizio (anch’io prima del motorino e poi la moto avevo una bici ma dopo due botte con mini cadute causate dalle macchine e un furto nel parcheggio del super ci ho rinunciato e con la moto va molto meglio!).
Complimenti
Ciao Valeria, grazie, vado un po’ in viaggio sul tuo sito, stupendo. Hasta pronto.
hey Fabry sono Serena dopo aver viaggiato un pò per l’America andina son tornata a Napoli e mi sto laureando in Relazioni internazionali e diplomatiche,la mia idea sarebbe discutere una tesi sulle politiche in America Latina,e magari proseguire gli studi sul settore, tu sapresti consigliarmi magari qualche libro o articolo sulla questione?un abrazo!
Ciao Serena, mandami una mail! fabriziolorusso at yahoo it
Ciao, volevo chiederti se vuoi inserire un banner/link del mio blog nel tuo blog.
Ciao Fabrizio, è tanto che non accedo al tuo sito, ma sicuramente ti ricordi di me per via di una nostalgica nota sul Chavo del 8 e sulla bandiera messicana che hai pubblicato. MI fa piacere che molta gente condivida le proprie esperienze del Continente desaparecido e che ci siano molti laureandi intenzionati a dare tesi latinoamericane. Tra poche settimane raggiungerò el monstruo e la mia famiglia che ormai “es mi familia”. Sono sedici anni che viaggio per questo incredibile paese e tutte le volte è la stessa emozione. Alla fine mi riduco a fare sempre le stesse cose, persino quello che metto in valigia, i miei quattro panni, sono sempre quelli, lisi e provati anche loro da tante ore di viaggio. Sono sedici anni che finisco al d.f. e ormai faccio qui casa. Vivo a Roma, con una bella moglie messicana e una figlia. Loro son già là, davanti un fumante pozole, stretti dal calore di amici e parenti: quel calore umano che non sa di luogo comune e di cui non fa vergogna parlarne. Mi son sempre chiesto perchè questo paese mi abbia tanto preso il cuore e perchè incontri sempre gente che ne vuole parlare, discutere, criticare. Perchè sia sempre un terzo o un secondo posto, perchè sia sempre un qualcosa di sporco, confinato a sud di quella barda nordamericana e perchè se ne parli spesso troppo poco e male. Perchè abbondi una ignoranza di fondo e una cattiva considerazione, un’indifferenza becera e stereotipata dei media italiani ed europei. Persino la “tentata” elezione del presidente Peña Nieto, falsa quanto le schede scrutinate, non è riuscita a scalfire questa scorza di indifferenza che la nuova generazione dei giornalisti alimenta di pregiudizi e di vuote parole. Per loro Messico vuol dire ancora H1N1, punto. A noi invece piace così, come lo descrivi tu attraverso le immagini senza filtro del tuo blog. E questo paese mi appare bello e fiero come il suo sole, che apre le coltri dense di nubi del Popo al mattino. Come la prima volta.
Ciao Jacopo, mi ricordo eccome. Mi fa sempre piacere ricevere commenti sul Messico vissuto e sentito. Sono tornato da pochissimo dall’Italia, mandami una mail, così riusciamo a vederci qui magari!
Ciao Fabrizio, purtroppo non ci s’è visti al Monstruo. Tu ritornavi ed io partivo di nuovo per Roma. Quest’anno mi sono nuovamente immerso in un tour estivo nell’area della grande civiltà Maya. Fatto tappa a Mérida, in delizioso albergo coloniale che si chiama Casa de las Columnas, abbiamo passato una bellissima giornata a Progreso e poi Chichén Itzá (terza volta ma quest’ultima con mia figlia). Anche se troppo ricolma di turisti, resta sempre affascinante ed è nelle mie intenzioni future fare (sono anni che ci penso) un archeo-viaggio con mezzo su gomme con tappe a Uxmal, Dzibilchaltún, Bonampak, Labná etc… purtroppo il tempo a disposizione è sempre poco. Sono appassionato d’archeologia. A volte mia moglie deve sottrarmi da fantasticherie Chaterwoodiane, perchè passerei giornate intere tra quelle rovine. Non c’è viaggio in Messico che non preveda un ritorno tra le rovine di quelle misteriose civiltà. Lo ammetto, ogni anno dedico pure una decina di giorni al mare, ma come evitarlo? resto rapito come sempre dalla lunga lingua di sabbia bianca di Akumal, nello stato del Quintana Roo, dove vorrei finire il resto dei miei giorni, magari davanti alle bianche rovine di Tulúm. Lo stato del Quintana Roo resta un meraviglioso incanto se non si finisce a Cancún, che ormai si proclama un piccolo enclave statunitense insieme a Cabo San Lucas in BCS, che non ha più l’autenticità del nostro amato Messico (colpa di Hollywood e dei dollari). Rileggo “La polvere del Messico” e non ritrovo quelle belle atmosfere descritte nel suo libro da Pino Cacucci. Son passati vent’anni e il virus del NAFTA si fa vedere.
Tornando al Monstruo, ti segnalo un’incantevole mostra di artigianato latinoamericano, in calle Madero e un’altrettanta bellissima sul cinema degli anni ’40 messicano, sempre in centro, con belle foto di Cantinflas, di Tin Tan e dell’intramontabile Pedro Infante. Sono stato in agosto e, nonostante la proroga delle mostre non so se siano ancora in esposizione.
Città del Messico mi ha accolto come sempre con la sua gamma di puzze e di odori di tutti i tipi, di colori forti spenti sulle case al tramonto, di quella bella “pipiolera” di gente dal cuore grande, anche nelle piccole cose. Mi sono lasciato cullare, divertito come un bambino a passeggio sul mio triciclo ideale. Non m’importa cosa se ne dica di questa città: per me è bellissima, suggestiva, triste quanto basta e autentica. Anche quando si prende el metro e c’è l’hora pico…
Vorrei che a questo paese e soprattutto ai messicani restituissero un po’ di dignitosa onestà e un suffragio popolare senza sorprese nè brogli. Loro, i poveri, i dimenticati, i tanti che brulicano già dalle prime ore del mattino, i sempre sorridenti chilangos, se lo meritano, come tutti gli altri messicani comuni, che sono l’anima vera di questa grande fetta di continente latino. E non certo Peña Nieto.
Un saluto, qui da Roma, dove l’autunno è alle porte e piove. Penso ad Akumal, alle sue spiagge, al suo caldo inebriante e a tante piccole tartarughe viste nascere su quelle spiagge. Spero abbiano trovato la strada giusta, nel grande cuore dell’oceano.
Ciao Fabrizio.
Ciao caro Fabrizio, mi chiamo jazmin sono messicana, la tua pagina è davvero molto interessante, anche ho visto su YouTube i tuoi videi nell’istituto italiano di cultura messico, la presentazione del tuo libro nel canale 11, ho conosciuto al professore Lucifreddi, con lui ho fatto la prova orale del Cils , mi piacerebbe fare amicizia con due voi, io studio sociologia UAM-Xochimilco. Ti invio un saluto.Y un abrazo… Ciaooooooo
ciao, vorrei sapere quando vieni in Italia, sono referente di un centro interculturale che potrebbe ospitarti per presentare un libro, parlare de la santa muerte e/o altro. Mi trovi a Pavia e a questo indirizzo: zaira.mzz@gmail.com A presto! Zaira