Prossime presentazioni di Santa Muerte Patrona dell’Umanità: LINK.
Alla lista del link qui sopra va aggiunta la presentazione in Piazza Verdi a Bologna prevista per il primo luglio dalle 18.30 organizzata da BARTLEBY !
La morte santificata, tramutata in oggetto di culto, in una sorta di Madonna dei diseredati, dei carcerati e dei “banditi”: è il culto per la Santa Muerte, fenomeno religioso molto diffuso in Messico, ma anche in Argentina e Stati Uniti, con 10 milioni di seguaci.
L’autore di questo saggio ci accompagna alla scoperta della Santa Muerte, il culto che unisce tradizioni antiche dell’America latina, folclore afro-cubano e il cattolicesimo imposto dai conquistatori spagnoli. Andando oltre i luoghi comuni che considerano la devozione per la Santa Muerte alla stregua di una setta satanica o di una religione per narcotrafficanti, si comprendono così aspetti più vasti della situazione latinoamericana, al di là dei pregiudizi.
Sì, lo so che il Messico è Nord America e qui non si considera come “America centrale” (guai a dirlo o pensarlo), però la mia cartina appesa sulla parete comincia dal Chiapas, scende fino alla Colombia e oggi meritava un post istantaneo. Ricorda i viaggi e i voli. O almeno qualche navigazione (a vista). Tra tesori e palme, come recitano gli stereotipi, sognerò i sorbetti al limone al posto delle messicane gelatinas (tipico dessert dei ristorantini messicani anti-crisi, cioè a basso costo) sul volo BA di stanotte per Londra. Su quello per Milano di domani forse starò già rimpiangendo il caotico zocalo del DF, l’inarrivabile Uni UNAM e i tramonti dietro l’Ajusco, ma poi la madonnina prenderà il sopravvento e a Linate mi risveglierò con un classico espresso. Buon viaggio anche a tutti gli altri camminanti. Ultimi acquisti? I santini e i mezcal.
Vi invito alla presentazione di due libri. Uno è sul culto alla Santa Muerte, santa popolare messicana ormai globale, e l’altro è sul lavoro a 4 mani con la giornalista Romina Vinci, un reportage-diario scritto tra le macerie di Haiti dopo il terremoto del 2010 e dopo l’emergenza colera del 2011. I proventi del libro vanno all’associazione haitiana per la difesa dei diritti umani AUMOHD. @FabrizioLorusso
La Ska Band e Orchestra Popolare argentina degli “autentici decadenti”, Los Auténticos Decadentes, ha dedicato 3 anni fa questo pezzo alla mostro-metropoli Città del Messico, un posto dove puoi girare per ore e tornare al punto di partenza, come dice il testo della canzone. Siamo a Buenos Aires. Due spaesati musicisti salgono su un maggiolino verde e bianco (così erano i mitici taxi della capitale messicana che a milioni infestavano le sue caotiche strade, e un po’ ancora lo fanno), ma dopo pochi secondi si ritrovano nel vero Distrito Federal, il DF-DiFettoso per eccellenza, la megalopoli da 25 milioni di abitanti che domina l’altopiano centrale messicano e non sprofonda nel lago sottostante per un miracolo della Madonna di Guadalupe o della Santa Muerte, a seconda dei gusti. Ed infatti proprio questa Santa appare al secondo 55-56! I due si risvegliano nel taxi a Buenos Aires dopo poco più di tre minuti di ska, traffico e tequila. Ottima colonna sonora per riprendersi (giustamente) da traffico, smog e tequila in eccesso.
Los Auténticos Decadentes son una verdadera orquesta popular, sinónimo de fiesta y alegría desde Argentina para toda América Latina y el mundo desde hace más de dos décadas. Comenzaron su carrera en Argentina en 1987, editaron hasta el momento 15 discos y tienen cantidad de grandes canciones cuyas melodías se conocen masivamente y se cantan con fervor en los estadios de fútbol de todo el continente. Este es el video de “Distrito Federal”, canción de amor a la ciudad de México, segundo corte de difusión del disco “Los irrompibles” (2010).
“…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”.
[Dalla canzone “Santa Muerte” del gruppo hip hop messicano Cartel de Santa]*
[Nella foto. Momento dell'innalzamento collettivo delle statue della Niña durante il rosario per la strada a Tepito, Città del Messico]
Da quando, ormai oltre 10 anni or sono, il culto alla Santa Muerte è uscito dalla semiclandestinità in cui è stato relegato per secoli, si sono moltiplicati i breviari, i libri e i siti internet che riportano preghiere, petizioni e rosari dedicati a questa santa popolare messicana che è sempre più globale. I materiali sono soprattutto in inglese e in spagnolo e poco esiste in italiano. “Preghiamo insieme e diciamo: ‘Santa Muerte del mio cuore’. Le preghiere indirizzate alla Santissima” è un paragrafo estratto dal libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità che prova a riempire questo vuoto e che riporto di seguito. Allego anche un PDF con una collezione di preghiere e invocazioni tradotte all’italiano e reperite sul web, su alcuni testi accademici e su altri divulgativi in vendita in Messico. A questo link, per chi non la conoscesse, si spiega chi è la Santa Muerte in un breve video e con qualche fonte bibliografica.
La Hermana Blanca, uno dei soprannomi comuni della Santa Muerte, si occupa di qualsiasi tipo di problema, dall’amore alla legge, dalla salute all’economia. L’elaborazione di preghiere e rosari specifici per la Santa è una pratica piuttosto recente, incoraggiata probabilmente dal boom commerciale e dall’impatto mediatico che l’hanno accompagnata nell’ultimo decennio. Perciò, se prima di fronte all’immagine della Flaquita si recitavano solamente il Padre nostro, il Credo e l’Ave Maria, oggi i devoti possono contare su una lunga serie di preghiere scritte ad hoc e riportate su siti Internet o breviari “fai da te” del culto.
La maggioranza delle preghiere più diffuse parte dalla tradizione giudeocristiana, chiedendo aiuto e permesso a Dio e alla Santissima Trinità per ottenere salvezza e poter invocare la Muerte, oppure ricordando la passione di Cristo, per poi arrivare a richieste proibite dalla Chiesa cattolica poiché rivolte direttamente alla Santissima e non sempre lecite nei contenuti. Riporto qui un paio d’esempi.
Signore, nella tua Divina presenza, Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo, ti chiedo il permesso d’invocare la Santissima Muerte, la mia Bambina Bianca. Ti chiedo umilmente di rompere e spezzare ogni maleficio, incantesimo e oscurità che si presenti nella mia persona, nella mia dimora, nel mio lavoro e nella mia strada. Santissima Muerte, elimina tutte le invidie, povertà, avversioni e inerzie ti chiedo per pietà di concedermi…(aggiungere una richiesta) E che con la tua presenza benedetta illumini la mia casa e il mio lavoro, e così anche per i miei amati, dandoci amore, prosperità, salute e benessere. Benedetta e lodata sia la tua bontà, Santissima Muerte. Signore, ti ringrazio infinitamente perché vedo la tua bontà nelle prove cui mi sottoponi, che perfezionano il mio spirito, Signore, ti rendo grazie, in mezzo a queste prove avrò la tua Benedetta e Santa benedizione. Amen.
In questa preghiera non mancano le tipiche invocazioni al Padre eterno o allo Spirito Santo, a Gesù e ai poteri speciali concessi alla Morte, oltre alle richieste da completare con un desiderio o il nome di una persona.
In alcuni casi la Niña Hermosa funge da intermediario tra Dio e gli uomini, in altri è la destinataria finale delle suppliche. Spesso si domanda l’adempimento di doveri, inclusi quelli coniugali, il rimborso di debiti, l’espiazione di colpe e l’ottenimento di favori da parte di terzi. Tra tante petizioni non si esclude naturalmente la concessione dell’amore e l’innamoramento provocato da un rituale speciale di amarre o ligue,secondo la tradizione cubana. Purtroppo, però, un amarre non è un diamante e non dura per sempre, soprattutto se la volontà della persona è stata forzata. Ecco una giaculatoria molto comune che auspica a una persona sorti avverse e dipendenza:
Santa Muerte del mio cuore non lasciarmi senza la tua protezione, e non lasciare mai tizio(a)… (nome della persona)
un solo momento tranquillo(a), infastidiscilo(a)
in ogni momento, mortificalo(a), inquietalo(a), inquietalo(a)
perché sempre pensi a me. Amen.
Esistono preghiere e rituali per ogni gusto e passione. Servono per risolvere una disputa familiare e proteggere i bambini, per evitare furti e chiamare a sé la fortuna, per perdere un vizio e attrarre una persona. Specularmente si sono creati rituali più complessi, eseguiti da “esperti”, santoni e sensitivi di tutti i tipi per conseguire esattamente gli stessi benefici delle preghiere individuali. L’unica differenza è il potere di suggestione che essi riescono a suscitare grazie a una serie di accorgimenti estetici e atti liturgici, pensati per stupire e convincere sia l’habitué che lo scettico.
La struttura del rosario segue grosso modo quella della tradizione cattolica, con le opportune varianti atte a includervi anche la Santissima Muerte. Può cambiare leggermente a seconda dell’altare callejero, da strada, in cui viene recitato, dato che non c’è una liturgia consolidata e uguale per tutti. Ogni officiante può usare delle varianti e crearne di nuove. Ciononostante il rosario di Tepito è sicuramente un buon punto di partenza per farsi un’idea, anche perché è il più frequentato. La guida spirituale recita la prima parte di ogni preghiera e i devoti rispondono a voce alta con la seconda parte. Si comincia con il segno della croce e poi con la sequenza classica del rosario, cioè un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria al Padre. Questa serie si ripete cinque volte, e tra una decina di Ave Maria e l’altra si dice un Mistero Doloroso, sebbene in alcune varianti possano essere recitati in alternativa i Misteri Gaudiosi, Gloriosi o Luminosi.
[Video con i momenti iniziali di un rosario per la strada a Tepito. La durata totale delle preghiere è di un'ora anche se i devoti spesso passano l'intera giornata a festeggiare la loro Santa presso l'altare]
La ricerca sul campo di Paolo Mossetti [1] riporta con precisione le parole dell’ufficiante. Primo mistero: l’agonia di Gesù nell’Orto di Getsemani (Matteo 26, 39): “Santissima Muerte, Fratello Gesù, ti offriamo questo primo mistero in onore della tua agonia nell’orto di Getsemani, ti chiediamo che per intercessione della Santissima Muerte e della tua Santissima madre, la Vergine Maria, ci concedi un gran dolore e pentimento per tutti i nostri peccati”.
Dopodiché si dedica una preghiera a una categoria specifica per ogni mistero, per esempio i detenuti, e la guida annuncia “un’orazione per i nostri fratelli che sono a…”. Si prega in silenzio per qualche secondo, poi comincia l’orazione per chi è in carcere. In questo modo si procede per tutti i misteri. L’agonia di Gesù all’Orto dei Getsemani si dedica ai detenuti. Il secondo mistero doloroso (la flagellazione di Gesù alla colonna) si indirizza agli infermi; il terzo (la corona di spine) va ai defunti; il quarto mistero (Gesù viene caricato della croce) risolve i problemi economici; infine il quinto (la crocifissione e la morte di Gesù) pone freno ai vizi.
Oltre alla cerimonia del rosario esistono anche dei novenari che si recitano in ambienti privati. I più noti sono composti da una preghiera d’apertura, una giaculatoria, un sonetto e altre preghiere da recitare durante nove giorni. La novena implica un impegno prolungato e una relativa disciplina, perciò è indicata nella risoluzione di problemi gravi o, secondo alcuni, addirittura nei rituali di stregoneria.
La maggior parte delle miniguide al culto e dei libretti in circolazione, di norma abbastanza autoreferenziali e commerciali (come la famigerata Biblia de la Santa Muerte), puntano a diffondere e cristallizzare alcune consuetudini della devozione. Tendono a consigliare comportamenti e pratiche, suggerendo preghiere, rituali e offerte per gli altari secondo criteri arbitrari o solo in parte recepiti dai devoti. Qualcuno ha addirittura escogitato i dieci comandamenti della Santa Muerte, con un’immaginazione abbastanza fervida. Presi da smania imitativa delle religioni “maggiori”, i creatori della “Bibbia della Santa Muerte” hanno rielaborato i passi su Mosè e le tavole della legge. Anche se non li legge o non li conosce quasi nessuno, li riporto come esempio di inventiva popolare (a volte interessata e non molto spontanea).
Nella “Bibbia”, su Internet e in altri volumetti di rapido consumo si parla spesso di una “religione”, quasi fosse contrapposta al cristianesimo e non di un culto popolare dai tratti folcloristici: la stragrande maggioranza di aderenti e fautori del culto per la Santa Muerte non intendono rinunciare al cattolicesimo né creare altre “religioni” strutturate come tali. Men che meno si può parlare di una setta o, come alcuni giornali cercano spesso d’inculcare, di una “setta satanica”.
Inoltre in alcuni libretti si allude a non meglio precisati “fratelli”, mentre nell’uso comune si parla di devoti, simpatizzanti e, al massimo, di credenti. Alcuni torbidi predicatori, con un certo seguito tra masse ingannate a suon di promesse e falsi miracoli, hanno addirittura celebrato matrimoni, messe, pellegrinaggi e liturgie di ogni tipo in onore della Santa Muerte senza rispettare il confine tra la fede di ciascuno, con le sue legittime espressioni collettive, e le iniziative pacchiane e lucrative.
Per i vecchi devoti che da generazioni conservano l’essenza del culto, queste pratiche starebbero dimenticando e mistificando la natura spontanea e discreta, fino ai limiti della segretezza assoluta, che ha dato origine e diffusione al culto molti decenni, probabilmente secoli, or sono. Ecco quali sarebbero i “comandamenti” contenuti in questo libretto in vendita nelle edicole esoteriche o nei negozi specializzati:
Venererai la Morte con totale rispetto. Non pronuncerai il suo nome invano. L’adorerai nei giorni a Lei dedicati. Onorerai tutti i tuoi fratelli nella religione. Non farai del male a nessuno. Non commetterai atti che possano pregiudicare la nostra religione che adora la Morte. Non abuserai delle tue conoscenze spirituali. Non renderai false testimonianze che La riguardino. Non avrai pensieri che ti facciano lucrare grazie a Lei. Non desiderai le ricchezze di altre persone.
Scarica a questo link il PDF con la lista completa delle preghiere per la Santissima Muerte più comuni in Messico (tradotte in italiano).
* Il gruppo rap messicano Cartel de Santa non si chiama così in onore della Santa Muerte ma per il nome del quartiere di Monterrey da dove provengono i suoi integranti.
[1] Cfr. Paolo Mossetti, Economia informale e sub-cultura religiosa: la devozione alla Santa Muerte, Facoltà di economia, Corso di Laurea Specialistica in Economia e Management per le Arti, la Cultura e la Comunicazione, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano 2008, p. 80.
Los invitamos a la presentación de la novela: “Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio” de Amara Lakhous. Es parte de las actividades de la Feria del Libro Independiente en la librería del FCE “Rosario Castellanos”. Miércoles 29 de mayo, 5:00 pm. Participan: Luis Tovar (Jornada Semanal); Fabrizio Lorusso (Traductor); Ioana Pieleanu (Ed. Elephas).
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Las lentes de un sinfín de culturas convergen en un solo punto: el ascensor de un pequeño edificio en Piazza Vittorio. Interminables conflictos entre los vecinos, extranjeros la mayor parte, crean un gran escenario en el que se revela la naturaleza oculta de cada uno de ellos. Nadie puede huir de las críticas y de los prejuicios de los otros. Se trata de una novela satírica, llena de polifonías que pone al descubierto el choque de civilizaciones.
Un ascensor, un asesinato ¿cuál de los vecinos de Piazza Vittorio ha sido? ¿Acaso Amedeo?
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Amara Lakhous nació en Argel en 1970 y vive en Roma desde 1995. En 1999 publicó su primera novela, Le cimici e il pirata, en versión bilingüe árabe/italiano; en 2003 publica su segunda novela en árabe, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, posteriormente reescrita en italiano con el título Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio. Por esta novela obtuvo el premio Flaiano de narrativa en 2006, además del premio Racalmare- Leonardo Sciascia.
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“Lakhous parece sugerirnos que las emociones no tienen fronteras políticas o geográficas, y que la verdad sobre los hechos, las personas y su comportamiento nunca está sola; no hay una verdad absoluta, sino un conjunto de verdades que en conjunto constituyen lo que somos. Una lectura recomendable, que contrasta fuertemente con los clichés sobre los extranjeros, que se encuentra en el centro del debate que involucra a una sociedad cada vez más compleja y compuesta.”
–(La Regione, Suisa)