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Un año de autodefensas en México: el video

[Fabrizio Lorusso Variopinto al Día] El 24 de febrero de 2013 nacieron las autodefensas de Tepalcatepec, unas milicias populares auto-organizadas que, el 24 de enero pasado, difundieron un video de 34 minutos, una suerte de “homenaje” titulado: 24 de febrero, Día de las Autodefensas. La película. Es un documental sobre sus acciones, motivos, historia y desarrollos del último año. “Qué harías si violaran a tu hija”, es uno de los comentarios, preguntas y textos explicativos que se leen después de cada secuencia de imágenes que describen acciones militares, entrevistas, escenas de combate, fotos de gente asesinada, testimonios y extractos de noticieros.

Hay mucho que contar de esta lucha en contra de los narcos, en particular del cártel de los Caballeros Templarios, emprendida por los pobladores de distintas comunidades michoacanas, especialmente de Tierra Caliente, por lo cual el video representa un documento de interés, sobre todo después del reconocimiento gubernamental que se les dio a las autodefensas, del operativo de seguridad que se implementó y tras la reciente aprobación de un paquete millonario de inversiones para Michoacán.

“El problema empezó cuando venían a tu casa y te decían: ‘Me gusta tu mujer, ahorita te la traigo. Pero me bañas a tu niña, que ella sí se queda conmigo varios días’”, explica el doctor José Manuel Mireles, líder y fundador de las autodefensas del estado de Michoacán, quien también declara: “Escogimos la forma en que queríamos morir. Si nos iban a matar amarrados, mejor que nos maten defendiendo”. Y así se organizó la defensa en contra de los abusos para llenar un enorme e histórico hueco institucional dejado por años de desgobierno, o bien, de ausencia y connivencia oficial.

Los Templarios, liderados por Servando Gómez, alias “La Tuta”, son el grupo dominante en el Estado cuya tierra caliente y sierras son territorios con importantes sembradíos de marihuana y adormidera y con laboratorios para la fabricación de drogas sintéticas. Asimismo, el puerto de Lázaro Cárdenas es un punto estratégico de trasiego. El video difundido por las autodefensas incluye justificaciones, pero igualmente incorpora una filosofía de fondo que se resume en el lema: “Michoacán ya despertó. México ya despertó. Por la Libertad”. Twitter @FabrizioLorusso

mireles y autodefensas

Frack U. Mexico: video-visioni sulla riforma energetica messicana

Effetti (in)desiderati della riforma energetica aperturista su gas, elettricità e petrolio messicani. Un video ripreso da NarcoNews descrive ai messicani il metodo del “fracking” per l’estrazione del gas. Il protagonista si chiama John T. Hodo (cioè: John Ti Fotto).

Good news! Mexico has the fourth largest shale gas reserves in the world, and the Mexican Congress is about to change the constitution so that private companies can drill for it. That means that U.S. companies will soon be there, fracking for gas. Sure, there may be some complications from the more than 500 chemicals that will be pumped into Mexico’s aquifers, but never fear: Joe T. Hodo, President of “Frack U. Mexico!” is here to show you why Mexicans should stop worrying and learn to love fracking…or else.

pacote reforma energetica gas petroleo

 

 

Video: Compleanno della Santa Muerte di Tepito

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Città del Messico, 31 ottobre 2013. I devoti della Santa Muerte, riuniti per celebrare il suo 12esimo compleanno presso l’altare di Alfareria 12 a Tepito, quartiere popolare del centro della capitale messicana, cantano la canzone “Las mañanitas” (tipica dei compleanni in Messico) dopo il rosario.

http://santamuertepatrona.wordpress.com/ & http://lamericalatina.net/
Cd. de México, 31 de octubre de 2013. Los devotos de la Santísima Muerte, reúnidos para celebrar su 12 cumpleaños en el altar de Alfarería 12 en Tepito, cantan “Las mañanitas” al final del rosario.

Santa Muerte Enrique Chimal

 

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Sciopero nazionale in Messico e Video sintesi 13S

Mercoledì e giovedì 18 e 19 settembre sono giorni di sciopero civico nazionale, convocato in tutto il Messico dalla Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación, cioè dalla corrente dissidente del Sindacato Nazionale degli insegnanti statali che da 5 mesi protesta contro la riforma educativa del presidente Peña. 15 scuole superiori e facoltà universitarie appartenenti alla Universidad Nacional Autónoma de México, site a Città del Messico, hanno aderito allo sciopero, hanno chiuso e occupato le rispettive sedi scolastiche e hanno manifestato per le strade di Città del Messico insieme al sindacato degli elettricisti (SME) e alla CNTE. Lo sciopero e le azioni di protesta sono previste anche per giovedì.

CNTE mon rev

Il video (link) riassume la situazione e documenta la giornata campale del 13 settembre e la violenza della polizia (3600 poliziotti federali in tenuta antisommossa contro 1500 professori in fuga durante varie ore) nello sgombero dell’accampamento degli insegnanti nel zocalo: 32 detenuti e 40 feriti è stato il bilancio finale, coi media ufficiali che parlano, invece, di un’operazione pulita nella capitale e tralasciano le centinaia di operazioni, meno monitorate e più violente, condotte negli altri stati.

Amnesty International ha richiamato il governo messicano e ha denunciato gravi abusi contro i giornalisti indipendenti. Anche se tra i detenuti non c’erano docenti, la sproporzione delle forze messe in campo e la strategia repressiva del governo erano evidenti: sono stati rilevati arresti arbitrari, violenze gratuite e gruppi di infiltrati o “halcones” (falchi) protetti dalla polizia.

La resistenza dei maestri continua in oltre 20 stati. A Xalapa, stato di Veracruz, 300 maestri sono stati feriti con scariche elettriche dalla polizia e il 13S lo sgombero della piazza Lerdo, anch’essa occupata dai docenti, è stato particolarmente violento (video YouTube). A Oaxaca è tornata ad organizzarsi la APPO, Asamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca, che mercoledì ha sfilato per le strade della città, mantiene un piccolo presidio nella piazza centrale e ha annunciato una serie di manifestazioni a ripetizione. Il governo ha aperto un presunto tavolo di negoziazioni con i docenti, ma le trattative non vanno avanti, anche perché il presidente e il ministro degli interni fanno finta di negoziare ma poi dichiarano che la riforma non si cambia, e i professori decideranno tra oggi e domani se provano a rioccupare il zocalo, la piazza centrale della capitale, in cui la polizia cittadina resterà fino al 19 settembre.

Nel frattempo la Sezione XXII di Oaxaca ha consegnato ai funzionari del governo federale, del ministero degli interni e del governo statale di Oaxaca una proposta o Piano per la Trasformazione dell’Educazione di Oaxaca, cioè una controriforma educativa completa.

Il 18 (mercoledì) una parte delle basi della CNTE, insieme agli studenti (in totale un migliaio di persone), ha cercato di oltrepassare i cordoni di poliziotti, che sono 3400 a presidio del centro storico, per tornare al zocalo, ma i manifestanti hanno dovuto ripiegare nel pomeriggio e unirsi agli altri maestri nella tendopoli che è stata allestita presso il Monumento a la Revolución.

Alle manifestazioni di questi giorni partecipano le basi della CNTE provenienti da almeno 10 stati e numerosi altri manifestanti (studenti, sindacati, organizzazioni sociali, ecc…). Il gruppo più nutrito del movimento è sicuramente quello della Sezione XXII di Oaxaca.

Non è la prima volta che in questo conflitto, soprattutto negli ultimi giorni di escalation della tensione e della repressione, la CNTE si divide: una parte delle basi opta per la via combattiva e un’altra segue la dirigenza. Quest’ultima, in genere, è maggioritaria nelle assemblee quotidiane che si tengono e opta per le manifestazioni e i blocchi stradali, ma crede ancora in una possibilità di mediazione, preferisce l’attesa rispetto all’azione immediata, soprattutto in riferimento ad una prossima rioccupazione del zocalo che, per ora, pare sia posposta a giovedì o al week end. @FabrizioLorusso

Entrevista con Alberto Patishtán, preso político en Chiapas

Ieri il portale messicano Desinformémonos ha pubblicato questa breve intervista al detenuto politico Alberto Patishtán, un professore indigeno d’etnia tzotzil rinchiuso da 13 anni in una prigione dello stato del Chiapas pur non avendo commesso alcun reato. Ingiustamente. La sua storia è ormai un caso internazionale ed è rappresentativa di una realtà giudiziaria molto preoccupante che in Messico è nota come “la fabbrica dei colpevoli”, una macchina burocratica, politica e repressiva che per motivi politici, per incapacità o anche semplicemente per fare numero e mostrare risultati mette in carcere decine di innocenti. Patishtán è uno di questi e proprio in questi giorni, ormai è questione di ore, ci sarà la risoluzione del caso e sapremo se “el profe”, come viene chiamato, potrà uscire o se dovrà ricorrere alle corti internazionali come la Interamericana per i Diritti Umani. A questo link una breve spiegazione del caso del professore Patishtan. Il video è tratto da : Link  1 Desinf. e da Link  2 Vimeo. Sotto la foto e il testo dell’articolo di Desinformemonos.

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México. En un video desde la cárcel de San Cristóbal de las Casas, Chiapas, en la que vive los que pueden ser sus últimos dos días tras las rejas, el preso tzotzil Alberto Patishtán declara que su lucha es porque “no puedo aceptar que me echen la bronca de un montón de delitos, cuando mi conciencia está limpia. No puedo aceptar ni dos días estar preso al no cometer algo”.

Patishtán relata en entrevista concedida en julio de 2013, que el problema político que lo llevó a ser acusado del homicidio de siete policías en el año 2000, inició con la petición de destitución del entonces presidente municipal de El Bosque, en el estado de Chiapas,  y por “reclamar las necesidades de la gente”. Afirma que se encuentra tranquilo ante la próxima decisión del Primer Tribunal Colegiado de Circuito con residencia en Tuxtla Gutiérrez, programada para el jueves 12 de septiembre.

El considerado por la comunidad nacional e internacional como preso político señala que, aunque “sufrió mucho” y perdió familia, “a veces tiene que pasar eso para que otra gente se dé cuenta de lo que vivimos nosotros”. Patishtán se define como “uno de los muchos que estamos presos injustamente en cualquier cárcel, muchas veces por no saber hablar el español, por no tener dinero, por no saber leer y escribir”.

1S México: Video Arresto Arbirario Giornalista Agenzia SubVersiones

Nel video sopra l’arresto arbitrario di un giornalista dell’agenzia messicana indipendente Subversiones che ha filmato la propria cattura l’1 settembre scorso alla fine di una lunga manifestazione contro le riforme energetica ed educativa del governo. Si chiama Gustavo Ruiz e stava filmando alcuni poliziotti mentre trascinavano su una camionetta alcuni giovani “random” e, come si fa in questi casi per evitare abusi o addirittura sparizioni e sequestri ai danni dei detenuti, stava chiedendo agli studenti i loro nomi e la facoltà di appartenenza. Come se niente fosse, all’improvviso, si ritrova lui “dall’altra parte”, viene strattonato, la sua videocamera cade e fa in tempo a registrare le sue urla e il suo nome che il giornalista grida varie volte proprio per segnalare l’abuso delle autorità. La lista delle persone catturate stilata dal Comitè Cerezo è a questo link. Qui, invece, il Link all’articolo e foto sull’1S e sulle manifestazioni di questi giorni a Città del Messico – Link alla Tendopoli degli insegnanti in lotta nella piazza centrale del paese. Info in spagnolo e video da: http://vimeo.com/73590423  Info sul caso qui: subversiones.org/archivos/12275

El día de hoy, 1º de septiembre del año en curso, en el marco de las protestas magisteriales en contra de la Reforma Educativa y la presentación del primer informe de gobierno del ejecutivo federal, Enrique Peña Nieto, atestiguamos y documentamos el excesivo despliegue de la fuerza pública del Gobierno del Distrito Federal (GDF), así como de la policía federal en contra de manifestantes, reporteros gráficos y fotógrafos.

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Denunciamos la represión de las autoridades encargadas de hacer cumplir la ley. En este caso, por parte de elementos de la Secretaría de Seguridad Pública del Distrito Federal y demás elementos policíacos que hayan participado en la detención de quienes se dedican a la labor informativa. Denunciamos represión, violaciones a los derechos humanos, al derecho a la libertad de expresión y detenciones arbitrarias en contra de compañeros de Medios Independientes.

Los y las periodistas de medios independientes: Estela Morales, (Regeneración Radio), Pável Primo Noriega, (Multimedios Cronopios) y Gustavo Ruíz, (SubVersiones, Agencia Autónoma de Comunicación), fueron detenidos arbitrariamente por elementos de la policía de la SSP-DF en las inmediaciones de la estación del metro San Antonio Abad, mientras reportaban los hechos noticiosos que acontecían; mientras ejercían el legítimo derecho a la libre expresión, a informar y a ser informados.

Gustavo Ruiz, fotógrafo de SubVersiones, Agencia Autónoma de Comunicación (AAC), fue detenido por grabar los hechos. Él filmó el video que da evidencia de su detención arbitraria, cuando documentaba detenciones afuera de la estación mencionada.

- “¿Por qué se lo llevan?”, fue la última frase que expresó Gustavo -quien preguntaba los motivos por los cuales las personas estaban siendo detenidas-, momentos previos a que se realizará su detención por elementos de seguridad pública. Enfatizamos que Gustavo Ruiz no cometió ningún delito. Después de filmar, alcanzó a darle el material videográfico a Rafael Prime, también periodista independiente de SubVersiones AAC. (El video está disponible en línea).

En el dicho material se observa que su detención fue arbitraria y se ejerció violencia excesiva en perjuicio de Gustavo Ruiz, además de que su material de trabajo (cámara fotográfica) fue dañado. Posteriormente, el compañero reportero, fue llevado con contusiones a la unidad A4051 por ‘granaderos’.

Ayúdennos a presionar a las autoridades envíandoles twitts, mensajes en facebook y llamando. Todos los datos están en “ACCIÓN URGENTE: DETENCIÓN ARBITRARIA DE PERIODISTAS DE MEDIOS INDEPENDIENTES: Regeneración Radio, Multimedios Cronopios y Agencia SubVersiones”: subversiones.org/archivos/12275

Sherwood Festival 2013: Santa Muerte e Haiti

Evento casetta rossa

Giovedi 27 giugno 2013, a Sherwood Festival, non abbiamo smesso di stupirvi. A partire dall’ intervista a Fabrizio Lorusso, autore dei diari-reportage Santa Muerte Patrona dell’Umanità (ed. Stampa Alternativa, 2013) e e di Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso, L’erudita, 2012), viaggiamo fra culture diverse, alla scoperta di nuovi mondi, dal Messico ai Caraibi andata e ritorno. (Qui Link al post originale con foto e video).

Sherwood Ivan Fabrizio WEB TV

Ci siamo trasferiti in second stage, ad ascoltare i Sycamore Age, un progetto giovanissimo che nasce all’inizio del 2010 dall’incontro tra Stefano Santoni(produttore artistico) e Francesco Chimenti. La musica dei Sycamore Age è in cerca di spiriti liberi da corrompere. Connetti su www.globalproject.info

Sherwood Santa Rossa WEB TV

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