Alcune poesie dei due mondi che sono già memorie del domani
..
Buonanotte nuvolosa
Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi al sole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.
.
….
.
principessa, ogni volta, conquistata
bersaglio della polvere e del fuoco estraneo
vittima delle buone intenzioni
che sempre han turbato il tuo tempo breve
e il tuo sacrificio di madre buona e sola.
Ma se si trattasse di ferite mortali, tutte mute
io non ti starei ringraziando
con la mia insolenza da straniero
perché hai lasciato il mio sguardo libero
di accarezzare i tuoi occhi d’amara vita.
Li vedo, profondi d’universo
scintille nere, stelle esiliate dal cosmo
tremando come terra rotta
e le tue pupille d’oscurità sono il mio mistero
timide come la schiena della luna.
Abbiamo voluto un giorno di visite tra tombe incrinate
abbiamo sfiorato gli odori delle anime di notte
e ci siamo seduti nella solitudine delle macerie.
Il frastuono delle ossa e dei mattoni
ha sepolto i silenzi monchi
ha affogato il porto dei dolori invincibili
ha sbattuto l’aria contro l’aria
ha spento il battito della voce inquinata di grigi canti.
La memoria del mondo ha paralizzato gli orologi
ci ha ricordato la forza e l’attesa del bambino vagabondo
ha consolato lo strazio del padrone con la parola dello schiavo.
Insieme abbiamo pianto l’età senza futuro dell’orfano
e abbiamo pulito il sangue della terra tremenda e peccatrice
che è scorso tra quelle due placche uscite dall’inferno:
ieri, hanno sparato un tuono di violenza sul tuo viso, haitiana mia
che continui a stare in piedi, orgogliosa delle tue notti senza tetto.
…..
Haitiana
Fuiste rojo dramático
luz del puerto por desgracia
princesa del puerto, marea despojada
blanco de polvos y fuegos ajenos
víctima de las buenas intenciones
que siempre han turbado tu tiempo breve
y tu sacrificio de madre sola.
Pero si se tratara de heridas mortales, todas mudas
no estaría yo dándote las gracias
con mi osadía de extranjero
porque dejaste mi mirada libre
de acariciar tus ojos de vida amarga.
Los veo, profundos de universo
centellas negras, estrellas desterradas del cosmos
temblando como tierra rota
y tus pupilas de oscuridad son mi misterio
tímidas como la espalda de la luna.
Quisimos un día de visitas entre tumbas agrietadas
rozamos los olores de las almas en la noche
y nos sentamos en la soledad de los escombros.
El estruendo de los huesos y los ladrillos
sepultó los silencios mancos
ahogó el puerto de los dolores invencibles
estrelló el aire contra el aire
apagó el latido de la voz contaminada de cantos grises.
La memoria del mundo paralizó los relojes
nos recordó la fuerza y la espera del niño vago
consoló el asolo del amo con la palabra del esclavo.
Juntos lloramos la edad sin futuro del huérfano
y limpiamos la sangre de la tierra tremenda y pecadora
que se escurrió entre esas dos placas salidas del infierno:
ayer, dispararon un trueno de violencia en tu cara, mi haitiana
que sigues de pié, orgullosa de tus noches sin techo.
,,,,,,,,,,……….
Dos favores
Por favor, no seas para mi un grande amor
porque, dicen, los grandes amores
son los que no se tienen nunca
como ahora mismo
que lloro letras de mi lápiz
y te quiero tener, noche y cuerpo
alma tuya en el aire mío
respirándola para alegrar mi sangre
hasta borrar de la suerte
el rastro de tu despedida.
Por favor, contéstame si crees
que ésta es una carta
ignórame si ves en todo esto
simplemente un mensaje baldío
un rumbo sin carisma de imán
una promesa de flores secas.
Sabes, sólo a ti, de paso
he pedido dos favores honestos
que no son deudas con el miedo
sino retazos libres de mi porvenir
que alguien dejó, sin saber, para ti.
…
Due favori
Per favore, non diventare per me un grande amore
perché, dicono, i grandi amori son quelli
che non si posseggono mai
proprio come ora
che piango lettere dalla mia matita
e vorrei averti, notte e corpo
anima tua nell’aria mia
respirandola per dar gioia al mio sangue
fino a cancellare dalla sorte
le tracce del tuo addio.
Per favore, rispondimi se credi
che questa sia una lettera
ignorami se vedi in tutto questo
semplicemente un messaggio sterile
una direzione senza il carisma del magnete
una promessa di fiori secchi.
Sai, solo a te, nel cammino
ho chiesto due favori onesti
che non sono debiti con la paura
ma ritagli liberi del mio avvenire
che qualcuno ha lasciato, senza saperlo, per te.
Revista de poesia ISLA NEGRA di Gabriel Impaglione / Rivista di poesia ISLA NEGRA
La barba di Fidel & La barba de Fidel 2010
di Fabrizio Lorusso
La barba di Fidel
In un angolo remoto del pomeriggio sei diventata città e cielo
hai ordinato pioggia fresca estiva alla cameriera
per affogare gli ultimi rimasugli di sobrietà
che ci rimanevano tra le mani.
Hai donato un paio di nomi e colori a un cane randagio
senza saperne nulla di pittura o poesie deliranti
e una cascata di birra s’è congelata in caduta libera
sui tuoi pensieri più assetati e nascosti
morti d’insonnia insieme ad altri che dicono d’essere miei.
Un’altra ora d’arte e ti sei allontanata immortale
proprio come l’avevamo sempre immaginato
ma come fai mentre dormo a rubarmi una costola e una promessa?
“Taglierò un ciuffetto di barba al vecchio Fidel e sarà per te”.
Così tanto era impazzita la mia voce bruciata!
Naviganti tra le rime e l’antica violenza del NordAmericaLatina
abbiamo frustato i nostri ricordi e i sapori dell’avvenire
ci hanno deriso, noi due, infinite rarità dell’altro mondo.
Metteremo da parte i silenzi tatuati su parole di piuma
lievi come soffi di cannella sul caffè che ancora ti devo
e la pioggia che hai voluto, vedi, è caduta pura puntuale, vedi, l’ho scritta.
La città complice danzando strada dopo strada
coi suoi angoli distratti e i vicoli ciechi addormentati
gli anfratti solitari in cerca di compagni d’avventura
ha finto di chiudere il suo occhio attento di sorella maggiore
durante le vertigini ammiccanti della sera, senza rimproveri
baci di labbra identiche per solitudini così diverse.
In fin dei conti, siamo risa e pianti in comune
ci sorridiamo da lontano, ci assomigliamo da vicino
ci spegniamo in un silenzio stellare di luce giovane
scompariamo nell’aldilà del paradiso in terra
galleggiamo in mari di vita orizzontale e svenimenti
divine rivoluzioni come la verità che impariamo:
il vino e le gambe insegnano che non possiamo più separarci.
Sto consegnando una lettera ad un gelido schermo addolorato,
un server schiavo collegato a una scossa di fibra ottica
e, infine, alle tue pupille ipnotizzate da questa meraviglia
che è arrivata giusto in tempo, assecondando i miei sogni
in attesa di segnali, errori ed accenti da parte tua
mentre abito le ultime ore come un diavolo innamorato
che quando se n’è accorto era troppo tardi
e aveva già bruciato tutta la barba del povero Fidel.
La barba de Fidel
En un remoto rincón de la tarde fuiste ciudades y cielos
le pediste lluvia fresca de verano a la mesera
para ahogar a los estragos de sobriedad
que nos quedaban en las manos.
Donaste un par de colores y nombres al perro callejero
sin saber de pintura o de poesías delirantes
y una fuente de cerveza se congeló en caída libre
sobre tus pensamientos más sedientos y escondidos
desvelados junto a otros que dicen ser míos.
Otra hora de arte y te marchaste inmortal
así como lo imaginamos muchas veces
y mientras duermo ¿Cómo me robas una costilla y una promesa?
“Cortaré un mechón de barba al viejo Fidel y será para ti”.
¡Tanto había enloquecido mi voz quemada!
Navegantes por las rimas y la antigua violencia del NortAmericaLatina
azotamos nuestros recuerdos y los sabores del porvenir,
se rieron de nosotros, los dos, infinitas rarezas del otro mundo.
Guardaremos los silencios tatuados en miradas de pluma
leves como soplos de canela sobre el café que aún te debo
y la lluvia que quisiste, ves, cayó pura puntual, ves, la escribí.
La ciudad cómplice danzando calle tras calle
con sus esquinas distraídas y los ciegos callejones dormidos
zaguanes solitarios en busca de compañeros de aventura
fingió cerrar su ojo atento de hermana mayor
durante los vértigos traviesos del atardecer, sin regaños
besos de labios idénticos para soledades tan distintas.
Al fin y al cabo, somos risas y llantos en común
nos sonreímos de lejos, nos parecemos de cerca
nos apagamos en un silencio estelar de luz joven
desaparecemos en el más allá del paraíso en tierra
flotamos en mares de vida horizontal y desmayos
revoluciones divinas como la verdad que aprendemos:
el vino y las piernas enseñan que no nos podemos separar.
Estoy entregando esta carta a una fría pantalla dolida,
a un esclavo servidor conectado a un toque de fibra óptica
y, en fin, a tus pupilas hipnotizadas por esta maravilla
que llegó justo a tiempo, secundando mis sueños
en la espera de señas, errores y acentos de tu parte
mientras habito las últimas horas como un diablo enamorado
que cuando se dio cuenta, era demasiado tarde
y ya le había quemado toda la barba al pobre de Fidel.
…
Questi sono estratti, didascalie poetiche per la mostra di foto (di Edoardo Mora) e poesie (di Fabrizio Lorusso, guarda caso) ”Altri occhi e parole per Roma e Venezia” che sta spopolando in terra azteca, qui se ne parla:
MilanoMessico. Indugi anestetici e frammenti d’indecisione…
POESIA LATINOAMERICANA, ITALIANA O MESSICANA ? O SOLO BASURA ? A VER…
1.
Poema o rompecabezas de fraseos robados a mi normalidad
locura goteando sobre una hoja que voltea embriagada
tambaleando fría por culpa del viento coqueto e infeliz
2.
Busco una aproximación lateral a tu vicio de ingenuidad,
falsa-verdadera-miente la ciudad,
expresión sin baricentro de amor oculto
y venidera falta de orientación por un susto
3.
Me ayudarán los otros pocos sobrevivientes
de la originalidad de tus caricias
tu saber y sabor estético, lo entredicen todo
4.
Como fuera todo mal olor y hongos
en la frágil evocación de un húmedo recuerdo
vamos piropeándole a la bella memoria vanidosa
como mi golondrina de carboncillo que vuela en la tapicería
5.
La niñez creció en mágicos universos de novedades amenas
y envejeció por la ingrata costumbre de no ver más sorpresas
Qué linda eres
que te da vergüenza si te estoy viendo
así como nunca en tu mejilla camaléonica
aunque eres cien veces más perfecta que yo
improbable como recordarse del futuro
mas sensata por unos sobresaltos que tienes
porque temes que alguien esté rozando tu alma
que te esté robando la piel, tu cascara inexplorada
hecha de nítidas incertidumbres.
Qué bonito que me provoques no más
pidiendo café y yo whisky
y que luego se inviertan los papeles
te vuelves whisky y yo tibio café, así de fácil.
Qué linda es tu honestidad, el temblor
qué aún te ufanas de tu historial amoroso
limpio sin condenas ni osadías
pues te dije que no me importa
pero aún te sorprende un eclipse de luna
borracha de oscuridad insondable
rojiza por la pena que le da
su relación con la amante tierna, la tierra
encimada a otra mujer como tú
que eres linda y mil veces más perfecta
justo porque todavía no lo sabes
que las maravillas no siempre se quieren
pero a veces nos ocurren sin tropiezos.
Dopo la strepitosa intervista…Alcune note sulla premiazione del concorso internazionale di poesia NOSSIDE 2007 a Città del Messico. Vedi qui:
http://www.multimedios.tv/noticias/2008/02/21/llega-m-xico-desde-reggio-calabria-el-viaje-del-n-sside-2008
http://noticias.aol.com.mx/articulos/_a/llega-a-mexico-desde-reggio-calabria-el/n20080221181209990053
http://www.iicbelgrado.esteri.it/IIC_Messico/webform/SchedaEvento.aspx?id=222&citta=Messico
…premiazione in cui mi hanno umilmente permesso di leggere le seguenti opere della sfortuna, sempre così, temporanemante ciclica:

……..
ECCO POI ALTRI SPRAZZI DI PIACEVOLE DELIRIO AMENO…
RIFLESSIVE AMMISSIONI DI COLPA VERSO LA VITA CARPITA E L’INCOMPRENSIONE DEL MONDO, IN NOI COSI’ CONTORTO ANCHE SE FUORI NON LO E’…
Ciego
…leeré con los dedos
tu rostro adormecido
entre dos almohadas
que son nubes de la memoria
y aprenderé del ciego que ama rozando
la intensidad de un fragmento de tu voz…
Otoñal
Ahora me invita el catártico llanto nocturno
me devuelve a ese lábil silencio extraño
la amargura incrédula del abandono
el miedo a la interminable noche de lluvia.
……..
……..
De cantinas
…que si de cantinas se trata
cantarán las frías de amores reposados
sin descanso ni fecha
que viven lejos del calendario
como niños sin cumpleaños
hablan de bailes y cortinas de rumores…
……..
……..
De Miradas
…que si de miradas cruzadas se trata
habrá lluvias que van buscando
a una pareja de ojos secos
pa’ regalarles aliento de gotas frías
como lágrimas de pudor
caerán en poder del viento
ese intruso sin miedo de llorar…
……..
……..
……..
La T.V.
En un eructo de sentencias surrealistas
en la cumbre del derecho sin derechos
masticamos un costal de mentiras
con televisa dándonos toques
de eléctrico alcance mediático
afónico escucho al medio mediocre
que es efímero bostezo dentro y fuera.
Absurdo me veo reflejado
entre pixeles y payasos
guiando-me-(he)perdido
dentro de rachas de ojos pálidos.
……..
……..
Concepto espacial (Lucio Fontana’s breeze)
La herida de la luz
es una servilleta rota
que un poema describe sin falta
escribiendo de lienzos destripados
y de cuchillos fáciles
que abren puertas de museos y eternidad
con el arte de cortar gajos de esperanza.
……..
Multitud insípida
De repente infinitas palabras
se destiñen en un zumbido vacío
se manchan en el cloro de la indiferencia
si hay multitud insípida a su alrededor.
……..
Multitud indiferente
Si despierto viajero
salgo de mí y actúo en algún mundo
para que un mundo me respire
con mi alma tan muda
y mi sermón perdido
en una selva de ojos indiferentes.
……..
Multitud de gotas silentes
Como opaco repiqueteo de lluvia
que debajo del mar se ve pero no se oye
aturdidor como la campana
que despierta tímpanos aburridos
sisea el temor de la gente
que surge de un pelotón
de miradas agachadas.
……..
……..
Desterrando recuerdos
Tímido el color dentro de mí
apaga el arrebato de la memoria
y encierra al recuerdo en un rincón de periferia.
Fue fácil derretirse en una mentira
bordar emociones en el cielo para que las vieran
y luego arrojarlas en un abrazo de olas
aprisionarlas en la soledad de una botella vacía.
……..
……..
(¿) Y qué le vamos a dar (?)
He aquí el chisme del callejón
despertándose
y el fango de la tormenta
sobre mis zapatos nuevos…
He aquí el ombligo de la luna
que me distrae de deseo
y tropiezo en las migas que sobran
de mi espontaneidad decaída,
por la prisa el grito de mis pasos
me precede con modos lascivos
en vano se lanza a descubrir
donde nace el mar de esta ciudad.
……..
……..
Donde mi barrio
Aquí esperé la pincelada de un rayo de luna
vagando preso rehén del día
tambaleando sobre el hilo del horizonte
(mira vos donde mi barrio)
yo era un funámbulo en equilibrio
entre fantasías y ruidos
y los secretos que se fugaban
del cruce de miradas atardecidas.
……..
El asíntota del pensamiento
Olvidada en tu cuarto sin paredes
ensuciabas una página sin bordes
trazabas la unión asintótica
de nuestros pensamientos
la infinidad breve de un respiro invasor
el encuentro casual de unos labios indiscretos…
……..
……..
Mi Yo / Ni Yo
Masticando inquietud
quisiera escupir mi Yo
sobre el adoquinado de gris contaminado
verlo evaporar entre los rostros
y el estrés nublado de arrugas
de los soldados de la cotidianidad.
Ni Yo sé qué es ahumarse de lluvia
ya no intento lidiar con mi Yo
aunque flote de noche y de día
en un cruce de paréntesis cerradas.
……..
……..
Metropolitana
Donde se amontonan las oníricas inconsciencias
aún empapadas de oscuridad
al inicio del alba romana,
aquí se encuentran los conocidos
con los amigos desconocidos
boqueando en la penumbra
del compartimento silenciado.
……..
……..
Querida Cruda,
¿Por qué me martillas el cráneo?
Que aún esta casa no necesita
trabajos grandes ni remodelación
así que no cambiaré de cerebro
como a ti te gustaría…
Además la fiesta fue ayer y no hoy
olvídate de mí que no te conozco
dormiste en mi cama pero ya es mañana
luz y tiempo pa’ gozar el domingo
sin el espectro de la traición
por esa gota más de alcohol.
……..
……..
……..
…como nosostros ellos…
Gentes como nosotros
vidas como ellos
hacen y deshacen
el tabique sordo de la urbanidad
y el guarache viejo
descansa caminando
huérfano del trabajo los domingos
ansioso de deshonores en la semana.
……..
……..


Primer informe
Les informo de que no hay información
(o info que está más de moda)
les cuento que no me sé otro cuento
les digo que soy el primero de muchos
sin contenido y…ya que soy informe
la forma ya la perdí,
así que váyanse al carajo
como las promesas de temporada
informo cerebros y previsiones
de que hay lluvias y está nublado.
Fragmento de incertidumbre – I
…el estruendo que estalla de los andenes
quiebra el torpor de sueños vanos (¿y cómo no podría?)
pues me despierta del limbo
de nocturnas edénicas certidumbres…
Fragmento de montaña – II
…asistí al peregrinaje de los antiguos campesinos
en el valle que es silencio cuando el eco reposa:
incansables e inmortales
bordan tapices de tierra robados a la montaña…
Fragmento de ocaso – III
…enjambres de nubes ardiendo
retando a los rayos del sol
la lucha fatal renuevan
entre la vida y su hermana muerte…
Fragmento de ocaso entre dos cielos – IV
…las nubes infladas de ira oscurecían al arco iris
y la amenaza del alba las quemaba de púrpura
mientras mirábamos dos cielos que nacían
recortados por el vuelo de un avión…
……..
……..
……..
El viejo loco
La risa
del viejo
loco
rompe
la rima
ensucia
de sangre
costales
de sueños
rotos
manchas
de rojo
veneno
piedra
en los pasos
movidos
cabellos
del viejo
loco.
……..
……..
Párpados susurran
Respira el mar a mi lado
única vía
las olas se retraen
los ojos se reabren
las horas se repiten
párpados susurran.
……..
……..
Pasión televisiva
Arden todavía las pupilas jadeadas
después de las catódicas aventuras de la noche
que se vuelve mañana y luego tarde ansiosa.
Frente a la pantalla cuelgo días rebeldes
con la soga dolorosa de la poesía
y es sin sabor este incendio del alma
sin miedo la hoja que grita la agonía.
A los veinte
Brisas de repentina adolescencia
abren las puertas al flashback urbano
el muro del llanto en el metro
vaciar de rabia otra botella de tinto
en vilo sobre el borde de la banqueta
el lamento de los esclavos que jamás se liberan
el olor a opio que calienta el paso subterráneo
y en otoño desfila un cortejo de hojas muertas.
Soledad
Te imagino, desnuda y desesperada soledad
siempre a lado de alguien
y te hablo fingiendo rezar
revivo de ti las emociones impronunciables
mas no ignoro nuestro destino común
que es búsqueda, distancia y olvido.
Tu sombra me sonrió de lejos
se perdió en la luz del punto de fuga
en una perspectiva pintada a medias
y así bastó un minuto para amarte
antes del sueño eterno inexplicable.
Y tan sola, también tú lo sabías
con tu canto desafinado de musa inquieta
eras vibrante sirena de ciudad.
Blanco y negro paseo
Ibas de paseo en blanco y negro
y te vigilaba el ojo de cien farolas
como miradas de lunas vírgenes
de noche acechaban tu amor callejero
curiosamente enfocando atención
en el rechazo y la conquista del hombre
como fuera todo ese hombre
que al día siguiente ni las veía
colgadas a un poste más, de una calle más.
Literatura comparada
G. Ungaretti
M’illumino d’immenso.
(Me alumbro de inmenso)
F. Lorusso
M’affumico d’incenso.
(Me ahumo de incienso)
(Traducción y adaptación de anónimos)
Despierto tímido
Falto de invención y peco de sarcasmo
pero no amo el despertar silencioso
discursos callados que son ruidos
de una ventana abierta…
Efluvio de rimas flotantes
en una cascada de sin sentido
conceptos escupidos a cántaros
me vuelven opaco y arisco
como en un encuentro nocturno
sin voz me lo fumo
sin dinero consumo.
Sintomático
Sintomáticamente taciturno y ansioso de defectos
sin hablar me contemplé en los añicos de vidrio
de tu espejo roto, ayer y mañana
lo interrogué sin tregua con las mismas preguntas,
intenté quemar las vendas de una momia
pero sólo descubrí la ceguera de un polvo de palabras.
Easy Talking
Hoy me busco algún tema ligero
pa’ soplar aire reciclado de mi boca
llenar velas de marineros a la deriva
con todo el saber que sé, y que no sé.
Desbordante de vergüenza e introvertido
persigo los senderos de la urbana vanidad
juego a hablar con monumentos inermes
acuchillo el corazón de la ciudad que amaré.
……..
……..
Sueño de un acto de consumo
Vacío a la barra un té frío distante
y enveneno mi tarde de azúcar,
en vilo sobre la banca esmaltada
del nuevisísimo centro comercial
duermo en la espera de volver a consumir.
……..
……..
Últimamente
Últimamente, veo que del futuro no hay rastro
en mis palabras y mis promesas,
camino lento con las suelas pegajosas
en un vaivén de percances y titubeos
sobre bloques de banqueta sin dueño
como iceberg huérfanos de un polo.
Falta de inspiración
Me hartaron los caminitos
de comas y comillas
ya me perdí en el sendero
sin la luz de un punto final
mientras la respuesta en blanco
de una interrogación insistente
refleja dudas sin resolver
que matan a mi frase
en un relámpago ortográfico.
La bella Medianoche
Ebrio y amparado bajo el alma negra del cielo
me gané el beso de la medianoche
ahí esperé el encaje de voces crepusculares
el juego clandestino de la malicia vespertina
la pasión de las antiguas páginas carcomidas.
Sol
El curioso y astuto florecer de la luz
arroja migas de misterio y rayos de deseo
sobre la seda desnuda de tu costado
un retrato claroscuro voy dibujando
así eterna en un espejismo te invento.
……..
……..
Pisando el cielo
Siento el cielo debajo de los zapatos
hoy, que alegrías me sobran
es la alfombra donde no dejo huella
es donde corro sin oler
la rosa de los vientos
y lo piso distraído por su azul
la pupila en que sólo yo navego.
……..
……..
Memorias de mañana
Me pongo al cuello gotas de humo y rocío
perfumes gélidos y antisociales
en este invierno bochornoso
y nos provoca un apático bostezo
así que un “te amo” y un “te quiero”
se vuelven memorias de mañana.
……..
……..
Verde alga
Hoy traigo una carga de dudas pa’ regalar
un par de almas verdes pa’ vender
y una media idea guardada en la esquinita
en la espera de su gemela
que algún día brotará
en una capa de humo tibio,
inquieta como gota de vela al viento
a la merced del columpio de lo posible.
Contradicción
Un firmamento sereno de autor
me has dado y no te das cuenta
de como se escondió en el alba
después de un brusco despertar.
De nuevo vuelvo a dormitar
y pienso en que me das miedo
porque eres la única que evito
en el matutino despeje de mi pensamiento.
Última del verano
Le falta lluvia al caótico suspiro
rapiñan aire los besos de la primera noche
entre las sonrisas de los escotes
por el malecón de los desfiles
rápido agosto se disfrazó de septiembre.
Dudas temporales
Siempre jugamos a perder el momento justo
y el pasado está hecho de momentos injustos
caídos como perlitas entre dedos distraídos
mientras que el presente de ahora es ficción
que se admira en una vida frente al espejo
y nos hace creer que el futuro también existe
aunque el vago tiempo humilde no sabe de relojes.
De noche y de día
De día
llama
pregunta
se eleva
bostezo
de cuerdas
vocales
hechizo
cierra
válvulas
de aire
destroza
(en mi)
garganta
profundas
ideas.
De noche
concierto
de dos
silencios
agudos
riñen
celos
que llenan
de odio
aprietan
el nudo
de rabia
evitan
manchar
de tristes
colores
su blanca
camisa
de lino
su blanca
conciencia
borracha
de vino.
……..
Nieblas
De encajes
de humos
tímidos
hablo
de nieblas
histéricas
rabias
encuentro
rencores
de ayer
mañana
que hoy
hay sólo
vapores.
Me cambio
de afuera
mas quedo
de adentro
lo mismo
asolado
si quiero
explicarme
De día
llama
pregunta
se eleva
bostezo
de cuerdas
vocales
hechizo
cierra
válvulas
de aire
destroza
(en mi)
garganta
profundas
ideas.
De noche
concierto
de dos
silencios
agudos
riñen
celos
que llenan
de odio
aprietan
el nudo
de rabia
evitan
manchar
de tristes
colores
su blanca
camisa
de lino
su blanca
conciencia
borracha
de vino.
……..
Nieblas
De encajes
de humos
tímidos
hablo
de nieblas
histéricas
rabias
encuentro
rencores
de ayer
mañana
que hoy
hay sólo
vapores.
Me cambio
de afuera
mas quedo
de adentro
lo mismo
asolado
si quiero
explicarme
las nieblas
de otros
enfermos
que abren
el fuego
en cocinas
rellenas
de gases
amargos.
A seguire…Itinerario poetico di Fabrizio Lorusso basato sulle foto (titoli in maiuscolo) in bianco e nero di Roma e Venezia scattate da Edoardo Mora che compongono la mostra itinerante…
(vedi qui: http://www.iicbelgrado.esteri.it/IIC_Messico/webform/SchedaEvento.aspx?id=228&citta=Messico )
ARCO DENTRO AI FORI SETTIMO SEVERO
Migas de historia por recorrer entre tiras de nubes airadas
símbolos de gloria entre escombros de memorias resbalosas
somos víctimas de nuestro anhelo embriagante de inmediatez
CAMPIDOGLIO
De paseo en blanco y negro
te vigilaba el ojo de cien farolas
como miradas de lunas vírgenes
de noche acechaban tu amor callejero
CHIESA DENTRO AI FORI
Jugamos a perder el momento justo
y el pasado está hecho de momentos injustos
caídos como perlitas entre dedos distraídos
DOMENICA POME IN VIA APPIA ANTICA
Sombra de luz rota entre el ajedrez de piedras
mi perspectiva sin punto de fuga
se pierde en el jaque de un pensamiento fútil
FONTANA DI TREVI
Alguien manchó de mármol un río de azulejos
paridos del celeste eternal que a veces cae sobre la tierra
para transformar almas grises en próceres del cielo
GARBATELLA TRAMONTO
Enjambres de nubes ardiendo
retando a los rayos del sol
la lucha fatal renuevan
entre doña vida y su hermana muerte…
IMMIGRATO UCRAINO ALMERCATO
Te imagino, desnuda y desesperada soledad
siempre a lado de alguien, piropeándole mentiras
MERCATO COMUNITA’ UCRAINA
…revivo de ti las emociones impronunciables
mas no ignoro nuestro destino común
que es búsqueda, distancia y olvido…
MERCATO DI TESTACCIO
He aquí el chisme del callejón
despertándose pa’l consumo
y el fango de la tormenta
sobre mis recuerdos recién empacados…
RESTI DEL MERCATO DI CAMPO DEI FIORI
He aquí el ombligo de la plaza
que me distrae de deseo
y tropiezo en el fondo que sobra
de mi espontaneidad decaída
PANTHEON
Rincón de muerte en la metrópoli del Papa
capital del olvido y sede de religiosos silencios
donde se mastican ideologías y laicos abusos.
STATUA A MARCO AURELIO
El grito de mis pasos
me precede con modos lascivos
en vano se lanza a descubrir
donde nace el mar de esta ciudad.
SAN PIETRO CON LETTRICE
Desbordante de vergüenza e introvertido
persigo los senderos de la urbana vanidad
juego a hablar con monumentos inermes
acuchillo el corazón de la ciudad que amaré.
SCORCIO COLOSSEO E FORI
Tu sombra me sonrió de lejos
se fugó donde la cámara no ve
tras las rejas de mi indecisión
TEMPIO DENTRO AI FORI
Rasco mi frente aún sin arrugas
templo de monumental estupidez
STATUA DI G. BRUNO A CAMPO DEI FIORI
Alba romana y se encuentran los conocidos
con los amigos desconocidos
boqueando en la penumbra del tianguis herido.
AMBULANTI NEI PRESSI DI CASTEL SANT’ANGELO
Gentes como nosotros
habitan y plasman de sudores
el tabique sordo de la urbanidad
CA’ PESARO
Me has dado cuatro rebanadas de verdad
narradas en bandas de colores ahogados:
parecen mentiras rescatadas de la laguna.
GONDOLA
Musa inquieta de amores estáticos
el canal arroja tu flotar coqueto
sobre un cristal de calma vespertina.
GONDOLIERI
El guarache viejo descansa navegando
huérfano del trabajo los domingos
ansioso de nieblas en la semana.
CALLE
Destapé ese lábil silencio extraño
simulé la amargura incrédula del abandono
LAGUNA CON COMPLESSO SCONOSCIUTO
Respira el mar a mi lado
olas se retraen, ojos se reabren
horas se repiten, párpados susurran.
PALAZZO DUCALE CON LEONE
Golondrina inquietante burlándose de un león
atado a siglos de melancolía
PALAZZO DUCALE E GONDOLE
Sendas narices de madera flotante
obsequiando transeúntes indiferentes
PASSAGGIO A MURANO
Acechando desde mi sabrosa jaula
el encuentro asintótico del rico mar
con la nube bien cargada de luz
MURANO
Fragmento de voz marina,
ventanas ruidosas
y manteles de viento asolado
Ciego
…leeré con los dedos
tu rostro adormecido
entre dos almohadas
que son nubes de la memoria
y aprenderé del ciego que ama rozando
la intensidad de un fragmento de tu voz…
Otoñal
Ahora me invita el catártico llanto nocturno
me devuelve a ese lábil silencio extraño
la amargura incrédula del abandono
el miedo a la interminable noche de lluvia.
……..
……..
De cantinas
…que si de cantinas se trata
cantarán las frías de amores reposados
sin descanso ni fecha
que viven lejos del calendario
como niños sin cumpleaños
hablan de bailes y cortinas de rumores…
……..
……..
De Miradas
…que si de miradas cruzadas se trata
habrá lluvias que van buscando
a una pareja de ojos secos
pa’ regalarles aliento de gotas frías
como lágrimas de pudor
caerán en poder del viento
ese intruso sin miedo de llorar…
…….. HTTP://LATINOAMERICAEXPRESS.BLOG.UNITA.IT
……..
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Per il Popolo di Haiti ed alla memoria di Toussaint-Louverture
Vaccines*
Orfane
Vaccines
Peti
Toussaint
Ha fame
Orfane
Vaccines
Tipeti
Toussaint
Ha bisogno di cure
Orfane
Vaccines
Manman
Toussaint
Per i suoi bambini,
Ha grande dispiacere.
Anick Roschi
Port-au-Prince il 12.01.10
(*Strumento tradizionale, corni di bambù utilizzati in occasione delle parate di via.Il nome
dei “vaccines” è, del più grande alla più piccola : manman, chalmail, mondesi, peti, tipeti.)
http://www.librarieswithoutborders.org/
Para el Pueblo de Haiti y a la memoria de Toussaint-Louverture
Vaccines*
Huérfanas
Vaccines
Peti
Toussaint
A hambre
Huérfanas
Vaccines
Tipeti
Toussaint
A necesidad de cuidados
Huérfanas
Vaccines
Manman
Toussaint
Para sus niños
A gran pena.
Anick Roschi
Port-au-Prince el 12.01.10
( * Instrumento tradicional, trompas de bambú utilizadas en los desfiles de calle. El nombre de las “vaccines“ están, del lo el más grande al el pequeño : manman, chalmail, mondesi, peti, tipeti. )
http://www.librarieswithoutborders.org/
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