POÉTICAS MENTIRAS

Alcune poesie dei due mondi che sono già memorie del domani

Camminante Matteo

È stato un altro anno di guerre, di quelle che odiavi
è stato un altro anno di lotte, di quelle che amavi
e nella quotidianità che è ricordarti, ti vediamo
affianco a tutti e a ciascuno, sorridendo sul serio,
ascoltando ascoltare e spingendo
spingendoci con lacrime e silenzi
con scintille del passato conservate per il domani.
Fratello, tutto cambiò, niente è cambiato
qui nei tuoi tanti mondi sconosciuti
in quello che hai condiviso 
come in quello che hai lasciato al mistero
in quello che hai creato e calcato come nell’immaginario
sinceramente, manchi tu per slegare voci
per spazzar via tirannie, per lavorare la dignità
per piangere d’incertezza e leggerti di nuovo
per veder crescere la venatura del futuro buono
per infondere ribellione nei nostri, 
per formare comunità e non patrie,
per discutere bene e a volte male
e bruciare le infami frontiere perché il mondo
solo uno dev’essere, ricordato e costruito con anelito
è linguacultura, è parola, strada, suono, portatori di pace.
Faremo scioperi però mai della memoria,
non smetteremo mai di migrare
non abdichiamo alla via del sogno
con te in marcia, nel dubbio, nell’amicizia.
Anche se ci incalzano, non smetteremo di pulsare
perché prima o poi dovrà cadere ogni caporale
se il suo comando è ridicolo come la parola caporale
disperato come la tristezza, a digiuno di semplicità,
se non sa cosa significa essere vivi pur senza respirare.
Dice don Mario Benedetti di “non salvarti” e ti ringrazio
perché abbiamo cercato di non salvarci mai
di sciogliere il cappio delle parole nella libertà dell’aria
di infiammare l’anima, motore che girando scandisce
il sole, il sudore, la fronte, il movimento, l’incidente.
Tenace resiste la pioggia, vola punge cade riposa
le piace tornare al monte, sfumare rivivendo in vapore.
Restiamo umani, fratello, siamo piogge di stagione
acque gelate, atterrite dalla Bora di Trieste
che non è un semplice vento, è un tornado di stupori
e credo ti piacesse perché a nessun altro piaceva.
Compagna, senti, non ci vogliono strade per camminare insieme
ci vuole il camminante, la camminante
compagno, senti, non è per il destino che uno muore
è per oblio e apatia, dimentichiamo l’apatia, cominciamo a camminare.

Caminante Matteo

Fue un año más de guerras, de las que odiabas
fue un año más de luchas, de las que amabas
y en lo cotidiano que es recordarte, te vemos
a lado de todos y cada uno, sonriendo en serio,
escuchando escuchar y empujando
empujándonos con lágrimas y silencios
con destellos del pasado guardados para el mañana.
Hermano, todo cambió, nada ha cambiado
aquí en tus muchos mundos desconocidos
en el que compartiste 
como en el que dejaste al misterio
en el que tú creaste y pisaste, como en el imaginario 
sinceramente, haces falta para desamarrar voces
para barrer tiranías, para trabajar la dignidad
para llorar de incertidumbre y leerte de nuevo
para ver crecer la veta del futuro bueno
para fincar rebeldía en los nuestros, 
para forjar comunidades y no patrias, 
para discutir bien, y a veces mal 
y quemar las méndigas fronteras porque el mundo
sólo uno debe ser, recordado y construido con anhelo
es lenguacultura, es palabra, calle, sonido, vehículos de paz.
Haremos huelgas pero jamás de la memoria, 
nunca dejaremos de migrar
no abdicamos la vía del sueño
contigo en la marcha, en la duda, en la amistad.
Aunque nos apremien, no dejaremos de latir
porque tarde o temprano ha de caer todo capataz, 
si su mando es ridículo como la palabra capataz
desesperado como la tristeza, en ayuno de sencillez, 
si no sabe qué significa estar vivo aun sin respirar.
Dice don Mario Benedetti que “no te salves” y te agradezco
porque tratamos de no salvarnos nunca
de soltar la soga de las palabras en la libertad del aire
de enardecer el alma, motor que rolando deletrea 
el sol, el sudor, la frente, el movimiento, el accidente.
Tenaz resiste la lluvia, vuela pica cae reposa
gusta retornar al monte, esfumarse reviviendo en vapor.
Seamos humanos, carnal, seamos lluvias de temporada
aguas heladas, amedrentadas por el Bora de Trieste
que no es un simple viento, es un tornado de asombros 
y creo te encantaba porque a nadie más le encantaba.
Compañera, oiga, no hace falta camino para caminar juntos
hace falta el caminante, la caminante
compañero, oiga, no es por el destino que uno muere
es por olvido y apatía, olvidemos la apatía, empecemos a caminar.

Si vienes

Si vienes
Lloraré un poco
Reiremos más que poco
Si vienes, eres tú
Te espero, no para siempre
Para casi siempre, si vienes
Buscamos el mar en los caracoles
Sus zumbidos de placer
Son tuyos, si vienes
La senda se alumbra
Mece horas la esperanza
Desatamos el nudo gris
Allanamos asperezas
En un chasquido sonríes
Si vienes, así
Abrazo el universo
Abrazas mi pecho
Ceñimos sueños
Cabalgamos las muertes
Chiquitas, si vienes
Estás, estoy, porvenir
La noche amanece
Espléndida, si vienes
Se parte este cielo
Lo cosemos con parches
Con tu tela, si vienes
Tus colores de cara al sol
Sonrojando felina la mejilla
Si vienes, vengo, no me voy
La lluvia, mira, se detiene
Nos cae, si quieres
Catando el amor
Pero si vienes, así
Quiero acabar la botella
Hablar de ti, sólo contigo
Si vienes, no es tarde
Crece el día y te cantarán
Gallos, jaibas y leones
Mi palabra que si vienes
No hay un porqué
Sino es porque
Si no vienes
Todo esto será
Sólo otro poema.

Se vieni

Se vieni
Piangerò un po’
Rideremo più di un po’
Se vieni, sei tu
Ti aspetto, non per sempre
Ma quasi sempre, se vieni
Cerchiamo il mare nelle conchiglie
I suoi mormorii di piacere
Sono tuoi, se vieni
Il sentiero s’illumina
Culla ore la speranza
Sciogliamo il nodo grigio
Appianiamo asperità
In uno schiocco sorridi
Se vieni, così
Abbraccio l’universo
Abbracci il mio petto
Cingiamo sogni
Cavalchiamo le morti
Di piacere, se vieni
Ci sei, ci sono, avvenire
La notte albeggia
Splendida, se vieni
Si spacca questo cielo
Lo ricuciamo con una pezza
Con la tua tela, se vieni
I tuoi colori in faccia al sole
Arrossendo felina la guancia
Se vieni, vengo, non me ne vado
La pioggia, guarda, si ferma
Ci cade addosso, se vuoi
Degustando l’amore
Però se vieni, così
Voglio finire la bottiglia
Parlare di te, solo con te
Se vieni, non è tardi
Cresce il giorno e ti canteranno
Galli, granchi e leoni
La mia parola che se vieni
Non c’è un perché
Ma è perché
Se non vieni
Tutto questo sarà
Solo un altro poema.

L’Anima Stinta

Istanti di gioia
nitida splende
l’anima stinta
dagli anni e poi
nel buio vaga
l’ultima luce
(sua supplente).

Contorni spaccati
fraseggi spumosi
fumi di seta
occhi di nebbia:
chiusi dal sogno
mi cantano neri
rossi ti piangono
aperti ridono in coro.

Seguendoli perdo
la bussola rompo
gli spazi intorno
all’anima stinta
di vento mi copro
le membra riscaldo
nel panico freddo
brucio il silenzio
calmo l’inverno.

Manco da giorni
finiscono i mesi
(bambini rapiti)
dall’ansia, l’attesa
al bivio del sonno
cercando colori
che tingano il peso
di pace, di sera 
la luna paziente
leggera sorvola
l’anima nuova.

Linguacultura italiana (?)

Connubio infame di mentalità
pratica indenne della menzogna
emozionalmente brulla la parola
pelata e acefala l’intelligenza
(c’è, ma è cinta dal rigetto stomacale)
prescrivono ricette d’inquieto vivere
impongono idee e ratti da ingollare.

L’ape regina di cuori infranti
e il principino della meschinità
sono umana specie finanziata
dal sangue mesto della crisi
che affama l’Italia ma non loro.

La decadenza dei costumi
smaschera i suoi burattini
dopo il carnevale delle promesse
(parentesi di festa, gossip amaro)
l’umile piange, più di prima
il ricco si tappa il cervello
e continua a festeggiare.

Lingua italiana, cultura sfiorita
lingua viscida in cerca di re
da inumidire lambendone i passi
è l’incultura dei frustrati servi
che ingrassa i tronfi capifamiglia
ne omaggia di bava le estremità.

Noia (che compie gli anni)

La noia è un pensiero disprezzato
un giorno uggioso di rabbia
un’idea stanca di essere tale.
E’ una speranza inerte
come il gas, metano nei bronchi
è anche l’anima dell’uomo
che compie gli anni ogni anno
scoglionato.
La noia della poesia
anche di questa, sia chiaro,
può incantare, forse l’ami
anche se è un fiume inquinato
che affoga nella foce inquinata
dolcesalato nell’orgia inquinata.
E tu.
Spero che non ti annoino
la canzone la nebbia il riposo
che ti dedico stonando
e le note del mare grosso,
voglio che non ti annoi
quando parliamo di oggi stesso
ma anche di me stesso e di te
del solito, l’amarognolo “se”
del “perché”, la mia routine
che non c’è e la vorresti
ma è sempre diversa, scalpita.
Che non siano mai noia
la pervicacia dell’alba
e l’abitudine del tramonto.
So che non ti annoi
se la luna non grida mai
è discreta come tu lo sei
è una vergine senza fretta
d’essere violata dalla curiosità.
Ti annoi se la lancetta
girando, t’invecchia la pelle
è pioggia battente di memorie
e stringe il cappio ai sogni.
Una notte insieme
da passare e ripassare
studiando la fantasia
inebriandola di buio
corpo dopo corpo
non è noia, è bellezza
senza tempo, sepolta
che vive in te e suona in me
le corde dell’attesa concitata,
barattiamo auguri e condoglianze
se è la noia che compie gli anni.

Buonanotte nuvolosa

Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi controsole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore, muscolo concetto carne
hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.

Noia (che compie gli anni)

La noia è un pensiero disprezzato
un giorno uggioso di rabbia
un’idea stanca di essere tale.
E’ una speranza inerte
come il gas, metano nei bronchi
è anche l’anima dell’uomo
che compie gli anni ogni anno
scoglionato.
La noia della poesia
anche di questa, sia chiaro,
può incantare, forse l’ami
anche se è un fiume inquinato
che affoga nella foce inquinata
dolcesalato nell’orgia inquinata.
E tu.
Spero che non ti annoino
la canzone la nebbia il riposo
che ti dedico stonando
e le note del mare grosso,
voglio che non ti annoi
quando parliamo di oggi stesso
ma anche di me stesso e di te
del solito, l’amarognolo “se”
del “perché”, la mia routine
che non c’è e la vorresti
ma è sempre diversa, scalpita.
Che non siano mai noia
la pervicacia dell’alba
e l’abitudine del tramonto.
So che non ti annoi
se la luna non grida mai
è discreta come tu lo sei
è una vergine senza fretta
d’essere violata dalla curiosità.
Ti annoi se la lancetta
girando, t’invecchia la pelle
è pioggia battente di memorie
e stringe il cappio ai sogni.
Una notte insieme
da passare e ripassare
studiando la fantasia
inebriandola di buio
corpo dopo corpo
non è noia, è bellezza
senza tempo, sepolta
che vive in te e suona in me
le corde dell’attesa concitata,
barattiamo auguri e condoglianze
se è la noia che compie gli anni.

….

Haitiana

Rosso maceria
luce del porto per disgrazia
principessa, ogni volta, conquistata
bersaglio della polvere
vittima del fuoco estraneo
delle buone intenzioni patinate
che han turbato d’odio il tuo secolo.
Ma se fossero ferite mortali, mute
non ti starei ringraziando, madre sola
perché hai lasciato questo sguardo libero
di accarezzare i tuoi occhi d’amara vita.
Profondi d’ombra, scintille nere
stelle esiliate dal cosmo
tremano come terra fratturata
e le tue pupille d’oscurità sono mistero
timide come la schiena della luna.
Le nostre visite alle tombe incrinate
le crepe e gli odori delle anime notturne,
ci sedemmo nella solitudine della polvere.
Il frastuono delle ossa e dei mattoni
ha sepolto i silenzi mutilati
ha affogato il porto dei dolori indicibili
ha sbattuto l’aria contro l’aria
ha spento il battito della voce
inquinata da grigi canti.
La memoria del mondo brucia le lancette
ci marchia con la visione della fine, indelebile
consola lo strazio del padrone
con la parola semplice dello schiavo.
Abbiamo pianto insieme
l’età senza domani dell’orfano
abbiamo pulito le macchie
del sacrificio e della terra sanguigna
sospesa tra due placche poggiate sull’inferno:
ieri, un tuono di violenza sul tuo viso
haitiana che continui a stare in piedi
poi ti corichi senza tetto né pace su di te.


…..
Haitiana

Fuiste rojo dramático
luz del puerto por desgracia
princesa, una vez, marea despojada
blanco de polvos y fuegos ajenos
víctima de las buenas intenciones
que siempre han turbado tu tiempo breve
y tu sacrificio de madre sola.
Pero si se tratara de heridas mortales, todas mudas
no estaría yo dándote las gracias
con mi osadía de extranjero
porque dejaste mi mirada libre
de acariciar tus ojos de vida amarga.
Los veo, profundos de universo
centellas negras, estrellas desterradas del cosmos
temblando como tierra rota
y tus pupilas de oscuridad son mi misterio
tímidas como la espalda de la luna.
Quisimos un día de visitas entre tumbas agrietadas
rozamos los olores de las almas en la noche
y nos sentamos en la soledad de los escombros.
El estruendo de los huesos y los ladrillos
sepultó los silencios mancos
ahogó el puerto de los dolores invencibles
estrelló el aire contra el aire
apagó el latido de la voz contaminada de cantos grises.
La memoria del mundo paralizó los relojes
nos recordó la fuerza y la espera del niño vago
consoló el asolo del amo con la palabra del esclavo.
Juntos lloramos la edad sin futuro del huérfano
y limpiamos la sangre de la tierra tremenda y pecadora
que se escurrió entre esas dos placas salidas del infierno:
ayer, dispararon un trueno de violencia en tu cara, mi haitiana
que sigues de pié, orgullosa de tus noches sin techo.


,,,,,,,,,,……….

Dos favores
Por favor, no seas para mi un grande amor
porque, dicen, los grandes amores
son los que no se tienen nunca
como ahora mismo
que lloro letras de mi lápiz
y te quiero tener, noche y cuerpo
alma tuya en el aire mío
respirándola para alegrar mi sangre
hasta borrar de la suerte
el rastro de tu despedida.
Por favor, contéstame si crees
que ésta es una carta
ignórame si ves en todo esto
simplemente un mensaje baldío
un rumbo sin carisma de imán
una promesa de flores secas.
Sabes, sólo a ti, de paso
he pedido dos favores honestos
que no son deudas con el miedo
sino retazos libres de mi porvenir
que alguien dejó, sin saber, para ti.
Due favori
Per favore, non diventare per me un grande amore
perché, dicono, i grandi amori son quelli
che non si posseggono mai
proprio come ora
che piango lettere dalla mia matita
e vorrei averti, notte e corpo
anima tua nell’aria mia
respirandola per dar gioia al mio sangue
fino a cancellare dalla sorte
le tracce del tuo addio.
Per favore, rispondimi se credi
che questa sia una lettera
ignorami se vedi in tutto questo
semplicemente un messaggio sterile
una direzione senza il carisma del magnete
una promessa di fiori secchi.
Sai, solo a te, nel cammino
ho chiesto due favori onesti
che non sono debiti con la paura
ma ritagli liberi del mio avvenire
che qualcuno ha lasciato, senza saperlo, per te.


Revista de poesia ISLA NEGRA di Gabriel Impaglione / Rivista di poesia ISLA NEGRA


La barba di Fidel & La barba de Fidel    2010

di Fabrizio Lorusso

La barba di Fidel

In un angolo remoto del pomeriggio sei diventata città e cielo
hai ordinato pioggia fresca estiva alla cameriera
per affogare gli ultimi rimasugli di sobrietà
che ci rimanevano tra le mani.
Hai donato un paio di nomi e colori a un cane randagio
senza saperne nulla di pittura o poesie deliranti
e una cascata di birra s’è congelata in caduta libera
sui tuoi pensieri più assetati e nascosti
morti d’insonnia insieme ad altri che dicono d’essere miei.
Un’altra ora d’arte e ti sei allontanata immortale
proprio come l’avevamo sempre immaginato
ma come fai mentre dormo a rubarmi una costola e una promessa?
“Taglierò un ciuffetto di barba al vecchio Fidel e sarà per te”.
Così tanto era impazzita la mia voce bruciata!
Naviganti tra le rime e l’antica violenza del NordAmericaLatina
abbiamo frustato i nostri ricordi e i sapori dell’avvenire
ci hanno deriso, noi due, infinite rarità dell’altro mondo.
Metteremo da parte i silenzi tatuati su parole di piuma
lievi come soffi di cannella sul caffè che ancora ti devo
e la pioggia che hai voluto, vedi, è caduta pura puntuale, vedi, l’ho scritta.
La città complice danzando strada dopo strada
coi suoi angoli distratti e i vicoli ciechi addormentati
gli anfratti solitari in cerca di compagni d’avventura
ha finto di chiudere il suo occhio attento di sorella maggiore
durante le vertigini ammiccanti della sera, senza rimproveri
baci di labbra identiche per solitudini così diverse.
In fin dei conti, siamo risa e pianti in comune
ci sorridiamo da lontano, ci assomigliamo da vicino
ci spegniamo in un silenzio stellare di luce giovane
scompariamo nell’aldilà del paradiso in terra
galleggiamo in mari di vita orizzontale e svenimenti
divine rivoluzioni come la verità che impariamo:
il vino e le gambe insegnano che non possiamo più separarci.
Sto consegnando una lettera ad un gelido schermo addolorato,
un server schiavo collegato a una scossa di fibra ottica
e, infine, alle tue pupille ipnotizzate da questa meraviglia
che è arrivata giusto in tempo, assecondando i miei sogni
in attesa di segnali, errori ed accenti da parte tua
mentre abito le ultime ore come un diavolo innamorato
che quando se n’è accorto era troppo tardi
e aveva già bruciato tutta la barba del povero Fidel.

La barba de Fidel

En un remoto rincón de la tarde fuiste ciudades y cielos
le pediste lluvia fresca de verano a la mesera
para ahogar a los estragos de sobriedad
que nos quedaban en las manos.
Donaste un par de colores y nombres al perro callejero
sin saber de pintura o de poesías delirantes
y una fuente de cerveza se congeló en caída libre
sobre tus pensamientos más sedientos y escondidos
desvelados junto a otros que dicen ser míos.
Otra hora de arte y te marchaste inmortal
así como lo imaginamos muchas veces
y mientras duermo ¿Cómo me robas una costilla y una promesa?
“Cortaré un mechón de barba al viejo Fidel y será para ti”.
¡Tanto había enloquecido mi voz quemada!
Navegantes por las rimas y la antigua violencia del NortAmericaLatina
azotamos nuestros recuerdos y los sabores del porvenir,
se rieron de nosotros, los dos, infinitas rarezas del otro mundo.
Guardaremos los silencios tatuados en miradas de pluma
leves como soplos de canela sobre el café que aún te debo
y la lluvia que quisiste, ves, cayó pura puntual, ves, la escribí.
La ciudad cómplice danzando calle tras calle
con sus esquinas distraídas y los ciegos callejones dormidos
zaguanes solitarios en busca de compañeros de aventura
fingió cerrar su ojo atento de hermana mayor
durante los vértigos traviesos del atardecer, sin regaños
besos de labios idénticos para soledades tan distintas.
Al fin y al cabo, somos risas y llantos en común
nos sonreímos de lejos, nos parecemos de cerca
nos apagamos en un silencio estelar de luz joven
desaparecemos en el más allá del paraíso en tierra
flotamos en mares de vida horizontal y desmayos
revoluciones divinas como la verdad que aprendemos:
el vino y las piernas enseñan que no nos podemos separar.
Estoy entregando esta carta a una fría pantalla dolida,
a un esclavo servidor conectado a un toque de fibra óptica
y, en fin, a tus pupilas hipnotizadas por esta maravilla
que llegó justo a tiempo, secundando mis sueños
en la espera de señas, errores y acentos de tu parte
mientras habito las últimas horas como un diablo enamorado
que cuando se dio cuenta, era demasiado tarde
y ya le había quemado toda la barba al pobre de Fidel.

Post con traduzioni all’italiano di poesie di Mario Benedetti, l’uruguaiano: Link UNO e DUE

Salar de Uyuni distesa infinita

Questi sono estratti, didascalie poetiche per la mostra di foto (di Edoardo Mora) e poesie (di Fabrizio Lorusso, guarda caso) “Altri occhi e parole per Roma e Venezia” che sta spopolando in terra azteca, qui se ne parla:

MilanoMessico. Indugi anestetici e frammenti d’indecisione…

POESIA LATINOAMERICANA, ITALIANA O MESSICANA ? O SOLO BASURA ? A VER…

1.

Poema o rompecabezas de fraseos robados a mi normalidad

locura goteando sobre una hoja que voltea embriagada

tambaleando fría por culpa del viento coqueto e infeliz

2.

Busco una aproximación lateral a tu vicio de ingenuidad,

falsa-verdadera-miente la ciudad,

expresión sin baricentro de amor oculto

y venidera falta de orientación por un susto

3.

Me ayudarán los otros pocos sobrevivientes

de la originalidad de tus caricias

tu saber y sabor estético, lo entredicen todo

4.

Como fuera todo mal olor y hongos

en la frágil evocación de un húmedo recuerdo

vamos piropeándole a la bella memoria vanidosa

como mi golondrina de carboncillo que vuela en la tapicería

5.

La niñez creció en mágicos universos de novedades amenas

y envejeció por la ingrata costumbre de no ver más sorpresas

Cile bolivia border

Qué linda eres

que te da vergüenza si te estoy viendo

así como nunca en tu mejilla camaléonica

aunque eres cien veces más perfecta que yo

improbable como recordarse del futuro

mas sensata por unos sobresaltos que tienes

porque temes que alguien esté rozando tu alma

que te esté robando la piel, tu cascara inexplorada

hecha de nítidas incertidumbres.

Qué bonito que me provoques no más

pidiendo café y yo whisky

y que luego se inviertan los papeles

te vuelves whisky y yo tibio café, así de fácil.

Qué linda es tu honestidad, el temblor

qué aún te ufanas de tu historial amoroso

limpio sin condenas ni osadías

pues te dije que no me importa

pero aún te sorprende un eclipse de luna

borracha de oscuridad insondable

rojiza por la pena que le da

su relación con la amante tierna, la tierra

encimada a otra mujer como tú

que eres linda y mil veces más perfecta

justo porque todavía no lo sabes

que las maravillas no siempre se quieren

pero a veces nos ocurren sin tropiezos.

Lunar eclipse 2008
Dopo la strepitosa intervista…Alcune note sulla premiazione del concorso internazionale di poesia NOSSIDE 2007 a Città del Messico. Vedi qui:
http://www.multimedios.tv/noticias/2008/02/21/llega-m-xico-desde-reggio-calabria-el-viaje-del-n-sside-2008
http://noticias.aol.com.mx/articulos/_a/llega-a-mexico-desde-reggio-calabria-el/n20080221181209990053
http://www.iicbelgrado.esteri.it/IIC_Messico/webform/SchedaEvento.aspx?id=222&citta=Messico
…premiazione in cui mi hanno umilmente permesso di leggere le seguenti opere della sfortuna, sempre così, temporanemante ciclica:

Tambores calentando

El llanto de los tambores
Escucha el llanto de los tambores
sobre las manos
la conmoción del mar airado
el despertar de la luna demediada
El engaño de un juego de palabras
muerde las líneas de mi cuaderno
que huyen sin sentido
como la otra mitad de la luna
tímida y silente
cuando gritan los tambores
Oaxaca gases
Plaza de la Danza
Falta un día a la Guelaguetza
que mañana se danza,
el cencerro late los segundos
de esta plaza rítmica
que así aprende a bailar
como se debe bailar
pa’ bailarse la censura y la noche…
Y, oiga señor
déjeme escribir, mi señor
déjeme cantar mi fiestita leve
entre rostros ancestrales de lluvialuz
aquí Florencia tiene que ser
no Pekín o Moscú
ni un dique de silencios
donde falta aire pa’ lagrimar
si con vapores de guerra
oscurece mis deseos.
Carro tanqueta
Alba y ocaso venecianos
Que si acaso Venecia ya dormía
pues de góndolas será su despertar
en un lío de canales ansiosos
busco arriba entre techos y balcones
un pañuelito de universo con la luna.
Se leva el respiro de la tierra
susurro de polvos en concierto de almas
arrastra un humo de emoción despintada
confusa entre los temores del ocaso.……..
Ocaso venecia
……..
ECCO POI ALTRI SPRAZZI DI PIACEVOLE DELIRIO AMENO…
RIFLESSIVE AMMISSIONI DI COLPA VERSO LA VITA CARPITA E L’INCOMPRENSIONE DEL MONDO, IN NOI COSI’ CONTORTO ANCHE SE FUORI NON LO E’…  
Ciego
…leeré con los dedos
tu rostro adormecido
entre dos almohadas
que son nubes de la memoria
y aprenderé del ciego que ama rozando
la intensidad de un fragmento de tu voz…
Sfiorarsi che nevica
Otoñal
Ahora me invita el catártico llanto nocturno
me devuelve a ese lábil silencio extraño
la amargura incrédula del abandono
el miedo a la interminable noche de lluvia.
……..
……..
Playa de Chacahua Oax MessicoDe cantinas
…que si de cantinas se trata
cantarán las frías de amores reposados
sin descanso ni fecha
que viven lejos del calendario
como niños sin cumpleaños
hablan de bailes y cortinas de rumores…
……..
……..
Quito niño con su papá eternizado De Miradas
…que si de miradas cruzadas se trata
habrá lluvias que van buscando
a una pareja de ojos secos
pa’ regalarles aliento de gotas frías
como lágrimas de pudor
caerán en poder del viento
ese intruso sin miedo de llorar…
……..
……..
……..
La T.V.
En un eructo de sentencias surrealistas
en la cumbre del derecho sin derechos
masticamos un costal de mentiras
con televisa dándonos toques
de eléctrico alcance mediático
afónico escucho al medio mediocre
que es efímero bostezo dentro y fuera.
Absurdo me veo reflejado
entre pixeles y payasos
guiando-me-(he)perdido
dentro de rachas de ojos pálidos.
……..
……..
Oaxaca. Messico. Hierve el agua
Concepto espacial (Lucio Fontana’s breeze)
La herida de la luz
es una servilleta rota
que un poema describe sin falta
escribiendo de lienzos destripados
y de cuchillos fáciles
que abren puertas de museos y eternidad
con el arte de cortar gajos de esperanza.
……..
Multitud insípida
De repente infinitas palabras
se destiñen en un zumbido vacío
se manchan en el cloro de la indiferencia
si hay multitud insípida a su alrededor.
……..
Ecuador contro una manifestazione anti TLC
Multitud indiferente
Si despierto viajero
salgo de mí y actúo en algún mundo
para que un mundo me respire
con mi alma tan muda
y mi sermón perdido
en una selva de ojos indiferentes.
……..
Dos milicos vigilando la manifestación desde el balcón Multitud de gotas silentes
Como opaco repiqueteo de lluvia
que debajo del mar se ve pero no se oye
aturdidor como la campana
que despierta tímpanos aburridos
sisea el temor de la gente
que surge de un pelotón
de miradas agachadas.
……..
……..
Desterrando recuerdos
Tímido el color dentro de mí
apaga el arrebato de la memoria
y encierra al recuerdo en un rincón de periferia.
Fue fácil derretirse en una mentira
bordar emociones en el cielo para que las vieran
y luego arrojarlas en un abrazo de olas
aprisionarlas en la soledad de una botella vacía.
……..
……..
Mercato di Silvia, Colombia sud (¿) Y qué le vamos a dar (?)
He aquí el chisme del callejón
despertándose
y el fango de la tormenta
sobre mis zapatos nuevos…
He aquí el ombligo de la luna
que me distrae de deseo
y tropiezo en las migas que sobran
de mi espontaneidad decaída,
por la prisa el grito de mis pasos
me precede con modos lascivos
en vano se lanza a descubrir
donde nace el mar de esta ciudad.
……..
……..
Santo Domingo Mex DF
Donde mi barrio
Aquí esperé la pincelada de un rayo de luna
vagando preso rehén del día
tambaleando sobre el hilo del horizonte
(mira vos donde mi barrio)
yo era un funámbulo en equilibrio
entre fantasías y ruidos
y los secretos que se fugaban
del cruce de miradas atardecidas.
……..
El asíntota del pensamiento
Olvidada en tu cuarto sin paredes
ensuciabas una página sin bordes
trazabas la unión asintótica
de nuestros pensamientos
la infinidad breve de un respiro invasor
el encuentro casual de unos labios indiscretos…
……..
……..
Leggendo in un'area urbana e riflessivaMi Yo / Ni Yo
Masticando inquietud
quisiera escupir mi Yo
sobre el adoquinado de gris contaminado
verlo evaporar entre los rostros
y el estrés nublado de arrugas
de los soldados de la cotidianidad.
Ni Yo sé qué es ahumarse de lluvia
ya no intento lidiar con mi Yo
aunque flote de noche y de día
en un cruce de paréntesis cerradas.
……..
……..
Metropolitana
Donde se amontonan las oníricas inconsciencias
aún empapadas de oscuridad
al inicio del alba romana,
aquí se encuentran los conocidos
con los amigos desconocidos
boqueando en la penumbra
del compartimento silenciado.
……..
……..
Virgen sobre placa motoneta
Querida Cruda,
¿Por qué me martillas el cráneo?
Que aún esta casa no necesita
trabajos grandes ni remodelación
así que no cambiaré de cerebro
como a ti te gustaría…
Además la fiesta fue ayer y no hoy
olvídate de mí que no te conozco
dormiste en mi cama pero ya es mañana
luz y tiempo pa’ gozar el domingo
sin el espectro de la traición
por esa gota más de alcohol.
……..
……..
……..
La Quiaca Bolivia Waining …como nosostros ellos…
Gentes como nosotros
vidas como ellos
hacen y deshacen
el tabique sordo de la urbanidad
y el guarache viejo
descansa caminando
huérfano del trabajo los domingos
ansioso de deshonores en la semana.
……..
……..
Elecciones madrazoElecciones 2006 calderonElecciones calderon Primer informe
Les informo de que no hay información
(o info que está más de moda)
les cuento que no me sé otro cuento
les digo que soy el primero de muchos
sin contenido y…ya que soy informe
la forma ya la perdí,
así que váyanse al carajo
como las promesas de temporada
informo cerebros y previsiones
de que hay lluvias y está nublado.
Fragmento de incertidumbre – I
…el estruendo que estalla de los andenes
quiebra el torpor de sueños vanos (¿y cómo no podría?)
pues me despierta del limbo
de nocturnas edénicas certidumbres…
Fragmento de montaña – II
…asistí al peregrinaje de los antiguos campesinos
en el valle que es silencio cuando el eco reposa:
incansables e inmortales
bordan tapices de tierra robados a la montaña…
Fragmento de ocaso – III
…enjambres de nubes ardiendo
retando a los rayos del sol
la lucha fatal renuevan
entre la vida y su hermana muerte…
Fragmento de ocaso entre dos cielos – IV
…las nubes infladas de ira oscurecían al arco iris
y la amenaza del alba las quemaba de púrpura
mientras mirábamos dos cielos que nacían
recortados por el vuelo de un avión…
……..
……..
……..
Que pasa viejo sevilla spainEl viejo loco
La risa
del viejo
loco
rompe
la rima
ensucia
de sangre
costales
de sueños
rotos
manchas
de rojo
veneno
piedra
en los pasos
movidos
cabellos
del viejo
loco.
……..
……..
Niño de oaxaca parpados susurran
Párpados susurran
Respira el mar a mi lado
única vía
las olas se retraen
los ojos se reabren
las horas se repiten
párpados susurran.
……..
……..
Pasión televisiva
Arden todavía las pupilas jadeadas
después de las catódicas aventuras de la noche
que se vuelve mañana y luego tarde ansiosa.
Frente a la pantalla cuelgo días rebeldes
con la soga dolorosa de la poesía
y es sin sabor este incendio del alma
sin miedo la hoja que grita la agonía.
A los veinte
Brisas de repentina adolescencia
abren las puertas al flashback urbano
el muro del llanto en el metro
vaciar de rabia otra botella de tinto
en vilo sobre el borde de la banqueta
el lamento de los esclavos que jamás se liberan
el olor a opio que calienta el paso subterráneo
y en otoño desfila un cortejo de hojas muertas.
Soledad
Te imagino, desnuda y desesperada soledad
siempre a lado de alguien
y te hablo fingiendo rezar
revivo de ti las emociones impronunciables
mas no ignoro nuestro destino común
que es búsqueda, distancia y olvido.
Tu sombra me sonrió de lejos
se perdió en la luz del punto de fuga
en una perspectiva pintada a medias
y así bastó un minuto para amarte
antes del sueño eterno inexplicable.
Y tan sola, también tú lo sabías
con tu canto desafinado de musa inquieta
eras vibrante sirena de ciudad.
Blanco y negro paseo
Ibas de paseo en blanco y negro
y te vigilaba el ojo de cien farolas
como miradas de lunas vírgenes
de noche acechaban tu amor callejero
curiosamente enfocando atención
en el rechazo y la conquista del hombre
como fuera todo ese hombre
que al día siguiente ni las veía
colgadas a un poste más, de una calle más.
Literatura comparada
G. Ungaretti
M’illumino d’immenso.
(Me alumbro de inmenso)
F. Lorusso
M’affumico d’incenso.
(Me ahumo de incienso)
(Traducción y adaptación de anónimos)
Despierto tímido
Falto de invención y peco de sarcasmo
pero no amo el despertar silencioso
discursos callados que son ruidos
de una ventana abierta…
Efluvio de rimas flotantes
en una cascada de sin sentido
conceptos escupidos a cántaros
me vuelven opaco y arisco
como en un encuentro nocturno
sin voz me lo fumo
sin dinero consumo.
Sintomático
Sintomáticamente taciturno y ansioso de defectos
sin hablar me contemplé en los añicos de vidrio
de tu espejo roto, ayer y mañana
lo interrogué sin tregua con las mismas preguntas,
intenté quemar las vendas de una momia
pero sólo descubrí la ceguera de un polvo de palabras.
Easy Talking
Hoy me busco algún tema ligero
pa’ soplar aire reciclado de mi boca
llenar velas de marineros a la deriva
con todo el saber que sé, y que no sé.
Desbordante de vergüenza e introvertido
persigo los senderos de la urbana vanidad
juego a hablar con monumentos inermes
acuchillo el corazón de la ciudad que amaré.
……..
……..
Alan APRA PeruSueño de un acto de consumo
Vacío a la barra un té frío distante
y enveneno mi tarde de azúcar,
en vilo sobre la banca esmaltada
del nuevisísimo centro comercial
duermo en la espera de volver a consumir.
……..
……..
Últimamente
Últimamente, veo que del futuro no hay rastro
en mis palabras y mis promesas,
camino lento con las suelas pegajosas
en un vaivén de percances y titubeos
sobre bloques de banqueta sin dueño
como iceberg huérfanos de un polo.
Falta de inspiración
Me hartaron los caminitos
de comas y comillas
ya me perdí en el sendero
sin la luz de un punto final
mientras la respuesta en blanco
de una interrogación insistente
refleja dudas sin resolver
que matan a mi frase
en un relámpago ortográfico.
La bella Medianoche
Ebrio y amparado bajo el alma negra del cielo
me gané el beso de la medianoche
ahí esperé el encaje de voces crepusculares
el juego clandestino de la malicia vespertina
la pasión de las antiguas páginas carcomidas.
Sol
El curioso y astuto florecer de la luz
arroja migas de misterio y rayos de deseo
sobre la seda desnuda de tu costado
un retrato claroscuro voy dibujando
así eterna en un espejismo te invento.
……..
……..
Cielo de Teglio Valtellina Italia
Pisando el cielo
Siento el cielo debajo de los zapatos
hoy, que alegrías me sobran
es la alfombra donde no dejo huella
es donde corro sin oler
la rosa de los vientos
y lo piso distraído por su azul
la pupila en que sólo yo navego.
……..
……..
Teglio tramonto della luna Memorias de mañana
Me pongo al cuello gotas de humo y rocío
perfumes gélidos y antisociales
en este invierno bochornoso
y nos provoca un apático bostezo
así que un “te amo” y un “te quiero”
se vuelven memorias de mañana.
……..
……..
Strada per San Agustin Colombia sud Verde alga
Hoy traigo una carga de dudas pa’ regalar
un par de almas verdes pa’ vender
y una media idea guardada en la esquinita
en la espera de su gemela
que algún día brotará
en una capa de humo tibio,
inquieta como gota de vela al viento
a la merced del columpio de lo posible.
Contradicción
Un firmamento sereno de autor
me has dado y no te das cuenta
de como se escondió en el alba
después de un brusco despertar.
De nuevo vuelvo a dormitar
y pienso en que me das miedo
porque eres la única que evito
en el matutino despeje de mi pensamiento.
Última del verano
Le falta lluvia al caótico suspiro
rapiñan aire los besos de la primera noche
entre las sonrisas de los escotes
por el malecón de los desfiles
rápido agosto se disfrazó de septiembre.
Dudas temporales
Siempre jugamos a perder el momento justo
y el pasado está hecho de momentos injustos
caídos como perlitas entre dedos distraídos
mientras que el presente de ahora es ficción
que se admira en una vida frente al espejo
y nos hace creer que el futuro también existe
aunque el vago tiempo humilde no sabe de relojes.
Dormido en sillon avenida universidad mexico
De noche y de día
De día
llama
pregunta
se eleva
bostezo
de cuerdas
vocales
hechizo
cierra
válvulas
de aire
destroza
(en mi)
garganta
profundas
ideas.
De noche
concierto
de dos
silencios
agudos
riñen
celos
que llenan
de odio
aprietan
el nudo
de rabia
evitan
manchar
de tristes
colores
su blanca
camisa
de lino
su blanca
conciencia
borracha
de vino.
……..
Auschwitz
Nieblas
De encajes
de humos
tímidos
hablo
de nieblas
histéricas
rabias
encuentro
rencores
de ayer
mañana
que hoy
hay sólo
vapores.
Me cambio
de afuera
mas quedo
de adentro
lo mismo
asolado
si quiero
explicarme
De día
llama
pregunta
se eleva
bostezo
de cuerdas
vocales
hechizo
cierra
válvulas
de aire
destroza
(en mi)
garganta
profundas
ideas.
De noche
concierto
de dos
silencios
agudos
riñen
celos
que llenan
de odio
aprietan
el nudo
de rabia
evitan
manchar
de tristes
colores
su blanca
camisa
de lino
su blanca
conciencia
borracha
de vino.
……..
Auschwitz
Nieblas
De encajes
de humos
tímidos
hablo
de nieblas
histéricas
rabias
encuentro
rencores
de ayer
mañana
que hoy
hay sólo
vapores.
Me cambio
de afuera
mas quedo
de adentro
lo mismo
asolado
si quiero
explicarme
Cerco PFP OAXACA messico 2006
las nieblas
de otros
enfermos
que abren
el fuego
en cocinas
rellenas
de gases
amargos.

ZAMORA MICHOACAN MESSICO FILO SOSPESO SULLA NUVOLA GRIGIA

A seguire…Itinerario poetico di Fabrizio Lorusso basato sulle foto (titoli in maiuscolo) in bianco e nero di Roma e Venezia scattate da Edoardo Mora che compongono la mostra itinerante…

(vedi qui: http://www.iicbelgrado.esteri.it/IIC_Messico/webform/SchedaEvento.aspx?id=228&citta=Messico )

Tutte le strade portano a Roma
ARCO DENTRO AI FORI SETTIMO SEVERO
Migas de historia por recorrer entre tiras de nubes airadas
símbolos de gloria entre escombros de memorias resbalosas
somos víctimas de nuestro anhelo embriagante de inmediatez
CAMPIDOGLIO
De paseo en blanco y negro
te vigilaba el ojo de cien farolas
como miradas de lunas vírgenes
de noche acechaban tu amor callejero
CHIESA DENTRO AI FORI
Jugamos a perder el momento justo
y el pasado está hecho de momentos injustos
caídos como perlitas entre dedos distraídos
Appia Antica Walking
DOMENICA POME IN VIA APPIA ANTICA
Sombra de luz rota entre el ajedrez de piedras
mi perspectiva sin punto de fuga
se pierde en el jaque de un pensamiento fútil
FONTANA DI TREVI
Alguien manchó de mármol un río de azulejos
paridos del celeste eternal que a veces cae sobre la tierra
para transformar almas grises en próceres del cielo
GARBATELLA TRAMONTO
Enjambres de nubes ardiendo
retando a los rayos del sol
la lucha fatal renuevan
entre doña vida y su hermana muerte…
Soledades solitudini lonelyness
IMMIGRATO UCRAINO ALMERCATO
Te imagino, desnuda y desesperada soledad
siempre a lado de alguien, piropeándole mentiras
MERCATO COMUNITA’ UCRAINA
…revivo de ti las emociones impronunciables
mas no ignoro nuestro destino común
que es búsqueda, distancia y olvido…
Venezia canaletto
MERCATO DI TESTACCIO
He aquí el chisme del callejón
despertándose pa’l consumo
y el fango de la tormenta
sobre mis recuerdos recién empacados…
RESTI DEL MERCATO DI CAMPO DEI FIORI
He aquí el ombligo de la plaza
que me distrae de deseo
y tropiezo en el fondo que sobra
de mi espontaneidad decaída
Pantheon
PANTHEON
Rincón de muerte en la metrópoli del Papa
capital del olvido y sede de religiosos silencios
donde se mastican ideologías y laicos abusos.
STATUA A MARCO AURELIO
El grito de mis pasos
me precede con modos lascivos
en vano se lanza a descubrir
donde nace el mar de esta ciudad.
SAN PIETRO CON LETTRICE
Desbordante de vergüenza e introvertido
persigo los senderos de la urbana vanidad
juego a hablar con monumentos inermes
acuchillo el corazón de la ciudad que amaré.
SCORCIO COLOSSEO E FORI
Tu sombra me sonrió de lejos
se fugó donde la cámara no ve
tras las rejas de mi indecisión
TEMPIO DENTRO AI FORI
Rasco mi frente aún sin arrugas
templo de monumental estupidez
STATUA DI G. BRUNO A CAMPO DEI FIORI
Alba romana y se encuentran los conocidos
con los amigos desconocidos
boqueando en la penumbra del tianguis herido.
Roma riflesso
AMBULANTI NEI PRESSI DI CASTEL SANT’ANGELO
Gentes como nosotros
habitan y plasman de sudores
el tabique sordo de la urbanidad
CA’ PESARO
Me has dado cuatro rebanadas de verdad
narradas en bandas de colores ahogados:
parecen mentiras rescatadas de la laguna.
GONDOLA
Musa inquieta de amores estáticos
el canal arroja tu flotar coqueto
sobre un cristal de calma vespertina.
GONDOLIERI
El guarache viejo descansa navegando
huérfano del trabajo los domingos
ansioso de nieblas en la semana.
CALLE
Destapé ese lábil silencio extraño
simulé la amargura incrédula del abandono
LAGUNA CON COMPLESSO SCONOSCIUTO
Respira el mar a mi lado
olas se retraen, ojos se reabren
horas se repiten, párpados susurran.
PALAZZO DUCALE CON LEONE
Golondrina inquietante burlándose de un león
atado a siglos de melancolía
Walking alone Venice
PALAZZO DUCALE E GONDOLE
Sendas narices de madera flotante
obsequiando transeúntes indiferentes
PASSAGGIO A MURANO
Acechando desde mi sabrosa jaula
el encuentro asintótico del rico mar
con la nube bien cargada de luz
MURANO
Fragmento de voz marina,
ventanas ruidosas
y manteles de viento asolado
Colosseo con traffichino sotto
Ciego
…leeré con los dedos
tu rostro adormecido
entre dos almohadas
que son nubes de la memoria
y aprenderé del ciego que ama rozando
la intensidad de un fragmento de tu voz…
Sfiorarsi che nevica
Otoñal
Ahora me invita el catártico llanto nocturno
me devuelve a ese lábil silencio extraño
la amargura incrédula del abandono
el miedo a la interminable noche de lluvia.
……..
……..
Playa de Chacahua Oax MessicoDe cantinas
…que si de cantinas se trata
cantarán las frías de amores reposados
sin descanso ni fecha
que viven lejos del calendario
como niños sin cumpleaños
hablan de bailes y cortinas de rumores…
……..
……..
Quito niño con su papá eternizado De Miradas
…que si de miradas cruzadas se trata
habrá lluvias que van buscando
a una pareja de ojos secos
pa’ regalarles aliento de gotas frías
como lágrimas de pudor
caerán en poder del viento
ese intruso sin miedo de llorar…
…….. HTTP://LATINOAMERICAEXPRESS.BLOG.UNITA.IT
……..
……..

Si vienes

Si vienes

Lloraré un poco

Reiremos más que poco

Si vienes, eres tú

Te espero, no para siempre

Para casi siempre, si vienes

Buscamos el mar en los caracoles

Sus zumbidos de placer

Son tuyos, si vienes

La senda se alumbra

Mece horas la esperanza

Desatamos el nudo gris

Allanamos asperezas

En un chasquido sonríes

Si vienes, así

Abrazo el universo

Abrazas mi pecho

Ceñimos sueños

Cabalgamos las muertes

Chiquitas, si vienes

Estás, estoy, porvenir

La noche amanece

Espléndida, si vienes

Se parte este cielo

Lo cosemos con parches

Con tu tela, si vienes

Tus colores de cara al sol

Sonrojando felina la mejilla

Si vienes, vengo, no me voy

La lluvia, mira, se detiene

Nos cae, si lo deseas

Catando el amor

Pero si vienes, así

Quiero acabar la botella

Hablar de ti, sólo contigo

Si vienes, no es tarde

Crece el día y te cantarán

Gallos, jaibas y leones

Mi palabra que si vienes

No hay un porqué

Sino es porque

Si no vienes

Todo esto será

Sólo otro poema.

5 risposte a “POÉTICAS MENTIRAS

  1. Per il Popolo di Haiti ed alla memoria di Toussaint-Louverture

    Vaccines*

    Orfane
    Vaccines
    Peti
    Toussaint
    Ha fame

    Orfane
    Vaccines
    Tipeti
    Toussaint
    Ha bisogno di cure

    Orfane
    Vaccines
    Manman
    Toussaint
    Per i suoi bambini,
    Ha grande dispiacere.

    Anick Roschi
    Port-au-Prince il 12.01.10

    (*Strumento tradizionale, corni di bambù utilizzati in occasione delle parate di via.Il nome
    dei “vaccines” è, del più grande alla più piccola : manman, chalmail, mondesi, peti, tipeti.)

    http://www.librarieswithoutborders.org/

  2. Para el Pueblo de Haiti y a la memoria de Toussaint-Louverture

    Vaccines*

    Huérfanas
    Vaccines
    Peti
    Toussaint
    A hambre

    Huérfanas
    Vaccines
    Tipeti
    Toussaint
    A necesidad de cuidados

    Huérfanas
    Vaccines
    Manman
    Toussaint
    Para sus niños
    A gran pena.

    Anick Roschi
    Port-au-Prince el 12.01.10

    ( * Instrumento tradicional, trompas de bambú utilizadas en los desfiles de calle. El nombre de las “vaccines“ están, del lo el más grande al el pequeño : manman, chalmail, mondesi, peti, tipeti. )

    http://www.librarieswithoutborders.org/

  3. Pingback: Diario da Haiti (ultimo). Sopravvivenza, paura e rinascita : Giornalismo partecipativo

  4. I’m really impressed with your writing skills and also with the layout on your blog. Is this a paid theme or did you modify it yourself? Anyway keep up the nice quality writing, it’s rare
    to see a great blog like this one nowadays. Per34mufe23si56 comprar
    perfumes baratos

  5. ¿Quién ha escrito el poema “Si vienes”? ¿Es de tu autoría?
    ¡Gracias!

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