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Carmilla si rinnova! Avviso ai lettori passati e futuri.

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CarmillaOnLine si rinnova!

L’infrastruttura che regge il nostro sito è come un antico guerriero che ci ha sostenuto in numerose battaglie, grazie ai server e al CMS che ci hanno reso leggibili fino a oggi siamo diventati una delle riviste di provocazione culturale più lette a livello nazionale.

E’ tempo di dotarci di nuovi strumenti, per questo stiamo migrando su piattaforma wordpress i contenuti del sito e cambiando servizio di hosting.
Rassicuriamo i lettori, probabilmente impazienti di leggere nuovi racconti, interventi, consigli cinematografici, (as)saggi di filosofia popolare e di analisi politica e sociale, recensioni, invettive, appelli e interviste: entro pochi giorni Carmilla sarà di nuovo on line, sempre sul dominio Carmillaonline.com come dal Gennaio 2003.
Ma non è tutto!

Grazie alla nuova infrastruttura web sarà finalmente possibile compiere ricerche per autore, categoria, tematica o termine chiave in modo semplice e immediato.

Che finalmente Carmilla diventi una rivista patinata, dai toni pacati e dalle tematiche a tinte pastello?

No, questo mai. E l’immagine tratta da Breaking Bad che campeggia attualmente nella home page è tutto un programma: la redazione di Carmilla sta “cucinando” per tornare con la solita combattività a parlare di “letteratura, immaginario e cultura di opposizione”.

Stay Tuned!

La redazione di Carmilla

un caro saluto ai nottambuli

Santa Muerte Patrona su l’Unità: il bugiardino di Marilù Oliva

santa muerte sicilianaTitolo:  Santa Muerte

Sottotitolo:  Patrona dell’umanità

 Autore:  Fabrizio Lorusso

 Editore:   Stampa Alternativa

 Collana:  eretica speciale

 Prefazione: Valerio Evangelisti

Il libro: La morte santificata, tramutata in oggetto di culto, in una sorta di Madonna dei diseredati, dei carcerati e dei “banditi”: è il culto per la Santa Muerte, fenomeno religioso molto diffuso in Messico, ma anche in Argentina e Stati Uniti, con 10 milioni di seguaci.

L’autore di questo saggio ci accompagna alla scoperta della Santa Muerte, il culto che unisce tradizioni antiche dell’America latina, folclore afro-cubano e il cattolicesimo imposto dai conquistatori spagnoli. Andando oltre i luoghi comuni che considerano la devozione per la Santa Muerte alla stregua di una setta satanica o di una religione per narcotrafficanti, si comprendono così aspetti più vasti della situazione latinoamericana, al di là dei pregiudizi.

Uscito  2013

Pag.  192

Euro  15,   LINK q u i   a 12,75

ISTRUZIONI PER L’USO

 

Categoria farmacologica:

Elisir di lunga vita

Composizione ed eccipienti:

Un reportage messicano, una storia un po’ magica un po’ antropologica. Colori, simboli, altari e offerte.

Un’accurata bibliografia, un suggestivo apparato bibliografico. La Morte e gli uomini, la Morte e il potere. La Morte e i suoi mille nomi: La Señora, Bonita, Chiquita, la Jefa, Mi Amor. La Morte e i suoi attributi: giustizia, speranza, saggezza. Todo es posible.

Indicazioni terapeutiche:

Questo libro cura la paura della morte.

Consigliato a tutti, benefico per:

Superstiziosi e fifoni.

Chi pensa che il Messico siano solo le spiagge di Puerto Escondido

Chi veste sempre di nero.

Chi si fida troppo delle leggende metropolitane.

Chi intende la morte solo vestita di abiti lugubri.

Chi disdegna i quartieri popolari.

Controindicazioni:

Non contaminare con altri amuleti: basta sfogliare due pagine per sentirne la portata apotropaica.

Posologia, da leggersi preferibilmente:

Alla luce delle candele, magari con in mano un bel bicchire di aguardiente, tequila o mezcal.

Effetti indesiderati:

Ma avete davvero voglia di giocarvela con l’eternità?

Avvertenze:

Conservare lontano da oggetti sacri, perché ne verrebbero irrimediabilmente tentati.

Somministrazioni:

SantaMuertePatrona_copertinamezza«Alcuni anni fa ho conosciuto la Morte, la santa scarnificata che oggi dispensa fede e speranza a milioni di devoti in America. Ogni giorno, da Nord a Sud, la falce dell’instancabile Santa Muerte s’innalza lucente dall’altopiano centrale di Città del Messico, mietendo a fasci migliaia di anime. Lo fa con giustizia e ispirazione profondamente democratiche. Ricchi e poveri, donne e uomini, giovani e vegliardi finiscono per accompagnarla senza discriminazioni né convenevoli. Una madre terribile coperta da una lunga tunica che lascia intravedere solo i piedi, il teschio e le ossa delle mani che reggono il mondo, una bilancia e una falce. ».

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«Tepito è una palestra di esistenze al limite, foriera di tragiche storie e dignitose resistenze. Tepis – questo è uno dei suoi tanti nomignoli – è un armadio da rovistare, sempre pieno di sorprese per i poveri in cerca di rimedi e occasioni, mentre è un cancro da estirpare secondo i più ricchi del reame, gli altolocati che vivono a pochi chilometri di distanza sulle colline dorate in stile “primo mondo”, dove ogni casa è un bunker blindato votato all’autosufficienza totale. Tepito è un vivaio di campioni, celebre per i suoi pugili e i suoi ballerini, artisti del movimento sincopato dalle movenze incredibilmente simili tra loro. I primi le usano per difendersi e colpire, mentre i secondi insegnano ad affascinare e amare a suon di salsa.»

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«Se la Santa indossa un abito rosso significa che si desidera invocarla per questioni di passione, sentimento e amore in senso lato, siano esse legate al nostro partner, alle relazioni familiari e d’amicizia o all’aspirazione di conquistare qualcuno. Il famoso amarre, o legame di conquista, dellasantería cubana è favorito dal colore rosso, che serve anche a recuperare la persona amata dopo una separazione o a far restare una persona per sempre al nostro fianco. Il rosa, in particolare, sembra indicato per ammorbidire i cuori più duri.»

L’autore: Fabrizio Lorusso, milanese dall’estate del ’77, vive a Città del Messico da dieci anni e si dedica all’insegnamento, alla traduzione e alla ricerca. È giornalista free lance per “L’Unità”, “Linkiesta”, “Radio Popolare”, della rivista cilena “America Economia”, del quotidiano messicano “La Jornada” e di diverse riviste dell’America Latina. Gestisce il blog LamericaLatina.Net e lo spazioLatinoAmericanoExpress sul portale de l’Unità on-line. Ha aperto il blog SantaMuertePatrona.Word Press.Com legato a questo libro.

È autore insieme a Romina Vinci del reportage Le macerie di Haiti (L’Erudita 2012) e del racconto “Johan Messican a la descoverta de la Padania” nella collettanea Sorci Verdi (Alegre 2011). Dallo spagnolo ha tradotto Punto e a capo, intervista al Subcomandante Marcos di L. Castellanos e R. Trabulsi (Alegre 2009). Ha curato la versione messicana del romanzo di Amara Lakhous Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio (Elephas 2012). È tra i redattori della web zineCarmillaOnline, diretta da Valerio Evangelisti che ospita numerosi contenuti in italiano sul culto alla Santissima Muerte.

Da Bugiardino l’unità.

Immagine

Olivetti Lettera 25 Made in Mexico

Lettera 25 Due BW Lettera 25 Due Colors Lettera 25 Quattro BW Lettera 25 Quattro Colors

POST Bilingue e Pre-elettorale. Lo smorzatore di toni (?)

Altro che IMU. Voterò solo per chi prometterà (senza necessariamente adempiere, chiaro) di mandare via posta ordinaria e in simultanea una di queste macchine da scrivere a tutti gli italiani (compresi tutti quelli all’estero, oltre 4 milioni e 200mila anime perse e sparse, che non sono mica di Serie C2…anzi). Per chi già ce l’ha (e non sono pochi), nessun problema, se ne tiene due o la deposita per strada o in una cabina per uso collettivo, scrittura collettiva. Vamos. 

Para acabar la tesis o la cartita – Per finire la tesi o la letterina

Para acabar un sueño roto por el despertador – Per finire un sogno spezzato dalla sveglia

Para prepararse ya para los test de ingreso a la Uni – Per prepararsi già ai test d’ingresso per la Uni (mancano pochi giorni)

Para tener voz y contenido – Per avere voce e contenuto

Para no volver al futuro – Per non tornare al futuro

Para no echar al viento tus propuestas para un universo mejor – Per non buttare al vento le tue proposte per un universo migliore

Para aplastar tu nuevo I-Pad – Per schiacciare il tuo nuovo I-Pad

(No es un espot éste) – (Non è uno spot questo, tanto nemmeno la vendono più)

Olivetti Lettera 25 – Made in Mexico

(Hecha en México un día entre 1975 y 1989, según cuenta el vendedor Ángel)

(Fatta in Messico un giorno tra il 1975 e il 1989 secondo quanto racconta il venditore Angelo)

Taller de Albures finos @Bellas_Artes_México

albures

 

Dal barrio di Tepito al Palazzo Nazionale delle Belle Arti a Città del Messico: laboratorio di doppi sensi con la regina degli “albures” Lourdes Ruiz. Iscrizioni aperte! (clicca sulla foto per leggere meglio).

Festival Slam X 2012 – Reading & Performance @Conchetta_Milano

SLAM X 2012

strappare rivoluzione con i denti
rivoluzione è scrivere tempesta

Venerdì 16 e sabato 17 novembre 2012, nel c.s.o.a. Cox 18 (via Conchetta 18, Milano) avrà luogo la quarta edizione di Slam X, il festival di reading e performance organizzato da Agenzia X con la partecipazione di numerosi scrittori, musicisti e artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco per leggere testi, alcuni musicati altri figurati, che richiamano a un’idea critica della società contemporanea.

Il 2012 si sta chiudendo in maniera molto diversa rispetto a ciò che l’anno precedente aveva prospettato. Sfogliando gli eventi e le pubblicazioni degli ultimi mesi si nota una sorta di palude stantia e maleodorante. Non succede niente, non si muove nulla e dal punto di vista creativo l’encefalogramma è sostanzialmente piatto. Qui in Italia è ancora peggio. Per esempio in campo editoriale, nonostante si senta e si pronunci la parola crisi più volte al giorno, la maggior parte della narrativa di oggi parla di personaggi che non hanno nessuna preoccupazione finanziaria, nessun conto in rosso, niente debiti. È credibile tutto ciò? E anche se molti si sono stufati di leggere noiose saghe autoerotiche dei rampolli delle famiglie bene o le vicende di un maresciallo in crisi che va dall’analista, sembrano non esserci alternative plausibili e nessuno che si azzardi ad alzare la voce. Inutile far notare che negli stessi giorni in cui a Lisbona, Madrid e Atene le piazze s’infuocavano, nel nostro paese le uniche masse visibili erano quelle che compravano il nuovo iPhone. Siccome siamo usciti da un tunnel senza aria, ci accontentiamo di essere finiti dentro una fogna con gli escrementi che lambiscono le narici. “Almeno respiriamo…” No! Qui non si respira affatto e non basta un sindaco che benedice le festicciole dei quartieri in periferia se poi gli appartamenti delle case popolari rimangono sbarrati da lastre di ferro saldate. Non bastano le rassicurazioni del tipo: tanto peggio di prima non può andare, se non c’è nessuno che propone una rottura definitiva e culturale con la tragedia che crediamo di esserci lasciati alle spalle.

Slam X quest’anno verrà presentata in due serate. (Scarica slamX_2012)

La prima, venerdì 16 novembre, in cui sono stati chiamati a intervenire alcuni amici della scena rap sperimentale, cosciente e impegnata, è dedicata al nostro compagno Alberto Dubito, scomparso lo scorso aprile all’età di soli 20 anni. La seconda sabato 17 novembre con scrittori, musicisti, performer e illustratori.

Venerdì 16 novembre

dalle 22.00 in Cox 18

Rivoluzione è scrivere tempesta

Alberto Dubito (Treviso, 1991-2012) è stato poeta, musicista, attivista e fotografo dal talento precoce e sorprendente, capace di spaziare con grande eclettismo tra le forme espressive. Agenzia X, con cui collaborava, ha appena pubblicato la raccolta dei suoi scritti Erravamo giovani stranieri, e proprio nei giorni di Slam X sarà disponibile il disco La frustrazione del lunedì (e altre storie delle periferie arrugginite) dei Disturbati dalla CUiete, duo hip hop sperimentale di cui Alberto era voce e autore. Il titolo della serata è infatti ispirato a uno dei suoi testi, sempre ricchi di potenziale immaginifico, rabbia e desiderio d’azione; ma anche di profonda e costante riflessione. Il suo sguardo filtra le verità precostituite attraverso il Dubbio che mette in discussione le certezze acquisite ed è pronto a percorrere nuove strade, senza dimenticare il gusto genuino per l’ironia e il gioco spericolato con le sillabe e le sonorità delle parole. Per omaggiare la sua opera in questa serata sul palco si alterneranno rapper, poeti performativi e scrittori; sarà possibile ascoltare le canzoni dei Disturbati dalla CUiete e guardare una selezione di videoclip musicali, live e di performance di Alberto in occasione di vari poetry slam.
Un appuntamento fondamentale per approfondire il rapporto tra attività artistica, talento, ricerca e azione. Un rapporto che per le giovani generazioni è cruciale in questi tempi apparentemente privi di prospettive: la strada della creatività, se perseguita in modo radicale e collettivo, è un mezzo formidabile per provare a immaginare futuri possibili, per non perdersi nel lago della rassegnata apatia dominante.

La pagina di Erravamo giovani stranieri

Sabato 17 novembre

dalle 21.00 alle 3.00 in Cox 18

Strappare rivoluzione con i denti

Strappare con i denti, lo stomaco e i nervi un’idea di un mondo più egualitario, strappare fisicamente da noi stessi una creatività solidale in grado di rompere l’accerchiamento dell’immobilismo e di spezzare l’ipocrisia del moltiplicatore d’ego artistico. Rivoluzionare il proprio ruolo nella piramide della gerarchia stellare dello showbiz, significa percorrere controcorrente il flusso dei mediocri, spaventati o rampanti che siano. Prestare servizio a ciò che ribolle nel corpo sociale, mettersi in gioco ascoltando i tumulti di chi sta peggio di noi e infine formulare sintesi capaci di smuovere le acque torbide nelle quali stentiamo a riconoscerci.

Sabato 17 novembre, si presenteranno testi, musiche, disegni e performance in rapida alternanza: gli autori saliranno sul palco mischiandosi tra esordienti, veterani e il pubblico stesso a cui si richiederà una partecipazione attiva. Una miscela di frammenti narrativi, collage sonori, brevi pièce teatrali e immagini a scansione rapida in un clima frenetico ed eccitato. Accelerazioni e rallentamenti, drammi e ilarità, uno stop & go senza tregua per strappare via con i denti la sconsolante assuefazione alla sudditanza e al pensiero flebile.

In Cox 18 non ci sono camerini o spazi riservati.

Marco Philopat e Andrea Scarabelli
per Agenzia X

Diabolico Tango (il libro)

L’attesa del tango. Tra due giorni esce il libro di Bruna Bianchi, giornalista e scrittrice che racconta il mistero. Anni di gestazione, tra Milano e Buenos Aires. Un po’ di giallo e qualche pennellata di noir, un po’ d’Argentina, il tango, la guerra, la dittatura, Porta Romana, i navigli e le milongas in un libro. Cos’è una milonga? Un ballo? Un incontro, una festa? Non è propriamente un tango, ma può imparentarsi con quel genere. Guarda i video sotto e ascoltane un paio in versione tradizionale ed elettronica. Il resto sta nel Diabolico Tango. Vediamo.

Una donna è stata vista in una milonga di Porta Romana, a Milano. All’alba del giorno dopo, il suo cadavere viene ritrovato nell’androne di casa sua con una ferita mortale nella tempia. Un giornalista indaga sull’omicidio e subito scopre che quella donna risulta morta sotto i bombardamenti della scuola elementare di Gorla del 1944. Il viaggio per scoprire la verità e l’assassino incominciano dal tango, portano in Argentina e ritornano a Milano, nella stessa milonga. L’omicidio a Milano dà l’avvio a un’indagine a ritroso nel tempo, quello lontano della seconda guerra mondiale e quello più vicino della feroce dittatura militare argentina. Uno strano caso, alla soluzione del quale si appassiona un giornalista. Attraverso l’amore per il tango e per un’insegnante argentina, egli arriverà a provare quel desiderio di verità che manca al distaccato e arrogante ispettore di polizia. Sullo sfondo, l’Argentina carica di dolore e di nostalgia. Misteri e inganni per compiere atti di bontà si mescolano a misteri e inganni per compierne altri di profonda crudeltà. I personaggi sono lacerati da drammi personali e spesso inconsapevoli di essere parte di una storia collettiva. Saranno costretti a fare i conti con la propria coscienza, nessuno escluso.

Dedicato ai piccoli martiri della scuola elementare F.Crispi di Gorla e agli italiani immigrati in Argentina.

Il giallo di Bruna Bianchi “Diabolico tango”, edito da Eclissi,  sarà nelle librerie il 15 ottobre. Acquistabile anche on line dal sito www.eclissieditrice.com

Milonga Sentimental versione tango elettronico del gruppo Otros Aires. Ma a questo LINK una versione più “classica” di Carlos Gardel.

Bruna Bianchi è giornalista. Ha seguito i casi di Cogne, Garlasco, le Bestie di Satana, l’omicidio di Lloret de Mar, la scomparsa degli otto italiani a Los Roques e numerosi altri. Balla tango dal 2000 e, sul tango e l’Argentina, ha scritto numerosi articoli. Questo è il suo primo libro. Questo è il suo Blog.

Il Cielo sul DF – El cielo del DF (Subsonica Revisited)

Ispirato dalla bellissima e geniale Il Cielo Su Torino dei Subsonica d’annata, ho provato ad addormentarmi, ma il ritornello non mi lasciava stare. Allora mi son messo a tradurlo fuori dalla gabbia delle parole, liberamente, ma senza parlare di Torino, splendida città, ma del DF, il mostro Distretto Federale, alias Città del Messico, Mexico City, México o Chilangolandia. Spesso il cielo di qui è oscurato dalle nebbie di qui, non si può vedere tra smog e palazzoni, fumi alcolici e caos interiore, ma basta girare l’angolo e tutto può cambiare d’un tratto, senza preavviso, nella vista, nella vita, nella musica che scandisce i tuoi passi. Dalla periferia di Milano alla capitale messicana, da Torino al mio letto, prendo sonno cantando.

# Resumen en español. Si un refrán no te deja dormir, tradúcelo. Si el DF no te deja dormir, tradúcelo. El cielo sobre Turín, de Subsonica, es ahora el cielo del DF (al menos para mí) #

Un altro giorno un’altra ora ed un momento 
dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento 
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco 
tu sei come me 

Un altro giorno un’altra ora ed un momento 
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento 
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco 
tu sei come me 

Otro día, otra hora y otro momento
en el aire sucio tu sonrisa a contraviento
el cielo del DF parece moverse a tu lado
tú… eres como yo

Otro día, otra hora y otro momento
perdido en mis sueños con el mismo desconcierto
el cielo del DF parece moverse a tu lado
tú… eres como yo

# Otras que la canción sugiera #

…por mi tiempo que en tus ojos está aprisionado

…por esta rabia que en la punta del paladar roza la desnudez de tu inteligencia

…por todo el tiempo, que para tenerlo tuvimos que rapiñar, por mis dedos en tu boca, por tu saliva, por tus manos

El cielo del DF (indiscreto sobre la Diana cazadora)

Torino Panorama – Original Song (no live)

Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l’innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi

per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo

Un altro giorno un’altra ora ed un momento
dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me

Un altro giorno un’altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
tu

Per questa rabbia che in punta al mio palato sfiora
la nudità della tua intelligenza e ancora
per il tuo corpo altare ed unica dimora
ti sto cercando

per ritrovare tutto il possibile del mondo
ora e dovunque per spingere sempre più a fondo
senza pensare senza timori nè domani
tra queste mani

Un altro giorno un’altra ora ed un momento
dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me

Un altro giorno un’altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
tu