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Messico: Liberal Farmacia+Banca+Todo

Com’è vivere in un paese che ha le banche, le assicurazioni e le farmacie iper liberalizzate? Devo dire che in Messico c’è un capitalismo piuttosto selvaggio, sicuramente “all’americana”, anche se imbrigliato (o moderato?) da una burocrazia asfissiante e “piccole” imperfezioni come la corruzione, l’opacità della funzione pubblica (trasparency+accountability) e l’autoritarismo (mentalità, pratiche, logiche), quindi si tratta di uno strano mix, contraddittorio e non proprio o non sempre vantaggioso per il cittadino. O meglio, occorre distinguere: quando il cittadino è consumatore, qualche vantaggio ce l’ha eccome, ma quando è nel suo ruolo di lavoratore, salariato insomma, le cose cambiano.

Ad ogni modo quando arrivai qui nel 2000 – e ancor di più oggi – notai subito le differenze rispetto al nostro paese e, come tanti, pensai “beh, non è che il Messico, almeno nelle sue parti “moderne”, la capitale e le grandi città, si debba considerare come un paese del terzo mondo, come spesso sentiamo dire, anzi, è pure più avanti di noi in tante cose“. Dopo Seul, Mexico City è la seconda città del mondo per ore lavorate pro-capite. Non che ciò voglia dire nulla (l’efficienza, la qualità e quantità di “prodotto finale” sono un’altra cosa), però ci si fa un discreto mazzo. Con “avanti” mi riferivo al fatto che i negozi erano sempre aperti, puoi trovare di tutto a tutti gli orari e ti stressi di meno, puoi gestire la tua giornata con una flessibilità e un dinamismo impensabili nella bella (e lenta) Italia.

C’è una concorrenza spietata in tanti settori: questo porta alla vigenza della legge del più forte che non è certo il meglio nell’evoluzione delle società moderne. Tanta storia e tante lotte per tornare indietro? Alcuni benefici si vedono, o almeno alcuni li vedono, ma se non s’arriva a toccarli con mano, se non c’è lavoro, sviluppo, pensione, comunità, futuro, che ci fanno 50 milioni di poveri coi benefici di un mercato liberale o presunto tale? Consideriamolo. Ah e poi, ci sono taxi ovunque e sono super-economici. Peccato che, senza controlli statali, molti di questi siano pericolosi e abusivi. Giusto aprire, giusto sbloccare, ma senza eccessi. Chi e come decide fino a che punto arrivare?

Un problema è che ci sono ancora immensi monopoli nei settori che contano, quei settori che influenzano la vita di tutti molto più del commercio al dettaglio, sono stati privatizzati tutti dopo le crisi e i default degli anni 80, ma non sono significativamente liberalizzati né aperti al mercato e dunque questi settori (energia e telecomunicazioni in primis, ma anche lo stesso mondo della politica…) costituiscono rendite succose per pochi eletti ma poco compatibili con il credo economico neoliberista-neoclassico.

S’è svenduto tutto e si sono arricchiti in pochi. Le tasse si pagano poco, 12,5% del PIL contro il 46-48% italiano o giù di lì.  Scuole e ospedali, educazione e sanità, sono molto “liberi” ma diciamolo chiaro: salvo rare eccezioni come l’istruzione universitaria (solo alcuni casi) e gli ospedali d’eccellenza nelle grosse città, il resto è un disastro. Quasi chiunque apre la sua scuolina e spuntano università come funghi in settembre, con orari e offerte personalizzate, tutto come vuoi ma poi magari in classe siete in 2 e per finire l’uni devi fare un mutuo.

Comunque. Altro che messicani pigri e poco lavoratori o poco svelti, al contrario, qua il gran mostro di metropoli da 25 milioni di abitanti ci mangia tutti “a noi italiani” in un sol boccone. Le banche aprono alle 8 e chiudono alle 18 e altre aprono il sabato, cambiando orario quando vogliono o quando viene percepita l’esigenza dei clienti. Anche in banca tutto è rapidissimo, internet banking, offerte, operazioni, fare una carta di credito o un bancomat, cambiarlo, buttarlo o mangiarlo. Cose dell’altro mondo, un supermarket di prodotti finanziari; chiaro, coi pericoli cosmici che comporta.

Infatti, anche l’offerta di opzioni incomprensibili e investimenti fast track è selvaggia e bisogna resistere strenuamente all’invasione telefonica e postale di nuovi prodotti. L’informazione non è chiara e l’importante è vendere. Va molto la cultura del credito e dell’indebitamento, tutti a fare debiti e comprare, consumare, tanto poi l’importante non è pagare ma starci con gli interessi oppure sparire per un po’. Da noi s’è resistito alla tentazione in confronto ai paesi anglosassoni, ma per quanto durerà? E comunque lo Stato di debiti ne ha fatti eccome.

Anche in farmacia sembra di stare in un gran supermercato, vendono sigarette, cibo, biciclette e giornali. Ci sono feste, balli, salsa e merengue, casse acustiche tipo disco, donne ignude e pupazzi simili a Babbo Natale. E va beh, niente di veramente malvagio fin qui. Dico, a parte la contraddizione logica tra le sigarette esposte vicino all’aspirina o al Broncolin. I commessi ti vogliono proporre di tutto, ti squadrano e in 4 minuti hanno la proposta adatta a te e son peggio dei venditori televisivi.Le farmacie sono aperte praticamente sempre e ovunque e questo è un vantaggio. Fino a poco tempo fa ti davano davvero tutto senza ricetta, dagli antibiotici alla pillola del giorno dopo, altro che narcotraffico! Ma, mi pare di capire nella mia ingenuità, che questo non è sempre e completamente “un vantaggio”. Hanno sospeso la vendita libera di antibiotici dato che la popolazione ne abusava ed nuovi batteri intestinali fortissimi e resistenti alle medicine si stavano diffondendo a macchia d’olio. Se il mercato non lo regoli mai, poi son dolori.

Come concludo? Difficile ma direi che, nel sistema attuale e finché dura, liberalizzare e aprire dovrebbe servire. E’ importante capire come.  Non per niente sono economista, uscito dalla uni di cui l’On. Monti è presidente, e sempre ci insegnano a rispondere “dipende” a qualunque domanda sull’economia.

Ma il lato messicano e la mia formazione ed esperienza qui mi dicono anche altro. Le formule e ricette standard, di per sé, non funzionano. La pratica e la società contano di più e bisogna capire le loro reazioni. Alcune politiche neoliberali, applicate per trent’anni nelle Americhe, hanno fatto danni enormi. Stiamo attenti a non ripeterli, l’America Latina ha molto da insegnare. S’è “liberalizzato” solo verso il basso e non si sono toccati i poteri forti.

Banche e farmacie sono sempre aperte ma i lavoratori prendono una miseria, ci sono decine di commessi e gente del front office, ovunque, in ogni negozio o attività, ma in 5, sommando, guadagnano forse un salario degno. Il ricatto della disoccupazione e del precariato è sempre esistito, come lo stiamo vedendo da noi negli ultimi anni o anche peggio, e non ci sono tutele, la solitudine è estrema. Molti compiti dello Stato, la solidarietà, la salute, le pensioni, la cura dell’infanzia e tante altre sono affidate alla carità, agli arrotondamenti concessi dai clienti al super sul totale della spesa, alle mance onnipresenti e sempre richieste o, infine, alle fondazioni che ci scaricano le tasse. Infine, magari sembra uno slogan banale ma ci sta: libertà e apertura con garanzie e welfare, se no non vale proprio la pena.

Frasi di Silvio Berlusconi Best Collection

Ho raccolto da alcuni blog le migliori frasi dell’ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi che mi saranno molto utili come materia prima per scrivere un articolo (delirante?) su di lui. In un altro post avevo segnalato le principali leggi e norme fatte approvare dai suoi vari governi in questi 17 anni di catarsi collettiva e conflitti d’interessi. Grazie.

«Alfredo si affacciò alla porta del mio studio con un cellulare in mano. ‘Dottore’, mi disse ‘Lavitola ha chiamato almeno 20 volte, vuole rispondergli almeno una volta?». «Ci parlai» ha concluso «ma con il convincimento che il cellulare fosse quello di Alfredo». (Silvio Berlusconi – Caso Lavitola – 22 ottobre 2011).

«Nonostante le infami accuse che vengono rivolte ogni giorno al governo dall’opposizione, nessun governo in Europa ha fatto tanto e con risultati così brillanti come noi in questo momento di crisi mondiale». (Silvio Berlusconi – 15 ottobre 2011)

«Come fa a governare Pisapia che non ha mai amministrato neppure un’edicola di giornali” e che “in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela terroristi, o per l’eutanasia?». Su De Magistris: «Non credo che ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare per il signor De Magistris; uno che vota per il signor del De Magistris vada a casa, si guardi nello specchio e dica sono un uomo o una donna senza cervello». (Silvio Berlusconi – ospite a ‘Porta a Porta’ su Rai1 -  25 maggio 2011)

«I leader della sinistra sono sempre pessimisti, anzi incazzati. Scusate, ma ogni tanto sfodero le lingue e vi faccio vedere che uso l’inglese. Quando loro vanno in bagno, e non e’ che ci vadano spesso, visto che si lavano poco, e si guardano allo specchio per farsi la barba, si spaventano da soli» (Silvio Berlusconi – comizio elettorale a Crotone – 10 maggio 2011)

«Questi Pm di Milano che hanno prodotto questi tentativi di eversione sono ancora lì a ripetere gli stessi tentativi di eversione. Questo è un cancro della nostra democrazia che dobbiamo estirpare» (Silvio Berlusconi – intervento al comizio elettorale di Letizia Moratti – 7 maggio 2011)

«Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente» (Silvio Berlusconi – 21 marzo 2011)

«Ho un forte carattere guascone, che qualche volta mi porta in modo spontaneo a comportamenti non strettamente conformi alla forma» (Silvio Berlusconi – 12 marzo 2011 – frasi dopo il vergognoso bacia mano a Gheddafi)

«non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione, quindi non mi permetto di disturbare nessuno» (Silvio Berlusconi – 19 febbraio 2011)

«Posso garantire sui miei figli e sui miei nipoti che non ho mai guadagnato un dollaro e ho sempre fatto soltanto gli interessi del mio paese» (Silvio Berlusconi– presunti rapporti con Putin rivelati da cable Wikileaks – 5 dicembre 2010)

«Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. È un consenso che non può non basarsi sui fatti» (Silvio Berlusconi - vertice Osce ad Astana in Kazakhstan, parole dirette al presidente (dittatore), Nursultan Nazarbayev – 2 dicembre 2010)

«Per quanto riguarda la politica estera, con la nostra diplomazia commerciale,abbiamo portato appalti, lavoro e profitti a molte imprese italianeche operano nel mondo. E abbiamo restituito prestigio e autorevolezza all’Italia in campo internazionale, se permettete con un premier che è il più esperto e quindi, anche a seguito di questo, tra i più influenti e considerati nei vertici mondiali» (Silvio Berlusconi – 27 novembre 2010)

«Non mi dimetterò mai», «Fini vuole eliminarmi, mi vuole morto fisicamente per la storia di Montecarlo, è convinto che gliel’abbia montata io. Ma se questi faranno il governo tecnico noi gli scateneremo contro la guerra civile, avranno una reazione come nemmeno s’immaginano…» (Silvio Berlusconi – 12 novembre 2010)

«Quello che ho fatto è stato per bontà, poi se a volte mi capita di guardare una bella ragazza…meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay»(Silvio Berlusconi – 2 novembre 2010)

«Dottore - spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri» (Silvio Berlusconi – caso Rubygate – 30 ottobre 2010)

«Nessuno mi può far cambiare stile di vita, ogni tanto ho bisogno di serate distensive. Non vi è stata alcuna telefonata in Questura» per fare pressione e «su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene», ha aggiunto.  «Il caso Ruby è stato montato per screditarmi; mandai la Minetti per evitare il carcere alla ragazza» (Silvio Berlusconi – 29 ottobre 2010)

«Signora Bindi, devo dirle che  mi fa piacere parlare con lei. E’ più bella che intelligente» (Silvio Berlusconi – ospite a ‘Porta a Porta’ – 8 ottobre 2009)

«Come noi i governanti cinesi sono fautori della politica del fare, dell’affrontare e risolvere i problemi concreti più che irrigidirsi su questioni di principi. Come noi preferiscono la politica dello sviluppo e dell’armonia e della sicurezza, che è il credo del governo cinese» (Silvio Berlusconi - vertice con il premier cinese Wen Jiabao – 7 ottobre 2010)

«Medvedev e Putin sono un dono del Signore per il vostro Paese». (Silvio Berlusconi – ospite in Russia al World Political Forum – 11 settembre 2010)

«Alla ragazza ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse. L’avevo aiutata e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria»(Silvio Berlusconi – caso Rubygate – 14 aprile 2010)

«Presidente, il popolo la ama. Del resto i risultati delle elezioni sono sotto gli occhi di tutti» (Silvio Berlusconi - visita in Bielorussia, ospite del dittatore Aleksandr Lukashenko – 1 dicembre 2009)

«Io lascio oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera… Portiamo in piazza milioni di persone, cacciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica… Non c’è un’alternativa…» (Silvio Berlusconi – intercettazione telefonica con Valter Lavitola dell’ ottobre 2009)

«Gheddafi è un leader di grande saggezza» (Silvio Berlusconi - conferenza stampa congiunta tra il leader libico Gheddafi e il Premier Italiano – 11 giugno 2009)

«Ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per credere che ci possono essere in giro tanti coglioni che votano per il proprio disinteresse» (Silvio Berlusconi – 6 aprile 2006)

«Da presidente del Consiglio, giuro che lascio la politica se dimostrano le accuse nei miei confronti». «Escludo che possa essere successo» dice il premier, riferendosi a quanto sostenuto dalla procura di Milano. «Giuro da presidente del Consiglio, vado a casa un minuto dopo ed esco dalla politica se dovesse venir fuori a dimostrare l’accusa, perché ci vuole una dimostrazione, un documento di versamento che certifichi la donazione del passaggio dei 600 mila dollari»(Silvio Berlusconi – processo Mills - 12 marzo 2006).

«Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!» (Silvio Berlusconi – figuraccia mondiale dopo le dure critiche Martin Schulz al parlamento Europeo – 2 luglio 2003)

«Se i comunisti prendessero l’Italia, non ci sarebbe libertà. Non sono ancora democratici. Hanno un’attrazione fatale per i dittatori: Pol Pot, Milosevic, Castro, Saddam Hussein», ergo «non bisogna consentirgli di andare al potere». Anche perché «i Ds sono un esercito di mercenari, di opportunisti, di profittatori della cosa pubblica» (Silvio Berlusconi  19 gennaio 2000)

Bossi è un «ladro di voti, ricettatore, truffatore, traditore, speculatore: doppia, tripla, quadrupla personalità» (Silvio Berlusconi – 21 dicembre 1994).

Bossi «è la Wanna Marchi della politica» (Silvio Berlusconi -  6 aprile 1994) da:  LINK

1. L’Italia è il paese che amo (1994)

2. Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta. (29 marzo 1994)

3. Mai mi occuperò di questioni televisive, per non dare l’impressione di voler favorire i miei affari, anzi starò più dalla parte della Rai che della Fininvest. (30 maggio 1994)

4. Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar. (26 Agosto 1994)

5. Io sono l’unto del signore, c’è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. (25 novembre 1994)

6. I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite. (8 Dicembre 1994)

7. Emilio Fede? Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la democrazia e per l’informazione. (4 Gennaio 1995)

8. Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (20 Gennaio 1995)

9. Venderò le tv a imprenditori internazionali. (1 Aprile 1995)

10. Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (4 Aprile 1995)

11. Sono un grande estimatore della magistratura. (10 Ottobre 1995)

12. Chi salvo fra Dini, D’Alema, Prodi, Veltroni e Bertinotti? Li butto tutti dalla torre e poi chiedo il Nobel per la pace. (30 ottobre 1995)

13. Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono. (15 dicembre 1995)

14. Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la Notizia. (7 marzo 1997)

15. Da cui poi nacquero Romolo e Remolo. (28 Maggio 2000)

16. Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio. (23 marzo 2001)

17. Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (5 ottobre 2002)

18. Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: “Meno male che ci sono io”. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (3 dicembre 2002).

19. Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga! (rivolto a Michele Santoro, 17 marzo 2003)

20. Noi di Forza Italia abbiamo una moralità di livello così elevato che gli altri non possono nemmeno percepirlo. (10 maggio 2003)

21. So che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti, la suggerirò per il ruolo di Kapo. (Rivolto a Martin Schulz al Parlamento Europeo, 2 Luglio 2003)

22. Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta. (13 luglio 2003)

23. Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (4 settembre 2003)

24. Questi giudici sono doppiamente matti! Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (5 settembre 2003)

25. Io invito tutti a tirar fuori soltanto una mia frase insultante nei rispetti dell’opposizione. Io rispetto tutti e pretendo rispetto. (10 marzo 2004)

26. La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. (24 ottobre 2004)

27. Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco. E’ a loro che devo parlare. (10 dicembre 2004)

28. Se c’è qualcuno che fa un grande sacrificio a ripresentarsi come candidato quello sono io. (29 Agosto 2005)

29. C’è uno stato parallelo nelle mani della sinistra che controlla le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le televisioni, la magistratura. (a Ballarò, 2006)

30. Io non ho mai fatto affari con la politica. Anzi, ci ho sempre perso. (5 gennaio 2006)

31. Il Presidente del Consiglio non può, per definizione, mentire. (18 Gennaio 2006)

32. La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro. (8 gennaio 2006)

33. Sfido chiunque a citare un solo provvedimento del governo o della maggioranza che mi abbia favorito. (21 gennaio 2006)

34. Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio. (25 gennaio 2006)

35. Io sono il Gesù Cristo della politica. (13 Febbraio 2006)

36. Insistono ancora nel dire che io ho detto che i comunisti mangiavano i bambini, io ho detto che sotto la Cina di Mao i bambini li bollivano per concimare i campi. (26 Marzo 2006)

37. Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (4 aprile 2006)

38. Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (11 dicembre 2007)

39. L’energia nucleare è la forma più pulita e più sicura di produzione dell’energia. (2008)

40. Zapatero ha fatto un governo troppo rosa che noi non possiamo fare anche perché in Italia c’è una prevalenza di uomini. (15 Aprile 2008)

41. Obama è giovane, bello e anche abbronzato. (6 Novembre 2008)

42. Non è in morte celebrale, ma è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule celebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che
potrebbe anche in ipotesi generare un figlio. (Riguardo Eluana Englaro, Febbraio 2009)

43. Napoli sarà pulita dai rifiuti in pochi giorni. (detta più di 10 volte fra 2009 e 2010)

44. Non c’è stato nessun versamento di nessuno al signor Mills. (20 Maggio 2009)

45. In questi 15 anni ho avuto modo di incontrare più volte il leader (Gheddafi) e di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia. Gli riconosco una grande saggezza. (11 Giugno 2009)

46. Siete solo dei poveri comunisti. (19 Giugno 2009, detta varie volte)

47. Le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore Presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia. (10 Settembre 2009)

48. Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente. (8 ottobre 2009)

49. Ho speso più di 200 milioni di euro per consulenti e giudici, sono l’uomo più perseguitato della storia. (9 Ottobre 2009)

50. Io se trovo quelli che hanno fatto nove serie della “Piovra” e quelli che scrivono i libri sulla mafia e che vanno in giro in tutto il mondo a farci fare così bella figura giuro li strozzo. (29 Novembre 2009)

51. Sconfiggerò il cancro nel giro di tre anni. (2010)

52. Ai giovani: cercate un lavoro all’estero, non è così difficile farlo. (12 Settembre 2010)

53. Alle donne: cercatevi un ragazzo ricco. (12 Settembre 2010)

54. La libertà di stampa non è un diritto assoluto. (10 Luglio 2010)

55. Meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay. (2 Novembre 2010)

56. Non ho mai pagato una donna in vita mia. (16 Gennaio 2011)

57. Ho una relazione stabile con una persona. (16 Gennaio 2011)

58. Intenterò una causa allo Stato. (9 Febbraio 2011)

59. Le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse (riguardo Ruby, 10 Aprile 2011)

60. Abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra. (a Barack Obama, 26 maggio 2011)

61. L’Italia è un paese di merda. (da un’ intercettazione, Luglio 2011)

62. Sic transit gloria mundi (Così passa la gloria di questo mondo, riferendosi alla morte di Gheddafi, 20 Ottobre 2011)

Capitolo Crisi

1. “La crisi? Non è così grave” (20/01/2009);

2. “La crisi non è così tragica, sono i media che esagerano” (07/03/2009);

3. “La crisi è solo psicologica” (03/05/2009);

4. “La crisi è ormai alle spalle” (08/07/2009);

5. “La crisi è alle spalle, è iniziata la risalita, ma è lenta” (11/03/2010);

6. “Crisi? Segni inducono all’ottimismo” (19/05/2010);

7. “Sulla crisi sono ottimista” (23/05/2010);

8.”Crisi superata grazie a scelte giuste del governo” (29/09/2010);

9. “Non è un momento facile, bisogna fare dei sacrifici” (12/07/2011);

10. “il nostro cuore gronda sangue” (12/08/2011).  (da: LINK)

Infine: E’ stato bello, di Marco Travaglio:

Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L’Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale.

Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l’unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l’Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D’Alema è comunista. L’amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione.

La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L’amico Vladimir. L’amico George. L’amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio. Romolo e Remolo.

All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti della democrazia. L’Islam civiltà inferiore. Meno tasse per tutti. Tutta colpa dell’euro. La mafia, poche centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio di Cacciari, le presenterò mia moglie.

Il circuito mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L’amico Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti. L’amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra rovina l’Italia all’estero. L’amico Pompa. Il falso in bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami. Dell’Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto. Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

Ciampi è comunista. Il decreto salva-Rete 4. I poteri forti. La legge Gasparri. L’Economist è comunista. Che ne direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono cambiare mestiere.Bertolaso uomo della Provvidenza. La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino. Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità eRepubblica. Napolitano è comunista.

Giustizia a orologeria. L’amico Minzo. I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana. Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me. Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

Il Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo della ricostruzione dell’Aquila. Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo deitombeur de femmes. Il Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille giudici si occupano di me. Agostino, trova una parte ad Antonella: è impazzita, racconta cose in giro. Lodo Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo impedimento. Partito dell’Amore e sinistra dell’odio. Il padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve.

Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi, Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo. Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote di Mubarak. Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si prostituisse.

La rapina Mondadori. L’amico Lavitola. Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile. L’amico Gianpi. Faccio il premier a tempo perso. La maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera. Traditori. Mi dimetto. Sic transit gloria immundi.

Il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2011 

Un altro attentato ad attivista di Ciudad Juárez

Riporto e diffondo da Città del Messico una breve nota di Clara Ferri, ancora una volta su Ciudad Juárez e il dramma del femminicidio (leggi il testo “Una lettera dal Messico”) e le uccisioni di attiviste. L’altro ieri pomeriggio (2 dicembre) l’attivista Norma Andrade ha subito un attentato all’uscita dal lavoro ed è stata ferita con 5 colpi di pistola in una presunta rapina, che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio attentato. L’attivista è stata ricoverata d’urgenza e in questo momento è ancora in prognosi riservata, in attesa di essere operata (ha il tasso glicemico molto alto e la stanno stabilizzando).

Norma è madre di Alejandra Lilia, una delle migliaia di giovani donne e bambine vittime di femminicidio a Ciudad Juárez. Dopo la scomparsa della figlia nel 2001, come parte di un fenomeno, il femminicidio, scoppiato almeno 17 anni fa, ha fondato -insieme alla figlia Malú e alla professoressa di Alejandra, Marisela Ortiz- l’associazione “Nuestras Hijas de Regreso a Casa, A.C.”, che si occupa di seguire i casi di femminicidio nella città di frontiera.

Vi segnalo un cortometraggio di Alejandra Sánchez che ho sottotitolato qualche anno fa e che contiene un’intervista a Norma e a Malú: http://blip.tv/NESSUN’ALTRA / NI UNA MAS

Le altre due attiviste sono state costrette a lasciare Ciudad Juárez da vari mesi, dopo aver ricevuto minacce dirette di morte e subito vari attentati nel corso degli anni. Malú è sotto la protezione delle autorità di Città del Messico, mentre Marisela è dovuta espatriare negli Stati Uniti.

Ultimamente gli attacchi agli attivisti si susseguono: esattamente un anno fa è stata uccisa Marisela Escobedo davanti al palazzo di governo di Chihuahua, mentre esigeva giustizia per sua figlia Rubí, vittima di femminicidio. Di recente sono stati giustiziati Carlos Sinhué Cuevas (studente e attivista universitario), Nepomuceno Moreno (padre di un desaparecido e militante del movimento “Paz con Justicia y Dignidad”), Christian Sánchez (militante del movimento LBGT), e sempre ieri Julia Marichal (attrice e attivista sociale) e Joel Santana (figlio di un attivista ecologista del meridionale Stato di Guerrero).

Malú ha deciso di raggiungere la madre, nonostante il rischio che corre nel rimettere piede a Ciudad Juárez. Chiaramente ora più che mai è necessaria la solidarietà internazionale e la diffusione dell’informazione. Qualunque aggiornamento lo potete trovare sul blog dell’associazione: Nuestras Hijas de regreso a casa (Le nostre figlie di ritorno a casa).

Bad Mexican Police: Una Denuncia Da Città del Messico

Purtroppo sono tante. Purtroppo non si fermano mai e a volte finiscono malissimo (leggi le note su Pavel González, 2004, e su Carlos Cuevas, 2011). Sono storie di abusi e violazioni dei diritti umani e del diritto alla sicurezza e persino alla vita. Le denunce delle violenze esercitate dalla polizia messicana sono all’ordine del giorno. Un’amica e suo fratello hanno avuto il coraggio di raccontarne una pubblicamente e riporto volentieri la loro voce, tradotta dallo spagnolo all’italiano, per creare coscienza su questo problema. Livia condivide su Facebook con amici e conoscenti la vessazione subita da suo fratello, Mario Tonatiuh Melendez Huerta, e prega di diffondere questa esperienza perché è l’unico modo di reagire e far conoscere quanto accade. Anche questo è Messico, ordinario.

Martedì 8 novembre, ore 13 e 40. Presso il portone principale della cattedrale di Città del Messico, Mario Tonatiuh Meléndez Huerta, studente della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università più grande del mondo, la Autonoma del Messico (UNAM), è stato arrestato, aggredito e privato della sua libertà per 15-20 minuti da agenti della Polizia Federale messicana. Ecco i fatti nel racconto diretto di Mario.

Stavo camminando sul marciapiede di fronte alla cattedrale quando mi sono accorto di un uomo che camminava con delle stampelle e gridava qualcosa a un agente della Polizia Federale che controllava l’accesso principale della chiesa. Di fronte a quella scena ho avuto un senso di disgusto nei confronti del poliziotto e l’ho guardato con spregio.

Ho continuato a camminare per 6-7 metri in direzione ovest, verso la via República de Brasil, quando l’agente mi ha preso peri l collo e mi ha chiesto chi stavo guardando in quel modo. Gli ho indicato lo stemma della sua divisa mentre mi trascinava obbligandomi a entrare nella spianata della chiesa e gli ho chiesto per favore di non strattonarmi. Invano.

Ha iniziato ad aggredirmi verbalmente, dicendo che credevo che lui fosse un semplice vigile urbano e che per quel motivo facevo lo spavaldo con lui. Siamo entrati nella zona laterale sinistra della chiesa in cui vi sono gli uffici della stessa cattedrale e anche un posto di polizia dei federali. Appena entrati il poliziotto ha cominciando a spiegare al suo capo che io avevo offeso l’autorità e immediatamente il suo superiore ha ordinato di farmi mettere in ginocchio con la fronte attaccata alla scrivania. Per costringermi mi hanno dovuto dare calci sulle gambe e colpirmi alle costole.

Una volta in ginocchio mi hanno perquisito e mi hanno privato del mio portadocumenti, hanno controllato le tessere e carte che avevo e hanno proceduto a inserire i miei dati nel PC dell’ufficio. Mi hanno fatto una foto con un cellulare mentre l’aggressione fisica e verbale continuava così come le minacce. Dicevano che se seguitavo a fare il rivoltoso o a mancare di rispetto all’autorità, mi avrebbero preso ancora dato che ormai mi avevano schedato con tutta l’informazione necessaria, indirizzo e provenienza.

Nel frattempo mi colpivano costantemente alla testa, sul torace e sulle gambe. Dopo, in gruppo, 4 o 5 poliziotti mi hanno portato in un corridoio sul retro della cattedrale dove mi hanno duramente picchiato per un paio di minuti e mi hanno spruzzato in faccia uno spray al peperoncino per poi trascinarmi a spintoni fino all’uscita posteriore della chiesa.

 Dichiaro da subito che non è proprio possibile inoltrare una denuncia penale contro i miei aggressori a causa della politica con cui operano gli organismi statali di pubblica sicurezza, per cui questa denuncia è diretta all’opinione pubblica, ai mezzi di comunicazione e alla popolazione civile. kmn.

En español:

Denunciamos¡¡
Hoy Martes 8 de Noviembre al rededor de la 1:40 p.m. en el acceso frontal de la Catedral CAPITALINA Mario Tonatiuh Meléndez Huerta estudiante de la Facultad de Filosofía y Letras de la UNAM fue sometido, agredido y privado de su libertad al rededor de 15 o 20 minutos por elementos de la Policia Federal.
-Caminaba sobre la acera frontal de Catedral cuando me percate de un hombre que caminaba con muletas gritaba algo a un elemento de la PF que resguardaba el acceso principal de la catedral, al ver esto senti repudio hacia el oficial y lo mire con gesto desaprobatorio, caminé 5 o 7 metros en direccion a la calle Republica de Brasil cuando el oficial me tomo por el cuello y me preguntó a quien estaba mirando de esa manera, le señalé el escudo de su uniforme y procedió a forzarme a ingresar a la explanada de la iglesia, le pedí por favor que no me agarrara y me ignoró, comenzó a agredirme verbalmente diciendo que yo creía que era un policía capitalino y que por eso andaba de verguero, ingresamos al ala poniente de la catedral donde se encuentran las oficinas de catedral y asimismo un cuartel de la PF, llegó argumentandole a su superior que yo andaba vejando a la autoridad, inmediatamente su superior ordenó que me pusieran de rodillas con la frente pegada al escritorio, para esto patearon mis piernas y golpearon mis costillas, ya incado me catearon y me despojaron de mi portacredenciales, las revisaron y procedieron a ingresar mis datos en la computadora de la estación, con un celular me tomaron una fotografía y siguieron agediendome fisica y verbalmente, me amenazaron con que si seguia de revoltoso o faltandole el respeto a la autoridad me iban a agarrar otra vez puesto que ya tenían capturada mi dirección y mi procedencia. Despues de estar golpeandome constantemente en la cabeza, torax y piernas un grupo de 4 o 5 policias me llevaron al pasillo posterior de la catedral para golpearme intensamente durante unos dos minutos y rociarme la cara con gas pimienta y jalonearme hasta la salida posterior de la iglesia.
De antemano manifiesto que ya no es posible ejercer una denuncia penal en contra de mis agresores debido a la política con que operan los organismos estatales de seguridad pública, por lo cual esta denuncia está dirigida a la opinión pública, a los medios de comunicación y a la poblacion civil. kmn

Genova, dieci anni dopo

A 10 anni dalla repressione delle manifestazioni per il G8 di Genova del 20-21 luglio 2001. A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Giuliani e dalle efferatezze della Scuola Diaz e la Caserma di Bolzaneto. Video fotografico della giornata del 23 luglio 2011 a Genova, per non dimenticare. 2001 – 2011: dieci anni, il movimento dei movimenti globale, la repressione brutale, la morte violenta di Carlo Giuliani, qualche mese e poi le torri gemelle in frantumi. E le guerre, quelle nuove in cui siamo voluti entrare e quelle che abbiamo dentro di noi, dentro un paese decadente ma resistente. Direzione: sconosciuta. Canzone del video: Somos Viento di Amparanoia dal Messico. Dedicato a chi c’è e continua nonostante tutto. Aggiungo solo un link all’ottimo dossier di GlobalProject

Conferenza stampa dei comitati No Tav – Val di Susa – 4 luglio

Da Global project Tv. Commento Latino America Express.

In arrivo 1000 Black Bloc dal Messico

Aiuto! Eccoli! Eccoli! Udite, udite e scappate! In arrivo mille Black-Blocchi accaniti e ubriachi, antagonisti e protagonisti solo quando fa comodo, direttamente dal Mostro, Mexico City per i gringos, Ciudad de México, propriamente in lingua spagnuola. Sono quasi sull’aereo, io, con loro. Si parte stasera. Che paura! Creare spauracchi non aiuterà nessuno a capire e ad agire, che dite?

Riportavano ieri sera al Tg3 – ma non solo lì chiaramente – che è stato avvistato “qualche Black Bloc” anche nei boschi piemontesi, sì, sì, proprio in Val di Susa dove è successo un sano casino e il popolo No-Tav ha protestato e s’è preso i lacrimogeni in faccia, la gente comunque s’è fatta vedere e sentire: 7mila o 70mila? Con l’accento inglese, veneziano o messicano? Vestiti di nero, verde o blu? Terroristi o eroi? Guerriglia sulla sierra maestra di Chiomonte? Sul Giornale addirittura s’azzardano paragoni surreali con le BR. Alcuni avevano anche le tutine e il kit standard del perfetto Black-Bloc internazionale, quello col casco da moto omologato UE e il passamontagna estivo, tutto pronto per le foto e i video. Ma la vogliamo smettere?

Ha dichiarato il filosofo Gianni Vattimo, presente al presidio, «I Black Bloc sono un’invenzione della polizia» mentre quello che è successo ieri a Chiomonte «è truccato e maledetto dai media di regime». E ancora Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori commenta «impressiona che il ministro Maroni, facente capo a un partito che ha più volte rivendicato ‘migliaia di fucili’ bergamaschi al servizio di una possibile secessione ‘padana’, si atteggi, con tale disinvoltura, a custode della legalità, contro i No Tav. Ma la menzogna ha un limite». Consiglio per una catarsi informativa e liberatoria questo pezzo di Giuseppe Genna LINK QUI e il sito No-Tav da cui traggo la foto intitolata “lacrimogeno” (tanto per cominciare). Infine un ottimo documento sul Tav