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Militante e indigeno in Chiapas? Prigione!

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Lo chiamano il Prof, El Profe. E’ ormai un simbolo delle lotte contadine e dei prigionieri politici in Chiapas e in tutto il Messico. Nel 2000 venne arrestato senza mandato di cattura e poi condannato a sessant’anni di carcere. Condannato a scontare una pena equivalente all’ergastolo per un delitto che non ha commesso, Alberto Patishtán, maestro-contadino di origine tzotzil è un aderente della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e rappresenta uno dei tanti casi controversi ed emblematici del sistema di ingiustizia messicano, della fabbrica dei colpevoli e della malagiustizia. Ma è anche un simbolo per le sue lotte che da fuori e da dentro la prigione ha saputo condurre in questi anni a favore delle vittime di abusi giudiziari nel paese e delle popolazioni indigene da sempre ai margini. La famigerata ”Fabbrica dei colpevoli” messicana non si ferma mai.

Su Carmilla abbiamo parlato in più occasioni del caso giudiziario, politico e mediatico della francese Florence Cassez (che era solo una goccia nel mare delle ingiustizie), condannata a 60 anni di prigione (ne ha scontati 7) in Messico e ora rimandata in Francia dopo una sentenza storica della Corte Suprema. Le è stata concessa una revisione o “amparo” (una figura giuridica messicana traducibile come “tutela dei diritti” o “giudizio d’appello”) e l’ha liberata per il mancato rispetto del “giusto o dovuto processo” da parte delle autorità. Non da “solo” 7 anni ma de ben 12 anni un altro caso fa emergere le carenze e gli abusi del sistema penale di questo paese, soprattutto contro i militanti politici (non era il caso di Florence): si tratta del professore indigeno del Chiapas Alberto Patishtán, un attivista che negli ultimi mesi è riuscito a rompere il muro del silenzio che lo circondava.

Questa volta, però, la Corte Suprema messicana ha usato criteri diversi e ha voltato le spalle alla giustizia. Alcuni si salvano, altri no. Magari perché sono prigionieri politici e sono scomodi al sistema, oppure perché sono indigeni e marginali come ha scritto l’attivista e poeta Javier Sicilia, fondatore del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità in questa lettera. Un racconto dettagliato del caso l’ha fatto Andrea Spotti. Di seguito ho tradotto una sintesi del caso da Desinformémonos.Org e ho inserito un documentario appena uscito in spagnolo sul caso del profe Patishtán (vedi sotto), Fabrizio Lorusso] 

 

Documentario “Alberto Patishtán. Vivere o morire per la verità e la giustizia” di Koman Ilel e il Movimento del Popolo del Bosco per la Libertà di Alberto Patishtán. Testo di Alma Sánchez – Durata 60′ 30” – Anno 2013.

L’attivista sociale di etnia tzotzil Alberto Patishtán Gómez è stato messo in prigione per la morte di sette poliziotti in un’imboscata realizzata da un gruppo armato nel territorio comunale di El Bosque (Chiapas, estremo Sud messicano) nell’anno 2000. Lui non s’è mai dato per vinto e dalla prigione s’è organizzato insieme ad altri detenuti per avere giustizia. E’ diventato un instancabile difensore dei diritti umani ed è il prigioniero politico più emblematico in Chiapas attualmente. Questo documentario ricostruisce, partendo da interviste e testimonianze, i veri motivi che hanno portato Patishtán in prigione. Vediamo come il suo popolo ha lottato per cercare di liberarlo ed anche le ingiustizie che da parte degli organi ufficiali di giustizia sono state commesse contro di lui e, di conseguenza, contro tutti i popoli organizzati del Chiapas.

Aggiornamento sul caso

Il 30 aprile scorso l’avvocato di Patishtán, Sandino Rivero, ha informato che il fascicolo sarebbe arrivato al Tribunale Collegiale (incaricato di dirimere il caso dopo la decisione negativa della Corte Suprema) nel lasso di circa 15 giorni, dopo di che è probabile che la risoluzione sia immediata. Il Centro per i Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas ha reso noto che la campagna internazionale per la libertà del professore tzotzil è riuscita a trasformare l’hashtag #LibertadPatishtan in un trending topic su Twitter. Le lettere inviate sono state 62.935 e hanno superato l’obiettivo di 4.686 lettere, una per ogni giorno di reclusione.

Le lettere recapitate ai magistrati del Primo Tribunale Collegiale di Tuxtla Gutiérrez (capitale del Chiapas), e al magistrato Juan Silva Meza, del Consiglio della Magistratura Federale, sono state 5.986. Intanto gli attivisti Solidarios de la Voz del Amate, i gruppi, collettivi e militanti del mondo intero continuano a esprimersi in favore della libertà del prigioniero politico Alberto Patishtán Gómez e anche i membri della Commissione per i Diritti Umani della Camera dei Deputati proprio nei primi giorni di maggio si sono pronunciati per la sua libertà. Nella stessa settimana il governatore Manuel Velasco s’è recato nella comunità El Bosque per annunciare la costruzione di un campo sportivo e non s’è espresso sul caso Patishtán, anche se qualche settimana prima gli aveva fatto visita nel penitenziario di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas.

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Riassunto delle mobilitazioni 

Il 19 aprile scorso il compleanno di Patishtán è stato festeggiato con protesta mondiale. Migliaia di persone hanno manifestato per la libertà de “el profe”, come è chiamato con affetto dai suoi amici e compagni. Le manifestazioni sono state realizzate in tantissimi paesi e città (vedi anche su FB): Tuxtla Gutiérrez, Città del Messico, Tijuana, Guadalajara, Morelos, Spagna, Francia, Stati Uniti, Grecia, Argentina, Italia, Canada, Svezia, Danimarca, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Austria, Brasile, Belgio, Regno Unito, Cile, Colombia e Svizzera.

L’organizzazione civile Las Abejas de Acteal ha letto un comunicato in cui ha espresso la sua profonda indignazione per la liberazione (in un processo farsa) dei 15 paramilitari che nel 1997 parteciparono al massacro di 45 indigeni tzotzil [parte della strategia repressiva del governo dell'ex presidente Ernesto Zedillo contro l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, EZLN] ed ha voluto anche esigere la libertà di Alberto Patishtán. Le Abejas hanno precisato riguardo alla giustizia: “Signori magistrati: è vero che voi non avete rispettato i popoli indigeni, ma ad ogni modo vogliamo dirvi como si vedono le vostre azioni a partire dalla nostra visione del mondo indigena tzotzil… Che succede per esempio se un’autorità è corrotta e agisce in modo parziale e favorisce un colpevole? Quello che succederà è che quell’autorità viene rimossa dalla comunità, ma questo non è il peggio. Il peggio è che quelle persone perdono tutto il rispetto e la fiducia che meritavano come autorità”.

Infine inserisco l’ultima lettera di Patishtán datata 13 maggio 2013.

All’Opinione Pubblica

Ai mezzi di Comunicazione Statali, Nazionali e Internazionali

Ai Mezzi Alternativi

Agli aderenti alla Sesta

Alle Organizzazioni Indipendenti

Ai Difensori dei Diritti Umani

Prigioniero Politico della Voz del Amate, Alberto Patishtan Gómez, Aderente alla Sesta, recluso nel “Centro di Riadattamento Sociale” (CeReSo) No. 5 San Cristóbal de Las Casas, Chiapas.

Noi tutti, messicani e messicane, desideriamo vivere sotto il tetto della Giustizia e della Dignità, ma solo vediamo giorno dopo giorno le richieste di quella Giustizia che i nostri fratelli aspettano, così come noi reclamiamo come persone detenute ingiustamente dall’ingiustizia. A quasi 13 anni dall’incarcerazione, di nuovo aspetto la decisione del Primo Tribunale Collegiale del Ventesimo Distretto del Chiapas, questa volta spero che studino e analizzino esaustivamente secondo diritto e che così io possa ottenere la libertà.

Allo stesso modo insisto con il Governatore Manuel Velasco Coello affinché esegua le liberazioni immediate di tutti i miei compagni Solidarios de la Voz del Amate, così come s’era espresso durante la sua visita in questo penitenziario il 18 aprile, così come l’ha dichiarato in altre occasioni questa storia di ingiustizia non deve ripetersi più, deve prevalere la Giustizia, e come esempio deve realizzarsi con i già citati casi perché sono casi di competenza dello stato del Chiapas.

Da ultimo invito la Società Civile e le Organizzazioni Indipendenti Statali, Nazionali e Internazionali a continuare a chiedere la Giustizia vera che tutti e tutte vogliamo.

¡Vivir o Morir por la Verdad y la Justicia!

Fraternamente

Prigioniero Político La Voz del Amate

Alberto Patishtan Gómez (firma)

Penal No. 5, San Cristóbal de Las Casas Chiapas, a 13 de mayo de 2013.

Canti Orfici – Cantos Órficos de Dino Campana (lectura italiano-español)

 

Grabación del programa radio ITINERARIOS (9/5/13) conducido por José Manuel Recillas en http://www.ciudadradio.mx/ - Lecturas de Fabrizio Lorusso (italiano) y Eduardo Romero (español) de los Cantos Órficos (Canti Orfici ) del poeta italiano Dino Campana. Gracias a Oscar por el soporte técnico. dino ciudad r grande

Lista poemas:

La chimera – La quimera
Il canto della tenebra – El canto de la tiniebla
La petite promenade du poete
Firenze – Florencia
Sogno di prigione – Sueño de prisión
Genova
Donna genovese – Mujer genovesa
A una troia dagli occhi ferrigni – A una puta de ojos ferrizos
Buenos Aires
Une femme qui passe

dino cantiorfici

Alberto Patishtán e la fabbrica dei colpevoli in Messico (documentario)

 Da: Desinformemonos.ORG

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Documental de la vida y lucha del preso político de El Bosque, Chiapas

Alberto Patishtán Gómez es un profesor tsotsil, originario del pueblo de El Bosque en los Altos de Chiapas, México. Está recluido en prisión desde el 19 de junio del 2000, sentenciado a 60 años por un crimen que no cometió, y por el que fue acusado como una venganza política, a causa de impulsar la lucha de su pueblo en contra de los abusos del gobierno local.

Este documental aborda la historia de esta injusticia, a la vez que relata cómo Alberto y su pueblo, han logrado siempre mantener en alto la frente y nunca dejar de luchar por democracia, libertad y justicia.

– Copia, rola y difunde este video. Descárgalo dando click acá.Organiza proyecciones en tu barrio o con tu banda. Busca tus propias maneras de difundirlo. Súmate a la lucha por la #LibertadPatishtan –

Una Realización de Koman ilel y el Movimiento del Pueblo de El Bosque por la Libertad de Alberto Patishtán

http://albertopatishtan.blogspot.mx
http://komanilel.org

Santa, Haiti e Sorci alla Libreria Morgana di Città del Messico!

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Con grande regocijo y emoción finalmente podemos anunciar el desembarque intercontinental de mis libros a la Libreria Morgana de la Gran Cd. de México!

¿De qué estoy hablando? La Librería Morgana está en Colima # 143-A
Col. Roma Norte C.P. 06700 – México, D.F. (Tel./Fax: +52-55-52075843).

Y aquí están los libros en las fotos. La botellita de tequila no está incluida, pero seimpre puede haber alguna sorpresa por allí. Los libros son: 

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Santa Muerte Patrona dell’Umanità, Fabrizio Lorusso, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013.  Foto, un viaggio, un diario, un saggio. Alla scoperta della Santa proibita. Guarda il Book Trailer qui.

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Le Macerie di HaitiFabrizio Lorusso / Romina Vinci, Edizioni l’Erudita, 2012. Haiti 2010-2012. STORIE A CUI NESSUNO DARÀ MAI VOCE, PERCHE’ FORSE UNA VOCE NON L’HANNO MAI AVUTA. UN MUCCHIO DI MACERIE FATTE DI UOMINI. Leggi la recensione su ValigiaBlu. 

Gli introiti del libro destinati agli autori saranno devoluti all’associazione haitiana Auhmod (avvocati per i diritti umani).

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sorciSorci Verdi. Storie di ordinario leghismo, AA.VV., Ed. Alegre, 2011. Una bella banda di scrittori e giornalisti raccontano il fenomeno politico e sociale della Lega Nord in Italia e nella “Padania” usando l’arma della narrativa contro ogni censura.

Autori:
Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce.

Gli autori e le autrici di questo libro non hanno voluto alcun compenso. Gli eventuali utili di questo lavoro saranno destinati a sostenere la biblioteca del carcere di Padova.

Choque

Choque de civilizaciones por un ascensor en Piazza Vittorio, Amara Lakhous, Ed. Elephas México, 2012. Traduzione alla spagnolo di Fabrizio Lorusso. Titolo originale: Scontro di civilità per un ascensore a Piazza Vittorio.

Las lentes de un sinfín de culturas convergen en un solo punto: el ascensor de un pequeño edificio en Piazza Vittorio. Interminables conflictos entre los vecinos, extranjeros la mayor parte, crean un gran escenario en el que se revela la naturaleza oculta de cada uno de ellos. Nadie puede huir de las críticas y de los prejuicios de los otros. Se trata de una novela satírica, llena de polifonías que pone al descubierto el choque de civilizaciones.

Un ascensor, un asesinato ¿cuál de los vecinos de Piazza Vittorio ha sido? ¿Acaso Amedeo?

Autor: Amara Lakhous
Traducción: Fabrizio Lorusso
Género: Novela
Colección: Nómada
Tamaño: 13.5 x 21 cm
Páginas: 160
ISBN: 978-607956674-6
eBook ISBN: 978-607956675-3
Precio: $199.00 MXN

Florence Cassez: ottimo intervento di Roberto Rocha @SinEmbargo.Com.Mex

Condivisibile, ragionevole, giusto.

In attesa della decisione della Corte Suprema messicana, attesa per il 23 gennaio, sul controverso caso di Florence Cassez, attualmente detenuta (ingiustamente) in una prigione di Mexico City, ecco i Link alla storia in italiano: QUI – 1 e QUI – 2.

MEXIQUE-FRANCE-PROCES

“Yo digo que en el caso de Florence Cassez, que ha de resolverse este próximo miércoles en la Corte, tenemos ya una última llamada. Pero esta no es para ella, no se trata del último chance para que obtenga su libertad, porque de hecho no se le han agotado los recursos legales. De lo que estoy convencido en cambio es que no habrá otra oportunidad para que este país se ponga en paz consigo mismo y al fin se haga justicia…”.

 

Poesía psicosomática (poesía en español)

xul solar2

Poesía psicosomática

Despierto

El verso

Ebrio

Sentido

Contrario

Lo miro

Llegar

De lejos.

Pariente

Maestro

Es obra

Maestra

De ida

Y vuelta

Lo leo.

De vida

Y muerte

Retorno

Infinito

Sobre

Mis pasos

Que vivo

Somática

Mente.

Me enfermo

De rimas

Y risas

Encima

De mí

Poesía.

Psico yo

Lógica tú

Mente

Nosotros

Uno y una

Aplasta

Mi sol

Renace

En luna

Poética tú

Somático yo.

[de Fabrizio Lorusso]

Amor psicosomático (poesía en español)

Xul--Solar

Amor psicosomático

Me enferma

Imagino

Imagina

El amor

Psico

Vagante

Somático

Sordo.

Que-da

Igual

Y cambia

Somos

Siglos

En uno

Solo.

Me das

Hambre

Antigua

Psico

Somática

Vibra

Un Dolor

Y salgo

Al mundo.

Vacío

Deseos

Te vas

Regresa

Psico

Somático

Yo

Contigo

Mi sangre

Corre

Sin venas.

[de Fabrizio Lorusso]