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Evento a Milano: a un anno dal golpe in Honduras

Segnalo qui un evento che rappresenta ormai una delle poche occasioni in Italia per tornare con la memoria al 2009 e per dibattere intorno ai fatti che il 28 giugno di quell’anno hanno sconvolto l’ordine democratico in Honduras.

A QUESTO LINK un riassunto della crisi in Honduras e dei commenti su quella fase storica che oggi non s’é ancora conclusa per una buona parte del popolo del paese centroamericano.

“Questo 28 giugno compiamo il nostro primo anniversario come Frente Nacional de Resistencia Popular (FNRP), ma non lo vogliamo fare ricordando l’attacco alla democrazia fatto dai golpisti, anzi, vogliamo celebrare la nascita della vera democrazia popolare che ha iniziato il suo cammino verso la rifondazione dello Stato e verso la costruzione di un futuro giusto per tutti e tutte. La Resistenza Honduregna invita tutti i popoli del mondo ad essere parte di questo progetto rifondatore e rivoluzionario, a seguirlo da vicino, ad aggiungersi a quella che sarà la celebrazione del primo anno di questo cammino verso la vittoria.”

(estratto dall’appello internazionale del FNRP, di cui versione integrale tradotta in allegato)

A un anno dal colpo di stato in Honduras abbiamo raccolto l’appello del Frente Nacional de Recistencia Popular e vi invitiamo a partecipare all’incontro:

NOS TIENEN MIEDO PORQUE NO TENEMOS MIEDO

HANNO PAURA DI NOI PERCHE’ NON ABBIAMO PAURA

a un anno dal colpo di stato HONDURAS RESISTE
28 giugno dalle 21.30

CSA BARAONDA
Via Pacinotti 13 – Zona Marconi, Segrate (MI)

Il popolo honduregno non ha accettato il colpo di stato, ipocritamente definito “sostituzione costituzionale”, con cui è stato deposto ed espulso il 28 giugno 2009 il presidente costituzionalmente eletto Manuel Zelaya. Il FNRP è nato allora per chiedere che venisse ripristinato l’ordine costituzionale nel paese. Le elezioni successive, svoltesi in un clima di violenza e militarizzazione il 29 novembre, sono illegittime perchè nascono da quel colpo di stato e la presidenza di
Porfirio Lobo è una farsa riconosciuta da chi ha interessi nella regione, a discapito della volontà popolare, Stati Uniti in primis. Porfirio Lobo pretende di rappresentare un processo di normalizzazione del paese mentre la repressione, le violazioni dei diritti umani, gli arresti illegali, le torture, gli omicidi selettivi continuano ad essere una costante quotidiana. La lotta del FNRP continua a chiedere una Commissione di Verità e nella raccolta di firme affinché venga convocata un’Assemblea Costituente popolare. L’Honduras oggi ci riguarda, al di là della mera solidarietà, perché rappresenta un pezzo importante nella lotta contro il capitalismo, il patriarcato e il neoliberismo.
Per questo abbiamo raccolto l’invito del FNRP: vogliamo celebrare il popolo honduregno, la resistenza che dura ormai da un anno e capire cosa succede oggi in Honduras.

Ne parleremo con
Wilmer Ricky, rappresentante del FNRP (Frente Nacional de Resistencia Popular)

Interverranno:
un rappresentante del C.S.A. Baraonda

Anna Camposampiero, Prc/Se
Martin Iglesias, Selvas.org

Proiezione del video:
“La Batalla de la dignidad” di Telesur

Promuovono:
CICA, C.S.A. Baraonda, Italia-Nicaragua, Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea, Selvas. Org
per adesioni: anna.camposampiero@gmail.com

Honduras, il golpe dimenticato

Il golpe avvenuto in  Honduras   il 28 giugno scorso  che ha deposto e cacciato dal paese il presidente democraticamente eletto nel 2006 Manuel Zelaya e che ha visto l’insediamento manu militari  di Roberto Micheletti (dello stesso partito di Zelaya, il Parito Liberale) che ricopriva la carica di presidente del Congresso Nazionale,  è stato oramai di fatto legittimato con le elezioni del 30 novembre, realizzate in un clima di paura e di tensione,  tra repressione, detenzioni arbitrarie, omicidi e senza la presenza di osservatori internazionali (leggi qui la sintesi della crisi). Porfirio Lobo  è  il nuovo presidente del paese e  si insedierà formalmente il 27 gennaio prossimo. Il governo uscente del golpista Roberto Micheletti e il nuovo esecutivo stanno  tentando di conquistare  adesso agli occhi miopi della comunità internazionale un volto democratico che convince veramente poco.  E nel frattempo  tentano di salvare gli autori materiali del golpe garantendo l’impunità sia a Roberto Micheletti (che proprio in questi giorni è stato nominato dal Congresso deputato a vita per i suoi 28 anni di lavoro svolti per il paese),  sia ai generali delle Forze Armate che sono sotto accusa da parte della Procura Generale per “abuso di potere” e “invio in esilio” del presidente deposto Manuel Zelaya (la Costituzione del paese infatti vieta esplicitamente di mandare in esilio cittadini honduregni). I militari rischierebbero in caso di condanna pene irrisorie che vanno dai 3 ai 5 anni di carcere.
Manuel Zelaya dall’ambasciata brasiliana dove si trova tuttora  denuncia che il Procuratore Generale Luis Rubí con questo provvedimento   “appoggia l’impunità dei militari accusandoli di reati minori e di abuso di potere e non per i gravi delitti che hanno commesso” e cioè “tradimento della Patria , omicidio, violazione dei diritti umani e torture al popolo” . Secondo Zelaya è chiaro inoltre che “ciò che si sta mettendo in pratica sono gli atti preliminari per ottenere l’impunità dei militari e lasciare senza condanna gli altri autori materiali e intellettuali del colpo di Stato militare”.
Andres Pavón, presidente del Comitato per la Difesa dei Diritti Umani (Codeh) ha ricusato formalmente il giudice in quanto “si è sostenuto e si continua a sostenere che è totalmente evidente che la rottura dell’ordine costituzionale in Honduras, avvenuta tramite un colpo militare di Stato, si è realizzata con la partecipazione e l’avallo diretto della Corte Suprema di Giustizia”.
In Italia,   a parte le sporadiche notizie di agenzie che si leggono in rete sulle vicende più propriamente politiche del paese centroamericano, il golpe  è stato completamente dimenticato e quindi legittimato e perfino uno dei pochi  spazi informativi onesti rimasti, Radio Tre Mondo, lo  ha “ratificato” recentemente,  intervistando Carlos Lopez Contreras, ministro degli Esteri del governo golpista. La redazione del programma, lo ha presentato infatti  come rappresentante del  “Governo di Transizione”.
La stampa invece   ormai  ignora completamente e ha calato un velo di silenzio sulle violazioni dei diritti umani accadute e che continuano ad accadere in Honduras. Dalla resistenza honduregna,  dal COFADEH (Comitato dei familiari di detenuti scomparsi) e dalle altre associazioni umanitarie continuano  a  giungere  denunce di omicidi di difensori dei diritti umani, come quello di Walter Trónchez ucciso il 14 dicembre a colpi di pistola mentre camminava per il centro di Tegucigalpa (era stato già arrestato e sottoposto a torture nel luglio scorso). Walter era stato anche testimone dell’arresto da parte di alcuni membri della polizia di Pedro Magdiel Muñoz Salvador, poi ucciso il 25 luglio durante una manifestazione. Walter, che faceva  parte del Fronte nazionale di resistenza popolare e che si occupava  dei diritti della comunità LGTB già il 4 dicembre scorso era stato sequestrato da quattro uomini incappucciati che dopo averlo picchiato ripetutamente lo avevano minacciato di morte. In quell’occasione riuscì a fuggire e sporse denuncia alle autorità. Inutilmente. Il 15 dicembre è stato trovato anche il corpo senza vita e senza testa di Santos Corrales, anche lui appartenente al  Fronte  che era stato arrestato dieci giorni prima da membri della Direzione nazionale di investigazione criminale (DNCI).
Andres Pavón (Codeh) denuncia che squadre di paramilitari percorrono le vie di Tegucigalpa e dei centri minori sequestrando e uccidendo giovani appartenenti al FNRP.  Dal 30 novembre  giorno delle elezioni, sarebbero già 30 i militanti uccisi, che vanno ad aggiungersi a quelli morti  immediatamente dopo il colpo di Stato e nei mesi successivi. Si tratta di una “vera e propria offensiva” contro un movimento che va crescendo sempre di più e che trova sempre maggior consenso in Honduras ma anche fuori dal paese.
La repressione si sta accanendo  duramente anche contro la comunità gay, come dimostra l’omicidio di Walter Trónchez , e contro le associazioni femministe, mentre quanto mai  pericoloso e difficile è  il lavoro di giornalisti e operatori dell’informazione. Le sedi di giornali e radio comunitarie vengono ripetutamente perquisite   con uso sproporzionato di forza e violenza, quando non sono oggetto di attentati compiuti da paramilitari, come avvenuto recentemente alla radio Faluma Bimetu, che da anni denunciava i crimini e gli interessi dei gruppi finanziari che cercavano di cacciare la comunità degli indigeni Garifuna dai loro territori (gli stessi dove è stata girata l’Isola dei Famosi per capirsi). Alcuni giornalisti invece sono stati arbitrariamente detenuti e poi rilasciati dopo aver subito percosse e torture.
Le elezioni del 30 novembre sono state riconosciute valide da pochi paesi. Oltre ovviamente agli Stati Uniti, la cui partecipazione diretta o indiretta al golpe è ormai stata definitivamente accertata (e poca rilevanza ha se ciò sia avvenuto con o senza il consenso di Obama), anche  il Messico, Panamá, Costa Rica, Perú, Colombia, Italia, Francia, Germania , Israele e Giappone hanno salutato favorevolmente il risultato elettorale,  mentre nella regione ha un certo peso, anche se alla nuova classe dirigente honduregna sembra non interessare particolarmente, la posizione di Brasile, Argentina, degli altri paesi aderenti all’Alba e del Mercosur che non riconoscono Porfirio Lobo come presidente.
Il Congresso tra l’altro  ha ratificato proprio in questi giorni la decisione di uscire dall’Alba, la cui adesione era stata fortemente voluta da Manuel Zelaya e che di fatto è  stato il motivo scatenante del colpo di Stato.
Il 7 gennaio si è tenuta la prima manifestazione del nuovo anno contro il governo proprio in protesta contro questa decisione, ma anche per chiedere un’Assemblea Costituente e per esprimere ancora una volta solidarietà a Zelaya.  A Tegucigalpa hanno sfilato  decine di migliaia di honduregni  dall’ Università Pedagogica al palazzo del Congresso e si sono dati appuntamento nuovamente   a fine gennaio per la data di insediamento di Lobo.
Mentre nelle strade della capitale una folla pacifica e chiassosa, in un clima di relativa tolleranza, gridava slogan contro il governo e in favore di Mel Zelaya,  nelle campagne e nelle zone più rurali del paese,  dove le telecamere sono assenti e i giornalisti difficilmente arrivano, l’esercito e la polizia mostrano invece il  vero volto di quella che nessuno chiama dittatura ma che non lascia dubbi rispetto alla sua vera natura.
Una comunità di contadini nella Valle del Aguàn è stata infatti violentemente sgomberata dalla polizia e dall’esercito da alcuni territori statali nei quali aveva costruito povere capanne e seminato mais e cereali, territori che erano invece reclamati da alcuni latifondisti che spesso in Honduras assoldano anche bande paramilitari per liberare le terre.
Le colture sono state distrutte, le capanne incendiate e i contadini, circa 600 famiglie,   cacciati con lacrimogeni e proiettili (di piombo).
Sono innumerevoli le situazioni come queste nel paese,  a dimostrazione anche del fatto che i latifondisti e i grandi proprietari terrieri sono stati una delle anime del golpe e che proprio quella Riforma Agraria della quale si era timidamente iniziato a discutere durante la presidenza di Manuel Zelaya adesso  si rende estremamente necessaria. Appare  invece sempre più lontana.
Riforma Agraria e Assemblea Costituente sono le due battaglie sulle quali l’eterogeneo Fronte Nazionale di Resistenza Popolare dovrà  investire nel prossimo futuro forze ed energie,  canalizzandole probabilmente in espressioni e iniziative che abbiano sicuramente più rilevanza e peso politico di quello che hanno oggi le grandi mobilitazioni per le strade di Tegucigalpa.
Le associazioni per la difesa dei diritti umani intanto puntano sulla giustizia internazionale: Luis Guillermo Peérez Casas segretario generale della Federazione Internazionale dei Diritti Umani  (FIDH) e Manuel Ollé Sesé, presidente dell’ Associazione Pro Diritti Umani (Spagna)  hanno sporto denuncia contro Roberto Micheletti e il capo delle Forze Armate Romeo Vásquez Velásquez, per il delitto di persecuzione politica contro il popolo honduregno. Anche se questa, a voler essere pragmatici, sembra un’inutile iniziativa. L’Honduras ha ormai il suo nuovo presidente. E’ contro il nuovo governo, e il silenzio che circonda quanto accade nel paese  che adesso bisogna lottare.
Riguardo il tema del golpe e la politica americana verso l’America centrale e latina, legnalo I”l ritorno del Condor” di Fulvio Grimaldi. Il racconto del colpo di Stato effettuato in Honduras contro il presidente progressista Manuel Zelaya dai militari agli ordini dell’oligarchia honduregna e degli Stati Uniti. L’inizio di un’operazione Condor 2, con la quale Washington si propone di rinnovare i nefasti dell’operazione Condor degli anni ’70 che installò Pinochet in Cile e altre sanguinarie dittature in America Latina. Una controffensiva statunitense, con nuove basi militari in Colombia e manovre di destabilizzazione in tutto il Cono Sud, per strappare ai governi e movimenti progressisti e rivoluzionari quello che Washington considera il suo “cortile di casa”. L’irriducibile resistenza del popolo honduregno e dei popoli latinoamericani.
L’autore è giornalista, scrittore, inviato di guerra ex-Rai i cui docufilm sullo scontro tra popoli e imperialismo non verranno mai trasmessi dalla Rai. E’ il quarto documentario sul “continente della speranza”, dopo “Cuba, el camino del sol”, “Americas Reaparecidas”, “Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador: l’Asse del Bene”. Si affianca ai suoi popolari lavori di controinformazione su Balcani, Iraq, Libano, Palestina – ultimo “Araba fenice, il tuo nome è Gaza” – e ai libri sugli stessi argomenti e sulla crisi della Sinistra italiana.
Dal 16 gennaio al 7 febbraio Il Circolo di Italia-Cuba della Tuscia organizza, insieme ad altri circoli e strutture, un tour italiano di una dirigente del Fronte Nazionale della Resistenza al Colpo di Stato in Honduras, nel corso del quale verrà presentato anche il nuovo documentario “Il ritorno del Condor”.
Per le date degli appuntamenti consultare : blog Mondo Cane
Foto II: DA QUI.

Honduras tra i paesi più violenti dell’America Latina

La reciente ola de violencia en Honduras coloca al país centroamericano a la cabeza de los países más violentos de América Latina.
Honduras cierra su año del Golpe de Estado con 4.739 muertes violentas, mil homicidios más que en el 2008, y un creciente estado de inseguridad para los activistas de derechos humanos y opositores al Gobierno de facto de Roberto Micheletti, al grado que las víctimas y sus familiares crearon ya el Comité de Presos, Perseguidos y Exiliados Políticos.

“Como en la década de los 80,” recuerdan activistas de los derechos humanos, entre ellas Berta Oliva, quien, en 1982, fue una de las fundadoras del Comité de Familiares de Desaparecidos en Honduras (COFADEH), luego que su compañero, Tomás Nativí, fuera secuestrado por paramilitares a inicios de la llamada “década perdida”.

La nostalgia, en realidad, huele a peligro. Entre 1980 y 1984 desaparecieron por motivos políticos unas 184 personas, y más de un centenar murió por causas relacionadas con el conflicto centroamericano, entre ellos salvadoreños, costarricenses, ecuatorianos y personas de otras nacionalidades.

Los organismos defensores de los derechos humanos siempre sostienen que “no es cuestión de números; es cuestión de vidas”. Similar argumento expusieron los dirigentes del nuevo Comité, quienes demandaron “libertad a los presos políticos, sobreseimiento definitivo a las causas por persecución política, respeto irrestricto de los derechos humanos de los detenidos y perseguidos, castigo a los responsables de las violaciones a los derechos humanos, alto a la criminalización de los movimientos sociales, y retorno de los exiliados con todas las garantías para sus vidas”.

Si bien las estadísticas actuales no están claras, el panorama es grave. Los registros de los organismos defensores de derechos humanos varían, pero se da parte de como mínimo 28 muertes producto de represión política, desde junio pasado.

La víctima más reciente es el Procurador de Derechos Humanos, Walter Orlando Tróchez, de 27 años, asesinado el 13 de diciembre en pleno centro de la capital, Tegucigalpa. Tróchez había logrado escapar de un atentado semanas antes y desde entonces recibió muchas amenazas a muerte, por lo que se le dictaron “medidas cautelares” y se gestionó apoyo para exiliarlo en Costa Rica. La respuesta afirmativa llegó el mismo día de su muerte.

Dirigentes de la Resistencia Popular contra el Golpe de Estado sostienen que los atentados, agresiones y amenazas contra sus miembros o simpatizantes tienen lugar en todo el país, y que se trata de sentar “precedentes” para evitar la expansión de la protesta.

La inseguridad de los miembros de la resistencia se agravó con una reciente declaración de Roberto Micheletti, quien los responsabilizó de la muerte, bajo circunstancias aún no aclaradas, de una joven de 16 años, hija de una periodista que trabaja en un canal de televisión estatal.

En respuesta, la Resistencia exigió el esclarecimiento de la muerte de la joven, “así como todos los asesinatos y otras violaciones de los derechos humanos ocurridos en el marco del golpe de Estado, los cuales se han incrementado en las últimas semanas y son responsabilidad directa de los cuerpos represivos”.

La resistencia teme que, al igual que lo ocurrido en los años 80, se hayan reactivado “escuadrones de la muerte”, y que el país sea escenario de combates anticomunistas de baja intensidad.

Las violaciones de trasfondo político a los derechos humanos se suman a la violencia social y común que caracteriza a esta nación centroamericana. En el conflictivo departamento de Colón, en el litoral atlántico, hombres desconocidos y fuertemente armados secuestraron esta semana a Osman Alexis Ulloa Flores y Mario René Ayala Hernández, ambos dirigentes del Movimiento Unificado Campesino del Aguán.

Mientras tanto, la organización Casa Alianza sigue denunciando la muerte sistemática de numerosos jóvenes, en su mayoría pobladores de barrios pobres en las ciudades de Tegucigalpa y San Pedro Sula.

La policía admite un repunte impresionante de homicidios y su incapacidad para resolverlos, como consecuencia de lo cual Honduras se coloca a la cabeza entre los países más violentos de América Latina. La tasa promedio nacional es de 53,5 asesinatos por cada cien mil habitantes, y en algunas regiones dicho indicador se duplica.

Señalo para toda la información y análisis / Per maggiori informazioni e analisi:

http://www.rnw.nl/es/dossier/Honduras

Denunciano l’insuccesso delle elezioni in Honduras e la repressione alla resistenza

 

 

Segundo Golpe de Estado en Honduras- Fabricio EstradaII colpo di Stato in Honduras – del poeta Fabricio EstradaTestimonianze della giornata elettorale di domenica 29 novembre in Honduras: astensionismo, resistenza, repressione

Domingo, Noviembre 29, 2009 – 18:47

El domingo amanece al mismo ritmo del 28 de junio. Los helicópteros baten la luz tranparentemente engañosa. Por la madrugada, los golpistas de la Alcaldía Municipal han lanzado una quema de pólvora para “iniciar la fiesta”.

Se comienzan a recibir las transmisiones y los periodistas del golpe visten sus frases con trajes de satre bien cortados y florecitas elegantes en el pecho. Rodrigo Won Arévalo, el siniestro personaje de Abriendo Brecha y Canal 10 es de los primeros en aparecer dando sus votos de fidelidad al Golpe de Estado. Sin césar, los reporteros repiten que esto es histórico y que la afluencia es masiva, sin embargo, las tomas dicen otra cosa: la gente que llega a los centros de votación que se muestran, son los típicos “blanquitos” que enajenan a la opinión pública, y es por eso que las transmisiones se dan desde lugares de clase media alta.

La población del voto duro eterno se dirige a cuenta gotas hacia las escuelas e institutos dispuestos y a pesar de ello no parecen ser suficientes como para saciar las necesidades básicas de los golpistas, seres extrañamente lejanos que siguen gritando a viva voz una alegría desproporcionada para lo que realmente sucede.

Desde el  interior de la República siguen llegando las noticias de la masiva militarización y de la intimidación galopante a medida que transcurren las horas. Hay aldeas y pueblos que han sido cercados con la intención inversa de impedir que la Resistencia salga a las calles.

A pesar de ello, en San Pedro Sula no se amilanan y lograr organizar una marcha que es precedida por 34 cruces simbólicas rematadas por los nombres de la víctimas de esta dicatdura. Salen del Campo Dandy y se dirigen valientemente hacia la Plaza Central donde se encuentran compañeros en huelga de hambre desde hace dos días. Marchan las consignas, marcha esa Resistencia declarada muerta por los medios golpistas.

Al acercarse a la Plaza Central comienza la represión y de nuevo la brutalidad sin tregua. Vuelven las nubes cargadas de la tormenta lacrimógena, los golpes de tolete a las mujeres y la saña indiscriminada contra todo lo que se mueva, incluidos periodistas extranjeros.

Concluida esta tarea, los gorilas se dirigen a la ciudad de Choloma, al norte de San Pedro Sula y persiguen a los mlitantes de la Resistencia lanzando gases dentro de las casas. Las imágenes se alternan con tomas de señoronas riendo y caciques políticos felicitando al pueblo hondureño libre y democrático. El día de ayer, la libertad y la democracia hondureña ha desarrollado sus mecanismos preventivos y ha apresado a cientos de compañeros en todo el territorio nacional. Ha secuestrado, ha cateado. Las amenzas de los gorilas ponen en vilo a los y las jueces de ejecución que intentan liberar a los prisioneros sin justificantes legales.

En Tegucigalpa, anoche la cacería ha sido selectiva en muchos puntos y la policía apalea a quien encuentre con afiches llamando a no votar. Esto sucede en todo el país.

En una muestra de fraude en marcha, el TSE anuncia que se ha acabado la tinta para marcar el dedo después del voto pero alientan a continuar el teatro “se reconocerá el voto sin marca en el dedo y se prorroga por dos horas más el cierre de los centros de votación”. . .

El segundo Golpe de Estado para Honduras ha sucedido.


IL FALLIMENTO DELLE ELEZIONI SECONDO IL FRONTE NAZIONALE CONTRO IL COLPO DI STATO IN HONDURAS

Con plena satisfacción anunciamos al Pueblo hondureño y a la comunidad internacional que la farsa electoral montada por la dictadura ha sido contundentemente derrotada debido a la raquítica afluencia de votantes a las urnas, a tal grado que el Tribunal Electoral golpista tuvo que prorrogar una hora más la votación hasta las 5 p.m.
Lo que está a la vista no quiere anteojos. El monitoreo que nuestra organización hizo a nivel nacional, nos arroja que el nivel de abstencionismo es como mínimo del 65 al 70%, el más alto en la historia nacional, lo que implica que apenas votó un máximo del 30 al 35% del electorado. En esta forma el pueblo hondureño ha castigado a los candidatos golpistas y a la dictadura, quienes ahora están en el aprieto de cómo mostrar ante la opinión pública internacional un volumen de votantes que no existió. Denunciamos que para eso han recurrido a maniobras fraudulentas como el ingreso de salvadoreños, afines del Partido ARENA, traídos para votar a nuestro país, tal como fue denunciado por los campesinos en el municipio de Magdalena,Intibucá. Y debemos esperar que intenten incrementar el volumen electoral mediante la manipulación electrónica.
La desesperación del régimen de facto es tal que ha reprimido brutalmente la manifestación pacífica que se realizó en la ciudad de San Pedro Sula, en la cual resultaron varios compañeros heridos, golpeados y detenidos; y se reporta un desaparecido. Entre los heridos se informa de un reportero de REUTER y se reporta la detención de dos religiosos del Consejo Latinoamericano de Iglesias que hacían labor de observación en derechos humanos.
Considerando que este resultado representa una gran victoria delpueblo hondureño, el Frente nacional de Resistencia invita a todo el pueblo hondureño en resistencia a celebrar el día de mañana la derrota de la dictadura. Se convoca en Tegucigalpa a una Gran Asamblea el día de mañana lunes 30 de noviembre a partir de las 12 del medio en la sede del STYBIS y a la gran Caravana de la Victoria contra la Farsa Electoral a partir de las 3 p.m. saliendo de Planeta Cipango.

QUI L’INFORMAZIONE IN TEMPO REALE:
- Il giorno della farsa elettorale e dei golpisti

Il giorno delle elezioni farsa è arrivato, a 5 mesi dal Golpe, in un clima di intimidazione e minaccia. Nei giorni scorsi i militari si sono presentati casa per casa, hanno presidiato ed attaccato alcune sedi sindacali e associative, nel tentativo di fiaccare la Resistenza, che quotidianamente rifiuta i golpisti e che aveva lanciato per la giornata delle elezioni un “toque de queda popular” per l’astensionismo di massa…
In questo articolo, una raccolta di numerosi audio, video, foto e comunicati:

- Leggi i comunicati del Frente Nacional Contra el Golpe de Estado

- Vince la popolazione, Vince la resistenza di Giorgio Trucchi
Nonostante le percentuali molto probabilmente falsate che diffonderà tra poche ore il Tse, durante l’intera giornata è stata più che evidente la poca affluenze alle urne, l’asfissiante presenza dell’esercito e della polizia in tutto il paese e i numerosi episodi di repressione e violazione ai diritti umani degli honduregni…
Come sempre continueremo ad aggiornare sulla situazione e su ciò che accadrà nelle prossime ore.

Resiste Honduras
Visita il blog:
http://resistehondurasita.blogspot.com/

La farsa elettorale in Honduras

Domani 4 milioni di honduregni sono chiamati a votare per il rinnovo del parlamento e del presidente, eletto direttamente dal popolo, e finora solamente 5 paesi hanno preannunciato che riconosceranno le elezioni come legittime indipendentemente dal risultato: gli Stati Uniti, Panama, il Perù, la Colombia e il Costa Rica, il cui presidente Oscar Arias era stato incaricato di mediare nel conflitto che dal 28 giugno ha alterato le regole civili e democratiche nel paese con l’espulsione illegale del presidente Manuel Zelaya manu militari e l’instaurazione di un regime de facto capeggiato da Roberto Micheletti. Circa un milione di votanti risiedono negli Stati Uniti e quindi la posizione adottata così come l’informazione diffusa negli USA potrebbe risultare un fattore chiave per orientare l’opinione pubblica di questi emigranti.

Il Fronte di resistenza contro il colpo di stato in Honduras ha chiesto alla gente di non andare a votare dato che la speranza del governo de facto è che vi sia un’affluenza di massa che possa in qualche modo legittimare le elezioni di fronte alla scettica comunità internazione. Ci sarà quindi una scommessa con relativa partita anche sui numeri.

I partiti che hanno deciso di prendere parte alla sfida elettorale sono il Partido Nacional con il favorito Porfirio Lobo (arrivato secondo dietro Zelaya nel 2005), il Partido Liberal di Elvin Santo (cui appartengono anche Micheletti e Zelaya), il Partido Democrata Cristiano di Felicito Avila, il Partido Union Democratica, più “a sinistra” col candidato Cesar Ham e infine il Partido Innovacion y Unidad Social Democrata con Bernard Martines, detto “l’Obama dell’Honduras”. Ad ogni modo bisogna chiedersi soprattutto che rilevanza abbia parlare di candidati e proposte elettorali nel contesto attuale in Honduras. Maggiori dettagli sui candidati:

http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091125_honduras_candidatos.shtml

Per un riassunto della crisi da giugno a ottobre e alcuni aggiornamenti in seguito al non adempimento degli accordi per la restituzione di Zelaya:

http://lamericalatina.net/2009/10/14/per-capire-il-golpe-in-honduras-tutta-la-storia-della-crisi/

http://lamericalatina.net/2009/11/14/appello-del-presidente-legittimo-dellhonduras-alla-comunita-internazionale-dopo-il-fallimento-dellaccordi-con-i-golpisti/

Altri paesi latino americani come il Brasile, il Venezuela, l’Argentina, il Paraguay, il Cile, la Bolivia, l’Equador, la Guayana, il Suriname, invece, configurano un altro blocco che non esita a rinnegare il risultato della “farsa elettorale” orchestrata in Honduras quale che sia il risultato finale. Sul quotidiano inglese The Guardian è uscita una lettera firmata da 76 personalità britanniche che esortano i governi del mondo a non riconoscere le elezioni programmate per domenica 29 novembre.

A questo link potete leggerla integralmente:

http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/honduras-inminente-fracaso-electoral.html

Segnalo inoltre il bell’articolo di Martin Iglesias che considera il trattamento e le “verità”” che la stampa italiana ha gestito riguardo l’Honduras, il golpe e le elezioni, fatto che mi sembra emblematico di una realtà più ampia ed esemplifica la portata e le interpretazioni che più o meno coscientemente vengono date sui temi latino americani.

http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/sventato-golpe-in-honduras-la

Cito alcune conclusioni dell’autore:

“Non è vero, insomma, che l’Honduras “non merita attenzione” sui media italiani, anzi come dimostrano le inchieste esclusive e le occasioni d’interviste i riflettori sono accesi sulla piccola nazione centroamericana. Ma è la qualità e non la quantità d’informazione che merita una discussione, aperta, leale e franca sulle capacità di offrire informazioni che tengano conto di fonti, documenti e testimonianze a supporto del fruitore di notizie e della capacità di analisi e critica individuale di ogni singolo lettore. Forse in Italia, nel nostro mondo di giornalismo e informatori, crediamo ancora poco alla maturità della pubblica opinione, che deve essere “istruita alla verità” dei fatti, piuttosto che dare loro gli elementi della notizia e gli strumenti affinché si crei un opinione il più personale possibile. Ma è un discorso complesso e che va oltre le minute ed esili notizie di diritti umani e diritti democratici calpestati nel piccolo Paese dell’Honduras”.

Infine riporto qui l’appello in italiano che riassume i fatti delle ultime settimane e avanza alcune richieste che mi sembrano legittime e giustificate alla luce del chiaro fallimento degli accordi tra Zelaya, MIcheletti e i rispettivi gruppi di sostegno che avrebbero dovuto portare a un governo di unità nazionale vero in honduras per poi traghettare il paese a delle elezioni libere e competitive. Mi sembra un appello condivisibile. A voi i commenti.

Le organizzazioni sociali, politiche e solidali e le persone che firmano a titolo personale dichiarano:

1. Il colpo di Stato in Honduras, con la partecipazione complice degli Stati Uniti d’America, materializzato da Micheletti e dal suo regime di fatto, ha portato l’assassinio di 21 persone, 4.234 denuncie per violazioni delle libertà fondamentali, 7 attentati, 95 minacce di morte, 133 casi di tortura, 394 persone con lesioni e 211 ferite a causa della repressione, 1.987 arresti illegali, 2 tentativi di sequestro e 114 prigionieri politici accusati di sedizione. E ogni giorno questi numeri continuano ad aumentare.

2. I golpisti si mantengono al potere dimostrando con questo gesto il loro profondo disprezzo per la democrazia e di non riconoscere il diritto sovrano dei popoli di esprimere la propria volontà attraverso del voto. Il tempo ha dimostrato che le manovre del governo statunitense e quelle dell’Organizzazione degli Stati americani, sottomessa agli interessi del primo,
non pretendevano di difendere la democrazia, bensì semplicemente dilatare, istruire ed infine appoggiare coloro che pretendono di portare a termine una farsa elettorale.

3. Dopo il 30 ottobre, gli Stati Uniti d’America hanno manovrato e reso possibile l’accordo tra il governo presidiato da Manuel Zelaya Rosales e i golpisti, il cosiddetto Accordo Tegucigalpa/San José, che legittimerebbe le elezioni del 29 novembre evitando che il movimento popolare arrivi a partecipare a queste con i propri candidati.

I golpisti non hanno rispettato l’accordo. Il presidente costituzionale è ancora inchiuso nell’ambasciata di Brasile, la repressione continua. In un gesto di cinismo senza limiti, gli Stati Uniti si sono affrettati a dichiarare il loro irconoscimento delle elezioni. Il presidente Manuel Zelaya Rosales ha denunciato il clima di totale impunità all’interno del quale si realizzeranno le elezioni del 29 novembre. Allo stesso tempo il Fronte nazionale di resistenza assieme ad altre forze democratiche ha annunciato che non andrà alle urne e che boicotterà la farsa elettorale.

4. La maggioranza dei mezzi di comunicazione, al servizio dell’oligarchia, degli imperialismi e delle imprese trans-nazionali, ha già dato per terminata a crisi e vogliono legittimare le elezioni del 29 de novembre del 2009.


Nonostante questo sforzo coordinato e mediatico di annunciare la fine della crisi, la lotta del popolo honduregno continua e reitera le sue petizioni:

1) Il ritorno incondizionato del presidente Manuel Zelaya Rosales alla residenza della Repubblica dell’Honduras, ripristinando la situazione esistente prima del 28 giugno 2009.

2) Disconoscimento del processo elettorale del 29 novembre 2009.

3) La convocazione di un’Assemblea costituente, ancora di più dopo la rottura el ordine costituzionale da parte della casta politica oligarca.

4) La condanna e punizione per i golpisti ed i loro complici.

Inoltre, sommandoci a queste petizioni legittime del popolo honduregno, chiediamo ai governi e alle istituzioni internazionali di non riconoscere le lezioni del 29 novembre, di non inviare nessun tipo di commissione o missione di osservatori internazionali e di mantenere la pressione politica, economica e finanziaria contro la dittatura civica-militare imposta dall’oligarchia e dall’imperialismo, di disconoscere le autorità false che pretendono di presentarsi come rappresentanti del popolo honduregno.

Libertà per il popolo honduregno

Barcellona, novembre del 2009

Firmanti:

Assemblea de Solidaritat amb el Poble Hondureny de Catalunya
Collettivo Italia-Centro America

Associazione Italia Nicaragua

Per aderire: asp.hondureny@gmail.com

http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/appello-internazionale-per

Appello del Presidente legittimo dell’Honduras alla comunità internazionale dopo il fallimento dell’accordo con i golpisti

Comunicado del Presidente Jose Manuel Zelaya Rosales

Centroamerica, 9 de Noviembre 2009

LLAMADO URGENTE A LA COMUNIDAD INTERNACIONAL

El Gobierno Constitucional de la República de Honduras, ante la flagrante violación por parte del régimen de facto de los compromisos pactados en elAcuerdo Tegucigalpa/San José del pasado 30 de octubre, condena la pretensión de instalar unilateralmente un «Gobierno de Unidad yReconciliación Nacional», presidido por el propio jefe de facto RobertoMicheletti, burlando así la buena fe de la actuación del Presidente Zelaya y de la Comunidad internacional.

El régimen golpista, en una clara estrategia de sistemáticas dilatorias y subterfugios, en connivencia con la Junta Directiva del Congreso Nacional se han negado a convocar al pleno del Congreso Nacional, que debía reunirse con el fin de emitir un decreto legislativo retrotrayendo la titularidad del Poder Ejecutivo a su estado previo al 28 de junio de 2009, que da comoresultado el restablecimiento del orden democrático y la restitución inmediata del Presidente José Manuel Zelaya (Numeral 5 del Acuerdo), y así allanar el camino para la organización de un Gobierno de Unidad y Reconciliación Nacional (numeral 1) que, en el marco de lo que dispone nuestra Constitución y las leyes de Honduras, corresponde instalarlo y presidirlo al Presidente Constitucional Electo por el Pueblo.

El incumplimiento del régimen de facto, es la expresión manifiesta del desconocimiento de las resoluciones previas de las Naciones Unidas, laOrganización de Estados Americanos y de otros organismos multilateralesde la región, y amenaza con profundizar aún más la crisis política y derepresión contra el pueblo hondureño que continúa en forma pacífica exigiendo el respeto a su democracia.

En tales circunstancias, el proceso electoral se vuelve inviable e ilegítimo,ya que no existen las condiciones mínimas que aseguren a los ciudadanos el ejercicio del derecho universal al sufragio en forma directa,secreta y libre de coacción o amenaza alguna. De igual manera no existen garantías para la participación de las diversas fuerzas políticas en igualdad de oportunidades, debido a la ausencia de libertades públicas y de garantías democráticas; el clima de violencia e inseguridad; la violación constante y sistemática de los derechos humanos y la represión ejercida por militares,policías y demás miembros del régimen golpista.

El Presidente Zelaya aceptó de buena fe firmar el Acuerdo deTgucigalpa/San José para que, en el espíritu de los puntos de la propuestadel Acuerdo de San José, se restablezca la convivencia ciudadana y seasegure un clima apropiado para la gobernabilidad y sostenimiento del sistema democrático en nuestro país.

En consecuencia, el Gobierno Constitucional de la República de Honduras hace un llamado urgente a la Comunidad Internacional, para que mediante los diversos espacios regionales y subregionales, nos apoye en:

1. Condenar esta nueva acción arbitraria emprendida por el régimen defacto en contra de la restitución del Presidente Constitucional deHonduras, José Manuel Zelaya, el restablecimiento de la democracia, de la unidad y reconciliación entre hondureños, y la reincorporación deHonduras al lugar que le pertenece en el concierto de la comunidad internacional.

2. Desconocer bajo estas circunstancias el proceso electoral y sus resultados, y suspender todo apoyo técnico y financiero a dicho proceso,mediante el cual el régimen de facto pretende legitimar el golpe deEstado, la violación masiva de los Derechos Humanos del pueblo hondureño y de los instrumentos de derecho internacional que hemos ratificado.

3. Ampliar las medidas de presión y sanciones diplomáticas, migratorias, económicas, comerciales y militares, según corresponda, contra el régimen de facto y los responsables del Golpe de Estado Militar enHonduras.

4. Implementar los instrumentos que el Derecho Internacional dispone, con el fin de garantizar el respeto de los Derechos Humanos, el restablecimiento de las garantías constitucionales y de las libertades públicas, el cese de los actos de violencia contra el personal diplomáticode la Embajada de Brasil en Tegucigalpa, así como también el respeto a la seguridad e integridad del Presidente Constitucional de Honduras, José Manuel Zelaya Rosales, su esposa Doña Xiomara Castro de Zelaya y todas las personas que le acompañan en la sede diplomáticade la hermana República de Brasil.

5. Dar seguimiento a la grave crisis en Honduras, y respaldar las propuestas e iniciativas planteadas por el Presidente Constitucional deHonduras, José Manuel Zelaya Rosales, para lograr por medios pacíficos y democráticos la restauración del orden constitucional y el Estado de Derecho en Honduras. El Gobierno Constitucional de Honduras, reconoce y reitera su profundo agradecimiento a la Comunidad Internacional por la firmeza y dignidad de sus esfuerzos a favor de la paz y la democracia en nuestro país, y por las manifestaciones de solidaridad que quedarán inscritas en la noble historia de nuestro Pueblo.

Foto: http://www.haisentito.it/wp-galleryo/manuel-zelaya/manuel-zelaya-colpo-di-stato.jpg

Testimonianze del golpe in Honduras dopo quasi 5 mesi di crisi

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Riporto qui di nuovo una serie di testimonianze imprtanti su come si vive con il colpo di stato in Honduras. nonostante sembrasse risolta, la crisi continua perchè il Presidente illegittimo Roberto Micheletti non ha ancora restituito il potere al deposto Manuel Zelaya che non haancora formato il famoso Governo di Unidad Nacional auspicato dagli accordi di qualche giorno fa.

L’inerzia del parlamento è enorme e non ha ancora votato sulla restituzione di Zelaya al potere. I golpisti continuano a sperare che le elezioni formalmente confermate per il 29 novembre prossimo possano cancellare questi 4 mesi di insulti alla democrazia e di violazioni ai diritti umani contro una buona parte del popolo honduregno che richiede una nuova costituzione politica e la restituzione di Zelaya. Fatto che sarebbe puramente di facciata dato che mancapochissimo alle elezioni del nuovo presidente.

 

PPRIMERO ME GUSTA DAR LAS GRACIAS A TODOS LOS HONDUREÑOS QUE ME MANDABAN SUS HISTORIAS .SON TANTOS VOY A MANDAR 2 DIARIO . HASTA TENGO UNA IDEA MEJOR : CON ESTAS Y MAS HISTORIAS VOY A PUBLICAR UN LIBRO ESCRITO POR EL PUEBLO DE HONDURAS . EL LIBRO SE LLAMA” VIVIENDO BAJO UN GOLPE MILITAR EN EL SIGLO 21 (LOS 1000 VOCES DE UN PUEBLO REPRIMIDO)” Y LA GANANCIA DONAR A LAS FAMILIAS DE LOS PERSONAS QUE AN PERDIDO LA VIDA EN HONDURAS BAJO DEL RÉGIMEN DE MICHELETTI.
SIGUEN MANDANDOME SUS HISTORIAS UN SALUDO ESPECIAL AL VALIENTE PUEBLO DE MORAZAN

AQUI HAY 4 HISTORIAS

VOZ DE HECTOR

Me llamo Hector , joven de 24 años, residente en la ciudad de Tegucigalpa, Miembro de la Comunidad LGTB (Lesbianas Gay, Trans y Bisexuales), Voluntario de las Asociacion LGTB Arcoiris de Honduras.

Como comunidad LGTB hemos estado participando en la resistencia desde antes del golpe de estado pues varios compañeros acompañaron al presidente Zelaya a rescatar las urnas para la encuesta el dia 25 de junia, pues creemos que es necesaria una nueva constitucion para el pais, una que refleje los verdaderos intereses de la mayoria… DEL SOBERANO.

Hemos sido participes en las marchas de la resistencia, al igual que tambien como muchos hemos sufrido con las represiones hacia las manifestaciones pacificas, yo en lo personal ya fui toleteado y detenido ilegalmente junto con otros compañeros, aunque eso es poco al comparlo, al de varios y varias compañeros/as de la comunidad, pues desde el golpe de estado ya llevamos contabilizado 12 muertes violentas, y la primera la tuvimos la madrugada del 29 de junio, en la ciudad de San Pedro Sula, en horas del estado de sitio, donde en las calles solo habian militares y policias… Han sido varias, pero las que mas nos han impactado son las de dos compañeras trans que vinieron de la ciudad de Choloma para participar en la marcha del 15 de septiembre, ambas salieron en un diario de circulacion nacional (Era la nota “curiosa” del diario) en alucion de nuestra participacion en dicha marcha, tres dias despues fueron acribilladas por “Desconocidos”. Y el mas dolido es el nuestra compañera “Monserat” Activista defensora de los Derechos Humanos en especial de la Comunidad Trans de San Pedro Sula, y participante tambien de la Resistencia en dicha ciudad, hace como aprox. 2 semanas fue atropellada brutalmente mientras ejercia trabajaba (Era Trabajadora Sexual), y asi hay muchos casos mas, donde hemos visto compañeros asesinados con armas de calibre de uso policial, y como es de esperarse, no hay una respuesta todavia a ningunos de los casos…

Se que como hondureños no podemos quedarnos de brazos cruzados, mientas la oligarquia quiera seguir repriemiendo al pueblo, mientras los ricos cadia sean mas ricos y los pobres cadia mas pobres, sabemos que este GOLPE DE ESTADO, es el resultado del miedo de la oligarquia contra un pueblo que cada dia q pasa es mas despierto y consiente que solo con la lucha, vamos a poder reclamar lo que por ley nos pertenece: HONDURAS

No hay peror ciego que aquel que no quiere ver…

VOZ DE JULIO

Atendiendo tu llamado a contar nuestras historias. te cuento la mia:

Soy oficinista que trabaja en la empresa comidas especializadas, empresa dueña de las marcas Pizza Hut y KFC. Al darse el golpe de estado el pasado 28 de junio expuse mi posicion ante mis compañeros y se dieron muchas discusiones de pasillo contra los que estaban a favor del golpe y con los que estabamos en contra, un dia recibi el mensaje de mi jefe inmediato que venia en cascada desde la gerencia general que dejara de opinar acerca de la situacion politica del pais.
En lo que respecta al trabajo se me cataloga como izquierdista, socialista; pero hay tales que te llaman de manera despectiva ñangara o chusma o en terminos similares.
Con los toques de queda me ha tocado salir a la carrera para la casa y luego a traer sobre la hora a mi esposa al trabajo de ella.
Mi apoyo a la resistencia lo puedo hacer por este medio o difundiento informacion por internet, a las calles he ido a dejarle agua a mi mama y mi tia que se han hecho presentes en las marchas, una vez pude escaparme para ir a la carabana, cuanto quisiera ir a las calles; pero de mi trabajo depende mi hijo de 5 años y mi tierna de 20 meses y como sabes; debo darle prioridad a su seguridad alimentaria.
Me he enfocado en darle apoyo moral a los que estan en las calles contra el golpe, haciendo comentarios de apoyo a sus fotos, a sus videos o publicaciones, tambien llamo a radio progreso para vertir opiniones o comentarios, como tambien les envio correos electronicos; esa es mi forma de apoyar.
Si de esto puedes hacer un resumen y publicar estas autorizado para hacerlo, Isis Obed perdio la vida y si yo pierdo mi empleo no es nada.
Saludos.

LA VOZ DE VICTOR MANUEL

Soy hondureño y vivo en tegucigalpa, tengo un trabajo en el cual me pagan por contrato y día no trabajado es día no pagado.
Como trabajo con extranjeros la primera acción inmediatamente después del golpe fue poner en suspenso la venida del nuevo grupo y dos semanas de suspensión de trabajo hasta ver como evolucionaba el asunto; es decir quince dias sin pago (que nunca me serán compensados por los golpistas) después cada vez que al golpista mayor (el cual según mi opinión no es civil sino militar u oligarca) decretaban toques de queda y por ende tanpoco podía ir a trabajar y no recibía salario, en resumen me deben como un mes completo de sueldo ya.
Además de estó vivo en la zona del Pedregal donde la cosa se puso caliente y delincuentes comunes aprovecharon para saquear negocios por lo que después de eso todas las noches salían militares a realizar cacerías humanas en la colonia, ustedes podían escuchar los disparos de los m16 que disparaban hasta por diversión y todos saben de donde salen las balas pero no donde van a caer,
viajando por las carreteras de Honduras pude ver decenas de veces como retenes policiales detenían selectivamente los vehiculos que no aparentaban opulencia y los autobuses de las rutas usadas por los pobres y someter a los pasajeros, especialmente a los jovenes, a vergonzosos registros donde los gorilas de verde aprovechaban para humillar a los varones y manosear a las mujeres.
Sólo estando aqui se puede creer el abuso de la fuerza que hicieron los esbirros de los golpistas, gases lacrimogenos, golpisas salvajes especialmente contra mujeres indefensas. Hace poco pudimos ver por la tv a un salvaje agente policial atacar con zaña a un enfermo epileptico que se dedica a pedir limosna en la zona donde se realizó una manifestación pacifica, un hombre derribado, rendido y arrimado a un muro y el salvaje lo garroteó y lo pateo en brazos claviculña y riñones.
Podría seguir hablando, pero quiero dejar algo para los demás.

LA VOZ DE KEVIN

hola pues me llamo kevin soy de honduras. La situacion en mi pais actualmente es un horror,reprecion casi todos los dias abuso de autoridad de los policias i militares..!! hasta ya han matado compañeros de luchay no solo uno si no casi 100 ya aunque no lo crean eso no lo dicen los medios de comunicacion GOLPISTAS..!!hasta mujeres han muerto ya..!! no se como alguien pueda creer que estamos equibocados ho que piensan que nos vamos ha quedar trankilos con lo que esta pasando en nuestro pais..??es algo ilojico..!!para las personas de otros paises que estan ha favor de este gobierno GOLPISTA…que arian ellos al ver como GOLPEAN,MATAN,VIOLAN CUARQUIER CANTIDAD DE DERECHOS HUMANOS..!!Y que quiran salir de sus casas y no puedan porque hallan puesto un toque de queda de 6am a 6pm y despues de 6 pm ha 6 am otra bes todo el dia casi por 2 semanas estubimos asi..!!no sean inconcientes porfavor..!! En la educacion este bobierno GOLPISTA dio una orden de regalar el año escolar ha todos los estudiantes de coleguios escuelas publicas como creen ustedes que los alumnos ban ha aprender algo con eso que iso GORILETTI haaa.???ha ustedes padres de familias de cualkier pais del mundo le gustaria que su hijo fuera ha la escuela ha nada..!!por que el sabe que lo ban ha pasar sin ningun esfuerso.??? bueno espero esto les sirva un poco para aser conciencia de como es este gobierno defacto..!!y esperamos la restitucion del PRESIDENTE CONSTITUCIONAL JOSE MANUEL ZALAYA ROSALES..!! un cordial saludo revolucionario ha todos..!!