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#YoSoy132 – Marcha sábado 30, vigilia electoral

México no es telenovela – Il Messico non è una telenovela

Contro la dittatura mediatica e l’imposizione di un candidato, Enrique Peña Nieto del PRI (Partito Revolucionario Institucional) ,già virtuale vincitore delle  elezioni presidenziali del 1 luglio scorso, sabato 30 giugno e martedì 2 luglio migliaia di persone, simpatizzanti e aderenti del movimento studentesco e civico #YoSoy132, sono scese in piazza a Città del Messico e in decine di altre città del paese. A questo LINK l’ALBUM FOTOGRAFICO COMPLETO

Il Nuovo Presidente del Guatemala (Forse)

Il soldato guatemalteco si rivolge ai due giornalisti: “Li abbiamo solo portati qua e li abbiamo mostrati al Maggiore, poi lui li ha interrogati affinché dicessero qualcosa ma anche così no, non han detto niente. Né con le buone né con le cattive hanno parlato”.

Interviene quindi il trentenne Maggiore Otto Pérez Molina (favorito alle presidenziali del 2011 in Guatemala) che procede alla lettura di una lettera o volantino: “L’artigiano povero lotta affianco all’operaio, il contadino povero lotta affianco all’operaio, la ricchezza è prodotta da noi poveri, l’esercito viene a prendere i contadini poveri, uniti abbiamo più forza e siamo invincibili, tutta la famiglia sta dentro la guerriglia”.
Continua Pérez: “Ecco c’è un’altra cosa importante. L’Esercito Guerrigliero dei Poveri (EGP), hasta la victoria, siempre”.

Il giornalista: “Allora qui stanno dicendo che l’esercito, insomma, ha ucciso della gente”.
Pérez Molina: “Esatto”.

Siamo nel cosiddetto “triangolo Ixil”, nel territorio maya della regione del Quiché, nel Nord-Ovest del Guatemala. Anno 1982: nel pieno della guerra civile, proprio nella sua fase più cruenta con stragi e rastrellamenti continui contro la popolazione. Più tardi, negli anni novanta, la Commissione per la Verità promossa dall’ONU col nome di “Memoria de silencio” avrebbe classificato queste operazioni come un vero e proprio genocidio contro le etnie di origine maya.

L’EGP, l’esercito del popolo, è stato fondato in questa zona ed è particolarmente attivo grazie anche al sostegno di buona parte degli abitanti. A livello nazionale le guerriglie d’ispirazione marxista si stanno associando per resistere alla dura controffensiva militare del dittatore in carica Ríos Montt e fondano l’esercito Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca – URNG.

Nel paese centroamericano tra il 1960 e il 1996, anno in cui si firmarono gli accordi di pace, la guerra causò oltre 200mila morti, 40mila desaparecidos e 450mila rifugiati costretti ad abbandonare le loro case. L’esercito aveva il supporto logistico e militare statunitense e si serviva altresì di armi israeliane. Il Guatemala vive in un regime “tendenzialmente” democratico dal 1985-86, anno in cui terminò l’ultimo periodo della dittatura militare.
Nel 1982 la giunta era presieduta dal Generale Efraín Ríos Montt il quale s’è addirittura candidato per la presidenza ed è stato sconfitto nel 1999.

Il video presentato sopra mostra “al lavoro” il (probabile) prossimo presidente del Guatemala, vincitore al primo turno delle elezioni di domenica 11 settembre e favorito per il ballottaggio del 6 novembre contro il già noto “Berlusconi del Petén”, il quarantenne avvocato Manuel Baldizón. Pérez spiega la situazione ai giornalisi e legge una lettera o un volantino sottratto ai prigionieri appena giustiziati. http://www.carmillaonline.com/

PER FINIRE ALCUNI LINK DI APPROFONDIMENTO

questo link trovate il seguito dell’intervista all’allora Maggiore dell’esercito guatemalteco Otto Pérez Molina e ad altri militari che spiegano l’uso delle armi di provenienza israeliana che hanno in dotazione. Descrivono anche alcune loro azioni di rastrellamento della popolazione civile durante il conflitto armato.

L’organizzazione per la difesa dei diritti dell’uomo RightsAction segnala a questo Link il video del 1982 del Generale specificando (originale in inglese) che:

In data 6 luglio 2011, tre attivisti per i diritti umani hanno formalmente presentato un rapporto con rispettiva lettera sulla tortura al professor Juan Mendez, il Delegato Speciale sulla Tortura delle Nazioni Unite.
La lettera sostiene che il Generale Otto Pérez Molina è stato coinvolto direttamente nell’uso sistematico Della tortura e in atti di genocidio durante la lunga guerra civile del Guatemala. Era al comando specificamente nel Triangolo Ixil nel 1982 durante le campagne di massacro condotte villaggio per villaggio ed è stato direttamente responsabile per la lunga detenzione e tortura e la sparizione del prigioniero di guerra Efrain Bámaca Velasquez. Gruppi di manifestanti a Washington hanno chiesto recentemente l’annullamento del visto di Pérez Molina per gli Stati Uniti che oggi si presenta come un riformista moderato sostenitore della pace.
Leggi tutto qui: LINK

Il sito guatemalteco di controinformazione e giornalismo PLAZA PUBLICA ha una serie di articoli in spagnolo molto interessanti 1. QUI e 2. QUI e un’intervista completa con Pérez Molina 3. QUI.

1. Il primo link s’intitola “Per le sue azioni lo conoscerai” ed è un reportage dettagliato della carriera militare e politica del Generale.

2. Il secondo “Otto Pérez: finanziatori, alleanze, Nebaj e i Mendoza”. Sui nessi col mondo del narcotraffico, i finanziamenti della campagna elettorale 2007 (riflessi in parte anche su quella “vittoriosa” di quest’anno”) e le accuse legate al periodo della guerra civile.

3. L’intervista infine s’intitola “Voglio proprio vedere qualcuno che mi dimostra che c’è stato un genocidio” e il titolo parla da sé.

La polemica sull’uso del termine genocidio è QUI.

Infine un blog con molti contenuti critici sulla situazione del Guatemala QUI.

Nota final. El periodista que entrevista a OPM es Allain Nair, a quien se observa tomando fotografías es; Jean-Marie Simon. El clip es parte del documental Titular de Hoy: Guatemala, el cual fue filmado en 1982. El documental esta disponible en su totalidad en el mismo usuario de Youtube, allí también está la información para adquirirlo en versión DVD

Carmen Aristegui y el Ombudsman sobre el caso Almohadazo, Matteo y Federico Dean

“El humor negro no es una licencia para transgredir el honor de otros”. 

Carmen Aristegui, MVS noticias, y el Ombudsman (garantía y defensa de la audiencia) sobre el caso del programa de Fernanda Tapia, El Almohadazo, y Matteo y Federico Dean. Entrevista de Carmen Aristegui a Paolo Pagliai, presidente de los Comites (Comités de los Italianos en México). La defensa de Fernanda Tapia, su falta de reconocimiento de los errores cometidos, y las interrogaciones del Ombudsman con sus conclusiones. Programa radio completo. Duración: 26 minutos en el video de arriba.

Por segunda ocasión Fernanda Tapia hizo comentarios ofensivos para la audiencia, en particular a la comunidad italiana en México, ahora en su programa ‘El Almohadazo’, esta vez en torno a la muerte de dos personas. Comprometidos con la información responsable la conductora pidió una disculpa pública e hizo un reconocimiento a la memoria de los caídos.

Escúchelo también: fuente del Podcast: AQUI

Nel video sopra. La giornalista Carmen Aristegui ha dedicato un servizio del suo notiziario e ha intervistato Paolo Pagliai, presidente dei Comites in Messico, per trattare il caso del programma El Almohadazo e la conduttrice Fernanda Tapia che ha diffamato la memoria dei fratelli Matteo e Federico Dean il 4 agosto scorso. La protesta di amici italiani e messicani in Italia e in Messico non s’è fatta attendere e, in seguito alle lettere e all’appelo circolato sui media, c’è stato un programma di “riparazione” e infine questo intervento del garante e difensore dei diritti degli ascoltatori. Ascoltalo anche QUI

 

 

Matteo e Federico Dean. Appello in difesa della memoria

Immag0006.jpg[Riporto, invitando alla diffusione, un appello che inizierà a circolare nei media messicani e italiani in difesa della memoria e dignità di Matteo Dean e suo fratello Federico, due amici scomparsi recentemente a distanza di meno di due mesi in due tragici incidenti. Contro la monnezza televisiva. L’appello denuncia un pessimo e criminale “giornalismo” televisivo (se così si può chiamare), incarnato dalla volgare conduttrice Fernanda Tapia e dal suo staff del programma El Almohadazo (la cuscinata) trasmesso in Messico dal canale 52 di Mvs TV, i quali hanno portato avanti per ben due puntate un’opera di scherno e denigrazione completamente gratuita che va denunciata con decisione e rabbia. Parole come “tonti” o battutacce che preferisco non tradurre in questo momento sono state alla base della trasmissione. Tutti i firmatari dal Messico all’Italia dubitano fortemente della serietà e della buona fede del gruppo Mvs Tv e di tutti i collaboratori del programma che potete guardare aprendo il link al video indicato nell’appello. C’è anche una pagina Facebook (qui) del canale in cui è possibile lasciare commenti e condividere l’appello, grazie dell’ascolto. F. L. da Carmilla]

IN ITALIANO:
Noi firmatari del presente appello vogliamo esprimere la nostra più profonda indignazione e rabbia per il modo in cui Fernanda Tapia, conduttrice del programma televisivo messicano “El Almohadazo” della rete MVS TV, ha utilizzato a scopo di macabro intrattenimento la tragica fatalità che ha colpito i fratelli Matteo e Federico Dean in due terribili incidenti mortali. Per la sua mancanza di professionalità, la Tapia non si è nemmeno premurata di verificare che Matteo era un giornalista italiano indipendiente e viveva in Messico da circa dieci anni. Suo fratello ha portato in Italia le sue ceneri ed ha voluto disperderle sul Montasio, luogo amato dai due, ma è stato colpito da un fulmine che l’ha ucciso. La sedicente “conduttrice”, con una volgarità e un cinismo del tutto gratuito, li ha insultati nel programma dello scorso 4 agosto e derisi pubblicamente per le circostanze in cui i due fratelli hanno perso la vita (Video, dal minuto 31:40 a questo Link). Al di là di qualunque valutazione sul tenore scadente del programma, è inammissibile che MVS TV, pur di mantenere alto il rating, strumentalizzi una tale tragedia per “divertire” il pubblico e metta in onda contenuti di cattivo gusto che infangano la viva memoria dei due fratelli e rappresentano un’offesa all’intelligenza e alla sensibilità dei telespettatori.

EN ESPAÑOL:
Los abajo firmantes queremos expresar nuestra más profunda indignación y coraje por la manera en que Fernanda Tapia, conductora del programa televisivo “El Almohadazo” de MVS TV, utilizó como macabro entretenimiento la trágica fatalidad que se abatió sobre los hermanos Matteo y Federico Dean en dos terribles accidentes mortales. Por su falta de profesionalismo, ni siquiera se enteró de que Matteo era un periodista independiente, de nacionalidad italiana y residente en México desde aproximadamente diez años. Su hermano se llevó sus cenizas a Italia, quiso esparcirlas en un lugar que ambos amaban, en los Alpes italianos, y fue alcanzado por un rayo.La dizque “comunicadora”, con una vulgaridad y un cinismo totalmente gratuito, los insultó en su programa del 4 de agosto pasado y se mofó de ellos por las circunstancias en que los dos hermanos perdieron la vida, (http://www.youtube.com/watch?v=QDtKXnEwaFo). Más allá de cualquier consideración sobre el discutible tenor del programa, es inadmisible que MVS TV, con tal de mantener alto el rating, utilice semejante tragedia para “entretener” a su público y transmita contenidos de mal gusto que pisotean la viva memoria de los fallecidos y representan una ofensa a la inteligencia y a la sensibilidad de los televidentes.

FIRMAS
Andrea Dean, Gigetta Dean, Sol Patricia Rojo, Julia Ortega L., Edoardo Mora, Manuela Derosas, Carlo Almeyra, Fabrizio Lorusso, Diego Lucifreddi, Brando Torri, Corina Giacomello, César M. Torralva, Fulvio Filipponi, Lilia Zueck, Brando Torri, Andrea Cirelli, Alma Mireles de P., Raffaele Cesana, Donatella Di Benedetto, Hector Rodriguez de la O, Diego Barboni, Maria Cristina Secci, Enrique Quintana, Liliana Acevedo Badillo, Federico Mastrogiovanni, Guillermo Almeyra, Maria Teresa Trentin, Luisa Montoni, Giuliano Rossi, Elisa Barboni, Esperanza Pita L., Paola Ceresetti, Paolo Pagliai, Luciano Valentinotti, Clara Ferri, Manuela Loi, Franco Grasso, Alessandro Carlini, Ignacio Vázquez Rámirez, Alexandre De Pomposo, Lucila Gutiérrez, Francesca Gargallo, Jaime Aldaraca, Valentina Giorgi, Agustina Gutierrez, Davide Piddu, Stella Capa, Lorena Freire, Laura Lascialfare, Roberta Derosas,Rita Parro, Lorella Bortolamai, Simone Morgante, Giovanni Primavera, Natalia Mandelli, Daniela Ricchezza, Antonio Vigoritto, Sandro Valentinotti, Inés Breyter, Gloria Estrada, Ana Teresa Cattaneo, Eleonora Garosi, Gilda Eissa Barroso, Lara Longhino, Mara Marelli, Teresa Scolamacchia, Rossella Bergamaschi, Nancy Contreras Guerrero, Rossella M. Bergamaschi, Anna Maria Satta, Sabina Longhitano, Alessandra Masserotti, Emiliano Pesce, Stefania Zoccatelli, Ariella Aureli, Rosalba Piazza, Andrea Alì, Mara Girardi, Marinella Miano, Regina Casalini, Penelope Olmos, Mariapia Lamberti, Helena Scully Gargallo, Andrea Spotti, Annunziata Rossi, Paola Giovine, Larrier Hayes, Donald Niedermayer, Pablo Moya Rossi, Simone Danna, Sandra Galván Reyes, Franca Bizzoni, Andrea Mutolo, Giuditta Cavalletti, María Teresa Santillán Urtiaga, Rosalba Piazza, Gianni Proiettis, Maribel Rotondo, Marco Turra, Nadia Chichiarelli, Marisol Camarena, Adazahira Chávez, Italia Méndez Moreno, Víctor Martínez Pizano, Alejandra Torales, Everardo Pérez Manjarrez, Ita Reyes, Rosaura Jaime, Ada Zahira Chávez, Jaime Aguilar Marroquín, Lenin González Téllez, Mónica Monroy Jurado, Multiforo Alicia, Aaron Pollack, Claudio Albertani, Daniel Sánchez de la Barquera Gutiérrez, Patricia Benítez Muro, Patricia Benítez Muro, Rocío Ramírez Bolaños, Laura Martínez Díaz, Gerardo Vargas Gómez, Barbara Bertoni, Erica Berra, Dixie Montiel López, Roberto Castelli, Francesca Merighi, Andrea Frustaci, Raffaella de Antonellis, Juan Cristóbal Popoca Guerrero, Patrixia Lara, Chiara Donà, Franco Avicolli, Antonella Carletto, Alessandro Lanzetta, Luisa Rossi, Dianora Zagato, Gabriele Ciapparella, Stefano Milano, Paolo Malfitano, Cristina Forti, Nina Caldarella, Anne Casterman, Francesca Caregnato, Raffaella de Antonellis, Paola de Antonellis, Luca Cico, Giacomo de Antonellis, Giulia Collenea Isernia, Antonella Carletto, Isabella Spagnuolo Borgia, Bruna Scannone, Cinzia Battista, Gabriela Hdz Valdez, Liliana E. Segura, Juan W. Gutiérrez Cruz, Lilia Mónica López Benítez, Rodrigo Cortés A., Belinda Frías, Octavio Méndez J., Juán Job T., José Luís Badillo Hdz, Aleida Sánchez Fernandez, Iván Sánchez Fernández, Vladimir Sánchez Fernández, Haydee Sánchez Fernández, Zoia Eliethj Fernández Mejía, Adriana Guerrero Sedano, Ahide Bermejo Mendoza, Marisa Lara Zarate, Elisa Bucio Huacuz, Maria del Carmen Silva, Bruna Ghidoni, Jorge Loría Padilla, Fausto Loría Bizzoni, Marina Piazzi, Maria Silvia Emanuelli, Roberto e Marco Demaria, Edgar Israel Valencia Perdomo, Iván Torres Urbina, Maria Regina Piazza, Adriana Mello, Giovanna Bruno, Sandro Moiso, Sergio Pallares, Alma Ruby Villareal Reyes, Fernando Herrera, Verónica Patiño Olvera, Dannia Collin C., Lorena Portillo, Adolfo García Videla, Luisanna Nicotra…

NOTA FACEBOOK pe DIffusione: QUI

Il Messico profondo minacciato da una multinazionale canadese

WIRIKUTA è il luogo sacro verso cui si dirige il popolo Wixarika (huichol) quando va in pellegrinaggio per raccogliere il hikuri (peyote) e lasciare delle offerte. Si trova sull’altipiano situato tra lo Stato di San Luis Potosí e quello di Zacatecas. Questo territorio ha una superficie de 140.212 ettari (1.402,12 km2) e comprende parte dei municipi di Villa de Ramos, Charcas, Villa de Guadalupe, Matehuala, Villa de la Paz e Catorce. Per molti di noi, amanti del Messico, la zona di Real de Catorce significa ricordi, forse vacanze, esperienze, la ricerca turistica, per alcuni avventurosa, per altri deprecabile, del cactus allucinogeno peyote, (una ricerca illegale per i non appartenenti ai popoli ancestrali ma, fino a un certo punto, tollerata dalle autorità e dagli abitanti della regione), qualche romanzo di Pino Cacucci e anche il film Puerto Escondido. Oltre a questo folclore scenico, al turismo e ai racconti ci sono, però, popoli nativi che da secoli abitano in quelle zone e che conservano le loro tradizioni in buona parte fuori dalle nostre logiche economiche, sociali e culturali. Queste potrebbero venire seriamente compromesse dalle operazioni della multinazionale canadese First Majestic Silver come ci spiega il reportage in difesa del territorio Wixarika o Huichol che Clara Ferri ha sottotitolato in italiano permettendomi di proporlo in questa pagina.

Il territorio interessato dai probabili futuri scempi dell’attività mineraria comprende la pianura e la Sierra de Catorce, è un luogo di inestimabile ricchezza culturale, spirituale e naturale che si manifesta in modo particolare in ogni zona. Wirikuta fa parte della Rete Mondiale dei Siti Sacri Naturali (UNESCO 1988) e appare nella lista dei luoghi candidati ad essere dichiarati Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità. È una Riserva Ecologica, Area Naturale protetta e soggetta alla conservazione ecologica: Riserva Naturale e Culturale di Wirikuta.

Attualmente Wirikuta e la Sierra de Catorce sono minacciate dall’attività mineraria tossica e devastante.

FRENTE EN DEFENSA DE WIRIKUTA TAMATSIMA WAHAA
www.frenteendefensadewirikuta.org

http://salvemoswirikuta.blogspot.com/

INTEGRANTE DEL FRONTE IN DIFESA DI WIRIKUTA
Patrimonio Culturale e Naturale di Real De Catorce e dell’Altopiano
di San Luis Potosí. Messico.

Qui sotto riporto il link a un documento in spagnolo con la lista dei luoghi sacri del popolo Wixarika. I principali sono 4 e nella loro visione del mondo (scusate l’estrema semplificazione) corrispondono ai 4 punti cardinali e rappresentano i luoghi in cui sono nati l’universo e gli dei. Il punto cardinale minacciato dalla compagnia canadese è l’est, il Wirikuta, cioè il “luogo in cui camminarono e si riunirono tutti gli dei e si fece la prima caccia al cervo, nelle cui impronte cominciò a crescere l’Hikuri (peyote)”

Leggilo o Scaricalo in PDF QUI

Revista Desinformémonos No 14 – Diciembre 2010 – Disinformiamoci!

Les presento… Desinformémonos Número 14

En este número encontrarás:

Los Nuestros La separación entre lengua y dialecto es eminentemente política     Marcos Bagno: El combate al prejuicio lingüístico

Entrevista de Joana Moncau   Foto: Ileana Maya – Casa do Brasil

Reportajes El camino zapatista, un relato inconcluso

Hermann Bellinghausen y Gloria Muñoz Ramírez Fotos: Simona Granati

Días cruciales  Arde el Sahara Marcela Salas Cassani  Fotografía: Stefano Montesi

La invasión de los cascos azules (Minustah)    Haití antes y después de los tiempos del cólera

Fabrizio Lorusso     Traducción: Adrián Castro Bibriesca y Marcela Salas Cassani

Migración hondureña: el sabor del reencuentro y el adiós Texto y fotografía: Matteo Dean

Itaipu  La mayor hidroeléctrica del mundo niega su deuda con los guaranís

Bianca Pyl     Fotos: Spensy Pimentel    Traducción: Waldo Lao Sánchez Fuentes

El Cabanyal: antiguo barrio de pescadores que lucha contra la especulación inmobiliaria Laura de Castro Sánchez  (Miembro del la Plataforma “Salvem el Cabanyal”)

Plaza Kurdistán: el asalto al cielo de noviembre de 1998 a noviembre de 2010

Aldo Canestrari   Traducción: Amaranta Cornejo y Adrián Castro

Entrevista a Hugo Blanco   Los gobiernos progresistas de América Latina, en disputa con los pueblos indígenas Matteo Dean

Los Nadies Testimonio de un trabajador libertario

Testimonio desde Paris    Traducción: Xotchil y Tania

En la primera región colonizada por los portugueses

Los pataxó de Brasil, un pueblo que se niega a desaparecer

Testimonio recogido por Joana Moncau en Brasil

Foto Antônio Cruz/Agência Brasil

En las calles de Coyoacán   El show debe continuar

Testimonio recogido por Rafael Fraga

Autonomías El Centro de Documentación y Estudios Anarquistas Francisco Zalacosta    Los Punks en Guadalajara y el nacimiento de un espacio libertario

Grupo Libertario Solidaridad

En Valencia   Donyets, un atrevimiento pedagógico lejos de la docilidad Gloria Muñoz Ramírez

Imagina en resistencia

Presentan el “más mexicano de sus discos”  Al son de Los de Abajo

Marcela Salas Cassani

Rat singers, un musical en contra del poder   Para mí, actuar es una forma de lucha: Adriana Moles Adrián Castro Bibriesca

Poesía saharaui de Luali y Saleh Abdalahe

Multimedia Fotoreportajes La hora de los estudiantes en Italia

Fotos: Stefano Montesi

Texto: Maria Stella Scordo. Red Uniriot   / Traducción: Adrián Bibriesca

Cancún, un rastro Fotos: Simona Granati  Texto: María Stella Scordo  /Traducción: Marcela Salas Cassani

Música: “Ska de la Tierra”. Bebe

Video La dignidad no está en venta: autoridades zapatistas

Realización: Brigada Europea de  Solidaridad con los Zapatistas

Audio Vícam, por la defensa de la tierra y el agua Realización: Indymedia Chiapas

http://www.desinformemonos.org skype: desinformemonosrevista

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“…desinformémonos hermanos
hasta que el cuerpo aguante
y cuando ya no aguante
entonces decidámonos
carajo decidámonos
y revolucionémonos.”
Mario Benedetti

Aggressioni ai giornalisti in Messico: denuncia di Laura Castellanos

In un paese come il Messico dove svolgere la professione del giornalista è un pericolo concreto e costante (il paese è da anni ai primi posti per gli omicidi e gli abusi commessi contro i giornalisti tanto che solo l’Iraq riesce a superarlo in questa speciale classifica) ci arriva la notizia e la denuncia riguardante Laura Castellanos, nota giornalista messicana che ha recentemente subito atti di aggressione che riporta nella sua lettera al giornale nazionale La Jornada. Speriamo che la diffusione in più paesi e in più lingue del comunicato possa aiutarla a sentirsi meno sola e in qualche modo a renderla meno vulnerabile alla viltà degli anonimi aggressori.

Lettera di denuncia a LA JORNADA:


Sono una giornalista indipendente, autrice del libro Messico armato (1943-1981) e Corte de caja (in italiano Punto e a capo), intervista con il subcomandante Marcos e scrivo per la rivista Gatopardo. Ricorro a questo spazio per denunciare l’intimidazione crescente nei confronti dell’esercizio della mia professione di giornalista, orientato soprattutto ai movimenti radicali e guerriglieri. Sono stata vittima di controlli, intercettazioni telefoniche e su Internet e nei giorni scorsi, approfittando della mia assenza per un viaggio di promozione della mia opera, sono entrati a casa mia passando dal balcone.

Non è stato un atto di delinquenza comune dato che non hanno portato via niente di valore. Sono entrati nel bagno e hanno defecato e orinato oltre ad aver utilizzato i miei oggetti personali. Hanno lasciato aperta la finestra del bagno e del balcone affinché si otasse che ci erano passati. L’unica cosa che hanno rubato è il libretto da reporter che avevo affianco al PC. Il giorno dopo un uomo in bicicletta con aspetto da militare ronzava intorno al mio palazzo e, dopo essere stato scoperto, ha nascosto il suo volto.

Gli atti di controllo nei confronti della mia persona e domicilio sono evidenti. Sporgerò denuncia presso la Procura Speciale per la Difesa dei Delitti contro i Giornalisti della Procura Generale della Repubblica. Non perché credo nella sua giustizia, ma affinché il mio nome resti per i posteri negli archivi del’infamia. Faccio responsabile il Governo del presidente Felipe Calderon di qualunque atto contro la mia integrità e quella della mia famiglia. Non getto la spugna.


Laura Castellanos

IN SPAGNOLO:

(Carta en La Jornada en español y en inglés)

Van saludos y agradecimientos por sus muestras de solidaridad. A continuación les hago llegar la carta que hoy publico en el correo ilustrado de La Jornada (29 de mayo de 2010) para denunciar las acciones de acoso en mi contra. Les agradeceré puedan circularla, y a mis colegas, difundirla. Gracias, Laura.

Greetings and my gratitude for the expressed solidarity and support. Please find following these lines the letter published today in the “correo ilustrado” of La Jornada to denounce the intimidation acts that I have been subject to.  I will appreciate all the help to circulate it and to my colleagues if they are willing to reproduce it.   Nota: agradezco la traducción al inglés de Bruno Renero-Hannan

Periodista denuncia hostigamiento
Soy periodista independiente, autora del libro México armado (1943-1981) y Corte de caja, entrevista con el subcomandante Marcos, y escribo en la revista Gatopardo. Recurro a este espacio para denunciar la intimidación creciente sobre mi ejercicio periodístico, enfocado particularmente en movimientos radicales y guerrilleros. He sido víctima de vigilancia, intervención telefónica y cibernética, y en días pasados, aprovechando mi ausencia por un viaje de promoción de mi obra, ingresaron a mi departamento por el balcón. No fue un acto de delincuencia común, pues no sustrajeron nada de valor. Se dirigieron al baño y defecaron y orinaron, además de que manipularon mis objetos de uso personal. Dejaron abierta la ventana del baño y del balcón para que fuera ostensible su paso. Lo único que sustrajeron fue la libreta de reportera que tenía al lado de la computadora. Al día siguiente un hombre en bicicleta con apariencia castrense rondó mi edificio, y al ser descubierto ocultó su rostro.
Los actos de vigilancia hacia mi persona y domicilio fueron evidentes. Interpondré una denuncia en la Fiscalía Especial para la Atención de Delitos contra Periodistas de la PGR. No porque crea en su justicia, sino para que mi nombre quede para la posteridad, en los archivos de la ignominia. Artículo 19 afirma que 65 por ciento de las agresiones a periodistas de México en 2009 fueron perpetradas por el Estado. Hago responsable de cualquier acto contra mi integridad y la de mi familia al gobierno de Felipe Calderón. Sigo con la pluma en la mano.

IN INGLESE:

Journalist Denounces Harassment

I am a freelance journalist, author of two books-México armado (1943-1981) and Corte de caja, an interview with Subcomandante Marcos-and I write for the magazine Gatopardo. I am resorting to this channel in order to denounce the increasing use of intimidation being targeted against my journalistic work, which focuses primarily on radical political movements and guerrillas.

I have become the victim of illegal surveillance and interference with my telephone and e-mail; and in recent days, while I was traveling abroad to promote my latest book, intruders broke into my apartment through the balcony. However, this was not a common burglary for the assailants did not steal any objects of value. T

hey went into the bathroom where they defecated and urinated, as well as rummaged through my personal items. They left the bathroom window and balcony open so as to leave visible traces of their presence. The only object that they stole was my reporter’s notepad, which was next to the computer. The following day I noticed a man with a military semblance prowling around my building on a bicycle, and upon being discovered the man hid his face.
The surveillance activities directed against me and my home were evident. I will present a formal complaint before the Special Prosecutor’s Office for Crimes against Journalists (Fiscalía Especial para la Atención de Delitos contra Periodistas) of the Attorney General’s Office (PGR). Not because I hold any faith in its justice, but in order for my name to be recorded for posterity, in the archives of ignominy. Article 19 affirms that in 2009 sixty-five percent of all attacks against journalists in Mexico were committed by the State. I hereby hold the government of Felipe Calderón responsible for any actions taken against my physical integrity or that of my family. I remain with pen in hand.

Laura Castellanos