Intervista di Cecilia Rinaldini a Fabrizio Lorusso sul culto alla Santa Muerte in Messico e sul suo libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013). Programma Voci dal Mondo di Rai Radio 1: Responsabile: Gaetano Barresi – Conduce: Gabriella Lepre
Sito del libro Santa Muerte Patrona:
http://santamuertepatrona.wordpress.com
Prossime presentazioni di Santa Muerte Patrona dell’Umanità: LINK.
Alla lista del link qui sopra va aggiunta la presentazione in Piazza Verdi a Bologna prevista per il primo luglio dalle 18.30 organizzata da BARTLEBY !
Vi invito alla presentazione di due libri. Uno è sul culto alla Santa Muerte, santa popolare messicana ormai globale, e l’altro è sul lavoro a 4 mani con la giornalista Romina Vinci, un reportage-diario scritto tra le macerie di Haiti dopo il terremoto del 2010 e dopo l’emergenza colera del 2011. I proventi del libro vanno all’associazione haitiana per la difesa dei diritti umani AUMOHD. @FabrizioLorusso
“…Lei apre i nostri occhi alla realtà, dicono che morire è svegliarsi, non so se ci sia un paradiso o un inferno, però la unica cosa sicura in questa vita è che solo Lei comprendo”.
[Dalla canzone “Santa Muerte” del gruppo hip hop messicano Cartel de Santa]*
[Nella foto. Momento dell'innalzamento collettivo delle statue della Niña durante il rosario per la strada a Tepito, Città del Messico]
Da quando, ormai oltre 10 anni or sono, il culto alla Santa Muerte è uscito dalla semiclandestinità in cui è stato relegato per secoli, si sono moltiplicati i breviari, i libri e i siti internet che riportano preghiere, petizioni e rosari dedicati a questa santa popolare messicana che è sempre più globale. I materiali sono soprattutto in inglese e in spagnolo e poco esiste in italiano. “Preghiamo insieme e diciamo: ‘Santa Muerte del mio cuore’. Le preghiere indirizzate alla Santissima” è un paragrafo estratto dal libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità che prova a riempire questo vuoto e che riporto di seguito. Allego anche un PDF con una collezione di preghiere e invocazioni tradotte all’italiano e reperite sul web, su alcuni testi accademici e su altri divulgativi in vendita in Messico. A questo link, per chi non la conoscesse, si spiega chi è la Santa Muerte in un breve video e con qualche fonte bibliografica.
La Hermana Blanca, uno dei soprannomi comuni della Santa Muerte, si occupa di qualsiasi tipo di problema, dall’amore alla legge, dalla salute all’economia. L’elaborazione di preghiere e rosari specifici per la Santa è una pratica piuttosto recente, incoraggiata probabilmente dal boom commerciale e dall’impatto mediatico che l’hanno accompagnata nell’ultimo decennio. Perciò, se prima di fronte all’immagine della Flaquita si recitavano solamente il Padre nostro, il Credo e l’Ave Maria, oggi i devoti possono contare su una lunga serie di preghiere scritte ad hoc e riportate su siti Internet o breviari “fai da te” del culto.
La maggioranza delle preghiere più diffuse parte dalla tradizione giudeocristiana, chiedendo aiuto e permesso a Dio e alla Santissima Trinità per ottenere salvezza e poter invocare la Muerte, oppure ricordando la passione di Cristo, per poi arrivare a richieste proibite dalla Chiesa cattolica poiché rivolte direttamente alla Santissima e non sempre lecite nei contenuti. Riporto qui un paio d’esempi.
Signore, nella tua Divina presenza, Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo, ti chiedo il permesso d’invocare la Santissima Muerte, la mia Bambina Bianca. Ti chiedo umilmente di rompere e spezzare ogni maleficio, incantesimo e oscurità che si presenti nella mia persona, nella mia dimora, nel mio lavoro e nella mia strada. Santissima Muerte, elimina tutte le invidie, povertà, avversioni e inerzie ti chiedo per pietà di concedermi…(aggiungere una richiesta) E che con la tua presenza benedetta illumini la mia casa e il mio lavoro, e così anche per i miei amati, dandoci amore, prosperità, salute e benessere. Benedetta e lodata sia la tua bontà, Santissima Muerte. Signore, ti ringrazio infinitamente perché vedo la tua bontà nelle prove cui mi sottoponi, che perfezionano il mio spirito, Signore, ti rendo grazie, in mezzo a queste prove avrò la tua Benedetta e Santa benedizione. Amen.
In questa preghiera non mancano le tipiche invocazioni al Padre eterno o allo Spirito Santo, a Gesù e ai poteri speciali concessi alla Morte, oltre alle richieste da completare con un desiderio o il nome di una persona.
In alcuni casi la Niña Hermosa funge da intermediario tra Dio e gli uomini, in altri è la destinataria finale delle suppliche. Spesso si domanda l’adempimento di doveri, inclusi quelli coniugali, il rimborso di debiti, l’espiazione di colpe e l’ottenimento di favori da parte di terzi. Tra tante petizioni non si esclude naturalmente la concessione dell’amore e l’innamoramento provocato da un rituale speciale di amarre o ligue,secondo la tradizione cubana. Purtroppo, però, un amarre non è un diamante e non dura per sempre, soprattutto se la volontà della persona è stata forzata. Ecco una giaculatoria molto comune che auspica a una persona sorti avverse e dipendenza:
Santa Muerte del mio cuore non lasciarmi senza la tua protezione, e non lasciare mai tizio(a)… (nome della persona)
un solo momento tranquillo(a), infastidiscilo(a)
in ogni momento, mortificalo(a), inquietalo(a), inquietalo(a)
perché sempre pensi a me. Amen.
Esistono preghiere e rituali per ogni gusto e passione. Servono per risolvere una disputa familiare e proteggere i bambini, per evitare furti e chiamare a sé la fortuna, per perdere un vizio e attrarre una persona. Specularmente si sono creati rituali più complessi, eseguiti da “esperti”, santoni e sensitivi di tutti i tipi per conseguire esattamente gli stessi benefici delle preghiere individuali. L’unica differenza è il potere di suggestione che essi riescono a suscitare grazie a una serie di accorgimenti estetici e atti liturgici, pensati per stupire e convincere sia l’habitué che lo scettico.
La struttura del rosario segue grosso modo quella della tradizione cattolica, con le opportune varianti atte a includervi anche la Santissima Muerte. Può cambiare leggermente a seconda dell’altare callejero, da strada, in cui viene recitato, dato che non c’è una liturgia consolidata e uguale per tutti. Ogni officiante può usare delle varianti e crearne di nuove. Ciononostante il rosario di Tepito è sicuramente un buon punto di partenza per farsi un’idea, anche perché è il più frequentato. La guida spirituale recita la prima parte di ogni preghiera e i devoti rispondono a voce alta con la seconda parte. Si comincia con il segno della croce e poi con la sequenza classica del rosario, cioè un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria al Padre. Questa serie si ripete cinque volte, e tra una decina di Ave Maria e l’altra si dice un Mistero Doloroso, sebbene in alcune varianti possano essere recitati in alternativa i Misteri Gaudiosi, Gloriosi o Luminosi.
[Video con i momenti iniziali di un rosario per la strada a Tepito. La durata totale delle preghiere è di un'ora anche se i devoti spesso passano l'intera giornata a festeggiare la loro Santa presso l'altare]
La ricerca sul campo di Paolo Mossetti [1] riporta con precisione le parole dell’ufficiante. Primo mistero: l’agonia di Gesù nell’Orto di Getsemani (Matteo 26, 39): “Santissima Muerte, Fratello Gesù, ti offriamo questo primo mistero in onore della tua agonia nell’orto di Getsemani, ti chiediamo che per intercessione della Santissima Muerte e della tua Santissima madre, la Vergine Maria, ci concedi un gran dolore e pentimento per tutti i nostri peccati”.
Dopodiché si dedica una preghiera a una categoria specifica per ogni mistero, per esempio i detenuti, e la guida annuncia “un’orazione per i nostri fratelli che sono a…”. Si prega in silenzio per qualche secondo, poi comincia l’orazione per chi è in carcere. In questo modo si procede per tutti i misteri. L’agonia di Gesù all’Orto dei Getsemani si dedica ai detenuti. Il secondo mistero doloroso (la flagellazione di Gesù alla colonna) si indirizza agli infermi; il terzo (la corona di spine) va ai defunti; il quarto mistero (Gesù viene caricato della croce) risolve i problemi economici; infine il quinto (la crocifissione e la morte di Gesù) pone freno ai vizi.
Oltre alla cerimonia del rosario esistono anche dei novenari che si recitano in ambienti privati. I più noti sono composti da una preghiera d’apertura, una giaculatoria, un sonetto e altre preghiere da recitare durante nove giorni. La novena implica un impegno prolungato e una relativa disciplina, perciò è indicata nella risoluzione di problemi gravi o, secondo alcuni, addirittura nei rituali di stregoneria.
La maggior parte delle miniguide al culto e dei libretti in circolazione, di norma abbastanza autoreferenziali e commerciali (come la famigerata Biblia de la Santa Muerte), puntano a diffondere e cristallizzare alcune consuetudini della devozione. Tendono a consigliare comportamenti e pratiche, suggerendo preghiere, rituali e offerte per gli altari secondo criteri arbitrari o solo in parte recepiti dai devoti. Qualcuno ha addirittura escogitato i dieci comandamenti della Santa Muerte, con un’immaginazione abbastanza fervida. Presi da smania imitativa delle religioni “maggiori”, i creatori della “Bibbia della Santa Muerte” hanno rielaborato i passi su Mosè e le tavole della legge. Anche se non li legge o non li conosce quasi nessuno, li riporto come esempio di inventiva popolare (a volte interessata e non molto spontanea).
Nella “Bibbia”, su Internet e in altri volumetti di rapido consumo si parla spesso di una “religione”, quasi fosse contrapposta al cristianesimo e non di un culto popolare dai tratti folcloristici: la stragrande maggioranza di aderenti e fautori del culto per la Santa Muerte non intendono rinunciare al cattolicesimo né creare altre “religioni” strutturate come tali. Men che meno si può parlare di una setta o, come alcuni giornali cercano spesso d’inculcare, di una “setta satanica”.
Inoltre in alcuni libretti si allude a non meglio precisati “fratelli”, mentre nell’uso comune si parla di devoti, simpatizzanti e, al massimo, di credenti. Alcuni torbidi predicatori, con un certo seguito tra masse ingannate a suon di promesse e falsi miracoli, hanno addirittura celebrato matrimoni, messe, pellegrinaggi e liturgie di ogni tipo in onore della Santa Muerte senza rispettare il confine tra la fede di ciascuno, con le sue legittime espressioni collettive, e le iniziative pacchiane e lucrative.
Per i vecchi devoti che da generazioni conservano l’essenza del culto, queste pratiche starebbero dimenticando e mistificando la natura spontanea e discreta, fino ai limiti della segretezza assoluta, che ha dato origine e diffusione al culto molti decenni, probabilmente secoli, or sono. Ecco quali sarebbero i “comandamenti” contenuti in questo libretto in vendita nelle edicole esoteriche o nei negozi specializzati:
Venererai la Morte con totale rispetto. Non pronuncerai il suo nome invano. L’adorerai nei giorni a Lei dedicati. Onorerai tutti i tuoi fratelli nella religione. Non farai del male a nessuno. Non commetterai atti che possano pregiudicare la nostra religione che adora la Morte. Non abuserai delle tue conoscenze spirituali. Non renderai false testimonianze che La riguardino. Non avrai pensieri che ti facciano lucrare grazie a Lei. Non desiderai le ricchezze di altre persone.
Scarica a questo link il PDF con la lista completa delle preghiere per la Santissima Muerte più comuni in Messico (tradotte in italiano).
* Il gruppo rap messicano Cartel de Santa non si chiama così in onore della Santa Muerte ma per il nome del quartiere di Monterrey da dove provengono i suoi integranti.
[1] Cfr. Paolo Mossetti, Economia informale e sub-cultura religiosa: la devozione alla Santa Muerte, Facoltà di economia, Corso di Laurea Specialistica in Economia e Management per le Arti, la Cultura e la Comunicazione, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano 2008, p. 80.
[Segnalazione dal Blog Diario Latino di Alex Giaco] Un libro uscito in Italia a metà febbraio allo scopo di raccontare un culto che nasce dalla fusione di varie credenze folkloristiche locali e tradizioni arrivate in America Latina dai colonizzatori europei. Destinatario: il pubblico italiano che in massima parte non ne sa assolutamente nulla. Milanese di nascita ma da 11 anni a Città del Messico, Fabrizio Lorusso giornalista, docente, blogger è l’autore di Santa Muerte patrona dell’umanità. Santa, Santisima Muerte, la senora, la nina blanca, la nina bonita, la jefa, sono alcuni dei soprannomi dati alla Muerte dai cosiddetti Santamuerteros, i quali allestiscono altarini e piccoli santuari in suo onore. Se ci fosse una capitale di questo culto sarebbe Tepito, un quartiere mercato di Città del Messico con una identità forte e con la Santa come patrona.
In un Messico dove la chiesa cattolica sta perdendo progressivamente fedeli, non si sa con precisione quanti siano i devoti della Santa. Chi dice due, chi dieci milioni. Gli studi affidabili sulla diffusione del culto sono recenti e poco numerosi e c’è chi gli attribuisce origini preispaniche. La morte santificata che diventa folclore, cultura e religione, temuta e amata, venduta e osteggiata, ma pur sempre realtà ineludibile in Messico. Un culto che si sta espandendo verso nord, superando la frontiera con gli U.S.A., contaminando la comunità latina che vi abita. Altari compaiono lungo il muro che separa i due stati, e sui cruscotti dei fuoristrada che percorrono le polverose strade da una parte all’altra della frontiera. Santa Muerte patrona dell’umanità ci spiega questo fenomeno andando oltre i luoghi comuni e cercando di abbracciare aspetti più ampi della cultura latinoamericana. E chissà che nei prossimi giorni non sarà proprio lo stesso autore a parlarcene. Per ora vi lascio con questo video.
Maggio 2013 – Santa popolare o setta satanica? Madonna della mafia o protettrice dei più deboli? Due, forse 5 o 10 milioni sono i devoti della Santa Muerte, una delle figure di culto che più preoccupano la Chiesa in America. Dal Messico agli USA e all’Argentina, una “santa” controversa si sta espandendo tra la gente dopo secoli di clandestinità.
Da santa border line a icona globale grazie al web, la Muerte messicana assume oggi forme nuove e si integra con le subculture giovanili e l’immaginario del narcotraffico.
Quando la morte si fa presente nella società —sconvolta da anni di guerra al narcotraffico— anche il suo culto ritorna.
Importata dall’Europa durante la conquista spagnola, contaminata dalle tradizioni afro-cubane, della santería e dalla postmodernità dei quartierislum di Città del Messico, la morte santificata diventa folclore, cultura e religione. È temuta e amata, venduta e osteggiata, ma resta sempre una realtà ineludibile per tutti. Ed in Messico è già santa.
Il libro Santa Muerte, patrona dell’umanità —che comprende un’introduzione dello scrittore Valerio Evangelisti e un allegato fotografico a colori— è in vendita alla Libreria Morgana di Città del Messico, ibs.it, Amazon e le principali librerie online italiane. L’autore, Fabrizio Lorusso, classe 1977, milanese è residente in Messico da 12 anni. Giornalista e saggista, Lorusso è corrispondente e blogger de L’Unità per l’America Latina, collaboratore e redattore di altre pubblicazioni online e cartacee ed insegnante di lingua e cultura italiana.
In questa puntata con Ana Maria Montenegro dell’Associazione Mujeres Donne per la Solidarietà ci occupiamo di Bolivia -foglia di coca, trilinguismo nelle scuole e legge sulla violenza domestica – e di Messico con il libro di Fabrizio Lorusso “Santa Muerte. Patrona dell’umanità”.
Esperienze. Scrittori Precari. Blog. Santa popolare. Racconto. Saggio. Parto con i tag, ormai contagiato da una chiara distorsione professionale tipica dei blogger. Il titolo inganna perché non si parla qui di vati e scrittori aspiranti alla santità né di santi specificamente dedicati al precariato letterario o a quello ordinario. Invece, freddamente, riporto un estratto dal blog Scrittori Precari dal libro Santa Muerte Patrona. Se piace, si può continuare a leggere al link indicato in fondo. E se no, pace:
La mia conoscenza con la Santa Muerte, Patrona dell’Umanità e santa popolare messicana, è avvenuta passo dopo passo, proprio perché la sua presenza cominciava a diventare insistente e inevitabile anche per un osservatore distratto dei fenomeni religiosi e sociali. Molti la incrociano per le strade o su un altarino, la guardano, ma poi la schivano dopo aver emesso sentenze e giudizi perentori di condanna.
Io ho sempre percepito la sua carica emotiva. Al principio ne avevo rispetto e addirittura timore, dato che non la conoscevo e nessuno me l’aveva saputa presentare senza legarla ai luoghi comuni, al satanismo, alle cronache della narco-guerra o alle malefatte di sequestratori e serial killer.
Oltre ai miti creati negli ultimi quindici anni e alla forte presenza virtuale in migliaia di pagine web, il culto della Santissima Muerte rappresenta una porta formidabile per accedere alle manifestazioni della religiosità popolare messicana. È un’entrata angusta che apre una prospettiva unica da attraversare giorno dopo giorno, per poi scoprirne tutti gli angoli nuovi e le interpretazioni alternative. Magari si possono scorgere le entrate adiacenti e i dettagli più inattesi, a patto che si mantengano cuore e occhi aperti, senza pregiudizi.
Sovente i santi cattolici compiono questa funzione dal carattere miracoloso o “sovrannaturale”, ma forse i santi popolari, compresi quelli non ammessi dalla Chiesa, sono i destinatari privilegiati delle richieste più problematiche, là dove sfuma il confine tra bene e male, tra volontà legittima di beneficiarsi e influenza indebita sull’altrui esistenza. In genere i fedeli pagano un tributo, detto manda, sotto forma di oblazioni, azioni, preghiere, offerte in natura e persino promesse di cambiamento personale, come corrispettivo di un favore, un miracolo o una grazia ricevuta dalla Santissima Muerte. Proprio come accade con i santi “ordinari” e i fioretti.
Quanto sopra trattasi di un estratto del I capitolo di Santa Muerte patrona dell’umanità(Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri 2013), saggio diFabrizio Lorussodedicato al culto messicano di santificazione della morte. Al libro è dedicato anche un blog.