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Silvio Berlusconi es expulsado del Senado italiano

Silvio-Berlusconi

(En la foto: Berlusconi hace unos 20 años, cuando “bajó a la cancha”) NOTICIA para Variopinto al Día. El Senado de Italia declaró la decadencia de Silvio Berlusconi, ex jefe de gobierno y magnate televisivo, de su cargo de senador como consecuencia de la condena definitiva que la Corte de Apelaciones le confirmó el verano pasado por fraude fiscal.

El líder del centroderecha había llegado a la Asamblea Legislativa, precisamente a la Cámara de los Diputados, en el mes de marzo de 1994, cuando ganó las elecciones con su recién fundado partido político, Forza Italia. Desde marzo de este 2013 era senador de la República, pero ahora perdió ese cargo y, con él, el fuero parlamentario, un beneficio al que recurrió varias veces en estos años para evitar ser procesado.

El voto final de los senadores sobre la “defenestración” del Cavaliere se realizó a las 17 horas del 27 de noviembre y, a esa misma hora, empezó el mitín de Berlusconi fuera de su residencia romana, Palazzo Grazioli. “Les prometo que seguiremos adelante”, ha anunciado el político-empresario. En los últimos días, el exsenador había abusado de las televisiones privadas, de las que él mismo es dueño, para lanzar mensajes mediáticos en contra de los parlamentarios que votarían su expulsión y, sobre todo, para retirar definitivamente el apoyo de los suyos al Gobierno de Enrico Letta.

Actualmente, éste se sustenta en una gran coalición de partidos políticos que van del centroizquierdista Partido Democrático al centrista Scelta Civica (Elección Cívica, del ex jefe de gobierno tecnócrata Mario Monti) y a los “berlusconianos” del Partido de las Libertades (PDL).

La semana pasada el grupo que apoyaba a Berlusconi, el PDL, se dividió entre los fieles del líder, quienes se adhirieron a la nueva formación política del Cavaliere, la cual volverá a sus orígenes y se llamará de nuevo Forza Italia, y los que ya no lo respaldan, unidos en otro partido nuevo, el Nuevo Centroderecha, dirigido por el ex delfín de Berlusconi, Angelino Alfano. Refiriéndose a él, Berlusconi dijo, durante un discurso del mitín de hoy, que “otros se fueron, pero nosotros nos quedamos aquí, seguros de estar del lado justo, no traicionaremos a nuestros electores”, mientras la gente reunida allí abucheaba y gritaba.

Alfano y el Nuevo Centroderecha van a seguir apoyando al gobierno de Letta, junto con el centroizquierda y los centristas, mientras que los de la “nueva” Forza Italia de Berlusconi van a estar en la oposición a partir de hoy para tratar de ganarse los consensos electorales de los descontentos de la derecha en el país y volver a juntar planes políticos y fuerzas, tras la caída de su líder.

Entonces, Berlusconi queda como un rey descabezado y tendrá que dirigir sus empresas y, sobre todo, su partido dividido desde su casa, si optará por la detención domiciliaria, o desde un centro para obras pías y de reintegración, si decide optar por purgar su condena en un centro que presta servicios sociales.

Fabrizio Lorusso Twitter @fabriziolorusso

Il voto scontato: la casta vota contro l’abolizione dei propri privilegi pensionistici

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire !
A voi il giudizio sul merito, si tratta solo di proposte demagogiche o potrebbe essere un piccolo passo in direzione della gente?

 

Presenti 525Votanti 520Astenuti 5Maggioranza 261Hanno votato sì 22Hanno votato no 498

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera

Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso:

http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35

oppure

http://www.openpolis.it/dichiarazione/547092