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Entrevista a Michela Murgia y Roberto Saviano sobre censura de libros en Italia

Lee el Comunicado de los ESCRITORES CONTRA EL ROGO de los libros

Lee Artículo en Desinformémonos

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http://www.wumingfoundation.com/engli…
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La fase de la decadencia de un régimen puede ser breve o larga, trágica o grotesca (o ambas cosas); seguramente siempre es la fase más peligrosa. A la sombra de un régimen declinante a nivel nacional, localmente se registran las peores “fugas hacia adelante” y recrudecimientos.

Recrudecimientos que se cruzan –y a veces se confunden– con las tentativas cada vez más marcadas y extremas de distraer la atención, levantar cortinas de humo, indicar falsas dianas y chivos expiatorios. El grito Achtung banditen! se alza cada vez más alto y estridente, junto a los instrumentales llamamientos por el honor nacional.

En las últimas semanas, el caso Battisti ha sido la digresión perfecta.

Añadamos que, históricamente, los fascistas (la palabra no se emplea al azar: los consejeros de los que hablamos tienen un conocido recorrido de extrema derecha a sus espaldas, o mejor: sobre sus hombros) siempre tuvieron una relación “conflictiva” con la cultura y los libros. Se podría decir precisamente que odian el pensamiento, prefieren los atajos y las simplificaciones típicas del discurso “visceral”. Basta pensar en el célebre slogan de los fascistas españoles: “¡Viva la muerte, muera la inteligencia!”, nacido como grito de desprecio dirigido al filósofo Miguel de Unamuno.

Póngase todo esto junto y se obtendrá lo que está sucediendo en la región Véneto:

1) A la sombra del “puterío” de Arcore se registran, localmente, recrudecimientos autoritarios.

2) Para estos recrudecimientos se recurre a la más actualizada y al mismo tiempo verificada “arma de distracción masiva”: el caso Battisti.

[Una observación: Battisti es solamente uno de los numerosos antiguos miembros de la lucha armada italiana (incluso mucho más importantes que él) a los cuales gobiernos extranjeros no concedieron la extradición. Es más, ni siquiera es el primero al cual Brasil no concede la extradición. Es por un juego de motivaciones instrumentales sobre los cuales aquí no tengo intención de detenerme que Battisti, figura muy marginal en la lucha armada de aquellos años, se encontró en el centro de semejante confusión general. Solo por él se levantó una campaña mediática muy fuerte, con intensa "monstrificación" del personaje. Digamos que Battisti "llegó en el momento justo", cuando el poder tenía gran necesidad de él.]

3) Dos pájaros con una piedra:el arma es usada por los fascistas contra los enemigos históricos: los muy odiados “intelectuales”, supuestos privilegiados, tertulianos imaginarios, perfectos enemigos que hay que señalar a la propia “base” electrizada y preñada de resentimientos revelados y oscuros.

4) Todo esto para imponer lo inaceptable: ajustar viejas cuentas contra la cultura y los libros. Después de todo, ¿no existe solo un Libro que vale la pena leer? En efecto, el consejero regional Donazzan regala la Biblia a todos los estudiantes.

5) Todo esto en una región muy importante, entre las más ricas de Italia y desde hace muchos años un laboratorio de políticas reaccionarias que luego son reajustadas y exportadas al resto del país.

Volvamos al régimen declinante.

Por “régimen” se entiende sobre todo un poder personal, con sátrapas, lacayos y eunucos de corte. El hecho de que este sea declinante, para nosotros, significa relativamente poco. Habrá un “berlusconismo sin Berlusconi”. Ya tendríamos que preocuparnos del después.

Bien, ese después lo construirán los recrudecimientos que nosotros no seremos capaces de contrastar, o que no consideraremos lo suficientemente importantes como para tener que contrastarlos.

Ese después lo construye también lo que está sucediendo en Véneto.
(Wu Ming 1, “La quema de libros y la subestimación del peligro. Un análisis”,
http://www.wumingfoundation.com/engli… )

Interviste sul rogo di libri e rassegna sulla censura in Veneto

Per continuare a seguire il caso “censori veneti” e la repressione del libero pensiero nel cantiere veneziano delle regressione autoritaria.

1) Intervista radiofonica a Valerio Evangelisti e Alessandra Daniele

http://www.ondarossa.info/node/2932/Editoria%20e%20rogo%20libri

2) Intervista radiofonica a Wu Ming

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/intervista-wu-ming-sul-rogo-dei-libri-veneto-e-report-russia

3) Michela Murgia e Roberto Saviano intervistati su Repubblica Tv

http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/murgia-e-saviano/60839?video=&pagefrom=1

4) Pre e post la manifestazione di Preganzol, Treviso. Cronache multimediali.

http://www.globalproject.info/it/produzioni/Due-giorni-contro-il-rogodilibri/7252

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2840

e interviste/interventi:

AGGIORNAMENTO 30/01
PREGANZIOL, ALCUNI INTERVENTI (Mp3)

Wu Ming 1, 3’17″ | Stefano Tassinari, 9’17″ | Serge Quadruppani, 1’20″
Umberto Lorenzoni (ANPI), 5’17″ | Lello Voce, 5’16″

5) Rassegne (puntate precedenti):

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/25/notizie-aggiornamenti-manifestazione/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/24/libri-leaks/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/22/rassegna-stampa3/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/21/rassegna-stampa-2/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/20/rassegna-stampa/

6) Finzioni Magazine e i Libri Banditi tutti da scoprire

http://www.finzionimagazine.it/extra/libri-banditi/libri-banditi-antonio-moresco/

7) Su Elena Donazzan, i suoi “valori” e opere pie…

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/donazzan-lantifascismo-non-e-un-valore/

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/la-bibbia-diventa-un-caso-i-docenti-vogliono-la-costituzione/

8) Analisi: il rogo del libro e l’apoteosi dello scrittore

http://parlacoimuri.splinder.com/post/23965731/il-rogo-del-libro-e-lapoteosi-dello-scrittore

9) Il rogo sbarca all’estero…

http://www.finzionimagazine.it/attualita-e-approfondimento/il-rogodilibri-sbarca-allestero/

La mozione dei censori di Venezia e i passi indietro

Siccome uno dei personaggi su cui molto s’è scritto qui e altrove in questi giorni, Raffaele Speranzon, ha effettivamente presentato una mozione in giunta a Venezia, mi sembra doveroso riprodurne alcune parti e segnalare il link per rendere note le intenzioni liberticide dell’atto.
La solidarietà con le vittime del terrorismo di qualunque colore, che sento di dover esprimere apertamente ed empaticamente, non mi esime dal chiedere spiegazioni alla giustizia e alle istituzioni, anche e soprattutto in chiave “storica”, oltre ad esigere da queste e dai nostri rappresentanti il rispetto pieno della libertà di pensiero e della Costituzione, cosa che sta venendo a mancare.
Invece arrivano provvedimenti populistici mossi da interessi strumentali da parte di chi nemmeno conosce completamente la storia dei casi che utilizza per un obiettivo che è semplicemente repressivo e propagandistico (per esempio, la stessa mozione contiene diversi errori e sviste gravi).
Ne derivano un grande impatto nei media e forse una buona visibilità per i politici di turno che propongono cose del genere ma poi non ne scaturisce nessuna soluzione concreta, magari s’intimidisce qualche funzionario o dipendente pubblico riducendo gli spazi di libertà nel paese, e al contempo si attenta contro la Costituzione e la dignità degli intellettuali e dei cittadini che chiedevano e chiedono chiarezza e trasparenza, ieri e oggi. Eccovi la mozione 423 presentata al Sindaco al Presidente del Consiglio comunale, ai Capigruppo consiliari e al Vicesegretario Vicario.

Venezia, 25 gennaio 2011

Oggetto: togliere ogni sostegno a Cesare Battisti

Il Popolo della Libertà, mozione n.423 presentata in consiglio comunale di Venezia il 25 gennaio da Raffaele Speranzon, Michele ZUIN, Sebastiano COSTALONGA, Marta LOCATELLI, Luca RIZZI, Antonio CAVALIERE, Saverio CENTENARO, Lorenza LAVINI, Cesare CAMPA, Renato BORASO, Alessandro SCARPA.


Nella quale si impegnano sindaco e giunta a

• Ad individuare, fino a quando non decidano di ritirare pubblicamente la propria adesione dal manifesto a sostegno di Battisti, delle forme di boicottaggio civile, ad esempio non concedendo gratuitamente sale di proprietà del Comune di Venezia per dibattiti o altre iniziative, nei confronti di coloro i quali hanno mortificato le aspettative di giustizia da parte dei familiari delle vittime di Battisti e dell’intera comunità civile;

• A manifestare l’indignazione della città intera nei confronti di Marco Philopat, Luigi Bernardi, Elia Spallanzani, Valerio Evangelisti, Domenico De Simone, Christian Raimo, Tiziano Scarpa, Nicola Baldoni, Alessandro Mazzina, Alessandro Bertante, Lello Voce, Massimo Carlotto, Giuseppe Genna, Nanni Balestrini, Catalano, Michele Monina, Stefano Tassinari, Giovanni Zucca, Sandrone Dazieri, Giorgio Agmben, Mauro Smocovich, Enrico Remmert, Rossano Astremo, Gianfranco Manfredi, Tommaso Pincio, Pino Cacucci, Simone P. Barillari, Ray Luberti, Monica Mazzitelli, Francesco Cirillo, Fausto Giudice, Massimiliano Governi, Giovanni De Caro, Dario Voltolini, Roberto Saporito, Antonio Moresco, Enzo Fileno Carabba, Luca Masali, Vittorio Catani, Girolamo de Michele, Cristina Brambilla, Laura Grimaldi, Gabriella Fuschini,

ricordando loro che il Comune di Venezia è stato ferito più volte dal terrorismo negli anni di piombo e che considera moralmente inaccettabile e censurabile la loro firma in calce ad un documento nel quale il pluriomicida Battisti viene definito uomo “onesto, profondo, arguto”, un romantico idealista vittima in Italia di una giustizia criminale.

Testo della mozione

Elena Donazzan ha invece fatto un passo indietro. Ha dichiarato: “Non è più necessaria alcuna lettera, perché l’obiettivo e’ stato raggiunto: stigmatizzare le firme a favore di  Cesare Battisti”. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro aveva preannunciato l’invio di una lettera alle scuole del Veneto, in cui invitava a non adottare i libri di autori che avevano  firmato il manifesto pro Battisti, come lo chiama lei. Nel 2004 l’appello chiedeva la non estradizione di Battisti dalla Francia e poneva l’accento anche sulla necessità di chiudere un ‘epoca storica adeguatamente.

“E siccome – aggiunge Donazzan – non intendo dare ulteriore fiato ad una polemica creata a priori, ho inteso non inviare alcuna lettera a supporto del giudizio di condanna dato da tutte le Istituzioni italiane con in testa il Capo dello Stato, per chiudere  con il mio Presidente di Regione Luca Zaia, che hanno giustamente definito Battisti un delinquente”. Ma l’invito a censurare e boicottare libri e autori, che c’entra?
“L’intento – conclude l’assessore regionale – è stato raggiunto: isolare nei fatti e nei giudizi quanti, mi auguro improvvidamente, hanno inteso sostenere l’impunita’di Battisti”.
Come possiamo dare adito a una che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?

Oggi consiglio l’Articolo di Evelina Santangelo
“Scrittori e Battisti. La censura non è mai stata una buona idea” e il blog http://rogodilibri.blogspot.com/

 

27 gennaio: tutti a Preganziol per la libertà di pensiero

Invito tutti i lettori a diffondere e partecipare! Grazie, F.

http://rogodilibri.blogspot.com/

quando:giovedì 27 gennaio · 17.00 – 20.00

dove: Biblioteca comunale di Preganziol, Treviso

La società civile si ribella alla censura messa in atto dalla Giunta Regionale del Veneto e dall’Amministrazione Comunale di Preganziol che, creando un indice dei libri sgraditi e facendo sparire i volumi dai luoghi pubblici, limitano pesantemente la diffusione della cultura e del libero pensiero.
I cittadini di ogni cultura rivendicano il loro diritto ad essere informati e a poter scegliere e pretendono che nessuno limiti la loro libertà.

Per questo  giovedì 27 Gennaio alle ore 17 si invitano tutti coloro che hanno a cuore i diritti fondamentali di ogni cittadino, a recarsi presso la biblioteca pubblica di Preganziol, in via Gramsci, con una copia della Costituzione e una copia di un testo di Roberto Saviano, per richiedere il prestito dei libri “sgraditi”.


Stiamo dalla parte della Costituzione – Stiamo dalla parte di Saviano

“Articolo 21 della Costituzione Italiana Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. 

GIOVEDI’ 27 GENNAIO ALLE ORE 17 TUTTI DAVANTI ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI PREGANZIOL CON IN MANO UNA COPIA DELLA COSTITUZIONE E UNA COPIA DI UN LIBRO DI SAVIANO!

Informiamoci. Caso Preganziol.

1.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/26-gennaio-2011/mi-hanno-ordinato-devi-togliere-subito-quei-testi-scaffali-181333599160.shtml

2.
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/25/notizie-aggiornamenti-manifestazione/

Scrittori contro il rogo di libri

Il testo che segue è stato redatto da una sorta di “coordinamento” formato da scrittori, critici, blogger, pubblicisti, redazioni di riviste letterarie (on-line e cartacee). Hanno contribuito autori che figurano nella “lista nera” veneta e autori che non vi figurano ma sono solidali coi “proscritti”. E’ un documento liberamente appropriabile e sottoscrivibile da chiunque.  Se sei uno scrittore (o qualcosa di simile) e sei contro il rogo, allora sei con gli Scrittori contro il rogo.
Uno scrittore-delegato ha letto in anteprima il testo in quel di Padova il 25 gennaio 2010, all’assemblea cittadina organizzata presso la facoltà di Scienze Politiche, in vista dello sciopero nazionale dei metalmeccanici. Copie del testo appariranno giovedì 27 alle h. 17 di fronte alla biblioteca comunale di Preganziol (TV).
….


A Preganziol, da diversi giorni (dopo un servizio del TG3 nazionale) l’amministrazione comunale leghista si sta difendendo dall’accusa di aver fatto “sparire” dalla biblioteca i libri di Roberto Saviano. Il noto autore campano sarebbe inviso ai ragazzuoli in camicia bru verde a causa del suo monologo televisivo sulla Lega Nord che “interloquisce” con la ‘ndrangheta. Alcuni cittadini hanno organizzato una manifestazione nel giorno e all’ora di cui sopra, e diversi scrittori – “proscritti” e non – convergeranno su Preganziol per dire la loro.

Questa è una storia “laterale” ma significativa, sintomatica. E’ venuta alla luce grazie alla campagna contro le liste di proscrizione della destra veneta. Smuovendo il terreno, si sono trovati cocci di vecchie anfore, che un tempo contenevano pudore e ritegno. Pudore e ritegno che ti facevano pensare due volte, prima di proporre bestialità anti-costituzionali come l’epurazione – ufficiale o “ufficiosa” – delle biblioteche.
La vicenda di Preganziol non ha a che fare direttamente con il caso Battisti: diverso il pretesto, diverso l’autore colpito, diversa la forza politica accusata. Ma l’humus è lo stesso. Il contesto è lo stesso. La logica è la stessa.]

L’iniziativa presa da diversi esponenti politici del Veneto – dall’assessore provinciale veneziano Speranzon all’assessore regionale all’istruzione Donazzan, passando per i pronunciamenti di diversi esponenti politici di minore o maggiore peso politico – è di una gravità senza precedenti.

Prendendo a pretesto la sottoscrizione di un appello nel quale si chiedeva al governo francese di non revocare il diritto d’asilo a Cesare Battisti, la classe dirigente veneta, legittimata dal “liberale” Luca Zaia, ha chiesto prima la rimozione dalle biblioteche pubbliche, e poi dalle scuole pubbliche di TUTTI i libri degli autori firmatari dell’appello, da Massimo Carlotto a Tiziano Scarpa, passando per Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari, Wu Ming, e molti altri che non sono finiti nella lista nera solo perché non hanno aggiunto “scrittore” al proprio nome e cognome.

La proclamata volontà, da parte di questi nuovi inquisitori, di reagire contro la decisione del governo brasiliano è pura ipocrisia: la regione Veneto è diventata, proprio negli anni del “caso Battisti”, un importante partner economico del Brasile. Mentre i politici di destra reclamavano a gran voce il boicottaggio delle relazioni Italia-Brasile, la regione Veneto spendeva 185.000 euro per inviare una delegazione al 22° Festival del Turismo di Gramado, che si è tenuto dal 18 al 21 novembre 2010. In realtà Battisti non è l’unico, né il principale, latitante italiano che il Brasile non estrada (e lo stesso varrebbe per molti latitanti brasiliani rifugiatisi in Italia): è solo l’uomo giusto capitato nel posto giusto al momento giusto, quando cioè serviva un’arma di distrazione di massa per riempire le pagine dei giornali e togliere spazio a ben altre informazioni.

minculpop_logo.gifMa sarebbe sbagliato fermarsi qui. Come è emerso grazie all’immediata campagna di informazione promossa da decine di scrittori, senza distinzione tra firmatari dell’appello e non, è da tempo in atto una censura di fatto nelle biblioteche venete, che riguarda autori come Marco Paolini o Roberto Saviano, colpevoli non di aver firmato questo o quell’appello, ma di aver raccontato verità scomode sul Veneto, sulla forza politica che lo governa, e sulle relazioni pericolose tra esponenti leghisti e ‘ndrangheta calabrese in Lombardia. La stessa colpa è l’elemento reale che accomuna, al di là dei pretesti ideologici, gli scrittori messi all’indice: raccontare la realtà in un momento in cui chi avrebbe il dovere di farlo trova economicamente e politicamente più comodo spargere la melassa del gossip, della disinformazione, della produzione televisiva di risse a mezzo risse. Opponiamo la narrazione della realtà ai reality show: ecco il nostro crimine.

È questa la ragione per cui si mettono in atto comportamenti illegittimi – vedi la pretesa dell’assessore Donazzan di inviare un atto di indirizzo politico alle scuole; o addirittura illegali – vedi l’invito a commettere il reato di peculato per distrazione di bene pubblico, in cui incorre chi sottrae un bene pubblico, cioè in libro in una biblioteca acquistato con i pubblici denari. Che questo avvenga ad opera di persone che rivestono cariche pubbliche potrebbe forse sorprendere: ma non sorprende di certo noi.
Chi sono, infatti, i personaggi di cui stiamo parlando?
Sono ex-fascisti, o post-fascisti, che non si sono fatti scrupolo di solidarizzare con i Serenissimi che assaltarono, con l’ausilio di un Tank blindato, il Campanile di S. Marco (Speranzon); che hanno rifiutato il consenso a un documento votato dall’intero consiglio regionale veneto (maggioranza e opposizioni) perché conteneva il richiamo a valori quali “antifascismo” e “resistenza” (Donazzan); che non si vergognano di presenziare a raduni fascisti in onore della X Mas, o di intimare all’attore ebreo Moni Ovadia, di non avere titolo per parlare di cristianesimo in una trasmissione televisiva (Donazzan). In tutta evidenza, il fascismo questi signori e signore non l’hanno “alle spalle” ma sulle spalle.
Elena DonazzanSe poi andiamo al tono delle dichiarazioni – quella di Gianantonio Da Re, segretario provinciale della Lega di Treviso, che ha invitato a dare Gomorra in pasto ai roditori di cui sembra abbondino le cantine trevigiane, e dei quali il Da Re dev’essere esperto; o quella dell’ineffabile Speranzon, che dichiara di essersi ripromesso di leggere Gomorra, cosa che potrebbe venire utile a chi volesse fare l’assessore alla cultura; per non parlare delle dichiarazioni sul relativismo e il nichilismo del cattolicissimo assessore Donazzan:

«perché in Italia non si ruba e non si uccide, perché abbiamo questo senso della famiglia, perché il rapporto deve essere imperniato sul rispetto e sul perdono? Questi sono i principi comportamentali di chi vive in Italia, derivano da un approccio culturale alla religione cattolica, non derivano da altre religioni…»

Se prestiamo attenzione a questi linguaggi, e ai cervelli che li governano – perché la lingua batte se la mente vuole – capiamo anche di quale fascismo stiamo parlando: fascisti si, ma “Fascisti su Marte”.
O forse è Marte ad essere arrivato se non sulla Terra, in Italia, o quantomeno in Veneto? Come scriveva il 22 gennaio scorso sul “Corriere del Veneto” Umberto Curi, un assessore

«non è, non deve essere, più un esponente di una parte politica, libero di perseguire i propri obbiettivi più o meno nobili e di coltivare le proprie antipatie. [...] Compito di chi eserciti il referato all’istruzione è quello di operare perché cultura, aggiornamento, istruzione, formazione, si diffondano quanto più ampiamente possibile. Mentre a lei non compete affatto stabilire quali letture debbano essere fatte e quali evitate, quali libri debbano essere letti e quali invece cancellati o proibiti. Non si tratta di una sottigliezza, ma dell’interpretazione corretta di un ruolo in se stesso molto delicato, per il quale non sono possibili sbandamenti, come quello di cui ora si discute».

Sarebbe infatti molto grave che chi esercita il potere politico detenesse il potere di discriminare le idee politiche a seconda della vicinanza o lontananza col sentire del potere; sarebbe molto grave anche se non stessimo parlando di una persona che definisce i combattenti di Salò “la mia parte politica”.
Sarebbe molto grave se la semplice manifestazione di un’idea potesse sovradeterminare l’intera persona dell’autore, la sua storia, la sua produzione intellettuale, la sua figura pubblica; lo sanno, questi signori Speranzon e Donazzan, che l’autore dei Demoni e dei Fratelli Karamazov era stato militante di un gruppo terroristico? Vogliamo dunque bandire Dostoevskij dalle biblioteche come “cattivo maestro”?
Sarebbe molto grave se questo potere venisse esercitato per operare un controllo preventivo sulle idee, facendo intendere che una presa di posizione oggi potrà essere usata domani contro l’autore, a seconda delle mutate condizioni politiche.
Sarebbe molto grave se la circolazione delle idee che viene garantita e resa pubblica dall’esistenza di scuole e biblioteche divenisse una funzione disciplinata dal potere; se persino le adozioni scolastiche dovessero diventare qualcosa di cui rendere conto al potere; se quel “se ne assumeranno la responsabilità” pronunciato dall’assessore Speranzon contro gli eventuali obiettori al suo diktat censorio diventasse la regola in base alla quale si regolamenta il diritto al lavoro nelle istituzioni pubbliche; se insegnanti, bibliotecari, e – perché no? – librai venissero assunti o licenziati in base alla propria capacità di assoggettarsi alla disciplina imposta.

Sarebbe molto grave persino se avvenisse su Marte.

sacconi_e_gli_altri_2.jpgMa qui, in Italia, in Veneto, non sta forse già succedendo? Con la riforma dell’Università, le Regioni entreranno all’interno delle Fondazioni e dei Consigli di Amministrazione delle Università; e capiterà che un assessore abbia potere decisionale non solo sull’assegnazione dei fondi all’istruzione, ma anche sulla gestione dei fondi assegnati; persino un assessore come Elena Donazzan, che crede – e lo dice in pubblico – che antifascismo e resistenza non siano valori costituzionali perché non ha trovato nella Costituzione queste due parole, potrà con il suo voto decidere i destini della formazione universitaria.
Non sta forse già succedendo che i diritti dei lavoratori siano seriamente minacciati da una serie di norme – dal Collegato Sacconi sul Lavoro al Contratto Mirafiori, passando per i nuovi regolamenti, come il cosiddetto decreto Brunetta, che limitano i diritti dei dipendenti pubblici? Che la vita stessa dei lavoratori sia sempre più precaria e insicura, che il lavoro sia sempre più nocivo, sia sempre più strumento di asservimento e sempre meno finalizzato alla realizzazione della persona umana? Come la vita e il lavoro, anche la cultura è sempre più in pericolo, sempre più esposta al controllo disciplinare, alla nocività, alla precarietà.

Il solo raccontare la realtà – lo abbiamo già detto, lo ripetiamo – è un atto di insubordinazione contro il potere disciplinare: è quello che noi scrittori abbiamo sempre fatto, che continuiamo a fare, che promettiamo di non smettere di fare. Agli studenti, precari, operai, intermittenti e insubordinati che in questi giorni preparano le prossime lotte chiediamo di combattere la nostra battaglia, così come noi combattiamo la loro.


Ai tanti colleghi della scrittura, della musica, delle arti, della cultura e della conoscenza, che per la posizione di privilegio che credono di avere acquisito, per pigrizia, per ignavia, o anche per supponenza o viltà ancora non hanno fatto sentire la propria voce diciamo di alzare il culo, adesso: se non ora, quando?

Scrittori contro il rogo, Italia, 25 gennaio 2011

Gli aspiranti censori veneti e la strumentalizzazione di Battisti

Volevo segnalarvi alcuni link con la rassegna stampa completa di quanto sta accadendo in Veneto riguardo i casi di censura di alcuni libri come Gomorra di Saviano (testo che già da tempo si fatica a trovare negli scaffali delle biblioteche pubbliche) e di moltissimi altri autori, cioè tutti i firmatari dell’appello contro l’estradizione di Cesare Battisti nel 2004.

Ogni giorno emergono sviluppi in due direzioni opposte: le reazioni della società, di alcuni media e degli scrittori non si sono fatte attendere ma è così anche per una parte della classe politica locale che ribadisce stupidamente le presunte motivazioni della propria scelta repressiva. Pure l’assessore regionale Elena Donazzan ha lanciato la sua crociata anti costituzionale e anti culturale: ecco il dossier completo. Un esempio specifico si trova in un video (“Libro sul muro”) di Matteo Quero. La Donazzan, assessore all’istruzione della Regione Veneto, ha fatto stampare a spese della Regione un volume sui vent’anni dal crollo del muro di Berlino. La sua stesura è stata affidata a giovani “intellettuali” del Pdl. S’è poi scoperto che i testi erano un clamoroso copia e incolla fatto da Internet. La Donazzan non aveva controllato  o forse ha condiviso il metodo? Lasciamo a voi e (magari) a lei la risposta.

Dopo i pidiellini Speranzon, Costa e Donazzan rilanciano anche i leghisti contro Saviano: «Bene ha fatto l’amministrazione comunale di Preganziol a eliminare quei libri». La giunta guidata da Sergio Marton incassa l’approvazione di Gianantonio Da Re, segretario provinciale della Lega. I volumi al centro della vicenda sono quelli firmati da Roberto Saviano: epurati dalla biblioteca civica della cittadina lungo il Terraglio, secondo la denuncia di un’addetta, per ordine dei vertici politici del Comune (Link notizia completa, QUI).
Mi sembra vergognosa l’insistenza nel non prendere le distanze e, fatto ancor più grave, nell’esprimere solidarietà a tutti i personaggi che propongono un’illiberale, fascista e scandalosa censura nei riguardi di alcuni testi e autori, verso le loro idee a prescindere e contro la libertà. La questione è grave e, se non fosse per poche voci che, però, si stanno moltiplicando e diffondendo sempre più, non avremmo forse saputo gran che di questi tentativi populistici di “pulizia culturale”.
Rimbalzano in laguna i complimenti e le pacche sulle spalle tra i compagni di partito o di coalizione e, quindi, appare chiaramente il filo rosso, anzi nero, che lega tutti gli interventi: l’annichilamento della cultura tout court, la riduzione dell’opposizione a mera facciata e la imposizione di un pensiero unico. Cesare Battisti ormai non c’entra più nulla, è stato un pretesto, uno strumento per cominciare, anzi continuare, l’epurazione di scuole, biblioteche e cervelli.

In effetti sembra che ormai Battisti sia una scusa per fare e disfare, parlare e sparlare su tutto. In Italia è addirittura passata l’informazione che l’Europa è con noi contro il Brasile mentre invece il Parlamento europeo ha approvato una mozione proposta dall’Italia ma con solo 89 voti espressi (86 a favore, 1 astenuto e 2 contrari) su oltre 700 membri di quell’istituzione che probabilmente stavano facendo altro fregandosene della proposta italiana. Su 86 voti favorevoli 77 erano italiani, tanto per capirci. Altro che solidarietà dell’Europa, direi indifferenza piuttosto.

Ottima rassegna stampa

di Loredana Lipperini
e di Wu Ming

Post satirici:

Alessandra Daniele
“Romanzi criminali”

Fabrizio Lorusso
dal rogo libri in Messico

Raccolta video e foto dei censori


Video dei censori veneti feat. Ignazio La Russa (Deep Trip Fascio Rmx)

Qualche video e foto d’onore dal blog catastrofe con Jerry e Christian, alti esponenti della cultura Made in Italia. Eccoli anche qui, così li conosciamo e li evitiamo. Sono su tutti i giornali. Persino in Tv. Su Internet e FaceBook è già scoppiato un putiferio. Non parlo degli attori, ma di Raffaele Speranzon, ultimo a sinistra nella fake foto di copertina. Ma che ha fatto? E che ha fatto la sua commilitona Elena Donnazan che addirittura è stata esclusa dalla foto di famiglia? (In compenso appare nella foto di famiglia della Federazione RSI di Treviso, Repubblica Sociale Italiana). LEGGI QUI !

Comunque niente, ma va là: prove tecniche di censura e di regressione fascista, minacce velate sotto forma di “raccomandazioni” e letterine, intenzioni, discorsi e mentalità anti-Costituzionali e autoritarie. Secondo loro, invece, sono tutti tentativi nobili e patriottici di risolvere il problema della libertà di pensiero, un cancro maligno che loro hanno estirpato da tempo a livello personale. Basta non usarlo il pensiero e siamo a posto.

Sopra. Video servizio del Tg3 con breve intervista al provetto censore “sconsigliare la lettura di alcuni autori secondo me è una bella cosa” e anche Saviano, insieme a tanti altri, comincia a non trovarsi più… Donazzan E. + R. Speranzon si son salvati in tempo e vogliono salvare tutti quanti noi con le letteronze da inviare alle scuole e alle biblioteche pubbliche cui già da tempo, subdolamente, impongono le loro “politiche culturali”. Grazie, io ho smesso con sta storia della salvezza qualche anno fa e non mi riferisco alla retrocessione in serie B. Esempio pratico di politica culturale vergognosa: basta vedere l’affare “Caduta del muro di Berlino, ventennale” nel video che riporto un po’ più sotto in cui si parla del libello diffuso nelle scuole venete: un ottimo copia e incolla a spese dei cittadini.

Ma adesso per cominciare e andare avanti col piede marcio, giusto o sbagliato che sia, presento due video che dovrebbero finire a breve tra i “related”, i video correlati che YouTube ti suggerisce nella colonnina di destra. Infatti a chi si sarà mai ispirato Antonio Albanese, alias Cetto La Qualunque, per incutere tanto timore e indurre rispetto e riverenza nei suoi seguaci? Nel primo video, “Ignazio Larussa a tutto campo”, c’è la risposta. Ignazio La Russa a Vicenza a sostegno di Elena Donazzan parla di elezioni, valori della destra politica, Carlomagno, mini-naja. Da paura. La Russa con la sua pupilla destra ammiccante, al fianco e tra le tempie: Elena Donazzan, la liberale Asesora Pdl, assessore all’istruzione in Veneto, che propone un vero e proprio rogo di libri nella sua regione e oltre. Leggi qui la rassegna stampa sul caso, per favore! E pure qui

Nel prossimo video: imbarazzante Elena Donazzan, assessore all’istruzione della Regione Veneto, ha fatto stampare a spese della Regione un volume sui 20 anni dal crollo del muro di Berlino, affidando la redazione a giovani del Pdl. Abbiamo scoperto che i testi sono un clamoroso copia e incolla da internet. La Donazzan non aveva controllato, oppure ha condiviso il metodo? Potete vedere il dossier nel sito www.matteoquero.it

A questo link, per concludere, le dichiarazioni di Elena Donazzan in merito a una sua smentita di un articolo di Repubblica che l’accusò di abusare della street art e dei graffiti per fini politici. L’assessore regionale Elena Donazzan chiarisce un episodio di quando, 26enne, venne nottetempo fermata assieme ad altri tre giovani attivisti dalla Polizia di Bassano: “Un granchio anche secondo il Tribunale di Roma. Rimisi la querela contro il quotidiano La Repubblica solo dopo averne ottenuto la smentita”…Ecco il video:

En fin. Per non piangere troppo consiglio la lettura di due pezzi satirici…

Alessandra Daniele su Carmilla

Fabrizio Lorusso su Carmilla

e la visione dello sfogo di Speranzon in consiglio comunale su come “si utilizzano i soldi pubblici”…Bravo bravo…sigh.