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Italia como metáfora del mundo: Silvio Berlusconi y la cuestión italiana

El debate nº 78, con Diego Lucifreddi, presentado por Ismael Carvallo. VIDEO AQUI’ – LINK AL VIDEO

En una entrevista de 1979, Leonardo Sciascia planteaba la tesis a la luz de la cual Sicilia podría muy bien ser considerada como la metáfora del mundo por cuanto a todas las contradicciones y, para muchos, corrupciones orgánicas que dentro de la vida pública siciliana se daban.

A Sciascia no le tocó ver ni el colapso soviético (murió a fines de la octava década del siglo XX) ni el derrumbe y deriva de la izquierda europea; tampoco le tocó presenciar la configuración de nuevos problemas y conflictos ideológico-políticos en función de los que, precisamente a resultas de ese colapso histórico (el de la URSS), hubo de desplegarse el nuevo mapa de antagonismos del mundo contemporáneo.

Pero hay algo más que a Sciascia no le fue dado presenciar: el ascenso al poder de Silvio Berlusconi. ¿Cómo fue que una nación política como Italia haya llegado a esta situación? ¿Y no estaríamos en condiciones de preguntarnos si, parafraseando a Sciasia, la cuestión no es ya saber si es Sicilia, sino más bien Italia misma, la metáfora y el espejo del mundo contemporáneo?

Debates precedentes LISTA

plazadearmas.tv es una iniciativa de televisión por internet, realizada desde la Ciudad de México por Nódulo Materialista de México y Capital21, cuyo propósito fundamental es el de abrirse paso dentro del espectro mediático convencional como una nueva plataforma, rigurosa y sistemática en cuanto a los contenidos (a los que damos prioridad por sobre cualquier otra cosa), de análisis, crítica y debate en torno de la realidad contemporánea y en torno de los grandes temas de nuestro tiempo.

Libertà di stampa: Messico e Italia bocciati

Come ogni anno Freedom House ha pubblicato i risultati della sua inchiesta globale sulla libertà di stampa (consultabile qui LINK) in contemporanea con la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa dell’Onu che cade il 3 maggio e ha per tema “Mezzi di comunicazione nel secolo XXI: nuove frontiere, nuove barriere”. Per il 2011 la cartina qui sopra (eccola qui ingrandita) ci spiega perché l’Italia e il Messico vengono “bocciati”: entrambi i paesi hanno subito una retrocessione. Il Messico è passato a far compagnia al Venezuela, all’Honduras e a Cuba tra i paesi Non Liberi di colore viola mentre l’Italia, al pari dell’Argentina, il Brasile, il Perù, l’Ecuador, la Colombia, la Bolivia, il Guatemala e la Repubblica Dominicana, tra gli altri, è tra i paesi solo Parzialmente Liberi in giallo. Certo, i ranking sono solo degli indicatori, non dicono tutto e vanno presi con le pinze però intanto parliamone…

Insomma se fossimo in America Latina ci collocheremmo anche abbastanza bene ma in Europa e nella UE proprio no. Siamo una macchia gialla nel verde, il colore dei paesi con una stampa definita Libera. In America Latina la Costa Rica, l’Uruguay e il Cile ci superano e si collocano con i “migliori” dell’emisfero americano insieme agli Usa e al Canada. L’Italia resta in basso a causa della forte concentrazione mediatica e delle ingerenze politiche nei mezzi d’informazione statali  secondo il rapporto. Il ranking ci colloca al 75esimo posto nel mondo su 154 paesi analizzati (l’anno scorso eravamo al 72esimo) dietro al Benin e alla Guyana e al penultimo posto in Europa davanti alla Turchia.

Cambiamo fronte. La Comissione Nazionale dei Diritti Umani messicana (CNDH) ha informato che dal 2005 almeno 68 giornalisti sono stati uccisi e 13 restano “desaparecidos” rendendo il Messico uno dei paesi più pericolosi, al livello dell’Irak per intenderci, per l’esercizio della professione. Intanto Freedom House per la prima volta ha declassato il paese nella categoria dei “Non Liberi” a causa dell’incremento della violenza legata al narcotraffico, alle “strategie” governative per “combatterlo” e alle ingerenze indebite esercitate da “attori non governativi” contro i media.

Il rapporto speciale sulla Libertà d’Espressione in Messico nel 2010, presentato dalla CIDH (Commissione Interamericana dei Diritti Umani) sottolinea come il paese resti il più pericoloso per i giornalisti nel continente americano. Si evidenziano tre preoccupazioni: l’impunità generalizzata dei crimini contro i giornalisti, sia omicidi che altri delitti gravi; l’alta concentrazione nella proprietà e nel controllo dei media soprattutto in radio e Tv; la tendenza emergente a restringere l’accesso all’informazione pubblica.

A questo link : l’evoluzione storica 1980-2010 della libertà di stampa secondo Freedom House.

Appello contro il licenziamento della giornalista messicana Carmen Aristegui

SOPRA: il video del programma radiofonico di Carmen Aristegui, una delle più note giornaliste messicane che lavora in radio e in Tv (Cnn in spagnolo), che sembra aver provocato la reazione dell’azienda che ha sospeso il programma accusandola di aver violato il “codice etico” dell’impresa. La giornalista ha riportato e commentato alcune voci sui presunti problemi di alcolismo del Presidente della Repubblica Felipe Calderòn in seguito alle polemiche scoppiate per una una singolare protesta in parlamento. I rappresentanti del PT, Partito del Lavoro, avevano infatti esposto uno striscione che diceva: “Faresti condurre la tua auto da un ubriaco? No, vero? E allora perché lasci che conduca il tuo paese.
Riporto sotto in spagnolo il comunicato dell’Associazione Messicana per il Diritto all’Informazione che denuncia un grave abuso contro la libertà d’espressione:
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Llamado público ante la suspensión del programa radiofónico de la periodista Carmen Aristegui

La salida de la periodista Carmen Aristegui de MVS Radio es una pésima noticia para la sociedad mexicana. La voz crítica que Carmen Aristegui ha construido a lo largo de una sólida carrera profesional se ha convertido en una de las más relevantes en la vida pública mexicana. La decisión que cancela ese espacio radiofónico es desafortunada para todos. Pierde la empresa MVS, cuya independencia editorial queda en cuestión debido a la supresión de ese espacio crítico. Pierden la periodista y su amplia audiencia. Pierde la Presidencia de la República, de donde surgieron las exigencias para que Carmen Aristegui se disculpara por un comentario que hizo el viernes 4 de febrero.

MVS ha manifestado que la periodista transgredió el “código ético” de dicha empresa. Sin embargo ese código no es conocido por los radioescuchas. De existir, se trata de un código de eficacia endeble porque se ha mantenido en secreto. En todo caso, los instrumentos éticos no sirven para motivar disculpas sino para evitar errores en el manejo de la información. Si la periodista difundió una información errónea, la persona o la institución afectadas podrían haber solicitado una rectificación. Si se trata de una opinión personal, tiene derecho a difundirla aunque fuese equivocada.

La opinión que Carmen Aristegui dio a conocer acerca de la salud del presidente de la República no estaba sustentada en hechos sino en apreciaciones subjetivas –a partir de una fuente de muy cuestionada verosimilitud–. Puede ser una opinión debatible, pero fue manifestada en ejercicio de la libertad de expresión.

La Presidencia de la República tenía derecho a difundir una aclaración. Pero ni el gobierno, ni la empresa, lo tenían para obligar a la periodista a ofrecer una disculpa. Al preferir la vía de las presiones privadas, en vez de las aclaraciones públicas, el gobierno reedita los peores tiempos de las relaciones autoritarias entre el poder político y los medios de radiodifusión. Exigimos a la Presidencia de la República que, con hechos y específicamente en este caso, garantice el derecho a la libertad de expresión así como el derecho de los ciudadanos a la información.

En tanto los costos de esa medida son muy altos para la empresa, la periodista y la sociedad mexicana, quienes se beneficien de ella serán los intereses que suelen ser exhibidos por Carmen Aristegui. Dicho saldo, nos permite hacer un llamado público a MVS para que reconsidere la cancelación del programa de Carmen Aristegui y a la periodista y a su equipo de trabajo para que estén dispuestos a una solución que, sin demérito de sus convicciones profesionales, propicien la permanencia del espacio que han ocupado con tanto provecho para sus radioescuchas.

México D.F., lunes 7 de febrero de 2011

Asociación Mexicana de Derecho a la Información

Por el Consejo Directivo: Raúl Trejo Delarbre, presidente

 

Haiti: C’è chi dice NO! RAI Report 14 nov 2010 & Link su Come Aiutare Haiti

PER AIUTARE CONCRETAMENTE E ARRIVARE NEL MODO PIU’ DIRETTO ALLE VITTIME E ALLE ZONE NON TOCCATE DAGLI AIUTI INTERNAZIONALI (GRAZIE AL CONTATTO CON AUMOHD), PER FAVORE CONTATTATE E CLICCATE il Link QUI sotto oppure CONTATTATE FABRIZIO LORUSSO (IL SOTTOSCRITTO):

Scuola di Pace LINK

Haiti Emergency


Grazie. Merci. Gracias.

 

Un documentario sulle donne nella TV italiana: Sovraesposte

Vi presento qui un breve documentario sulla situazione delle donne nella televisione italiana realizzato da Cristina Oddone, Sieva Diamantakos e Elisabetta Consonni con le musiche di port-royal e con Silvia Degrandi e Tristan Martinelli. Contatto: sovraesposte@gmail.com – Genova 2010


Campagna violenta “bagno di sangue” lo strumento che distorce l’opinione pubblica latinoamericana

zelaya walter1 da pepa garcía.

E-mail articolo che denuncia la campagna di stampa e pubblicitaria, chiamata “bagno di sangue” o “sangue sparso”, di molti mass media mondiali contro l’eventuale ritorno in Honduras di Mel o Manuel Zelaya, presidente legittimo dell’Honduras cacciato dai militari e dal presidente golpista Roberto Micheletti ormai oltre 3 settimane fa, che, in pratica, è appena rientrato in Honduras (secondo fonti recenti) e potrebbe provocare, secondo gli analisti più pessimisti, una guerra civile e un “inutile” spargimento di sangue nel paese. Intanto la UE ha votato sanzioni contro il paese sospendendo gli aiuti e gli USA si apprestano a farlo.

Campaña violenta “Baño de Sangre”, la herramienta publicitaria que distorsiona la opinión pública latinoamericana.

Sin duda la ultraderecha en latinoamérica demuestra su unión y solidaridad al régimen golpista de Honduras; desde Chile hasta EEUU, se divulga la campaña “Baño de Sangre” o “Sangre Derramada”, tanto en foros y programas de opinión de latinoamerica, así como en páginas web.

Diversos analistas evidentemente ultraderechistas, analizan y pronostican un “baño de sangre en Honduras” si el presidente Manuel Zelaya llega a tocar suelo hondureño, y como dijo Oscar Arias, en su discurso del sábado 19 de Julio, “una buena parte de los hondureños estan armados”, y tenemos toda la capacidad asesina, para quitarle la vida a un soldado del ejército, y según lo que sugirió el presidente de Costa Rica, Honduras está al borde de una guerra civil, ya que supuestamente hay un gran ejército de civiles hondureños delirando por vaciar en los soldados las supuestas armas que guardamos en nuestros, hogares… “Baño de Sangre” es la navaja que esgrime el régimen golpista al rededor del cuello de los hondureños, es la campaña de extorsión que utilzan los simpatizantes del golpe de estado, para socavar la autoridad de la OEA y la ONU, es como decir

“Los que quieren que Zelaya regrese, nos obligan a disparar, mejor será que el mundo se aparte, o serán los culpables del derramamiento de sangre hondureña” Puedo imaginar a un secuestrador con una bomba en la mano y diversos rehenes, uno muerto y los demás aún vivos… claro, el secuestrador como siempre negociando y amenazando, “que si entra la policía, todos serán culpables del baño de sangre”. Acaso, la solución a tomar es retirar a la policía, olvidarse de el caso, dejar pasar el tiempo y que el secuestrador vea que hace con tanta gente, y posiblemente el secuestrador al ver la misericordia de las autoridades, se reforme y suelte a los rehenes, y jure ante la diosa Temis, que jamás en su vida volverá a hacer tal acto de terrorismo, y entonces la policía tendra un nuevo método para resolver pacíficamente los secuestros sin derramar una sola gota de sangre…

Es una lástima que en latinoamérica se permita que una campaña tan sucia y violenta, ocupe los foros y programas de noticias, supuestamente en pro de la paz en Honduras. ¿Acaso se dan cuenta que en Honduras no hay paz? Isis Obed Murillo ha sido reportado como la única muerte después del golpe de estado ¿Y los demás muertos qué? El sindicalista de Hondutel Rosel Ulises Peña, arrollado por militares, el periodista de Radio Estelar Gabriel Fino asesinado en Atlantida, los dos cuerpos hallados con signos de tortura en dos puntos distintos de la capital, los dos activistas de la UD Roger Ivan Bados y Ramón García, el asesinato de Wilfredo Serna, que acabó con la huelga en el Registro Nacional de la Personas que apoyaba el regreso de Zelaya, la señora arrollada en Olancho por un camión militar el viernes 17 de Julio… ¿Estos muertos no cuentan? Y los heridos, ¿Acaso no es sangre lo que sale de sus heridas? ¿Acaso los heridos de los departamentos de Colón y Olancho no tienen sangre en sus venas? Los heridos de las manifestaciones en la Zona Norte, Central y Sur que protestan contra el golpe ¿Ellos no sangran? ¿y los que han sufrido atentados? como el periodista de Radio Sonaguera quién se salvó de milagro y se encuentra vivo después de varias tranfusiones de sangre ¿La sangre de todos ellos no ha sido derramada? La campaña del régimen golpista dice que si Zelaya entra al país habrá “Sangre Derramada”… pero esa sangre se ha estado derramando desde el 28 de Junio, día en que los usurpadores tomarón de rehén a Honduras mediante un golpe de estado. “Baño de Sangre” es la campaña más obvia de un régimen golpista, es tan obvia que casi raya en lo absurdo, ya que históricamente en el pasado, muchos “pacificadores” han aceptado este tipo de chantaje en pro de la paz, sugiriendo que ante la inminente confrontación, lo mejor es desentenderse de la situación y dejar que el tiempo pase, que la intervención producirá muertes…

En la historia del Mundo algo está más que comprobado, los golpistas del mundo multiplican las muertes y el terror durante los años que se mantienen en el poder, ningún golpista del mundo respeta la vida humana. También está comprobado que un golpe de estado no es un caso aislado, es una acto que si no se detiene a tiempo infesta rápidamente a otros países, y en esos otros países infestados por la locura del golpe, también habra personas muertas. Ignorar lo que ocurre en Honduras, no logrará la paz en Latinoamérica.

Aunque lo ignoren, el secuestrador no perdonará la vida de sus rehénes, porque es con sangre derramada como obliga a los policías a cumplir sus exigencias… Por eso no se puede ignorar también que la campaña “Baño de Sangre”, no es una simple amenza, es una amenza real, ya que el régimen golpista cuenta con su propio ejército, un ejercito dispuesto a obedecer cada orden sangrienta que el régimen le asigne. Hasta la fecha hay dos fuerzas minoritarias que apuntan sus armas contra los millones de hondureños, la primera es el ejército, y la segunda son las pandillas, ambas fuerzas continuán derramando la sangre de nuestros compatriotas que no tienen las armas, ni el valor de enfrentarlos. En Honduras la mayoría de hondureños no tenemos el valor de quitarle la vida a nadie, y ademas, siendo la mayoría campesinos pobres no es posible darse el lujo de comprar un arma o balas, si la prioridad es llenar con comida el plato de cada día…

La campaña violenta “Baño de Sangre” es manipulada maliciosamente, para crear la falsa percepción que los hondureños tenemos mente asesina, cuando en realidad somos un pueblo que deseamos lo mejor para Honduras, que nunca pedimos este golpe de estado para nuestro país y que no queremos vivir en la represión y el terror de este régimen golpista que se autoproclama legítimo promotor de la paz.

Quiero pensar que Oscar Arias, no se dá cuenta, cuanto abuso, cuanto maltrato, cuanta injusticia, cuanta miseria, cuanta violencia hemos soportado y seguimos soportando los hondureños sin siquiera levantar un arma contra los corruptos golpistas que han sumido en la miseria a una Honduras que por décadas, ha esperado desesperadamente una solución pacífica y legal a todos los profundos problemas provocados por los abusadores y ladrones de cuello blanco que tienen sometida a Honduras, y que quieren continuar enriqueciendose bajo la sombra de la impunidad. Si hay algo de lo que estoy seguro, es que los hondureños hemos esperado siempre la aplicación enérgica de la justicia por parte de autoridades responsables que pongan tras las rejas a todos los empresarios y políticos corruptos que durante décadas han hecho pedazos este país.

Pero en Honduras no existe esa autoridad, aquí en Honduras “la justicia es como una serpiente que sólo muerde a los descalzos”, y sin embargo en Honduras jamás ha existido un levantamiento armado que preocupe a algún gobierno, porque los hondureños seguimos esperando que algún día las cosas cambien, aún tenemos la esperanza que la aplicación de la ley y la justicia, dejara de ser un mito en nuestro noble pueblo.