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Messico: Liberal Farmacia+Banca+Todo

Com’è vivere in un paese che ha le banche, le assicurazioni e le farmacie iper liberalizzate? Devo dire che in Messico c’è un capitalismo piuttosto selvaggio, sicuramente “all’americana”, anche se imbrigliato (o moderato?) da una burocrazia asfissiante e “piccole” imperfezioni come la corruzione, l’opacità della funzione pubblica (trasparency+accountability) e l’autoritarismo (mentalità, pratiche, logiche), quindi si tratta di uno strano mix, contraddittorio e non proprio o non sempre vantaggioso per il cittadino. O meglio, occorre distinguere: quando il cittadino è consumatore, qualche vantaggio ce l’ha eccome, ma quando è nel suo ruolo di lavoratore, salariato insomma, le cose cambiano.

Ad ogni modo quando arrivai qui nel 2000 – e ancor di più oggi – notai subito le differenze rispetto al nostro paese e, come tanti, pensai “beh, non è che il Messico, almeno nelle sue parti “moderne”, la capitale e le grandi città, si debba considerare come un paese del terzo mondo, come spesso sentiamo dire, anzi, è pure più avanti di noi in tante cose“. Dopo Seul, Mexico City è la seconda città del mondo per ore lavorate pro-capite. Non che ciò voglia dire nulla (l’efficienza, la qualità e quantità di “prodotto finale” sono un’altra cosa), però ci si fa un discreto mazzo. Con “avanti” mi riferivo al fatto che i negozi erano sempre aperti, puoi trovare di tutto a tutti gli orari e ti stressi di meno, puoi gestire la tua giornata con una flessibilità e un dinamismo impensabili nella bella (e lenta) Italia.

C’è una concorrenza spietata in tanti settori: questo porta alla vigenza della legge del più forte che non è certo il meglio nell’evoluzione delle società moderne. Tanta storia e tante lotte per tornare indietro? Alcuni benefici si vedono, o almeno alcuni li vedono, ma se non s’arriva a toccarli con mano, se non c’è lavoro, sviluppo, pensione, comunità, futuro, che ci fanno 50 milioni di poveri coi benefici di un mercato liberale o presunto tale? Consideriamolo. Ah e poi, ci sono taxi ovunque e sono super-economici. Peccato che, senza controlli statali, molti di questi siano pericolosi e abusivi. Giusto aprire, giusto sbloccare, ma senza eccessi. Chi e come decide fino a che punto arrivare?

Un problema è che ci sono ancora immensi monopoli nei settori che contano, quei settori che influenzano la vita di tutti molto più del commercio al dettaglio, sono stati privatizzati tutti dopo le crisi e i default degli anni 80, ma non sono significativamente liberalizzati né aperti al mercato e dunque questi settori (energia e telecomunicazioni in primis, ma anche lo stesso mondo della politica…) costituiscono rendite succose per pochi eletti ma poco compatibili con il credo economico neoliberista-neoclassico.

S’è svenduto tutto e si sono arricchiti in pochi. Le tasse si pagano poco, 12,5% del PIL contro il 46-48% italiano o giù di lì.  Scuole e ospedali, educazione e sanità, sono molto “liberi” ma diciamolo chiaro: salvo rare eccezioni come l’istruzione universitaria (solo alcuni casi) e gli ospedali d’eccellenza nelle grosse città, il resto è un disastro. Quasi chiunque apre la sua scuolina e spuntano università come funghi in settembre, con orari e offerte personalizzate, tutto come vuoi ma poi magari in classe siete in 2 e per finire l’uni devi fare un mutuo.

Comunque. Altro che messicani pigri e poco lavoratori o poco svelti, al contrario, qua il gran mostro di metropoli da 25 milioni di abitanti ci mangia tutti “a noi italiani” in un sol boccone. Le banche aprono alle 8 e chiudono alle 18 e altre aprono il sabato, cambiando orario quando vogliono o quando viene percepita l’esigenza dei clienti. Anche in banca tutto è rapidissimo, internet banking, offerte, operazioni, fare una carta di credito o un bancomat, cambiarlo, buttarlo o mangiarlo. Cose dell’altro mondo, un supermarket di prodotti finanziari; chiaro, coi pericoli cosmici che comporta.

Infatti, anche l’offerta di opzioni incomprensibili e investimenti fast track è selvaggia e bisogna resistere strenuamente all’invasione telefonica e postale di nuovi prodotti. L’informazione non è chiara e l’importante è vendere. Va molto la cultura del credito e dell’indebitamento, tutti a fare debiti e comprare, consumare, tanto poi l’importante non è pagare ma starci con gli interessi oppure sparire per un po’. Da noi s’è resistito alla tentazione in confronto ai paesi anglosassoni, ma per quanto durerà? E comunque lo Stato di debiti ne ha fatti eccome.

Anche in farmacia sembra di stare in un gran supermercato, vendono sigarette, cibo, biciclette e giornali. Ci sono feste, balli, salsa e merengue, casse acustiche tipo disco, donne ignude e pupazzi simili a Babbo Natale. E va beh, niente di veramente malvagio fin qui. Dico, a parte la contraddizione logica tra le sigarette esposte vicino all’aspirina o al Broncolin. I commessi ti vogliono proporre di tutto, ti squadrano e in 4 minuti hanno la proposta adatta a te e son peggio dei venditori televisivi.Le farmacie sono aperte praticamente sempre e ovunque e questo è un vantaggio. Fino a poco tempo fa ti davano davvero tutto senza ricetta, dagli antibiotici alla pillola del giorno dopo, altro che narcotraffico! Ma, mi pare di capire nella mia ingenuità, che questo non è sempre e completamente “un vantaggio”. Hanno sospeso la vendita libera di antibiotici dato che la popolazione ne abusava ed nuovi batteri intestinali fortissimi e resistenti alle medicine si stavano diffondendo a macchia d’olio. Se il mercato non lo regoli mai, poi son dolori.

Come concludo? Difficile ma direi che, nel sistema attuale e finché dura, liberalizzare e aprire dovrebbe servire. E’ importante capire come.  Non per niente sono economista, uscito dalla uni di cui l’On. Monti è presidente, e sempre ci insegnano a rispondere “dipende” a qualunque domanda sull’economia.

Ma il lato messicano e la mia formazione ed esperienza qui mi dicono anche altro. Le formule e ricette standard, di per sé, non funzionano. La pratica e la società contano di più e bisogna capire le loro reazioni. Alcune politiche neoliberali, applicate per trent’anni nelle Americhe, hanno fatto danni enormi. Stiamo attenti a non ripeterli, l’America Latina ha molto da insegnare. S’è “liberalizzato” solo verso il basso e non si sono toccati i poteri forti.

Banche e farmacie sono sempre aperte ma i lavoratori prendono una miseria, ci sono decine di commessi e gente del front office, ovunque, in ogni negozio o attività, ma in 5, sommando, guadagnano forse un salario degno. Il ricatto della disoccupazione e del precariato è sempre esistito, come lo stiamo vedendo da noi negli ultimi anni o anche peggio, e non ci sono tutele, la solitudine è estrema. Molti compiti dello Stato, la solidarietà, la salute, le pensioni, la cura dell’infanzia e tante altre sono affidate alla carità, agli arrotondamenti concessi dai clienti al super sul totale della spesa, alle mance onnipresenti e sempre richieste o, infine, alle fondazioni che ci scaricano le tasse. Infine, magari sembra uno slogan banale ma ci sta: libertà e apertura con garanzie e welfare, se no non vale proprio la pena.

Messico, Unam: Video per gli Studenti di Colombia, Cile e Portorico

In occasione della giornata continentale per un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità in America Latina gli studenti dalla UNAM, Universidad Nacional Autonoma de Mexico, hanno realizzato questo video per solidarizzare con gli studenti in lotta e i movimenti di protesta in Cile, Colombia e Portorico.

24 de noviembre de2011
Apoyo desde México al movimiento estudiantil en Colombia y Chile en la jornada continental por la educación pública, gratuita y de calidad. Lee / leggi: la protesta cammina per l’America Latina.

Bad Mexican Police: Una Denuncia Da Città del Messico

Purtroppo sono tante. Purtroppo non si fermano mai e a volte finiscono malissimo (leggi le note su Pavel González, 2004, e su Carlos Cuevas, 2011). Sono storie di abusi e violazioni dei diritti umani e del diritto alla sicurezza e persino alla vita. Le denunce delle violenze esercitate dalla polizia messicana sono all’ordine del giorno. Un’amica e suo fratello hanno avuto il coraggio di raccontarne una pubblicamente e riporto volentieri la loro voce, tradotta dallo spagnolo all’italiano, per creare coscienza su questo problema. Livia condivide su Facebook con amici e conoscenti la vessazione subita da suo fratello, Mario Tonatiuh Melendez Huerta, e prega di diffondere questa esperienza perché è l’unico modo di reagire e far conoscere quanto accade. Anche questo è Messico, ordinario.

Martedì 8 novembre, ore 13 e 40. Presso il portone principale della cattedrale di Città del Messico, Mario Tonatiuh Meléndez Huerta, studente della Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università più grande del mondo, la Autonoma del Messico (UNAM), è stato arrestato, aggredito e privato della sua libertà per 15-20 minuti da agenti della Polizia Federale messicana. Ecco i fatti nel racconto diretto di Mario.

Stavo camminando sul marciapiede di fronte alla cattedrale quando mi sono accorto di un uomo che camminava con delle stampelle e gridava qualcosa a un agente della Polizia Federale che controllava l’accesso principale della chiesa. Di fronte a quella scena ho avuto un senso di disgusto nei confronti del poliziotto e l’ho guardato con spregio.

Ho continuato a camminare per 6-7 metri in direzione ovest, verso la via República de Brasil, quando l’agente mi ha preso peri l collo e mi ha chiesto chi stavo guardando in quel modo. Gli ho indicato lo stemma della sua divisa mentre mi trascinava obbligandomi a entrare nella spianata della chiesa e gli ho chiesto per favore di non strattonarmi. Invano.

Ha iniziato ad aggredirmi verbalmente, dicendo che credevo che lui fosse un semplice vigile urbano e che per quel motivo facevo lo spavaldo con lui. Siamo entrati nella zona laterale sinistra della chiesa in cui vi sono gli uffici della stessa cattedrale e anche un posto di polizia dei federali. Appena entrati il poliziotto ha cominciando a spiegare al suo capo che io avevo offeso l’autorità e immediatamente il suo superiore ha ordinato di farmi mettere in ginocchio con la fronte attaccata alla scrivania. Per costringermi mi hanno dovuto dare calci sulle gambe e colpirmi alle costole.

Una volta in ginocchio mi hanno perquisito e mi hanno privato del mio portadocumenti, hanno controllato le tessere e carte che avevo e hanno proceduto a inserire i miei dati nel PC dell’ufficio. Mi hanno fatto una foto con un cellulare mentre l’aggressione fisica e verbale continuava così come le minacce. Dicevano che se seguitavo a fare il rivoltoso o a mancare di rispetto all’autorità, mi avrebbero preso ancora dato che ormai mi avevano schedato con tutta l’informazione necessaria, indirizzo e provenienza.

Nel frattempo mi colpivano costantemente alla testa, sul torace e sulle gambe. Dopo, in gruppo, 4 o 5 poliziotti mi hanno portato in un corridoio sul retro della cattedrale dove mi hanno duramente picchiato per un paio di minuti e mi hanno spruzzato in faccia uno spray al peperoncino per poi trascinarmi a spintoni fino all’uscita posteriore della chiesa.

 Dichiaro da subito che non è proprio possibile inoltrare una denuncia penale contro i miei aggressori a causa della politica con cui operano gli organismi statali di pubblica sicurezza, per cui questa denuncia è diretta all’opinione pubblica, ai mezzi di comunicazione e alla popolazione civile. kmn.

En español:

Denunciamos¡¡
Hoy Martes 8 de Noviembre al rededor de la 1:40 p.m. en el acceso frontal de la Catedral CAPITALINA Mario Tonatiuh Meléndez Huerta estudiante de la Facultad de Filosofía y Letras de la UNAM fue sometido, agredido y privado de su libertad al rededor de 15 o 20 minutos por elementos de la Policia Federal.
-Caminaba sobre la acera frontal de Catedral cuando me percate de un hombre que caminaba con muletas gritaba algo a un elemento de la PF que resguardaba el acceso principal de la catedral, al ver esto senti repudio hacia el oficial y lo mire con gesto desaprobatorio, caminé 5 o 7 metros en direccion a la calle Republica de Brasil cuando el oficial me tomo por el cuello y me preguntó a quien estaba mirando de esa manera, le señalé el escudo de su uniforme y procedió a forzarme a ingresar a la explanada de la iglesia, le pedí por favor que no me agarrara y me ignoró, comenzó a agredirme verbalmente diciendo que yo creía que era un policía capitalino y que por eso andaba de verguero, ingresamos al ala poniente de la catedral donde se encuentran las oficinas de catedral y asimismo un cuartel de la PF, llegó argumentandole a su superior que yo andaba vejando a la autoridad, inmediatamente su superior ordenó que me pusieran de rodillas con la frente pegada al escritorio, para esto patearon mis piernas y golpearon mis costillas, ya incado me catearon y me despojaron de mi portacredenciales, las revisaron y procedieron a ingresar mis datos en la computadora de la estación, con un celular me tomaron una fotografía y siguieron agediendome fisica y verbalmente, me amenazaron con que si seguia de revoltoso o faltandole el respeto a la autoridad me iban a agarrar otra vez puesto que ya tenían capturada mi dirección y mi procedencia. Despues de estar golpeandome constantemente en la cabeza, torax y piernas un grupo de 4 o 5 policias me llevaron al pasillo posterior de la catedral para golpearme intensamente durante unos dos minutos y rociarme la cara con gas pimienta y jalonearme hasta la salida posterior de la iglesia.
De antemano manifiesto que ya no es posible ejercer una denuncia penal en contra de mis agresores debido a la política con que operan los organismos estatales de seguridad pública, por lo cual esta denuncia está dirigida a la opinión pública, a los medios de comunicación y a la poblacion civil. kmn

MBA e business school in America Latina

Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia desde América Latina

(Presente, passato e futuro del sistema MBA: discussioni su insegnamento e rilevanza dall’America Latina)

Di Fabrizio Lorusso

Posgrado en Estudios Latinoamericanos

Universidad Nacional Autónoma de México

Articolo in spagnolo pubblicato sulla rivista accademica Confluenze dell’Università di Bologna scaricabile a questo LINK IN PDF

(CONFLUENZE Vol. 2, No. 2, pp. 319-333, ISSN  2036-0967, 2010,  Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne, Università di Bologna)

ABSTRACT

This article considers the main reviews and criticisms that have been posed, mainly during the last two decades, to the attention of the experts in the field of teaching systems in the graduate schools of business administration. The main statement is that we can outline the features that will be relevant for a substantial part of the future ruling and business class in Latin America and its own historical, social and economic context. This is possible by taking into account and making a synthesis of the outstanding criticisms and debates posed by different schools of thought, paying special attention to the essential relation of the academic world with the business sector – that is to say with the “practice” of business administration that has been constantly stemming away from the corresponding theory and academic background.

Keywords: Business administration, MBA system, teaching, theory, Latin America.

RESUMEN

El presente artículo considera las principales críticas que, en las últimas dos décadas principalmente, se han impuesto a la atención de los expertos en sistemas de enseñanza de los posgrados en administración de empresas. El planteamiento principal es que, al tener en cuenta y hacer una síntesis de las principales críticas y debates avanzados por diferentes escuelas de pensamiento y al considerar fundamental la relación de la misma academia con el sector empresarial, es decir con “la práctica” de la administración cada vez más alejada de la teoría, se pueden esbozar los rasgos que, en el peculiar contexto histórico, social y económico de América Latina, resultarán relevantes para una parte sustancial de la futura clase dirigente del subcontinente.

Palabras Clave: Administración de negocios, sistema MBA, enseñanza, teoría, América Latina.

Poesia Oceanica a Puerto Escondido

Dalla calda e ridente località di Puerto Escondido, Oaxaca, Messico, ecco alcune foto panoramiche della costa scattate nella vicina laguna di Colotepec e dell’evento di poesia e musica che abbiamo realizzato con la preziosa chitarra di Arnaldo Prete e le poesie di Fabrizio Lorusso, cioè io, all’Universidad del Mar. La presentazione del libro Memorias del Mañana, (Memorie del Domani), fu il 9 febbraio alle ore 11 sulla costa pacifica.

S’è parlato di poesia, di Messico e di Italia. Ma anche di censura in questi paesi coi casi della giornalista messicana Carmen Aristegui licenziata (oggi reintegrata) da Radio Noticias MVS per ordine presidenziale e del rogo di libri in Italia e le proteste del gennaio e febbraio scorsi. I messicani hanno dimostrato un’estrema curiosità e interesse per la situazione italiana, il berlusconismo, la censura e il fascismo storico e attuale per cui è stata una sessione di domande molto animata. La poesia seguente, Plaza de la Danza, è dedicata a una Piazza di Oaxaca divenuta un simbolo della lotta antirepressiva dei movimenti sociali contro il governatore Ulises Ruiz dal 2006 in poi.

 

PLAZA DE LA DANZA

Falta un día a la Guelaguetza
que mañana se danza,
el cencerro atiza los segundos
listos para la paz de la marcha
en esta plaza ritmada de historias
que así aprende a bailar voces
como las deben bailar los iguales
pa’ bailarse la censura y la noche.
Y… ¡Oiga señor!
¡Déjeme escribir mi señor,
déjeme cantar mi fiestita leve!
Aquí Florencia tiene que ser
no Pekín o Moscú
ni un dique de silencios
donde falta aire pa’ lagrimar
si de gases oscurece mis deseos.

 

 

 

 

 

 

 

Arnaldo Prete alla chitarra. Durante una sessione di tamburi stonati e chitarre con una big band di studenti Unam e altri simpatici disperati, nel 2003 scrissi il “Pianto dei Tamburi”, dal profondo di una delle grotte dello Spazio Scultorico universitario, un territorio selvaggio e abbandonato dentro l’università stessa.

IL PIANTO DEI TAMBURI
Ascolta il pianto
dei tamburi sulle mani
la commozione del mare adirato
il risveglio della luna dimezzata
l’inganno di un gioco di parole
morde le righe del mio quaderno
che fuggono senza senso
come l’altra metà della luna
timida e silente
quando gridano i tamburi.

 

 

 

 

 

 

Fabrizio Lorusso si cimenta nella lettura. Nota:: libro al contrario, LeoDaVinci’s Style 2011. Da un errore del tipografo, nasce il mito della lettura capovolta.

 

 

 

 

 

 

 

LA BELLA MEDIANOCHE
Ebrio y amparado bajo el alma negra del cielo
me gané el beso final de la medianoche
allí esperé el encaje de voces crepusculares
el juego clandestino de la malicia vespertina
la pasión de las antiguas páginas carcomidas.

 

 

 

 

 

 

Buonanotte nuvolosa

Marcito di sonno
m’assordo
d’immagini che fuggono dai binari
son ruote che girano fuori strada
sotto e sopra l’asfalto senza fiato
e si stinge l’anima indolente
macchie
ansia dipinta a terra
strisce di noi.
Sornione e dogmatico sbatto
contro la porta dei sogni
chiusi
come occhi al sole.
Entro in respirazione di coppia
con le pupille aperte accoltellate
dal gemito delle luci al neon.
Un cervello trasandato e sciatto
non sa risolvere problemi
non va
i tuoi, i miei
immobili da sempre
sono dubbi che si odiano a vicenda
ghiacciati come un sorso d’inverno.
Al cuore hanno dato due ergastoli
che in totale fanno cent’anni di guai
quindi batte botte di campana
storto e lento si ribella e pensa
imbratta di lumi e follia
le pareti buie e deserte
nella cella d’isolamento
“la suite”.
Ma nemmeno così
con fantasia
s’aprono spiragli di luna nuova
per lui che vive d’inerzia e riflessi
e sbotta fiotti di dolore al cielo
dalla sua prigione toracica.

ZENtir la Tierra: espíritus en siembra

 

Aquí les reporto la información sobre este interesante proyecto de estudiantes de la Unam en México DF. (Informazione in spagnolo su un progetto ecologico e spirituale di alcuni studenti della Unam, Universidad Nacional Autonoma de Mexico)

ZENtir la TierraPorque somos lo que consumimos - Consume consciente

Descarga el TRIPTICO DE ZENtir LA TIERRA

con toda la información sobre el proyecto y los contactos.         LINK AQUÍ

Tengo el honor de  informarles que el próximo 12 y 13 de marzo inicia el ciclo de cursos sobre agricultura urbana como parte del proyecto colectivo ZENtir la Tierra.

Para quienes no les he platicado sobre esta nueva travesía, a grandes rasgos les describo el proyecto. Somos un conjunto de universitarios UNAM que trabajamos voluntariamente desde principios de febrero del presente año. El nombre ZENtir la Tierra resulta de la conjunción de nuestros intereses por la práctica del budismo zen y los temas sobre la agricultura urbana y el comercio orgánico justo y solidario.

El proyecto se compone de tres partes: Huerto Urbano, Mercado Orgánico de Comercio Justo y Solidario, y Alimento Orgánico para la Casa Hogar Margarita. La idea es promover un poco la cultura del consumo consciente y la solidaridad entre productores y consumidores, y entre sectores con posibilidades económicas y niños en condiciones de pobreza.

Como pueden ver es un proyecto amplio, pero está funcionando muy bien. El mercado está en pleno apogeo y el huerto está comenzando a germinar!!

Regresando al tema de los cursos, los chavos que están a cargo de impartirlos pertenecen al colectivo Hierbabuena Urbana y son del posgrado de biología-UNAM. Todos ellos cuentan no sólo con una gran trayectoria académica en el ámbito de la agricultura urbana, también tienen una amplísima experiencia en el desarrollo de proyectos en zonas con altos índices de pobreza y marginación dentro de la Ciudad de México.

Ojalá puedan acompañarnos y recomendarnos, especialmente corran la voz entre los más jóvenes, puesto que es una formación esencial.

Les anexo la propaganda y los temarios de los dos cursos.

REDUCIENDO, RECICLANDO Y REUTILIZANDO MI BASURA: COMPOSTAS
Objetivos:
1. Que los asistentes comprendan la importancia ambiental, social y biológicade reutilizar, reciclar y reducir la basura que generan
2. Que los asistentes comprendan los principios naturales en los que se basa el proceso de compostaje
3. Que los asistentes conozcan los diferentes tipos de compostas
Dirigido:Público general
Duración:5 horas
MÓDULO II : Composteando mis residuos
1. Agricultura ecológica
a. Definiciones
b. Ética
c. Importancia
2. Fundamentos y procesos
a) Ciclos naturales de los minerales y del agua
b) Formación del suelo: reciclaje de nutrientes y microorganismos
c) Necesidades de las plantas
3. Basura
a) Qué es?
b) Tipos de separación
4. Compostas
c) Qué es la composta?
d) Tipos de composta: Composta caliente, fría y lombricomposta
e) Ventajas y desventajas: tiempo, olores, espacio, plagas
f) Requerimientos: materia orgánica, aereación, humedad, microorganismos, nutrientes, mineralización
Cómo hacer una composta en casa?
a) Materiales  b) Construcción
6. Preguntas frecuentes
a) Mantenimiento    b) Mitos y realidades
….
hierbabuenaurbana@gmail.com
Cel. 04455 21400021
www.hierbabuenaurbana.org
http://www.facebook.com/pages/Hierbabuena-Urbana/132092911356?ref=sgm5
……….
INTRODUCCIÓN A LA AGRICULTURA URBANA, CONCEPTOS Y PRÁCTICAS BÁSICAS PARA SEMBRAR EN LA CIUDAD.
Objetivos:
1. Que los asistentes comprendan la importancia ambiental, social y biológica de sembrar en la ciudad, sus implicaciones y limitaciones.
2. Que los asistentes adquieran el conocimiento de los aspectos biológicos yecológicos básicos de las plantas.
3. Que los asistentes aprendan las prácticas básicas de agricultura urbana.
Dirigido:Público general
Duración:5 horas
MÓDULO I : Introducción a la Agricultura UrbanaContenido:
1. AGRICULTURA URBANA.a. Definición, principios básicos, ventajas y desventajas.
2. BIOLOGÍA DE PLANTAS    a. Necesidades básicas  .b. Ciclo de vida.
c. Partes y sus funciones.  d. Reproducción sexual.  e. Reproducción vegetativa
i. Esquejes  ii. División de plantas  iii. Bulbos y tubérculos
SEMILLAS
a. Semillas.
b. Importancia de las semillas.
c. Partes de la semilla.
d. Tipos de semillas.
e. Extracción y almacenaje de semillas.
4. SIEMBRA.  a. Tipos de siembra.  b. Condiciones óptimas.
5. GERMINACIÓN   a. Condiciones.   b. Etapas.   c. Plántula.
6. TRASPLANTE   a. Cuidados y consejos    b. Asociación de especies: amigas o no?
7. CÓMO, CUÁNDO Y CUÁNTO NECESITAS PARA PRODUCIR.
a. Espacio.  b. Tiempo.  c. Dinero.
8. ANTES DE EMPEZAR   a. Organización del huerto Urbano.

Documentario per i 50 anni del Centro Studi Latino Americani della Universidad Nacional Autónoma de México

[VIMEO 11699613]

Titolo: Pensiero critico,  memoria e compromesso sociale

di Victoria Darling e Eva Capece

Documentario per i 50 anni del Centro Studi Latino Americani della UNAM, Messico, realizzato da due compagne del “Posgrado en estudios latinoamericanos”.

Documental Homenaje por los 50 años de la fundación del Centro de Estudios Latinoamericanos de la Universidad Nacional Autónoma de México. Realización: Victoria Darling y Eva Capece