“L’Istmo è nostro”: il Congreso Nacional Indigena contro il progetto trans-istmico

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fotografie: Susanna De Guio

[di Susanna De Guio]

 

Il 6, 7 e 8 settembre appena passati sono stati tre giorni di riunioni e dibattiti intensi a Juchitan, nello stato di Oaxaca, Messico. “L’istmo è nostro” è il nome della campagna che ha guidato i temi dell’incontro del CNI, insieme agli aderenti alla Sexta e alle reti di resistenza e ribellione nazionali e internazionali in lotta contro il capitalismo e il patriarcato.
Juchitan si trova nell’istmo di Tehuantepec, da più di un secolo oggetto di progetti che intendono connettere la costa del Pacifico con l’Atlantico, più a nord, all’altezza di Veracruz e Tabasco. Si tratta della lingua di terra più stretta delle Americhe, dopo l’istmo di Panama, e l’attuale governo di Lopez Obrador ha deciso di risfoderare l’idea di una grande opera che crei un canale ferroviario preferenziale per collegare i paesi dell’America latina con gli Stati Uniti.

Questo mega-progetto, così come quello del treno che attraverserebbe l’antico territorio maya, il nuovo aeroporto, il proyecto Integral Morelos, portano con sé lo sfruttamento dei territori, la devastazione ambientale e sociale, con l’uso delle miniere, la costruzione di centrali idroelettriche, l’estensione dell’ agroindustria, gasdotti e oleodotti, fracking e tutto l’indotto di grandi infrastrutture che impone il capitale transnazionale per estrarre materie prime e beni naturali dal territorio messicano, sfruttando la manodopera locale, distruggendo la biodiversità e acutizzando le conseguenze del cambio climático.IMG_9298

All’assemblea del CNI hanno partecipato oltre 500 persone da tutto il paese e dal mondo, con il proposito di tessere reti di resistenza, scambiare esperienze e condividere una piattaforma di lotta per affrontare lo scenario politico-economico che si presenta con il governo di Lopez Obrador, in carica da 8 mesi.
Delegati e delegate del Consejo Indigena de Gobierno, portavoce delle diverse comunità dell’istmo hanno denunciato la repressione che soffrono nei loro territori, assieme all’invasione e alla minaccia che rappresentano le grandi imprese per la vita comunitaria, la salvaguardia dei beni comuni come la terra e l’acqua. Davanti alla violenza con cui si cerca di installare la paura e disarticolare le resistenze, tutti rispondono con la certezza che è necessario continuare la lotta, perché la terra è di chi la abita, la coltiva e la rispetta, e perché, come dice lo slogan : il territorio non si vende, si ama e si difende.

Qui il documento con la dichiarazione conclusiva del CNI – CIG e le prossime mobilitazioni.

Qui un registro audiovisuale delle giornate dell’incontro a Juchitán.

 

 

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