CHI SIAMO

banner america-latina-374x425L’America Latina: Immaginari e Storie dai Sud del Mondo.

L’America Latina è un blog collettivo, un diario che raccoglie scritture, memorie e visioni dagli innumerevoli Sud del mondo.

Nasce nel 2007 per iniziativa di Fabrizio Lorusso, all’epoca studente di dottorato in Studi Latinoamericani alla Università Nazionale Autonoma del Messico, docente di lingua-cultura italiana e giornalista freelance in Messico.

L’ispirazione per aprire un blog come L’America Latina proveniva da fonti diverse.

Intanto c’era una blogosfera molto vivace, cioè tante pagine web scritte in italiano e spagnolo dall’Italia o da qualche angolo del Latinoamerica che usavano queste piattaforme come forme d’espressione e, a volte, di controinformazione. Anche se i social network iniziavano a dominare la scena, questi blog raccontavano a fondo con testi, video e immagini le regioni, i viaggi, gli incontri, le frontiere spezzate, le culture esplorate, le questioni politiche e le curiosità che li legavano all’America Latina. A volte questi siti “italo-latino-americani” entravano in contatto tra loro, in rete, e funzionavano da cassa di risonanza per certe iniziative.

A Città del Messico, poi, c’era un collettivo di docenti di italiano all’estero, che si chiamava AlterIta, al cui interno si promuovevano logiche di condivisione dei saperi. “Saper fare un blog” per articolare e diffondere le nostre idee ed iniziative era essenziale. Fu il giornalista, docente, compagno e attivista Matteo Dean a insegnare agli integranti di AlterIta l’arte della gestione di un blog e di fare comunità.

Infine c’era l’esigenza di mantenere un contatto, un ponte, tra la realtà messicana e quella italiana, soprattutto in un contesto di espatrio e di relativa precarietà della vita e del lavoro, tra i territori d’immigrazione e quelli da cui ci si era allontanati. E ci voleva qualcosa di più duraturo, pensato e strutturato rispetto a una semplice pagina Facebook o a un Tweet di quando in quando.

Con il tempo il sito s’è trasformato in un archivio, un contenitore-diario e un megafono per voci e progetti e ha cominciato a ospitare contributi esterni. Dunque, dopo 9 anni di vita L’America Latina diventa nel 2017 un blog collettivo, pensato come un ponte tra le Americhe, l’Italia e i vari Sud del mondo.

I Sud sono punti cardinali e di fuga in senso geografico ma anche culturale e metaforico. L’alterità, la frontiera, la periferia, l’essere migrante, la lotta, la comunità, la storia degli esclusi e la politica in senso lato sono alcuni degli orizzonti che cerchiamo di catturare. Intendiamo l’America Latina non solo come luogo fisico ma come luogo di un immaginario comune, fonte inesauribile di narrazioni e discorsi.

L’idea è scrivere, fotografare, registrare, raccontare, archiviare, conoscere, sognare e descrivere visioni ed esperienze, cultura e memoria, lotte e politica, conflitti e società. Il blog è quindi una nicchia, un’oasi con la struttura di un diario sequenziale in cui s’alternano approfondimenti, produzioni e segnalazioni di diversa indole, tra immediatezza e riflessione, descrizione e analisi.

Costruiscono questo spazio un gruppo di redattori fissi, sparsi tra Americhe ed Europa, con l’aiuto di altri autori che li accompagnano di volta in volta. Il nocciolo duro è formato da Nino Buenaventura, Perez Gallo, Gimmi, Fabrizio Lorusso, Caterina Morbiato, Stefano Morrone, Simone Scaffidi e Raul Zecca.

L’America Latina non è una testata giornalistica e le opinioni espresse da ciascun autore sono da considerarsi personali. Non esiste una cadenza prefissata per la pubblicazione dei post, né una linea editoriale specifica, salvo quanto spiegato nelle righe precedenti e secondo le evoluzioni e composizioni della compagine redazionale.

Buona lettura e buona visione, hasta siempre.  Segui L’America Latina Su FaceBoook


Per contatti e link ai lavori individuali ogni autore ha la sua pagina personale / Para contactos y enlaces a trabajos individuales cada autor tiene su página personal:

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60 risposte a “CHI SIAMO

  1. Sono capitata qui per caso e mi sono piacevolmente imbattuta in un’altra persona stregata dal Messico! Sono reduce da un viaggio in Baja California e Distrito Federal a casa di vecchi e nuovi amici messicani…e come mi avevano annunciato, mi hanno catturato un pezzo di cuore!!! Bella energia dalle tue parole!

    P.S. Anch’io ho una foto sdraiata sui binari!

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  2. Ciao Doriana,
    grazie per il commento che mi fa piacere! Ma vieni spesso in Messico o è stata una vacanza più eccezionale? Ciao, se vuoi usa la mail mia sopra!

  3. ciao Fabrizio sono daniele vivo lavoro e sono nato a livorno . ho voglia di cambiare e ho deciso di fare degli investimenti ora sto’ valutando il messico oltre alla costa rica. quindi sto’ prendendo notizie da italiani che vivono sul posto . secondo te e’ una buona idea investire in messico e stabilirmici.ciao

    • Caro Daniele, la questione e’ piuttosto complicata. Se uno vuole, si lancia e le cose le fa. Magari con qualche viaggetto di esplorazione prima, no? Ora, di fatto, sono in Costa Rica ! Altro posto bello ma piu’ tranquillo e meno emozionante.

  4. Ciao Fabrizio,
    il tuo sito è molto interessante. Oggi conto di leggere il tuo articolo sull’influenza suina. Pensa che oggi tutti i giornali in Italia hanno questa notizia in prima pagina.
    spero di vederti o sentirti presto
    cuidate

  5. Ciao Fabrizio…senti vorrei contattarti privatamente se possibile perche avrei dei consigli da chiederti riguardo un mio progetto in messico per la mia esi di laurea. Ti ringrazio
    Francesca

  6. Grande Fabrizio…complimenti per come vivi e racconti le tue storie…sono Andrea, toscano, un traveller come te…viaggio ormai da 5 anni…poco fa ero in Messico, a Sayulita vicino Puerto Vallarta…mi sono spostato in Canada visto che con la storia dell’influenza non c’era piu’ molto lavoro da quelle parti…pero la neta qua non mi piace…ho bisogno di qualcosa di piu’ latino…per questo tra una 15 di giorni mi risposto e mi butto a Cali…ho trovato lavoro li come pizzero…ho visto che te li ti ci sei divertito?!? mi puoi dare qualche consiglio???
    Grande ancora!! magari ci becchiamo in giro…eheh…Ciao!!

  7. ciao fabrizio!!!Ora sei a città del messico?io sono arrivata da 5 giorni!!

  8. si..sono fisso all’estero girando continuamente…come? scelgo un posto che mi stuzzica…vado, lavoro in quel che trovo (cameriere, pizzero, lavapiatti, volantinaggio…qualsiasi cosa), e quando riesco a mettere da parte due soldini compro un biglietto e ricomincio da qualche altra parte…in genere mi fermo 3/4 mesi in un posto…e ormai sono quasi 5 anni…e chi si ferma piu’?? eheh

  9. ciao fabrizio siamo una coppia di napoletani e saremo nei pressi di cancun prox agosto e vorremmo cogliere l’occasione per un nostro progetto di trasferimento cerchiamo qualche attività da rilevare avendo un piccolo capitale a disposizione. ho visto il tuo sito e sono stata colpita dalla tuo grande entusiamo. se hai qualche dritta puoi inviarla a me alla email da cui ti scrivo o in alternativa alla email di peppitest@alice.it grazie e complimenti

  10. Ciao Antonietta, beh per una cosa come il trasferimento…bisogna stare la’ un po’…vedi un po’ Cancun, Playa del Carmen e Tulum…ci son molti italiani ma anche molte cose da fare…un altro posto simile ma ancora socnosciuto ai piu’ e in trasformazione e’ la spiaggia di Mahaual, al nord di Chetumal, quasi al confine col Belize…Ciao!

  11. rosalba verzegni

    Cia Fabrizio! sono capitata per caso in questa pagina e guarda chi ti trovo! Come stai? Molto carine le foto e anche gli aggiornamenti, verrò ogni tanto a dare un’occhiata. Ti mando un bacione anche da parte della zia Antonia. (Ti ricordi vero di me? Sono Rosalba la cugina di tua mamma) Un saluto ancora e a presto

    • Ciao Rosalba! E’ tanto che non ci si vede e mi sono accorto del commento solo ora! magari mi faro’ dare il numero di telefono tuo per sentirci! Mi puoi scrivere una mail?

      Fabrizio

  12. MEXICO

    Quando si dice Messico si pensa subito al sole, a spiagge bianche e incontaminate, alla rivoluzione e viva Zapata, al cibo piccante e alle sterminate pianure dei deserti settentrionali ad un passo dal confine, diviso per volere dell’uomo dalla barda fronteriza. Eppure, a guardar meglio e ben oltre vecchi e stantii luoghi comuni, il vero Messico è un altro. Lo trovai in un primo volo partito da New York, fatto nell’agosto del 1996, che rasentando casine basse dai tiepidi colori pastello atterrò nella capitale tra le ultime luci rossicce del pomeriggio inoltrato. Ancora oggi mi chiedo quale fu l’incantesimo che avvenne tra me, passeggero della classe economica proveniente dal vecchio mondo e quella città così strana, così diversa da quelle viste fino allora. Sebbene continui a chiedermelo, non mi son dato risposta. Città del Messico non può considerarsi bella a prima vista. Non è certo dall’alto che si può giudicarla, seduti sul sellino di un aereo in discesa d’atterraggio, mentre si scorgono le prime luci fioche di un gigante che sta lì, con la sua schiena pigra adagiata sopra un antico lago, il Texcoco. Eppure, nonostante tutto ciò che si possa dire o trovare nelle pagine di una guida, solo piene di inutili consigli e liste d’alberghi, l’incantesimo ti prende e non ti lascia più. Lo spettro del sovrano Moctezuma s’impadronisce della nostra anima per non abbandonarla più. Ed è lì che inizia il viaggio.
    Caotica, selvaggia, dolce e spietata, soffocante per la contaminazione, ma se soffia el norte, il vento nella piovosa valle dell’Anahuac si respira e la si perdona. Piena di gente per le strade del centro e nelle periferie, al punto da farti dubitare se anche tu conquisterai un pezzetto di marciapiedi per ammirarla quando sventola la bandiera messicana nel Zócalo capitolino, e una folla spontanea si radunerà silenziosa e composta intorno a quel plotone di soldatini ubbidienti che, ripiegando il simbolo patrio, se ne andranno marciando attraverso una piccola porta del vicino Palacio de Gobierno da dove all’alba erano sbucati per issare la gigantesca e maestosa bandiera, in un solenne rito all’inverso che si compie ogni giorno da centonovantanove anni.
    Non saprò mai, eppure me lo chiedo da molti anni, il perché di una certa visibile commozione che mi prende ogni volta e l’imbarazzo nel sentire il richiamo sopito della patria in terra straniera. Eppure Città del Messico è anche questo. Con i suoi minuscoli autobus, la sua incredibile e capillare metro stile francese, che conta oltre 200 chilometri di strada ferrata. Le sopravvissute chinampas e la fiera gente di Xochimilco. Con i suoi mille odori tutti diversi e tutti uguali, che aggredisce le narici per strapazzarle prima con il tanfo sulfureo di diavoli marci, che salgono dai tombini giganti della rete fognaria, poi con il forte e pungente odore delle gorditas, dei tlacoyos, delle tlayudas, o con il delicato profumo dei vaporosi tamales. E se le vostre narici saranno in grado di attraversare la jungla di odori che si sovrapporranno gli uni agli altri lottando lungo tutto il vostro cammino, vi resteranno come ospiti inattesi, anche quando sarete tornati a più consuete longitudini e scoprirete che il vostro olfatto è cambiato per sempre. Città del Messico ha il suo ventaglio di odori, inconfondibili accenti sopra giorni e pagine stanche, dove passerete da soleggiati mezzodì a gelide serate, dove il crepuscolo prenderà il posto di accecanti bollenti giornate di sole e il vostro cammino errante di viaggiatore si rintanerà soddisfatto tra le lenzuola di un letto d’albergo. La pioggia di Tlalolc vi sembrerà un gigante dispettoso e i vetri del vostro rifugio ad ore si riempiranno di minute gocce che rifletteranno la magia lucente e suggestiva di centinaia di collinette edificate, un presepe vivente di umanità nella urbe più grande del mondo. Siete a Città del Messico, culla di civiltà precolombiane e terra di grandi leggende e surrealismo. Un posto che lascerete tra dieci giorni, un mese o un anno, buttando nell’ultimo cestino dell’aeroporto quel velo di snobbante spaesato sconcerto, quel volto scorbutico e stanco di quando compilaste (sbuffando) la forma migratoria.

    Soltanto ora, lasciando la sottile area doganale che divide il ponte ipotetico tra due mondi, avrete quella strana nota di malinconia, quella straziante virgola di tristezza che precede il ritorno.

    • Ciao Jacopo,

      grazie! Il tuo racconto mi ha stupito, interessato e appassionato. Vivo qui da 8 anni, ma ogni tanto, sai, si perde la magia delle cose dopo un po’ e bisogna imparare da altri occhi e parole (come dice il blog!) come recuperarla.
      Vorrei aggiungere un post al blog a tuo nome con queste impressioni che hai scritto perché valgono proprio la pena!

      Ho riprovato la magia inquietante di cui parli, nei suoi aspetti forse più torbidi e oscuri, vagando come un matto ieri sera a bordo della mia ammiraglia o poderosa, una Suzuki GN125, perso completamente nelle strade deserte e immense del nord inifinito della Città…Non avevo mai sentito parlare dell’Eje 6 Nord (e non è nemmeno segnato così sulla cartina visto che ufficialmente c’è solo l’Eje 5).
      E’ una delle strade parallele che fanno a fette la urbe ed ecco che sbuca lì e mi fa girare per vari chilometri alla ricerca di un riferimento per tornare a sud. Sembra facile, ma ti giuro che non lo è stato e sono pure un appassionato delle mappe geografiche del DF.

      Nada, ho vagato immensamente e mi son sentito un novizio della città e alla fine son riuscito a scoprire dei cartelli con riferimenti più o meno noti. Freddo, strade bucate più della luna e solitudine: il nord del DF è affascinante, pericoloso e inutile così come le sue avenidas di dimensione autostradale spoglie di case e di vita, infestate da pantegane, negozietti 24 ore, enormi cartelli, zone militari e impianti industriali.

      A proposito di militari. Tanto per rendere più interessante il giro in moto, ieri avevno anche bloccato completamente la circolazione in un quadrato di 5 macro-isolati verso il centro e il Metro Balderas perché un folle s’è messo a sparare alla fermata del metro mentre arrivava il treno uccidendo due persone e ferendone altre otto. Così, gridava slogan politici e frasi incazzate e hanno cercato di fermarlo mentre scriveva su un muro con un pennarello.

      Quindi il tipo è esploso, ha tirato fuori la pistola e ha freddato un agente della sicurezza con un colpo alla testa. Anche un muratore che ha provato a fermarlo ha avuto la peggio. C’è il video su youtube ma non l’ho voluto cercare…
      Fuori, senza che nessuno sapesse nulla, alcune decine di soldati e poliziotti avevano già costruito delle barriere con sacchi di terra e stavano appostati dietro puntando i fucili e i mitra in direzione delle auto (nel mio caso, la moto) che passavano di là.
      Alcuni camion deviavano il traffico verso la peggiore colonia o barrio del centro sud, la rinomata doctores.
      Seratina!
      Ciao, Fabrizio

  13. caro fabrizio, è davvero interessante leggere il tuo ” modo di vivere”, a me piacerebbe ma purtroppo il senso del dovere,di appartenenza, il legame con le mie origini mi tarpano le ali. Per te com’è stato mollare tutto? Hai avuto incontri che ti hanno cambiato la vita?

    • Ciao Gessica, è lunga da spiegare ma ti posso dire che non è mai facile cambiare e tantomeno così “radicalmente”. A me è successo piano piano, a tappe così è come se non te ne accorgessi e ti abitui lentamente anche ai fattori sgradevoli e negativi per esempio di una città come questa o della eterna precarietà delle cose (tutte!). Se ti va scrivimi pure alla e-mail che è lì su da qualche parte! Ciao, Fabrizio

  14. Ciao Fabrizio, complimenti per il blog l’ho trovato molto accattivante e ricco di spunti interessantissimi.

    Io sono una tarantina bocconiana pentita scappata a Londra. Se passo da quelle parti ti faccio un fischio!

    Ti consiglio di dare un’occhiata al blog ti un mio amico, sono sicura che ti piacera’.

    http://cipayoenlondres.blogspot.com/

    Buona serata.

    Claudia

  15. Ciao Claudia, mi fa piacere che ti sia piaciuto il blog, da quanto sei a Londra? Sto dando un’occhiata anche al tuo intanto! Mi permetto. Se ti va ci sentiamo per mail, ad ogni modo, qui come diciamo todos son bienvenidos, se decidi di fare un giro. Io Londra nemmeno la conosco ancora, pensa, ma prossimamente…
    Ciao, Fabrizio

  16. Complimenti veri.
    Non condivido quasi nulla delle tue analisi politiche ed economiche ma leggo sempre con piacere i tuoi posts (articoli?) apprenzandone la serietà e capacità di analisi.
    In bocca al lupo per tutto.
    Francesco Mari a.k.a. Marish

  17. Ciao Francesco e grazie per l’onesto apprezzamento. Se hai voglia mi dici poi che cose non ti quadrano, mi fa sempre piacere capire se ci sono imprecisioni o altre visioni sull’America Latina e sulla vita (ancora meglio). Crepi il lupo quindi e a presto.

  18. Hola!!! Sono Damiano, di roma, sposato con una bella e simpatica chilanga zona viaducto tlalpan…complimenti per il blog potrei anche definirti il mio eroe ;-)….adesso viviamo in italia ma il progetto è di venire a vivere in messico in poco tempo..dato la nostra passione per il mare siamo stati in molti posti tipo baja california, riviera maya acapulco ecc..(oltre all’incantovole chiapas, e varie roviene..)…e tra i tanti posti abbiamo concentrato le nostre forze su tulum che a quanto pare con la costruzione dell’aereoporto a breve crescerà(spero insieme al capitale da me investito) permettendoci di poter stare in messico tranquillamente…sai avrei bisogno di chiederti alcune cose se posso permettermi di usare la tua mail….grazias a presto

  19. Ciao Damiano y mucho gusto a los dos, certo se vuoi scrivimi e siccome sono in Italia ti posso passare il mio cellulare per mail! A presto. Fabr.

  20. Certo fabrizio inviami pure il numero cosi parliamo a voce….sei molto gentile grazie

  21. Ciao Fabrizio, leggo da un po’ i tuoi pezzi su Carmilla, oggi ho fatto un giro sul tuo blog.
    Ho sempre avuto ammirazione per chi “molla tutto e cambia vita”, ancora di più e mista a simpatia per chi lo sa raccontare in modo così scanzonato e pur preciso, pennellando scorci di emozioni e paesaggi.
    Fantastico l’ultimo pezzo su Milano!
    Se un giorno dovessi capitare dalle tue parti cercherò senz’altro di incontrarti!

    con simpatia

    Danilo

  22. Ciao Danilo, oh grazie mille, mi fa piacere che apprezzi il blog. Poi va beh, a volte credo che ci voglia molto coraggio anche a stare in Italia (credo che come dicono i Caparezza un eroe e’ chi lavora e si fa il mazzo lassu’) e mi chiedo se ci tornero’ o no quando finiro’ questo ciclo di studi e lavori tra un po’….comunque ci sentiamo sicuro se passi da qui o, d’estate, a Milano…un abrazo!

  23. Ciao Fabrizio
    sono Giuseppe e stiamo organizzando un giro di proiezioni in Mexico!
    ho visto il tuo blog e ho pensato che potessi essere interessato al progetto: http://www.nomadica.eu – ho provato a scriverti all’indirizzo di yahoo, ma niente. scrivimi al mio indirizzo quando puoi!! gracias !!

  24. Ciao
    Io radico con famiglia mexicana in Italia, ma siamo spesso in Mexico, ti lascio un link meglio di tante parole.
    http://skatofix.wordpress.com/category/mexico/

  25. ciao Fabrizio, complimenti per il sito, sono un po di mesi che sto dando un occhiata… ora sono a mahahual in quintana roo a 2 ore nord di chetumal, sono qui da un amico che ha un bar e mi sto godendo un po di caraibi dopo 2 anni e mezzo di piovosa irlanda.. sono 5 anni che sono via dall’italia avendo vissuto tra australia sud est asiatico e irlanda.. purtroppo a differenza di te, io partii senza grandi progetti o idee chiare.. mi sono adeguato a fare un po di tutto.. ma ora sono deciso a fare un’esperienza a citta del messico, mi piacerebbe trovare un appartamento o una stanza e provare a viverci un mesetto per imparare lo spagnolo e magari riesco a trovare anche qualcosa da fare… mi chiedevo visto che tu sei li da un po.. se mi sai dare qualche dritta su dove cercare per stanze o appartementi in affitto.. ti ringrazio in anticipo.. spero troverai il tempo di leggere:-)

  26. Complimenti e grazie per aver pubblicato il video sottotolato Food Inch!

  27. Ciao Davide, quel video in Italia e rispetto al mio blog è molto visitato, infatti credo sia molto utile! Non c’è di che! (e un grazie anche a Clara che ha fatto i sottotitoli)!

  28. Caro Federico, bella Mahaual, ci son stato nel 2008, sperduta ma affascinante, se passi da qui mandami una mail o avvisami qui, vediamo come fare. Ciao, fabrizio

    • Ciao Fabrizio, ho fatto il biglietto per citta del messico per il 10 di gennaio, ora mi sto informando un po per l’alloggio, credo che andro a stare a condesa, magari ti faccio uno squillo quando arrivo e andiamo aberci una tequila;-)
      Buon anno…

  29. Ciao Fabrizio
    davvero completo e ricca la descrizione di chi sei, cosa sei e di chi sei..
    complimenti,
    ma io lo sapevo già che eri un grande…
    Bravissimo, ci sentiamo presto…come sempre…

    Abbracci
    michele

  30. Hi,
    My name is Jack, I am the manager of a tourism company,
    I am interested in your site: lamericalatina.net I would like to offer you a link exchange between the home page of our sites. If you are agree, I can send you a list of sites from which you can choose where we will put your links.
    Good-bye. I am waiting for your answer.
    Jack
    E-mail: jack.smitsh@gmail.com
    jac.smitsh@gmail.com

  31. Ciao Fabrizio,
    ti leggo da parecchio oramai, diciamo dai tuoi primi articoli su Carmilla. Complimenti davvero, per quanto io abbia la fortuna di non avere la dote della scrittura trovo che hai sguardo e penna attenti a quel che succede in Messico.
    Sono un emigrato nel Monstruo anch’io (ándale, pues), e proprio per questo apprezzo particolarmente i pezzi sul DF. A dir la verità, a leggere i tuoi interventi su Carmilla e le puntate di Radical Shock di Mastrogiovanni – e vivendo da due anni qui, chín – ho come il sospetto che un certo tipo d’emigrato italiano abbia una predisposizione in comune a farsi affascinare da alcune caratteristiche. Magari scopro l’acqua calda…
    In realtà ti scrivo soprattutto per comunicarti la più sincera ammirazione per il coraggio e spregiudicatezza ad andare in moto nel df ( al cui confronto Tepito e Santa Martha sembrano luoghi per cronisti di Leggo) . Io ho una bici benotto comprata fin dai primi mesi del mio arrivo, ma ancora non mi azzardo a oltrepassare i limiti della colonia. Forse non me la sento di rivedere gli stessi occhi che la mia compagna ebbe nel sentirsi dire che andavo a comprarla.

    Spero di poterti continuare a leggere a lungo. Il tuo è un lavoro di informazione prezioso.

    Simone

  32. Ciao Simone, grazie del tuo bellissimo messaggio e le esperienze che condividi. Scrivimi alla mail di Yahoo, son stato fuori dal DF per un po’ ma ora son tornato! Un abrazo ka, Fabrizio (anch’io prima del motorino e poi la moto avevo una bici ma dopo due botte con mini cadute causate dalle macchine e un furto nel parcheggio del super ci ho rinunciato e con la moto va molto meglio!).

  33. hey Fabry sono Serena dopo aver viaggiato un pò per l’America andina son tornata a Napoli e mi sto laureando in Relazioni internazionali e diplomatiche,la mia idea sarebbe discutere una tesi sulle politiche in America Latina,e magari proseguire gli studi sul settore, tu sapresti consigliarmi magari qualche libro o articolo sulla questione?un abrazo!

  34. Ciao Serena, mandami una mail! fabriziolorusso at yahoo it

  35. icittadiniprimaditutto

    Ciao, volevo chiederti se vuoi inserire un banner/link del mio blog nel tuo blog.

  36. Ciao Fabrizio, è tanto che non accedo al tuo sito, ma sicuramente ti ricordi di me per via di una nostalgica nota sul Chavo del 8 e sulla bandiera messicana che hai pubblicato. MI fa piacere che molta gente condivida le proprie esperienze del Continente desaparecido e che ci siano molti laureandi intenzionati a dare tesi latinoamericane. Tra poche settimane raggiungerò el monstruo e la mia famiglia che ormai “es mi familia”. Sono sedici anni che viaggio per questo incredibile paese e tutte le volte è la stessa emozione. Alla fine mi riduco a fare sempre le stesse cose, persino quello che metto in valigia, i miei quattro panni, sono sempre quelli, lisi e provati anche loro da tante ore di viaggio. Sono sedici anni che finisco al d.f. e ormai faccio qui casa. Vivo a Roma, con una bella moglie messicana e una figlia. Loro son già là, davanti un fumante pozole, stretti dal calore di amici e parenti: quel calore umano che non sa di luogo comune e di cui non fa vergogna parlarne. Mi son sempre chiesto perchè questo paese mi abbia tanto preso il cuore e perchè incontri sempre gente che ne vuole parlare, discutere, criticare. Perchè sia sempre un terzo o un secondo posto, perchè sia sempre un qualcosa di sporco, confinato a sud di quella barda nordamericana e perchè se ne parli spesso troppo poco e male. Perchè abbondi una ignoranza di fondo e una cattiva considerazione, un’indifferenza becera e stereotipata dei media italiani ed europei. Persino la “tentata” elezione del presidente Peña Nieto, falsa quanto le schede scrutinate, non è riuscita a scalfire questa scorza di indifferenza che la nuova generazione dei giornalisti alimenta di pregiudizi e di vuote parole. Per loro Messico vuol dire ancora H1N1, punto. A noi invece piace così, come lo descrivi tu attraverso le immagini senza filtro del tuo blog. E questo paese mi appare bello e fiero come il suo sole, che apre le coltri dense di nubi del Popo al mattino. Come la prima volta.

    • Ciao Jacopo, mi ricordo eccome. Mi fa sempre piacere ricevere commenti sul Messico vissuto e sentito. Sono tornato da pochissimo dall’Italia, mandami una mail, così riusciamo a vederci qui magari!

  37. Ciao Fabrizio, purtroppo non ci s’è visti al Monstruo. Tu ritornavi ed io partivo di nuovo per Roma. Quest’anno mi sono nuovamente immerso in un tour estivo nell’area della grande civiltà Maya. Fatto tappa a Mérida, in delizioso albergo coloniale che si chiama Casa de las Columnas, abbiamo passato una bellissima giornata a Progreso e poi Chichén Itzá (terza volta ma quest’ultima con mia figlia). Anche se troppo ricolma di turisti, resta sempre affascinante ed è nelle mie intenzioni future fare (sono anni che ci penso) un archeo-viaggio con mezzo su gomme con tappe a Uxmal, Dzibilchaltún, Bonampak, Labná etc… purtroppo il tempo a disposizione è sempre poco. Sono appassionato d’archeologia. A volte mia moglie deve sottrarmi da fantasticherie Chaterwoodiane, perchè passerei giornate intere tra quelle rovine. Non c’è viaggio in Messico che non preveda un ritorno tra le rovine di quelle misteriose civiltà. Lo ammetto, ogni anno dedico pure una decina di giorni al mare, ma come evitarlo? resto rapito come sempre dalla lunga lingua di sabbia bianca di Akumal, nello stato del Quintana Roo, dove vorrei finire il resto dei miei giorni, magari davanti alle bianche rovine di Tulúm. Lo stato del Quintana Roo resta un meraviglioso incanto se non si finisce a Cancún, che ormai si proclama un piccolo enclave statunitense insieme a Cabo San Lucas in BCS, che non ha più l’autenticità del nostro amato Messico (colpa di Hollywood e dei dollari). Rileggo “La polvere del Messico” e non ritrovo quelle belle atmosfere descritte nel suo libro da Pino Cacucci. Son passati vent’anni e il virus del NAFTA si fa vedere.
    Tornando al Monstruo, ti segnalo un’incantevole mostra di artigianato latinoamericano, in calle Madero e un’altrettanta bellissima sul cinema degli anni ’40 messicano, sempre in centro, con belle foto di Cantinflas, di Tin Tan e dell’intramontabile Pedro Infante. Sono stato in agosto e, nonostante la proroga delle mostre non so se siano ancora in esposizione.
    Città del Messico mi ha accolto come sempre con la sua gamma di puzze e di odori di tutti i tipi, di colori forti spenti sulle case al tramonto, di quella bella “pipiolera” di gente dal cuore grande, anche nelle piccole cose. Mi sono lasciato cullare, divertito come un bambino a passeggio sul mio triciclo ideale. Non m’importa cosa se ne dica di questa città: per me è bellissima, suggestiva, triste quanto basta e autentica. Anche quando si prende el metro e c’è l’hora pico…
    Vorrei che a questo paese e soprattutto ai messicani restituissero un po’ di dignitosa onestà e un suffragio popolare senza sorprese nè brogli. Loro, i poveri, i dimenticati, i tanti che brulicano già dalle prime ore del mattino, i sempre sorridenti chilangos, se lo meritano, come tutti gli altri messicani comuni, che sono l’anima vera di questa grande fetta di continente latino. E non certo Peña Nieto.
    Un saluto, qui da Roma, dove l’autunno è alle porte e piove. Penso ad Akumal, alle sue spiagge, al suo caldo inebriante e a tante piccole tartarughe viste nascere su quelle spiagge. Spero abbiano trovato la strada giusta, nel grande cuore dell’oceano.
    Ciao Fabrizio.

  38. ciao, vorrei sapere quando vieni in Italia, sono referente di un centro interculturale che potrebbe ospitarti per presentare un libro, parlare de la santa muerte e/o altro. Mi trovi a Pavia e a questo indirizzo: zaira.mzz@gmail.com A presto! Zaira

  39. Davvero un ottimo lavoro,Fabrizio,complimenti

  40. Grazie blogdinicoladibari…

  41. Leonardo Licheri

    Ciao Fabrizio, volevo dirti grazie per la serata straordinaria di ieri a Pavia, la presentazione del tuo libro sulla Narcoguerra e il reportage sulla Santa Murte. Non mi capitava da tantissimo tempo di uscire da un’iniziativa pubblica arricchito e con la voglia di saperne di più. Spero di avere di nuovo occasione di fare due chiacchiere con te. Buon lavoro… e vai a vedere San Bernardino alle Ossa 😉

  42. Grazie Leo, piacere mio, davvero, e non scordero’ San Bernardino (e le ossa). A presto!

  43. Salve, sono una studentessa dell’istituto CIELS di Padova, volevo complimentarmi per il coraggio e la spontaneità nello scrivere. Sono rimasta molto colpita dal libro Narcoguerra e mi interesserebbe tradurne delle parti in spagnolo per la mia tesi finale. Se può confermarmi che il libro non è già pubblicato in spagnolo gliene sarei grata. Un saluto, Vanessa

  44. Si’, certo nessun problema!

  45. complimenti fabrizio, ti leggo con grande piacere!

  46. Cibo Fabrizio! Sono un amico studentessa del corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche, essendo appassionata da sempre dall’America Latina mi piacerebbe chiederti qualche consiglio per quanto riguarda il mio futuro universitario però non riesco a trovare la tua mail…

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