PEREZ GALLO

Sono nato a Milano (mio malgrado) appena in tempo per godermi gli ultimi giorni della guerra fredda.

unibosgmDopo un’infanzia e un’adolescenza da interista sfegatato e da boy scout, ho deciso di dedicarmi a quello che di natura più mi si addiceva: la Storia, disciplina in cui mi sono laureato in triennale alla Statale di Milano e in specialistica all’Alma Mater di Bologna. Tesi rispettivamente sulla mafia siciliana dal latifondo al “Sacco di Palermo” e sul neo-liberismo in Messico.

Gli anni bolognesi mi hanno offerto anche un trampolino di lancio per il Nuovo Mondo: due scambi accademici rispettivamente all’Università di Santa Cruz in California e a Città del Messico.

In seguito, dopo un breve periodo a lavorare per la mafia della cooperazione “rossa” del bolognese, ho deciso che era definitivamente l’ora di tagliare la corda.

E così, dall’agosto 2016, sono nella capitale messicana, a fare un dottorato in studi latinoamericani all’UNAM.

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In tutto questo, un percorso politico carambolesco mi ha portato prima, con il movimento dell’onda, a liberarmi della mia zavorra catto-comunista; poi, arrivato a Bologna, mi ha avvicinato ai temi della sovranità alimentare. Il Messico ha fatto il resto…

Parallelamente, ho coltivato una certa passione per il giornalismo (non per i giornalisti). Dall’esperimento giovanile di un giornalino milanese, a un lungo ma altalenante tentativo di fare il free lance, per approdare finalmente a questo blog.

Tra i siti o giornali in cui ho scritto: CarmillaOnline, Comune-info, Il Manifesto, Euronomade,  Vice-News Italia, Linkiesta, Giap.

Argomenti spesso legati al Messico ma, fortunatamente, non solo….

foto-biciPassioni, interessi, gusti, feticismi e nostalgie: i portici di Bologna, i film di Sergio Leone, la nueva canción chilena, la Rivoluzione cubana, L’Avana, Napoli, il Napoli di Maradona, il sincretismo religioso, i tacos de la señora de calle Regina, le canzoni di Max Pezzali, la teoria della dipendenza, l’ironia stupida, la provocazione, le chiacchierate estenuanti (con buona pace degli interlocutori), la cumbia e la salsa (se le sapessi ballare), la montagna, la bicicletta (a Città del Messico un po’ meno), la storia d’Italia, la zuppa di pesce, le grigliate, il mezcal, gli amari, la festa.

Sani odii e mal sopportazioni: le frontiere, gli hipsters messicani de la Condesa, gli hipsters italiani renziani, i cocktails, Milano, la solitudine, il perbenismo, le pulizie di casa, settarismi e celodurismi, il sistema di accoglienza per migranti, la pizza hawaiana (con prosciutto e ananas, la più amata dai messicani), i luoghi comuni, i non luoghi, il lavoro.

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