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“Carta aos companheiros” de Cesare Battisti

BattistiNella rivista brasiliana Revista Fórum è uscita la traduzione al portoghese della lettera scritta da Cesare Battisti ai compagni, pubblicata prima su Carmilla Online e poi, con commento, su Infoaut. Buona lettura.

Na revista brasileira Revista Fórum saiu a tradução ao portugués da carta escrita pelo Cesare Battisti aos companheiros, publicada primeiro em Carmilla Online e depois, com comentário, em Infoaut. Boa leitura.

Publicamos essa carta de Cesare Battisti dirigida aos companheiros porque acreditamos que é importante seguir discutindo esta questão mastigada, regurgitada e completamente esquecida pelas mídias. Achamos que é necessário reconhecer o contexto onde a “confissão” do Battisti aconteceu, após anos da construção de um bode expiatório e da auto-absolvição [1] total da sociedade italiana sobre as questões dos anos setenta, com a vontade, mais uma vez, de exorciza-los para negar que alguma vez tenham existido.

Este horrível espetáculo pornográfico produzido no seu retorno a Itália, numa Itália sem história, serve como um ensaio do quanto a imagem de “último dos moicanos [2]” foi colocada sobre ele apenas para reforçar a narrativa dominante.

Entretanto, depois de tudo, Cesare Battisti é apenas um proletário que escolheu opor-se ao capital com as ferramentas e os recursos que possuía, e que, pelos amargos caminhos do destino, foi catapultado no proscênio da propaganda capitalista sem trair a ninguém, a não ser a ideia que muitos tinham sobre ele – De que estaria se dissociando? De um processo político e social terminado há quase trinta anos? Outras foram as dissociações em tempos bem mais tumultuados [3]. Uma abjura fora do tempo é, pelo menos, muito mais humana que alguém que de oprimido virou carrasco.

Leia a carta

Me perguntaram se era verdadeiramente necessário assumir as responsabilidades políticas e penais frente à Procuradoria de Milão? Me pergunto – qual necessidade move aqueles que fazem esta pergunta? Porque, se eu soubesse exatamente o que esperavam de mim, seria muito mais fácil me colocar no lugar deles e talvez encontrar alguma boa justificativa, o que seguramente não falta, para duvidar da minha própria decisão.

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Comunicato della piattaforma PIRATA a EZLN, CNI, CIG, Sexta nazionale e internazionale/Comunicado de la plataforma PIRATA para EZLN, CNI, CIG, Sexta nacional e internacional

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(foto di Nodo Solidale)

All’ Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Al Congresso Nazionale Indigeno
Al Consiglio Indigeno di Governo
Alla Sexta Nazionale e Internazionale

Oggi 19 agosto 2019, come Piattaforma Pirata, salutiamo con gioia e entusiasmo collettivo la nascita dei nuovi Centros de Resistencia Autonoma y Rebeldia Zapatista nei territori autonomi del Chiapas ribelle.

Consapevoli che questa nuova fase dello zapatismo sia il frutto del lento lavoro politico e organizzativo delle comunità resistenti, che da oltre 25 anni resistono in basso e a sinistra contro la ricetta di sfruttamento, distruzione e morte che giorno dopo giorno impone l’ idra capitalista, rinnoviamo il nostro impegno a continuare a camminare insieme e a tentare di tessere percorsi di autonomia che ancora sconvolgono l’ordine esistente.

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En Bolonia desalojo violento de histórico centro social. Comunicado del Nodo Solidale

xm desalojo 2De Nodo Solidale

A todas las luchas, los movimientos y las organizaciones hermanas,

En la ciudad italiana de Bolonia, en estos momentos (a partir de las 5:30am locales) se está llevando a cabo un desalojo policiaco-militar del espacio social XM24.

XM24 es un espacio ocupado y autogestionado desde el año 2002 en la “Bolognina”, un barrio popular, obrero, migrante y estudiantil de Bolonia donde desde hace unos años grandes intereses económicos (constructoras, bancos, centros comerciales) están llevando adelante, por medio de sus “capataces” de la administración municipal, un enorme proceso de gentrificación y de “limpieza étnica” hacia la población pobre, proletaria y de origen extranjera.
A pesar de ser gobernada por la oposición que hasta hace unos tiempos se consideraba de “centro-izquierda”, la política ciudadana del partido demócrata (PD) está perfecamente en línea con las políticas racistas, de extrema derecha y de supremacía blanca de los fascistas de la Liga Norte, que gobiernan el país, y de sus aliados Donald Trump, Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu, Victor Orbán y Jair Bolsonaro.
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Quando la democrazia muore lentamente. Recensione de “Democracia em vertigem” (Netflix)

foto Lula.pngDi Dario Clemente

In un periodo in cui il noto distributore di contenuti audiovisuali sembra impegnato in una guerra fredda attualissima, occupandoci, e preoccupandoci, le serate con evil russians di ogni tipo (Stranger Things, Chernobyl, Trozky), così cattivi da essere francamente noiosi, vero peccato mortale, il film brasiliano di denuncia “Democracia em vertigem” viene a scompaginare le carte. Produzione propria uscita da un paio di settimane, ci ricorda che Netflix è anche una piattaforma per operazioni coraggiose, come “Sulla mia pelle”, film sugli ultimi giorni di Stefano Cucchi che nessun altro voleva distribuire.

Breve riepilogo (2 ore) per coloro che non fossero stati attenti alle altre disgrazie gialloverdi, quelle brasiliane, ma anche a chi si fosse legittimamente perso per strada data la quantità di trame e personaggi degna di una soap opera, anzi, di una telenovela, il film della giovane Petra Costa andrebbe visto come contrappunto ideale della serie “O mecanismo” (sempre su Netflix), prodotto formato “Carabinieri” su una pulitissima ed eroica Mani Pulite brasiliana che non è mai esistita. Qui invece si adotta il punto di vista di un militante di sinistra, lei stessa, figlia di due agitatori politici che hanno trascorso gran parte della dittatura (1964-1985) in clandestinità. Organizzando la struttura narrativa attorno alla metafora di una giovane democrazia brasiliana in bilico, giovane come lei, che nel 2002 ha potuto votare per la prima volta e festeggiare l’inatteso successo dell’ex leader sindacale Lula da Silva, la Costa riesce a far accomodare da subito lo spettatore al focolare di quello che è prima di tutto un dramma personale e famigliare. Dopotutto Petra si chiama così in onore di un compagno di militanza dei genitori, assasinato da un commando durante la dittatura.

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Logistica e America latina: spazi, flussi, lavoro

Lo scorso 11 giugno, si è tenuta nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna una conferenza a tema Logistica e America latina. Riportiamo qui di seguito la locandina dell’evento, gli abstract dei contributi e i video integrali degli interventi. Buona lettura! (I video integrali sono incorporati di seguito nel post)

Da Into the Black Box

11 giugno 2019, ore 16:30

Sala Riunioni, Dipartimento delle Arti, Università di Bologna

Piazzetta Morandi 2

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Da quando, negli ultimi anni, diversi contributi hanno posto l’accento sulla dimensione “logistica” del capitalismo contemporaneo, intesa come un insieme di trasformazioni della spazialità, del lavoro, dell’organizzazione della produzione e della circolazione globali e delle cosiddette suppy chains, ci siamo resi conto che la maggior parte delle analisi, dei casi di studio, dei dibattiti o delle biografie degli stessi autori coinvolti vertevano o sulle trasformazioni nelle città, nei porti o negli hub d’Occidente o sulle nuove tendenze di affermazione di una globalizzazione “con caratteristiche cinesi”, fondata sui mastodontici progetti infrastrutturali della Nuova Via della Seta e sulla proliferazione su scala globale delle Zone Economiche Speciali.

Da lì la nostra intenzione di “decentrare” ulteriormente lo sguardo verso la trasformazione in senso logistico delle “periferie”, e in particolar modo dell’America latina: una regione che, mentre rafforza sempre più alcuni aspetti tradizionali della “dipendenza” come la vocazione esportatrice di materie prime e la ri-primarizzazione dell’economia, assiste allo stesso tempo a trasformazioni che vedono l’affermarsi di logiche sempre più brutali di “annichilamento del tempo con lo spazio”, e l’emergere e il moltiplicarsi di “zone” privilegiate per il flusso di merci e capitali globali, come le enclave informatiche, i porti e le stesse città globali, con articolazioni inedite tra nuove e vecchie forme di precarietà, di informalità e di “capitalismo di piattaforma”. Tutto ciò, mentre una riconfigurazione degli assetti geopolitici e della stessa lotta di classe incide, si articola e in molti casi resiste all’imporsi di questa “razionalità logistica”.

In questo seminario, contributi diversi si proporranno di dialogare tra loro a partire dall’analisi degli effetti che queste trasformazioni hanno sugli spazi (dalla pianificazione-gestione di giganteschi corridoi logistici, a quella di territori concreti come i mercati metropolitani o le comunità indigene), sul lavoro (con inedite modificazioni nelle forme del tradizionale super-sfruttamento di queste economie dipendenti portate dalle migrazioni, dall’aumento del lavoro informale e da quello di piattaforma) e sulla produzione di soggettività (dagli indigeni alle donne alle popolazioni “marginali” urbane) in America latina.

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11.000 omicidi: Il Messico insaguinato di Obrador

https://www.ondarossa.info/sites/default/files/img/2019-05/ni-una-menos.jpgDa Radio Onda Rossa

Le compagne e i compagni del collettivo Nodo Solidale ci aggiornano e offrono un’analisi sulla situazione in Messico dopo i primi 4 mesi dalle elezioni di Manuel Lopez Obrador, del partito Morena parte dello schieramento della sinistra messicana, che ha tradito ogni aspettativa di un Messico pacifico.

Si assiste invece a una guerra per la conquista dei territori scatenata violentemente dai gruppi dei Narcos e mercenari che agiscono con funzioni paramilitari contro le resistenze, seminano il terrore soprattutto nelle campagne e, sgomberando i territori, permettono i grandi progetti estrattivisti.

Qui i tre audio.

#AvenidaMiranda Puntata 54. Honduras, il Copinh denuncia: “Tentativo di infangare la memoria di Berta Cáceres”

Berta-Caceres16 mag – Questa puntata di Avenida Miranda non è il solito approfondimento ma l’inizio di una campagna internazionale di denuncia. Intervistate da Pérez Gallo, Francesca Gargallo e sua figlia Helena, amiche strette dell’attivista honduregna Berta Cáceres, assassinata poco più di tre anni fa da sicari dell’impresa Desa (Desarrollo Energético Sa), e di sua figlia “Bertita”, che ha raccolto l’eredità della madre alla guida dell’organizzazione lenca Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras) denunciano reiterati tentativi da parte del governo honduregno golpista di Joh (Juan Orlando Hernández) e di Desa di gettare fango la figura di Berta con un discorso profondamente moralista e sessista contro la condotta privata dell’attivista honduregna. Le azioni sporche di questo governo e di quest’impresa criminali avvengono attraverso l’uso di una società di avvocati, Amsterdam & Partners, che in passato ha portato avanti per conto del presidente turco Erdogan le inchieste contro il suo nemico politico Fetullah Gulen, che hanno contribuito a creare le condizioni per l’autogolpe con cui il presidente turco è diventato dittatore di fatto.

Hashtag della campagna: #BertaVive #CopinhSigue #JusticiaParaBerta #CapturaALosAutoresIntelectuales #3AñosSinJusticia #FueraJOH

Qui il PODCAST!

 

#AvenidaMiranda Puntata 52. Tarifa zero: la lotta contro il caro trasporti nel Brasile di Bolsonaro


18 apr. – Questo giovedì Avenida Miranda torna in Brasile, con un’intervista di Pérez Gallo ad Annie, italo-brasiliana di fatto, italiana residente nella città di Belo Horizonte da molti anni. Annie milita nel movimento Tàrifa Zero, che da anni lotta contro gli alti prezzi dei trasporti pubblici nelle città brasiliane, e ci racconta il problema storico della mobilità popolare in Brasile, che nel 2013 è esploso in una ribellione su scala nazionale, e delle difficoltà di continuare la lotta nella fase autoritaria attuale.

Qui il PODCAST!