Archivio dell'autore: perezgallo

Venezuela: La disputa è per i territori. Ripensare un progetto di emancipazione, in tempi molto difficili

Da Rebelión

Di Emiliano Terán Mantovani

Traduzione di Daniele Benzi

venezuela 1Già da settimane si annunciavano turbolenze in Venezuela a cominciare da gennaio con l’insediamento dell’Assemblea nazionale e l’inizio di un incerto periodo presidenziale per Nicolás Maduro (2019-2025). Ancora una volta, saltano alla vista una serie di mosse politiche e geopolitiche di breve e medio termine, movimenti, alleanze e decisioni che ravvivano le tensioni già esistenti creando nuovi punti di inflessione e cambiamenti di scenario. La drammatica progressione del disastro economico e la decomposizione politica e istituzionale del paese, sommandosi ad un panorama internazionale ostile, ci conducono verso un periodo di volatilità molto maggiore rispetto a quello già di per sé di forte conflitto del 2017.

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Confine Guatemala-Massico: le carovane sfidano ancora una volta le frontiere

Di Nodo Solidale

carovana foto.jpgLa  carovana migrante é riuscita a passare il confine fra Guatemala e Messico fra la notte del 17 e la mattinata del 18 gennaio. É la prima del nuovo anno.

Composta da 7.000 persone di cui la maggior parte honduregni e salvadoreñi, quella che ormai é la terza carovana migrante dall’autunno del 2018, ha attraversato Honduras e Guatemala in 4 giorni di marcia serrata. É riuscita, prima, a sfondare le barriere fra Honduras e Guatemala, dove si sono registrati scontri sul confine e lanci di lacrimogeni da parte della polizia guatemalteca, poi, ha proseguito verso Tucun Uman ottenendo di passare la frontiera Guatemala-Messico senza che si verificassero incidenti con polizia, esercito e marina presenti sul valico.

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Sull’arresto e la consegna express di Cesare Battisti: il “regalo” di Evo Morales a Salvini… e al “fratello” Bolsonaro

di Pablo Stefanoni

da La Diaria

battisti fotoCominciamo dalla fine: domenica 13 gennaio, un aereo con agenti di polizia e dell’intelligence italiana è atterrato all’aeroporto di Viru Viru, a Santa Cruz de la Sierra, per prendere Cesare Battisti. L’attuale scrittore è stato un membro del gruppo armato di estrema sinistra Proletari Armati per il Comunismo (PAC) operante durante gli “anni di piombo” italiani e condannato all’ergastolo in Italia per quattro reati, due come autore materiale e due come complice. È arrivato all’aeroporto militare di Ciampino alle 11.36 di lunedì. Ad attenderlo c’era il ministro dell’Interno e leader del governo italiano Matteo Salvini, un neofascista che fa parte dell’asse xenofobo trumpiano molto spesso criticato dalla Bolivia.

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Codedi: dateci le case. Tutto il resto ce lo prendiamo da soli

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Quando nel 1998, nella Sierra Sur della regione di Oaxaca, un gruppo di famiglie con l’obiettivo di opporsi alla devastazione del proprio territorio da parte delle imprese e del governo, fonda il CODEDI (Comitè en Defensa de los Derechos Indigenas), nessuno immaginava che nel giro di dieci anni i propri figli avrebbero potuto vivere, studiare ed esprimersi attraverso il teatro in uno stadio costruito dall’organizzazione, nè che quel comitato si facesse organizzazione popolare e il CODEDI diventasse un punto di riferimento nel panorama politico messicano ed internazionale.

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#AvenidaMiranda Puntata 45. Prima i messicani?

avenida-miranda-prima-i-messicani13 dic. – Da settimane più di duemila migranti centroamericani vivono ammassati in accampamenti di fortuna nella periferia di Tijuana. Sebbene la loro situazione inizi a migliorare, le tensioni con la popolazione locale hanno assunto forme che suonano di già sentito. “Prima i messicani”, “tornate a casa vostra” sono gli slogan che si alzano dalla marcia contraria ai migranti, organizzata dai cittadini di un’area urbana che proprio sulla vicinanza al confine ha costruito la sua fortuna.
Caterina Morbiato, antropologa e blogger di lamericalatina.net, ha seguito da vicino la realtà di Tijuana e della “carovana migrante”, e ne parla assieme a Marco Dalla Stella in questa puntata di Avenida Miranda.

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Block the box. Logistica, flussi, conflitti. Recensione

A sei mesi dall’uscita del numero 46 della rivista di storia della conflittualità sociale Zapruder, vi proponiamo l’introduzione all’intero numero intitolato “Block the box. Logistica, flussi, conflitti” e il contributo del nostro redattore Pérez Gallo con una recensione multipla al libro di Deborah Cowen The Deadly Life of Logistics e a un paio di saggi del sociologo uruguaiano Alfredo Falero.

Zap-46_prima.jpgBlock the box. Logistica, flussi, conflitti

Nel momento in cui, dopo decenni, la “globalizzazione” del comando capitalistico attraversa un processo di ristrutturazione profondo, è necessario individuare nuovi punti di vista, nuove strategie e riferimenti per indagare le mutazioni che contrassegnano il nostro presente. Questo numero di «Zapruder» adotta gli “occhi della logistica” per muoversi in questa direzione, focalizzando l’attenzione sul dibattito critico riguardo a flussi, confini, infrastrutture e conflitti che costellano lo scenario planetario, tra circolazione delle merci, trasformazione del lavoro, nuove spazialità e inedite configurazioni temporali. Si parla dunque di vecchie e nuove Vie della seta così come dell’avveniristica Hyperloop per viaggi di terra a mille chilometri orari, di rider delle piattaforme digitali così come di processi di sciopero nella megalopoli padana dell’ultimo decennio. Si ascoltano le voci di studios* che adottano il paradigma logistico per interpretare le trasformazioni dei sistemi produttivi e dei modelli migratori, così come si parla di una chiave genealogica per leggere le mutazioni capitalistiche e l’emergere di nuove soggettività.

Un caleidoscopio di tracce per provare a interpretare il nostro tempo… in vista di una sua trasformazione.

Recensione multipla

di Pérez Gallo

Deborah Cowen, The Deadly Life of Logistics: Mapping Violence in Global Trade, Minneapolis, University of Minnesota Press, 2014, pp. 238, euro 27,85.

Alfredo Falero, La expansion de la economía de enclaves en América Latina y la ficción del desarrollo: siguiendo una vieja discusión en nuevos moldes, «Rivista Mexicana de Ciencias Agrícolas», vol. 1, 2015, pp. 145-157.

Alfredo Falero, La potencialidad heurística de concepto de economía de enclave para repensar el territorio, «Revista NERA», 18, n. 28, 2015, pp. 223-240. cowen

Lo sviluppo globale dell’infrastruttura logistica a tutti i livelli sta cambiando il volto del pianeta e, secondo sempre più analisti, rappresenta a tutti gli effetti la costituzione materiale della globalizzazione, se per costituzione formale si potevano intendere i diversi trattati di libero commercio proliferati su scala planetaria all’indomani della fine della guerra fredda. Porti, interporti, city logistics e logistics cities, corridoi, autostrade, zone economiche speciali (Sez), gasdotti, oleodotti, ferrovie formano sempre più l’intelaiatura delle supply chain globali, con forti ripercussioni sui tradizionali concetti con cui gli scienziati sociali degli ultimi due secoli si sono cimentati nel definire e descrivere il territorio, dalle logiche geopolitiche incentrate sullo stato-nazione, all’imperialismo, alle categorie di centro-periferia formulate dalla teoria del cosiddetto sistema-mondo. Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 44. L’Argentina ad un passo dal G20

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Foto di Kátia Dias

29 nov – A solo un giorno dal G20 di Buenos Aires la tensione è massima: una zona rossa di 20 km quadrati, un dispositivo militare enorme, tanto argentino come di paesi come Russia, Cina e Stati Uniti (questi ultimi con addirittura 800 soldati di stanza in Uruguay), una giornata dichiarata festiva e con il ministro degli Interni che ha espressamente invitato la popolazione ad “andarsene”. Il tutto in seguito a una settimana che ha visto due militanti del sindacato dell’economia popolare Ctep uccisi dalla polizia e il derby Boca-River rimandato per disordini. E in un paese che ormai da più di un anno è in mobilitazione permanente, contro un governo che ha fatto salire l‘inflazione e la svalutazione monetaria alle stelle di fronte al contenimento salariale, e che ha bocciato l’approvazione dell’aborto libero, sicuro e gratuito opponendosi al maggior movimento femminista al mondo. Di tutto questo il blog lamericalatina.net ne ha già parlato, però Avenida Miranda lo approfondisce con una puntata a cura di Pérez Gallo e la “new entry” Susanna.”

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L’Argentina a pochi giorni dal G20 e #NiUnaMenos

In questo pezzo vi proponiamo: un articolo dell’amico Alioscia Castronovo, giá uscito su Dinamo Press e che descrive il clima che si sta vivendo nella cittá di Buenos Aires a pochi giorni dal G20; una fotogalleria di uno dei due grandi cortei che hanno attraversato nella giornata di ieri la capitale argentina (quello femminista di NiUnaMenos, l’altra é stata una marcia in risposta all’assassinio, nei giorni scorsi da parte della polizia, dei militanti della Central de Trabajadores de la Economía Popular Rodolfo Orellana e di Marcos Soria); infine, il comunicato che hanno lanciato le donne curde in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, e che é stato rilanciao anche dalle compagne argentine.

Proteste, tensioni e forum mondiali: verso il G20 a Buenos Aires

di Alioscia Castronovo

da DinamoPress

Cinque immagini in movimento dalle giornate convulse a Buenos Aires a pochi giorni dall’inizio del G20 che inaugura il mese di dicembre tra proteste sociali e conflitti di piazza. Il Forum Mondiale del pensiero critico di Clacso, il controvertice e le mobilitazioni femministe, l’uccisione da parte della polizia di due lavoratori delle economie popolari ed un fine settimana caotico segnato dalle violenze e dal rinvio della finale di Coppa Libertadores.

La finale del mondo

«Avremo un G20 da gestire, cosa volete che sia una finale di calcio?»: così poche settimane fa aveva dichiarato la ministra della sicurezza Bullrich. Oggi esplodono le polemiche dopo la sospensione della finale tra River Plate e Boca Juniors a causa dell’assalto al pullman della squadra ospite e degli scontri.

Poche settimane fa addirittura il presidente Macri aveva sostenuto la possibilità di far partecipare tifosi ospiti alla finale (in Argentina sono vietate le trasferte ai tifosi, sia in campionato che in coppa) ed il superclasico di ritorno era stato anticipato a sabato 24 novembre per evitare la coincidenza con le giornate del G20.

Foto: La Vaca

Ma questo fine settimana la finale di Libertadores, la prima volta di River e Boca ribattezzata da queste parti del mondo la partita del secolo, non si è giocata.

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