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#AvenidaMiranda Puntata 21. Honduras: presidenziali in bilico, brogli elettorali, proteste e repressione militare

honduras
7 dic. – Oggi per Avenida Miranda una puntata speciale. Fabrizio Lorusso al telefono con il giornalista e corrispondente dall’America centrale Giorgio Trucchi, il quale si trova a Tegucigalpa per coprire le elezioni presidenziali in Honduras e la crisi che tiene in scacco il paese da quasi due settimane.
Il 26 novembre ci sono state le elezioni, il candidato di sinistra Salvador Nasralla, sostenuto dall’ex presidente Manuel Zelaya (deposto da un golpe nel 200), stava vincendo nettamente, ma poi una “caduta del sistema” ha dato la vittoria (ancora non ufficializzata) al presidente in carica José Orlando Hernández, uomo di Washington e delle oligarchie in Honduras. La gente protesta per le strade dal 27 novembre, ma il presidente ha stabilito uno stato d’eccezione, un coprifuoco di 10 giorni e ha militarizzato le strade. La polizia sciopera perché non vuole reprimere il popolo e ci sono stati già 14 morti, 13 dei quali per mano dell’esercito. Ne parliamo quindi con Giorgio Trucchi che ci spiega tutti i dettagli di questo “colpo di stato” elettorale e dei brogli in corso. Qui il PODCAST!
A questo link un’intervista con Manuel Zelaya.

#AvenidaMiranda Puntata 19. Fidel Castro e la Revolución cubana

Fidel-Castro-ph-flickr-Marcelo-Montecino-CC-BY-SA-2.0Il 25 novembre 2016, un anno fa, moriva a La Habana Fidel Castro Ruz, líder máximo della Revolución cubana. Nella puntata di Avenida Miranda di questa settimana i redattori di L’America Latina Nino Buenaventura e Pérez Gallo, con la partecipazione di Gimmi, ci restituiscono un po’ della sua enorme figura, alcuni aneddoti legati alla sua storia, qualche riflessione sulla fase attuale che attraversa l’isola e un breve racconto del viaggio da loro fatto a Cuba proprio l’anno scorso, a pochi giorni dalla morte del Comandante. Sul finire, propongono un omaggio a un altro barbudo, compagno di Fidel Castro, un personaggio meno noto di quel che meriterebbe: l’italiano Gino Doné.

Qui il PODCAST!

E qui  il #DiarioCubano fatto da Pérez, Nino e Gimmi un anno fa.

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Neoextractivismo y logística: pistas para una articulación de las luchas

 

singa

Texto presentado por Pérez Gallo en el Singa2017, VIII simpósio internacional de geografia agrária e IX simpósio nacional de geografia agrária en Curitiba, Paraná, Brasil, 1-5 de noviembre, al interior del grupo de trabajo “Minería, agroenergía y conflictos territoriales”.

Resumen

En este trabajo intento primero mencionar unas luchas a lo largo del mundo que se podrían resumir, a pesar de su heterogeneidad, como luchas en contra de la logística. Paso desde luego a definir como entiendo la noción de logística, a partir de los llamados Critical Logistics Studies y en dialogo con las nociones de “economía de enclave” y de “operaciones del capital”. Considero entonces la importancia de la logística en la construcción de nuevas territorialidades a partir de la llamada política de los corredores, que actúa con modalidades imperiales pero que al mismo tiempo no son reducibles a una interpretación geopolítica clásica. Después de un pequeño enfoque sobre el caso de la IIRSA (Iniciativa para la Infraestructura Regional Sudamericana), considero las perspectivas que la logística entendida como terreno de lucha política podría abrir para las luchas tanto de los despojados como de los explotados y para su articulación entre sí.

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#AvenidaMiranda Puntata 15. Internazionalismo, Nodo Solidale e la candidatura indigena di Cni ed Ezln

ezln19 ottobre 2017 – Nella puntata di oggi Perez Gallo intervista Giovanni, militante del collettivo italo-messicano e internazionalista Nodo Solidale, e residente in Chiapas.

Al centro il tema, “spinoso”, della candidatura indigena alla presidenza della Repubblica, per le elezioni del prossimo luglio. A fronte di chi dice si sia trattato di un tradimento dei principi autonomi zapatisti, Giovanni ricorda che lo zapatismo ha sempre avuto un dialogo e una negoziazione politica con lo Stato: “già nel 2001, al termine della ‘marcha del color de la tierra‘, la comandanta Esther era entrata addirittura nel Parlamento per esigere il rispetto degli accordi di San Andrés”. E afferma: “gli zapatisti con questa mossa non stanno chiamando al voto, stanno chiamando a organizzarsi contro l’estrattivismo”. Contro chi invece, da una posizione più moderata, critica una candidatura che rischierebbe di indebolire la sinistra e di far vincere un’altra volta il partito-Stato PRI, ricorda che la sinistra istituzionale è già organica al “priismo”, inteso come sistema di potere basato sui cartelli della droga e sul clientelismo.

Infine, Giovanni ha raccontato come l’esperienza del Nodo Solidale porti a un “ripensamento dell’internazionalismo”: lo scorso 27 settembre è stato realizzato l’Incontro per la Resistenza Globale Autonoma, che ha visto la partecipazione di molte realtà resistenti messicane e di molte altre da fuori, dal popolo Guaraní in Brasile e Paraguay a esperienze italiane come la fattoria occupata Mondeggi, nei dintorni di Firenze, e il Movimento No Tav.

Qui il PODCAST!

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Las Gardenias di #Tepito: una squadra di calcio queer protagonista della festa popolare-religiosa del “barrio bravo”. #Fotogallery

[Testo e foto di Stefano Morrone] – Naomi, parrucchiera transessuale originaria dello stato di Michoacàn, ha un salone che porta il suo nome nel barrio di Tepito. Il 4 di ottobre di ogni anno, giorno della festa di San Francesco d’Assisi, lei e e le sue compagne, in maggioranza donne trans, si uniscono per giocare nell’equipo di calcio chiamato “Gardenias de Tepito” . la squadra è nata più di 50 anni fa, quando un gruppo di donne e uomini transessuali e travestiti decisero di alzare la voce contro il machismo e l’ omo/transfobia presenti nel quartiere. Finalmente, 25 anni fa, una squadra di uomini eterossessuali, Ebrayet, decide di rompere il muro della disciminazione e accetta di giocare contro Las Gardenias. Da allora la partita delle Gardenias è diventato uno degli eventi festivi più famosi e importanti del barrio Bravo, che porta allo stazio del quartiere centinaia di persone, che fanno della partita un vero e proprio show, con invasioni di campo continue, regole/non regole eccezionali e fuochi d’artificio. Lo scorso 4 ottobre siamo andati prima all’estetica di Naomi, e poi alla partita, vinta dalle Gardenias 4-1. Qui vi proponiamo il resoconto fotografico della giornata.

 

 

Entrevista a Emory Douglas: arte, Black Panthers y zapatismo

douglas

Por Pérez Gallo y Martino Sacchi desde Desinformemonos

Hoy, 15 de octubre de 2017, se celebran los 51 años del nacimiento en Oakland, California, del Partido de las Panteras Negras. El año pasado en la misma fecha publicamos para el portal independiente italiano Carmilla, esta entrevista que hicimos hace 3 años. La reproducimos ahora en este blog traducida al español.

En el diciembre de 2013 encontramos en San Cristobal de las Casas, Chiapas, a Emory Douglas, Ministro de la Cultura del Black Panther Party hasta la disolución de este movimiento. Como nosotros, Douglas fue uno de los 5000 estudiantes que asistimos a la escuelita zapatista: momento en el cual las comunidades zapatistas del sureste mexicano abrieron sus casas para hospedar activistas de todo el mundo y enseñar sus caminos de autonomía llevados adelante a lo largo de más que veinte años de lucha. Algunos meses después tuvimos la posibilidad de encontrarlo otra vez en su casa en la periferia de San Francisco, y le hicimos esta entrevista, que más que otra cosa ha sido una charla sobre su biografía de militante, de artista, de internacionalista. Como buen camarada, afroamericano, heredero de una tradición de lucha que se ha desarrollado sobre todo a través de líneas de fuga, movimientos, deportaciones y éxodos (desde el middle passage atlántico a las experiencias anti-esclavistas del cimarronaje), no nos sorprendió su natural capacidad de poner en relación resistencias y luchas en diversos contextos como lo de una periferia como Oakland en la década de 1960 y 1970 y lo de las montañas y las selvas indígenas del sureste mexicano hoy en día. A partir de las descripciones directas de un artista callejero como Emory Douglas, es posible rastrear aquellos circuitos políticos revolucionarios que han ligado las Panteras Negras a la China de Mao, a las páginas de Fanon y a los movimientos de liberación en Angola. En el arte de Douglas se entrelazan estas trayectorias transnacionales, desde el arte de la Revolución Cultural a los manifiestos por la Conferenza Tricontinental de Cuba en 1966, hasta el proyecto “Zapantera Negra”, empezado en el año 2012 en apoyo a las luchas en Chiapas.

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#AvenidaMiranda Puntata 13. Diritti civili in Italia e Usa: intervista a Silvia Baraldini

avenida-miranda-silvia-baraldini12 ottobre 2017 – A 30 anni esatti dalla nascita di Radio Città del Capo, Avenida Miranda dedica la trasmissione di oggi al tema dei diritti civili. A partire dalla campagna per l’approvazione della legge sullo Ius Soli in Italia, Raúl Zecca Castel ci porta negli Usa a fianco dei movimenti in lotta per il riconoscimento dei diritti civili degli afroamericani. Sono gli anni della guerra in Vietnam, del movimento femminista e delle Black Panthers, ma sono anche gli anni in cui una giovanissima italiana di nome Silvia Baraldini si compromette a tal punto per la causa dei diritti civili da pagarne un prezzo altissimo. Direttamente dalla voce di Silvia Baraldini ecco allora il racconto di quegli anni di lotta, della prigione e delle speranze per il futuro.

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#AvenidaMiranda Puntata 12. Descolarizzazione ed educazione libertaria tra le valli di Oaxaca e l’appennino modenese

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Immagina tratta dalla pagina facebook de I Prataioli

5 ottobre 2017 – Questo giovedì Avenida Miranda vi propone l’intervista di Perez Gallo a Claudio, pedagogo popolare ed ex “accompagnatore” della scuola libertaria I Prataioli, di Pavullo nel Frignano. Claudio ha raccontato la sua traiettoria politica ed educativa, dall’esperienza bolognese all’Xm24 al suo felice incontro con il Messico, con le esperienze dell’Università della Terra a Oaxaca a dell’escuelita zapatista, in Chiapas, e sulle orme di Ivan Illich e Gustavo Esteva.

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