Archivi categoria: Centroamerica e Caraibi

#AvenidaMiranda Puntata 22. Abusi di polizia in Salvador

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Foto da elfaro.net

14 dicembre 2017. Passati venticinque anni dalla firma dei trattati di pace, il Salvador continua ad essere un paese estremamente violento.  Spesso, però, quella che viene riportata dalla maggioranza dei media è solamente la violenza che viene attribuita alle gang: la MaraSalvatrucha 13 e il Barrio 18. Da come viene descritta, sembra che questa violenza esista indipendentemente dalla storia, dalla politica e dall’economica del paese. I membri delle gang sono rappresentati come l’origine di tutti i mali: i soggetti devianti responsabili di ogni violenza.
Nella narrazione da cronaca nera che viene fatta del Salvador, non si tiene conto che negli anni si sono succedute una serie di politiche di stampo securitario, che più che determinare un effettivo miglioramento delle condizioni sociali hanno provocato un aumento del crimine violento, dell’emarginazione giovanile e della popolazione carceraria.
In questa puntata curata dalla redattrice de L’America Latina, Caterina Morbiato, parleremo di un’altra delle conseguenze delle politiche di mano dura:  gli abusi che la polizia salvadoregna sta commettendo nei confronti di molti giovani che vengono accusati di appartenere alle gang locali. Qui il PODCAST!

Link utili per approfondire l’argomento:

Il giornale digitale salvadoregno El Faro dedica reportage approfonditi intorno al tema della violenza arbitraria commessa dalle forze dell’ordine, tra questi:

La Policía masacró en la finca San Blas… y todo apunta a que triunfará la impunidad
PDDH concluye que Policía y militares cometieron ejecuciones extralegales
La ONU pide al Gobierno que derogue su plan emblema de seguridad
La rivista salvadoregna Factum dedica una sezione speciale -Nueva Guerra- al tema della violenza odierna e gli abusi delle forze di sicurezza:
Nueva Guerra- Factum

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Honduras: brogli, golpes e la nostra ambiguità utile #RioBravo Blog @espressonline

honduras proteste(da l’Espresso blog Rio Bravo) E’ sempre più evidente che in America Latina non è (mai) finita l’era dei colpi di stato e dell’ingerenza americana. Eppure c’è chi vede nelle denunce di governanti e candidati politici latinoamericani contro i brogli elettorali o i golpes delle destre solo delle nostalgiche farneticazioni o delle illazioni basate sulla teoria del complotto dello zio Sam. Invece basterebbe osservare bene quel che succede in Honduras, paese dimenticato dai media europei e soprattutto italiani, per capire che i colpi di stato si fanno eccome, sia nelle versioni “soft” o parlamentari (come in Brasile l’anno scorso o in Paraguay nel 2012) che in quelle più “hard”, militari o con la destabilizzazione economica (come in Honduras nel 2009 o come cerca di fare l’opposizione in Venezuela dal 2014 e come ha fatto nel 2002, quando il golpe contro l’allora presidente Hugo Chávez riuscì, ma durò meno di 72 ore).

Inoltre basta vedere l’Honduras di oggi, ma anche il Messico del 1988 e del 2006, per constatare che i brogli elettorali sono una strategia utile e fattibile, specialmente per evitare che presidenti progressisti, o comunque invisi all’establishment locale e internazionale, soprattutto statunitense, arrivino al potere.  Continua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 21. Honduras: presidenziali in bilico, brogli elettorali, proteste e repressione militare

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7 dic. – Oggi per Avenida Miranda una puntata speciale. Fabrizio Lorusso al telefono con il giornalista e corrispondente dall’America centrale Giorgio Trucchi, il quale si trova a Tegucigalpa per coprire le elezioni presidenziali in Honduras e la crisi che tiene in scacco il paese da quasi due settimane.
Il 26 novembre ci sono state le elezioni, il candidato di sinistra Salvador Nasralla, sostenuto dall’ex presidente Manuel Zelaya (deposto da un golpe nel 200), stava vincendo nettamente, ma poi una “caduta del sistema” ha dato la vittoria (ancora non ufficializzata) al presidente in carica José Orlando Hernández, uomo di Washington e delle oligarchie in Honduras. La gente protesta per le strade dal 27 novembre, ma il presidente ha stabilito uno stato d’eccezione, un coprifuoco di 10 giorni e ha militarizzato le strade. La polizia sciopera perché non vuole reprimere il popolo e ci sono stati già 14 morti, 13 dei quali per mano dell’esercito. Ne parliamo quindi con Giorgio Trucchi che ci spiega tutti i dettagli di questo “colpo di stato” elettorale e dei brogli in corso. Qui il PODCAST!
A questo link un’intervista con Manuel Zelaya.

#AvenidaMiranda Puntata 19. Fidel Castro e la Revolución cubana

Fidel-Castro-ph-flickr-Marcelo-Montecino-CC-BY-SA-2.0Il 25 novembre 2016, un anno fa, moriva a La Habana Fidel Castro Ruz, líder máximo della Revolución cubana. Nella puntata di Avenida Miranda di questa settimana i redattori di L’America Latina Nino Buenaventura e Pérez Gallo, con la partecipazione di Gimmi, ci restituiscono un po’ della sua enorme figura, alcuni aneddoti legati alla sua storia, qualche riflessione sulla fase attuale che attraversa l’isola e un breve racconto del viaggio da loro fatto a Cuba proprio l’anno scorso, a pochi giorni dalla morte del Comandante. Sul finire, propongono un omaggio a un altro barbudo, compagno di Fidel Castro, un personaggio meno noto di quel che meriterebbe: l’italiano Gino Doné.

Qui il PODCAST!

E qui  il #DiarioCubano fatto da Pérez, Nino e Gimmi un anno fa.

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Extorted and exploited: Haitian labourers on Dominican sugar plantations

Pubblichiamo oggi un articolo in inglese di Raúl Zecca Castel apparso il 14 novembre 2017 sul portale openDemocracy.  Si tratta di un breve ma intenso – e drammatico – resoconto di come il processo di privatizzazione dell’industria saccarifera dominicana abbia determinato l’emergenza di nuove forme di schiavitù basate sulla trappola del debito. A farne le spese, come sempre, gli ultimi della scala sociale: i migranti, in questo caso haitiani.

Haiti, a former sugar colony, was formed through the rebellion of slaves, yet now many Haitians find themselves completely subordinated to the private sugar companies of the Dominican Republic.

“We are like slaves in freedom, we work and we do not earn any money, we work for nothing … we cannot even buy shoes, a shirt, a pair of pants … we are like slaves in freedom because we are free to leave the job, we know that there are other places to go and work. We can leave, so we are free. But when one does this job he is like a slave, a prisoner, because without money he can’t go wherever he wants. He has to stay and pay debts at the shop … and then the job has to be finished.”

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Sopravvivere di spazzatura: la vita in una discarica della Repubblica Dominicana. Video+Fotogallery

di Raúl Zecca Castel

Contenuto originariamente pubblicato sul portale dominicano online Acento del gruppo BBC Mundo. Fotogallery in fondo all’articolo.

Terra di paradossi e contrasti, la Repubblica Dominicana non offre solo le meravigliose spiagge caraibiche e le bellezze naturali che attraggono ogni anno migliaia di turisti da ogni angolo del mondo. Alle periferie di San Pedro de Macoris, circondata da una natura esuberante, un’immensa discarica a cielo aperto accoglie migliaia di tonnellate di rifiuti urbani provenienti da tutto il circondario.

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#AvenidaMiranda Puntata 6: Evocazioni e divagazioni sul Nuovo Mondo @cittadelcapo

“Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net.  Va in onda ogni giovedì dalle 12 alle 12.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.avenida-miranda-24-agosto-2017

La puntata di oggi, la sesta di Avenida Miranda, vi accompagnerà in un viaggio alla scoperta del luogo dove l’espansione europea d’oltreoceano ha avuto il suo inizio nel lontano 1492. Parleremo così dell’isola caraibica di Hispaniola, divisa tra Haiti e Repubblica Dominicana, della sua storia carica di immaginari, pregiudizi e contraddizioni, ma anche della sua musica e del suo (ambiguo) turismo, che ne ha fatto una delle mete più ambite in tutto il mondo.

Dai microfoni di Radio Città del Capo, per Avenida Miranda, Raúl Zecca Castel, autore del libro e documentario “Come schiavi in libertà”, Arcoiris, 2015.

QUI IL PODCAST!

In difesa della terra. Il movimento campesino nicaraguense in marcia

di Matilde Sponzilli e Nicolò Peccatori (da Managua)

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Lo scorso 22 aprile, in occasione delle giornata internazionale della terra, il Consejo nacional en defensa de la tierra, del lago y de la Soberania, a nome del movimento campesino nicaraguense, ha indetto la sesta marcia nazionale contro il progetto di realizzazione del canale interoceanico.

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