Archivi categoria: Centroamerica e Caraibi

“L’Istmo è nostro”: il Congreso Nacional Indigena contro il progetto trans-istmico

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fotografie: Susanna De Guio

[di Susanna De Guio]

 

Il 6, 7 e 8 settembre appena passati sono stati tre giorni di riunioni e dibattiti intensi a Juchitan, nello stato di Oaxaca, Messico. “L’istmo è nostro” è il nome della campagna che ha guidato i temi dell’incontro del CNI, insieme agli aderenti alla Sexta e alle reti di resistenza e ribellione nazionali e internazionali in lotta contro il capitalismo e il patriarcato. Continua a leggere

Comunicado sobre Rocco Acocella, capitán italiano desaparecido en aguas caribeñas @ROCCOACOCELLAM1 ‏

[Publicamos el comunicado enviado por familiares y amigos de Rocco Acocella, capitán italiano de un trimarán, desaparecido desde hace más de un mes en aguas caribeñas para su difusión]

barco rocco acocella.jpgCon este comunicado queremos señalar que nuestro hijo Rocco Acocella, de Salerno, Italia, y allí residente, está desaparecido. Desde el día 17 de junio no hemos tenido noticias de él. El desaparecido, Rocco Acocella, es capitán y partió a bordo de un velero (trimarán) de ocho metros denominado “Trinavis” el pasado 17 de junio desde el puerto de Saint Martin (Caribe, a 240 km de Puerto Rico) con rumbo al puerto de Marina Puerto Velero, Barranquilla (Colombia), donde hubiese tenido que llegar entre el 27 y el 28 de junio. Nuestro hijo es experto de la navegación, con elevadas capacidades naúticas. Se encontraba en Centroamérica por motivos de trabajo, de hecho, luego de Barranquilla, se habría dirigido a Ecuador donde tendría que haber trabajado como guía turístico para un grupo de turistas, por cuenta de una agencia internacional de una conocida empresa.

Foto rocco acocellaDe hecho, la empresa nos avisó que no hubo ningún contacto con Rocco, dado que nunca abordó el avión que lo hubiese tenido que llevar a la costa Oeste de Colombia.

El 22/06/2019 horas 19:31 UTC, Rocco Acocella lanzó la señal de emergencia del dispositivo PLB1. Al procesar los datos del detector de posición (PLB1) desde la activación hasta el último levantamiento el 23/06/2019 a las 14:46 UTC, hemos trazado la ruta seguida por la señal. Teniendo en cuenta las millas recorridas por la señal en 19h, los vientos y las corrientes detectadas después del último contacto, hasta la fecha se ha estimado una posible ruta, que el vehículo en el que estaba a bordo Rocco Acocella, pudo haber seguido rumbo hacia las costas de Nicaragua, Costa Rica y Panamá; sin excluir la hipótesis de que pudo haber impactado con los atolones e islotes frente a la franja costera del país centroamericano.

Adjuntamos a la carta una imagen de la hipótesis de la ruta.

mapa rotta acocella

🔵LINEA AZUL: ruta probable (hipótesis).

🔴TRACTO ROJO: posible impacto de Rocco Acocella en la costa.

La ruta cruza un área con atolones e islotes que no están excluidos de la hipótesis de impacto. Por lo tanto, estamos solicitando formalmente que la investigación se extienda a los siguientes tres países: Panamá, Costa Rica y Nicaragua.

En la operación de búsqueda diferentes instituciones están participando, cada una con su propia competencia, la Farnesina (Secretaría de exteriores de Italia), Centro di soccorso della guardia costiera (marina italiana), Armada de Colombia (Cartagena), Fuerza naval de Caribe, Embajada Italiana de Nicaragua, Embajada italiana de Costa Rica, Embajada italiana de Panamá, Embajada italiana de Venezuela.

Estas instituciones están en contacto directo con la familia y desde el primer día se han activado en la búsqueda con diversos medios tanto aéreos como navales.

Hemos creado una página oficial de Facebook: @RoccoAcocellaMissing (https://www.facebook.com/roccoacocellamissing/ y también un perfil de Twitter: @ROCCOACOCELLAM1 (https://twitter.com/ROCCOACOCELLAM1 ). El objetivo es involucrar al mayor número posible de personas en la investigación. No solo los barcos que se pueden encontrar en esa área, sino también la gente en tierra firme, debido a que el bote pudo haber impactado a lo largo de la costa o en contra de una de las muchas islas pequeñas del Mar Caribe.

#AvenidaMiranda Puntata 54. Honduras, il Copinh denuncia: “Tentativo di infangare la memoria di Berta Cáceres”

Berta-Caceres16 mag – Questa puntata di Avenida Miranda non è il solito approfondimento ma l’inizio di una campagna internazionale di denuncia. Intervistate da Pérez Gallo, Francesca Gargallo e sua figlia Helena, amiche strette dell’attivista honduregna Berta Cáceres, assassinata poco più di tre anni fa da sicari dell’impresa Desa (Desarrollo Energético Sa), e di sua figlia “Bertita”, che ha raccolto l’eredità della madre alla guida dell’organizzazione lenca Copinh (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras) denunciano reiterati tentativi da parte del governo honduregno golpista di Joh (Juan Orlando Hernández) e di Desa di gettare fango la figura di Berta con un discorso profondamente moralista e sessista contro la condotta privata dell’attivista honduregna. Le azioni sporche di questo governo e di quest’impresa criminali avvengono attraverso l’uso di una società di avvocati, Amsterdam & Partners, che in passato ha portato avanti per conto del presidente turco Erdogan le inchieste contro il suo nemico politico Fetullah Gulen, che hanno contribuito a creare le condizioni per l’autogolpe con cui il presidente turco è diventato dittatore di fatto.

Hashtag della campagna: #BertaVive #CopinhSigue #JusticiaParaBerta #CapturaALosAutoresIntelectuales #3AñosSinJusticia #FueraJOH

Qui il PODCAST!

 

Prima i messicani

di Caterina Morbiato da Il Tascabile

btyIl clima è di festa. Gli slogan dipingono sorrisi su decine di volti e le bandiere tricolori sventolano con foga. Se fossimo ancora in tempo di mondiali, il gruppo potrebbe sembrare una compagnia di tifosi: “Messico! Messico! Messico!”, scandiscono a pieni polmoni. Il ronzio di decine di trombette e un’eccitazione contagiosa riempiono l’aria. La scena è molto simile a quella che si è vista pochi mesi prima in questo stesso posto. Era tempo di mondiali, il 23 giugno 2018, il Tri – che è come si conosce da queste parti la nazionale messicana – vinceva contro la Corea del Sud e i tifosi si riversavano in strada per celebrare il trionfo. Ma questa volta è il 18 di novembre 2018 e siamo sull’orlo di una crisi umanitaria.

Da mesi migliaia di persone di origine centroamericana attraversano il Messico dal sud al nord: si muovono a piedi, in autostop, in autobus, dormendo per strada, nei rifugi gestiti dalle associazioni umanitarie o nei centri d’accoglienza improvvisati dalle istituzioni. Vengono dall’Honduras, da El Salvador, dal Guatemala e il loro migrare non è qualcosa di nuovo ma un fenomeno che dura da decenni. Ora però si sono organizzati per viaggiare in gruppo. Lo fanno per poter affrontare in maniera più economica, sicura e rapida un paese che ha fama di essere ostile con persone come loro: migranti che non riescono ad ottenere i visti giusti per entrare in territorio messicano e che vogliono ad ogni costo raggiungere gli Stati Uniti per presentare domanda d’asilo. I loro paesi costituiscono la curva violenta dell’istmo centroamericano, una regione minuta e ricolma di morti che da decenni continua ad esportare migranti: tra 200.000 e 300.000 all’anno. Una regione che conta solamente quando è ora di stilare le statistiche di omicidi o la classifica delle città più violente del mondo.

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Nicaragua. Requiem per Daniel Ortega

Da VientoSur 

Di Iosu Perales

Traduzione di Daniele Benzi

arton14734Sabato 16 marzo, l’ex guerrigliera Mónica Baltodano e sua figlia Sofana sono state arrestate a Managua, insieme ad altre quaranta persone, tra cui la femminista Sofía Montenegro e Azalea Solís, quest’ultima nominata dall’opposizione per il tavolo delle trattative con il governo. È successo quando durante una manifestazione chiedevano pacificamente la libertà delle oltre 600 prigioniere e prigionieri politici, la maggior parte studenti accusati di volere rovesciare il presidente Ortega. Capisco che per coloro che stanno leggendo questo articolo si tratta soltanto di un ulteriore dato che spiega la repressione del regime. Ma la verità è che per molte persone nel paese Monica è un’icona, un simbolo della lotta sandinista contro Somoza, e il suo arresto ha rivelato che la coppia Daniel Ortega-Rosario Murillo non conosce limiti quando si tratta di difendere il proprio potere. Va notato che un’altra figlia di Monica, un avvocato, è in esilio in Costa Rica in fuga da persecuzioni e minacce. Inoltre, Ricardo Baltodano, fratello di Monica e professore della UPOLI, è stato imprigionato già da diversi mesi senza processo. Continua a leggere

Il dio di Pueblo viejo: un mostro a doppia faccia. Viaggio in Repubblica Dominicana, nella seconda miniera d’oro più grande al mondo.

di Raúl Zecca Castel

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[Reportage pubblicato originariamente su Planeta Futuro/El PAÍS, qui integrato da un’ampia fotogallery e da un’intervista radiofonica rilasciata a Giorgia Bresciani per RadioInBlu]

La chiamano “il mostro”. Un mostro che non dorme mai. Che divora pareti di roccia, prosciuga corsi d’acqua e sputa fumo ininterrottamente, ventiquattrore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno. In molti, però, assicurano che non si nutre soltanto di montagne e fiumi, ma che esige anche sacrifici umani, vite innocenti da offrire a un dio senza scrupoli: il dio dell’oro.

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Honduras, I mandanti dell’assassinio dell’attivista Berta Cáceres restano impuniti

di Simone Scaffidi  da Repubblica.it

Morire per delle idee. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2016, due uomini armati hanno fatto irruzione nella casa dell’attivista honduregna Berta Cáceres, assassinandola. In prima battuta, gli inquirenti hanno attribuito l’omicidio a presunti ladri, in un secondo momento è stata avanzata l’ipotesi del «delitto passionale», ma a chi ha la sensibilità e la pazienza di non credere alle versioni fornite dal Potere, è stato chiaro fin da subito che Berta è stata ammazzata per rubarle la dignità e le idee, non le «cose» che aveva in casa. Fondatrice del Copinh – Consejo Cívico Popular e Indígena de Honduras, assieme alle sue compagne e alle comunità locali, Berta si era opposta alla costruzione della Centrale Idroelettrica Agua Zarca, promossa dall’azienda Desa. Per questa ragione è stata ripetutamente minacciata – di morte e di stupro – intimidita e alla fine assassinata. Berta, grazie al suo impegno, era diventata negli anni un punto di riferimento per tutte le organizzazioni latinoamericane che si occupano di diritti umani e portano avanti una lotta trasversale contro lo sfruttamento dei territori e le discriminazioni di genere e di etnia. Continua a leggere

Confine Guatemala-Messico: le carovane sfidano ancora una volta le frontiere

Di Nodo Solidale

carovana foto.jpgLa  carovana migrante é riuscita a passare il confine fra Guatemala e Messico fra la notte del 17 e la mattinata del 18 gennaio. É la prima del nuovo anno.

Composta da 7.000 persone di cui la maggior parte honduregni e salvadoreñi, quella che ormai é la terza carovana migrante dall’autunno del 2018, ha attraversato Honduras e Guatemala in 4 giorni di marcia serrata. É riuscita, prima, a sfondare le barriere fra Honduras e Guatemala, dove si sono registrati scontri sul confine e lanci di lacrimogeni da parte della polizia guatemalteca, poi, ha proseguito verso Tucun Uman ottenendo di passare la frontiera Guatemala-Messico senza che si verificassero incidenti con polizia, esercito e marina presenti sul valico.

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