Archivi categoria: Foto-Gallerie

“L’Istmo è nostro”: il Congreso Nacional Indigena contro il progetto trans-istmico

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fotografie: Susanna De Guio

[di Susanna De Guio]

 

Il 6, 7 e 8 settembre appena passati sono stati tre giorni di riunioni e dibattiti intensi a Juchitan, nello stato di Oaxaca, Messico. “L’istmo è nostro” è il nome della campagna che ha guidato i temi dell’incontro del CNI, insieme agli aderenti alla Sexta e alle reti di resistenza e ribellione nazionali e internazionali in lotta contro il capitalismo e il patriarcato. Continua a leggere

A 100 anni dalla sua morte, il Morelos ricorda Emiliano Zapata e piange il suo erede Samir Flores. Articolo + fotogallery

zapata muerteDi Redazione,

Il 10 aprile del 1919, Emiliano Zapata Salazar, generale dell’Ejército Libertador del Sur, il cui centro di operazioni era il piccolo stato indigeno e contadino di Morelos, distante pochi km al sud di Città del Messico, cadeva in un’imboscata del generale Pablo González e del colonnello Jesús Guajardo, alti ufficiali dell’Ejército Constitucionalista del presidente Venustiano Carranza, nella hacienda morelense di Chinameca. Quello stesso giorno, come scrive lo scrittore Francisco Pineda Gómez, “nel Palazzo Nazionale, Venustiano Carranza si riuniva con ‘importanti uomini d’affari’ di Chicago. In ‘vagoni treno di lusso’, insieme a fotografi e cineasti, arrivarono a Città del Messico contingenti delle compagnie petroliere, minerarie, industriali, commerciali e bancarie degli Stati Uniti”.

Nei 9 anni precedenti, Zapata era stato il più tenace e radicale dei protagonisti della Rivoluzione Messicana. Il 20 novembre 1910 aveva risposto al Plan de San Luís, l’appelo del liberale Francisco Ignacio Madero che prometteva, oltre al ritorno delle libertà democratiche, la restituzione alle comunità delle terre usurpate dai grandi hacendados nei decenni precedenti, e si era sollevato in armi contro il dittatore Porfirio Diaz. Non prima, tuttavia, di sotterrare in un luogo sicuro, in qualità di rappresentante comunitario, i titoli ancestrali della proprietà collettiva del suo pueblo. In seguito alla vittoria di Madero e l’esilio di Diaz, tuttavia, le terre non erano state distribuite e Zapata, invece di restituire le armi, guidò una riforma agraria popolare, nel Morelos e, via via che il raggio d’azione degli zapatisti si ampliava, anche in porzioni dei vicini stati di Puebla e di Guerrero. Il Plan de Ayala, proclamato dagli zapatisti il 25 novembre 1911, sintetizzava questo progetto di riforma e i principi dell’autonomia indigena e contadina e la necessità di portare avanti la Rivoluzione tradita da Madero. Negli anni a seguire, il colpo di Stato reazionario di Victoriano Huerta contro Madero non fece indietreggiare la resistenza zapatista. Tra il 1914 e il 1916, mentre il regime di Huerta entrava in crisi sotto i colpi dei generali del nord Carranza, Alvaro Obregón e Francisco “Pancho” Villa, gli zapatisti diedero vita alla leggendaria Comune del Morelos, l’esperimento di autonomia, autogestione e giustizia sociale più rivoluzionario della storia del Messico, almeno fino al levantamiento neozapatista del 1 gennaio 1994 in Chiapas. Il 6 dicembre 1914, quando l’Ejército Libertador del Sur e la División del Norte di Villa entrarono trionfalmente nella capitale e i due generali si sedettero sulla silla presidencial, si racconta che Zapata si trovasse talmente poco a suo agio sugli scranni del potere statale, da decidere di ripiegare rapidamente nel Morelos. Negli anni successivi, l’avanzata dell’esercito “moderato” dei carranzisti, sempre più convintamente appoggiato dagli Stati Uniti e dalle nazioni europee, costrinse Villa e Zapata e ritirarsi nei propri territori di origine, fino a un lungo logoramento che terminò, in entrambi i casi, con il tradimento, l’imboscata e la morte violenta.

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Manifestazione per Samir Flores a Città de Messico. Fotogallery

Ieri, venerdì 22 febbraio, si sono svolte manifestazioni in tutto il Messico in seguito al brutale omicidio dell’attivista di Amilcingo (Morelos) Samir Flores Soberanes. Scopo delle proteste è denunciare l’ennesimo omicidio di un attivista in difesa del territorio e disconoscere la consulta che il governo di López Obrador sta imponendo oggi e domani negli stati di Morelos, Puebla e Tlaxcala per l’approvazione dei progetti estrattivi e di infrastruttura legati al PIM (Proyecto Integral Morelos) in quanto non conforme ai criteri di accesso all’informazione e democrazia richiesti dalla Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Proprio contro quei progetti e le modalità con cui si sta portando avanti la consulta Samir Flores si batteva, e per questo è stato assassinato. López Obrador ha denunciato l’omicidio ma ha ipocritamente detto che lo stesso non deve essere strumentalizzato per fini “politici”.

Fotogallery di Stefano Morrone della manifestazione di Città del Messico, dall’Ángel de la Independencia al Zócalo.

Il dio di Pueblo viejo: un mostro a doppia faccia. Viaggio in Repubblica Dominicana, nella seconda miniera d’oro più grande al mondo.

di Raúl Zecca Castel

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[Reportage pubblicato originariamente su Planeta Futuro/El PAÍS, qui integrato da un’ampia fotogallery e da un’intervista radiofonica rilasciata a Giorgia Bresciani per RadioInBlu]

La chiamano “il mostro”. Un mostro che non dorme mai. Che divora pareti di roccia, prosciuga corsi d’acqua e sputa fumo ininterrottamente, ventiquattrore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno. In molti, però, assicurano che non si nutre soltanto di montagne e fiumi, ma che esige anche sacrifici umani, vite innocenti da offrire a un dio senza scrupoli: il dio dell’oro.

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Confine Guatemala-Messico: le carovane sfidano ancora una volta le frontiere

Di Nodo Solidale

carovana foto.jpgLa  carovana migrante é riuscita a passare il confine fra Guatemala e Messico fra la notte del 17 e la mattinata del 18 gennaio. É la prima del nuovo anno.

Composta da 7.000 persone di cui la maggior parte honduregni e salvadoreñi, quella che ormai é la terza carovana migrante dall’autunno del 2018, ha attraversato Honduras e Guatemala in 4 giorni di marcia serrata. É riuscita, prima, a sfondare le barriere fra Honduras e Guatemala, dove si sono registrati scontri sul confine e lanci di lacrimogeni da parte della polizia guatemalteca, poi, ha proseguito verso Tucun Uman ottenendo di passare la frontiera Guatemala-Messico senza che si verificassero incidenti con polizia, esercito e marina presenti sul valico.

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Buenos Aires si mobilita contro il G20

Mentre il Gruppo dei 20 paesi più potenti della terra si riuniva nei pressi della Casa Rosada, oggi per le strade di Buenos Aires una grande manifestazione ha espresso il suo ripudio alle politiche neoliberiste di tagli al welfare, indebitamento e povertà crescente che si celano dietro alle strette di mano del presidente Macri con i rappresentanti internazionali del capitalismo odierno.

Nonostante l’immenso dispiegamento di forze di polizia e corpi armati, e la martellante campagna che da mesi cerca di installare la paura e invita a disertare la piazza, organizzazioni sociali, partiti e movimenti politici hanno sfilato oggi in massa, al termine di una settimana di incontri, forum ed eventi che hanno dato vita al contro-vertice dei popoli latinoamericani.

Qui di seguito una carrellata di immagini dalla manifestazione nella capitale argentina.

 

 

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Foto di Susanna De Guio

L’Argentina a pochi giorni dal G20 e #NiUnaMenos

In questo pezzo vi proponiamo: un articolo dell’amico Alioscia Castronovo, giá uscito su Dinamo Press e che descrive il clima che si sta vivendo nella cittá di Buenos Aires a pochi giorni dal G20; una fotogalleria di uno dei due grandi cortei che hanno attraversato nella giornata di ieri la capitale argentina (quello femminista di NiUnaMenos, l’altra é stata una marcia in risposta all’assassinio, nei giorni scorsi da parte della polizia, dei militanti della Central de Trabajadores de la Economía Popular Rodolfo Orellana e di Marcos Soria); infine, il comunicato che hanno lanciato le donne curde in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, e che é stato rilanciao anche dalle compagne argentine.

Proteste, tensioni e forum mondiali: verso il G20 a Buenos Aires

di Alioscia Castronovo

da DinamoPress

Cinque immagini in movimento dalle giornate convulse a Buenos Aires a pochi giorni dall’inizio del G20 che inaugura il mese di dicembre tra proteste sociali e conflitti di piazza. Il Forum Mondiale del pensiero critico di Clacso, il controvertice e le mobilitazioni femministe, l’uccisione da parte della polizia di due lavoratori delle economie popolari ed un fine settimana caotico segnato dalle violenze e dal rinvio della finale di Coppa Libertadores.

La finale del mondo

«Avremo un G20 da gestire, cosa volete che sia una finale di calcio?»: così poche settimane fa aveva dichiarato la ministra della sicurezza Bullrich. Oggi esplodono le polemiche dopo la sospensione della finale tra River Plate e Boca Juniors a causa dell’assalto al pullman della squadra ospite e degli scontri.

Poche settimane fa addirittura il presidente Macri aveva sostenuto la possibilità di far partecipare tifosi ospiti alla finale (in Argentina sono vietate le trasferte ai tifosi, sia in campionato che in coppa) ed il superclasico di ritorno era stato anticipato a sabato 24 novembre per evitare la coincidenza con le giornate del G20.

Foto: La Vaca

Ma questo fine settimana la finale di Libertadores, la prima volta di River e Boca ribattezzata da queste parti del mondo la partita del secolo, non si è giocata.

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Esodo migrante in Messico: interviste radio. Actualización del éxodo migrante (Comunicado del 26 de octubre). Radio Zapatista

tapachula 1Radio Onda Rossa, La marcia partita dall’Honduras è arrivata in Messico

Una compagna italiana si trova all’interno della marcia dei migranti che dall’Honduras è arrivata adesso in Messico. Una folla compatta che vuole arrivare negli Stati Uniti D’America.

Come si stanno preparando in USA all’arrivo di questa marcia?

 

Radio Popolare, Esteri di ven 26/10

In viaggio con i migranti, dal Messico agli Stati uniti…Ad esteri il racconto dalla carovana della speranzaTapachula 2.jpg

Costa de Chiapas, 26 de octubre 2018
ACTUALIZACIÓN ÉXODO MIGRANTE
Las más de seis mil personas que componen el grueso del Éxodo migrante recorrieron hoy el tramo más largo hasta el momento en su paso por Chiapas, entre las localidades de Pijijiapan y Arriaga.

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