Archivi categoria: Foto-Gallerie

La extrema derecha avanza en Europa y apunta a Genova, símbolo del antifascismo. Artículo y fotogallery

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Testo e foto di Alessandro Bricco

Genova 24 abril 1945 el General Guenther Meinhold, jefe del ejercito nazi-fascista firmó el armisticio con los representantes del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL), único caso en la historia de la Resistencia italiana.

Genova 30 junio 1960, decenas de miles de obreros, trabajadores, estudiantes y ciudadanos bajaron en las calles de Genova para impedir un mitin del partido neo-fascista Movimento Sociale Italiano (MSI), apoyado por el Gobierno. La conferencia no tuvo lugar y se prendió la mecha que dio lugar a numerosas marchas en todo el país, que costaron la vida a cinco manifestantes y obligaron el Gobierno a presentar sus dimisiones el 19 de julio.

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“Javier no murió, el narcogobierno lo mató”. Fotogallery della veglia per denunciare l’assassinio di giornalisti

P1160125Foto di Dardo Neubauer e Caterina Morbiato

La sera del 16 maggio diverse centinaia di persone si sono riunite per ripudiare il vile assassinio di Javier Valdez e le tante morti di giornalisti che in Messico non fanno che crescere anno dopo anno. Valdez, tra i piú noti giornalisti messicani, per anni ha raccontato con serietá e dedizione il fenomeno del narcotraffico messicano e le sue interconnessioni con lo Stato. Il suo assassinio si è consumato nello stato del Sinaloa, sede dell’omonimo cartello criminale, tra i più forti al mondo, e che fu governato da “El Chapo” Gùzman. Di tutto questo ci ha parlato due giorni fa Fabrizio Lorusso in questo post.

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#1M a la Merced con la Brigada Callejera: Fotogallery

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[Articolo di Perez Gallo. Fotografie di Stefano Morrone e Alessandro Bricco] Questo Primo Maggio una parte della redazione de L’America Latina ha scelto di passarlo non con i tanti sindacati charros, come viene chiamato in Messico il sindacalismo corrotto e colluso con il padronato e il partito di governo, vale a dire il 90 per cento dell’intero sindacalismo messicano. Non l’ha passato nemmeno con la CNTE, corrente di sinistra del sindacato degli insegnanti e molto combattiva negli ultimi anni in difesa di quel poco che rimane di educazione pubblica e gratuita, né con gli elettricisti dello SME o con una qualche sigla dell’arcipelago trotzkista, tra i pochi che nella patria delle maquiladoras provano a portare avanti una qualche forma di conflitto sindacale. Questo primo maggio L’America Latina ha accompagnato il corto, con partenza dalla Merced, della Brigada Callejera, combattivissimo sindacato di lavoratrici del sesso, autonomo, aderente alla piattaforma zapatista della Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona fin dai tempi (era il 2006) dell’Altra Campagna. All’insegna di slogan come “respeco total para el trabajo sexual” (rispetto totale per il lavoro sessuale” e “la ezquina es de quien la trabaja” (il marciapiede è di chi lo lavora), si è attraversato il popolare, resistente e centralissimo quartiere della Merced, della cui resistenza ai forti tentativi di gentrificazione abbiamo già parlato alcuni mesi fa su questo blog (articolo di Gimmi: https://lamericalatina.net/2017/01/27/el-barrio-de-la-merced-a-citta-del-messico-cultura-resistenza-e-tradizione/).

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#Foto Galleria del #Barrio #LaMerced a Città del #Messico #CDMX

Fotogalleria di Stefano Morrone del quartiere o barrio (che è molto di più di una semplice zona cittadina!) di Città del Messico “La Merced” (o “la meche”). Il reportage associato di Gimmi è uscito su CarmillaOnLine LINK. Clicca su una foto per ingrandire e passare allo slide-show.

#Video #Foto de la Marcha #25N contra la Violencia de Género en #León #GTO #México #NiUnaMenos #DiaNaranja

Arriba. Video crónica de la marcha en León, Guanajuato, de 1 a 20 horas del 25 de noviembre de 2016. Realizada con smartphone. Abajo: dar clic sobre una foto para zoom. Más abajo: el breve comunicado informativo para el 25N del Programa universitario de mujer y relaciones de género de la la universidad Iberoamericana de León.

programa-genero-ibero-leonEl día de hoy, 25 de Noviembre, conmemoramos el Día Internacional de la Erradicación de la Violencia contra las Mujeres, es un día para hacer un alto y cuestionar las razones por las cuales esta violencia continúa y aumenta. Tres datos:

1. De cada 3 mujeres ha vivido situaciones de violencia física y sexual en todas las regiones del mundo. (Médicos del Mundo. Nov 2016)

2. Cada día mueren en promedio al menos 12 latinoamericanas y caribeñas por el solo hecho de ser mujer”. (CEPAL Oct 2016)

 3. En México 7 mujeres son asesinadas cada día. (ONU, 2015)

Los Estados tienen la obligación de garantizar a las mujeres el derecho a vivir una vida libre de violencia.

Su @DRepubblicait #MessicoInvisibile Casa di riposo delle ex prostitute #CDMX #Foto @Camillo1949 @Ed_Arcoiris

Xochiquetzal

[Tratto da D di Repubblica – Luglio 2016 – Il reportage completo sulle donne di Casa Xochiquetzal a Città del Messico è nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (di Fabrizio Lorusso), edito da Arcoiris (2016). Lo trovi QUI. Fotogallery completa qui: link]

La strada è stata la loro casa per decenni. Vengono dai ghetti della Merced, di Tepito, Loreto, la Lagunilla e Granaditas. Sono nomi che non dicono nulla ai frequentatori occasionali di Mexico City, ma che evocano storie d’emarginazione e insicurezza in chi conosce la topografia socioeconomica di questa megalopoli che sa essere contraddittoria ed escludente, ma anche amichevole e solidale. Casa Xochiquetzal, la “casa di riposo delle lucciole” è nata da un progetto del governo di Città del Messico sollecitato dagli intellettuali  Martha Lamas, Elena Poniatowska e Jesusa Rodríguez, e da alcuni anni presta servizi di vario tipo alle indigenti ex prostitute dei quartieri malfamati del centro della capitale messicana. “Già verso il 2001 nasce l’idea di creare una casa di riposo di questo tipo ed è Carmen Múñoz, leader delle sexo-servidoras della zona, a lanciare la proposta con alcune militanti femministe e con la scrittrice Elena Poniatowska”, spiega Jessica Vargas, la direttrice. “L’amministrazione comunale inaugurò il progetto nel 2006 e il piano prevedeva di ospitare fino a 65 donne, purché avessero più di 55 anni e fossero prive di reti familiari e fissa dimora, ma è stato problematico trovare tutte le risorse e mettere d’accordo tante inquiline così diverse tra loro, così abituate a diffidare delle altre o a competere”. La casa oggi si mantiene grazie al sostegno del comune e dell’Istituto Nazionale delle Donne, ma il grosso dei finanziamenti arriva da donazioni, dalla partecipazione a concorsi e dalla vendita d’oggetti d’artigianato di cui si occupano la direttrice, le associazioni Mujeres de Xochiquetzal e Semillas e i volontari che collaborano al mantenimento e alle attività della Casa. In occasione del primo volo diretto Roma-Città del Messico inaugurato da Alitalia il 16 giugno in collaborazione con l’Ufficio turistico Visit Mexixo e l’Ambasciata di Roma, siamo andati a visitare questo luogo decisamente particolare, per raccontare le storie di chi lo abita.

FOTO GIORGIO DE CAMILLIS, TESTI FABRIZIO LORUSSO

Viaje visual: el Infierno, La Bestia y Ayotzinapa, según el maestro Luciano Valentinotti

L'inferno (dettaglio angolare) (Small)

[di Fabrizio Lorusso – Desinformémonos] Durante el mes de febrero pasado, el amplio espacio expositivo del Centro Cultural San Ángel, en el sur de la Ciudad de México, y sus visitadores han sido embrujados por una serie de obras inspiradas al muralismo mexicano y realizadas por el maestro Luciano Valentinotti, pintor italiano adoptado por México, ya que lleva en el país exactamente medio siglo. Entre sus pinturas en acrílico sobre lienzo, destaca El Infierno, la principal que da el nombre a la entera exposición. Las demás tienen títulos y contenidos llamativos y de denuncia como: Verdad y democracia, El futuro del Estado de Guerrero, La familia mexicana, La Bestia, El final de la larga marcha para la libertad, La Casa Blanca en la noche profunda, Al rojo vivo.

Desde luego, reflejan la índole rebelde, crítica y profundamente política y social del autor, quien fue un combatiente partisano antifascista en los últimos años de la II Guerra Mundial, básicamente desde 1943, cuando tenía apenas 14 años. Toda su vida ha sostenido causas sociales, desde abajo y a la izquierda.  Continua a leggere

Messico: L’Inferno (El Infierno) e Altre Opere di Luciano Valentinotti

Ecco alcuni dettagli della grande, per dimensioni, lavoro e significati, opera del pittore Luciano Valentinotti, partigiano italiano (e amico) in Messico da mezzo secolo: L’Inferno – El Infierno. Fare clic su un’immagine per ingrandire e vedere uno slideshow (idem per il secondo mosaico in fondo).

E di seguito altri dipinti (acrilico su tela) esposti insieme al Infierno e legati da un filo rosso: il Messico e la violenza, la politica e la repressione, Ayotzinapa e la Casa Blanca, la famiglia e la Bestia (il treno dei migranti, ma anche la speranza e la denuncia. Titoli (in ordine da sinistra a destra e verso sud): Al Rojo Vivo – EL final de la larga marcha para la libertad – El futuro del Estado de Guerrero – La familia mexicana – La Bestia – La casa blanca en la noche profunda – Dettaglio de El infierno – Verdad y democracia – Infine il maestro Valentinotti.