Archivi categoria: Italia

Europa se viste de negro #Columna en @Desinformemonos

nubes-europa(De Desinformémonos – Fabrizio Lorusso) Europa corre peligrosamente hacia un agujero doblemente negro. Negro por su color político predominante, ligado al neofascismo soberanista y xenófobo de las derechas extremas que crecen viral e imparablemente en Francia, Italia, Inglaterra, entre otros. Y negro también porque todo, el espacio y el tiempo de la Europa desunida, confluye en él, rápida e inevitablemente, para ser absorbido, sin que se vislumbre una idea del después. Continua a leggere

#43 poeti per #Ayotzinapa. Voci per il #Messico e i suoi #desaparecidos @

[Da Nazione Indiana] A due anni dalla notte di Iguala, con la scomparsa dei 43 studenti di Ayotzinapa, vogliamo ricordare tutti i figli delle violenze in Messico attraverso alcuni stralci dal libro appena uscito: 43 poeti per Ayotzinapa. Voci per il Messico e i suoi desaparecidos (a cura di Lucia Cupertino, con prefazione di Fabrizio Lorusso e postfazione di Francesca Gargallo), Edizioni Arcoiris, 2016. Il libro sostiene la causa della scuola normale rurale di Ayotzinapa, storica fucina di cambiamento in Messico, appoggia le famiglie e tutti i membri della scuola e comunità e pertanto il ricavato sarà devoluto all’Associazione dei genitori della Scuola Normale Rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa.]

I 43 SONO FIGLI DI TUTTO IL MESSICO E I POETI LO SANNO

di Francesca Gargallo

43-poeti-per-ayotzinapa-copertina43 poeti per scacciare la morte, per dar sfogo a una indignazione vitale. La poesia come una affermazione, sono qui, sono con te, sono per tutti. Dove tutti significa molte persone, tutte le vive, tutte le sparite, tutte le torturate, tutte le assassinate di questo Messico contemporaneo, immerso in una guerra contro i poveri, contro chi si sente sicuro di fare il proprio dovere, contro chi vuole essere libero. Molte di più dei 43 studenti desaparecidos dall’esercito, la polizia e i narcotrafficanti ad Iguala la notte tra il 26 e il 27 settembre 2014. Però quei 43 ragazzi risvegliano la poesia: sono stati trasformati dal desiderio popolare di mettere fine alla violenza di stato e della delinquenza (nessuno sa dove finisce una e comincia l’altra) in semi di speranza. Continua a leggere

El No del referéndum en #Italia: ¿Otro #Brexit?

Referendum: Centri sociali in piazza per No a Napoli

(Fabrizio Lorusso – Desinformémonos) En Italia ganó el No en el referéndum constitucional. ¿Pero qué significa? ¿Es la señal de una especie de Brexit a la italiana? ¿Habrá un nuevo gobierno derechista tipo Trump en el corazón del Mediterráneo? ¿Se van a desplomar el Euro y las bolsas? Tras el voto popular del 4 de diciembre sobre las reformas a la Constitución propuestas por el gobierno de Matteo Renzi, sostenido en el Parlamento por una coalición entre el Partido Democrático (centro-izquierda) y el partido NCD (Nuevo Centro Derecha), la población reprobó los cambios que, de ganar el Sí, habrían modificado 47 artículos sobre un total de 139. El Primer Ministro y los miembros de su gabinete se dedicaron a una despiadada campaña electoral por el Sí en los últimos meses y Renzi insistió en relacionar el destino de su gobierno (incluso del país entero) con el resultado del voto del pasado domingo que, entonces, se transformó en lo que no debía: en un referéndum sobre la aprobación del ejecutivo entre la población, más que un ejercicio de cuestionamiento del eventual nuevo orden Constitucional.

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#43 poeti per #Ayotzinapa in #BitácoraBifronte de @JornadaSemanal

43-poeti-per-ayotzinapa-copertinaLos 43 Poetas por Ayotzinapa (versión italiana) – Bitácora Bifronte – Por Ricardo Venegas – Jornada Semanal

Traducido al italiano por Lucia Cupertino, Los 43 Poetas por Ayotzinapa (Edizioni Arcoiris, Salerno, 2016) incluye autores de España, Perú, Uruguay, Argentina, El Salvador, México (en lenguas originarias como el zapoteco, mixteco, mixe, náhuatl y maya), cuya edición consigna la expresión de los poetas frente a los hechos ocurridos en Iguala en septiembre de 2014.

En el prólogo (publicado en Carmilla On Line), Fabrizio Lorusso menciona que en la noche entre el 26 y 27 de septiembre de 2014, cuarenta y tres estudiantes de la Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos de Ayotzinapa, en el estado mexicano de Guerrero, fueron secuestrados por la policía local de los municipios de Iguala y Cocula y fueron entregados a un grupo de presuntos traficantes de droga de la organización Guerreros Unidos. Desde entonces los jóvenes desaparecieron y los investigadores no han ofrecido versiones creíbles de los hechos. Indudablemente, el escenario en el que este libro sitúa a México a nivel mundial es oscuro, pero también es el de muchas voces solidarias, voces en las que se traduce la ira y la protesta, y un homenaje a la memoria de los desaparecidos.
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2 settimane in #Messico: #SantaMuerte Patrona dei Viaggiatori?

guida-messico[Riprendo dal blog del viaggiatore Roberto Buracchini un mio testo sulla Santa Muerte pubblicato nell’ottima guida express sul Messico (“Due settimane in Messico”) che ha coordinato insieme ad Alessandra Rusticali. Ne approfitto anche per segnalare la recente ristampa del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità e l’uscita dell’eBook (link) per Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri].

Intro di Roberto B.: Oggi voglio presentarvi la Santa Muerte di Fabrizio Lorusso, che ha contribuito con questo articolo alla stesura della guida dei Viaggiautori sul #Messico. Non aspettate troppo, fate come me, prendete un volo per Città del Messico, scendete alla metro di Tepito, dirigetevi verso Calle Alfareria e visitate l’altare della niña blanca. Intanto se siete curiosi date un’occhiata a cosa ha scritto Fabrizio come contributo alla guida.

Santa Muerte, Patrona dei Viaggiatori?
di Fabrizio Lorusso

In Messico la morte ha il privilegio d’essere santa, anzi santissima. Infatti, la Santa o Santissima Muerte, conosciuta anche comeFlaquita (Magrolina), Niña Blanca o Bonita (Bimba Bianca o Carina) o Huesuda (Ossuta), rappresenta il culto popolare non riconosciuto dalla Chiesa più importante e in rapida crescita dell’America Latina e, forse, del mondo intero. La sua presenza, prima clandestina e marginale, è diventata pubblica e capillare in numerosi centri urbani messicani.

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Voto a #Haiti, la parola all’esperto – Intervista parte 1 su @Lettera43

l43-haiti-lorusso-riccio-161005214418_medium[Articolo tratto da Lettera43 Blog Americanos43 di Francesco Giappichini – Foto: Jean – Charles Moïse, candidato presidenziale della formazione Platfòm pitit Dessalines]  Il 9 ottobre a Haiti si celebrano le Elezioni presidenziali e parlamentari, dopo l’annullamento del voto del 2015, causa brogli elettorali. Uragano Matthew permettendo, considerando che il Consiglio elettorale provvisorio sta valutando l’eventualità di un rinvio. Il Paese, che i politologi amano definire uno Stato fallito, non si è risollevato dalle conseguenze del terremoto del 2010 – 230mila le vittime confermate – dall’epidemia di colera – che ha ucciso oltre ottomila persone – e dal neocolonialismo delle organizzazioni non governative. Quello che in un colpo solo ha annullato il settore agricolo nazionale, attraverso l’importazione di riso e altri cereali – a basso costo, grazie ai sussidi pubblici – provenienti dagli Stati uniti. Come spiegano i documentari di Silvestro Montanaro – “C’era una volta”, Rai tre – facilmente reperibili sulweb. E’ difficile interpretare Haiti, un Paese che non lascia basito solo chi proviene dai quartieri residenziali di qualche cittadina nordeuropea; la sventurata Nazione colpisce allo stomaco anche chi conosce a palmo a palmo favela e periferie degradate delle altre Nazioni latinoamericane. Per approfondire le dinamiche haitiane abbiamo intervistato Fabrizio Lorusso (@FabrizioLorusso ), giornalista – segnaliamo le sue corrispondenze dal Messico per l’edizione italiana dell'”Huffington post” – e docente presso l’Universidad Iberoamericana León (Ibero León), con sede appunto nella città messicana di León. Oltre che gestore del blog dal titolo “L’America latina” ( https://lamericalatina.net/ ). Lorusso è, infatti, autore di un libro ormai di culto (“La fame di Haiti”, pubblicato nel 2015 da Edizioni non deperibili – End), reportage scritto a quattro mani con Romina Vinci. Qui non solo si analizza il ruolo delle «multinazionali della solidarietà», ma si offrono chiavi di lettura essenziali per capire il sistema politico ed economico del Paese più povero dell’America latina. Spazio quindi alla cosiddetta «industria della fame», e analisi della «militarizzazione dell’isola da parte di forze straniere, in primo luogo statunitensi». (leggi qui la seconda parte)

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Ventimiglia: esistenze, voci, solidarietà negate

di Alcune/i solidali con le/i migranti a Ventimiglia

Ventimiglia frontieraMercoledì 10 agosto le forze dell’ordine si sono presentate alla porta del Freespot di Camporosso, un comune poco distante da Ventimiglia, per la seconda volta nell’arco di pochi giorni. In quest’occasione presentavano un’ordinanza di sgombero sindacale per motivi di sicurezza e sanitari, mentre il sabato precedente la ragione era stata la ricerca di armi. Il Freespot è un locale in affitto che i solidali di Ventimiglia utilizzano per conservare scorte di cibo e acqua, vestiti e coperte di cui i migranti in viaggio possono aver bisogno, oltre a materiale informativo che illustri alle persone di passaggio la loro condizione legale. L’ordinanza di sgombero è l’ultimo dei provvedimenti che le autorità hanno impiegato nel corso di un anno, a partire dall’estate passata, per cancellare dal territorio della provincia di Imperia una forma di solidarietà che oggi appare, sulla maggior parte della stampa, dipinta con i tratti di una pericolosa organizzazione eversiva.

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Parliamo di #NarcoCorridos #NarcoGuerra #MessicoInvisibile su @Radio24_news @NessunLuogo24 con @giampaz

narco_corridos

A partire dai libri Messico Invisibile (Arcoiris, 2016) e NarcoGuerra (Odoya, 2015) abbiamo parlato del genere musicale dei narco-corridos, vera e propria colonna sonora della narcoguerra messicana, e della narco-cultura in Messico con il giornalista Giampaolo Musumeci. “Musica in prima linea” è il titolo della puntata del Programma NESSUN LUOGO È LONTANO di RADIO24, Trasmissione del 15 agosto 2016 (Condotto da

Ascolta il podcast della puntata ferragostana qui: LINK

movimiento alterado

Su @DRepubblicait #MessicoInvisibile Casa di riposo delle ex prostitute #CDMX #Foto @Camillo1949 @Ed_Arcoiris

Xochiquetzal

[Tratto da D di Repubblica – Luglio 2016 – Il reportage completo sulle donne di Casa Xochiquetzal a Città del Messico è nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (di Fabrizio Lorusso), edito da Arcoiris (2016). Lo trovi QUI. Fotogallery completa qui: link]

La strada è stata la loro casa per decenni. Vengono dai ghetti della Merced, di Tepito, Loreto, la Lagunilla e Granaditas. Sono nomi che non dicono nulla ai frequentatori occasionali di Mexico City, ma che evocano storie d’emarginazione e insicurezza in chi conosce la topografia socioeconomica di questa megalopoli che sa essere contraddittoria ed escludente, ma anche amichevole e solidale. Casa Xochiquetzal, la “casa di riposo delle lucciole” è nata da un progetto del governo di Città del Messico sollecitato dagli intellettuali  Martha Lamas, Elena Poniatowska e Jesusa Rodríguez, e da alcuni anni presta servizi di vario tipo alle indigenti ex prostitute dei quartieri malfamati del centro della capitale messicana. “Già verso il 2001 nasce l’idea di creare una casa di riposo di questo tipo ed è Carmen Múñoz, leader delle sexo-servidoras della zona, a lanciare la proposta con alcune militanti femministe e con la scrittrice Elena Poniatowska”, spiega Jessica Vargas, la direttrice. “L’amministrazione comunale inaugurò il progetto nel 2006 e il piano prevedeva di ospitare fino a 65 donne, purché avessero più di 55 anni e fossero prive di reti familiari e fissa dimora, ma è stato problematico trovare tutte le risorse e mettere d’accordo tante inquiline così diverse tra loro, così abituate a diffidare delle altre o a competere”. La casa oggi si mantiene grazie al sostegno del comune e dell’Istituto Nazionale delle Donne, ma il grosso dei finanziamenti arriva da donazioni, dalla partecipazione a concorsi e dalla vendita d’oggetti d’artigianato di cui si occupano la direttrice, le associazioni Mujeres de Xochiquetzal e Semillas e i volontari che collaborano al mantenimento e alle attività della Casa. In occasione del primo volo diretto Roma-Città del Messico inaugurato da Alitalia il 16 giugno in collaborazione con l’Ufficio turistico Visit Mexixo e l’Ambasciata di Roma, siamo andati a visitare questo luogo decisamente particolare, per raccontare le storie di chi lo abita.

FOTO GIORGIO DE CAMILLIS, TESTI FABRIZIO LORUSSO

#Messico Invisibile: Orme della Memoria per i #Desaparecidos

09 F.Lorusso - Messico InvisibileTesto estratto dal libro di Fabrizio Lorusso, Messico Invisibile: Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna**, prologo di Alessandra Riccio, Ed. Arcoiris, 2016, € 15, pp. 356

[A questo link invito a seguire e sostenere il progetto Orme della Memoria e il cammino della mostra, che dovrebbe arrivare a fine settembre in Italia, dedicata agli oltre 28mila desparecidos in Messico. Segnalo presentazione del libro il 7 luglio alle 19:30presso l’ex OPG occupato Je so’ pazzo a Napoli. A fine post e come giusta conclusione segnalo il trailerdell’ottimo documentario Cielito rebelde: Voci del Messico resistente di Claudio Carbone, Antonio Gori, Massimiliano Lanza, Leonardo Balestri]

Mezza primavera 2016. Il laboratorio di Alfredo López Casanova, attivista e scultore messicano, è un piccolo museo con opere e narrazioni che catturano il visitatore. Siamo nel cuore antico di Città del Messico, dove il frastuono delle strade trafficate trova pace e, smorzato negli androni e nei patii interni delle case di ringhiera, diventa silenzio. Qui la memoria può lasciare le sue tracce. Il progetto Orme della Memoria è nato in questo spazio nei suoi aspetti materiali, ma spiritualmente è sorto ed è cresciuto per le strade, nelle dimore, nei cortei e nelle famiglie che sono testimoni delle sparizioni forzate in Messico. Continua a leggere

Presentazione Libro #MessicoInvisibile a #Napoli #NarcoGuerra @ExOpgJesopazzo @Ed_Arcoiris

Evento Messico Invisibile e Narcoguerra Je So Pazzo Napoli

Giovedì 7 Luglio | ore 19:30
Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

STRAGI SILENZIOSE DELLA NARCOGUERRA
Hispánitart Associazione Culturale & Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo
presentano

“MESSICO INVISIBILE”
Voci e pensieri dall’Ombelico della luna
con
Fabrizio Lorusso (autore)
Alessandra Riccio(relatrice)

—LINK EVENTO FACEBOOK

MESSICO INVISIBILE

In nahuatl, la lingua parlata dagli antichi messicani, la parola Messico significa “nell’ombelico della luna”. Oggi il Paese è l’ombelico dei traffici delle principali sostanze stupefacenti consumate negli Stati Uniti e in Europa. Negli ultimi dieci anni la militarizzazione della cosiddetta “guerra alle droghe” ha causato oltre 150mila morti e 30mila desaparecidos e la crisi dei diritti umani nel Paese è terrificante. Territori e comunità vivono gli effetti distruttivi della violenza sul tessuto sociale e familiare. I giornalisti e gli attivisti sono minacciati e costretti a tacere, anche con la morte o la sparizione forzata, e le colline intorno a tante città e villaggi sono disseminate di fosse clandestine e resti umani.
Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, sequestrati da poliziotti e narcotrafficanti a Iguala la notte del 26 settembre 2014, ha fatto breccia nell’opinione pubblica internazionale, ma resta irrisolto e i ragazzi sono ancora desaparecidos. La lotta per fare memoria e trovare verità e giustizia rimane aperta.
Il lato intollerante e cinico delle istituzioni si scontra quotidianamente con le parti attive e in resistenza della società civile. Messico Invisibile raccoglie cronache, reportage e saggi sull’attualità del Messico. Le voci creano parentesi di senso e respiro su questa intricata realtà, centrata sul Messico ma in espansione idealmente fino all’Italia e oltre, con alcune interviste a intellettuali, esperti, attivisti e artisti come Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Alfredo López Casanova, del progetto Orme della Memoria per i desaparecidos, gli scrittori Alberto Prunetti, Pino Cacucci e Roberto Saviano, Xitlali Miranda, coordinatrice delle ricerche degli Altri Desaparecidos di Iguala, e il pittore partigiano Luciano Valentinotti.


BIO

FABRIZIO LORUSSO
Fabrizio Lorusso è giornalista freelance e prof/ricercatore all’Università Iberoamericana di León, in Messico. Collabora con media italiani (Il Reportage, Huffington, Radio Popolare, RSI, Global Project), messicani (La Jornada, Desinformémonos, Variopinto) e sudamericani (Noticias Aliadas) ed è blogger dell’Huffington Post. È redattore della web-zine CarmillaOnLine e autore dei libri Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa Alternativa, 2013), Narcoguerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga (Odoya, 2015), La fame di Haiti (con Romina Vinci, End, 2015), e Messico Invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (Arcoiris, 2016). Cura il blog personale https://lamericalatina.net/

ALESSANDRA RICCIO
Alessandra Riccio ha insegnato letterature spagnole e ispanoamericane all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. È autrice di saggi di critica letteraria su autori come Cortázar, Victoria Ocampo, Carpentier, Lezama Lima, María Zambrano. Ha tradotto numerosi autori fra i quali Ernesto Guevara, Senel Paz, Lisandro Otero. È stata corrispondente a Cuba per l’Unità dal 1989 al 1992. Collabora con numerosi giornali e riviste italiane e stranieri e dirige insieme a Gianni Minà la rivista “Latinoamerica”. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Letterate.


Hispánitart, è un’associazione culturale che si propone di gettare un ponte tra la cultura ispanica e quella italiana, che vuole riscoprire il ruolo di Napoli come spugna culturale, una città nella quale le diversità non si scontrano ma si affiancano e si mescolano da secoli. La collaborazione con enti e con altre associazioni, l’idea di incontri itineranti per riscoprire luoghi e per rimettere al centro la cultura sono l’anima e l’identità di questa associazione. www.hispanitart.com

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Je so’ pazzo è un ex-opg (ospedale psichiatrico giudiziario) occupato nel marzo 2015 da un gruppo di studenti, lavoratori, disoccupati, per sottrarlo all’abbandono e per restituirlo alla città, per ricostruire la memoria di questo luogo terribile di esclusione e tortura, e lanciare percorsi di mobilitazione a partire dalle nostre concrete esigenze: dal lavoro al territorio, dalle scuole alle università, dalla casa alla sanità.

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Come arrivarci?
– Metro Linea 1: Fermata Materdei
(5 minuti a piedi verso Salita San Raffaele)
– Dal centro storico (15 minuti a piedi):
arrivare al museo nazionale e salire via Salvator Rosa,
all’incrocio con via Imbriani ci trovate sulla destra.

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Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo
pagina facebook: https://www.facebook.com/exopgjesopazzo
sito web: http://jesopazzo.org/
twitter: https://twitter.com/ExOpgJesopazzo