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Comunicato della piattaforma PIRATA a EZLN, CNI, CIG, Sexta nazionale e internazionale/Comunicado de la plataforma PIRATA para EZLN, CNI, CIG, Sexta nacional e internacional

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(foto di Nodo Solidale)

All’ Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Al Congresso Nazionale Indigeno
Al Consiglio Indigeno di Governo
Alla Sexta Nazionale e Internazionale

Oggi 19 agosto 2019, come Piattaforma Pirata, salutiamo con gioia e entusiasmo collettivo la nascita dei nuovi Centros de Resistencia Autonoma y Rebeldia Zapatista nei territori autonomi del Chiapas ribelle.

Consapevoli che questa nuova fase dello zapatismo sia il frutto del lento lavoro politico e organizzativo delle comunità resistenti, che da oltre 25 anni resistono in basso e a sinistra contro la ricetta di sfruttamento, distruzione e morte che giorno dopo giorno impone l’ idra capitalista, rinnoviamo il nostro impegno a continuare a camminare insieme e a tentare di tessere percorsi di autonomia che ancora sconvolgono l’ordine esistente.

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#SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

Open Arms Mediterraneo Solidaridad MEXICO#SolidaridadOpenArms – Comunicato di solidarietà a Open Arms dal Messico

[Pubblichiamo in italiano e in spagnolo questo messaggio lanciato da giornalisti, scrittori, attivisti, organizzazioni e parlamentari messicani in solidarietà con la Ong Open Arms e con le persone, migranti e membri dell’equipaggio, a bordo della loro nave da quasi 20 giorni al largo delle coste di Lampedusa]

Dal Messico, terra che storicamente è stata un simbolo del rifugio, e da tutta l’America Latina —in cui oltre 500 anni fa cominciammo a ricevere caravelle, imbarcazioni e carovane di migliaia di migranti illegali provenienti dai paesi europei—, vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’equipe della Open Arms e alle oltre cento persone che questa organizzazione, che si dedica a proteggere la vita umana in mare, porta a bordo della sua nave.

A 800 metri dal porto di Lampedusa l’imbarcazione attende da 19 giorni una risposta da parte dell’Italia per poter far sbarcare, seguendo il diritto internazionale del mare, tutte le persone che sono state salvate. L’offerta del governo spagnolo, che insiste affinché si dirigano verso un porto di quel paese, arriva tardi e in un contesto che è inviabile per la Open Arms, dato che l’organizzazione non possiede le risorse per affrontare questa ulteriore attraversata, considerando il logorio rappresentato dalla permanenza in mare per 27 giorni con un centinaio di persone in pessime condizioni di salute e psicologiche. La proposta, che è stata avanzata tramite i mezzi di comunicazione e senza consultare l’equipaggio è servita solo a intorpidire le gestioni dell’organizzazione per poter entrare nel porto sicuro più vicino e a confondere l’opinione pubblica.

E’ urgente che il porto di Lampedusa sia aperto a queste persone. Dobbiamo aprire le nostre braccia dinnanzi alla sofferenza umana.

Di fronte a questa situazione d’ingiustizia vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le persone, volontari e rifugiati, che in questo momento si trovano sulla Open Arms; diciamo NO alla criminalizzazione delle Ong che proteggono la vita in mare, è necessario aiutarle nel loro compito di protezione dei diritti umani e trovare insieme una soluzione alla crisi migratoria globale.

#PuertoSeguroYa

Sottoscrivono:

Collettivi/organizzazioni:

Comité 68 Pro Libertades Democráticas, Movimiento Migrante Mesoamericano, Movimiento de Solidaridad Nuestra América, América sin Muros México, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina-SICSAL, Hermanos en el Camino, Coalición Binacional Stop Trump Chicago-Los Ángeles, Coordinadora Regional del Sur y el Centro de Capacitación y Comunicación Social, A.C., Jóvenes Ante la Emergencia Nacional, Nueva Constituyente Ciudadana Popular, Fundación Francisco Enríquez Guzmán A. C. De Chiapas, Mujeres para el Diálogo, Comité Monseñor Romero, Red Migrantes del Sur México, Comunidad Autonomía y Libertad (Comunal), Red Eslabones de Derechos Humanos Humanos-Nuevo León, Eslabones Estado de México, Eslabones Morelos, Eslabones Ciudad de México, , Asamblea Nacional Catalana en México, Coordinación Ecuménica de la Iglesia de las y los Pobres (CEIPES), Fundación Hno. Mercedes Ruiz- FUNDAHMER, Comité en Defensa de la República Catalana en México, Candidatura de Unidad Popular (CUP) Exterior en México, Fundación Leonardo Sciascia, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con América Latina “Monseñor Romero”-México.

Persone:

Porfirio Muñoz Ledo, Ifigenia Martínez, Marta Sánchez Rafael Barajas “El Fisgón”, John Ackerman, Vidulfo Rosales, Daniel Jiménez Cacho, Marina Taibo, Marlene Fautsch, Gabino Palomares, Juan Carlos Bonet, Laura Carlsen, Claudio Albertani, María Luisa Capella, Federico Campbell, Aude Bénet, Montserrat Gispert, Selma Beraud, Guiomar Rovira, Diego Flore Magón, Alexandro Meléndez, Tauro Castrejón, César Pineda, Jésica Bastidas, Juventino Yitzek, Marta Mega, Alejandra Clausell, Bernardo Méndez, David Maciel, Jazmina Barreda, Teresa Velázquez, Susana Alcázar Leyva, Francisco Montes, Pablo Hernández, Manuel Arellano, María García, Carlos Arango, Beto O Rourke, Verónica Escobar, Elena Trapanese, Clara Ferri, Francesca Gargallo, Fabrizio Lorusso (Italiani in Messico), blog-colectivo lamericalatina.net.

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Di me, si prendono cura le mie amiche. Una giornata manifesto a favore della “rabia digna” e la cura femminista collettiva

di Roberta Granelli

Finalmente, finalmente la rabbia esplode e smettiamo per un momento di portarcela addosso, dentro, negli anfratti invisibili del corpo. Finalmente la rabbia esplode collettivamente e si scaglia contro luoghi simbolo della città, di questa città che non sembra vedere la violenza che quotidianamente produce. Ora le pareti parlano più di prima, la stazione di polizia è in fiamme, la fermata del metrobus distrutta, lo spazio della Glorieta de los Insurgentes parla, grida e vibra. La violenza che quotidianamente viviamo, ora finalmente, la tiriamo addosso a chi la ignora, come un pugno di glitter fucsia che ti si appiccica sulla pelle sudata.

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Foto: Mélida Medina. Manifestanti.

L’appuntamento è per le 18.30 a Città del Messico e in altre 39 città di tutto il paese. È stata una protesta convocata in maniera rapida perché i fatti scatenanti sono successi appena qualche giorno prima. Il 12 agosto varie compagne e collettivi femministi hanno organizzato una manifestazione che partiva dagli uffici della Secretaría de Seguridad Ciudadana ed arrivava alla sede della Procura della capitale per chiedere giustizia per il caso di un’adolescente di 17 anni violentata da 4 poliziotti nel municipio di Azcapotzalco. Al momento di ricevere la denuncia di violenza, il Pubblico Ministero non ha applicato il protocollo stabilito per le violenze sessuali e le prove, realizzate giorni dopo, non hanno prodotto risultati; l’indagine è stata resa meschinamente pubblica e dunque la giovane è stata bersagliata da minacce che l’hanno costretta a ritirare la denuncia. I 4 poliziotti sono stati sospesi dall’incarico ma nessun’ altra misura è stata applicata, né nessun’altra prova cercata. La manifestazione del 12 agosto ha visto decine di donne scagliarsi contro le la sede della Procura e tirare del glitter fucsia contro il capo della polizia. In battuta finale Claudia Sheinbaum, governatrice della capitale ed eletta tra le fila del partito “progressista” del presidente federale Andrés Manuel López Obrador e rappresentante di un presunto cambiamento politico soprattutto in quanto attenzione al femminicidio e alla violenza di genere, afferma di “non voler cadere in provocazioni” e apre un’indagine contro le compagne femministe.

Ma come afferma lo slogan diffusosi, “Exigír justícia no es provocación” (Esigere giustizia non è una provocazione). In questi pochi giorni il web ed i social si sono riempiti di glitter rosa ed è stata sottolineata l’assurdità delle posizioni politiche di Sheinbaum e di tutto il governo della città. Le posizioni della governatrice sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso: invece di approfondire il caso della minore e sottolineare la gravità che dei rappresentanti dello Stato abbiano violentato invece di proteggere, ammettere che la situazione del femminicidio ormai è ingestibile – arrivata a 9 vittime al giorno, i fautori della sedicente Quarta Trasformazione si sono scagliati contro le mobilitazioni di protesta, screditandole e criminalizzandole.

Senza titolo

Foto del web: performance nella Glorieta de los Insurgentes.

La rabbia è cresciuta ed è tornata a fior di pelle, la rabbia si somma nuovamente al dolore quotidiano dei 9 femminicidi al giorno, delle violenze sessuali e dei sequestri.

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Logistica e America latina: spazi, flussi, lavoro

Lo scorso 11 giugno, si è tenuta nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna una conferenza a tema Logistica e America latina. Riportiamo qui di seguito la locandina dell’evento, gli abstract dei contributi e i video integrali degli interventi. Buona lettura! (I video integrali sono incorporati di seguito nel post)

Da Into the Black Box

11 giugno 2019, ore 16:30

Sala Riunioni, Dipartimento delle Arti, Università di Bologna

Piazzetta Morandi 2

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Da quando, negli ultimi anni, diversi contributi hanno posto l’accento sulla dimensione “logistica” del capitalismo contemporaneo, intesa come un insieme di trasformazioni della spazialità, del lavoro, dell’organizzazione della produzione e della circolazione globali e delle cosiddette suppy chains, ci siamo resi conto che la maggior parte delle analisi, dei casi di studio, dei dibattiti o delle biografie degli stessi autori coinvolti vertevano o sulle trasformazioni nelle città, nei porti o negli hub d’Occidente o sulle nuove tendenze di affermazione di una globalizzazione “con caratteristiche cinesi”, fondata sui mastodontici progetti infrastrutturali della Nuova Via della Seta e sulla proliferazione su scala globale delle Zone Economiche Speciali.

Da lì la nostra intenzione di “decentrare” ulteriormente lo sguardo verso la trasformazione in senso logistico delle “periferie”, e in particolar modo dell’America latina: una regione che, mentre rafforza sempre più alcuni aspetti tradizionali della “dipendenza” come la vocazione esportatrice di materie prime e la ri-primarizzazione dell’economia, assiste allo stesso tempo a trasformazioni che vedono l’affermarsi di logiche sempre più brutali di “annichilamento del tempo con lo spazio”, e l’emergere e il moltiplicarsi di “zone” privilegiate per il flusso di merci e capitali globali, come le enclave informatiche, i porti e le stesse città globali, con articolazioni inedite tra nuove e vecchie forme di precarietà, di informalità e di “capitalismo di piattaforma”. Tutto ciò, mentre una riconfigurazione degli assetti geopolitici e della stessa lotta di classe incide, si articola e in molti casi resiste all’imporsi di questa “razionalità logistica”.

In questo seminario, contributi diversi si proporranno di dialogare tra loro a partire dall’analisi degli effetti che queste trasformazioni hanno sugli spazi (dalla pianificazione-gestione di giganteschi corridoi logistici, a quella di territori concreti come i mercati metropolitani o le comunità indigene), sul lavoro (con inedite modificazioni nelle forme del tradizionale super-sfruttamento di queste economie dipendenti portate dalle migrazioni, dall’aumento del lavoro informale e da quello di piattaforma) e sulla produzione di soggettività (dagli indigeni alle donne alle popolazioni “marginali” urbane) in America latina.

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“Te buscaré hasta encontrarte”. Historia y contexto de Los Otros Desaparecidos de Iguala – Revista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata (CROSS Università degli Studi di Milano) v. 5 n. 1 2019

Rivista di studi e ricerche sulla criminalità organizzata n1 v5 cover_issue_1415_it_IT[Articolo accademico in spagnolo di Fabrizio Lorusso: “Te buscaré hasta encontrarte”. Historia y contexto de los otros desaparecidos de Iguala, colectivo de buscadores de desaparecidos y fosas clandestinas en México, pubblicato sul n. 1 volume 5 (2019) della Rivista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata, CROSS Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, Università degli Studi di Milano, pp. 36-80, link originale]

Abstract

This article is based on documental and oral sources, collected during field stays, and exposes the milestones in the history of Los otros desaparecidos de Iguala, a group of relatives of victims and seekers of missing persons in the Southern Mexican state of Guerrero. After a brief frame on social movements and the problems of the disappearance of people and the clandestine graves, emphasis is placed especially on the formative phases of the Los otros desaparecidos de Iguala group (between October 2014 and February 2015) and on some of its most recent developments. The analysis delves into the regional and national contexts, characterized by the strategy of militarization of public security, the case of the forced disappearance of the 43 Ayotzinapa students in the city of Iguala and the renewed activism of victims’ of violence movements. The conclusions indicate open paths for the interpretation of the case study and for further researches.

Keywords: Mexico, disappeared, victims, groups of relatives, Iguala, Ayotzinapa

Resumen

El presente artículo se basa en fuentes orales y documentales recolectadas en estancias de campo y expone los principales hitos de la historia de Los otros desaparecidos de Iguala, colectivo de familiares de víctimas y buscadores de personas desaparecidas en el sureño estado mexicano de Guerrero. Después de un breve marco sobre los movimientos sociales y las problemáticas de la desaparición de personas y de las fosas clandestinas, se hace énfasis especialmente en las fases formativas de este grupo entre octubre de 2014 y febrero de 2015 y en algunos de sus desarrollos más recientes. Se ahonda también en los contextos regional y nacional, caracterizados por la estrategia de militarización de la seguridad pública, el caso de la desaparición forzada de los 43 estudiantes de Ayotzinapa en la ciudad de Iguala y el renovado activismo de los movimientos de víctimas de la violencia. Las conclusiones señalan pistas abiertas para la interpretación del caso de estudio y para futuras investigaciones.

Palabras clave: México, desaparecidos, víctimas, colectivos de familiares, Iguala, Ayotzinapa

Riassunto

Il presente articolo si basa su fonti orali e documentali, raccolte durante una decina di soggiorni di ricerca sul campo, ed espone i punti chiave della storia de Los otros desaparecidos de Iguala, un collettivo di familiari di vittime e cercatori di persone scomparse nello stato meridionale del Guerrero (Messico). Dopo un breve inquadramento sui movimenti sociali e sulla problematica delle sparizioni di persone e delle fosse clandestine, l’articolo si concentra sulle fasi formative di Los otros desaparecidos de Iguala (ottobre 2014 – febbraio 2015), e su alcuni sviluppi più recenti. L’articolo analizza, altresì, il contesto regionale e il nazionale, caratterizzati dalla strategia di militarizzazione della pubblica sicurezza, dal caso della sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella città di Iguala e dal rinnovato attivismo dei movimenti di vittime della violenza. Le conclusioni mettono in luce alcune piste aperte per l’interpretazione del caso di studio e per future ricerche.

Parole chiave: Messico, desaparecidos, vittime, collettivi di familiari, Iguala, Ayotzinapa

 

Academia le entra al reto de la violencia en Guanajuato: revisar causas estructurales, pide investigador de la Ibero @PopLabMx

[De PopLab – Periodismo y opinión pública] Fabrizio Lorusso relaciona el fenómeno de violencia con la agudización de la desigualdad que se ha presentado, no obstante el crecimiento de la economía local y del Producto Interno Bruto. Introducción de Arnoldo Cuéllar, ilustración de Pinche Einnar, video de PopLab y, en seguida, el resumen y las gráficas del informe de Fabrizio Lorusso: “Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato” de junio de 2019, publicado en la revista Brújula Ciudadana n. 109. Relacionados: AMDesinformémonosSoyBarrioEl SUR Guerrero

Los niveles de violencia criminal que el estado de Guanajuato ha visto ascender, particularmente a lo largo de la pasada administración estatal, empiezan a generar análisis desde la academia y los ámbitos de la investigación social en Guanajuato.

Para el investigador social y periodista Fabrizio Lorusso, catedrático de la Universidad Iberoamericana en León, la oleada de violencia sin precedentes va más allá del fenómeno de los asesinatos, que tiende a centrar la visión de los medios, y constituye más bien la evidencia “de un patrón estructural y complejo, hecho de múltiples descomposiciones.”

En un ensayo publicado en el número más reciente de la revista Brújula CiudadanaLorusso relaciona el fenómeno de violencia con la agudización de la desigualdad que se ha presentado no obstante el crecimiento de la economía local y del Producto Interno Bruto, debido a la pujante industrialización de la entidad.

Aunque en Guanajuato se ha logrado reducir el porcentaje de población en pobreza por lo menos cinco puntos entre 2010 y 2016, la distribución del ingreso se ha concentrado, como lo muestra el incremento del Coeficiente de Gini [1] de 0.433 a 0.576 en ese mismo lapso.

Foto: Edith Domínguez

Para el académico, la tendencia que se vive, pese a disminuciones coyunturales, no podrá ser combatida si no se atacan “los complejos factores detonadores y reforzantes de la violencia”. Entre los puntos que enlista como prioridades a revisar, están: el sistema de procuración e impartición de justicia, los cuerpos policiales, el modelo económico-laboral, las violaciones a derechos humanos, la presencia de grupos criminales armados y la creciente militarización de la seguridad a nivel federal.

Publicamos un resumen del ensayo “Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato”. El texto original puede ser encontrado en la revista Brújula Ciudadana No. 109.

El texto completo puede consultarse en este enlaceContinua a leggere

Tendencias de la violencia, las desapariciones y los homicidios en Guanajuato – Revista Brújula Ciudadana

Revista Brújula Ciudadana n. 109 mayo 2019 portada[Artículo de Fabrizio Lorusso – Publicado el 20 de junio de 2019 en Revista Brújula Ciudadana n. 109 mayo 2019 ISSN 2594-0996 – link al PDF del artículo]

Guanajuato vive una oleada de violencia sin precedentes que va más allá del fenómeno de los asesinatos, de por sí desbordado y alarmante, y muestra, más bien, un patrón estructural y complejo, hecho de múltiples descomposiciones. Este análisis se centra en la incidencia de crímenes de alto impacto, especialmente los homicidios dolosos y las desapariciones, pero como premisa cabe destacar el contexto persistente de violencia estructural en la entidad. Ésta se relaciona con la agudización de las desigualdades entre sectores de la población que “produce un daño en la satisfacción de las necesidades humanas básicas (supervivencia, bienestar, identidad o libertad) como resultado de los procesos de estratificación social, es decir, sin necesidad de formas de violencia directa” (Tortosa y La Parra, 2003).

[Sigue leyendo abajo en este mismo post o abre el PDF en Scribd]

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FABRIZIO LORUSSO, “Nos une el mismo dolor.” Narrative, lutto e ricerca di vita nel collettivo de “Los otros desaparecidos de Iguala” – Revista Letterature d’America (Italia)

Letterature d'America n. 173 2019 copertina[Articolo accademico di Fabrizio Lorusso, “Nos une el mismo dolor.” Narrative, lutto e ricerca di vita nel collettivo de “Los otros desaparecidos de Iguala”, Letterature d’America (La Sapienza, Università di Roma), n. 173, anno XXXIX, 2019 (Bulzoni Editore, ISSN 1125-1743), pp. 85-103 (volume della rivista dedicato a «La Morte nella letteratura e cultura in Messico»]

Abstract – “The Same Grief Joins Us.” Narratives, Mourning, and the Search for Life in the Collective “Los otros desaparecidos de Iguala.” In Mexico shared grief and the search for desaparecidos drive families towards collective action in an environment characterized by violence and lack of human rights. In 2014, after the forced disappearance of 43 students in Ayotzinapa, a group was formed, Los otros desaparecidos de Iguala, that engaged itself in the search for desaparecidos in the state of Guerrero. This essay begins with their testimonies and analyzes the concepts of suspended and shared mourning, and the search for life, in contrast with the official narratives on life, death, and the status of desaparecidos.

En México el dolor común y la búsqueda de los desaparecidos empujan a los familiares a la acción colectiva en un contexto de violencia y crisis de los Derechos Humanos. Tras la desaparición forzada de los 43 estudiantes de Ayotzinapa en 2014, nacen Los otros desaparecidos de Iguala, buscadores de desaparecidos en Guerrero. El artículo arranca de sus testimonios y analiza los conceptos de duelo suspendido y compartido, y de búsqueda de vida, que se contraponen a las narrativas oficiales sobre la vida, la muerte y el estatus de los desaparecidos.

“A mesma dor nos une.” Narrações, luto e busca pela vida no coletivo de “Los otros desaparecidos de Iguala.” No México a dor comum e a busca dos desaparecidos levam os membros da família à ação coletiva em um contexto de violência e de crise dos Direitos Humanos. Depois do desaparecimento forçado dos 43 estudantes de Ayotzinapa em 2014, nasce o grupo de Los otros desaparecidos de Iguala, formado pelos buscadores de desaparecidos no Estado de Guerrero. A partir de seus depoimentos, o artigo analisa os conceitos de luto suspenso e compartilhado, e a busca pela vida, mostrando a contraposição às narrativas oficiais sobre a vida, a morte e o status dos desaparecidos.

El autor/L’autore: Fabrizio Lorusso. Docente e ricercatore presso la Universidad Iberoamericana León, Guanajuato, Messico. Appartenente al Sistema Nazionale dei Ricercatori messicano. Giornalista freelance per media italiani e latinoamericani. Laurea vecchio ordinamento in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano. Dottorato e Master in Studi Latinoamericani alla Universidad Nacional Autónoma de México. Linea di ricerca attuale: Diritti umani, azione collettiva e neoliberalismo (collettivi di familiari di desaparecidos).

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