Archivi categoria: Messico

Messico, il nuovo governo riapre le indagini su Ayotzinapa

Di Caterina Morbiato da Napoli Monitor.

Il 26 settembre di cinque anni fa, quarantatré studenti della Scuola normale rurale Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa venivano fatti sparire durante quella che è passata alla storia come “la notte di Iguala” (la cittadina dello stato di Guerrero in cui avvennero i fatti). Oltre ai giovani scomparsi vennero uccise sei persone – tra cui tre studenti normalisti, uno dei quali brutalmente torturato – e ne furono ferite almeno quaranta.

 

 

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[Foto Susanna de Guio]

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“L’Istmo è nostro”: il Congreso Nacional Indigena contro il progetto trans-istmico

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fotografie: Susanna De Guio

[di Susanna De Guio]

 

Il 6, 7 e 8 settembre appena passati sono stati tre giorni di riunioni e dibattiti intensi a Juchitan, nello stato di Oaxaca, Messico. “L’istmo è nostro” è il nome della campagna che ha guidato i temi dell’incontro del CNI, insieme agli aderenti alla Sexta e alle reti di resistenza e ribellione nazionali e internazionali in lotta contro il capitalismo e il patriarcato. Continua a leggere

Apoyo para el Centro de Estudios Universitarios XHIDZA en Oaxaca @ceuxhidza @surcooaxaca

[Publicamos aquí la información en español e inglés para apoyar la construcción de una biblioteca comunitaria en Santa María Yaviche, Oaxaca]

ceuxhidza.org trabaja con los saberes comunitarios a través del diálogo académico. Ahora estamos buscando recursos para construir una #Bibilioteca #IndigenousPeople #PueblosIndígenas

bit.ly/ApoyaCeuxhidza Faltan 24 días para finalizar

Biblioteca comunitaria para CEU-Xhidza

Oaxaca, México es conocido por su biodiversidad, por sus numerosos pueblos indígenas y, al mismo tiempo, por la gran cantidad de personas en condiciones de pobreza. El pueblo Zapoteco Xhidza de la Sierra Juárez vive de la agricultura, principalmente del café, pero el cambio climático y la marginalización del campesinado los ha colocado en una situación de vulnerabilidad en el entorno global. La comunidades de la región han apostado por la educación para combatir dicha marginalización, pero cuentan con muy pocos recursos económicos y son contadxs lxs jóvenes que pueden acceder a estudios universitarios, pues las universidades se encuentran lejos de su comunidad y ellxs tienen responsabilidades con la familia y la comunidad, sin mencionar los recursos que necesitan para subsistir fuera de la comunidad.

Nuestra propuesta

La comunidad de Santa María Yaviche se ha organizado para mejorar sus condiciones de vida a través de una educación autónoma, comunitaria e indígena dentro de la comunidad. Así se creó, con el acompañamiento de SURCO AC, el Centro de Estudios Universitarios Xhidza (CEUXhidza). Hoy el centro lleva dos años en operación, generando y compartiendo conocimientos para mejorar la vida comunitaria. Basado en los conocimientos de la cosmovisión, lengua y cultura Xhidza, trabaja para enfrentar los desafíos de un mundo cada vez más conectado y sujetos a cambios dramáticos, como la crisis climática, por mencionar sólo uno de ellos.

Nuestro reto

Hasta el momento hemos operado gracias a la colaboración solidaria de una red de amigxs profesorxs y expertxs, y el año pasado realizamos un fondeo que nos permitió construir parte de la infraestructura. Lxs jóvenes no tienen dinero para comprar libros ni un espacio para poder estudiar, por ello hemos hecho una recaudación de libros. Ahora lxs estudiantes cuentan con un buen acervo y muchas ganas de leer, estudiar y aprender, pero necesitan una biblioteca dónde alojar estos libros y tener las condiciones para que lxs universitarixs y el pueblo Xhidza puedan compartir este conocimiento y completar sus aprendizajes.

¡Sé parte de este proyecto de construcción y aprendizaje colectivo!

Community Library for CEU-Xhidza

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Lo zapatismo si rafforza per affrontare le sfide politiche del Messico di AMLO

di Susanna De Guio

L’atmosfera a San Cristobal de las Casas è come sospesa negli ultimi giorni. Il cielo blu intenso dietro le montagne si copre nelle prime ore del pomeriggio, le nubi enormi si accumulano per poi scaricarsi in tempesta e un’ora dopo si torna a camminare sulla strada bagnata, colma di sole. Il clima tropicale sembrIMG_9142a accompagnare l’umore che predomina da quando, il 17 agosto, l’EZLN ha rilasciato un nuovo comunicato in cui annuncia: ¨abbiamo rotto l’isolamento¨. Agli storici cinque caracoles che conformano il territorio autonomo zapatista se ne aggiungono altri sette, si creano i Centros de Resistencia Autónoma y Rebeldía Zapatista (CRAREZ), si estendono i municipi autonomi.

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Comunicato della piattaforma PIRATA a EZLN, CNI, CIG, Sexta nazionale e internazionale/Comunicado de la plataforma PIRATA para EZLN, CNI, CIG, Sexta nacional e internacional

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(foto di Nodo Solidale)

All’ Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Al Congresso Nazionale Indigeno
Al Consiglio Indigeno di Governo
Alla Sexta Nazionale e Internazionale

Oggi 19 agosto 2019, come Piattaforma Pirata, salutiamo con gioia e entusiasmo collettivo la nascita dei nuovi Centros de Resistencia Autonoma y Rebeldia Zapatista nei territori autonomi del Chiapas ribelle.

Consapevoli che questa nuova fase dello zapatismo sia il frutto del lento lavoro politico e organizzativo delle comunità resistenti, che da oltre 25 anni resistono in basso e a sinistra contro la ricetta di sfruttamento, distruzione e morte che giorno dopo giorno impone l’ idra capitalista, rinnoviamo il nostro impegno a continuare a camminare insieme e a tentare di tessere percorsi di autonomia che ancora sconvolgono l’ordine esistente.

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#SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

Open Arms Mediterraneo Solidaridad MEXICO#SolidaridadOpenArms – Comunicato di solidarietà a Open Arms dal Messico

[Pubblichiamo in italiano e in spagnolo questo messaggio lanciato da giornalisti, scrittori, attivisti, organizzazioni e parlamentari messicani in solidarietà con la Ong Open Arms e con le persone, migranti e membri dell’equipaggio, a bordo della loro nave da quasi 20 giorni al largo delle coste di Lampedusa]

Dal Messico, terra che storicamente è stata un simbolo del rifugio, e da tutta l’America Latina —in cui oltre 500 anni fa cominciammo a ricevere caravelle, imbarcazioni e carovane di migliaia di migranti illegali provenienti dai paesi europei—, vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’equipe della Open Arms e alle oltre cento persone che questa organizzazione, che si dedica a proteggere la vita umana in mare, porta a bordo della sua nave.

A 800 metri dal porto di Lampedusa l’imbarcazione attende da 19 giorni una risposta da parte dell’Italia per poter far sbarcare, seguendo il diritto internazionale del mare, tutte le persone che sono state salvate. L’offerta del governo spagnolo, che insiste affinché si dirigano verso un porto di quel paese, arriva tardi e in un contesto che è inviabile per la Open Arms, dato che l’organizzazione non possiede le risorse per affrontare questa ulteriore attraversata, considerando il logorio rappresentato dalla permanenza in mare per 27 giorni con un centinaio di persone in pessime condizioni di salute e psicologiche. La proposta, che è stata avanzata tramite i mezzi di comunicazione e senza consultare l’equipaggio è servita solo a intorpidire le gestioni dell’organizzazione per poter entrare nel porto sicuro più vicino e a confondere l’opinione pubblica.

E’ urgente che il porto di Lampedusa sia aperto a queste persone. Dobbiamo aprire le nostre braccia dinnanzi alla sofferenza umana.

Di fronte a questa situazione d’ingiustizia vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le persone, volontari e rifugiati, che in questo momento si trovano sulla Open Arms; diciamo NO alla criminalizzazione delle Ong che proteggono la vita in mare, è necessario aiutarle nel loro compito di protezione dei diritti umani e trovare insieme una soluzione alla crisi migratoria globale.

#PuertoSeguroYa

Sottoscrivono:

Collettivi/organizzazioni:

Comité 68 Pro Libertades Democráticas, Movimiento Migrante Mesoamericano, Movimiento de Solidaridad Nuestra América, América sin Muros México, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina-SICSAL, Hermanos en el Camino, Coalición Binacional Stop Trump Chicago-Los Ángeles, Coordinadora Regional del Sur y el Centro de Capacitación y Comunicación Social, A.C., Jóvenes Ante la Emergencia Nacional, Nueva Constituyente Ciudadana Popular, Fundación Francisco Enríquez Guzmán A. C. De Chiapas, Mujeres para el Diálogo, Comité Monseñor Romero, Red Migrantes del Sur México, Comunidad Autonomía y Libertad (Comunal), Red Eslabones de Derechos Humanos Humanos-Nuevo León, Eslabones Estado de México, Eslabones Morelos, Eslabones Ciudad de México, , Asamblea Nacional Catalana en México, Coordinación Ecuménica de la Iglesia de las y los Pobres (CEIPES), Fundación Hno. Mercedes Ruiz- FUNDAHMER, Comité en Defensa de la República Catalana en México, Candidatura de Unidad Popular (CUP) Exterior en México, Fundación Leonardo Sciascia, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con América Latina “Monseñor Romero”-México.

Persone:

Porfirio Muñoz Ledo, Ifigenia Martínez, Marta Sánchez Rafael Barajas “El Fisgón”, John Ackerman, Vidulfo Rosales, Daniel Jiménez Cacho, Marina Taibo, Marlene Fautsch, Gabino Palomares, Juan Carlos Bonet, Laura Carlsen, Claudio Albertani, María Luisa Capella, Federico Campbell, Aude Bénet, Montserrat Gispert, Selma Beraud, Guiomar Rovira, Diego Flore Magón, Alexandro Meléndez, Tauro Castrejón, César Pineda, Jésica Bastidas, Juventino Yitzek, Marta Mega, Alejandra Clausell, Bernardo Méndez, David Maciel, Jazmina Barreda, Teresa Velázquez, Susana Alcázar Leyva, Francisco Montes, Pablo Hernández, Manuel Arellano, María García, Carlos Arango, Beto O Rourke, Verónica Escobar, Elena Trapanese, Clara Ferri, Francesca Gargallo, Fabrizio Lorusso (Italiani in Messico), blog-colectivo lamericalatina.net.

Versión en español:  Continua a leggere

Di me, si prendono cura le mie amiche. Una giornata manifesto a favore della “rabia digna” e la cura femminista collettiva

di Roberta Granelli

Finalmente, finalmente la rabbia esplode e smettiamo per un momento di portarcela addosso, dentro, negli anfratti invisibili del corpo. Finalmente la rabbia esplode collettivamente e si scaglia contro luoghi simbolo della città, di questa città che non sembra vedere la violenza che quotidianamente produce. Ora le pareti parlano più di prima, la stazione di polizia è in fiamme, la fermata del metrobus distrutta, lo spazio della Glorieta de los Insurgentes parla, grida e vibra. La violenza che quotidianamente viviamo, ora finalmente, la tiriamo addosso a chi la ignora, come un pugno di glitter fucsia che ti si appiccica sulla pelle sudata.

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Foto: Mélida Medina. Manifestanti.

L’appuntamento è per le 18.30 a Città del Messico e in altre 39 città di tutto il paese. È stata una protesta convocata in maniera rapida perché i fatti scatenanti sono successi appena qualche giorno prima. Il 12 agosto varie compagne e collettivi femministi hanno organizzato una manifestazione che partiva dagli uffici della Secretaría de Seguridad Ciudadana ed arrivava alla sede della Procura della capitale per chiedere giustizia per il caso di un’adolescente di 17 anni violentata da 4 poliziotti nel municipio di Azcapotzalco. Al momento di ricevere la denuncia di violenza, il Pubblico Ministero non ha applicato il protocollo stabilito per le violenze sessuali e le prove, realizzate giorni dopo, non hanno prodotto risultati; l’indagine è stata resa meschinamente pubblica e dunque la giovane è stata bersagliata da minacce che l’hanno costretta a ritirare la denuncia. I 4 poliziotti sono stati sospesi dall’incarico ma nessun’ altra misura è stata applicata, né nessun’altra prova cercata. La manifestazione del 12 agosto ha visto decine di donne scagliarsi contro le la sede della Procura e tirare del glitter fucsia contro il capo della polizia. In battuta finale Claudia Sheinbaum, governatrice della capitale ed eletta tra le fila del partito “progressista” del presidente federale Andrés Manuel López Obrador e rappresentante di un presunto cambiamento politico soprattutto in quanto attenzione al femminicidio e alla violenza di genere, afferma di “non voler cadere in provocazioni” e apre un’indagine contro le compagne femministe.

Ma come afferma lo slogan diffusosi, “Exigír justícia no es provocación” (Esigere giustizia non è una provocazione). In questi pochi giorni il web ed i social si sono riempiti di glitter rosa ed è stata sottolineata l’assurdità delle posizioni politiche di Sheinbaum e di tutto il governo della città. Le posizioni della governatrice sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso: invece di approfondire il caso della minore e sottolineare la gravità che dei rappresentanti dello Stato abbiano violentato invece di proteggere, ammettere che la situazione del femminicidio ormai è ingestibile – arrivata a 9 vittime al giorno, i fautori della sedicente Quarta Trasformazione si sono scagliati contro le mobilitazioni di protesta, screditandole e criminalizzandole.

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Foto del web: performance nella Glorieta de los Insurgentes.

La rabbia è cresciuta ed è tornata a fior di pelle, la rabbia si somma nuovamente al dolore quotidiano dei 9 femminicidi al giorno, delle violenze sessuali e dei sequestri.

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Logistica e America latina: spazi, flussi, lavoro

Lo scorso 11 giugno, si è tenuta nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna una conferenza a tema Logistica e America latina. Riportiamo qui di seguito la locandina dell’evento, gli abstract dei contributi e i video integrali degli interventi. Buona lettura! (I video integrali sono incorporati di seguito nel post)

Da Into the Black Box

11 giugno 2019, ore 16:30

Sala Riunioni, Dipartimento delle Arti, Università di Bologna

Piazzetta Morandi 2

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Da quando, negli ultimi anni, diversi contributi hanno posto l’accento sulla dimensione “logistica” del capitalismo contemporaneo, intesa come un insieme di trasformazioni della spazialità, del lavoro, dell’organizzazione della produzione e della circolazione globali e delle cosiddette suppy chains, ci siamo resi conto che la maggior parte delle analisi, dei casi di studio, dei dibattiti o delle biografie degli stessi autori coinvolti vertevano o sulle trasformazioni nelle città, nei porti o negli hub d’Occidente o sulle nuove tendenze di affermazione di una globalizzazione “con caratteristiche cinesi”, fondata sui mastodontici progetti infrastrutturali della Nuova Via della Seta e sulla proliferazione su scala globale delle Zone Economiche Speciali.

Da lì la nostra intenzione di “decentrare” ulteriormente lo sguardo verso la trasformazione in senso logistico delle “periferie”, e in particolar modo dell’America latina: una regione che, mentre rafforza sempre più alcuni aspetti tradizionali della “dipendenza” come la vocazione esportatrice di materie prime e la ri-primarizzazione dell’economia, assiste allo stesso tempo a trasformazioni che vedono l’affermarsi di logiche sempre più brutali di “annichilamento del tempo con lo spazio”, e l’emergere e il moltiplicarsi di “zone” privilegiate per il flusso di merci e capitali globali, come le enclave informatiche, i porti e le stesse città globali, con articolazioni inedite tra nuove e vecchie forme di precarietà, di informalità e di “capitalismo di piattaforma”. Tutto ciò, mentre una riconfigurazione degli assetti geopolitici e della stessa lotta di classe incide, si articola e in molti casi resiste all’imporsi di questa “razionalità logistica”.

In questo seminario, contributi diversi si proporranno di dialogare tra loro a partire dall’analisi degli effetti che queste trasformazioni hanno sugli spazi (dalla pianificazione-gestione di giganteschi corridoi logistici, a quella di territori concreti come i mercati metropolitani o le comunità indigene), sul lavoro (con inedite modificazioni nelle forme del tradizionale super-sfruttamento di queste economie dipendenti portate dalle migrazioni, dall’aumento del lavoro informale e da quello di piattaforma) e sulla produzione di soggettività (dagli indigeni alle donne alle popolazioni “marginali” urbane) in America latina.

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