Archivi categoria: Mondo

El tablero de Siria y la esperanza del federalismo democrático curdo @DefenseUnitsYPJ #Kobane

curdos ypg ypj[De Fabrizio Lorusso – Publicado en ZonaFranca.Mx y Desinformémonos] Lo que en Siria empezó en 2011 como una insurrección contra la dictadura de Bashar Al-Assad y como parte de las rebeliones de la “Primavera Árabe” que sacudieron los regímenes y las sociedades de Oriente Medio se convirtió primero en una guerra civil sanguinaria y, luego, en algo más, en un conflicto internacional en el cual el territorio de Siria se tornó un tablero de intereses geopolíticos complejos y, hasta la fecha, irreconciliables. El balance humano es catastrófico, pues ha habido en seis años unos 320mil (o hasta 400 mil según algunas fuentes) muertos, unos 6.6 millones de desplazados internos y más de 5 millones de refugiados sirios en el mundo. Es decir al menos 12 millones de personas, el 50% de la población, han sido afectadas directa y gravemente por la guerra. Claramente todos los demás habitantes también lo son, pues la economía se derrumbó y el Estado se considera “fallido”.  Continua a leggere

La desunión europea

europarlamento

[de Fabrizio Lorusso – Publicado en: http://desinformemonos.org/ y ZonaFranca.Mx] La Unión Europea no es un país, pero tampoco una organización internacional propiamente dicha. La UE, como lo dice su nombre, es una Unión comercial, monetaria y, en parte, política, o sea un modelo de integración regional que se ha llamado “federalismo intergubernamental”. En otras palabras, no es un Estado-nación autónomo y tampoco es un simple acuerdo entre gobiernos, sino que es un híbrido y se puede definir como una entidad supranacional con cierta soberanía, bastante amplia, sobre todos sus integrantes en ciertos asuntos (política monetaria, comercial, arancelaria, circulación de mercancía y personas, etc…) y con soberanía limitada o inexistente, como conjunto, en otros campos (política militar, política exterior y de seguridad, entre otras).  Continua a leggere

Un infierno blanco en India

13di Raúl Zecca Castel 

[Reportage originariamente pubblicato su El País] La tierra está recubierta de un suave manto blanco, como forrada de nieve. Una especie de niebla sutil oculta la vista y transforma las figuras humanas en sombras fantasmales. Incluso las voces resultan amortiguadas y distantes, como absorbidas por el polvo que se filtra en los ojos y en la nariz, dejando un persistente sabor amargo en la garganta. Ni siquiera se escuchan los propios pasos, y sacudir los pies tan solo serviría para levantar aún más el polvo. El rumor seco de las piedras que se estrellan bajo los golpes de pesados martillos es lo único que rompe el silencio, resonando en el aire como un lejano batir de alas.

Continua a leggere

Programa de análisis #TrotamundosPolítico todos los lunes en Web-Tv de @ZonaFrancaMx #Revistadela1

[Segnaliamo la collaborazione settimanale, live i lunedì alle ore 14 (fuso di Città del Messico) di F.L. con il programma #RevistaDeLa1 della web TV di Zona Franca, quotidiano on line di León, stato del Guanajuato, Messico. In studio Arnoldo Cuéllar e Fabrizio Lorusso. In questa trasmissione del 13 marzo parliamo di sparizioni forzate e la mostra Huellas de la memoria. Puntate precedenti a questo link. Per altri link utili vedi sotto!]

trotamundos politico zona franca[Señalamos la colaboración semanal, en vivo los lunes a las 14, hora del centro en este enalce o en FaceBook Streaming, de F. L. con el programa #RevistaDeLa1 y la sección “Los especialistas” de la web-TV de Zona Franca, medio digital de León, Guanajuato. En el estudio Arnoldo Cuéllar y Fabrizio Lorusso para el espacio llamado #TrotamundosPolítico (en twitter link). En esta transmisión del 13 de marzo hablamos de desaparición forzada y de la exposición Huellas de la memoria, a la luz de la reciente actualización de los datos del Registro Nacional de las Personas Desaparecidas-RNPED que arroja cifras cada vez más preocupantes, pues el número total de desaparecidos en México ascendía a 30942. 545 en el Estado de Guanajuato, en donde la mayoría son menores de edad, como lo reporta este artículo de Kennia V.]  Para ver las colaboraciones precedentes de Trotamundos Político ver aquí: link.   Zona Franca en Twitter y Canal de YouTube

Video-1 del 20 de febrero de 2017 (Globalización y oposiciones globales, Trump oportunidad para México?): link.    Video-2 del 27 febbraio. Trump y la relación México-EEUU tras la visita de Tillerson y Kelly: link    Video-3 del 6 de marzo. Modelos de desarrollo para México, modelos alternativos y emergentes frente a Trump: link Video del 27 de marzo sobre la Unión Europea link

#Fotos y #Videos #Marcha vs aumento a tarifa de transporte público #León #GTO #México

Selección de fotografías y videos (al fondo) de la marcha y del mitín (link) contra el aumento de las tarifas del transporte público (que público no es), organizada por los colectivos de la Coordinadora Popular Leonesa el día 2 de enero de 2016, del Arco de la Calzada a la Plaza de los Mártires de León, Guanajuato. Dar clic sobre una foto para agrandar (fotos y videos de Fabrizio Lorusso).

 

 

#Haiti non esiste: i rifugiati haitiani alla frontiera di #Tijuana #Messico

haitiani-tijuana-1[Di Caterina Morbiato (foto di Heriberto Paredes) da Carmilla]. Tijuana é la cittá di frontiera per antonomasia: un approdo per naufraghi arrivati da ogni dove alla ricerca di un nuovo inizio o una nuova partenza. Esplorare le sue strade significa impastarsi le mani di una belleza sordida, nata dal transito di culture e di lingue che si ibridano e si contaminano. La frontiera plasma Tijuana con il continuo transito di genti diverse: ora i deportati dagli Stati Uniti; ora gli sfollati messicani che fuggono da zone seviziate dal narco e che cercano, invano, di essere riconosciuti come rifugiati; ora i migranti centroamericani che incarnano una crisi umanitaria che sembra non avere fine. Basterebbe osservare chi si muove attraverso e attorno a el bordo -come a Tijuana chiamano il confine, distorcendo la parola inglese “border”- per intuire quello che succede nell’intera regione. Da qualche mese una nuova presenza si somma a questa eclettica fusione di umanitá: sono le centinaia di uomini e donne haitiani che arrivano giornalmente dopo aver intrapreso un viaggio interminabile. Chi non riesce a trovare posto nei diversi centri di accoglienza, dorme in piccoli hotel o case di privati che hanno improvvisato alloggi informali, ma in molti si ritrovano a passare la notte per strada. Secondo l’Istituto Nazionale di Migrazione messicano da maggio di quest’anno ad oggi circa 14mila haitiani sarebbero entrati in Messico; a Tijuana sarebbero circa 6mila e ulteriori arrivi sono previsti nei prossimi mesi a causa dei danni provocati dall’uragano Matthew che a inizio ottobre si é abbattuto sull’isola.  Continua a leggere

Voto a #Haiti, la parola all’esperto – Intervista parte 2 su @Lettera43

(Testo introduttivo, intervista a Fabrizio Lorusso e aggiornamento su Haiti dopo il passaggio dell’uragano Matthew, di Francesco Giappichini – Blog Americanos43 su Lettera43). Il voto a Haiti, cui facciamo riferimento nel titolo, è stato rinviato a causa del disastroso passaggio dell’uragano Matthew; il cui mortifero transito ha provocato – nella parte occidentale dell’isola di Hispaniola – oltre novecento vittime, e la minaccia dell’aggravarsi dell’epidemia più terribile: il colera. Il Consiglio elettorale provvisorio (Cep) ha disposto che nella giornata di mercoledì prossimo sarà stabilita la nuova data del voto; che dopo innumerevoli rinvii e annullamenti, dovrà designare un nuovo presidente della Repubblica, e rinnovare i due rami del Parlamento nazionale. Molti giudicheranno di cattivo gusto che si affrontino questioni di politica interna, dinanzi a una tragedia con centinaia di morti. (prima parte intervista link)

Il passaggio dell'uragano Matthew nei Caraibi

Mappa: Il passaggio dell’uragano Matthew nei Caraibi

Siamo tuttavia convinti del contrario. L’occhio del ciclone Matthew – con la sua categoria 4 (ossia “fortissimo”) – a osservare bene le mappe sarebbe invero passato su Cuba: in particolare sulle cittadine guantanamera di Baracoa (nota come la città cubana più antica) e Maisí. Quest’ultimo centro è conosciuto soprattutto per un modo di dire: i cubani – per indicare il Paese nella sua interezza, ed esprimere l’idea di “tutta Cuba da occidente a oriente” – usano appunto l’espressione «da Cabo San Antonio a Punta Maisí». Tuttavia nella Maggiore delle Antille non è morto nessuno: si registrano solo inevitabili danni, ma nelle ore in cui scriviamo – solo per fare un esempio – la linea telefonica di Baracoa è già stata riattivata.  Continua a leggere

¡Ayotzinapa somos todos! Prologo e poesie del libro 43 poeti per Ayotzinapa

di Fabrizio Lorusso – Da CarmillaOnLine

43-poeti-per-ayotzinapa-copertina[A due anni dalla “notte di Iguala”, nello stato messicano del Guerrero, e dalla sparizione forzata di 43 studenti della Scuola Normale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapapubblichiamo il prologo al libro 43 poeti per Ayotzinapa. Voci per il Messico e i suoi desaparecidos, AA.VV. (traduzione all’italiano di Lucia Cupertino), Ed. Arcoiris, 2016, p. 216, 12 €]

Nella notte tra il 26 e 27 settembre 2014 quarantatré studenti della Scuola Normale Rurale “Raúl Isidro Burgos” di Ayotzinapa, nel meridionale stato messicano del Guerrero, furono sequestrati dalla polizia locale dei comuni di Iguala e Cocula e consegnati a un gruppo di presunti narcotrafficanti dell’organizzazione dei Guerreros Unidos. Da allora i giovani risultano desaparecidos e gli inquirenti non hanno saputo offrire versioni plausibili sull’accaduto. In questi mesi l’azione di esperti autonomi, degli attivisti e di alcuni giornalisti, spesso osteggiati dalla Procura, dal Governo e dai mass media allineati, ha permesso all’opinione pubblica e ai genitori dei ragazzi di ottenere dati preziosi che hanno sconfessato la cosiddetta “verità storica” sul caso, offerta dall’ex procuratore generale Jesús Murillo Karam nel gennaio 2015 e basata su testimonianze di presunti delinquenti estorte con la tortura. Secondo la Procura i ragazzi sarebbero stati rapiti e poi bruciati dai narcotrafficanti per oltre quindici ore nella discarica di Cocula e i loro resti sarebbero stati gettati nel vicino fiume San Juán. L’opera di controinformazione e di ricerca indipendente, in particolare le indagini dell’EAAF (Équipe Argentina d’Antropologia Forense) e del GIEI (Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti della Commissione Interamericana dei Diritti Umani), ha smentito parti sostanziali di questa narrazione e ha mostrato le numerose contraddizioni e la malafede delle autorità nell’investigazione del caso. Sono state messe in evidenza la presenza e le responsabilità dell’esercito e della polizia federale nell’accaduto. Continua a leggere