Archivi categoria: Reportage e Cronache

Un nuovo dicembre di proteste e repressione: cosa succede in Argentina?

foto Argentina 1

da Twitter

Inflazione in crescita, licenziamenti e un pacchetto di riforme che nasconde tagli e precarizzazioni, torna il ricordo della crisi del 2001.

 

di Susanna De Guio

Più di 300 mila persone hanno manifestato a Buenos Aires lo scorso 14 dicembre contro la riforma delle pensioni, e la notizia ha varcato i confini nazionali per la sua imponenza e per la brutale repressione che l’ha seguita, specialmente dopo che la sessione di voto è stata sospesa. Il 18 dicembre la piazza di fronte al Congresso della Nazione strabordava nuovamente striscioni, tamburi e slogan: “unità dei lavoratori” era il più urlato “e a chi non piace, che si fotta!”. La mobilitazione è riuscita a mettere in difficoltà la polizia di Buenos Aires, ad aprire un varco tra le barriere che blindavano l’edificio del Congresso, a interrompere di nuovo la sessione parlamentare. E di nuovo la selvaggia caccia all’uomo da parte delle diverse forze di polizia dispiegate ha prodotto uno scenario di guerra, con più di 80 arresti e centinaia di feriti. Tre manifestanti hanno perso un occhio per gli spari della polizia all’altezza del viso, un ragazzo di 19 anni è stato portato in condizioni gravi in ospedale, tre persone sono tutt’ora in carcere. Ma la gente non si è fermata, è tornata a occupare le strade durante la serata e la notte in tutto il Paese, a bloccare gli incroci con le cacerolas, le pentole usate come tamburi che hanno contraddistinto l’indignazione e la protesta degli argentini nel 2001.

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Macelleria #Messico, un anno di violenza @ilmanifesto

messico violenza guadalupe[di Fabrizio Lorusso da Il Manifesto del 28/12/2017] Un corpo bruciato e un uomo ultimato con un proiettile alla testa a Ciudad Juárez, nove morti e quattro feriti da arma da fuoco nel Sinaloa, quattro cadaveri con affianco dei narco-messaggi ad Acapulco, seconda città più violenta al mondo dopo Caracas. Nemmeno a Natale il sangue smette di correre in terra azteca. Il 2017 del Messico si chiude come il peggiore degli ultimi vent’anni. Secondo il Ministero degli Interni da gennaio a novembre le vittime di omicidio doloso sono state 26.573. Ottobre ha battuto il record con 2.764 omicidi, ma la media s’è mantenuta oltre i 2.000 al mese per tutto l’anno, che si chiuderà con oltre 28.000 morti. Quattro stati su trentadue, cioè Baja California, Guerrero, Estado de México e Veracruz, concentrano il 30% dei casi, ma nessuna regione può ritenersi immune da una violenza ormai strutturale.  Continua a leggere

Stato di polizia in #Messico con la nuova legge di sicurezza #SeguridadSinGuerra @ilmanifesto

images (1)(Di l quotidiano Il Manifesto del 17 12 2017) Narcoguerra come scusa. Le norme appena varate contestate da opposizione sociale e organizzazioni internazionali, impugnate come anticostituzionali, ma saranno operative nel 2018, anno elettorale e potranno conferire ai militari poteri quasi illimitati, incluso per sedare conflitti sociali e politici

Il Messico non aveva mai ricevuto così tante critiche contro l’approvazione di una legge come nell’ultima settimana. Con i voti del partito del presidente Peña Nieto, il Pri (Partido Revolucionario Institucional) e dei suoi alleati delle destre, il Senato ha approvato venerdì la contestata legge sulla sicurezza interna tra le proteste della società civile, unita nel collettivo #SeguridadSinGuerra (Sicurezza senza guerra), e di istituzioni internazionali come l’Onu, l’Europarlamento e la Commissione interamericana dei diritti umani.

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La Higuera, un lugar en el mundo #Foto + #Reportaje #CheGuevara #Bolivia

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Brian, el niño sonriente (2) ©[Por Lautaro Actis – lautaroactis@hotmail.com – La Higuera, Bolivia, desde Revista Hekatombe] Existen lugares que por encontrarse en sitios remotos, poseer climas inhóspitos o por no disfrutar de ciertos servicios públicos, no son atractivos para muchas personas. La Higuera es uno de ellos. Lugar a donde llega quién realmente tiene un interés auténtico en conocer. Un camino largo, de tierra, entre montañas, en el cual las curvas vienen una atrás de otra en un eslabón cuya pendiente es pronunciada. Un clima seco que produce surcos tanto en la piel como en la tierra, lluvias sólo en un mes del año, el mismo mes en el que se puede conseguir alguna fruta. El sol parte el día en dos, toda actividad al aire libre se debe hacer antes de las 11 de la mañana o después de las 4 de la tarde. Agua, hasta apenas iniciada la tarde y luz eléctrica no hay. Internet, wi-fi, señal de celulares no se conocen allí. Lugar donde se queda quien realmente tiene un interés autentico en descubrir. Un pueblo polvoriento más se esos perdidos en la nada, a casi unos 2.000 m.s.n.m, al cual nadie hubiese conocido si no fuera porque allí, en la escuela del pueblo, fue asesinado una de las personalidades más trascendentes del siglo XX: Ernesto “Che” Guevara.  Continua a leggere

II Jornadas de Acción Colectiva, León (Gto). Agua Bien Común: Campañas #QueSeSepaQueLaCuencaSeSeca y #NiUnPesoMasAlZapotillo

II jornadas accion colectiva[Fabrizio Lorusso- de Desinformémonos] El viernes y sábado 3 y 4 de noviembre se realizaron en León (GTO) las II Jornadas de Acción Colectiva, dedicadas a “Diálogos sobre el Agua: un bien común, una decisión colectiva” (link a las primeras jornadas 2016), con conferencias, talleres para periodistas, ruedas de prensa, entre otras actividades. Como destacó en la rueda de prensa inaugural Gustavo Lozano, de Acción Colectiva, “el Estado mexicano está violando el derecho humano al agua”, pero ya son muchas las organizaciones y los ciudadanos que se rebelan ante esta situación, por lo que estas jornadas, réplica de los exitosos encuentros entre movimientos sociales del Bajío del año pasado en el Refugio del Barrio del León, se pensaron para apoyar las luchas por el agua bien común.

El agua no es mercancía

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Messico: il Giorno dei 200mila Morti

Catrina2[Di Fabrizio Lorusso da L’Espresso-Blog Rio Bravo] 66 morti ammazzati al giorno. Omicidi dolosi, l’incubo del Messico. Almeno il 70% di questi – ma sono solo stime – sono dovuti alla cosiddetta narcoguerra, un conflitto armato interno che dura da 11 anni. Nata come una strategia di lotta militarizzata ai cartelli della droga nel dicembre 2006, primo mese di governo dell’ex presidente Felipe Calderón, questa “politica pubblica” basata sulla mano dura è diventata strutturale, così come la violenza estrema nel Paese. Ad oggi sono oltre 200.000 i morti per omicidio, 33.000 i desaparecidos e 310.000 i rifugiati interni.

Che poi, a dire il vero, chi stia lottando esattamente contro chi resta in molti casi un mistero, nel senso che più della metà delle forze dell’ordine locali sono infiltrate dalla delinquenza organizzata, settori significativi del mondo politico sono finanziati dal narcotraffico, o cedono all’imposizione di candidati che sopravvivono grazie a patti d’impunità mafioso-giudiziari. Infine anche le forze armate e la polizia federale, largamente impiegate in questa guerra, sono in certi territori i gestori o supervisori dei traffici illeciti e hanno funzionato da contenimento per gli oltre 250 conflitti sociali aperti nel paese.  Continua a leggere

Las Gardenias di #Tepito: una squadra di calcio queer protagonista della festa popolare-religiosa del “barrio bravo”. #Fotogallery

[Testo e foto di Stefano Morrone] – Naomi, parrucchiera transessuale originaria dello stato di Michoacàn, ha un salone che porta il suo nome nel barrio di Tepito. Il 4 di ottobre di ogni anno, giorno della festa di San Francesco d’Assisi, lei e e le sue compagne, in maggioranza donne trans, si uniscono per giocare nell’equipo di calcio chiamato “Gardenias de Tepito” . la squadra è nata più di 50 anni fa, quando un gruppo di donne e uomini transessuali e travestiti decisero di alzare la voce contro il machismo e l’ omo/transfobia presenti nel quartiere. Finalmente, 25 anni fa, una squadra di uomini eterossessuali, Ebrayet, decide di rompere il muro della disciminazione e accetta di giocare contro Las Gardenias. Da allora la partita delle Gardenias è diventato uno degli eventi festivi più famosi e importanti del barrio Bravo, che porta allo stazio del quartiere centinaia di persone, che fanno della partita un vero e proprio show, con invasioni di campo continue, regole/non regole eccezionali e fuochi d’artificio. Lo scorso 4 ottobre siamo andati prima all’estetica di Naomi, e poi alla partita, vinta dalle Gardenias 4-1. Qui vi proponiamo il resoconto fotografico della giornata.

 

 

Réplicas del sismo: miles de trabajadores sin derechos laborales

[di Caterina Morbiato – da Chilango]

El viernes, por fin, cuelgan el dictamen de Protección Civil. Según éste, el edificio de Telvista de Bolívar 38, en donde laboras como telefonista, está en condiciones seguras. Ahora deberías sentirte más tranquilo. Pero no: tú y tus colegas fueron de los obligados a trabajar tras el sismo, desde el miércoles siguiente. Durante dos días estuvieron dentro de ese edificio sin la certeza de que no se vendría abajo.

Te lo dijeron el mismo martes en la noche: que se iba a operar de manera normal, así, sin ninguna explicación. Apenas habían pasado unas ocho horas del temblor y uno de tus gerentes les informaba que Protección Civil había dado luz verde a la empresa. Los daños —todo aquel derrumbe de plafones y muros que había aterrorizado a todos— eran superficiales. Había que presentarse puntuales al día siguiente.

Cuando llegaste al trabajo, notaste las dos estructuras que componen el edificio separadas entre sí, además de las grietas que partían varios muros. Los gerentes de este call center te repetían que no había daños estructurales. ¿Cómo podías tú estar seguro? Sobre todo después de que se enfadaran con ustedes los del personal administrativo. Algunos habían subido fotos de las instalaciones a las redes sociales, les pidieron borrarlas. «Ustedes sólo hablan por hablar», les dijeron enfadados. No saben nada. Los que se quejan son porque están ardidos.
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