Archivi categoria: Sud America

#AvenidaMiranda, puntata46. Antonio Vermigli e la “democratura” brasiliana di Bolsonaro

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È online la nuova puntata di Avenida Miranda, il programma radiofonico a cura del nostro blog trasmesso sulle frequenze di Radio Città del Capo di Bologna.

Direttore del trimestrale InDialogo, membro della Rete Radié Resch e amico personale di Lula, l’ex-postino di Prato, Antonio Vermigli – su cui è stato girato anche un film -, appena rientrato dal Brasile, parla con Raúl Zecca Castel della situazione politica attuale che si sta profilando nel paese, tra corruzione, minaccia alle popolazioni indigene, nuova povertà e liberalizzazione delle armi. Ma si parla anche del caso Battisti e, ovviamente, dell’ex presidente Lula.

Qui il podcast per ascoltare la puntata.

Il tentativo di golpe in Venezuela e come si è arrivati fino a qui

Riprendiamo un articolo di Radio Città Fujiko con intervista radio al nostro redattore Pérez Gallo. Qui il PODCAST!

Le cause e le tappe della crisi prima economica e ora istituzionale in Venezuela.

di Alessandro Canella
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L’autoproclamazione a presidente di Juan Guaidò e l’appoggio instantaneo di Paesi come gli Usa di Trump e il Brasile di Bolsonaro rappresentano un tentativo di golpe in Venezuela. Più complessa e articolata l’analisi di come si sia prodotta questa situazione e il presidente Maduro non è esente da responsabilità. La corrispondenza di Perez Gallo.

La situazione istituzionale del Venezuela sembra precipitata nelle ultime 24 ore, da quando il presidente dell’Asamblea Nacional, Juan Guaidò, si è autoproclamato presidente ad interim fino a nuove elezioni, ottenendo l’appoggio di attori internazionali del calibro degli Usa di Trump, del Brasile di Bolsonaro, del Canada di Trudeau, insieme a storici “rivali” latinoamericani del Venezuela, come la Colombia.
L’Asamblea Nacional del Venezuela è controllata per i due terzi dalle opposizioni, ma il Tribunale Supremo venezuelano aveva dichiarata illegittima l’assise.

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Venezuela: La disputa è per i territori. Ripensare un progetto di emancipazione, in tempi molto difficili

Da Rebelión

Di Emiliano Terán Mantovani

Traduzione di Daniele Benzi

venezuela 1Già da settimane si annunciavano turbolenze in Venezuela a cominciare da gennaio con l’insediamento dell’Assemblea nazionale e l’inizio di un incerto periodo presidenziale per Nicolás Maduro (2019-2025). Ancora una volta, saltano alla vista una serie di mosse politiche e geopolitiche di breve e medio termine, movimenti, alleanze e decisioni che ravvivano le tensioni già esistenti creando nuovi punti di inflessione e cambiamenti di scenario. La drammatica progressione del disastro economico e la decomposizione politica e istituzionale del paese, sommandosi ad un panorama internazionale ostile, ci conducono verso un periodo di volatilità molto maggiore rispetto a quello già di per sé di forte conflitto del 2017.

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Sull’arresto e la consegna express di Cesare Battisti: il “regalo” di Evo Morales a Salvini… e al “fratello” Bolsonaro

di Pablo Stefanoni

da La Diaria

battisti fotoCominciamo dalla fine: domenica 13 gennaio, un aereo con agenti di polizia e dell’intelligence italiana è atterrato all’aeroporto di Viru Viru, a Santa Cruz de la Sierra, per prendere Cesare Battisti. L’attuale scrittore è stato un membro del gruppo armato di estrema sinistra Proletari Armati per il Comunismo (PAC) operante durante gli “anni di piombo” italiani e condannato all’ergastolo in Italia per quattro reati, due come autore materiale e due come complice. È arrivato all’aeroporto militare di Ciampino alle 11.36 di lunedì. Ad attenderlo c’era il ministro dell’Interno e leader del governo italiano Matteo Salvini, un neofascista che fa parte dell’asse xenofobo trumpiano molto spesso criticato dalla Bolivia.

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#AvenidaMiranda Puntata 45. La chitarra indocile di Violeta Parra

© Sergio Larraín

Anche nel 2019 ritorna Avenida Miranda: storie e immaginari dai Sud del Mondo, con una puntata speciale interamente dedicata a Violeta Parra e alla sua chitarra. In pochi sanno infatti che la cantautrice cilena ha lasciato numerose composizioni per sola chitarra classica. Molte di queste sono state scoperte anni dopo la sua morte grazie al ritrovamento del fedele registratore che l’ha accompagnata in innumerevoli viaggi. Grazie a questi brani è possibile riscoprire aspetti inediti dell’arte di Violeta: dal suo infaticabile lavoro di valorizzazione del patrimonio musicale cileno alle forti spinte di innovazione e sperimentazione.
Marco Dalla Stella dialoga con la chitarrista Nicoletta Todesco, che esegue per noi alcuni di questi piccoli gioielli musicali.

QUI IL PODCAST

Giustizia per Lucía Pérez: dalla sentenza allo sciopero femminista

[di Susanna De Guio]

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Vivas y libres nos queremos, ci vogliamo vive e libere, questo è lo slogan, il coro, il messaggio che ci manda lo sciopero femminista dello scorso 5 dicembre in tutta l’Argentina. Nasce dal ripudio della sentenza per il feminicidio di Lucía Pérez, sedicienne violentata e assassinata a Mar del Plata l’8 di ottobre del 2016.

In quei giorni a Rosario era in corso il trentaduesimo Encuentro Nacional de Mujeres, la notizia della brutale violenza perpetrata sul corpo della giovanissima Lucía scatenò un’ondata di indignazione, rabbia e dolore che si convertí nel primo sciopero femminista argentino, il 19 ottobre di due anni fa, e che divenne immediatamente internazionale, che è stato ripreso in più di 150 paesi l’8 marzo scorso, e che continua ad essere uno strumento di lotta potente.

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#AvenidaMiranda Puntata 44. L’Argentina ad un passo dal G20

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Foto di Kátia Dias

29 nov – A solo un giorno dal G20 di Buenos Aires la tensione è massima: una zona rossa di 20 km quadrati, un dispositivo militare enorme, tanto argentino come di paesi come Russia, Cina e Stati Uniti (questi ultimi con addirittura 800 soldati di stanza in Uruguay), una giornata dichiarata festiva e con il ministro degli Interni che ha espressamente invitato la popolazione ad “andarsene”. Il tutto in seguito a una settimana che ha visto due militanti del sindacato dell’economia popolare Ctep uccisi dalla polizia e il derby Boca-River rimandato per disordini. E in un paese che ormai da più di un anno è in mobilitazione permanente, contro un governo che ha fatto salire l‘inflazione e la svalutazione monetaria alle stelle di fronte al contenimento salariale, e che ha bocciato l’approvazione dell’aborto libero, sicuro e gratuito opponendosi al maggior movimento femminista al mondo. Di tutto questo il blog lamericalatina.net ne ha già parlato, però Avenida Miranda lo approfondisce con una puntata a cura di Pérez Gallo e la “new entry” Susanna.”

Qui il PODCAST!

L’Argentina a pochi giorni dal G20 e #NiUnaMenos

In questo pezzo vi proponiamo: un articolo dell’amico Alioscia Castronovo, giá uscito su Dinamo Press e che descrive il clima che si sta vivendo nella cittá di Buenos Aires a pochi giorni dal G20; una fotogalleria di uno dei due grandi cortei che hanno attraversato nella giornata di ieri la capitale argentina (quello femminista di NiUnaMenos, l’altra é stata una marcia in risposta all’assassinio, nei giorni scorsi da parte della polizia, dei militanti della Central de Trabajadores de la Economía Popular Rodolfo Orellana e di Marcos Soria); infine, il comunicato che hanno lanciato le donne curde in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, e che é stato rilanciao anche dalle compagne argentine.

Proteste, tensioni e forum mondiali: verso il G20 a Buenos Aires

di Alioscia Castronovo

da DinamoPress

Cinque immagini in movimento dalle giornate convulse a Buenos Aires a pochi giorni dall’inizio del G20 che inaugura il mese di dicembre tra proteste sociali e conflitti di piazza. Il Forum Mondiale del pensiero critico di Clacso, il controvertice e le mobilitazioni femministe, l’uccisione da parte della polizia di due lavoratori delle economie popolari ed un fine settimana caotico segnato dalle violenze e dal rinvio della finale di Coppa Libertadores.

La finale del mondo

«Avremo un G20 da gestire, cosa volete che sia una finale di calcio?»: così poche settimane fa aveva dichiarato la ministra della sicurezza Bullrich. Oggi esplodono le polemiche dopo la sospensione della finale tra River Plate e Boca Juniors a causa dell’assalto al pullman della squadra ospite e degli scontri.

Poche settimane fa addirittura il presidente Macri aveva sostenuto la possibilità di far partecipare tifosi ospiti alla finale (in Argentina sono vietate le trasferte ai tifosi, sia in campionato che in coppa) ed il superclasico di ritorno era stato anticipato a sabato 24 novembre per evitare la coincidenza con le giornate del G20.

Foto: La Vaca

Ma questo fine settimana la finale di Libertadores, la prima volta di River e Boca ribattezzata da queste parti del mondo la partita del secolo, non si è giocata.

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