Archivi categoria: Testi e Opinioni

#México, #Trump y los modelos de desarrollo @LaJornada @lajornadaonline

trump mexico[Fabrizio Lorusso – La Jornada] Hablar de modelos de desarrollo hoy día parece algo obsoleto y demodé. Suena como expresión de la jerga económica de antaño, de cuando los estados todavía planeaban su política industrial, económica y social para generar no sólo el crecimiento del producto interno bruto (PIB), sino también el desarrollo, o sea, una mejora cualitativa, más que puramente cuantitativa, de la actividad económica y, sobre todo, de la vida de las personas.

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Guatemala. 8 marzo, un femminicidio di Stato

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[Intro e traduzione di Nino Buenaventura] Le origini dell’8 marzo si fondano su un fatto storico controverso, di cui non si conosce l’esattezza storica: l’8 marzo del 1857 le operaie di una fabbrica statunitense vennero chiuse e bruciate vive dal padrone per impedirgli di partecipare allo sciopero. Per la memoria collettiva però quella fabbrica, al di là della veridicità storica, è esistita. Per la storia delle donne, quella fabbrica è bruciata centinaia, migliaia di volte. Sotto forma di inquisizione, di orfanotrofio, di manicomio, di ospedale, cliniche per la purezza della razza, stupri di massa, femminicidi capillari e costanti, carceri, fabbriche, frontiere. Lo scorso 8 marzo, le giovani ‘ospiti’ dell’Hogar Seguro (Casa Sicura)riformatorio guatemalteco in cui vengono rinchiusi orfani e giovani coinvolti nella violenza criminale, appiccarono il fuoco ad alcuni materassi per protestare, proprio nel giorno internazionale della donna, contro le molestie sessuali e stupri continui dei quali erano vittime. L’8 marzo del 2017, 160 anni dopo il rogo statunitense commemorato, un sistema, uno Stato, i sostenitori e riproduttori del patriarcato hanno impedito a delle bambine, delle donne, delle giovani di mettersi in salvo e le hanno lasciate bruciare. Il governo guatemalteco ha tentato di insabbiare le reali motivazioni della rivolta dicendo che l’ammutinamento ha avuto luogo per la scarsa qualità del cibo. Nel mese di febbraio, il governo di Jimmy Morales mandò l’esercito contro Women on Waves, organizzazione olandese che pratica in acque internazionale aborti nei paesi dove si criminalizza la libera scelta delle donne.

Ad oggi, 12 marzo, sono 38 le giovani donne morte incenerite.

Il fatto che siano bambine, giovani o adolescenti, condannate o orfane non può far ignorare che la logica della sicurezza, del patriarcato, ha preferito bruciare 38 giovani donne, piuttosto che ascoltare le loro proteste e aprire quella maledetta porta.

A seguito l’articolo di  G. Waltke y M. Rodríguez in italiano, da nomada.gt.

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Homicidios: cómo lavarse las manos #Columna en @Desinformémonos

lavarse las manos[De: Desinformémonos – Columna] En esta columna quiero comentar un ejemplo concreto, uno más de los muchos que hemos tenido en México, de lo que significa “criminalizar a las víctimas”. Me voy a basar, en esta ocasión, en las declaraciones de un hombre político cercano al gobernador del estado de Guanajuato, Miguel Márquez Márquez, las cuales, como ocurre en muchos contextos locales, no siempre trascienden a nivel nacional, o bien, pasan desapercibidas en la vorágine de noticias diarias, como si no fueran afirmaciones de gravedad y con implicaciones importantes. Después de años de luchas y de movimientos sociales, como el Movimiento por la Paz entre otros, y después de que hubo un incesante trabajo de sensibilización de la sociedad hacia el grave conflicto nacional que vivimos en México, tras caravanas, marchas, desplegados, libros publicados, contra-información y muertes de activistas dedicados a la causa de la justicia y la verdad, y luego de que pasaron dos años y medio de la “noche de Iguala” y del movimiento por los 43 estudiantes de Ayotzinapa, pues bueno, después de todo, lo cínico al poder aún no se le quita. Continua a leggere

Messico, effetto Trump sulle presidenziali

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(di Perez Gallo) (da Q Code Magazine) Alla fine del 2016 un micidiale uno-due ha sconvolto la politica messicana. Da una parte, l’annuncio a metà ottobre della candidatura di una donna indigena da parte del Congresso Nazionale Indigeno e appoggiata dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Dall’altra, la clamorosa vittoria di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e l’inaugurazione di una politica apertamente anti-messicana da parte del vicino del nord. Entrambi gli eventi, congiunti, parrebbero avere già prodotto un risultato rilevante: l’ascesa di Andrés Manuel López Obrador e, come necessario corollario, la sua svolta “trasformista”.

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Il Messico nell’era Trump

Le reazioni al muro annunciato dal presidente Usa

Messico.jpg(Di redazione) (da Radio Città Fujiko)

Ad un mese dall’entrata in carica di Donald Trump, in Messico regna ancora l’incredulità per i primi atti ed annunci del presidente statunitense. La risposta del presidente messicano Peña Nieto è balbettante e anche la sinistra è confusa. La forte dipendenza dell’economia messicana dagli Usa spunta le armi contro il muro voluto dal tycoon.

Se Trump costruirà effettivamente il muro, i messicani troveranno il modo di aggirarlo, anche scavando tunnel. È questa l’ironia e la caparbietà con cui l’uomo della strada messicano reagisce all’idea espressa dal neo-presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la costruzione dell’ormai famoso muro al confine tra Stati Uniti e Messico.
Ad un mese dall’insediamento del tycoon, però, nel Paese centramericano sembra regnare ancora l’incredulità, da un lato per una vittoria inaspettata, dall’altro perché Trump sembra voler davvero dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale.

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Europa se viste de negro #Columna en @Desinformemonos

nubes-europa(De Desinformémonos – Fabrizio Lorusso) Europa corre peligrosamente hacia un agujero doblemente negro. Negro por su color político predominante, ligado al neofascismo soberanista y xenófobo de las derechas extremas que crecen viral e imparablemente en Francia, Italia, Inglaterra, entre otros. Y negro también porque todo, el espacio y el tiempo de la Europa desunida, confluye en él, rápida e inevitablemente, para ser absorbido, sin que se vislumbre una idea del después. Continua a leggere

Esce #Obama, Arrivano #Trump e il #Chapo Guzmán

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[Da Huffington Post Blog Fabrizio Lorusso – Vedi anche QUI su “Trump e il muro”] Il 20 gennaio comincia l’era Trump e si conclude quella del capo dei capi del narcotraffico mondiale, il messicano Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, alias El Chapo, boss del cartello di Sinaloa. Dunque s’insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti e lascia il posto Barack Obama dopo 8 anni di mandato. Il magnate neopresidente non ha risparmiato colpi bassi e dichiarazioni minacciose nei riguardi del Messico, promettendo di costruire un muro lungo i 3000 km della frontiera meridionale, anche se in realtà la barriera in parte già esiste, e di farlo pagare al paese latinoamericano!

Ha parlato anche di aumentare i rimpatri forzati, cioè di eseguire deportazioni massive di migranti irregolari. Non è che l’amministrazione Obama sia stata “morbida” in tal senso, dato che sono circa 2,8 milioni i clandestini che negli ultimi anni sono stati rimandati nel paese d’origine, ma senza dubbio Trump ha mostrato un discorso aggressivo e provocatore che sta influendo sui mercati e sulla politica messicana come mai prima.  Continua a leggere

Strage di #PlayadelCarmen: tragica quotidianità in #Messico

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[Da Huffington post] Il 16 mattina, pomeriggio in Italia, ci siamo svegliati in Messico con l’ennesima notizia di una strage, questa volta in un importante centro turistico dei Caraibi messicani, Playa del Carmen: una sparatoria all’entrata di una discoteca tra diversi soggetti armati, 5 assassinati (una messicana e quattro stranieri, di cui uno italiano, Daniel Pessina), 15 feriti e la notizia che rimbalza immediatamente su internet e sui media tradizionali.

All’inizio le autorità hanno escluso il movente terrorista e ipotizzato il (solito) regolamento di conti o l’estorsione, quindi la pista “narcos” che, va detto, viene spesso utilizzata come pass-partout, valido per qualsiasi situazione e adatto, in molte occasioni, a criminalizzare le vittime o a far passare l’idea che “si ammazzano tra di loro”. Non è il caso perché qui ci sono vittime straniere e pare che non ci siano poliziotti coinvolti da “giustificare”. Oggi il governatore del Quintana Roo ha parlato di un litigio tra due persone, cercando di liomitare ancor di più le possibilità di analisi e interpretazioni che possano spiegare meglio il contesto.  Continua a leggere