Archivi categoria: Testi e Opinioni

Le sconosciute

todas-588x441

In un momento di grande confusione, per molti di pessimismo e spesso anche di sterili polemiche senza orizzonte sulla sovranità nazionale e il femminismo in ciò che resta della sinistra italiana, la riflessione del filosofo e scrittore spagnolo Santiago Alba Rico, da tempo residente a Tunisi da dove osserva il mondo con grande acutezza, ci offre un punto di vista complesso e originale con cui confrontarsi. Las desconocidas è stato pubblicato il 13 marzo scorso da ctxt Revista Contexto. Questa traduzione è un modestissimo ringraziamento alle sconosciute Berta Caceres, Marielle Franco ed alle altre milioni di estranee, donne, lesbiche, gay e trans che soffrono, resistono, lottano, si ribellano ed organizzano contro la violenza e la volgarità di un mondo patriarcale ed eterosessista. Ma, parlando di nazioni ed internazionalismo, è anche un saluto a Orso, Tekoser, Lorenzo, questo sconosciuto alla società italiana ed anche a noi in fondo, che con la sua scelta radicale ma discreta ci ha ricordato che anche nel bel mezzo di un naufragio è sempre possibile dare un senso profondo alle nostre vite, in direzione ostinata e contraria, per consegnare alla morte, nelle parole di Faber, una goccia di splendore, di umanità, di verità. [Daniele Benzi]

images_cms-image-000017980

Mujeres en la playa. 1865 EUGÈNE BOUDIN – THE MORGAN LIBRARY AND MUSEUM

Le sconosciute

La più grande mobilitazione femminista nella storia della Spagna si produce nel contesto della più grande radicalizzazione della destra

Da ctxt Revista Contexto

Di Santiago Alba Rico

Traduzione di Daniele Benzi

Ho scritto in altre occasioni che una società comincia ad abitare sulla soglia del “fascismo” quando i suoi membri danno per scontato – e si comportano in base a questa convinzione – che dagli sconosciuti ci si può aspettare soltanto il peggio. Si potrebbe dire che nel capitalismo, dove il “contratto” regola economicamente le obbligazioni individuali, la sfiducia sia già un presupposto antropologico, sebbene il contratto non è incompatibile con l’ingenua fiducia nel pescivendolo al quale chiediamo se le sardine sono fresche (anche se il suo interesse è piuttosto quello di mentire), o nel passante a cui chiediamo l’ora o dove si trova una strada. È necessaria la dissoluzione di tutti i contratti, a cominciare dal cosiddetto “contratto sociale”, per far sì che gli sconosciuti diventino improvvisamente una fonte di minaccia e, allo stesso tempo, a far sì che la cerchia dei conosciuti, a cui vogliamo circoscrivere il senso di solitudine della nostra vita, si restringa sino alla chiusura nevrotica. I primi sconosciuti, i più visibili, sono ovviamente gli “stranieri”, vittime di questa alterazione psicologica sfruttata molte volte nel corso della storia con il nome di “capro espiatorio” che trasforma proprio il più debole, circondato, lui sì, da sconosciuti e lontano dalla sua terra, nel più sconosciuto di tutti e, per lo stesso motivo, nella più grande fonte di pericolo. Continua a leggere

Nicaragua. Requiem per Daniel Ortega

Da VientoSur 

Di Iosu Perales

Traduzione di Daniele Benzi

arton14734Sabato 16 marzo, l’ex guerrigliera Mónica Baltodano e sua figlia Sofana sono state arrestate a Managua, insieme ad altre quaranta persone, tra cui la femminista Sofía Montenegro e Azalea Solís, quest’ultima nominata dall’opposizione per il tavolo delle trattative con il governo. È successo quando durante una manifestazione chiedevano pacificamente la libertà delle oltre 600 prigioniere e prigionieri politici, la maggior parte studenti accusati di volere rovesciare il presidente Ortega. Capisco che per coloro che stanno leggendo questo articolo si tratta soltanto di un ulteriore dato che spiega la repressione del regime. Ma la verità è che per molte persone nel paese Monica è un’icona, un simbolo della lotta sandinista contro Somoza, e il suo arresto ha rivelato che la coppia Daniel Ortega-Rosario Murillo non conosce limiti quando si tratta di difendere il proprio potere. Va notato che un’altra figlia di Monica, un avvocato, è in esilio in Costa Rica in fuga da persecuzioni e minacce. Inoltre, Ricardo Baltodano, fratello di Monica e professore della UPOLI, è stato imprigionato già da diversi mesi senza processo. Continua a leggere

Educación de negocios y americanización: historia y desafíos de INCAE Business School entre Nicaragua y Costa Rica, Fabrizio Lorusso – III Jornadas de Historia Económica de la AMHE, Asociación Mexicana de Historia Económica

Portada AMHE Memorias III jornadas Historia económica[Ponencia de Fabrizio Lorusso, “Educación de negocios y americanización: historia y desafíos de INCAE Business School entre Nicaragua y Costa Rica” en las III Jornadas de Historia Económica de la AMHE, Asociación Mexicana de Historia Económica, desarrolladas en el COLMEX, México DF, 17-20 de febrero 2015 – link al artículo orginallink al libro completo TOMO II con las memorias del congreso]

 

Continua a leggere

Relato oral como herramienta para la construcción de la historia económica y social – Fabrizio Lorusso – Revista Tiempo y Sociedad, España

tiempo y sociedad revista[Artículo de Fabrizio Lorusso: “Relato oral como herramienta para la construcción de la historia económica y social”, Revista Tiempo y Sociedad, N. 19, mayo-agosto 2015, (España) ISSN 1989-6883 – Revista en ISSUU n. 19 ] Blog, Sitio de la revista https://tiemposociedad.wordpress.com/  Indexada en https://dialnet.unirioja.es/servlet/revista?codigo=18244  – Cataloogo Universidades Españolas link link2

Tiempo y sociedad (Revista de Historia y Humanidades)

Tiempo y sociedad: revista de Historia y humanidades nace con la intención de combinar rigor y amenidad, de manera que en sus páginas se publicarán tanto ensayos producto de la investigación como artículos de divulgación. Además, el hecho de optar por la edición en Internet se vincula a la intención de conseguir que la revista sea accesible a cualquier persona interesada en estos temas, independientemente del lugar en el que se encuentre. En Tiempo y sociedad se recogerán artículos no sólo de Historia, sino que en ella se publicarán también textos de Historia del Arte, Geografía, Economía y cualquier tema que pueda tener un interés desde el punto de vista de las Ciencias Sociales y las Humanidades.

Continua a leggere

Lit-blogs y blogosfera literaria en Italia: relevancia en el sistema literario y debate actual, Fabrizio Lorusso en libro: Longhitano, S. (Ed.), La Italia del siglo XIX al XXI: literatura, crítica, historia, cultura, México, FFYL-UNAM

logo unam[Capítulo de libro de Fabrizio Lorusso: “Lit-blogs y blogosfera literaria en Italia: relevancia en el sistema literario y debate actual”, en Longhitano, S. (Ed.), La Italia del siglo XIX al XXI: literatura, crítica, historia, cultura, México: FFYL-UNAM-catedra Extraordinaria Italo Calvino, 2017, 187-197. ISBN 978-607-02-9948-3 978607029948 PDF download – link al libro entero]

En seguida texto del artículo en Pdf y texto completo

Continua a leggere

Haiti e la voce degli schiavi in libertà, prologo del libro: Come schiavi in libertà. Vita e lavoro dei tagliatori di canna da zucchero haitiani in Repubblica Dominicana di R. Zecca – Fabrizio Lorusso – Edizioni Arcoiris

copertina-come-schiavi-in-liberta-zecca-castel[Ensayo prólogo de Fabrizio Lorusso al libro “Haití e la voce degli schiavi in libertà” [“Haití y la voz de los esclavos en libertad”], en Zecca C. R., Come schiavi in libertà. Vita e lavoro dei tagliatori di canna da zucchero haitiani in Repubblica Dominicana, Arcoiris, Salerno, Italia, 2015, pp. 5-11, ISBN 9788896583975 ]

Dopo il PDF, il testo completo

Continua a leggere

¿Y eso con qué se come? Prosur o la farsa de una metamorfosis conservadora

1

“Cuando […] se despertó una mañana después de un sueño intranquilo, se encontró sobre su cama convertido en un monstruoso insecto”.

Franz Kafka – La Metamorfosis

[da desInformémonos, di Daniele Benzi e Marco Narea]

¿Último viaje a la Mitad del Mundo?

2-640x360

La figura de Néstor Kirchner con el brazo izquierdo tendido hacia el horizonte parece espectral ante un nebuloso atardecer de febrero de 2019. Y a un costado las banderas, que al soplo de un viento ligero ondean sin afán ni prisa a estas alturas, como entonando en silencio su indolencia por el rumbo a seguir. Atrás parecieran haber quedado las altisonantes trompetas bicentenarias, en los pasillos mudos de un edificio tan imponente como ajeno a su medio y que, por ende, jamás tuvo alma. Nunca antes el trayecto hacia la sede de la Unasur se había sentido como un recorrido hacia el Norte, hacia un atónito y monumental vacío. Nuestro último viaje a la Mitad del Mundo tal vez. Ni modo. Una perdida en el camino le pasa a cualquiera, y más de una vez a menudo. La voz cálida de Eduardo Galeano nos da consuelo y socorro: “La utopía está en el horizonte. Camino dos pasos, ella se aleja dos pasos y el horizonte se corre diez pasos más allá. ¿Entonces para qué sirve la utopía? Para eso, sirve para caminar”. Pero solo es un instante. Una inquietud sutil nos invade. ¿Cómo abrigarse frente a los nubarrones cargados de rayos y lluvia que se asoman por doquier detrás de las montañas de un edificio descomunal y sin alma? ¿Qué hay por detrás de las montañas? Continua a leggere

Brasile. “Guarda un po’ come è andata a finire”

Bombeiros realizam protesto no centro do Rio de Janeiro nesta sexta- feira

Jair Bolsonaro è un nome impreciso, ma potente, perché è stato in grado di combinare l’escalation repressiva con la ribellione sociale liberata nel 2013.
Un gruppo di militanti

Da PassaPalavra

Traduzione di Daniele Benzi e Pérez Gallo

“Potrete anche pacificare, ma il dopo sarà triste”
MC Vitinho 1

“Guarda un po’ come è andata a finire”, diceva un compagno l’altro giorno. “Qualche anno fa se eri in una panetteria, a una fermata dell’autobus, e sentivi qualcuno lamentarsi del governo, la cosa ti rallegrava. Noi militanti vi intravedevamo uno spazio per parlare di politica, un lampo di coscienza di classe. Da un po’ di tempo a questa parte, però, le cose sono cambiate. Oggi, quando sento qualcuno lamentarsi, mi metto in allerta: ‘mmm, vuoi vedere che il tipo è Bolsonarista’…”.

1.

Secondo Lula, “questo paese non è stato più compreso a partire dagli eventi di giugno del 2013”. Alcuni mesi prima di essere arrestato aveva dichiarato: “abbiamo creduto frettolosamente che i [fatti] del 2013 fossero una cosa democratica”.2 Naturalmente, il suo discorso era stato accolto molto male dai militanti che avevano partecipato a quell’ondata di manifestazioni: guarda lì il PT che attacca di nuovo giugno!
Ma Lula aveva torto? Giugno 2013 è stato davvero una “cosa democratica”? In quel fatidico mese, migliaia – e poi milioni – di persone avevano bloccato strade e vie di comunicazione in tutto il paese, si erano scontrate con la polizia, avevano bruciato autobus, attaccato edifici pubblici e saccheggiato negozi. La riduzione del prezzo del biglietto dell’autobus non era una questione da discutere e negoziare, era una richiesta da imporre con la forza. “O il governo l’abbassa, o la città si ferma!”. Non sembra proprio “democratico”… Fu un movimento esplosivo, una rivolta3 che minacciava l’ordine costituito4 – l’accordo sancito nel periodo del ritorno alla democrazia, fissato nella Costituzione del 1988, che per due decenni era riuscito a garantire degli standard socialmente accettabili di stabilità e prevedibilità per la politica brasiliana.

Continua a leggere