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Fotos Marcha 2 de Octubre México DF

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Cd. de México. Fotogalería de la marcha del 2 de octubre 2013 para recordar los 45 años de la matanza de Tlatelolco – Plaza de las tres culturas (2 de octubre de 1968). La manifestación empezó a las tres de la tarde en Tlatelolco, recorrió Eje Central pasando por Bellas Artes y Reforma, y duró hasta las 7-8 de la noche, culminando con un mitín en el Ángel de la Independencia. Se reportaron (link) casi 70 detenidos y decenas de heridos entre los manifestantes y los policias, tras una serie de choques de los granaderos con algunos grupos de manifestantes a la altura del cruce entre Av. Hidalgo y Reforma y, más tarde, cerca del Caballito/Mon. a la Revolución. En ese momento, el grueso del contingente de la CNTE (Coordinadora Nacional Trabajadores de la Educación) se integró a la marcha que siguió hasta el Ángel para dar espacio a los mitines. La policía capitalina siguió la estrategia represiva consistente en cercar y blindar a los manifestantes, sin dejar salidas, a lo largo de casi todo el recorrido. Artículo 19 ha documentado una larga serie de abusos y ataques también en contra de reporteros y periodistas por parte de uniformados y de policías vestidos de civiles. La Revista Proceso hablaba de 50 detenciones y 25 heridos al terminar la tarde. Fabrizio Lorusso @FabrizioLorusso

IN ITALIANO:

Clicca qui per vedere la galleria fotografica della manifestazione del 2 ottobre a Città del Messico.

A quasi due mesi dall’inizio della protesta degli insegnanti e dell’allestimento della loro tendopoli permanente nel centro della capitale messicana, le differenti lotte sociali contro le riforme strutturali del presidente Peña Nieto (riforma educativa, fiscale, energetica in particolare) si stanno sovrapponendo e, in alcuni casi, stanno convergendo. L’occasione del 2 ottobre e della tradizionale manifestazione contro l’autoritarismo e per la memoria delle vittime delle stragi di stato era importante anche in questo senso. L’enorme corteo del 2 ottobre ha espresso la totale solidarietà alla lotta dei professori messicani contro la riforma educativa (vedi storia del movimento link) e questi hanno partecipato alla marcia. La manifestazione è stata pacifica e colorata, una lunga sfilata di organizzazioni e studenti di università pubbliche e private, gruppi di indigeni e sindacati, movimenti e cittadini. Ma in alcuni momenti è stata anche un’altra giornata campale, un pomeriggio di scontri tra polizia federale e locale, da una parte, e manifestanti dall’altra.

La galleria fotografica a questo link racconta in breve i diversi momenti di questo pomeriggio in marcia, tra cortei e camminate nel centro di Città del Messico per commemorare le oltre 300 vittime della mattanza governativa del 2 ottobre 1968 in cui l’esercito sparò sulla folla di studenti e lavoratori riuniti nella Plaza de las Tres Culturas o Tlatelolco. Proprio da qui, ogni anno, parte una mega-manifestazione organizzata dal Comitato 68 che vede sempre la partecipazione di organizzazioni sociali, studenti, sindacati e cittadini. 45 anni dopo la strage, la repressione resta e così anche il partito di governo, il PRI (Partido Revolucionario Institucional), che giusto l’anno scorso è tornato al potere dopo 12 anni di digiuno.

Nel novecento il PRI ha governato per 71 anni senza interruzioni diventando la forza egemonica e autoritaria che ha diretto il destino del paese. In genere la manifestazione del 2 ottobre si svolge pacificamente, senza eccessi di presenza delle autorità che si limitano a operazioni di controllo dalla distanza e di chiusura di alcuni punti chiave. Invece quest’anno, come conseguenza della strategia di accerchiamento e blindaggio adottata dal nuovo governo a partire dalle proteste del primo dicembre 2012, la tensione era più alta, il centro storico era occupato militarmente (oltre 5000 poliziotti) e non c’erano praticamente vie d’uscita dal corteo per i manifestanti. La marcia è cominciata alle tre e mezza da Tlatelolco, nel centro nord della città, e verso le 4 e 30 è arrivata al cuore della capitale, presso il palazzo di Bellas Artes. Già da lì il gas dei lacrimogeni, lanciati a poche centinaia di metri di distanza contro i manifestanti, s’addensava e provocava i suoi effetti.

Per i camminanti era impossibile proseguire, ma anche uscire dal corteo. Unica alternativa era l’attesa in mezzo a cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa e barriere metalliche enormi, sotto il sale, invasi dai gas e dai rumori dei petardi. Infatti, all’incrocio tra Avenida Hidalgo e Reforma, all’inizio dell’ultima parte di strada per arrivare all’Angel de la Independencia, dove si sarebbe conclusa la giornata con un comizio, le scaramucce tra manifestanti e polizia s’erano fatte pesanti, centinaia digranaderos erano accorsi per il primo grosso scontro tra quelli che i media hanno descritto come “anarchici” o “incappucciati” e i poliziotti.

In realtà gli anarchici, vestiti di nero e riconoscibilissimi, si trovavano in fondo al corteo, ben più indietro. O ce n’erano altri, o si trattava di gruppi differenti non definiti ideologicamente. I media messicani stanno utilizzando il termine “anarquista” secondo un canovaccio che già conosciamo in Europa col tormentone Black Bloc o semplicemente come sinonimo di terrorista, indipendentemente da verifiche serie sull’appartenenza delle persone coinvolte in scontri con la polizia. La realtà è ancora difficile da capire e i giornalisti più acuti si chiedono come mai questi gruppi siano comparsi proprio dopo il primo dicembre 2012 ed operino secondo le modalità tipiche degli infiltrati, i cosiddetti “halcones” che lo stesso PRI “inventò” nel 1971, con le stragi dell’11 giugno. Nessuno ha un’ipotesi convincente al 100%, anche perché probabilmente la spiegazione delle violenze si ritrova in molti fattori diversi, non ultimo quello della strategia repressiva adottata dal governo che decide di bloccare e asfissiare, anziché accompagnare o semplicemente permettere la libera circolazione e garantire il diritto a manifestare.

A poche centinaia di metri del primo scontro, verso le 18, una seconda battaglia s’è svolta nei pressi del Monumento a la Revolucion e del Monumento Caballito. Centinaia di granaderos e poliziotti federali, chiusi in una testuggine e protetti da caschi e scudi, hanno Alla fine della giornata gli arresti sono stati oltre un centinaio e i feriti più di 50 tra manifestanti e poliziotti (link).

Molti giornalisti (oltre venti) e difensori dei diritti umani sono stati fermati e malmenati secondo l’organizzazione per la difesa della libertà di stampa Articolo 19.  In quel momento il grosso della CNTE (Coordinadora Nacional Trabajadores de la Educación, cioè l’organizzazione dei docenti dissidenti che da quasi due mesi protestano a Città del Messico contro la riforma educativa) si stava unendo alla marcia per arrivare alla zona dei comizi. Un numero indefinito di persone, incappucciati e altri gruppi, stimati in circa 300 unità (ma anche qui le stime sono difficili e mi baso sui media locali e sulla testimonianza diretta), hanno cominciato a lanciare bottiglie e petardi in direzione del blocco dei granaderos che per 10 minuti hanno resistito e si sono protetti con gli scudi, ma poi hanno lanciato un’offensiva che s’è conclusa con una buona dose di arresti arbitrari, con l’uso di manganelli e armi improprie come estintori e pallottole di gomma. Alcuni arresti sono stati realizzati praticamente a casaccio o contro persone che filmavano gli eventi da poliziotti in borghese. “Il 2 ottobre del 68 non è poi così lontano”, hanno ribadito i membri del Comitato 68 che, in quell’epoca, sono stati prigionieri politici e vittime innocenti della repressione.  Fabrizio Lorusso @FabrizioLorusso

Paco Ignacio Taibo II sui movimenti studenteschi in Messico ’68-2012

Lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II parla agli studenti della Universidad Autonoma Metropolitana di Xochimilco o UAM-X (22 maggio 2012) sul movimento studentesco, in quella data appena rinato, e sulla situazione del Messico, dalla ribellione del ’68 a quella del 2012.

El movimiento Yo Soy 132 esta llegando a los mexicanos, dicen que el conocimiento es poder y los estudiantes de esta organización están en busca de que toda la sociedad mexicana despierte y encuentre el cambio que la nación necesita. Sitio: http://1001razonesantipri.com/

Messico. Rapporto della Commissione Speciale d’Inchiesta sui Movimenti Sociali e Politici del Passato

Riporto in questo secondo post dedicato alla FEMOSPP (il primo QUI) l’introduzione alla pubblicazione del rapporto in spagnolo e sotto inserisco il link per scaricare completamente il documento in ZIP. Inserisco anche la lettera che inviarono i responsabili del progetto all’ex presidente Vicente Fox che, dopo 4 anni di ricerche, decise di porre fine all’esperienza di questa commissione d’inchiesta che comunque ha prodotto un documento unico che condanna lo Stato messicano e coinvolgi numerosi uomini politici.

Si tratta di un vero e proprio libro che rappresenta la più ampia e dettagliata ricerca accademica sui crimini del passato (e del presente) e la guerra sporca (guerra sucia) dello Stato messicano durante gli anni sessanta e settanta a Guerrero, a Città del Messico e nel resto del paese. Si trova solo sul sito del National Security Archive degli Stati Uniti e non su risorse web ufficiali messicane, il che ci fa pensare a una chiara volontà di occultare i risultati importanti che i ricercatori ottennero alla fine dei lavori nel 2006.  Prima che sparisca del tutto dalla rete e dalla memoria lo riproduco anche su questo blog!

Qui di seguito un documentario sul ’68 messicano, il movimento studentesco e la strage di Tlatelolco o Plaza de las Tres Culturas del 2 ottobre 1968. Link al testo (pagine dalla 60 alla 75) del rapporto Femospp su quei fatti: QUI

LINK PER DOWNLOAD in ZIP DI TUTTO IL DOCUMENTO

DESCARGA TODO EL INFORME AQUÍ

http://www.box.net/shared/2ysdb3r5gg

Washington, D.C., Febrero 26, 2006 – El National Security Archive publica hoy en su página de Internet el borrador de un informe sobre la “guerra sucia” llevada a cabo en México durante las décadas de los 60’s, 70’s y 80’s. Éste es un informe sin precedentes elaborado por el gobierno mexicano para esclarecer algunas situaciones desarrolladas durante esas décadas.

Este documento es el resultado de cuatro años de trabajo por parte de la oficina del Dr. Ignacio Carrillo Prieto, Fiscal Especial para Movimientos Sociales y Políticos del Pasado (FEMOSPP). Este organismo fue promovido por el presidente Vicente Fox para investigar crímenes en contra de los derechos humanos.

Los crímenes detallados en dicho informe fueron cometidos durante las administraciones de Gustavo Díaz Ordaz (1964-1970), Luis Echeverría Álvarez (1970-1976) y José López Portillo (1976-1982). Durante esos sexenios, cientos de ciudadanos mexicanos – tanto civiles inocentes como militantes armados-fueron asesinados o “desaparecidos” por fuerzas militares y de seguridad. Miles más fueron torturados, ilegalmente detenidos, o sujetos a hostigamiento y vigilancia por parte de las autoridades.

El informe no se ha hecho público en México hasta el momento. Sin embargo, sus autores – un grupo de 27 investigadores, historiadores, y activistas contratados por el Fiscal Especial en el 2004- lo entregaron al Dr. Carrillo Prieto el 15 de diciembre del año pasado. Actualmente, un periodista de la revista Eme Equis tiene en su poder una copia, y el día de hoy publicará un análisis a profundidad del capítulo dedicado a las operaciones de contrainsurgencia en Guerrero durante los años 70’s. Es importante mencionar que otras personas, entre ellos prominentes historiadores y escritores como Elena Poniatowska, Carlos Montemayor, y Carlos Monsivais, cuentan también con una copia del informe.

Desde el año 2000, después de que la elección del presidente Fox marcó una transición política después de 70 años de gobierno del Partido Revolucionario Institucional, el gobierno mexicano ha actuado decididamente en favor de una mayor apertura, transparencia y rendición de cuentas.

Aunque el informe final de la Fiscalía Especial no se ha hecho público aún, el National Security Archive publica hoy una versión preliminar de dicho informe en aras del derecho ciudadano a la información. Tan pronto tengamos una copia final de este informe la publicaremos en nuestra página de Internet.

Kate Doyle, Directora del Proyecto México del National Security Archive, declaró: “Estamos publicando el borrador del informe porque las familias de las víctimas de la “guerra sucia” así como el resto de los ciudadanos mexicanos, tienen el derecho a saber. Estos mismos ciudadanos leerán en Eme Equis el día de hoy, la violencia de la que fueron víctimas sus familiares en manos del gobierno mexicano hace treinta años. Pero en México, no pudieron obtener hasta hoy el texto que contiene la evidencia de la responsabilidad del Estado.

El hecho de que una versión del informe final de la Fiscalía Especial se encuentre circulando entre un puñado de ciudadanos prominentes – y sin embargo siga cerrado e inaccesible para aquellos que fueron más afectados por la violencia – es una situación que evoca al pasado en México, cuando los ciudadanos eran rutinariamente excluidos de participar cívicamente por parte de un gobierno determinado a mantenerlos en la oscuridad. La información era poder, y el derecho a la información no existía para ciudadanos ordinarios. El compromiso del National Security Archive en favor de la apertura nos ha incitado a hacer pública está versión del reporte para la opinión pública en México y el mundo.”

Carta abierta a la administración Fox de parte de tres de los autores del borrador del informe final de la Fiscalía Especial para Movimientos Sociales y Políticos del Pasado – FEMOSPP:

http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB180/letter_limonetaltofox.pdf

México, D. F., a 30 de mayo de 2006

A la Opinión Pública:

A la y los Candidatos a la presidencia de la República:

En la reciente entrevista a la BBC de Londres el presidente Vicente Fox, expresó que laFiscalía Especial para Movimientos Sociales y Políticos del Pasado (FEMOSPP)concluiría las actividades asignadas a la misma con la presentación del Informe a laSociedad, el día 15 de abril; en ese mismo sentido han aparecido notas periodísticas quehacen referencia al cierre de la Fiscalía, con la argumentación del desgaste del titularIgnacio Carrillo Prieto y los exiguos resultados en el área ministerial.Los abajo firmantes manifestamos nuestra preocupación por los siguientes motivos:1. Al no existir un área especifica de atención a las denuncias presentadas por losfamiliares de las victimas de los crímenes de lesa humanidad del ´68, ´71, la”guerra sucia” y posteriores, se pierde la continuidad de las labores llevadas acabo por la Fiscalía Especial. Las declaraciones de los funcionarios de laProcuraduría General de la República (PGR) no despejan las dudas que surgen alrespecto: ¿Cómo se continuarán las averiguaciones ya existentes y las que sepresenten en el futuro? ¿Se comenzará otra vez desde cero? ¿Se desechará lalabor del personal adscrito a esa institución? Si con Femospp como “ventanillaúnica”, los resultados fueron escasos, ¿cómo se pretende atender este tema queestá directamente ligado a la justicia, la verdad y el combate a la impunidad?Por tal razón, demandamos a los candidatos a la presidencia sea contempladoeste tema en la agenda nacional como un importante punto de la defensa de losDerechos Humanos.2. Nos preocupa el destino final del acervo documental y testimonial que recopiló la

Responsables

José Luis Moreno Borbolla

Agustín Evangelista Muñoz

Guerra Sucia, México, Historia completa. ¿Quién recuerda la Fiscalía Especial para Movimientos Sociales y Políticos del Pasado (FEMOSPP)?

Informe Histórico a la Sociedad Mexicana – 2006

Historical Report to the Mexican Society – 2006     Download Chapters in PDF

Introducción – Informe Histórico a la Sociedad Mexicana
Introduction – Historical Report to the Mexican Society

Tema 1 – Mandato y procedimiento de trabajo
Chapter 1 – Mandate and work procedure

Tema 2 – La Segunda Guerra Mundial prefigura el escenario que nos ocupa
Chapter 2- World War II and how it prefigures the modern day situation

Tema 3 – Movimiento Estudiantil de 1968
Chapter 3 – The student movement of 1968

Tema 4 – El 10 de Junio de 1971 y la disidencia Estudiantil
Chapter 4 – 10 June 1971 and student dissidence

Tema 5 – Orígenes de la Guerrilla Moderna en México
Chapter 5 – Origins of Mexico’s modern day guerrilla movement

Tema 6 – Lo que explica el surgimiento de la guerra sucia
Chapter 6 – The explanation of the origins of the dirty war

Tema 7 – Grupos Armados: La guerrilla se extiende por todo el país
Chapter 7 – Armed Groups: The guerrilla extends throughout the entire country

Tema 8 – Genocidio
Chapter 8 – Genocide

Tema 9 – Se acreditan las condiciones de un Conflicto Armado Interno en que aplica el Derecho Humanitario Internacional
Chapter 9 – Applying the conditions of Internal Armed Conflict to the applications of International Human Rights

Tema 10 – Desviaciones del poder por el régimen autoritario y corrupción de las instituciones de estado
Chapter 10 – Deviations of power by the authoritarian regime and corruption of the state institutions

Tema 11 – Derecho a la verdad, al duelo y al reconocimiento del honor de los caídos en la lucha por la justicia
Chapter 11 – The right to truth, recognition and the honor of those fallen in the fight for justice.

Tema 12 – Luchadores sociales y organismos que demandan verdad y justicia
Chapter 12 – Civil society organizations that demand truth and justice.

LINK Informe definitivo – Relazione definitiva “18 anni di guerra sporca in Messico”

LINK Informe provisorio – Relazione provvisoria

UN BLOG CON RIASSUNTI / RESUMENES

INTRO E CONTESTO DELLA FEMOSPP Washington D.C., November 21, 2006 – Mexican authorities released a groundbreaking report over the weekend on the government’s use of violent repression to crush its opponents during the 1960s-80s. The full report has now been posted here on the Web site of the National Security Archive.

The report by the Office of Special Prosecutor Ignacio Carrillo Prieto, named by President Vicente Fox in 2002 to investigate past human rights crimes, accuses three Mexican presidents of a sustained policy of violence targeting armed guerrillas and student protesters alike, including the use of “massacres, forced disappearance, systematic torture, and genocide.” The report makes clear that the abuses were not the work of individual military units or renegade officers, but official practice under Presidents Díaz Ordaz (1964-1970), Echeverría (1970-1976) and López Portillo (1976-1982).

The document’s release marks the first time the Mexican government has accepted responsibility for waging a secret and illicit war against its perceived enemies. Unlike prior investigations into the Mexican “dirty war,” the Special Prosecutor’s report draws on thousands of secret records from the vaults of Mexican military, intelligence and police agencies. It traces for the first time the flow of orders from the President, the Defense Secretary and the Interior Ministry down to the soldiers and security agents in the field, and the returning flow of reports back to Mexico City. The official sources are complemented by testimonies and eyewitness accounts gathered by the investigators.

Last February, the National Security Archive posted an earlier draft of the report, when it became clear that the Fox government was hesitating to publish the official document. Today’s version was released late on Friday night, November 17, at the start of a long weekend in Mexico, and posted on the Web site of the Mexican Attorney General’s office.

It is over 800 pages long, and contains photographs, declassified government records, and lengthy indexes to organizations and names. The report includes chapters on the 1968 and 1971 student massacres in Mexico City, the counterinsurgency waged against armed guerrillas in Guerrero during the 1970s, and the broader attack on dissidence throughout the country over the almost two decades covered by the investigation. The report describes and names the victims in 645 disappearances, 99 extrajudicial executions, and more than two thousand cases of torture, among other human rights violations documented.

“The release of the Special Prosecutor’s report is a direct result of the demand of Mexican citizens to know what happened during the dirty war,” Kate Doyle, Director of the Archive’s Mexico Project, said today, “and is unique in the annals of Latin American truth commissions for the access investigators had to government records. In the past, not only did the authoritarian regime violently attack its opponents, it sought to cover up its role through lies, terror and intimidation for years afterwards. But while the report takes an important step toward reversing Mexico’s legacy of impunity, the Fox administration failed in its attempts to prosecute those responsible for the crimes described in it. That job is left to the new government of Felipe Calderón, who takes office on December 1.”

Para más información contactar a:
Kate Doyle – 646/670-8841
kadoyle@gwu.edu