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Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #ARCI @ArciCapranicaVt #Viterbo

Evento arci capranica narcoguerra messico invisibile

 

 

Parliamo di #Messico #Oaxaca #Insegnanti #Repressione #Nochixtlán su radio Coop Padova

CNTE mon rev

Messico – Oaxaca y Nochixtlán – Insegnamento della repressione  trasmissione Latinoamericando di Gustavo Claros – Radio cooperativa Padova – 23-06-2016

Nello stato di Oxaca, in Messico, la polizia ha provocato diversi morti fra i docenti che si oppongono ad una riforma educativa paragonabile alla “Buona scuola” italiana. Ne parliamo con il giornalista Fabrizio Lorusso, che si trova nel paese centroamericano.

Categorie | LatinoAmericando   Scarica il podcast o ascolta il programma a questo LINK

Tipo di file: MP3 – Dimensione: 22,41MB – Durata: 55:56 m (56 kbps 44100 Hz)

 

«Segnali di Fumo»: la nuova rubrica a fumetti di @CarmillaOnLine

Segnali di Fumodi Redazione Carmilla

Partirà venerdì 19 febbraio, anniversario della nascita del calciatore brasiliano Sócrates e avrà cadenza bimensile. Si chiamerà «Segnali di fumo» e si proporrà di segnalare e recensire, con gli strumenti del fumetto, libri che riteniamo degni di attenzione.

Nicola Gobbi, autore dei fumetti In fondo alla speranza. Ipotesi su Alex Langer (Comma 22) e Come il colore della terra (Eris Edizioni) curerà i disegni, mentre le parole saranno affidate a Simone Scaffidi, redattore di Carmilla e curatore di una raccolta di racconti illustrati sull’evasione, di prossima uscita per Eris Edizioni.

Le tavole e le sceneggiature saranno il risultato dello scontro tra lettere e immagini, significati e immaginari; fumi e nuvole di un conflitto in cui siamo vogliosi d’immergerci e ci guardiamo bene dal voler sanare. Continua a leggere

Gli eBook di Carmilla: Malevisione, di Marilù Oliva

di Redazione Carmilla on Line

Cover eBook Marilù Oliva MALEVISIONE (Medium)Dopo l’uscita del primo eBook di Mauro Baldrati, Fuga, Carmilla ci ha preso gusto e il libro elettronico diventa seriale. Pubblichiamo dunque (sempre gratuitamente) il nostro secondo eBook carmilliano: Malevisione di Marilù Oliva. Potete scaricarlo cliccando sui link alla fine del post.
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5 Novembre: in Libreria #PCSP (Picccola Controstoria Popolare) di @alprunetti @edizionialegre #QuintoTipo

PCSP di Alberto Prunetti è in arrivo. Nell’attesa di cominciare a leggerlo e, passo previo, riuscire al più presto a averlo qui in terre messicane, non posso far altro che ricordarne l’uscita, prevista per il 5 novembre nelle librerie italiane, e riportarne gli estremi. Va da sé che consiglio il libro per fiducia e stima verso l’autore (di cui ho letto e apprezzato Amianto e il Fioraio di Perón) e perché è parte di una collana, Quinto Tipo, che è di per sé una garanzia.  Su GIAP qualche ragguaglio in più, così come sul sito della casa editrice, ALEGRE, da cui traggo il testo seguente.

Ribellioni, resistenze, renitenze, rivolte… Dov’è finita la Maremma raccontata dal Prunetti? Quella sì era roba pesante: gente che mangiava fiamme, sovversivi che facevano lo slalom tra rappresaglie, repressione e rastrellamenti, e qui dentro li trovi tutti, belli stipati e pronti al pum!come i chiodi e il sale grosso nella canna dell’archibugio. Anarchici e comunisti alla macchia… Gente che spara ai fascisti… Banditi che sciorinano poemi in ottava rima… Altra gente che spara ai fascisti… Disertori che nel ’15-’18 vivono in caverne e magari li rivedi più tardi che sparano ai fascisti… Congreghe di santi dementi che sfidano l’ordine del mondo flagellandosi per le strade, mentre altri preferiscono sfidare l’ordine del mondo sparando ai fascisti… Domenico Marchettini detto «Il Ricciolo», Robusto Biancani fu Patrizio che finì (non bene) in Urss, Giuseppe Maggiori che un rapporto di polizia definisce «personaggio veramente importante per l’opera di preparazione di attentati», Chiaro Mori detto «Chiarone»… E Quisnello Nozzoli, e l’oste anarchico di Prata, e il compagno Attila… E aspetta, come si chiamava quell’altro, quello che sparava ai fascisti? Ce l’ho sulla punta della lingua…
Quella Maremma non c’è più, ma PCSP la riporta in vita. Si può usare questo libro come un breviario: apritelo ogni giorno su una storia edificante a casaccio, e lasciatevene ispirare. E se vi trovate in una situazione di stallo, chiedetevi: «Che farebbe al posto mio Chiarone Mori? E Albano Innocenti?».
Quella Maremma, dio madonna, non c’è più, però c’è il buon esempio. Ci sono i racconti. Le storie dei nessuno che furono davvero qualcuno.
I dimenticati che han fatto la storia.

«…i fratelli Ancarani: Ettore ai ponti di Badia, durante le proteste contro il caroviveri tronchicciò di tonfi due gosti che si permettevano impunemente di sventolare la bandiera sabauda, mentre il fratello Paolino massacrò di legnate una guardia e venti giorni dopo andò a cercarla all’ospedale, dov’era ancora degente, per finire il lavoro… No, obiettate, non vi piacciono questi bruti. Volete storie bucoliche, miti che celebrino la vita agricola, l’onestà del sudore, il duro lavoro dei campi… Eccovi il Bartolommei, che al posto delle rape nell’orto sotterrava tubi di dinamite affinché germogliasse la rivoluzione sotto il sol dell’avvenire. Dopo questi crostini avete ancora fame di mitologia? L’assedio di Troia? E che dire dell’assedio di Grosseto…»

Autore:
Alberto Prunetti (Piombino, 1973) ha pubblicato Potassa, Il fioraio di Peròn e Amianto, una storia operaia. Traduttore e lavoratore culturale free lance, scrive su Letteraria, Giap, Carmilla, Il Manifesto,La Reubblica edizione Firenze e altre testate.

Cortei per #Ayotzinapa: #Video del Centro #Prodh “Vivos se los llevaron, vivos los queremos”

Il video convoca alla manifestazione per Ayotzinapa il 26 settembre 2015 alle ore 12:00 dalla residenza presidenziale de LOS PINOS al ZOCALO della capitale.

Da: LINK / Lista Proiezioni italiane del documentario Ayotzinapa: cronaca di un crimine di Stato-LINKAggiornamenti Ayotzinapa settembre 2015: LINK Video – Articolo #InformeGIEI

Videoclip que recopila imágenes de las diferentes marchas por Ayotzinapa.
Agradecemos a Cumbia Che’ por permitirnos usar su tema “Vivos los llevaron, Vivos los queremos.
MUSICA: En base al tema “La Subienda”, de Senén Palacios Cordoba, con arreglos de Cumbia Che.
LETRA: Cumbia Che
Cumbia Che’ está en Facebook: https://www.facebook.com/CumbiaChe?fr…

Ayotzinapa donde estan
También agradecemos a quienes nos permitieron utilizar fragmentos de sus videos, para ver los videos completos, puedes dar click en los siguientes enlaces:

AYOTZINAPA RESISTE
por fuegosmusica
https://vimeo.com/109846625

AYOTZINAPA FUE EL ESTADO
por fuegosmusica
https://vimeo.com/111171235

Marcha por desaparecidos en Ayotzinapa
” – México D.F. 08/10/14, ”
por Azeneth Farah
https://vimeo.com/108466293

Adiós Peña; La Marcha que no transmitieron los medios.
(Ayotzinapa)
por fuegosmusica
https://vimeo.com/112619912

Marcha del 20 de noviembre de 2014
por Alicia Segovia
https://vimeo.com/112520978

Ayotzinapa en LA
por Malaespina Producciones
https://vimeo.com/112476772

AYOTZINAPA-SME 16599
por Transmedia
https://vimeo.com/120865651

Articiclo – Ayotzinapa
por Articiclo
https://vimeo.com/134511331

MARCHA 22 DE OCTUBRE / AYOTZINAPA
por Opus Social Media
https://vimeo.com/110423268

Conciencia vs Miedo #YaMeCansé #Ayotzinapa
por Salt d’Aigua // LaTele.cat
https://vimeo.com/112285020

Mexico lindo y….Ayotzinapa?
por paulgraph
https://vimeo.com/111975601

Vivos se los llevaron, vivos…~ – Testimonios
por El Claustro – UPA
https://vimeo.com/108846866

43
por Encinal
https://vimeo.com/125946907

A la Calle!
Por Andrés Villela
https://vimeo.com/126276514

El dolor no se olvida
por Más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=q1xzS…

Fragmentos de una jornada de solidaridad y protesta
por Subversiones
https://www.youtube.com/watch?v=xh96O…

Ocho meses, una elección: Justicia
por Más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=TmvZB…

1DMX 2014
por más de 131
https://www.youtube.com/watch?v=lz6pF…

Versión de 10 minutos-
La marcha del 20 de noviembre con un dron
por Animal Político
https://www.youtube.com/watch?v=GlHWb…

Nosotrxs no nos cansamos. Ayotzinapa esta de pie HD
por Todos por Ayotzinapa
https://www.youtube.com/watch?v=e62HB…

Marcha Una luz por Ayotzinapa México DF
por Alfredo Sanchez Rodarte
https://www.youtube.com/watch?v=qcX_C…

CUMBIA CHE – Vivos los llevaron, Vivos los queremos!
por En Movimiento Tv
https://www.youtube.com/watch?v=na9Ru…

#NarcoGuerra Cronache dal #Messico dei #Cartelli della #Droga recensito su #ThrillerMagazine

Fabrizio LorussoNarcoguerra. Cronache dal Messico dai cartelli della drogaSAGGISTICA – Odoya – Odoya library – 2015 – pagine416 – prezzo 20,00 euro –giudizio: eccellente Da Thriller Magazine

«Lo “stato fallito” è un concetto chiaro: quando uno stato è frazionato come questo, in cui le istituzioni sono altamente corrotte — e nel caso della polizia abbiamo una struttura di potere che opera come fosse un cartello –, allora stiamo parlando di uno stato che non ha capacità di reazione. Quando vedi che si contano migliaia di omicidi impuniti, che continuano a succedere e che nessuno indaga a riguardo, allora vuol dire che c’è uno stato che non ha la capacità di garantire la vita e la sicurezza».

Sono diversi i motivi per cui bisogna leggereNarcoguerra. Cronache dal Messico dai cartelli della droga, scritto da Fabrizio Lorusso (Ed. Odoya), e la curiosità o l’amore per il Messico è uno degli ultimi. In realtà, attraverso questa vera e propria enciclopedia sul narcotraffico contemporaneo in Messico che è frutto di anni di lavoro, oltre ad approfondire una realtà solo apparentemente lontana, scoprirete come funziona il mercato della droga non soltanto in quest’area del mondo, ma anche dietro casa vostra, tenendo conto che i traffici illegali stanno subendo un processo di globalizzazione proccupante e insidioso. Inoltre questo volume è ricco di numeri, dati, interviste, testimonianze, immagini, inserite sempre nel narrato con maestria, senza ridondanze: un documento di 416 pagine che vi faranno procedere in una lettura spedita e decisa a scoprire le interconnessioni tra droga, illegalità, violenza, fatti di cronaca.

Nell’interessantissima prefazione, Pino Cacucci elogia l’intento di questo lavoro di Fabrizio Lorusso, un pioniere — penso al suo precedente saggioSanta Muerte. Patrona dell’umanità (Stampa Alternativa): un unicum, senza dubbio, in Italia, il primo libro che ha trattato approfonditamente il culto della Santa Morte. Lorusso — giornalista, traduttore, professore all’Università del Messico – anche in questo colossale lavoro prosegue sulla scia di un’attività che si è sempre distinta per l’attenzione verso l’America Latina e i suoi problemi. Ecco cosa dice di lui Pino Cacucci:
«Leggendo i coraggiosi scritti di Fabrizio Lorusso (coraggiosi per il semplice e spietato fatto che lui, lì, ci vive e si espone alle eventuali conseguenze) riconosco me stesso come ero trent’anni fa: lodevole donchisciotte che, penna — o tastiera — in resta, affronta i mulini a vento dei todopoderosos di sempre, di ieri e di oggi… E in fin dei conti, oggi, mi appare come un’illusione il tentativo di informare gli altri sulla realtà, perché la sensazione è che tutti (be’, quasi tutti) se ne freghino, della realtà. Quindi, è un’utopia. Ma cosa saremmo, senza illusioni e utopie?».

Questo libro si fa leggere in diversi modi. O tutto di un fiato o con pazienza e dovizia, sottolineando e rileggendo i passaggi più importanti, o setacciando i capitoli che vi interessano. E allora potrete saltare da temi come la terribile strage degli studenti in Messico a capitoli dedicati alla cocaina, ai desaparecidos, al marciume di governi collusi, perfino ai femminicidi (e qui ricordiamo che il Messico è uno stato tristemente colpito: come leggerete nel testo, già nel 2003 si parlava, infatti, di oltre 300 femminicidi e 500 sparizioni per motivi di genere: le cifre sono più che raddoppiate in questi ultimi anni). Infine potrete divertirvi a curiosare i lessemi di unnarcoglossario, in chiusura, molto pittoresco. Dove scoprirete, ad esempio, che cos’è il Perico o Polvo«(lett. pappagallo o polvere) striscia di cocaina o cocaina in generale. Altri termini usati in spagnolo: el alacrán (lo scorpione),la blanca (la bianca), blanca nieve (biancaneve), harina (farina), nieve(neve)».

Bellissime, infine, le pagine dedicate a Ricardo Ravelo, un giornalista messicano specializzato in temi di sicurezza e narcotraffico, intervistato dall’autore nel 2014, la cui voce riportiamo in parte, a sintetizzare una situazione molto complessa che questo libro va a scandagliare nella sua totalità:

«La situazione caotica che vive il Paese è prodotto di un insieme di problemi, un problema multifattoriale che, però, ha le sue cause nell’indebolimento della struttura dello stato, nella corruzione politica, nel vincolo tra gli uomini di potere e certe strutture del crimine organizzato. Parallelamente, nel Paese la situazione economica degli ultimi dieci o venti anni è stata molto instabile e si sono create condizioni di povertà e abbandono sociale che hanno portato molta gente, per disgrazia, a organizzarsi per fini illegali. Di ciò se ne sono approfittate le organizzazioni criminali, che hanno trovato le condizioni perfette per potersi evolvere.
[…]
Tutta la polizia, al posto di essere al servizio della società, è finita al servizio del crimine organizzato. Si sono create “buste paga” parallele: ai poliziotti non bastava più il salario statale, e allora allo stesso tempo ne riscuotevano un altro dalla criminalità organizzata, cosa che succede ancora oggi. Cominciò a interessare maggiormente loro dare protezione al delitto, alla vendita di droga e alle attività omicide dei sicari, in cui sono coinvolti, e sequestrare persone, non più arrestarle, per portarle alle casas de seguridad, ai luoghi di prigionia, per interrogarle, estorcere informazioni e poi ucciderle. Quindi s’è generata un’orgia di violenza nel Paese, s’è perso il controllo».

Autore: Gabriele Basilica – Data: 7 settembre 2015

Culto e Potere nel Messico della NarcoGuerra

Santa Muerte Bianco e neroHenry Kissinger diceva che il potere è un afrodisiaco. Giulio Andreotti, padrino della politica italiana del XX secolo, soleva ripetere che il potere logora chi non ce l’ha. E ci sono persone che per averlo e mantenerlo affidano il proprio destino a forze occulte. Soprattutto in Messico, dove stregoni, maghi, guaritori, santi proibiti e rituali esoterici sono sempre stati presenti nelle cronache dei famosi e dei potenti, degli impresari, dei politici, delle stelle dello spettacolo o dei miti della televisione e del grande schermo. La tentazione di trovare favori, miracoli, successo e potere attraverso “lavori speciali” e magie affascina un po’ tutti, ma forse di più i politici.

L’ex governatore dello stato meridionale di Oaxaca, Ulises Ruiz, l’ex leader del sindacato nazionale degli insegnanti, Elba Esther Gordillo, che attualmente è reclusa nel penitenziario di Santa Martha Acatitla per malversazione di fondi, e il ministro della Pubblica Sicurezza del governo Calderón (2006-2012), Genaro García Luna, condividevano senza dubbio un interesse spiccato per l’esoterismo e tutte le credenze legate all’occulto. Il giornalista José Gil Olmos, autore in Messico del libro Los brujos del poder (Gli stregoni del potere), ha descritto la passione di Ulises Ruiz per la magia nera, la santeria cubana e il culto alla Santa Muerte: ossa, figure caraibiche, talismani e sacerdoti, sempre al suo seguito in qualità di consiglieri, lo circondano. Durante il conflitto e le proteste a oltranza degli insegnanti nel 2006 a Oaxaca, l’apparato repressivo del cinico governatore lasciò un saldo di 25 morti, decine di feriti, 7 desaparecidos, 500 arresti e 380 casi di tortura.

I flussi di speranzosi pellegrini verso la località di Catemaco, terra di stregoni e fattucchiere nell’atlantico stato di Veracruz, sono costanti e rispecchiano il sottofondo di pensiero magico e misticismo che in terra azteca hanno radici solide e profonde. Vari personaggi famosi, secondo cronache locali, avrebbero preso parte a cerimonie e cercato preziosi consigli politici o economici sulle rive della laguna di Catemaco: da Carlos Salinas, presidente dal 1988 al 1994, all’economista e politico Pedro Aspe, da Cuauhtémoc Cárdenas, ex candidato delle sinistre nel 1988, ad Andrés Manuel López Obrador, candidato progressista alla presidenza nel 2006 e 2012, da Marta Sahagún, moglie dell’ex presidente Fox, al conduttore televisivo Raúl Velasco. Tutti interessati a intercettare le vibrazioni cosmiche quanto i consensi delle masse.

Secondo gli stregoni, la magia nera o bianca è in cima alla classifica delle richieste dei governanti. Anche la figura della Santa Muerte, la Parca scheletrica che in Messico è oggetto di culto e venerazione da parte di milioni di devoti, è utilizzata, insieme ad altri santi popolari e altre icone devozionali, per provare a esaudire sogni di gloria e piani politici. Molti santoni eseguono lavori con la Santissima Muerte, anche se in realtà l’essenza del suo culto è un’altra. Infatti, si tratta di una devozione popolare alla morte che da secoli è praticata in Messico clandestinamente e solo dall’inizio del nuovo millennio s’è diffusa esponenzialmente nonostante l’opposizione della Chiesa.

Oggi i simpatizzanti e i praticanti del culto sono stimati tra i 5 e i 10 milioni in tutto il mondo, e, in effetti, non sono molti i punti di contatto con la stregoneria e la magia. Queste sono pratiche, non culti, e si utilizzano per modificare la realtà esterna, per ottenere effetti desiderati attraverso evocazioni, rituali, formule e con la forza di volontà. La Santa Muerte s’identifica con una divinità o ente, la morte, raffigurata dall’immagine medievale scarnificata che portarono gli spagnoli e le congregazioni cattoliche in America durante la conquista. La spada e la croce. E la Muerte. La Grande Falciatrice ossuta con la roncola e il mondo tra le mani assomiglia alle famose Catrinas del disegnatore messicano José Guadalupe Posadas, ma in realtà è un’altra cosa. Nella sua versione santificata la chiamano Niña Blanca, Bonita o Flaquita.

Lo studioso di religioni Stefano Bigliardi,specializzato nel concetto di miracolo, ha approfondito in Messico la conoscenza del culto della Santissima Muerte e ha sottolineato la differenza tra la categoria dei milagros, cioè eventi di tipo sovrannaturale e straordinario, e quella dei paros, più adatta a descrivere il tipo di favori che concede la Santa Muerte, a detta dei devoti. La Niña Blanca “fa i paros”, ovvero protegge, blocca la mala-vibra e la sfortuna, ti aiuta a trovare lavoro, salute, amore e denaro, a non essere rapinato, a eludere una fine violenta, a sconfiggere i tuoi nemici e a scansare i pericoli e le incertezze. Insomma, paro è un termine colloquiale messicano, riferibile anche all’infarto, cioè al paro cardiaco, ed è una voce del verbo parar che significa “fermare”, per cui la Santa evita, para o ferma il verificarsi di situazioni pericolose e attacchi contro i suoi accoliti, più che manifestarsi al di fuori delle leggi della natura.

Il cantante popolare messicano Beto Quintanilla, el mero león del corrido,cioè il leone del genere musicale dei corridos, diceva nella sua canzone dedicata alla magrolina o Flaquita:

Sono già in milioni a pregare per Lei, la Chiesa comincia a tremare/ apertamente ormai ci sono preti che la iniziano ad adorare/ mafiosi e uomini della legge se la cominciano a tatuare/ anche politici e dirigenti le fanno l’altare.

In fondo i corridos raccontano la realtà, i bassifondi e la cultura popolare meglio di qualunque altra espressione artistica o giornalistica, e il potere, a volte, unisce il sacro e il profano,lo spirito e la carne.

Ogni culto ha degli aspetti exoterici, esteriori, ma anche esoterici, cioè occulti e misteriosi. Sono exoterici i rosari per la strada dedicati alla Niña Blanca o la venerazione aperta del popolo per altri santi non canonici come il guaritore Niño Fidencio, Pancho Villa o Juan Soldado. Sono esoteriche le formule che uno stregone o un brujo mexicano usa per legare eternamente a noi la persona amata o i rituali d’iniziazione di una setta, per esempio. 

Storicamente la politica, nella sua accezione di esercizio del potere, ha mostrato una certa attrazione per l’esoterismo e ciò che è segreto e occulto. La vicinanza della medium personale della moglie di Abraham Lincoln e dell’astrologa di Nancy Reagan, Joan Quigley, con i loro rispettivi mariti presidenti fu emblematica, così come l’ascesa della Skull and Bones, la società segreta più influente d’America, grazie all’adesione di Bush padre e figlio. In Italia, Letizia Moratti, ex ministra dell’Istruzione e sindaco di Milano dal 2006 al 2011, altresì nota come “la Thatcher italiana”, si avvalse dei servizi di un celebre sensitivo che avrebbe addirittura influito sulla formazione del consiglio comunale. Silvio Berlusconi è senza dubbio conosciuto all’estero e in Italia per la sua vita eccentrica. La rivista L’Espresso ha mostrato che la sua villa in Sardegna s’ispira a una simbologia erotico-esoterica, forse perché l’imprenditore e politico appartenne alla loggia massonica Propaganda due o p2, poi dichiarata illegale e sovversiva dal Parlamento nel 1982. Il Venerabile Maestro e fondatore della loggia, Licio Gelli, strinse vincoli importanti col generale argentino Emilio Eduardo Massera, membro di spicco della giunta militare che instaurò un regime dittatoriale, responsabile di centinaia di morti e 30.000desaparecidos tra il 1976 e il 1983, nel Paese sudamericano.

In Argentina, vi furono simbiosi interessanti e inquietanti tra culto e potere. Negli anni Settanta, José López Rega, stregone influente tra i collaboratori storici del presidente Juan Domingo Perón, era il contatto argentino della p2 e arrivò a ricoprire la carica di ministro del Benessere Sociale. Mabel Camera fu la pitonessa del “presidente della crisi finanziaria”, Fernando de la Rúa, mentre negli anni Novanta il capo di stato populista Carlos Menem aveva alla sua corte una chiaroveggente personale. Anche in Africa la stregoneria non è solo un’eredità ancestrale o di tipo tribale, quanto piuttosto un elemento integrante della vita politica e del sistema capitalista, esportato dagli europei all’epoca delle colonizzazioni e in seguito mantenuto senza troppi cambiamenti sostanziali: sono tanti i governanti che si servono della divinazione, della magia o della stregoneria per vincere elezioni e guadagnare potere, per indovinare le mosse giuste in campagna elettorale o durante una crisi interna.

Senza dubbio l’America deve molto al continente nero in termini religiosi, data la presenza molto forte di tradizioni africane come la santeria, il vudù, il candomblé e il palo mayombe, soprattutto nei Caraibi e in Brasile. Queste, così come il culto alla Santa Muerte e la stregoneria, non si relazionano necessariamente alla magia nera o a influssi spirituali negativi, anzi. Ma tutto dipende da chi e come le utilizzano e per quale scopo.

In Messico, all’epoca del presidente conservatore Vicente Fox (2000-2006), Genaro García Luna era a capo dell’oggi soppressa Agenzia Federal de Investigaciones (AFI) e aveva una statua della Flaquita nel suo ufficio. In seguito, il presidente Felipe Calderón (2006-2012) lo nominò ministro della Pubblica Sicurezza. A quanto pare, García Luna a un certo punto sostituì la tipica figura della Santa Muerte, la Parca scheletrica con la falce e il saio da francescano, con quella dell’Angelo della Morte, o Ángel de la Muerte, proprio secondo quanto andava raccomandando ai fedeli l’autonominato arcivescovo della Santa Muerte, padre David Romo. Si tratta di un personaggio controverso, oggi in carcere condannato a dodici anni per frode elettorale e a sessantasei per partecipazione a banda organizzata a scopo di rapimento, furto ed estorsione.

Per anni Romo tentò senza successo di trasformare il culto spontaneo e orizzontale alla Santa Muerte in una specie di religione, dotata di un’istituzione verticale, una dottrina ufficiale, dei sacerdoti, dei diaconi e cerimonie ben definite. Nel 2005 il ministero degli Interni messicani tolse il riconoscimento legale alla sua Chiesa Santa Cattolica Apostolica Tradizionale Messico-Stati Uniti o, più brevemente, Iscat Mex-Usa, ma l’attività del padre continuò fino al suo arresto nel 2011. La modella e attrice messicana Carmen Campuzano è anch’essa devota della Santa Muerte, che l’avrebbe aiutata, temporaneamente, a uscire dai suoi gravi problemi di dipendenza dalle droghe. Il giornalista José Gil Olmos racconta che anche la mitica attrice dell’era dorata del cinema messicano, María Félix, la venerava. E così pure la cantante e attrice cubano-messicana Niurka Marcos e il suo ex compagno, l’attore di telenovele Boby Larios, i quali nel 2004 si sposarono giurando fedeltà proprio di fronte alla Chiesa di padre Romo.

Comunque sia, la Santa Muerte raccoglie consensi e devoti in paesi lontani dal Messico e“insospettabili”: dalla Germania alla Spagna, dall’Italia alla Danimarca, dal Giappone agli angoli più impensabili dell’America centrale, meridionale e settentrionale, la migrazione, il turismo e internet hanno contribuito alla sua rapida diffusione e massificazione. Le gerarchie ecclesiastiche combattono l’espansione di questa devozione che, malgrado tutto, pare inarrestabile e autonoma rispetto a istituzioni e sacerdoti. Nel mercato di Sonora a Città del Messico, noto per l’immensa varietà dei prodotti esotici, esoterici e curiosi che vi si vendono, il merchandising legato alla Niña Bonita è superato solo da quello della Madonna di Guadalupe, la santa patrona nazionale. Non hanno funzionato in passato i tentativi del Vaticano di “liberare dal diavolo” i devoti della Flaca, né altre strategie contro la Santa Muerte come le minacce di scomunica, la “semina” di altari del santo cattolico rivale, san Giuda Taddeo, o l’assoldamento di esorcisti specializzati nella capitale. Il fatto è che non c’è nessun Satana da estirpare dall’anima dei cosiddettisantamuertistas. Quello che c’è è la crisi della Chiesa in America, endemica come l’emorragia di fedeli di fronte all’avanzata dei pentecostali e dei protestanti o delle multinazionali della fede come l’americana Scientology e la brasiliana Pare de Sufrir (“Smetti di soffrire” o Chiesa universale del Regno di Dio). Ciononostante, il Vaticano resta comunque al vertice di un potere religioso e temporale, globale e millenario.

Tra i potenti, includendo narcos e boss mafiosi, la religiosità è un elemento identitario e fondamentale. La connessione mediatica delinquenza-Santa Muerte è nata in seguito alla cattura nel 1998 del famigerato rapitore seriale Daniel Arizmendi López, El Mochaorejas (“Il Mozzaorecchie”), che nel suo appartamento nascondeva un altare alla Niña Blanca che poi, con il consenso delle autorità carcerarie, poté portare nella sua cella del penitenziario La Palma. Pochi media hanno parlato, però, dell’immagine della santa nazionale messicana, la Madonna di Guadalupe, che, subito dietro all’effigie della morte, occupava un posto d’onore nel suo altare casereccio. Era giocoforza creare il mito della Madonna dei delinquenti.

Nell’aprile 2001 venne arrestato Gilberto García Mena, alias “El June”, luogotenente del boss Osiel Cárdenas, l’allora capo del cartello del Golfo. Nel giardino della sua villa l’esercito trovò un bel santuario della Bambina Bianca, per cui la Santa Muerte cominciò a essere associata anche alla narco-cultura e ai signori della droga. Le operazioni militari della narcoguerra si preoccupano sempre più di distruggere gli “spazi sacri” dedicati alla Santa Muerte, soprattutto nel Nord del Paese, dove la violenza raggiunge picchi intollerabili e si punta sul colpo mediatico pur mostrare risultati.

Nel dicembre 2010, a Nuevo Laredo, in pieno territorio dei narcos Zetas, il sindaco Ramón Garza Barrios proibì ufficialmente la vendita di immagini della Santa Muerte per le strade e richiese al ministero delle Comunicazioni e i Trasporti l’eliminazione da strade e androni dei suoi altari. Nonostante le persecuzioni e le sparate mediatiche, i santi preferiti dai narcos, in realtà, sono molti più di quanto non si creda: la Madonna di Guadalupe e san Giuda sono importantissimi, così come il Robin Hood del Sinaloa Jesús Malverde, oltre alla Santissima. Secondo alcune voci, diffuse dalla stampa messicana, nel 1996 perfino il potentissimo “Señor de los Cielos”, Amado Carrillo Fuentes, capo dell’allora egemonico cartello di Juárez, avrebbe ordinato la costruzione di un piccolo santuario in suo onore, ma è indubbio che i fenomeni dei narcoaltari e delle narcoelemosine, ossia le prebende elargite dai narcos alla Chiesa o a culti “alternativi”, abbiano coinvolto negli anni diversi tipi di istituzioni religiose, di santi e devozioni. La Muerte non è l’unica a ricevere doni e attenzioni.

La studiosa argentina Lía Dansker ha lavorato presso vari istituti correzionali per minorenni di Città del Messico e ha riscontrato come san Giuda sia il più amato tra i giovani reclusi, provenienti in gran parte dai quartieri marginali della capitale, mentre la Santa Muerte, anche se in crescita, resta al secondo posto in classifica. Entrambi i culti si inseriscono comunque su un fondo cattolico comune. Lía s’è guadagnata la fiducia dei giovani reclusi coi suoi aneddoti sul “cugino argentino” della Santa Muerte, il popolare San La Muerte, e su un’altra icona proibita ma celeberrima: il Gauchito Gil. In Argentina, come espressione di devozione e lealtà nei loro confronti, non si fanno solo tatuaggi o promesse, ma si arrivano a impiantare le figurine di plastica o di resina dei santi sottopelle con un’operazione chirurgica improvvisata. Se le ferite si infettano o il corpo del fedele rigetta la statuina, il miracolo non sarà concesso; se invece l’operazione funziona, il santo accompagnerà per sempre il suo accolito nelle sue avventure.

Il misticismo e il potere si accoppiarono nella Germania nazista: una corte di maghi, astrologi e occultisti circondava Adolf Hitler. Il Führer li incluse tra le file delle SS. Il capo di quest’organizzazione militare, Heinrich Himmler, soleva ritirarsi nel suo castello di Wewelsburg per effettuare rituali iniziatici ed esoterici, mentre Hitler consultava il suo astrologo personale prima di prendere decisioni importanti. Anche il suo alleato italiano, Benito Mussolini, pare avesse trovato in Giuseppe Cambareri un consigliere esoterico di fiducia. Il misticismo nazi si basava su miti, leggende e visioni politico-religiose che giustificavano la superiorità della razza ariana e i deliri di onnipotenza dei suoi ideatori. Oggi il nazismo esoterico caratterizza, per esempio, un partito politico come Alba Dorata in Grecia e parte del neofascismo italiano. Un nazista esoterico noto in America Latina fu Miguel Serrano, diplomatico e intellettuale cileno, amico del poeta filofascista Ezra Pound e autore di Hitlerismo esotericoAdolf Hitlerl’ultimo Avatara. L’organizzazione Nuova Acropoli, fondata in Argentina dal poeta Jorge Ángel Livraga Rizzi nel 1957 e presente in Messico, Italia e una quarantina di altri paesi, è stata descritta dal Parlamento europeo nel 1984 come «gruppo fascista e paramilitare». Il giornalista argentino Alfredo Villetta ha definito la sua ideologia come un mix di elementi «esoterici, di teosofia, di orientalismo, di alchimia, astrologia e un po’ di filosofia greca». I neonazi sono usi a mischiare e ricreare tradizioni e simboli, siano essi musicali, religiosi o letterari, appropriandosi dei più adeguati alla diffusione della loro ideologia e all’avvicinamento di seguaci verso cause politiche trasformate in culti e dogmi.

Nel barrio di Tepito dicono che la Santa Muerte non «nasconde la gente cogliona, né innalza gli stronzi». È un ragionamento che non fa una piega, soprattutto quando si tratta di culto, potere, ideologia e religiosità, dato che esistono limiti all’ambizione materiale e spirituale che non andrebbero superati. Tepito è un quartiere enclave di artigiani, commercianti e sopravviventi del caos metropolitano in cui la Santissima è la patrona, «più tosta della Madonna», e «fa sgami, paros, non solo miracoli», secondo i suoi seguaci. In fin dei conti, i devoti chiedono una vita e una morte buone. Dalbarrio bravo non si scappa, ma ci si resta per imparare, perché la saggezza di quartiere può essere diretta e tagliente come una lama o star nascosta tra i vicoli e i doppi sensi sottili della parlata locale.

In Messico la Santa Muerte sta avendo un discreto successo anche tra le classi alte, ma molto più radicata è la sua venerazione tra quelle popolari, sempre più escluse dalle attenzioni di Chiesa, stato e istituzioni. Quando la morte si fa presente nella società, il suo culto si fortifica. E quando i diritti umani sfumano, la Santa Muerte prende il posto di chi dovrebbe garantirli. La Flaca è un sostegno spirituale che dà protezione, lavoro, salute, denaro e sicurezza. Nel Messico della narcoguerra sono beni scarsi, soprattutto per quei devoti silenziosi che dal potere fuggono più che cercarlo.