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L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni @unitorvergata #Roma @RadioTorVergata

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Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società – Teatro di Roma

 UNCOVERING EXCELLENCE – L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni 

Teatro Valle, Via del Teatro Valle, 21 – Roma, 14-15 giugno 2016

Il mondo dell’università, dello spettacolo e della comunicazione riflettono sui punti di contatto tra pratiche devozionali e fenomeni mafiosi. L’occasione è offerta dal convegno “L’immaginario devoto tra organizzazioni mafiose e lotta alla mafia: narrazioni e rappresentazioni” (Martedì 14 e Mercoledì 15, Teatro Valle) organizzato da Università di Roma “Tor Vergata” e Teatro di Roma nell’ambito del progetto “Uncovering Excellence”. Vedi il programma: www.facebook.com/events/1088014891258011/?ti=cl

L’evento rappresenta la seconda tappa di un’iniziativa scientifica più ampia, promossa da un gruppo di ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata”, già protagonista, nel novembre 2014, di un convegno internazionale svoltosi presso la Casa della Memoria che ha visto la presenza tra i relatori di don Luigi Ciotti Presidente di Libera. Dopo avere esplorato il fenomeno nei suoi rivolti sociologici e storici, l’attenzione si sposta ora sulle rappresentazioni dell’immaginario devozionale mafioso offerte da linguaggi artistici e della comunicazione, con uno sguardo che si apre a ventaglio su teatro, cinema, romanzi d’indagine, ma  anche televisione, web, fumetti, pubblicisticaContinua a leggere

Ferite Aperte: Femminicidio e NarcoGuerra – Radio AMISNET

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L’autrice chicana Gloria Anzaldua chiama il confine che divide il Messico dagli Stati Uniti l aherida abierta, la ferita aperta dove il terzo mondo si scontra col primo e sanguina. Link Originale trasmissione PASSPARTU’ di venerdì 26 giugno “La Herida Abierta”, “La ferita aperta”.

Ed è su questa frontiera complessa che si trova Ciudad Juárez, una di quelle città in cui si concentrano le tante contraddizioni che caratterizzano la realtà messicana. Una città che è diventata  tristemente famosa per le centinaia di casi di femminicidio che dal ’93 si ripetono mentre lo Stato inscrive i fatti nel registro della normalità. Li hanno definiti “femminicidi sessuali sistemici”. Perchè  nessun crimine dura così a lungo restando impunito e nessun governo parla con tanta leggerezza di ciò che generalmente è il risultato di una lunga ricerca: la ricerca di un movente, di un motivo, della ragione del crimine. Queste verità elementari a Ciudad Juárez diventano impronunciabili. Perchè a Ciudad Juárez tutto sembra essere parte di una grande macchina comunicativa i cui messaggi diventano comprensibili solo per chi si addentra nel suo codice. E come scrive l’antropologa Rita Laura Segato “nella lingua del femminicidio, il corpo femminile significa anche territorio”.

Ascolta qui il programma/podcast:

35 Passpartù Ciudad Juarez [ 30:01 ] Hide Player | Download

E partiamo da Ciudad Juárez per cercare di tessere quel filo rosso che collega ciò che molto spesso appare soltanto come una semplice successione di notizie.

Amisnet agenzia logo1Nel 2006 il presidente Felipe Calderón è salito al potere dichiarando  la cosiddetta guerra ai narcos, per lasciare la carica ad Enrique Peña Nieto nel 2012. Nonostante sia cambiata la strategia del potere, il bilancio della violenza è rimasto lo stesso: in meno di 9 anni sono stati registrate in tutto il Paese 100mila morti e 27mila desapareciones.  Ma che cos’è la NarcoGuerra?

Ospiti della puntata:

Chiara Calzolaio, Antropologa e ricercatrice all’Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi
Fabrizio Lorusso, Autore del libro NarcoGuerra e giornalista di  Carmilla online e deL’America Latina

Info sul libro NarcoGuerra e presentazioni: LINK

Passpartù:
La selezione musicale è curata da: Jahman
Passpartù, la radio a porte aperte è un programma a cura di Marco Stefanelli e Marta Menghi
In redazione questa settimana: Marta Menghi, Marco Stefanelli
Per notizie, suggerimenti e commenti scriveteci a: passpartuitalia@gmail.com

Passpartù è trasmesso da:
Radio Onde Furlane (Udine e Gorizia, 90.0) sabato 11.00
Radio Fragola (Trieste 104.5 – 104.8) domenica 10.40
Radio Onda d’urto (Brescia, Cremona, Piacenza, 99.6) sabato 9.30
Radio Beckwith (Torino) sabato 8.00 (in replica martedì 7.00)
Radio Flash (Torino 97.6) venerdì 15.00 (in replica venerdì 20.00)
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1) sabato 8.00
Radio Kairos (Bologna, 105.85) domenica 18.00 (in replica giovedì 15.00)
Radio Città Aperta (Roma, 88.9) sabato 11.00
Basilicata Radio 2 (Potenza 106.6, Matera e Taranto 93.8) venerdì 20.35
Radio Dirittozero (Web) martedì 20.00
Radio ROARR (Web) mercoledì 18.30
Radio Sonar (Web) mercoledì 15.30

Le strade della vita (o della morte)

Intitolo il post come una famosa canzone di vallenato colombiano che è un must per gli appassionati di America Latina e ci porta a una rapida riflessione sulle strade della vita e, nel caso dei migranti messicani e centroamericani, della morte, del sequestro, del pericolo, dell’espulsione e dell’umiliazione. Ecco la cartina dei percorsi che seguono i migranti centroamericani dal Guatemala agli Stati Uniti attraverso il Messico. La Commissione Nazionale per i Diritti Umani (CNDH) ha raccomandato al governo messicano, presieduto da Felipe Calderòn, di “implementare strategie che aiutino a prevenire e, se è il caso, a perseguitare e sanzionare coloro i quali commettano delitti contro questo gruppo di persone vulnerabili” e ha segnalato i 71 comuni ad alto rischio (coi quali è stata elaborata una mappa dei percorsi più pericolosi che indica in legenda i comuni stato per stato) per gli stranieri in cammino verso il “sogno americano”. Nel 2010 i migranti vittime di sequestro in Messico sono stati ben 11.300 secondo la CNDH. Non immagino a quanto possa arrivare la cifra estra-ufficiale o stimata. Intanto cresce in modo preoccupante il fenomeno delle fosse comuni in cui vengono nascosti e seppelliti a centinaia i migranti tanto in territorio statunitense come in Messico e così è anche tristemente per le mattanze che a caso colpiscono alcuni dei milioni di “nessuno” che costantemente cercano di risalire da sud a nord.

I signori del narco

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Messico. È uscito da qualche settimana il libro-reportage Los señores del narco (Editorial Grijalbo). È il risultato di una dettagliatissima investigazione durata un lustro a cura di Anabel Hernández, una coraggiosa giornalista messicana che, scavando nel sudiciume, ha messo in luce i vincoli tra classe politica e narcotraffico messicani e denunciato la corruzione e la concussione di varie autorità.

In particolare, la Hernández ha analizzato la politica dell’attuale presidente, Felipe Calderón, e del suo predecessore, Vicente Fox, palesemente a favore del cartello di Sinaloa del latitante Joaquín Guzmán Loera, detto il Chapo, a scapito di tutti gli altri cartelli locali.

Vicente Fox è accusato di aver ricevuto dal Chapo una megatangente di oltre venti milioni di dollari a cambio della sua libertà: il Chapo, che è indubbiamente il maggior capo messicano e, a detta della rivista “Forbes”, uno degli uomini più ricchi del mondo, è infatti evaso dal carcere di massima sicurezza di Puente Grande (Jal.) nel gennaio 2001, a pochi giorni dall’arrivo di Fox alla presidenza.

Felipe Calderón, invece, si sarebbe incaricato di togliere di mezzo i principali concorrenti del Chapo, scatenando una guerra sanguinaria che ha già mietuto più di 28 mila vittime negli ultimi quattro anni.

Anabel afferma inoltre che l’ex Ministro degli Interni, Juan Camilo Mouriño, il cui elicottero si è inspiegabilmente schiantato su Città del Messico il 4 novembre 2008 causandogli la morte, stava trattando direttamente con vari capi del narcotraffico; in realtà avrebbe subito un attentato e non un incidente, come le autorità hanno voluto far credere.

I “signori del narco” sono descritti come degli uomini ignoranti, che sono diventati potenti e intoccabili grazie all’appoggio e alla complicità di imprenditori, banchieri, politici e funzionari di polizia.

Ovviamente la giornalista ha già ricevuto diverse minacce di morte e non gode di nessuna protezione da parte del governo federale. Una gola profonda nel Ministero Nazionale per la Pubblica Sicurezza l’ha informata che alcuni funzionari pubblici starebbero pianificando il suo omicidio facendolo sembrare un incidente da scontro automobilistico, sequestro o rapina. A seguito della denuncia pubblica presentata lo scorso venerdì dalla giornalista , il governo (di sinistra) di Città del Messico ha deciso di assegnarle la scorta negatale dal governo federale.

L’associazione italiana “Libera” ha formalmente chiesto all’Ambasciata del Messico in Italia protezione e sicurezza per la giornalista.

In un paese come il Messico, al primo posto a livello mondiale nella classifica di omicidi di giornalisti, temere per l’incolumità di Anabel Hernández risulta più che giustificato.

Di Clara Ferri

http://www.nosotrasenred.org/

http://www.infonodo.org/node/27549