Archivi tag: rivista

Le macerie di Haiti: il libro sulla rivista Punto d’Incontro México

lemaceriedihaiti Puntodincontro

12 maggio 2013 – Scavare tra le macerie. Raccontare il terremoto. Descrivere la tragedia. Osservare e ascoltare l’ingiustizia, la speranza, la dignità. Specchiarsi nel riflesso della prima isola scoperta da Colombo, ai margini dell’estremo Occidente. Sentire che Haiti è molto più che una crepa aperta nella terra. Haiti è Dafney che ogni sera prega cantando e scrive su un foglio bianco tutto quello che ricorda di se stessa, nella speranza di trovare un lavoro qualunque. È la domenica dei bambini in attesa del gelato di Padre Rick. È la tragedia dei corpi senza volto e senza nome ammassati nella morgue.

[Lee este artículo en español] [Punto d’incontro su Facebook]

Fabrizio è arrivato a Porto Principe nel febbraio duemiladieci, subito dopo il terremoto che ha fatto oltre duecentocinquantamila vittime e un milione e mezzo di senza tetto.

Romina nell’ottobre duemilaundici, nel pieno dell’emergenza per il colera e della ricostruzione, mai cominciata, della capitale.

I loro racconti si alternano, spesso parlano degli stessi luoghi e delle stesse persone conosciute in situazioni e tempi diversi. Le narrazioni diventano a volte dei reportage, dei diari di bordo, altre volte sono dei flussi di coscienza, vividi e pungenti. Per spiegare che le macerie di Haiti non sono soltanto quelle lasciate dal terremoto.

Fabrizio Lorusso e Romina Vinci, giornalisti italiani autori di questo testo, hanno deciso di devolvere all’Aumohd, associazione attiva sul territorio haitiano, i proventi derivanti dal diritto d’autore di questo libro che si trova in vendita alla Libreria Morgana di Città del Messico e —online— su ibs.it,Amazon e le principali librerie online.

Fabrizio Lorusso vive in Messico da 12 anni. È giornalista, scrittore e accademico, dottorando in Studi Latino Americani alla Universidad Nacional Autónoma de México. Si dedica all’insegnamento della linguacultura italiana, della storia e politica latino americane e alla traduzione. Il suo blog personale è http://LamericaLatina.Net

Romina Vinci è una giornalista nata nel1983. Laureata in Scienze Umanistiche, insegue il sogno di una vita intesa come sintesi tra scrivere e viaggiare. Ha attraversato l’Europa, per poi spingersi negli Stati Uniti, in Libano, in Kosovo, in Afghanistan e ad Haiti. Il suo blog personale è http://rominavinci.wordpress.com

Intervista a Romina Vinci
sul libro Le Macerie di Haiti

ARTICOLI CORRELATI
La mia Haiti. Di Adalberto Cortesi (15 gennaio 2010).
Terremoto devasta Haiti. (13 gennaio 2010).
Recensione de “La valigia blu” sul libro Le Macerie di Haití.
La Santa Muerte messicana, di Fabrizio Lorusso.

(fabrizio lorusso / romina vinci / puntodincontro.mx / adattamento di massimo barzizza)

Due giorni con Haiti e la rivista Loop

Carissimi, vi raccomando questi appuntamenti e ribadisco l’incontro con due haitiani rappresentanti della società civile in visita da Porto Principe a un anno dal terremoto. Grazie.

GIOVEDI’ 10 FEBBRAIO ORE 18.30
– PRESSO OFFICINE FOTOGRAFICHE VIA LIBETTA 1

LA MAFIA, LO STATO E LA POLITICA. DA NORD A SUD.

Presentazione del nuovo numero della rivista Loop

Dialogo con:

+ Francesco Forgione – Ex Presidente Commissione Antimafia e autore di Mafia Export

MAFIA EXPORT
i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle «famiglie», fotografa lo stato attuale della «globalizzazione occulta» delle tre mafie italiane. Uno strumento unico per capire le dimensioni di quell’«economia canaglia» che intossica il mondo, più di quanto possiamo immaginare.
«…non è che la globalizzazione si susieru (si sono alzati, ndr) gli americani ’na matina e la ficiru… e gli altri stanno a taliari (guardare, ndr)… la globalizzazione puru l’avutri la guardano, signor Procuratore, e si scambiano le cortesie nell’ambito imprenditoriale… perché altrettanto quando noi parliamo di pacchetti azionari… ci sunnu puru in Germania e in Belgio e vui trovati dei gruppi che ’un sunnu chiù quelli di una volta, gli emigrati con la cosiddetta valigetta di cartone… no… chisti sunnu cu a valigetta, ma cu a ventiquattrore piena di dollari…»
Interrogatorio in carcere del pentito Antonino Giuffrè, Milano, 27 novembre 2002.

+ Fabio Abati – Giornalista  autore di Polo Nord La nuova terra dei “padrini” del Sud

POLO NORD
Si incontrano a Varese, nel Bergamasco, in una pizzeria sul lago di Garda o lungo la via Emilia. E mentre in televisione trasmettono le fiction su Riina e Provenzano, i boss di Cosa Nostra, camorra e ’ndrangheta, da anni, hanno attaccato anche la “famosa” Padania. Quelli del nord, poi, quando c’è da far girare soldi non hanno scrupoli. Banchieri e bancari “ci stanno”, così come imprenditori e professionisti. E per i “padrini del sud” diventa tutto molto facile…
L’indagine di due giornalisti per smitizzare, chiarire, denunciare che questo Paese, che in molti vogliono diviso, è nella realtà unificato dal denaro e dalle organizzazioni criminali, con la compiacenza di molte persone “per bene”.

IL NUOVO NUMERO DI LOOP. IL GIORNO DOPO, Cosa sarà dell’Italia dopo l’uscita di scena di S Berlusconi?
PER LEGGERE IL SOMMARIO CLICCA QUI
______________________________________________________________________________________________________________________________________________

VENERDI’ 11 FEBBRAIO ORE 17.30 – PRESSO OFFICINE FOTOGRAFICHE VIA LIBETTA 1

Haiti, un anno dopo


A un anno dal terremoto potremo incontrare direttamente Haiti, sapere qual’è la situazione reale nell’isola, dopo il terremoto del Gennaio 2010 e l’epidemia di Colera iniziata a Ottobre.
Potremo farlo attraverso l’incontro con due rappresentanti della SOCIETÀ CIVILE HAITIANA in questi giorni in Italia
:

L’avvocato Evel Fanfan, presidente dell’associazione AUMOHD, un’organizzazione di avvocati che si occupa della difesa dei diritti umani e civili degli haitiani.
Gaelle Celestin, rappresentante dell’associazione di donne “GFANM AYISYEN YO” (L’occhio delle donne) che assiste le donne vittime degli abusi, diventati purtroppo sempre più diffusi nella situazione di promiscuità e violenza in cui si vive nelle tendopoli.
Evel Fanfan e Gaelle Celestin ci parleranno della realtà di Haiti, direttamente con le loro parole, senza i filtri della censura mediatica.
L’incontro vuole anche realizzare forme di gemellaggio tra la Società Civile d’Italia e quella di Haiti, al fine di portare una solidarietà diretta.

INTERVERRANNO:

Evel Fanfan – Presidente dell’organizzazione AUMOHD di Haiti
Gaelle Celestin – Presidente dell’associazione di donne “GFANM AYISYEN YO”
Luciano Unmarino – della rivista Loop
Italo Cassa – Presidente della Scuola di Pace di Roma – Progetto Haiti Emergency
E’ stato invitato: Silvestro Montanaro – Giornalista RAI e autore di diversi servizi da Haiti

Promuovono: Loop e La Scuola di Pace – Progetto Haiti Emergency

Revista Desinformémonos No 14 – Diciembre 2010 – Disinformiamoci!

Les presento… Desinformémonos Número 14

En este número encontrarás:

Los Nuestros La separación entre lengua y dialecto es eminentemente política     Marcos Bagno: El combate al prejuicio lingüístico

Entrevista de Joana Moncau   Foto: Ileana Maya – Casa do Brasil

Reportajes El camino zapatista, un relato inconcluso

Hermann Bellinghausen y Gloria Muñoz Ramírez Fotos: Simona Granati

Días cruciales  Arde el Sahara Marcela Salas Cassani  Fotografía: Stefano Montesi

La invasión de los cascos azules (Minustah)    Haití antes y después de los tiempos del cólera

Fabrizio Lorusso     Traducción: Adrián Castro Bibriesca y Marcela Salas Cassani

Migración hondureña: el sabor del reencuentro y el adiós Texto y fotografía: Matteo Dean

Itaipu  La mayor hidroeléctrica del mundo niega su deuda con los guaranís

Bianca Pyl     Fotos: Spensy Pimentel    Traducción: Waldo Lao Sánchez Fuentes

El Cabanyal: antiguo barrio de pescadores que lucha contra la especulación inmobiliaria Laura de Castro Sánchez  (Miembro del la Plataforma “Salvem el Cabanyal”)

Plaza Kurdistán: el asalto al cielo de noviembre de 1998 a noviembre de 2010

Aldo Canestrari   Traducción: Amaranta Cornejo y Adrián Castro

Entrevista a Hugo Blanco   Los gobiernos progresistas de América Latina, en disputa con los pueblos indígenas Matteo Dean

Los Nadies Testimonio de un trabajador libertario

Testimonio desde Paris    Traducción: Xotchil y Tania

En la primera región colonizada por los portugueses

Los pataxó de Brasil, un pueblo que se niega a desaparecer

Testimonio recogido por Joana Moncau en Brasil

Foto Antônio Cruz/Agência Brasil

En las calles de Coyoacán   El show debe continuar

Testimonio recogido por Rafael Fraga

Autonomías El Centro de Documentación y Estudios Anarquistas Francisco Zalacosta    Los Punks en Guadalajara y el nacimiento de un espacio libertario

Grupo Libertario Solidaridad

En Valencia   Donyets, un atrevimiento pedagógico lejos de la docilidad Gloria Muñoz Ramírez

Imagina en resistencia

Presentan el “más mexicano de sus discos”  Al son de Los de Abajo

Marcela Salas Cassani

Rat singers, un musical en contra del poder   Para mí, actuar es una forma de lucha: Adriana Moles Adrián Castro Bibriesca

Poesía saharaui de Luali y Saleh Abdalahe

Multimedia Fotoreportajes La hora de los estudiantes en Italia

Fotos: Stefano Montesi

Texto: Maria Stella Scordo. Red Uniriot   / Traducción: Adrián Bibriesca

Cancún, un rastro Fotos: Simona Granati  Texto: María Stella Scordo  /Traducción: Marcela Salas Cassani

Música: “Ska de la Tierra”. Bebe

Video La dignidad no está en venta: autoridades zapatistas

Realización: Brigada Europea de  Solidaridad con los Zapatistas

Audio Vícam, por la defensa de la tierra y el agua Realización: Indymedia Chiapas

http://www.desinformemonos.org skype: desinformemonosrevista

______________________________         ______________________
“…desinformémonos hermanos
hasta que el cuerpo aguante
y cuando ya no aguante
entonces decidámonos
carajo decidámonos
y revolucionémonos.”
Mario Benedetti

Quando in Arizona bruciavano i piedi ai messicani

Riportava il quotidiano El Sol de México del 21 agosto 1976 che tre braccianti messicani erano stati oggetto di torture nel territorio dell’Arizona, nel profondo sud statunitense o meglio nel vicino nord messicano. Il titolo recitava perentorio “hanno buciato i piedi a tre braccianti messicani”.

Mi sono imbattutto in questo ritaglio di carta stampata antica mentre spulciavo nella sperdutissima galleria numero OTTO dell’enorme Archivo General de la Naciòn, l’archivio della nazione, qui a Città del Messico. Che ci facevo? Beh, non posso rivelare tutto, ma si tratta di un bel lavoretto di revisione di 240 scatoloni polverosi e fungosi che riguardano la storia di alcune parastatali messicane degli anni 70, interessante no?

Torniamo ai tre migranti. Li hanno spogliati, trascinati e picchiati” e poi l’articolo continuava con la descrizione delle macabre torture cui vennero sottoposti questi poveri “illegal aliens”, cioé clandestini in cerca di lavoro che avevano attraversato la frontiera Messico-USA da poche ore: scottature e marchiature a fuoco sui piedi realizzati con dei ferracci occasionali e poi persecuzione per il deserto a fucilate che provocarono ferite superficiali a due di loro.

Il console messicano definì l’aggressione come “sadica” e “insultante per il popolo messicano” ma i responsabili non furono mai catturati.

In fondo, chissà, godevano di un certo sostegno popolare e magari si sarebbero giustificati dicendo che si trattava di uno scherzo, un po’ pesante magari ma pur sempre una difesa patriottica della terra orgogliosamente american.

Peccato che poco più di un secolo prima quella terra fosse messicana ma son solo speculazioni, o no? I braccianti vennero anche accoltellati e legati come animali prima di essere liberati nel deserto da tre gringos frustrati che li avevano sequestrati e portati in una baracca col loro camion.

L’emulazione delle gesta del conquistador spagnolo Hernàn Cortès, il quale fece bruciare i piedi all’ultimo imperatore azteco Cuauhtèmoc prima che la gran Tenochtitlan capitolasse sotto il ferro, il fuoco e i virus degli sbandati mercenari iberici, aveva qualcosa di simbolico e inquietante e, anche oggi, sembra essere un fenomeno ricorrente contro i migranti che continuano a portare la croce del razzismo e della discriminazione.

I latinos hanno superato i neri come prima minoranza negli USA e sono di nuovo al centro del dibattito su migrazione soprattutto dopo che la governatrice dell’Arizona, Janice Brewer, ha promulgato ad una legge assurda (probabilmente incostituzionale, si spera) che entrerà in vigore tra pochi giorni e che è osteggiata da numerosi settori sociali e politici oltre che dallo stesso Presidente Obama e dal suo omologo messicano Felipe Calderon: la cosiddetta Legge Arizona prevede infatti che la polizia possa trattenere le persone sospettate di essere entrate illegalmente nel paese e, quindi, quelle che hanno un aspetto fisico da clandestino che poi in Arizona equivale a “latino”.

Tanto per migliorare la situazione, un’altra legge che è stata promulgata in Arizona e che ricorda i fasti e le minacce della Lega Nord in Italia è quella di proibirei programmi di studio su temi etnici nel distretto scolastico di Tucson.

In attesa di risvolti e sviluppi la rivista messicana Cambio ha tappezzato Città del Messico con la copertina-manifesto (all’inizio di questo post) col dito medio in bella mostra e la frase “Arizona: il Messico ti saluta”.