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Per Natale il Messico ci regala tanti soldatini (e il record di omicidi)

Mexico Missing Students[Da L’Espresso – blog Rio Bravo – di Fabrizio Lorusso – A questo link interessante articolo di Laura Filios su Osservatorio Diritti] Tra pochi giorni si chiude un anno nefasto per la (in)sicurezza in Messico sotto almeno due punti di vista. Per prima cosa quest’anno gli omicidi dolosi saranno, secondo i dati preliminari, oltre 27mila, un record negativo preoccupante che fa del 2017 l’annata più mortifera della storia. E il dramma correlato è che, secondo le medie attuali, probabilmente il 98% di questi delitti rimarranno impuniti, senza processi o condanne per i responsabili.  Il 2017 rappresenta l’undicesimo anno di narcoguerra, la strategia di lotta ai cartelli della droga basata sul dispiegamento di decine di migliaia di militari sul territorio che lanciò l’ex presidente Felipe Calderón e che l’attuale capo di stato, Enrique Peña Nieto, ha continuato fino ad oggi. In realtà non si tratta di una semplice politica pubblica di sicurezza ma di una vera e proprio guerra civile di tipo economico, in cui la parti belligeranti sul campo non combattono per motivi ideologici o politici ma per risorse ed economie criminali.  Continua a leggere

#Messico: sempre più crepe dopo il terremoto #19S #CDMX @cittadelcapo

Messico terremoto[di Perez Gallo, Fabrizio Lorusso e Nino Buenaventura (lamericalatina.net) da RCDC] “Andatevene a casa, non serve più aiuto”, intimano alcuni poliziotti federali a una brigata di cittadini solidali a San Gregorio, uno dei rioni del sud di Città del Messico dove il terremoto del 19 settembre ha fatto crollare una cinquantina di edifici. Alla difficoltà di organizzarsi negli aiuti, nel recupero di cibo e materiali, e negli scavi tra le rovine, fisiologiche in una megalopoli da 20 milioni di abitanti, è venuto ad aggiungersi col passare delle ore un atteggiamento ostile da parte delle autorità. “Nella capitale la polizia, la marina e soprattutto l’esercito in 45 punti critici stanno impedendo l’accesso ai volontari e chiudono del tutto i siti alle 9 di sera, proprio quando c’è più silenzio ed è più facile individuare le persone sotto le macerie”, spiega un comunicato dei Topos, organizzazione nata dopo il terremoto dell’85 e tra le più organizzate ed efficaci negli aiuti. “Il fatto è che agiscono goffamente, entrano negli edifici pieni di paura, si lamentano per il freddo, non danno informazioni, non fanno nulla pur essendoci migliaia di volontari disposti a entrare per cercare i loro cari, e così si perdono preziosi minuti per incontrare persone vive per cui ci sono cibo e braccia in abbondanza, ma l’esercito impedisce i salvataggi”, conclude il testo.  Continua a leggere