Sono passati 50 anni dal 24 marzo 1976, ovvero l’inizio della notte più nera per l’Argentina, quella che instaurò la parola desaparecidos per i 30 mila scomparsi dal terrorismo di Stato. Nel passato la diplomazia italiana privilegiò gli affari col paese sudamericano. Nel presente, è al potere un governo che vorrebbe applicare il revisionismo storico su quel periodo. Ci colleghiamo con Buenos Aires per parlare con il storico corrispondente dell’Ansa alla capitale argentina Maurizio Salvi per capire che piazza è scesa in piazza martedì e con Messina per conoscere gli aspetti storici. Ci aiuta con questo compito il professore Camillo Robertini, appena uscito col libro “La dittatura del terrore, Argentina 1976-1983”, scritto insieme a Daniel Lvovich.