Archivi categoria: Segnalazioni

#AvenidaMiranda Puntata 39. Finca Alemania: uno spazio liberato a Oaxaca sotto attacco di governo e paramilitari


Codedi-avenida-miranda14 giugno – Nella puntata di oggi Pérez Gallo  intervista Matteo ed Eleonora, due membri del collettivo Nodo Solidale, che ci raccontano il supporto del loro collettivo all’organizzazione indigena Codedi (Comité por la Defensa de los Derechos Indìgenas ), e la lotta che quest’ultima ha svolto negli ultimi 20 anni nella regione di Oaxaca, attraverso la formidabile esperienza della Comune di Oaxaca del 2006 e la successiva occupazione di Finca Alemania, oggi vero e proprio centro di capacitazione politica punto di riferimento per circa 2000 famiglie e 50 comunità.

Proprio su Finca Alemania, Matteo ed Eleonora hanno appena realizzato un documentario, “Las semillas de la libertad”, che porteranno presto in giro per l’Italia. Infine, Eleonora e Matteo ci raccontano anche le vicessitudini degli ultimi mesi, e in particolare l’imboscata architettata dallo stesso stato di Oaxaca che il 12 febbraio ha colpito 5 compagni del Codedi, portando alla morte di 3 persone, di cui 2 minori. Proprio a partire da allora, Codedi e Nodo Solidale hanno lanciato la campagna internazionale #CodediVive.

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Aggiornamenti su Codedi, proiezioni e reperibilità del documentario.

La #SantaMuerte dal libro #MessicoInvisibile @Ed_Arcoiris

Santa Muerte[Estratto del libro di Fabrizio Lorusso Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, Ed. Arcoiris LINK] Nelle Americhe c’è una santa non presente sul calendario, ma con un esercito di milioni di devoti. Soprannominata Niña blanca o bonita (Bambina bianca o carina), è una santa popolare affascinante e controversa.

La Santa Muerte e le sue origini

Il 31 ottobre di ogni anno, dal 2001, si festeggia il compleanno della famosa Santa Muerte di Tepito, la prima che è stata esposta in pubblico e che ha avviato la diffusione massiccia del culto in Messico, negli USA e anche in Europa e Asia. Ed è sempre un momento di bilanci e di revisione. In Messico le tesi dedicate a questa devozione invadono i dipartimenti di antropologia, storia e sociologia.

Sopravvissute alle persecuzioni dell’Inquisizione, che aveva proibito nella Nuova Spagna (gli attuali Messico e Centroamerica), le immagini e figure di legno della Parca con la Falce sono state nascoste da famiglie umili e indios durante l’epoca coloniale (1521-1810) e oltre. Alcune antiche raffigurazioni della Muerte, che la Chiesa aveva portato dall’Europa per evangelizzare gli indigeni e realizzare le processioni del Venerdì Santo, iniziarono ad essere utilizzate dai locali per realizzare rituali “pagani” non tollerati dalle istituzioni ecclesiastiche e arrivarono indenni al Ventesimo secolo, custodite gelosamente da alcune famiglie o conservate in qualche museo di provincia. Ancora negli anni ‘60 del Novecento il culto era riservato a nuclei familiari e a zone rurali, urbane marginali e popolari, ed era tramandato di generazione in generazione, quasi di nascosto. Negli anni ‘90 questo culto si diffuse a tal punto che nacque il mito della Narco Santa e della Madonna dei Criminali, come se questo culto così complesso e antico si potesse considerare una semplice superstizione di loschi individui.Ricercatori e giornalisti di tutto il mondo iniziarono ad analizzare il fenomeno in modo più rigoroso, arrivando ai primi anni Duemila, quando si è scatenata una serie di effetti a catena di cui ancora oggi non possiamo comprendere le conseguenze e le evoluzioni.

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Crimine di stato: uccisi tre compagni del CODEDI in un’ imboscata. Attaccano l’Autonomia? Nessun passo indietro. Y comunicado de La Pirata en español

foto codedi 3di Nodo Solidale

Il telefono che squilla.
– Si un’imboscata, si si sui compagni, raffiche.-
– Cosa? No, ti richiamo –
– Quanti morti? 3, si ti richiamo –
– Maledetti. Si, si. TI richiamo io –
Ancora sangue.

Ed è ancora il sangue dei compagni quello versato sulle strade di un Messico che in questi ultimi sei mesi del governo di Enrique Pena Nieto ha visto, da Michoacan a Oaxaca, passando per Veracruz, Guerrero e Chiapas, attaccare l’Autonomia con tutto il dispositivo repressivo, (statale e parastatale), di cui il partito PRI fa uso a proprio piacimento per annichilire chi alza la testa.

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#AvenidaMiranda Puntata 15. Internazionalismo, Nodo Solidale e la candidatura indigena di Cni ed Ezln

ezln19 ottobre 2017 – Nella puntata di oggi Perez Gallo intervista Giovanni, militante del collettivo italo-messicano e internazionalista Nodo Solidale, e residente in Chiapas.

Al centro il tema, “spinoso”, della candidatura indigena alla presidenza della Repubblica, per le elezioni del prossimo luglio. A fronte di chi dice si sia trattato di un tradimento dei principi autonomi zapatisti, Giovanni ricorda che lo zapatismo ha sempre avuto un dialogo e una negoziazione politica con lo Stato: “già nel 2001, al termine della ‘marcha del color de la tierra‘, la comandanta Esther era entrata addirittura nel Parlamento per esigere il rispetto degli accordi di San Andrés”. E afferma: “gli zapatisti con questa mossa non stanno chiamando al voto, stanno chiamando a organizzarsi contro l’estrattivismo”. Contro chi invece, da una posizione più moderata, critica una candidatura che rischierebbe di indebolire la sinistra e di far vincere un’altra volta il partito-Stato PRI, ricorda che la sinistra istituzionale è già organica al “priismo”, inteso come sistema di potere basato sui cartelli della droga e sul clientelismo.

Infine, Giovanni ha raccontato come l’esperienza del Nodo Solidale porti a un “ripensamento dell’internazionalismo”: lo scorso 27 settembre è stato realizzato l’Incontro per la Resistenza Globale Autonoma, che ha visto la partecipazione di molte realtà resistenti messicane e di molte altre da fuori, dal popolo Guaraní in Brasile e Paraguay a esperienze italiane come la fattoria occupata Mondeggi, nei dintorni di Firenze, e il Movimento No Tav.

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Río Bravo, nuovo blog latinoamericanista su @espressonline

Muro rio bravo[Questo è un breve post di presentazione di un nuovo blog che, in dialogo diretto con l”America Latina, è sbucato come fungo allucinogeno sulla pagina web della rivista l’Espresso e si chiama Rìo Bravo, F.L.] Il Río Bravo messicano, che gli statunitensi chiamano Río Grande, come l’omonimo western con John Wayne che tesse le lodi delle gesta criminali dei gringos contro il popolo apache, è il fiume che fugge da ovest a est lungo gran parte del confine tra Stati Uniti e Messico. Da un lato tocca gli stati del Nuovo Messico e del Texas e, dall’altro, il Chihuahua, il Coahuila, il Nuevo León e il Tamaulipas. La prima coppia di grandi città gemelle, o twin cities, che il rio divide è Ciudad Juárez-El Paso, poi Laredo e Nuevo Laredo, McAllen e Reynosa, infine Brownsville e Matamoros. Dopo alcuni anni di Messico è facile impararle a memoria e completare la lista con altre città di frontiera che, per motivi cinematografici o per via delle cronache drammatiche su femminicidi, narcoguerra, migrazione e traffici di droghe, armi, persone e speranze, sono diventate famose: San Diego e Tijuana, Yuma-Calexico e Mexicali. Sono nomi che descrivono il confine terrestre più lungo al mondo, oltre 3200 km, tra una potenza economica mondiale e un paese “in via sviluppo”, con i contrasti che ne derivano. E descrivono anche le linee della frontiera, tracciate col righello in California e Arizona e poi dopo Juárez, sinuose e fedeli alle curve del Río Bravo, che Trump vuole finire di murare e in cui ogni anno perdono la vita migliaia di migranti in cerca del sogno americano, o meglio, in fuga dall’incubo centroamericanoContinua a leggere

#AvenidaMiranda Puntata 12. Descolarizzazione ed educazione libertaria tra le valli di Oaxaca e l’appennino modenese

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Immagina tratta dalla pagina facebook de I Prataioli

5 ottobre 2017 – Questo giovedì Avenida Miranda vi propone l’intervista di Perez Gallo a Claudio, pedagogo popolare ed ex “accompagnatore” della scuola libertaria I Prataioli, di Pavullo nel Frignano. Claudio ha raccontato la sua traiettoria politica ed educativa, dall’esperienza bolognese all’Xm24 al suo felice incontro con il Messico, con le esperienze dell’Università della Terra a Oaxaca a dell’escuelita zapatista, in Chiapas, e sulle orme di Ivan Illich e Gustavo Esteva.

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Libri: Storia di una indocumentata. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona di @Ed_Arcoiris @ilkaolivacorado

storia-di-una-indocumentata-attraversamento-del-deserto-di-sonora-arizonaSegnaliamo volentieri una nuova uscita della casa editrice salernitana Arcoiris: Storia di una indocumentata. Attraversamento del deserto di Sonora-Arizona della scrittrice guatemalteca Ilka Oliva Corado. Arcoiris è senza dubbio una delle migliori amiche dell’America Latina in Italia, non tanto e non solo di questo blog, che si chiama appunto l’America Latina, quanto della regione latinoamericana in generale, della sua cultura e letteratura. Arcoiris, coraggiosamente, traduce titoli interessantissimi, anche di autori poco noti, e promuove la pubblicazione di testi letterari e di saggi giornalistici e accademici sul Latinoamerica. E infatti anche due autori di questo blog hanno pubblicato con Arcoiris (Raul Zecca Castel, Come schiavi in libertà, e Fabrizio Lorusso,  Messico invisibile). Storia di una indocumentata è il racconto crudo, reale, disarmante dell’attraversamento della frontiera tra Messico e Stati Uniti affrontato dalla sua autrice Ilka Oliva Corado, indocumentata tra migliaia di indocumentati che ogni giorno tentano l’impresa.  Continua a leggere

MILPA: a Bologna due giorni con il Messico che lotta

milpa locandinaCon piacere vi segnaliamo due iniziative che avranno luogo a Bologna venerdí 14 e sabato 15 luglio, venerdí 14 allo spazio sociale XM24 e sabato 15 in piazza dell’Unitá, nel cuore della Bolognina, con chiusura serale sempre a XM. Qui di seguito il programma delle due giornate, organizzate dallo stesso XM24 e dalla rete di cucine popolari Eat the Rich: Continua a leggere