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Carovana sotto tiro,Tijuana spaccata. Oggi le due marce contrapposte

Di Caterina Morbiato e Andrea Cegna

Da Il Manifesto.

Sul confine Messico/Usa. Sassi e spazzatura contro i migranti, il sindaco della città di frontiera li tratta da balordi e i Latinos for Trump oggi scendono in piazza per cacciarli. Sul fronte opposto si manifesta contro le discriminazioni.

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La prima delle carovane migranti è divisa: 2.500 sono arrivati a Tijuana, 1.300 sono a Mexicali, e altri 1.700 si sono per ora fermati in Sonora. Altre due carovane da 2.000 persone l’una stanno attraversando il Messico alla volta del confine con gli Usa. Erano stati promessi pullman per andare da Mexicali a Tijuana, non sono mai arrivati perché nella città di confine non ci sono spazi sufficienti per accogliere nuove persone. Se non riusciranno ad arrivare tutti e tutte a Tijuana e se lì al confine non sapranno muoversi collettivamente le forze accumulate lungo gli oltre 3.500 km rischiano di svanire.

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Vídeo Trailer. Bienvenidos a México: alla scoperta del Messico di Narcos @NetflixIT @Thevisioncom

Bienvenidos a México. Un viaggio alla scoperta del Messico di Narcos – Quarta stagione della serie di Netflix ambientata in Messico. Leggi l’articolo legato a questo video qui su The Vision: https://goo.gl/asX9Uc o qui su L’America Latina: https://bit.ly/2QJlGPW

Trascrizione testo video: Il Messico è un Paese di estreme meraviglie e contraddizioni. Il suo nome significa “nell’ombelico della luna”, un crocevia di traffici e popoli, frontiera tra l’America latina e quella anglosassone. Oggi è tra i luoghi più visitati al mondo, sebbene viva un conflitto armato, povertà e disuguaglianze, un terreno fertile per il crimine e i patti narco-politici. Le grandi disuguaglñianze e un conflitto armato per il controllo delle risorse hanno fatto 250mila morti e 37mila desaparecidos, mentre il business della droga resta fiorente grazie alla corruzione a sud e a nord del confine.

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Bienvenido a México. Un viaggio alla scoperta del #Messico di #Narcos @Thevisioncom @NetflixIT

Bienvenido a México The Vision-Netflix

Segnaliamo l’uscita (a questo link) della pagina ad hoc sul contesto storico del narcotraffico in Messico legata al lancio della IV stagione della serie Narcos, fiction ambientata appunto in Messico, di Netflix (testo a cura di Fabrizio Lorusso e parte grafica a cura di The VisionDude).

Un assaggio…

Origini degli stupefacenti nelle Americhe. Gli antichi messicani si avvalevano delle sostanze psicoattive presenti in funghi allucinogeni e cactus, come ad esempio il peyote(1), per fini rituali: i popoli indigeni del Messico avevano incorporato sapientemente alle loro cerimonie quelle che oggi chiamiamo “droghe”. La marijuana, consumata in Cina e in Egitto già dal terzo millennio a.C. fu introdotta in America da spagnoli e inglesi che usavano le fibre della pianta di canapa nell’industria tessile e cartaria. La marijuana fu anche una delle passioni di George Washington che, da consumatore, ne promosse l’uso.

La pianta di coca(2) in Sudamerica è nota ai popoli autoctoni delle Ande sin dal 1900 a.C: da allora ne masticano le foglioline per sopportare la fatica. L’oppio(3), ricavato dal papavero, era invece diffuso nelle culture mesopotamiche ancestrali e nel resto del Medio Oriente. Nello stato di Sinaloa, nel Messico settentrionale, il papavero, probabilmente importato da migranti cinesi, venne registrato nel 1886 come elemento della flora locale e fino al 1926 venne coltivato e impiegato legalmente per fini ludici e medicinali.

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ACTUALIZACIÓN DEL ÉXODO MIGRANTE. Comunicados del 29 y 30 de octubre. Dallo stato del Oaxaca: Niltepec e Juchitán #Caravana

caravana juchitánÉxodo. 30 de Octubre de 2018.
ÉXODO DE MIGRACIÓN LATINOAMERICANA (en seguida, comunicado del día 29)

El éxodo migrante, inició a las cinco de la mañana, según el acuerdo que se tomó en asamblea general del día anterior; (29 de octubre en Niltepec, Oaxaca) el grueso de las personas migrantes hicieron el recorrido del tramo Niltepec a Juchitán, arribando alrededor de las doce del día a Juchitán a las instalaciones de la nueva terminal.

El Istmo oaxaqueño es la cuna de varios movimientos de resistencia y de lucha histórica, Juchitán fue uno de los primeros municipios de oposición en el país y es el más importante en la región, económicamente hablando, su identidad de raíz binni zá está viva, fuerte y es motivo de resistencia. A pesar de que este territorio istmeño ha sido afectado por el despojo de empresas transnacionales de energía eólica y amenazado por las mineras, así como por la violencia asociada a la guerra contra las drogas, y en el último año varios pueblos fueron devastados por el terremoto y los sismos posteriores, hoy Juchitán y otros municipios del Istmo, dieron constancia de una recia solidaridad, una de las cualidades de los territorios de autonomía y lucha. En este contexto en defensa de la vida, las comunidades indígenas de la región del Istmo se manifiestan ante la Suprema Corte de Justicia de la Nación contra el despojo y la injusticia de los megaproyectos eólicos. (foto: proceso HN digital)

Esta solidaridad ha sido correspondida por otros pueblos hermanos, como se ha demostrado en la contingencia de septiembre del año pasado, cuando varias personas centroamericanas y en situación de migración, apoyaron a la sociedad istmeña en general a las tareas de rescate, y recolección de escombro.  Continua a leggere

Migranti d’America, la carica dei 7.500 sfida quattro governi @ilmanifesto #EsodoMigrante #Messico

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[di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto del 24/10/2018]

Aggiornamento all’articolo. In nottata volontari o agenti con la giacca del “governo del Chiapas” hanno sparso gas tossici anti-zanzare, cioe’ hanno fatto la disinfestazione, proprio nella piazza dove dorminvano i migranti della carovana intossicando alcuni di loro. Intollerabile e in mala fede. 8 centroamericani che erano rimasti indietro sulla strada Tapachula-Huixtla sono stati sequestrati delle autorità migratorie e portati a Taopachula in un centro di reclusione. Gli altri che erano con loro sono stati vessati e bloccati prima di riprendere la marcia. ieri giornata di lutto per i due honduregni morti in incidenti, caduti dai camion su cui viaggiavano stipati. La carovana continua verso Mapastepec, 70 km a nord di Huixtla, sempre in Chiapas.

La última frontera. La carovana degli honduregni in Messico dopo 10 giorni di marcia. Destinazione Usa. Trump: «Emergenza». E c’è una seconda carovana in arrivo. La presenza dei media offre la protezione che di solito qui manca. Ma molti finiscono comunque in arresto.

Stanno sfidando il sole, la fame, le intemperie e l’opposizione di ben quattro governi i 7.500 migranti centroamericani, in gran parte dell’Honduras, che dal 13 ottobre marciano verso nord per raggiungere gli Stati uniti.

È UN ESODO INEDITO per la quantità di persone che si sono unite per inseguire il “sogno americano” e, dopo dieci giorni consecutivi di marcia, gli ultimi tre in Messico tra Ciudad Hidalgo e Tapachula, gli integranti della carovana hanno deciso di fare tappa a Huixtla, nel Chiapas, a 70 km dal confine. «Oggi (ieri, ndr) riposano tutto il giorno e la notte, le loro forze sono esaurite», dice Rodrigo Abeja della Ong Pueblos sin Fronteras che accompagna la carovana.

Grazie alla solidarietà della gente e ad alcune strutture preposte dalle autorità, i migranti hanno potuto lavarsi e rifocillarsi prima di passare la notte in rifugi temporanei e in accampamenti improvvisati nelle piazze del centro. Mentre si preparano per altri 2000 km di cammino, arriva la notizia di una seconda carovana di 1.500 persone partita domenica, che sta attraversando il Guatemala.  Continua a leggere

Parliamo di #Ayotzinapa 4 anni #Messico a #Esteri di @radiopopmilano con @chawkisenouci

A questo link potete ascoltare il podcast (dal minuto 6:50 al minuto 14) della puntata di Esteri del 26 settembre 2018, a 4 anni dalla sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella cittá di Iguala, Messico. Link alternativo alla puntata di esteri.

Verità e giustizia per i 43 studenti di Ayotzinapa…Il Messico si mobilita nel giorno del quarto anniversario della loro sparizione nel nulla. L’incontro tra il presidente eletto, in carica dal 1 dicembre, Andres manuel lopez Obrador, e i genitori dei 43 ragazzi (Fabrizio Lorusso – Riccardo Noury)

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Ricerca di vita: Ayotzinapa 4 anni e i familiari dei desaparecidos in Messico

Ayotzinapa Mexico DF (Small) (2)(di Fabrizio Lorussocarmillaonline) Attualmente in Messico ci sono oltre 22.000 corpi non identificati nelle fosse comuni del servizio medico forense. La Commissione per i Diritti Umani ha registrato la presenza di 1.306 fosse clandestine con circa 4.000 corpi sepolti dentro. Sono oltre 37.000 i desaparecidos, la maggior parte dei quali sono vittime di sparizione forzata, cioè di un crimine commesso da funzionari pubblici direttamente o da altri criminali con la connivenza o l’acquiescenza di questi.  Il 2017 è stato l’anno più violento della storia recente, superando il 2011 con oltre 30.000 omicidi dolosi, e il 2018 non promette bene dato che da gennaio ad agosto gli omicidi sono stati 21.857, il 20% in più rispetto all’anno prima. Viene ucciso in media da tre anni un giornalista ogni mese e sono almeno 360.000 i rifugiati interni, cioè decine di migliaia di famiglie che sono dovute fuggire in altri stati o emigrare all’estero. La cifra accumulata delle vittime di omicidio e femminicidio è di quasi 250.000 grazie a 12 anni di militarizzazione e paramilitarizzazione della sicurezza pubblica con il pretesto di una presunta guerra alla droga, che in realtà è funzionale alla protezione del capitale privato e finanziario e agli investimenti stranieri, durante le presidenze di Felipe Calderón (2006-2012) ed Enrique Peña Nieto (2012-2018). Questo bollettino di guerra non ha tolto la speranza a migliaia di persone che da anni, e in alcuni casi da decenni, lottano per la verità, la giustizia, la riparazione e la non ripetizione dei crimini e per sconfiggere corruzione e impunità.

Tra questi sicuramente ci sono i genitori dei 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa che da 4 anni lottano incessantemente per riavere i loro figli e sapere cosa è successo veramente perché “Vivi li hanno portati via, e vivi li rivogliamo”, come recita il lemma che dagli anni ’70 accompagna la lotta dei familiari dei desaparecidos in America Latina. Ne ha scritto molto bene Luis Hernández sul quotidiano messicano La JornadaContinua a leggere

Búsqueda de vida

Memoria d eun corazón ausente[Columna publicada en Desinformémonos y Zona Franca por Fabrizio Lorusso] La búsqueda de vida se podría entender como la respuesta más inmediata a la pregunta: “¿Qué están buscando los familiares de personas desaparecidas?” Las investigaciones, los rastreos en campo y las búsquedas incansables que realizan los familiares en un sinnúmero de lugares a lo largo y ancho de la geografía nacional, con el fin de hallar con o sin vida a sus seres queridos, se resumen en un concepto emergente y potente que ha sido originado desde el propio discurso de las víctimas y de las organizaciones en lucha por nuestros desaparecidos en México.

Esto ocurre en el contexto de la mal llamada “guerra al narco”, un conflicto armado que en realidad no es otra cosa sino una estrategia de militarización del país en el contexto de una guerra civil por recursos y rentas, lícitas e ilícitas, y termina siendo una estrategia represiva, de control social y biopolítico, contra las demandas populares y, especialmente, contra sectores vulnerables de la población como los jóvenes, las mujeres, los pobres, las comunidades rurales e indígenas, entre otros. La sociedad está atrapada en la guerra, en el medio de la impunidad, la corrupción, el despojo, las violencias, las desigualdades y el dominio del individualismo y del salvajismo de mercado en donde los últimos siempre serán los últimos.  Continua a leggere