35 años despúes, la masacre de La Quesera sigue impune

di Caterina Morbiato

Memorial de víctimas, El Salvador. Foto: Félix Meléndez

[desde Pié de página] Hace 35 años el Ejército Salvadoreño masacró al pueblo de La Quesera. La recién anulación de la Ley de Amnistía y la revelación de documentos desclasificados son una posibilidad de que los perpetradores sean castigados. Mientras, las víctimas y sobrevivientes no esperan: preservan su memoria, pese al dolor de decirla en voz alta.

USULUTÁN, EL SALVADOR.- De no haber pasado nada, quizás estos rostros enmarcados serían tres, no dos. Tres sonrisas infantiles desafiando a un público imaginario. De no haber pasado nada con toda probabilidad no me encontraría aquí, charlando con ese hombre sobre los recuerdos de una guerra ingrata, sobre su familia rota, sobre escombros y locuras. Tampoco estaríamos nombrándote, Cristabél, niña desaparecida hace tres décadas, memoria obstinada de tu padre, este anciano que hoy me enseña a tus dos hermanas –lindas, en sus fotos de diploma– cuando decide rememorar el horror.

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Un sedicenne di Lavagna

di Simone Scaffidi

lunar1_mgzoomUn sedicenne di Lavagna,
fugge dalla finestra.
Schiere di maggiorenni,
fuggono il problema.

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Le Cubane *3 – Plaza de la Revolución omosexual

di Simone Scaffidi

Plaza de la RevolucionL’Avana. Plaza de la Revolución. Eloy ci serve la colazione: latte, caffè, goiaba, uovo con pancetta. Poi ci dà qualche consiglio per visitare il quartiere Vedado. Alla modica cifra di dieci pesos moneda nacional, ovvero meno di quaranta centesimi di euro, arriviamo fino a Plaza de la Revolución in taxi. Qui osserviamo le solenni effigi di Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos che dominano la piazza, l’una sulla parete del Ministerio del Interior e l’altra sulla facciata del Ministerio de Informática y Comunicaciones. I loro faccioni dai contorni metallici non sorridono e se per Guevara possiamo pure in parte accettarlo, per Camilo no. L’imponente monumento dedicato al padre della patria José Marti si erge altissimo davanti ai due comandanti. Ai suoi piedi un museo a lui dedicato e su lato occidentale della piazza la biblioteca che porta il suo nome. Grazie a un ascensore raggiungiamo la cima del monumento e scopriamo L’Avana da una prospettiva nuova. Le facce di Guevara e Cienfuegos si sono rimpicciolite, e da quassù ora è la piazza a dominarle. Riconosciamo l’inconfondibile architteturra dell’Hotel Nacional e col dito tracciamo nell’aria il profilo del Malecon. Ci ritornano in mente il tramonto di ieri e i pescatori. Il sole batte forte. La piazza è grigia. Il mare azzurrissimo. L’Avana dall’alto è un’esplosione di contrasti che si tuffano nell’oceano.

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IIRSA, L’infrastruttura della devastazione (SUB ITALIANO)

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(di Coordinadora Antiirsa, traduzione di Perez Gallo)

Vi proponiamo qui il documentario realizzato da Coordinadora Antiirsa e da noi tradotto.

IIRSA (Iniciativa para la Infraestructura Regional de Sur América) é un gigantesco piano di interconnessione logistica del continente, che conta con circa 600 mega-progetti, che colpisce o espropria più di 1300 tra comunità indigene, comunità contadine, comunità afrodiscendenti, comunità di pescatori e raccoglitori, organizzazioni sociali e organizzazioni ambientaliste, e che punta a connettere le enclaves estrattive, minerarie e di soia della regione con i mercati globali [Perez Gallo].

Per accedere ai sottotitoli cliccare su “sottotitoli” in basso a destra nel video di youtube.

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Europa se viste de negro #Columna en @Desinformemonos

nubes-europa(De Desinformémonos – Fabrizio Lorusso) Europa corre peligrosamente hacia un agujero doblemente negro. Negro por su color político predominante, ligado al neofascismo soberanista y xenófobo de las derechas extremas que crecen viral e imparablemente en Francia, Italia, Inglaterra, entre otros. Y negro también porque todo, el espacio y el tiempo de la Europa desunida, confluye en él, rápida e inevitablemente, para ser absorbido, sin que se vislumbre una idea del después. Continua a leggere

Le Cubane *2 – Gelato e rivoluzione

di Simone Scaffidi – da CarmillaOnLine

p1110036-copiaL’Avana. Museo de la Revolución. Svegliati da un’acquazzone tropicale facciamo colazione con uova, latte, caffè e toast. Eloy ha un vassoio in mano, un buongiorno tra i denti e un sorriso stampato poco sopra. Piove a dirotto, è il giorno giusto per visitare il Museo de la Revolución. Un amico di Eloy che fa il tassista ci accompagna fino in centro. Si chiama Juanito e ci fidiamo subito di lui e dei suoi consigli. Il museo è tradizionale e celebrativo e ha sede nell’antico Palacio Presidencial. Ripercorre la storia di Cuba e de la Revolución dal 1953 ai giorni nostri attraverso una quantità innumerevole di foto affascinanti e vari cimeli, tra i quali spiccano le divise con le toppe cucite del 26 de Julio, storici articoli di giornale e documenti originali scritti di pugno da Fidel, dal Che, da Camilo Cienfuegos, da Frank Pais e da molti altri. Fu Celia Sanchez che raccolse i primi materiali che diedero vita al museo. L’area all’aperto ospita il carro armato utilizzato da Fidel durante l’offensiva controrivoluzionaria della Baia dei Porci e il celebre Granma, lo yatch con il quale 78 esuli cubani, accompagnati da un illustre argentino, un italiano (Gino Donè Paro) , un domenicano e un messicano sbarcarono sulle coste della Provincia d’oriente e diedero fuoco alle polveri della Rivoluzione. Altri reperti bellici circondano il Granma: un cingolato con disegnata una stella rossonera con la scritta “26 Julio” in bianco e un aereo pilotato da un militare statunitense durante l’invasione della Baia dei Porci (1961). Nella didascalia esplicativa leggiamo che il governo degli Stati Uniti per ben 19 anni non ha richiesto il corpo del militare caduto per non ammettere la propria implicazione nel tentativo di colpo di stato contro Cuba.  Continua a leggere

Huellas de la Memoria, por los desaparecidos: Video Presentación y Charla en @IberoLeón @huellasmemoria @HIJOS_Mexico #DesaparecidosJusticia

Video-Presentación “Huellas de la Memoria” – Universidad Ibero León
MINUTO 00:00 a 05:05 – Palabras de Mónica Macouzet del Moral y Lucía Serra (Ibero León)
MINUTO del 05:05 a 16:25 – Recorrido por Huellas y palabras de Andrea Patiño y Guadalupe Pérez (Colectivo Huellas e HIJOS México)
MINUTO del 16:27 a 21:40 – Introducción de Fabrizio Lorusso
MINUTO del 21:40 a 26:22 – Introducción de Iván Patiño
MINUTO del 26:25 a 29:30 – Andrea Patiño Huellas de la memoria
MINUTO del 29:30 a 42:00 – Guadalupe Pérez de Hijos México
MINUTO del 42:00 a 52:00 RONDA preguntas/respuestas
MINUTO del 53:00 a 107:00 (FIN) Intervenciones de Yadira González, Sara Gernández, Sra. Ángeles, integrantes de Desaparecidos Justicia AC (Queretaro) – Interacción con el público. Evento presentado y moderado por Lucía Serra (Ibero León)

Notas de Prensa: Milenio León Video y Nota – Inst. Cultural LeónMegaNoticias

GALERÍA FOTOGRAFICA DE LA EXPOSICIÓN (dar clic para agrandar la foto)

 

Le Cubane *1 – L’Avana è un taxi colectivo

di Simone Scaffidi – da CarmillaOnLine

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[Le cubane è un diario di viaggio scritto tra il marzo e l’aprile 2013 durante una permanenza di 35 giorni a Cuba in cui ho avuto modo di percorrere da occidente a oriente l’isola. Verrà pubblicato a puntate sulle pagine di Carmilla a partire da questo momento. Buona lettura].

L’Avana. Taxi. Fuori è buio ma sui muri, tra le fronde degli alberi, intravediamo facce barbute e bandiere cubane. Eloy, l’amico del nostro gancio transoceanico Camilo, ci accoglie nell’oscurità della madrugada. Il suo viso è gentile e sorridente e non mostra i segni di uno svogliato risveglio.

Notte. Il cancelletto bianco, sgualcito dai segni del tempo e dalle cicatrici della ruggine, si chiude alle nostre spalle mentre una casa coloniale bianco e azzurra, illuminata in chiaro scuro dalla luce fioca dei lampioni, si alza di fronte a noi. È una villa spoglia, come scopriremo l’indomani, arredata modestamente e dagli alti soffitti. Eloy è di poche parole, ci mostra la camera dove dormiremo. Orizzontali, godiamo di un materasso morbido, lenzuola bianca e cuscini bombati. La scomodità dei rigidi sedili della compagnia charter che ci ha portato fin qui sfuma via. Continua a leggere

Se Trump minaccia un intervento militare in Messico…

trump-nieto-large570(Fabrizio Lorusso da Huffington post) Sono giorni di tensione per il Messico. Dopo l’ordine esecutivo del neopresidente americano, Donald Trump, firmato la settimana scorsa per realizzare la costruzione del muro alla frontiera col paese latinoamericano (e farlo pagare al Messico attraverso l’imposizione di dazi alle esportazioni messicane negli Usa), arrivano adesso rivelazioni scottanti sulla chiamata di venerdì scorso tra lo stesso Trump e Peña Nieto. Il presidente messicano aveva parlato di una conversazione “costruttiva”, ma è possibile che la verità sia un’altra e che sia molto molto inquietante.

Secondo la agenzia AP (Associated Press) e la giornalista messicana Dolia Estevez, da anni inviata a Washington e collaboratrice dei principali media messicani, fonti attendibili, ma per ora anonime, in Messico e negli Usa hanno fornito una versione alternativa della conversazione con tanto di trascrizioni.  Continua a leggere

Exposición @HuellasMemoria #Desaparecidos en @IberoLeon, del 9 de febrero 13 hs

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Les invitamos a la inauguración de la exposición del proyecto colectivo “Huellas de la memoria” (link evento facebook) en la que charlarán maestros de la Universidad Iberoamericana de León, Guanajuato, representantes del colectivo, así como familiares de desaparecidas y desaparecidos. Nos vemos el jueves 9 de febrero a las 13 horas en la sala Christian Jan de la Ibero León. Para entender Huellas de la Memoria y el tema de la desaparición forzada en México, sigue la página Facebook.

Participarán: 

Guadalupe Pérez Rodríguez,  de HIJOS México y Huellas de la memoria;

Danaré Roca, del Colectivo Huellas de la memoria;

Víctor Manuel García Herrera y Brenda Ivonne Rangel, de Desaparecidos Justicia Querétaro;

Fabrizio Lorusso e Iván Patiño, Universidad Iberoamericana León

Relaciones Internacionales: Invitación a Publicar en #Revista #Entretextos de @IberoLeon #Convocatoria

entretextos-logo
Por medio de la presente le extiendo la invitación a enviar un artículo para su publicación en el número 27 (diciembre de 2017) de Entretextos, la revista principal de la Universidad Iberoamericana León (Guanajuato), cuyo tema central será el siguiente “Complejizar las Relaciones Internacionales: interdisciplinariedad y glocalidad”
 
Entretextos es una revista académica con ISSN, cuyos artículos son evaluados con el método de doble ciego, y ya se encuentra en la fase final del proceso de indexación en RedalycA la luz de sus competencias y campos de interés, considero que sería muy interesante para nosotros y para Usted poder presentar una propuesta según los lineamientos que indicamos a continuación. La convocatoria también está aquí-LINK.
Criterios básicos para los artículos:
Extensión: de 10 a 20 cuartillas (de 30mil a 60mil caracteres incluyendo espacios, notas, bibliografía, tablas, etc.)
Fecha de entrega: 15 de mayo de 2017
Referencias: estilo APA
Idiomas: inglés o español, con resumen y palabras claves en los dos idiomas.
 
Tema de la convocatoria: Complejizar las Relaciones Internacionales: interdisciplinariedad y glorelazioni_internazionali_940calidad” – El reconocimiento del sistema internacional como una dimensión diferenciada del ámbito local/nacional plantea la necesidad de generar análisis y prospectivas que dejen de operar bajo parámetros y patrones tradicionales, focalizados al estudio del Estado. El aumento de la interdependencia entre diversos actores a nivel internacional demanda un abordaje de la política global como un fenómeno complejo, (des) localizado y difuso, que establece un reto práctico y académico para comprender las dinámicas sociales, políticas y económicas que caracterizan al fenómeno internacional actual. En este sentido, las Relaciones Internacionales, como disciplina y campo de estudio, demandan un abordaje interdisciplinario que dé cuenta de la manera en la que diversos actores, normas y discursos, se entretejen en un campo de creciente impermanencia y liquidez.
 
Para cualquier duda o aclaración y para enviar propuestas, le invitamos a comunicarse por correo con el Dr. Fabrizio Lorusso fabrizio.lorusso@iberoleon.mx  del Departamento de Ciencias Sociales y Humanidades de la Ibero León.

El barrio de la Merced a Città del Messico: cultura, resistenza e tradizione

la-merced-mexico-stefano-morrone-15-small[Da CarmillaOnline, di Gimmi, con foto di Stefano Morrone] Per qualsiasi abitante di Città del Messico La Merced è sinonimo di commercio. Insieme al quartiere gemello di Tepito, situato non lontano nella parte settentrionale del centro, La Merced è il cuore commerciale della città, e costituisce un’intera fetta urbana dedita al commercio e allo scambio, dove è possibile reperire beni e servizi di ogni genere e tipo. Si tratta di un’area importante del centro storico che copre circa un chilometro quadrato e contiene il 40% degli edifici antichi e significativi del centro. La Merced fu il cuore della Città del Messico azteca, Tenochtitlan: la leggenda vuole che la graziosa piazzetta del quartiere che oggi tutti i capitolini conoscono come Plaza del Aguilita fu il luogo del mito fondativo della città preispanica. Prima di diventare il nodo commerciale che conosciamo oggi, La Merced fu il risultato e la sintesi di altri mercati che precedentemente popolavano la zona: quello di Tlatelolco in epoca precolombiana, e i mercati del Pariàn e del Volador successivamente con l’arrivo degli spagnoli. Continua a leggere