#AvenidaMiranda. Puntata34. Crisi in Venezuela: intervista allo scrittore e musicista Alejandro Bruzual

26 apr. – Avenida Miranda torna ad occuparsi del Venezuela, un paese oggetto di crescente attenzione mediatica internazionale e che resta in balia di pregiudizi ideologici dell’una e dell’altra parte. Raúl Zecca Castel intervista Alejandro Bruzual, scrittore, poeta e musicista venezuelano, per affrontare le cause e i possibili scenari dell’attuale crisi sociale, politica ed economica del paese.

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#Messico elezioni: López Obrador resta favorito mentre i tribunali rimettono in gioco “Il Bronco”

candidatos-presidencia-mexico[Parliamo di elezioni e candidati in Messico con Andrea Cegna su Radio Onda d’Urto Fabrizio Lorusso – Federico Mastrogiovanni] (Link alla puntata) Margarita Zavala e Jaime Rodríguez “El Bronco” sono ufficialmente candidati alla presidenza del Messico. Hanno raccolto molte firme, ma moltissime sono state considerate false, truccate, problematiche. Tanto che il Bronco originariamente era stato escluso. Poi un ricorso ad un tribunale ha aperto a lui le porte delle candidatura. In un paese sempre più segnato da violenza e corruzione, la riammissione del Bronco pare una mossa del PRI per togliere voti al grande favorito della tornata del 1 luglio, Andres Manuel Lopez Obrador. I sondaggi lo danno in testa, oltre al 40%. Ma altre due volte i sondaggi davano favorito l’ex sindaco di Città del Messico, poi sconfitto. Nel 2006 AMLO dichiarò di aver subito una “fraude” elettorale come quella che nel 1988 colpì Cardenas. Di fatto il clima nel paese è molto caldo, schiacciato da una parte dalla retorica del narcotraffico e dall’altra dai militari e dal muro anti-migranti che Trump agisce al confine del nord.

Dal 15 al 25 aprile intanto l’EZLN ha convocato una riunione pubblica per analizzare il risultato della “folle proposta” di provare a raccogliere le firme affinchè una donna indigena potesse concorre alle presindenziali del 1 luglio 2018, raccolta firme che non ha dato i risultati sperati, così Marichuy non è tra le candidate alla presidenza. Ogni giorno in diretta Facebook dalle 18.00 ore locali messicane si può assistere alle sedute pubbliche. Il punto della situazione a quasi due mesi dalle elezioni del 1 luglio con i giornalisti Federico Mastrogiovanni e Fabrizio Lorusso ascolta o scarica la puntata LINK [Download

#AvenidaMiranda Puntata 33. Cantare la vita: la sensazionale Chavela Vargas

Frida

Chavela Vargas con Frida Khalo

20 apr. – Chavela Vargas non è stata soltanto una cantante messicana. Chavela Vargas è stata una delle voci più importanti del Ventesimo secolo, le cui corde vocali hanno accompagnato innumerevoli pene, d’amore e non. “Vorrei sapere ridere come sa piangere Chavela”, diceva il suo amico Joaquín Sabina, del tutto incantato dall’intensità espressa sul palco dalla piccola donna col poncho. La vita di Chavela è una vita straordinaria, costellata di cadute, ferite, cicatrici. Lascia il paese natale appena quattordicenne, diventa amante Frida Khalo prima di doversi ritirare dalle scene a causa di un alcolismo che la stava uccidendo. Da lì, anche grazie anche al suo amico Pedro Aldmodóvar, si rialza e torna sul palco dove vive una nuova giovinezza.

Nella puntata odierna di Avenida Miranda Marco Dalla Stella ci porta alla scoperta di questo personaggio unico e affascinante, in un intenso viaggio di musica e parole.

Cuando yo canto los que me escuchan sienten. Y lloran porque se dan cuenta de que todavía son capaces de sentir. A pesar de los males del mundo.”

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#AvenidaMiranda Puntata 32. Afrin: genocidio, silenzio internazionale e proteste in solidarietà col popolo curdo

PROTESTA EN APOYO AL PUEBLO KURDO

12 apr. – In questa puntata di Avenida Miranda Perez Gallo e Fabrizio Lorusso dal Messico parlano del genocidio in corso nella città di Afrin, nel nord della Siria, in cui l’esercito turco e una serie di gruppi jihadisti suoi alleati di Erdogan, hanno provocato 4000 morti e 150mila sfollati e stanno compiendo una vera e propria pulizia etnica contro i curdi che, pero’, resistono. Erdogan ha minacciato d’invadere anche i cantoni ad est di Afrin e di prendere Kobane, continuando cosi’ nel suo intento genocida e provando a distruggere la rivoluzione curda e il confederalismo democratico che stanno costruendo. In collegamento da San Cristobal de las Casas Fabio, compagno del Nodo Solidale che ci racconta delle iniziative portate avanti in solidrietà con la rivoluzione curda di Kobane e dei cantoni siriani in Messico e in America Latina.

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Genocidio y silencio internacional en Siria @desinformemonos @zonafrancaMX

Davide Grasso The north Siria[Columna publicada en Desinformémonos y Zona Franca – México – Fabrizio Lorusso] Hace poco más de dos semanas el dictador turco Recyp Erdogan anunció triunfalmente que su ejército ya había neutralizado, o sea matado, a 3,844 curdos en la septentrional ciudad siria de Afrín, en la frontera con Turquía, dentro de la operación Olive Branch (Rama de Olivo), una ofensiva militar unilateral comenzada el 20 de enero. La masacre, la limpieza étnica, las violencias sobre la población y los estupros masivos en Afrín son crímenes de lesa humanidad, susceptibles de ser juzgados en tribunales internacionales, por lo que en muchos países hubo protestas y marchas todo el mes de marzo y siguen las denuncias internacionales de esos crímenes, además de la guerrilla de la resistencia curda que no ha parado de defender Afrin. Dentro de este operativo genocida de Turquía, de hecho, no es posible distinguir entre los milicianos muertos en combate, mismos que aún resisten a la invasión en algunos barrios, y los civiles asesinados. Además 200,000 desplazados tuvieron que dejar sus casas que están siendo ocupadas por los turcos y los mercenarios extremistas islámicos que son sus aliados.

El gobierno turco pretende eliminar a los que considera terroristas ligados al Partido Comunista Curdo (PKK), organización perseguida e ilegal en Turquía, y de paso aniquilar en su frontera meridional a la población siria de etnia curda, que fue la única que pudo organizarse, derrotar al Estado Islámico (EI) en el campo de batalla y mantener cierta estabilidad en la zona.  Continua a leggere

Inizio di campagna elettorale in #Messico @ilmanifesto

amlo[Di Fabrizio Lorusso, da Il Manifesto dell’8 aprile 2018Al via la campagna elettorale più lunga della storia del paese. Nei sondaggi un testa a testa tra il partito Morena (sinistra) e la destra unita, ma si vota a luglio. I candidati promettono di lottare contro il femminicidio e la violenza. Sulle urne pesano anche l’eredità delle politiche neoliberali e la nuova minaccia che arriva da Trump]

Si è aperta in Messico la campagna per le elezioni del primo luglio, quando 88,3 milioni di aventi diritto, su un totale di 128 milioni di abitanti, eleggeranno il nuovo presidente, i membri delle due camere, 9 governatori e altri 2700 rappresentanti locali. L’elezione più ampia della storia per numero di votanti e cariche.

IN TESTA NEI SONDAGGI, con preferenze del 40%, c’è l’ex sindaco di Città del Messico, il sessantaquattrenne Andrés Manuel López Obrador, noto come Amlo, fondatore del partito di sinistra Morena (Movimiento de regeneración nacional) che ci prova per la terza volta dopo le sconfitte del 2006 e del 2012.  Continua a leggere

Gagà: storia di carne, compendio di negritudine [fotogallery+poesia]

 

Pubblichiamo in traduzione italiana un testo dell’antropologa Fatima Portorreal Liriano scritto in risposta alla polemica che – anche quest’anno, in occasione della Pasqua – ha investito la tradizionale celebrazione del Gagà in Repubblica Dominicana.

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#AvenidaMiranda puntata 31. L’Ecuador dopo Rafael Correa. Quale futuro per il Socialismo del XXI secolo?

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Fra poco più di due mesi si concluderà il primo anno di mandato di Lenín Moreno, ex vicepresidente di Rafael Correa e oggi presidente ecuadoriano considerato troppo moderato e “dialogante” dall’ex mandatario. L’accesa rivalità fra le due anime di Alianza País sta dilaniando la Revolución Ciudadana con cui, nel 2006, le oligarchie economiche e neoliberiste furono (parzialmente) estromesse dalle sale del potere.
Dopo dieci anni di Correa com’è cambiato l’Ecuador? Il socialesimo del ventunesimo secolo, grido di battaglia dell’ex mandatario, ha trovato una forma di realizzazione nel paese andino? A  che punto è il processo di rappresentanza politica delle culture indigene? A provare a rispondere a queste, e altre, domande assieme a Marco Dalla Stella c’è Giovanna Tassi, esperta di Ecuador ed ex direttrice della radio pubblica ecuadoriana.

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