Javier Sicilia y @RossanaReguillo @ITESO alla @FILGuadalajara 2016 #MPJD

Dos fragmentos de las charlas del poeta Javier Sicilia y de la investigadora Rossana Reguillo en la Feria internacional del libro de Guadalajara, 1 de diciembre de 2016.

 

 

 

 

 

 

¡Hasta siempre, siglo xx! – Parte 3 #DiarioCubano #Cuba #FidelCastro

Terza puntata del diario in presa diretta di Perez Gallo, Gimmi e Nino Buenaventura da Cuba, seguendo il cammino delle spoglie di Fidel Castro. Leggi qui la prima parte del diario-reportage da Cuba: LINK   E poi la seconda qui. Continua…

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Eccoci qua, su un camion merci riadattato al trasporto umano, sgangherato, cigolante, e con una scritta molto elegante “salida de emergencia” su una solidissima porta di acciaio. Siamo in viaggio per raggiungere Bayamo, e da lì Playa las Coloradas, dove il Granma attraccò rovinosamente portando i rivoluzionari sull’isola.

Ma ci stiamo perdendo, questo sarebbe il giorno quarto, ma noi dobbiamo ancora raccontarvi il terzo. Quindi respiriamo e andiamo con ordine:

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#Ayotzinapa: La Verdadera Noche de Iguala. #AnabelHernández y #MarioPatrón presentan libro en @FILGuadalajara @YouTube

verdadera noche iguala.jpgPresentación del libro LA VERDADERA NOCHE DE IGUALA (Grijalbo, 2016) de la periodista mexicana Anabel Hernández, 1 de diciembre de 2016, Feria Internacional del Libro de Guadalajara, México. Para leer: “Fueron los militares, la verdadera noche de Iguala” (adelantos) y “El ejército ordenó, orquestó y organizó la noche en que desaparecieron los 43 estudiantes de Ayotzinapa” (link artículo).

Marío Patrón (en el video siguiente), del centro Agustín Pro Juárez para la defensa de los derechos humanos, introduce a Anabel Hernández y su libro sobre La verdadera noche de Iguala y el caso de los 43 normalistas desaparecidos de Ayotzinapa.  FIL Guadalajara 1 de diciembre de 2016

A seguir, la breve presentación del libro en CNN con Carmen Aristegui, cito: “La periodista Anabel Hernández presentó para Aristegui Noticias el libro #LaVerdaderaNochedeIguala, donde revela en 28 minutos, con su propio estilo, y comentando el contexto sobre la lectura, una historia “de horror” de lo que hicieron las autoridades federales con los 43 estudiantes desaparecidos y con los detenidos en Iguala el 26 de septiembre de 2014″.

 

¡Hasta siempre, siglo xx! – Parte 2 #DiarioCubano #Cuba #FidelCastro

Seconda puntata del diario in presa diretta di Perez Gallo, Gimmi e Nino Buenaventura da Cuba, seguendo il cammino delle spoglie di Fidel Castro. Leggi qui la prima parte del diario-reportage da Cuba: LINK   E poi continua…

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Lunedì 29 novembre.

Prima premessa: sospiro di sollievo, Putin non c`era (ma altri personaggi imbarazzanti non sono di certo mancati).

Seconda premessa: internet in questo paese è un fenomeno sociale assai particolare: funziona cinque minuti sì, dieci no e venti forse, in piccole isole della città dove la gente si raggruppa e, tutti insieme ma ognuno per conto proprio, litiga con la tecnologia e gode i suoi momenti di alienazione capitalista quotidiana. A vederla in maniera storicista si potrebbero fare tre valutazioni: sembra una versione individualista della televisione italiana negli anni ’50; sembra che ancora si debba percorre un abisso tra gli spot di connessione internet e i pokestop di pokemon go; fare questo diario di viaggio è un gran casino.

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¡Hasta siempre, siglo xx! – Giorno 1 #DiarioCubano #Cuba #FidelCastro

¡Hasta siempre, siglo xx! – Giorno 1 – Primo atto del diario in presa diretta di Perez Gallo, Gimmi e Nino Buenaventura da Cuba, a poche ore dalla morte di Fidel Castro. I tre autori di questo diario progressivo sono freelance latinoamericanisti già da tempo irretiti dalla gran Città del Messico. Per via dell’impermanenza sono ora sull’isola dei Caraibi a raccontare giornate di vita, memoria, incontri e divagazioni. Continua… LamericaLatina

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Venerdì scorso, circa 8 della sera, zocalo (=piazza centrale) di Cittá del Messico.

Ci ritroviamo in un po’ di amici e conoscenti disparati, al termine della manifestazione Ni Una Menos, contro la violenza sulle donne. La piazza si svuota poco a poco, i discorsi sul palco si avviano alla conclusione.

Che facciamo? Che domande, andiamo a bere a San Jeronimo! Ci mettiamo poco a metterci d’accordo sulla proposta, la più banale e allo stesso tempo la più irrifiutabile.

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#Video #Foto de la Marcha #25N contra la Violencia de Género en #León #GTO #México #NiUnaMenos #DiaNaranja

Arriba. Video crónica de la marcha en León, Guanajuato, de 1 a 20 horas del 25 de noviembre de 2016. Realizada con smartphone. Abajo: dar clic sobre una foto para zoom. Más abajo: el breve comunicado informativo para el 25N del Programa universitario de mujer y relaciones de género de la la universidad Iberoamericana de León.

programa-genero-ibero-leonEl día de hoy, 25 de Noviembre, conmemoramos el Día Internacional de la Erradicación de la Violencia contra las Mujeres, es un día para hacer un alto y cuestionar las razones por las cuales esta violencia continúa y aumenta. Tres datos:

1. De cada 3 mujeres ha vivido situaciones de violencia física y sexual en todas las regiones del mundo. (Médicos del Mundo. Nov 2016)

2. Cada día mueren en promedio al menos 12 latinoamericanas y caribeñas por el solo hecho de ser mujer”. (CEPAL Oct 2016)

 3. En México 7 mujeres son asesinadas cada día. (ONU, 2015)

Los Estados tienen la obligación de garantizar a las mujeres el derecho a vivir una vida libre de violencia.

#MessicoInvisibile presentazione a #Zapopan #Guadalajara @SistemaUniva @FILGuadalajara

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Il libro Messico Invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (Ed. Arcoiris, 2016) sbarca a Guadalajara, all’Universidad del Valle de Atemajac di Zapopan e al padiglione Italia della Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara (la FIL) dove, grazie all’invito della Fondazione (e centro culturale) Amici d’Italia, dovrebbere stare un po’ di giorni sui banchetti in compagnia di NarcoGuerra e Santa Muerte (a completare una non prevista trilogia messicana).

#NiUnaMenos: dal #Nicaragua l’allarme contro il governo reazionario della dinastia #Ortega

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Di Matilde Sponzilli. “C’è una buona notizia, vuoi saperla? Hanno arrestato il figlio di M.”. Per un attimo mi si gela il sangue. Com’è possibile che questa sia una buona notizia, com’è possibile che una madre desideri  vedere il proprio figlio allontanato e incarcerato, perché? Eppure quello di M. è stato un atto di coraggio, M. a differenza di tante donne ha avuto il coraggio di denunciare la violenza domestica subita da parte del figlio. M. si è messa da sola contro tutti: il marito che non ne voleva saperne niente, perchè tanto “è tuo figlio e sono affari tuoi”; i vicini che hanno chiuso gli occhi; la polizia, che l’ha accusata di non essere una buona madre, l’ha sbeffeggiata e derisa senza prendere sul serio le sue richieste; la giustizia che si è fatta gioco di lei, donna analfabeta, spingendola in un turbinio burocratico durato mesi che sembrava non avere né capo né coda. M. è andata avanti a volte con determinazione, altre per puro spirito di sopravvivenza, ma alla fine ce l’ha fatta, dimostrando che una donna non è costretta ad accettare la violenza.  Continua a leggere

#Haiti non esiste: i rifugiati haitiani alla frontiera di #Tijuana #Messico

haitiani-tijuana-1[Di Caterina Morbiato (foto di Heriberto Paredes) da Carmilla]. Tijuana é la cittá di frontiera per antonomasia: un approdo per naufraghi arrivati da ogni dove alla ricerca di un nuovo inizio o una nuova partenza. Esplorare le sue strade significa impastarsi le mani di una belleza sordida, nata dal transito di culture e di lingue che si ibridano e si contaminano. La frontiera plasma Tijuana con il continuo transito di genti diverse: ora i deportati dagli Stati Uniti; ora gli sfollati messicani che fuggono da zone seviziate dal narco e che cercano, invano, di essere riconosciuti come rifugiati; ora i migranti centroamericani che incarnano una crisi umanitaria che sembra non avere fine. Basterebbe osservare chi si muove attraverso e attorno a el bordo -come a Tijuana chiamano il confine, distorcendo la parola inglese “border”- per intuire quello che succede nell’intera regione. Da qualche mese una nuova presenza si somma a questa eclettica fusione di umanitá: sono le centinaia di uomini e donne haitiani che arrivano giornalmente dopo aver intrapreso un viaggio interminabile. Chi non riesce a trovare posto nei diversi centri di accoglienza, dorme in piccoli hotel o case di privati che hanno improvvisato alloggi informali, ma in molti si ritrovano a passare la notte per strada. Secondo l’Istituto Nazionale di Migrazione messicano da maggio di quest’anno ad oggi circa 14mila haitiani sarebbero entrati in Messico; a Tijuana sarebbero circa 6mila e ulteriori arrivi sono previsti nei prossimi mesi a causa dei danni provocati dall’uragano Matthew che a inizio ottobre si é abbattuto sull’isola.  Continua a leggere

Elezioni presidenziali ad #Haiti su @Radio1Rai @vocidelmattino @END_Edizioni

haiti-elections-2010A Voci del mattino, programma di Radio Uno Rai del 21 novembre, abbiamo parlato delle elezioni ad Haiti (dopo il minuto 6:30 ascolta a questo link il podcast). In studio Paolo Salerno.

Ecco gli argomenti della puntata: Sarkozy fuori nel primo turno delle primarie del centrodestra francese. Le elezioni presidenziali ad Haiti. Rischio genocidio in Burundi. La prima settimana della cucina italiana nel mondo, vetrina del made in Italy. Il punto sulle indagini della magistratura sulla xylella nel Salento. Il programma: Voci del Mattino propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali. Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santoe Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito

#Haiti elezioni e situazione socioeconomica su #Esteri @RadioPopMilano @END_edizioni @emavalenti

HaitiNeverDiesA Esteri di Radio Popolare dal minuto 18 parliamo del lunghissimo processo elettorale haitiano, cominciato più di un anno fa e rinviato più volte per le proteste, i brogli e le calamità naturali. In studio Emanuele Valenti. Scarica il podcast a questo link – Ascolta a questo link   

Di seguito l’indice della puntata: 1- Le ultime amministrazioni americane hanno dimenticato poveri e lavoratori…Dietro al fenomeno Trump tante promesse mai mantenute. L’intervista all’economista americano Antonio Callari, Franklin and Marshall College, Lancaster).2- Francia. La destra tranquilla di Francois Fillon. L’ultra-liberale è il grande favorito al ballottaggio delle primarie del centro-destra di domenica prossima (Francesco Giorgini).3-“Abbiamo i piedi consumati, non riusciamo più a camminare”…In viaggio con i migranti del Centro-America verso gli Stati Uniti. Quarta puntata (Sara Milanese).4- Haiti. Dopo un anno di rinvii si è votato per eleggere il nuovo presidente. Erediterà un paese che ha sempre più problemi. Molte le responsabilità della comunità internazionale (Fabrizio Lorusso).5- RB Lipsia. La squadra di calcio più odiata in Germania, nonostante il secondo posto in classifica (Dario Falcini).

#43 poeti per #Ayotzinapa in #BitácoraBifronte de @JornadaSemanal

43-poeti-per-ayotzinapa-copertinaLos 43 Poetas por Ayotzinapa (versión italiana) – Bitácora Bifronte – Por Ricardo Venegas – Jornada Semanal

Traducido al italiano por Lucia Cupertino, Los 43 Poetas por Ayotzinapa (Edizioni Arcoiris, Salerno, 2016) incluye autores de España, Perú, Uruguay, Argentina, El Salvador, México (en lenguas originarias como el zapoteco, mixteco, mixe, náhuatl y maya), cuya edición consigna la expresión de los poetas frente a los hechos ocurridos en Iguala en septiembre de 2014.

En el prólogo (publicado en Carmilla On Line), Fabrizio Lorusso menciona que en la noche entre el 26 y 27 de septiembre de 2014, cuarenta y tres estudiantes de la Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos de Ayotzinapa, en el estado mexicano de Guerrero, fueron secuestrados por la policía local de los municipios de Iguala y Cocula y fueron entregados a un grupo de presuntos traficantes de droga de la organización Guerreros Unidos. Desde entonces los jóvenes desaparecieron y los investigadores no han ofrecido versiones creíbles de los hechos. Indudablemente, el escenario en el que este libro sitúa a México a nivel mundial es oscuro, pero también es el de muchas voces solidarias, voces en las que se traduce la ira y la protesta, y un homenaje a la memoria de los desaparecidos.
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