“Jazz a la italiana” en Blue Note, programa de @RadioIberoLeon @IberoLeon

radio ibero leon logo[Puntata speciale dedicata al jazz italiano di Blue Note, programma radiofonico della radio della università Ibero León, Messico. in onda qui ogni lunedi’ alle 4 am ora italian o in podcast] En cabina con los creadores del programa de jazz Blue Note (“tu contrapunto musical”) de la radio Ibero León, Nacho Gómez y Mario “El More” Corona, están la directora de orquesta Susana “Zuzu” en el mixer, y el invitado de hoy, Fabrizio Lorusso, con las vibraciones del “Jazz a la italiana”. La transmisión Blue Note ya es mítica y mitológica y llegó a la tercera temporada. Aquí el link alternativo para escuchar el jazz a la italiana: link. Cada lunes a las 21 horas están con Ustedes en vivo aquí: link. Pero…pueden y deben escuchar los podcast aquí: link temporada 1Otras

Entrevista sobre #Desaparecidos #Mexico en @ZonaFrancaMX tras la jornada de de familiares y organizaciones nsociales

Seminario desaparicion lagos de morenoEn este video algunas consideraciones y resumen de Fabrizio Lorusso en Revista de la Una, por la web-TV del medio leonés Zona Franca, acerca de la segunda jornada de diálogo “Desaparición forzada, un crimen de lesa humanidad”, organizado por la Universidad de Guadalajara en la casa de la cultura de Lagos de Moreno, Jalisco. Presentes como ponentes y testigos: los anfitriones del evento Darwin Franco de la Universidad de Guadalajara y Dalia Souza; Silvia Ortiz y Óscar Sánchez Viesca de VIDA-Víctimas por sus desaparecidos en acción; Mario Vergara de Los otros desaparecidos de Iguala; Leticia Hidalgo de FUNDENL (Fuerzas unidas por nuestros desaparecidos en Nuevo León); Mirna Medina (Rastreadoras de Sinaloa o “Los desaparecidos de El Fuerte”. Lee también el reportaje de C. Martínez en Zona Franca: “Crecen desapariciones forzadas en el país, mientras fiscales y procuradurías ni siquiera se comunican entre sí. Participan familiares de víctimas y especialistas en diálogo convocado por la U de G en Lagos de Moreno: 13 casos se suman diariamente a las 30 mil desapariciones acumuladas” – LEER aquí link.  Programa completo del evento: link.   En el siguiente video, el comentario y síntesis del evento por Carmen Martínez.

 

¡Vivas! Femminicidio e normalizzazione dell’orrore in università #SiMeMatan

Lesvy Osorio UNAM Messico (5)[di Caterina Morbiato – da Carmilla – Galleria fotografica nel post a cura di C. Morbiato e Roberta Granelli]

Lesvy Berlín Osorio: #SiMeMatan

Sono le due di pomeriggio del 5 maggio. Il corteo inizia a muoversi dalla facoltà di Scienze Politiche lungo, rabbioso. Avanza lento e grida forte. La testa è formata da un contigente di sole donne, gli uomini sono ammessi ma devono restare nella parte posteriore. Quando svolta verso la zona delle facoltà scientifiche il passaggio si restringe e i corpi si comprimono, il passo rallenta mentre i tamburi della batucada e centinaia di lingue pestano nelle orecchie: non una di più: non una assassinata in più! Non è stato un suicidio: è stato un femminicidio! No no no, non è un caso isolato: i femminicidi so-no-un-cri-mi-ne-di-Sta-to!

Da quanto gli stessi slogan? Ci sono momenti in cui la loro interminabile ripetizione provoca uno smarrimento profondo

– applaudite! applaudite! non smettete di applaudire che il maledetto machismo deve morire!

e la sensazione che le cose non potranno mai migliorare può diventare devastante.

La notte tra il 2 e il 3 di maggio Lesvy Berlìn Osorio è stata assassinata nell’area della facoltà di Ingegneria dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Il suo corpo esanime è stato ritrovato legato a una cabina telefonica con il cavo dell’auricolare. Secondo i primi accertamenti Lesvy sarebbe rimasta fino alle quattro di notte nelle strutture dell’università in compagnia di alcuni amici e del suo ragazzo. I due si sarebbero poi separati dopo un litigio.  Continua a leggere

Giovanni Sartori (1924-2017), autoridad moral y cultura democrática @JornadaSemanal

semanalsartori[de Fabrizio LorussoJornada Semanal] El politólogo italiano Giovanni Sartori, quien falleció el pasado 4 de abril a los noventa y dos años de edad, fue uno de los más reconocidos estudiosos del mundo sobre teoría de la democracia, sistema de partidos y constitucionalismo.

Desde la década de los años noventa del siglo pasado, en Italia, solía aparecer con frecuencia casi semanal en uno que otro programa de televisión de los que organizan debates entre políticos, ciudadanos e integrantes de organizaciones de la sociedad civil.

Extrañamente fue allí, y no en los salones escolares o en los periódicos con los que colaboraba, donde, todavía como estudiante de liceo, me familiaricé con su concepción de la “ciencia política”, una disciplina que, junto a la Rivista italiana di scienze politiche, fundó académicamente en Italia, con su visión de la democracia.  Continua a leggere

#VamosPorTodo: la candidatura indigena è una proposta anticoloniale

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[di Matilde Brunetti, foto di Isabela LunelliLa chiamata a un Consejo Indígena de Gobierno arriva dopo più di due secoli dall’indipendenza del Messico. Eppure è da intendersi come un passo storico verso la decolonizzazione, non più dal dominio spagnolo, ma dalla depredazione sistematica delle terre e delle risorse, messa in atto dall’invasione selvaggia neoliberista a braccetto col narcogoverno messicano.

Le numerosissime comunità indigene presenti sul territorio nazionale che hanno eroicamente resistito a secoli di colonialismo, preservando la loro lingua e identità, rischiano di soccombere davanti all’apertura sconsiderata che il governo priista garantisce al capitale straniero, interessato all’estrazione delle grandi ricchezze minerarie, acquifere e petrolifere del Messico.

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Denunciano Alitalia per maltrattamenti contro Ana Enamorado, del Movimiento Migrante Centroamericano e Orme della memoria @MMMesoamericano @huellasmemoria

huellas-de-la-memoriaDenunciamo la compagnia aerea Alitalia perché oggi, 31 maggio 2017, ha cancellato in modo ingiustificato il biglietto da Roma a Parigi di Ana Enamorado, cittadina honduregna ospite in Italia di Carovane Migranti e Amnesty per presentare la mostra itinerante sui desaparecidos Huellas de la memoria/Orme della memoria.

La sua destinazione finale era Città del Messico. Quando Ana ha trovato un posto in un volo successivo, arrivata a Parigi, non le hanno fatto prendere il volo per il Messico. Dopo molte discussioni è riuscita a ottenere un posto nel volo che parte domani. Ma nel momento in cui stava richiedendo di poter passare una notte in hotel, visto che in alternativa avrebbe dovuto passare la notte in aeroporto senza avere nessuna colpa, non solo questa possibilità non le è stata concessa, ma è stata anche maltrattata con la minaccia di chiamare la polizia.

Denunciamo il maltrattamento che ha subito Ana Enamorado da parte dei funzionari di Alitalia. Esigiamo delle scuse pubblicamente e una notte in hotel per la nostra compagna.

Collettivo Huellas de la memoria / Orme della memoria  Continua a leggere

“Adonis, il pugile fantasma” – [video]

Questo 23 maggio 2017, in Repubblica Dominicana, ricorreva il terzo anniversario dall’entrata in vigore della controversa Ley 169-14, meglio nota come Ley de Naturalización. Con questo provvedimento, il Governo dominicano intendeva porre rimedio alla riforma costituzionale del 2013 che, applicando retroattivamente nuovi criteri per l’acquisizione della nazionalità, di fatto, aveva prodotto oltre 200.000 apolidi. Tuttavia, ancora oggi, a tre anni di distanza, sono pochissime le persone che hanno potuto regolarizzare il loro status, mentre la maggior parte degli afectados resta sospesa in un limbo giuridico nel quale sono negati tutti i diritti civili. Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni (IOM), inoltre, tra il 2015 e il 2016, circa 100.000 persone ritenute irregolari, quasi tutte di origine haitiana, sono state rimpatriate ad Haiti, in un clima di crescente tensione e violenza.

Questa è la storia di Adonis, un giovane pugile di talento nato e cresciuto in Repubblica Dominicana, il cui sogno di riscatto si è infranto contro il muro della burocrazia e del razzismo. Il corto, realizzato da Raúl Zecca Castel, è stato adottato e diffuso da Amnesty International all’interno della campagna di sensibilizzazione contro l’apatridia.

Per visualizzare la versione inglese clicca qui, mentre per quella in francese clicca qui.

Di seguito riproponiamo la lettura del reportage “Da schiavi a zombi”, sempre a firma di Raúl Zecca Castel, originariamente pubblicato sull’edizione online del Corriere della Sera il 12 gennaio 2017.

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Il Venezuela dall’interno: sette chiavi di lettura per comprendere la crisi attuale

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La situazione attuale che vive il Venezuela, come noto, è gravissima. Ma i termini della sua gravità non sono forse altrettanto noti, almeno rispetto a quello che propone la narrazione mainstream e alla confusione che regna a sinistra sui posizionamenti da prendere in proposito. Crediamo – e per questo lo abbiamo tradotto – che in questo testo del sociologo venezuelano Emiliano Terán Mantovani si possano trovare degli spunti per un’analisi più articolata, che sappia dare il giusto peso alle questioni realmente in campo, che sappia mettere in luce le differenze esistenti tra la sinistra di governo e la destra di opposizione nel Paese, ma che abbia ben chiaro che compito della sinistra e dell’internazionalismo non è difendere o no a prescindere un governo, ma stare sempre, inequivocabilmente, a fianco de los de abajo.

Non crediamo che questo articolo dia delle soluzioni politiche (come potrebbe?) alla crisi venezuelana e delle parole definitive sullo scontro in atto, ma sicuramente propone delle ottime chiavi interpretative. Uscito su alainet.org e ripreso dal giornale messicano Desinformemonos alla fine di aprile, non può dare conto di tutti gli eventi recenti in continua e rapida evoluzione. Primo tra tutti, la decisione del presidente Maduro di indire le elezioni per un’assemblea costituente, che dia rappresentatività non tanto alla “cittadinanza” indefinita come da matrice liberale, ma ai collettivi organizzati, ai sindacati, alle cooperative e alle associazioni di categoria. Mossa che era da tempo nel programma della Rivoluzione Bolivariana, ma che è stata a lungo subordinata alla pratica del governo dall’alto, alle logiche della rendita petrolifera, alle istanze della nuova élite burocratica e all’alleanza con l’esercito. Mossa disperata, forse poco credibile, e che arriva in un momento in cui il chavismo ha perso buona parte del suo consenso sociale, ma a cui bisogna dare atto di marcare una discontinuità nella strategia di resistenza di Maduro.

Non c’è dubbio però che un’iniziativa di questo genere potrà imprimere una soluzione positiva allo scontro in atto solo se accompagnata dalla crescita di un movimento popolare autonomo, tanto dal governo, come dalle manipolazioni dell’opposizione. Buona lettura. [Perez Gallo e Simone Scaffidi] Continua a leggere