Su @DRepubblicait #MessicoInvisibile Casa di riposo delle ex prostitute #CDMX #Foto @Camillo1949 @Ed_Arcoiris

Xochiquetzal

[Tratto da D di Repubblica – Luglio 2016 – Il reportage completo sulle donne di Casa Xochiquetzal a Città del Messico è nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (di Fabrizio Lorusso), edito da Arcoiris (2016). Lo trovi QUI. Fotogallery completa qui: link]

La strada è stata la loro casa per decenni. Vengono dai ghetti della Merced, di Tepito, Loreto, la Lagunilla e Granaditas. Sono nomi che non dicono nulla ai frequentatori occasionali di Mexico City, ma che evocano storie d’emarginazione e insicurezza in chi conosce la topografia socioeconomica di questa megalopoli che sa essere contraddittoria ed escludente, ma anche amichevole e solidale. Casa Xochiquetzal, la “casa di riposo delle lucciole” è nata da un progetto del governo di Città del Messico sollecitato dagli intellettuali  Martha Lamas, Elena Poniatowska e Jesusa Rodríguez, e da alcuni anni presta servizi di vario tipo alle indigenti ex prostitute dei quartieri malfamati del centro della capitale messicana. “Già verso il 2001 nasce l’idea di creare una casa di riposo di questo tipo ed è Carmen Múñoz, leader delle sexo-servidoras della zona, a lanciare la proposta con alcune militanti femministe e con la scrittrice Elena Poniatowska”, spiega Jessica Vargas, la direttrice. “L’amministrazione comunale inaugurò il progetto nel 2006 e il piano prevedeva di ospitare fino a 65 donne, purché avessero più di 55 anni e fossero prive di reti familiari e fissa dimora, ma è stato problematico trovare tutte le risorse e mettere d’accordo tante inquiline così diverse tra loro, così abituate a diffidare delle altre o a competere”. La casa oggi si mantiene grazie al sostegno del comune e dell’Istituto Nazionale delle Donne, ma il grosso dei finanziamenti arriva da donazioni, dalla partecipazione a concorsi e dalla vendita d’oggetti d’artigianato di cui si occupano la direttrice, le associazioni Mujeres de Xochiquetzal e Semillas e i volontari che collaborano al mantenimento e alle attività della Casa. In occasione del primo volo diretto Roma-Città del Messico inaugurato da Alitalia il 16 giugno in collaborazione con l’Ufficio turistico Visit Mexixo e l’Ambasciata di Roma, siamo andati a visitare questo luogo decisamente particolare, per raccontare le storie di chi lo abita.

FOTO GIORGIO DE CAMILLIS, TESTI FABRIZIO LORUSSO

Il quartiere di #Tepito a #CittàDelMessico su @ilreportage n. 27

IL REPORTAGE copertina-27Segnalo il Comunicato per l’uscita della rivista il Reportage n. 27-luglio su cui c’è un mio reportage (foto e testi) dal barrio bravo di Tepito, nel centro di Città del Messico. E ricordo anche che “a Tepito tutto si vende tranne la dignità”, come dicono gli abitanti di questo quartiere orgoglioso e storico della capitale messicana.

Gli scontri di piazza a Parigi per protestare contro la “loi du travail” sono il tema di copertina del numero 27 di Reportage. Le foto del portfolio sono di Lillo Rizzo (con un testo di Paola Vallatta). Il numero si apre, tuttavia, con un’intervista esclusiva alla popolare scrittrice statunitense Joyce Carol Oates a firma di Lorenza Pieri. Il primo reportage è di Valerio Magrelli, che ci racconta la metropolitana di New York (le foto sono di Alfredo Bini). Segue la descrizione di Tepito, uno dei quartieri più difficili e violenti di Città del Messico: foto e reportage sono di Fabrizio Lorusso, che a Città del Messico vive. Il reportage successivo di Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi parla di un caso esemplare a Tunisi, la conquista e l’autogestione di una fabbrica tessile da parte delle dipendenti. Adriano Marzi ci dice invece come cambia Addis Abeba. Il portfolio centrale è di Fabio Bucciarelli, che ha terminato il suo viaggio quinquennale con i migranti a Lesbos.

DSC_0566 (Small)

Un’altra storia è quella raccontata da Angelo Mastrandrea, il quale ci fa sapere che a Basilea è possibile andare in Francia e in Germania con una semplice corsa in tram. Al di là del confine, gli svizzeri fanno la spesa settimanale a prezzi molto convenienti nei supermercati costruiti all’uopo a ridosso della frontiera. Il destino dei resti degli “schiavi” italiani di Hitler, coloro cioè che lavorarono nei campi di concentramento e nelle fabbriche tedesche dopo l’8 settembre, è il tema di un servizio di Pier Giorgio Danella da Francoforte. Ci spostiamo poi a Praga, dove la scrittrice “abbandonologa” Carmen Pellegrino va alla ricerca del fantasma di Kafka. Nel numero non manca l’Italia, presente con un’inchiesta sul lavoro nei macelli del Modenese di Giulia Bondi (le foto sono di Cristina Panicali) e con un’intervista – rimasta inedita dal ’97 – allo scrittore Daniele Del Giudice, firmata da Roberto Ferrucci. Chiudono, come di consueto, le recensioni librarie, il calendario dei Festival e la rubrica fissa di Magrelli. Il racconto finale è del poeta e scrittore torinese Luca Ragagnine d è intitolato “Dei miei 26 libri scritti da un altro”.

#Messico Invisibile: Orme della Memoria per i #Desaparecidos

09 F.Lorusso - Messico InvisibileTesto estratto dal libro di Fabrizio Lorusso, Messico Invisibile: Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna**, prologo di Alessandra Riccio, Ed. Arcoiris, 2016, € 15, pp. 356

[A questo link invito a seguire e sostenere il progetto Orme della Memoria e il cammino della mostra, che dovrebbe arrivare a fine settembre in Italia, dedicata agli oltre 28mila desparecidos in Messico. Segnalo presentazione del libro il 7 luglio alle 19:30presso l’ex OPG occupato Je so’ pazzo a Napoli. A fine post e come giusta conclusione segnalo il trailerdell’ottimo documentario Cielito rebelde: Voci del Messico resistente di Claudio Carbone, Antonio Gori, Massimiliano Lanza, Leonardo Balestri]

Mezza primavera 2016. Il laboratorio di Alfredo López Casanova, attivista e scultore messicano, è un piccolo museo con opere e narrazioni che catturano il visitatore. Siamo nel cuore antico di Città del Messico, dove il frastuono delle strade trafficate trova pace e, smorzato negli androni e nei patii interni delle case di ringhiera, diventa silenzio. Qui la memoria può lasciare le sue tracce. Il progetto Orme della Memoria è nato in questo spazio nei suoi aspetti materiali, ma spiritualmente è sorto ed è cresciuto per le strade, nelle dimore, nei cortei e nelle famiglie che sono testimoni delle sparizioni forzate in Messico. Continua a leggere

Presentazione Libro #MessicoInvisibile a #Napoli #NarcoGuerra @ExOpgJesopazzo @Ed_Arcoiris

Evento Messico Invisibile e Narcoguerra Je So Pazzo Napoli

Giovedì 7 Luglio | ore 19:30
Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

STRAGI SILENZIOSE DELLA NARCOGUERRA
Hispánitart Associazione Culturale & Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo
presentano

“MESSICO INVISIBILE”
Voci e pensieri dall’Ombelico della luna
con
Fabrizio Lorusso (autore)
Alessandra Riccio(relatrice)

—LINK EVENTO FACEBOOK

MESSICO INVISIBILE

In nahuatl, la lingua parlata dagli antichi messicani, la parola Messico significa “nell’ombelico della luna”. Oggi il Paese è l’ombelico dei traffici delle principali sostanze stupefacenti consumate negli Stati Uniti e in Europa. Negli ultimi dieci anni la militarizzazione della cosiddetta “guerra alle droghe” ha causato oltre 150mila morti e 30mila desaparecidos e la crisi dei diritti umani nel Paese è terrificante. Territori e comunità vivono gli effetti distruttivi della violenza sul tessuto sociale e familiare. I giornalisti e gli attivisti sono minacciati e costretti a tacere, anche con la morte o la sparizione forzata, e le colline intorno a tante città e villaggi sono disseminate di fosse clandestine e resti umani.
Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, sequestrati da poliziotti e narcotrafficanti a Iguala la notte del 26 settembre 2014, ha fatto breccia nell’opinione pubblica internazionale, ma resta irrisolto e i ragazzi sono ancora desaparecidos. La lotta per fare memoria e trovare verità e giustizia rimane aperta.
Il lato intollerante e cinico delle istituzioni si scontra quotidianamente con le parti attive e in resistenza della società civile. Messico Invisibile raccoglie cronache, reportage e saggi sull’attualità del Messico. Le voci creano parentesi di senso e respiro su questa intricata realtà, centrata sul Messico ma in espansione idealmente fino all’Italia e oltre, con alcune interviste a intellettuali, esperti, attivisti e artisti come Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Alfredo López Casanova, del progetto Orme della Memoria per i desaparecidos, gli scrittori Alberto Prunetti, Pino Cacucci e Roberto Saviano, Xitlali Miranda, coordinatrice delle ricerche degli Altri Desaparecidos di Iguala, e il pittore partigiano Luciano Valentinotti.


BIO

FABRIZIO LORUSSO
Fabrizio Lorusso è giornalista freelance e prof/ricercatore all’Università Iberoamericana di León, in Messico. Collabora con media italiani (Il Reportage, Huffington, Radio Popolare, RSI, Global Project), messicani (La Jornada, Desinformémonos, Variopinto) e sudamericani (Noticias Aliadas) ed è blogger dell’Huffington Post. È redattore della web-zine CarmillaOnLine e autore dei libri Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa Alternativa, 2013), Narcoguerra. Cronache dal Messico dei Cartelli della Droga (Odoya, 2015), La fame di Haiti (con Romina Vinci, End, 2015), e Messico Invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna (Arcoiris, 2016). Cura il blog personale https://lamericalatina.net/

ALESSANDRA RICCIO
Alessandra Riccio ha insegnato letterature spagnole e ispanoamericane all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. È autrice di saggi di critica letteraria su autori come Cortázar, Victoria Ocampo, Carpentier, Lezama Lima, María Zambrano. Ha tradotto numerosi autori fra i quali Ernesto Guevara, Senel Paz, Lisandro Otero. È stata corrispondente a Cuba per l’Unità dal 1989 al 1992. Collabora con numerosi giornali e riviste italiane e stranieri e dirige insieme a Gianni Minà la rivista “Latinoamerica”. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Letterate.


Hispánitart, è un’associazione culturale che si propone di gettare un ponte tra la cultura ispanica e quella italiana, che vuole riscoprire il ruolo di Napoli come spugna culturale, una città nella quale le diversità non si scontrano ma si affiancano e si mescolano da secoli. La collaborazione con enti e con altre associazioni, l’idea di incontri itineranti per riscoprire luoghi e per rimettere al centro la cultura sono l’anima e l’identità di questa associazione. www.hispanitart.com

—–
Je so’ pazzo è un ex-opg (ospedale psichiatrico giudiziario) occupato nel marzo 2015 da un gruppo di studenti, lavoratori, disoccupati, per sottrarlo all’abbandono e per restituirlo alla città, per ricostruire la memoria di questo luogo terribile di esclusione e tortura, e lanciare percorsi di mobilitazione a partire dalle nostre concrete esigenze: dal lavoro al territorio, dalle scuole alle università, dalla casa alla sanità.

—–
Come arrivarci?
– Metro Linea 1: Fermata Materdei
(5 minuti a piedi verso Salita San Raffaele)
– Dal centro storico (15 minuti a piedi):
arrivare al museo nazionale e salire via Salvator Rosa,
all’incrocio con via Imbriani ci trovate sulla destra.

—–
Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo
pagina facebook: https://www.facebook.com/exopgjesopazzo
sito web: http://jesopazzo.org/
twitter: https://twitter.com/ExOpgJesopazzo

 

 

 

#México: la lucha de los maestros contra la reforma educativa de #EPN @CNTEMX @maestrosenresi1

México: Lucha de los maestros contra reforma educativa – Noticias Aliadas (Perú-Sudamérica) – EN INGLÉS: Link Teachers protest against education reform 
Fabrizio Lorusso 30/06/2016 – Fotos de Parika Benítez Envíe un comentario Imprima el texto de esta página

Masivas movilizaciones de trabajadores de la educación dejan al menos ocho muertos en choques con la Policía.

 

FullSizeRender (2)La madrugada del 19 de junio la sangre de manifestantes y maestros corrió por las calles de la comunidad indígena mixteca de Nochixtlán, en el sureño estado de Oaxaca. Ocho muertos por impacto de bala y un centenar de heridos fue el saldo de los enfrentamientos entre pobladores y docentes de la Coordinadora  Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) y la Policía Federal (PF) a raíz de un fallido operativo de desalojo de un bloqueo vial.

Continua a leggere

Esce il libro Messico Invisibile. Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna @Ed_Arcoiris

09 F.Lorusso - Messico InvisibileFabrizio Lorusso, Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, Ed. Arcoiris, Salerno, collana l’acuto, pp. 356, 2016, € 15.

In nahuatl, la lingua parlata dagli antichi messicani, la parola Messico significa “nell’ombelico della luna”. Oggi il Paese è l’ombelico dei traffici delle principali sostanze stupefacenti consumate negli Stati Uniti e in Europa: marijuana, cocaina, eroina, metanfetamine. Negli ultimi dieci anni la militarizzazione della cosiddetta “guerra alle droghe” ha causato oltre 150mila morti e 30mila desaparecidos e la crisi dei diritti umani nel Paese è terrificante. Territori e comunità vivono gli effetti distruttivi della violenza sul tessuto sociale e familiare. I giornalisti e gli attivisti sono minacciati e costretti a tacere, anche con la morte o la sparizione forzata, e le colline intorno a tante città e villaggi sono disseminate di fosse clandestine e resti umani.

Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, sequestrati da poliziotti e narcotrafficanti a Iguala la notte del 26 settembre 2014, ha fatto breccia nell’opinione pubblica internazionale, ma resta irrisolto e i ragazzi sono ancora desaparecidos. La lotta per fare memoria e trovare verità e giustizia rimane aperta. La procura e il governo di Enrique Peña Nieto sono in affanno. La loro immagine internazionale è compromessa dalla sequenza di menzogne, incoerenze, manipolazioni delle indagini e delle informazioni che hanno condotto negli ultimi due anni.

Il lato intollerante e cinico delle istituzioni si scontra quotidianamente con le parti attive e in resistenza della società civile. Messico Invisibile raccoglie cronache, reportage e saggi sull’attualità del Messico, lega tra di loro fenomeni apparentemente dispersi, cercando spiegazioni regionali e globali alle mille sfaccettature del conflitto nazionale messicano.

Questi scritti dall’ombelico d’America e della luna raccontano anche storie di vita, come quella delle donne di casa Xochiquetzal, prima casa di riposo per ex prostitute, e di precariato, parlando delle condizioni dei professori di linguacultura italiana in Messico, così come di altre esperienze di italiani migranti e viaggiatori. Uno spazio speciale è dedicato alla decostruzione di alcune narrazioni tossiche: quella dei “cervelli in fuga” e quella del neoliberalismo, inteso come sistema di vita, pensiero ed egemonia economico-culturale. Nuovi studi sul culto popolare della Santa Muerte e sul tema dei legami tra l’amianto e il “filantrocapitalismo” in America Latina completano i pensieri del libro.

Le voci creano parentesi di senso e respiro su questa intricata realtà, centrata sul Messico ma in espansione idealmente fino all’Italia e oltre, con alcune interviste a intellettuali, esperti, attivisti e artisti come Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Alfredo López Casanova, del progetto Orme della Memoria per i desaparecidos, gli scrittori Alberto Prunetti, Pino Cacucci e Roberto Saviano, Xitlali Miranda, coordinatrice delle ricerche degli Altri Desaparecidos di Iguala, e il pittore partigiano Luciano Valentinotti.

Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #ARCI @ArciCapranicaVt #Viterbo

Evento arci capranica narcoguerra messico invisibile

 

 

Presentazione #MessicoInvisibile #NarcoGuerra #SantaMuerte @SpazioGrizzly a Fano – 2 luglio 2016

Evento Fano Grizzly CRONACHE DAL MESSICO.jpg

VENERDI’ 1 LUGLIO. – link evento facebook

ORE 19: Cronache dal Messico. Uno scrittore e tre libri per raccontare il messico ed i suoi conflitti.

Ne parliamo con Fabrizio Lorusso, giornalista e docente all’ Università IberoAmericana di Leon, Messico. Il suo Blog è https://lamericalatina.net/

A SEGUIRE CENA a sostegno della
Campagna INARRESTABILI, come se non ci fosse un demanio
E’ gradita la prenotazione al 327 1498616 o scrivendoci in privato.

Parliamo di Messico.
Lo faremo a partire da tre libri scritti da Fabrizio Lorusso.
Una trilogia sul Messico, scritta da chi da anni vive e lavora in Messico.

Narcoguerra (ediz Odoya)
Messico Invisibile (ediz. Arcoiris. In uscita per fine giugno).
La Santa Muerte (Stampa Alternativa)

Narcoguerra, culto della Santa Muerte, Desaparecidos, corruzione sistemica del governo e della polizia. Un paese dove ogni anno vengono uccise migliaia di persone in nome e per conto della lotta alla droga.
Un paese, allo stesso tempo, dove ci sono enormi lotte sociali e politiche, un paese dove continua l’esperienza dello zapatismo e di tante altre comunità in lotta per l’autogoverno e la democrazia reale.
Un paese dove i poteri dello stato, in combutta con narcotrafficanti e polizia torturano, uccidono e fanno letteralmente scomparire migliaia di persone ogni anno.

Parliamo del Messico. E proveremo a farlo parlando di tutti i suoi aspetti.

09 F.Lorusso - Messico Invisibile

 

 

Parliamo di #Messico #Oaxaca #Insegnanti #Repressione #Nochixtlán su radio Coop Padova

CNTE mon rev

Messico – Oaxaca y Nochixtlán – Insegnamento della repressione  trasmissione Latinoamericando di Gustavo Claros – Radio cooperativa Padova – 23-06-2016

Nello stato di Oxaca, in Messico, la polizia ha provocato diversi morti fra i docenti che si oppongono ad una riforma educativa paragonabile alla “Buona scuola” italiana. Ne parliamo con il giornalista Fabrizio Lorusso, che si trova nel paese centroamericano.

Categorie | LatinoAmericando   Scarica il podcast o ascolta il programma a questo LINK

Tipo di file: MP3 – Dimensione: 22,41MB – Durata: 55:56 m (56 kbps 44100 Hz)

 

Mattanza a Oaxaca, Riforma Educativa e Lotta degli Insegnanti: Intervista con Luis Hernández Navarro

CNTE-1[A 10 anni dal movimento dei professori e dall’esperienza di lotta della APPO, la Assemblea Popolare dei popoli di Oaxaca, lo stato di Oaxaca è di nuovo in fiamme e vive, insieme a vari altri stati, l’escalation della battaglia contro la riforma educativa del governo di Enrique Peña Nieto, che in realtà è una riforma amministrativa e del lavoro che decapita diritti, sindacati e libertà nella professione docente. Domenica 19 giugno undici persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco, probabilmente sparati dalla polizia federale, intervenuta nella comunità di Nochixtlán per sgomberare una strada e un accampamento costruito dai docenti della CNTE (Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación, Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Educazione), cioè la corrente più combattiva del sindacato nazionale dei lavoratori dell’istruzione, il SNTE. Il primo incontro tra la CNTE e il governo ha stabilito un’agenda di lavori per la settimana prossima, ma nel frattempo gli insegnanti hanno deciso di non sospendere le azioni di protesta in tutto il Paese. Fabrizio Lorusso da Carmilla] –  Versione in spagnolo su desinformémonos link

Parliamo dei dettagli del conflitto, delle prospettive future e del quadro politico e storico in questa intervista con Luis Hernández Navarro, direttore della Sezione Opinioni del quotidiano messicano La Jornada e autore del libro Zero in condotta. Cronache della resistenza degli insegnanti, Messico, Fundación Rosa Luxemburg, Brigadas para leer en libertad (download gratuito link). Continua a leggere

Mantras del Perfecto y Maldito Economista @Desinformémonos

george-bush-harvard-mba[Columna aparecida en Desinformémonos – 9 de junio de 2016] El economista bien educado nunca contesta “sí” o “no”, sino “depende”. No importa cuál haya sido la pregunta. Decir que todo depende salva su vida y su carrera. Le da incluso un aura de respetabilidad si la mueca facial que acompaña su no-respuesta es convincente, firme. Este hábito inveterado de contestar siempre “depende” no es un mito, sino una enseñanza universitaria, uno de aquellos tips que el profesor de microeconomía da a sus alumnos terminando el semestre.

El economista con Denominación de Origen Controlado se jacta de ser portador de la Fuerza. Es decir, se interpreta a sí mismo como el conocedor de una ciencia poderosa y perfecta, de un arte sublime y de una apreciada profesión. Sin embargo, según el dicho, “quien mucho abarca poco aprieta”, y no ha habido en la historia nadie, salvo quizás Leonardo da Vinci y pocos barbudos revolucionarios más, que haya sido un excelente científico, un refinado artista y, a la vez, un profesional impecable de éxito, hasta en los negocios.

Además, no importa verdaderamente si, en su pasado, el profesional-artista-ecónomo se ha equivocado, si sus operaciones llevaron a quiebras y despidos, o incluso si a nivel sistémico la economía real está fregada. Lo que cuenta es la aplicación de un corpus teórico incomprensible y certificado ISO, la “sabiduría o mantra convencional”, que contiene las fórmulas mágicas del éxito para todo problema. Estos secretos son revelados a los brujos 2.0 quienes pudieron salir indemnes de un MBA (Master in Business Administration) en una universidad de la Ivy Leaguecomo Harvard, Yale, Chicago o Stanford o de un posgrado en laLondon School of Economics.

La economía y la gerencia, entendidas como disciplinas y teorías, son ciencias sociales, humanas, y no exactas. Pero pretenden ser como las ciencias naturales y se proponen como totalizantes. En fin, pese a que en las últimas décadas los manuales de materias económicas y administrativas se han llenado de inconfesables demonstraciones matemáticas e inefables estadísticas, el “profesional” de la economía no es un químico o un biólogo. Vive de probabilidades ficticias, curvas gaussianas e inferencias surrealistas que pretenden explicar el mundo, pues asimilan el mundo físico, los objetos, a lo que viene siendo su simple valor de intercambio o cash. La naturaleza se asimila a la mercancía. Bien lo ha relatado el ensayista Nassim Taleb en su obra “El cisne negro: el impacto de lo altamente improbable” en la que desmonta los credos de los economistas que, por su lado, los elevaron al rango de verdades y con ello piensan poder manejar países y economías, mercados y empresas (que finalmente terminan siendo lo mismo, es decir, blancos de experimentos sociales administrables del mismo modo).

El buen economista ve a “hombres económicos” (el famosohomo oeconomicus latín) que están al acecho en todos lados. Cree que su vecino es racional o que, al menos, actúe la mayoría de las veces según parámetros racionales. Supone que él y los demás pobladores de su condominio hacen las mejores elecciones en términos de optimización Pareto-eficiente. Entiende que su primo es un egoísta, como toda la humanidad, y que su novia maximiza utilidades, más que nada. Él mismo lo hace con ella porque así incrementa el beneficio global. Sus colegas viven atrapados en el dilema del prisionero.

Además, está seguro de que si el 1% de la humanidad, que detiene casi toda la riqueza del mundo, se enriquece más y prospera libremente, todos se beneficiarán y la Tierra será un mejor lugar. Por goteo de la riqueza hacia abajo, por un derrame automático y dadivoso, y porque así dicen los feligreses neoclásicos de Milton Friedman, el 99% de la población va a vivir bien, en paz y desarrollo. En otras palabras: la pobreza desaparecerá por sí sola, nada más hay que tener paciencia. Mientras tanto, trabajen y muéranse de hambre.

En este inframundo de competencia entre humanos-económicos, no hay lugar para los débiles. El mercado es amo de casa y de llaves, barre todo aquello que no lo sabe secundar. La persona de carne y hueso desaparece y queda su holograma economicista dedicado al consumo y al goce ilimitado. La Modernidad, dice el teólogo de la liberación y luchador social Leonardo Boff, ve a la naturaleza como algo que se debe dominar, vencer, explotar y conquistar. El proyecto “moderno”, engendrado desde Occidente y extendido al mundo gracias a la llamada “anglobalización” y la expansión del sistema capitalista en todos los rincones del planeta, se olvidó, hace tiempo, quizás desde el principio, del “cuidado de la casa común”, o sea de la Tierra. La humanidad ésta, finalmente, encaminada hacia un punto de no retorno, por ejemplo en el tema del calentamiento global y el uso de los recursos naturales (finitos) según planes de despojo (infinitos).

Además de la palabra “depende”, otra muleta, apta para las charlas en economía, es “ceteris paribus”. Algunos economistas creen que la expresión es prestada del inglés, el idioma universal, y la pronuncian como si así fuera (y suena muy mal). Pero no, viene del latín y significa “a paridad de condiciones”. Para los no familiarizados con ella, quiere decir básicamente que si todos los factores considerados en un razonamiento económico son fijos y estables, podemos determinar que algo va a pasar. Si nada cambia de nuestros supuestos y de las condiciones antes mencionadas, entonces sí nuestra previsión se realiza. Funciona en la teoría, en las aulas, pero una vez que se aplica a la realidad, esta forma mentis es engañosa y funesta.

“Si María piensa como yo, optimiza a cabalidad, y si la tasa general de empleo sigue estable, la inflación anual es constante, el banco la trata igual como siempre, los intereses de su crédito suben según dicte el mercado y ella continúa desempleada,ceteris paribus (si NADA cambia en su vida), entonces tendrá que emigrar o darse al hampa”. Parodiando un poco, la substancia es ésta. Previsiones basadas en modelos teóricos, o en supuesto algo ingenuos, si no es que pedantes.

En 2010, salió en Italia el libro “Maledetti Economisti”, Malditos Economistas (Las idioteces de una ciencia inexistente), de Sergio Ricossa. Es un texto irónico y documentado sobre frustaciones y exceso de la economía. Me valgo de un extracto del texto: “La historia de los economistas es una tragicomedia. Habrían querido indagar sobre la dimensión económica de la vida, explicarnos el porqué de la prosperidad y de la depresión, hacernos entender algo de los fenómenos con los que cada día nos topamos. Pero sus teorías, contradictorias, divergentes, hacen complicado lo que es simple e indescifrable lo que es complejo”.

El economista tiende a confundir las dos acepciones de “especulación”. La especulación filosófica trae un aumento del bienestar intelectual común, al ser pública, de bajo costo y orientada al desarrollo de las ideas de todos. Se especula mucho en la universidad, por ejemplo. Y “universidad” nace de “universal”, pues justamente la institución debe tener una vocación hacia la maximización general del conocimiento como bien común. Sin embargo, en muchos casos es tachada de inútil e improductiva por grupos de fe tecnocrática.

Son los mismos que, como lo hizo recientemente en una conferencia el rector del ITAM, Arturo Fernández, afirman que Morena es un “riesgo para México” y “la reacción y resistencia de la Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) ha sido como la que se espera de un animal herido de muerte, que lanza gruñidos y zarpazos a diestra y siniestra; se trata de una organización política que agrupa a un gremio radical formado en una ideología guerrillera, rémora de lo peor de nuestro pasado político”. Y así es que, frente a un pelotón de empresarios reunidos en Expo Bancomer (Santa Fe, CDMX, ex DF), el economista recibe aplausos fáciles, automáticos, descalificando a uno de los pocos grupos organizados que se oponen valiosamente a la homologación neoliberal fundamentalista, aplicada a la educación con reformas laborales disfrazadas de “educativas”.

La palabra “especulación”, por el lado menos filosófico y más material, ilumina la mente economista cada vez que se asocia al adjetivo “financiera”. La especulación financiera salvaje, desligada del sentido común y de la economía real, trae uno que otro beneficio, ceteris paribus y si todo sale bien, al menos para unos cuantos. No importa si se tumban a países enteros, haciendo quemar los ahorros para el retiro de millones de ciudadanos. Los que son capaces de mover masas virtuales de dinerales con tecladitos y touch screens, generan enormes agravios al conjunto social y al sector público que tanto odian y que, sin embargo, invocan para salvarse de la quiebra.

En Estados Unidos se ha criticado, sin surtir aún muchos efectos, el “managerialismo”, o sea una ideología o degeneración de la buena gerencia, de la “vieja administración”. Con base en esta ideología managerialista, los negocios se vuelven el dominio exclusivo de una casta amoral, más allá del bien y del mal, formada por técnicos y expertos legitimados a “dirigir”. Esto, en suma, significa ganar más dinero en menos tiempo, sin pensar en los efectos de su actividad. Las denuncias contra la insana deriva del modelo estadounidense de enseñanza y operación de la economía y los negocios, antes y después de la crisis de 2007-2009, no han servido. El mantra de los economistas, más bien, se ha esparcido globalmente como semilla del ilusorio mantra del ganar-ganar. Autor @FabrizioLorusso

Las Huellas de la Memoria #Mexico #Zapatos #Desaparecidos #Cultura @LaJornada @JornadaSemanal @

alfredo lopez

[De Fabrizio Lorusso – La Jornada Semanal  del 6 de junio de 2016] 09Huellas de la memoria es un proyecto que trasciende las barreras del arte para hacerse portador de paz y dignidad. El pasado 9 de mayo, su iniciador, el activista y escultor Alfonso López Casanova, inauguró la primera exposición en el Museo de la Memoria Indómita de Ciudad de México (calle Regina 66), en donde se puede visitar hasta finales de junio. Desde hace más de dos años, Alfonso recibe los zapatos de los familiares de los desaparecidos de todo el país, e incluso de Latinoamérica, y graba en relieve sus datos, la fecha y el lugar de la desaparición sobre las suelas. También pone los mensajes y recuerdos de los familiares, casi siempre relacionados con los temas de la búsqueda y el encuentro, y después imprime la huella y el texto del zapato sobre papel. Le llegan casos de desaparición que van desde la década de los años setenta del siglo pasado hasta la fecha. Las Huellas de la memoria se pintan de verde-esperanza y los zapatos, desgastados e incansables, narran las vivencias y las identidades de quien sigue buscando. Esta “exposición virtual permanente” está en la página Facebook (https://goo.gl/gYSogS). Allí se puede seguir el camino de este proyecto, concebido como itinerante y colectivo. Continua a leggere