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Santa Muerte Virale

[Di Fabrizio Lorusso. Questo articolo è uscito sul quotidiano Il Manifesto (cartaceo) del 21 agosto 2017 e su Carmilla oggi. Le foto sono di F. L. e sono state scattate a Tultitlán, nell’hinterland della capitale messicana, presso il santuario di Enriqueta Vargas, madre del defunto Comandante Pantera o Jonathan Legaria Vargas, alias Padrino Endoque. Solo fa eccezione la foto della custode del culto nel quartiere di Tepito, Enriqueta Romero]

Negli ultimi cinque anni José Ramírez ha fatto il fattorino, il cameriere e il venditore porta a porta. Ha anche lavorato come muratore indocumentado a Los Angeles. Di ritorno in Messico ha provato a cercare lavoro ovunque, ma le porte restavano chiuse. Il Guanajuato, suo stato natale, è quello a maggior tasso d’emigrazione del Paese. José mi racconta la sua storia in un parcheggio del centro storico di León, capitale economica della regione, a 400 km da Città del Messico. Al collo porta un amuleto che raffigura la morte con un saio indosso, la falce in una mano e il mondo nell’altra.  Continua a leggere

Tepito: barrio bravo nel cuore indomito del Messico

di Fabrizio Lorusso

ragazza-di-tepito-e-murale-di-suo-zio-defunto-el-power[Questo articolo è uscito sul numero 27 (luglio 2016) della rivista Il reportage e su CarmillaOnLine – Foto di Fabrizio Lorusso] La sala riunioni del Centro Studi sul quartiere di Tepito, nel cuore antico e dimenticato di Città del Messico, è un vero museo della memoria di una delle zone più famigerate dell’America Latina. Stigmatizzato dai mass media come covo di delinquenti, evitato da messicani e stranieri per la sua presunta pericolosità e considerato il tempio della merce di contrabbando, chiamata fayuca, Tepito è in realtà un’enclave di resistenza e creatività culturale senza pari. E’ formato da 56 isolati e cinquantamila abitanti, i tepiteños, distribuiti su un’area urbana dal tracciato trapezoidale e formalmente è parte del centro storico, dato che si trova solo a una decina d’isolati dalla cattedrale e dal zocalo, l’immensa piazza che è tappa obbligata del turismo tradizionale. Continua a leggere

Su Altre Voci: recensione di #SantaMuerte Patrona dell’Umanità

3d648-santamuerte[Ogni tanto pesco in rete una recensione in sospeso liberamente nel web di Santa Muerte Patrona dell’Umanità, libro che nel 2016 è stato ristampato ed editato in versione eBook. Questa è di Michele Castelvecchi per Altre Voci (non conosco la data) – F. L. – Leggi sotto o scarica dal Link recensione-santa-muerte-altre-voci]

“Non si può raccontare il Messico, si può solo credere nel Messico. Con amore e con rabbia ma soprattutto con totale abbandono”. (Carlos Fuentes)

Un’immensa varietà di razze, culture, lingue legate da un filo comune: la Mexicanidad, una sorta di “filosofia del vivere”, poggiata su radici molto antiche e profonde e su un grande attaccamento alla propria memoria. Tutte cose di cui forse altrove si è un po’ persa traccia e di cui si sente la mancanza e che qui invece sono il quotidiano.

A un primo impatto, per chi viene da fuori, per lo straniero, può sembrare tutto magico o surreale. Ma è solo una impressione superficiale, tanto che secondo la convinzione di alcuni intellettuali locali, se Kafka fosse vissuto a Città del Messico, avrebbe fatto il cronista di un giornale locale…. Continua a leggere

#Barrio de #Tepito #CDMX: #Historia #Resistencia y#Dignidad @JornadaSemanal @JornadaOnLine

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[Fabrizio Lorusso – Jornada Semanal del 24-25 de diciembre de 2016] La sala de juntas del Centro Estudios Tepiteños, en el corazón olvidado de Ciudad de México, es un museo de la memoria de una de las zonas más afamadas, e incluso temidas de América Latina. Fotos, trofeos, recortes de periódicos, artefactos barriales y pósteres llamativos decoran sus paredes. “En Tepito todo se vende menos la dignidad.” “Es un orgullo ser mexicano, pero es un don de Dios ser de Tepito”, se lee. Estigmatizado por los medios como madriguera de delincuentes, evitado por mexicanos y extranjeros por su presunta peligrosidad y considerado como el reino de la fayuca, Tepito es un enclave de resistencia, identidad y creatividad. El Centro se dedica a preservar y difundir las tradiciones y las labores de hombres y mujeres comerciantes, artesanos, taqueros, relojeros, inventores, vividores, boxeadores y bailarines que hicieron y hacen cada día la historia de este “otro centro” de la capital. Su frontera principal es el Eje 1 Norte, caótica arteria vial que une el poniente y el oriente de la urbe y en donde está vigente el sistema de circulación de triple sentido: coches de oeste a este; transporte público en el carril exclusivo opuesto; diablitos y motonetas tepiteñas en diagonal o en cualquiera de los anteriores.

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2 settimane in #Messico: #SantaMuerte Patrona dei Viaggiatori?

guida-messico[Riprendo dal blog del viaggiatore Roberto Buracchini un mio testo sulla Santa Muerte pubblicato nell’ottima guida express sul Messico (“Due settimane in Messico”) che ha coordinato insieme ad Alessandra Rusticali. Ne approfitto anche per segnalare la recente ristampa del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità e l’uscita dell’eBook (link) per Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri].

Intro di Roberto B.: Oggi voglio presentarvi la Santa Muerte di Fabrizio Lorusso, che ha contribuito con questo articolo alla stesura della guida dei Viaggiautori sul #Messico. Non aspettate troppo, fate come me, prendete un volo per Città del Messico, scendete alla metro di Tepito, dirigetevi verso Calle Alfareria e visitate l’altare della niña blanca. Intanto se siete curiosi date un’occhiata a cosa ha scritto Fabrizio come contributo alla guida.

Santa Muerte, Patrona dei Viaggiatori?
di Fabrizio Lorusso

In Messico la morte ha il privilegio d’essere santa, anzi santissima. Infatti, la Santa o Santissima Muerte, conosciuta anche comeFlaquita (Magrolina), Niña Blanca o Bonita (Bimba Bianca o Carina) o Huesuda (Ossuta), rappresenta il culto popolare non riconosciuto dalla Chiesa più importante e in rapida crescita dell’America Latina e, forse, del mondo intero. La sua presenza, prima clandestina e marginale, è diventata pubblica e capillare in numerosi centri urbani messicani.

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Parliamo di #NarcoCorridos #NarcoGuerra #MessicoInvisibile su @Radio24_news @NessunLuogo24 con @giampaz

narco_corridos

A partire dai libri Messico Invisibile (Arcoiris, 2016) e NarcoGuerra (Odoya, 2015) abbiamo parlato del genere musicale dei narco-corridos, vera e propria colonna sonora della narcoguerra messicana, e della narco-cultura in Messico con il giornalista Giampaolo Musumeci. “Musica in prima linea” è il titolo della puntata del Programma NESSUN LUOGO È LONTANO di RADIO24, Trasmissione del 15 agosto 2016 (Condotto da

Ascolta il podcast della puntata ferragostana qui: LINK

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Il quartiere di #Tepito a #CittàDelMessico su @ilreportage n. 27

IL REPORTAGE copertina-27Segnalo il Comunicato per l’uscita della rivista il Reportage n. 27-luglio su cui c’è un mio reportage (foto e testi) dal barrio bravo di Tepito, nel centro di Città del Messico. E ricordo anche che “a Tepito tutto si vende tranne la dignità”, come dicono gli abitanti di questo quartiere orgoglioso e storico della capitale messicana.

Gli scontri di piazza a Parigi per protestare contro la “loi du travail” sono il tema di copertina del numero 27 di Reportage. Le foto del portfolio sono di Lillo Rizzo (con un testo di Paola Vallatta). Il numero si apre, tuttavia, con un’intervista esclusiva alla popolare scrittrice statunitense Joyce Carol Oates a firma di Lorenza Pieri. Il primo reportage è di Valerio Magrelli, che ci racconta la metropolitana di New York (le foto sono di Alfredo Bini). Segue la descrizione di Tepito, uno dei quartieri più difficili e violenti di Città del Messico: foto e reportage sono di Fabrizio Lorusso, che a Città del Messico vive. Il reportage successivo di Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi parla di un caso esemplare a Tunisi, la conquista e l’autogestione di una fabbrica tessile da parte delle dipendenti. Adriano Marzi ci dice invece come cambia Addis Abeba. Il portfolio centrale è di Fabio Bucciarelli, che ha terminato il suo viaggio quinquennale con i migranti a Lesbos.

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Un’altra storia è quella raccontata da Angelo Mastrandrea, il quale ci fa sapere che a Basilea è possibile andare in Francia e in Germania con una semplice corsa in tram. Al di là del confine, gli svizzeri fanno la spesa settimanale a prezzi molto convenienti nei supermercati costruiti all’uopo a ridosso della frontiera. Il destino dei resti degli “schiavi” italiani di Hitler, coloro cioè che lavorarono nei campi di concentramento e nelle fabbriche tedesche dopo l’8 settembre, è il tema di un servizio di Pier Giorgio Danella da Francoforte. Ci spostiamo poi a Praga, dove la scrittrice “abbandonologa” Carmen Pellegrino va alla ricerca del fantasma di Kafka. Nel numero non manca l’Italia, presente con un’inchiesta sul lavoro nei macelli del Modenese di Giulia Bondi (le foto sono di Cristina Panicali) e con un’intervista – rimasta inedita dal ’97 – allo scrittore Daniele Del Giudice, firmata da Roberto Ferrucci. Chiudono, come di consueto, le recensioni librarie, il calendario dei Festival e la rubrica fissa di Magrelli. Il racconto finale è del poeta e scrittore torinese Luca Ragagnine d è intitolato “Dei miei 26 libri scritti da un altro”.

#México: la lucha de los maestros contra la reforma educativa de #EPN @CNTEMX @maestrosenresi1

México: Lucha de los maestros contra reforma educativa – Noticias Aliadas (Perú-Sudamérica) – EN INGLÉS: Link Teachers protest against education reform 
Fabrizio Lorusso 30/06/2016 – Fotos de Parika Benítez Envíe un comentario Imprima el texto de esta página

Masivas movilizaciones de trabajadores de la educación dejan al menos ocho muertos en choques con la Policía.

 

FullSizeRender (2)La madrugada del 19 de junio la sangre de manifestantes y maestros corrió por las calles de la comunidad indígena mixteca de Nochixtlán, en el sureño estado de Oaxaca. Ocho muertos por impacto de bala y un centenar de heridos fue el saldo de los enfrentamientos entre pobladores y docentes de la Coordinadora  Nacional de Trabajadores de la Educación (CNTE) y la Policía Federal (PF) a raíz de un fallido operativo de desalojo de un bloqueo vial.

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