Archivi tag: storia

El imperio del #management: #privatismo #americanización #neoliberalismo @RevistaMemoria

memoria2589de Fabrizio Lorusso [Revista Memoria, México, Número 258. Año 2016-2]

Ciertos conceptos regulan de una manera u otra nuestras vidas sin que nos demos cuenta. Cargados de ideología e historia, usos políticos e instrumentales, se van revelando en flashazos de lenta concienciación. “Privatismo” es uno de ellos. Viene del verbo privar; o sea, “excluir de algo”. Se relaciona con la esfera privada y una apropiación que culmina con el goce de la propiedad llamada, consecuentemente, “privada”. Es lo opuesto de lo común y público, del libre disfrute. Imágenes: el cerco, la valla, lo mío, las reservas. Enclosures, los primeros terrenos agrícolas en Inglaterra protegidos por alambres de púas y leyes sobre la propiedad. El liberalismo clásico del siglo XVIII. Lo inviolable que resultan un cajero o una vitrina versus lo violentado que es cualquier derecho humano en nuestra sociedad.  Continua a leggere

Tepito: barrio bravo nel cuore indomito del Messico

di Fabrizio Lorusso

ragazza-di-tepito-e-murale-di-suo-zio-defunto-el-power[Questo articolo è uscito sul numero 27 (luglio 2016) della rivista Il reportage e su CarmillaOnLine – Foto di Fabrizio Lorusso] La sala riunioni del Centro Studi sul quartiere di Tepito, nel cuore antico e dimenticato di Città del Messico, è un vero museo della memoria di una delle zone più famigerate dell’America Latina. Stigmatizzato dai mass media come covo di delinquenti, evitato da messicani e stranieri per la sua presunta pericolosità e considerato il tempio della merce di contrabbando, chiamata fayuca, Tepito è in realtà un’enclave di resistenza e creatività culturale senza pari. E’ formato da 56 isolati e cinquantamila abitanti, i tepiteños, distribuiti su un’area urbana dal tracciato trapezoidale e formalmente è parte del centro storico, dato che si trova solo a una decina d’isolati dalla cattedrale e dal zocalo, l’immensa piazza che è tappa obbligata del turismo tradizionale. Continua a leggere

L’America Latina: Immaginari e Storie dai Sud del Mondo

america-latina-disegno1[Questo post riassume la filosofia (o il “chi siamo”) del  blog L’America Latina: Immaginario, Narrazioni e Memoria dai Sud del Mondo]

L’America Latina è un blog collettivo, un diario che raccoglie scritture, memorie e visioni dagli innumerevoli Sud del mondo.

Nasce nel 2008 per iniziativa di Fabrizio Lorusso, all’epoca studente di dottorato in Studi Latinoamericani alla Università Nazionale Autonoma del Messico, docente di lingua-cultura italiana e giornalista freelance in Messico.

L’ispirazione per aprire un blog come L’America Latina proveniva da fonti diverse.

Intanto c’era una blogosfera molto vivace, cioè tante pagine web scritte in italiano e spagnolo dall’Italia o da qualche angolo del Latinoamerica che usavano queste piattaforme come forme d’espressione e, a volte, di controinformazione. Anche se i social network iniziavano a dominare la scena, questi blog raccontavano a fondo con testi, video e immagini le regioni, i viaggi, gli incontri, le frontiere spezzate, le culture esplorate, le questioni politiche e le curiosità che li legavano all’America Latina. A volte questi siti “italo-latino-americani” entravano in contatto tra loro, in rete, e funzionavano da cassa di risonanza per certe iniziative.

A Città del Messico, poi, c’era un collettivo di docenti di italiano all’estero, che si chiamava AlterIta, al cui interno si promuovevano logiche di condivisione dei saperi. “Saper fare un blog” per articolare e diffondere le nostre idee ed iniziative era essenziale. Fu il giornalista, docente, compagno e attivista Matteo Dean a insegnare agli integranti di AlterIta l’arte della gestione di un blog e di fare comunità.

Infine c’era l’esigenza di mantenere un contatto, un ponte, tra la realtà messicana e quella italiana, soprattutto in un contesto di espatrio e di relativa precarietà della vita e del lavoro, tra i territori d’immigrazione e quelli da cui ci si era allontanati. E ci voleva qualcosa di più duraturo, pensato e strutturato rispetto a una semplice pagina Facebook o a un Tweet di quando in quando.

Con il tempo il sito s’è trasformato in un archivio, un contenitore-diario e un megafono per voci e progetti e ha cominciato a ospitare contributi esterni. Dunque, dopo 9 anni di vita L’America Latina diventa nel 2017 un blog collettivo, pensato come un ponte tra le Americhe, l’Italia e i vari Sud del mondo.

I Sud sono punti cardinali e di fuga in senso geografico ma anche culturale e metaforico. L’alterità, la frontiera, la periferia, l’essere migrante, la lotta, la comunità, la storia degli esclusi e la politica in senso lato sono alcuni degli orizzonti che cerchiamo di catturare. Intendiamo l’America Latina non solo come luogo fisico ma come luogo di un immaginario comune, fonte inesauribile di narrazioni e discorsi.

L’idea è scrivere, fotografare, registrare, raccontare, archiviare, conoscere, sognare e descrivere visioni ed esperienze, cultura e memoria, lotte e politica, conflitti e società. Il blog è quindi una nicchia, un’oasi con la struttura di un diario sequenziale in cui s’alternano approfondimenti, produzioni e segnalazioni di diversa indole, tra immediatezza e riflessione, descrizione e analisi.

Costruiscono questo spazio un gruppo di redattori fissi, sparsi tra Americhe ed Europa, con l’aiuto di altri autori che li accompagnano di volta in volta. Il nocciolo duro è formato da Nino Buenaventura, Perez Gallo, Gimmi, Fabrizio Lorusso, Caterina Morbiato, Stefano Morrone, Simone Scaffidi e Raul Zecca.

L’America Latina non è una testata giornalistica e le opinioni espresse da ciascun autore sono da considerarsi personali. Non esiste una cadenza prefissata per la pubblicazione dei post, né una linea editoriale specifica, salvo quanto spiegato nelle righe precedenti e secondo le evoluzioni e composizioni della compagine redazionale.

Buona lettura e buona visione, hasta siempre.

Segui su Facebook

#Foto Galleria del #Barrio #LaMerced a Città del #Messico #CDMX

Fotogalleria di Stefano Morrone del quartiere o barrio (che è molto di più di una semplice zona cittadina!) di Città del Messico “La Merced” (o “la meche”). Il reportage associato di Gimmi è uscito su CarmillaOnLine LINK. Clicca su una foto per ingrandire e passare allo slide-show.

#Barrio de #Tepito #CDMX: #Historia #Resistencia y#Dignidad @JornadaSemanal @JornadaOnLine

tepito-jornada-semanal-2

[Fabrizio Lorusso – Jornada Semanal del 24-25 de diciembre de 2016] La sala de juntas del Centro Estudios Tepiteños, en el corazón olvidado de Ciudad de México, es un museo de la memoria de una de las zonas más afamadas, e incluso temidas de América Latina. Fotos, trofeos, recortes de periódicos, artefactos barriales y pósteres llamativos decoran sus paredes. “En Tepito todo se vende menos la dignidad.” “Es un orgullo ser mexicano, pero es un don de Dios ser de Tepito”, se lee. Estigmatizado por los medios como madriguera de delincuentes, evitado por mexicanos y extranjeros por su presunta peligrosidad y considerado como el reino de la fayuca, Tepito es un enclave de resistencia, identidad y creatividad. El Centro se dedica a preservar y difundir las tradiciones y las labores de hombres y mujeres comerciantes, artesanos, taqueros, relojeros, inventores, vividores, boxeadores y bailarines que hicieron y hacen cada día la historia de este “otro centro” de la capital. Su frontera principal es el Eje 1 Norte, caótica arteria vial que une el poniente y el oriente de la urbe y en donde está vigente el sistema de circulación de triple sentido: coches de oeste a este; transporte público en el carril exclusivo opuesto; diablitos y motonetas tepiteñas en diagonal o en cualquiera de los anteriores.

Continua a leggere

¡Hasta siempre, siglo xx! – Parte 2 #DiarioCubano #Cuba #FidelCastro

Seconda puntata del diario in presa diretta di Perez Gallo, Gimmi e Nino Buenaventura da Cuba, seguendo il cammino delle spoglie di Fidel Castro. Leggi qui la prima parte del diario-reportage da Cuba: LINK   E poi continua…

img_1979-small

Lunedì 29 novembre.

Prima premessa: sospiro di sollievo, Putin non c`era (ma altri personaggi imbarazzanti non sono di certo mancati).

Seconda premessa: internet in questo paese è un fenomeno sociale assai particolare: funziona cinque minuti sì, dieci no e venti forse, in piccole isole della città dove la gente si raggruppa e, tutti insieme ma ognuno per conto proprio, litiga con la tecnologia e gode i suoi momenti di alienazione capitalista quotidiana. A vederla in maniera storicista si potrebbero fare tre valutazioni: sembra una versione individualista della televisione italiana negli anni ’50; sembra che ancora si debba percorre un abisso tra gli spot di connessione internet e i pokestop di pokemon go; fare questo diario di viaggio è un gran casino.

Continua a leggere

#Colombia sin #Paz – #Columna @Desinformemonos

colombia

De Fabrizio Lorusso – Foto: Oleg Yasinsky –  Desinformémonos

Tras 4 años de negociaciones y 52 de conflicto armado en Colombia, después de 260mil muertos y millones de desplazados, el acuerdo de paz firmado por el representante del estado colombiano, el presidente Juan Manuel Santos, y la guerrilla de las FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) a finales de septiembre no ha sido ratificado y aprobado por la mayoría de los ciudadanos que el domingo pasado expresaron sus preferencias en un referéndum convocado ad hoc. A las urnas acudió sólo el 37% de los empadronados (13 millones sobre 35), quienes decidieron que hay que desechar el acuerdo. De hecho, el No ha ganado con el 50.2% de los votos, lo que significa, en otras palabras, que el Sí ha perdido por unos 55mil votos, una diferencia muy pequeña que ha generado sorpresa en la comunidad internacional y en una parte de la sociedad colombiana, deseosa de cerrar un capítulo doloroso y empezar la reconstrucción de un camino común. Medios internacionales como The Guardian han hablado de “una Brexit” a la colombiana, o sea de un resultado inesperado, abrupto y, de alguna manera, dramático y desolador. Además, el presidente Santos optó por esta vía para dar más legitimación a los acuerdos, aunque no estaba obligado a ello y, finalmente, no se logró una suficiente movilización de fuerzas sociales y ciudadanos a favor del Sí. La campaña por la paz funcionó quizás más en el exterior que en territorio colombiano.  Continua a leggere

Parliamo di #NarcoCorridos #NarcoGuerra #MessicoInvisibile su @Radio24_news @NessunLuogo24 con @giampaz

narco_corridos

A partire dai libri Messico Invisibile (Arcoiris, 2016) e NarcoGuerra (Odoya, 2015) abbiamo parlato del genere musicale dei narco-corridos, vera e propria colonna sonora della narcoguerra messicana, e della narco-cultura in Messico con il giornalista Giampaolo Musumeci. “Musica in prima linea” è il titolo della puntata del Programma NESSUN LUOGO È LONTANO di RADIO24, Trasmissione del 15 agosto 2016 (Condotto da

Ascolta il podcast della puntata ferragostana qui: LINK

movimiento alterado