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#Foto Galleria del #Barrio #LaMerced a Città del #Messico #CDMX

Fotogalleria di Stefano Morrone del quartiere o barrio (che è molto di più di una semplice zona cittadina!) di Città del Messico “La Merced” (o “la meche”). Il reportage associato di Gimmi è uscito su CarmillaOnLine LINK. Clicca su una foto per ingrandire e passare allo slide-show.

#Barrio de #Tepito #CDMX: #Historia #Resistencia y#Dignidad @JornadaSemanal @JornadaOnLine

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[Fabrizio Lorusso – Jornada Semanal del 24-25 de diciembre de 2016] La sala de juntas del Centro Estudios Tepiteños, en el corazón olvidado de Ciudad de México, es un museo de la memoria de una de las zonas más afamadas, e incluso temidas de América Latina. Fotos, trofeos, recortes de periódicos, artefactos barriales y pósteres llamativos decoran sus paredes. “En Tepito todo se vende menos la dignidad.” “Es un orgullo ser mexicano, pero es un don de Dios ser de Tepito”, se lee. Estigmatizado por los medios como madriguera de delincuentes, evitado por mexicanos y extranjeros por su presunta peligrosidad y considerado como el reino de la fayuca, Tepito es un enclave de resistencia, identidad y creatividad. El Centro se dedica a preservar y difundir las tradiciones y las labores de hombres y mujeres comerciantes, artesanos, taqueros, relojeros, inventores, vividores, boxeadores y bailarines que hicieron y hacen cada día la historia de este “otro centro” de la capital. Su frontera principal es el Eje 1 Norte, caótica arteria vial que une el poniente y el oriente de la urbe y en donde está vigente el sistema de circulación de triple sentido: coches de oeste a este; transporte público en el carril exclusivo opuesto; diablitos y motonetas tepiteñas en diagonal o en cualquiera de los anteriores.

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¡Hasta siempre, siglo xx! – Parte 2 #DiarioCubano #Cuba #FidelCastro

Seconda puntata del diario in presa diretta di Perez Gallo, Gimmi e Nino Buenaventura da Cuba, seguendo il cammino delle spoglie di Fidel Castro. Leggi qui la prima parte del diario-reportage da Cuba: LINK   E poi continua…

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Lunedì 29 novembre.

Prima premessa: sospiro di sollievo, Putin non c`era (ma altri personaggi imbarazzanti non sono di certo mancati).

Seconda premessa: internet in questo paese è un fenomeno sociale assai particolare: funziona cinque minuti sì, dieci no e venti forse, in piccole isole della città dove la gente si raggruppa e, tutti insieme ma ognuno per conto proprio, litiga con la tecnologia e gode i suoi momenti di alienazione capitalista quotidiana. A vederla in maniera storicista si potrebbero fare tre valutazioni: sembra una versione individualista della televisione italiana negli anni ’50; sembra che ancora si debba percorre un abisso tra gli spot di connessione internet e i pokestop di pokemon go; fare questo diario di viaggio è un gran casino.

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#Colombia sin #Paz – #Columna @Desinformemonos

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De Fabrizio Lorusso – Foto: Oleg Yasinsky –  Desinformémonos

Tras 4 años de negociaciones y 52 de conflicto armado en Colombia, después de 260mil muertos y millones de desplazados, el acuerdo de paz firmado por el representante del estado colombiano, el presidente Juan Manuel Santos, y la guerrilla de las FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) a finales de septiembre no ha sido ratificado y aprobado por la mayoría de los ciudadanos que el domingo pasado expresaron sus preferencias en un referéndum convocado ad hoc. A las urnas acudió sólo el 37% de los empadronados (13 millones sobre 35), quienes decidieron que hay que desechar el acuerdo. De hecho, el No ha ganado con el 50.2% de los votos, lo que significa, en otras palabras, que el Sí ha perdido por unos 55mil votos, una diferencia muy pequeña que ha generado sorpresa en la comunidad internacional y en una parte de la sociedad colombiana, deseosa de cerrar un capítulo doloroso y empezar la reconstrucción de un camino común. Medios internacionales como The Guardian han hablado de “una Brexit” a la colombiana, o sea de un resultado inesperado, abrupto y, de alguna manera, dramático y desolador. Además, el presidente Santos optó por esta vía para dar más legitimación a los acuerdos, aunque no estaba obligado a ello y, finalmente, no se logró una suficiente movilización de fuerzas sociales y ciudadanos a favor del Sí. La campaña por la paz funcionó quizás más en el exterior que en territorio colombiano.  Continua a leggere

Parliamo di #NarcoCorridos #NarcoGuerra #MessicoInvisibile su @Radio24_news @NessunLuogo24 con @giampaz

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A partire dai libri Messico Invisibile (Arcoiris, 2016) e NarcoGuerra (Odoya, 2015) abbiamo parlato del genere musicale dei narco-corridos, vera e propria colonna sonora della narcoguerra messicana, e della narco-cultura in Messico con il giornalista Giampaolo Musumeci. “Musica in prima linea” è il titolo della puntata del Programma NESSUN LUOGO È LONTANO di RADIO24, Trasmissione del 15 agosto 2016 (Condotto da

Ascolta il podcast della puntata ferragostana qui: LINK

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Il quartiere di #Tepito a #CittàDelMessico su @ilreportage n. 27

IL REPORTAGE copertina-27Segnalo il Comunicato per l’uscita della rivista il Reportage n. 27-luglio su cui c’è un mio reportage (foto e testi) dal barrio bravo di Tepito, nel centro di Città del Messico. E ricordo anche che “a Tepito tutto si vende tranne la dignità”, come dicono gli abitanti di questo quartiere orgoglioso e storico della capitale messicana.

Gli scontri di piazza a Parigi per protestare contro la “loi du travail” sono il tema di copertina del numero 27 di Reportage. Le foto del portfolio sono di Lillo Rizzo (con un testo di Paola Vallatta). Il numero si apre, tuttavia, con un’intervista esclusiva alla popolare scrittrice statunitense Joyce Carol Oates a firma di Lorenza Pieri. Il primo reportage è di Valerio Magrelli, che ci racconta la metropolitana di New York (le foto sono di Alfredo Bini). Segue la descrizione di Tepito, uno dei quartieri più difficili e violenti di Città del Messico: foto e reportage sono di Fabrizio Lorusso, che a Città del Messico vive. Il reportage successivo di Costanza Spocci e Giulia Bertoluzzi parla di un caso esemplare a Tunisi, la conquista e l’autogestione di una fabbrica tessile da parte delle dipendenti. Adriano Marzi ci dice invece come cambia Addis Abeba. Il portfolio centrale è di Fabio Bucciarelli, che ha terminato il suo viaggio quinquennale con i migranti a Lesbos.

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Un’altra storia è quella raccontata da Angelo Mastrandrea, il quale ci fa sapere che a Basilea è possibile andare in Francia e in Germania con una semplice corsa in tram. Al di là del confine, gli svizzeri fanno la spesa settimanale a prezzi molto convenienti nei supermercati costruiti all’uopo a ridosso della frontiera. Il destino dei resti degli “schiavi” italiani di Hitler, coloro cioè che lavorarono nei campi di concentramento e nelle fabbriche tedesche dopo l’8 settembre, è il tema di un servizio di Pier Giorgio Danella da Francoforte. Ci spostiamo poi a Praga, dove la scrittrice “abbandonologa” Carmen Pellegrino va alla ricerca del fantasma di Kafka. Nel numero non manca l’Italia, presente con un’inchiesta sul lavoro nei macelli del Modenese di Giulia Bondi (le foto sono di Cristina Panicali) e con un’intervista – rimasta inedita dal ’97 – allo scrittore Daniele Del Giudice, firmata da Roberto Ferrucci. Chiudono, come di consueto, le recensioni librarie, il calendario dei Festival e la rubrica fissa di Magrelli. Il racconto finale è del poeta e scrittore torinese Luca Ragagnine d è intitolato “Dei miei 26 libri scritti da un altro”.

Esce il libro Messico Invisibile. Voci e Pensieri dall’Ombelico della Luna @Ed_Arcoiris

09 F.Lorusso - Messico InvisibileFabrizio Lorusso, Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, Ed. Arcoiris, Salerno, collana l’acuto, pp. 356, 2016, € 15.

In nahuatl, la lingua parlata dagli antichi messicani, la parola Messico significa “nell’ombelico della luna”. Oggi il Paese è l’ombelico dei traffici delle principali sostanze stupefacenti consumate negli Stati Uniti e in Europa: marijuana, cocaina, eroina, metanfetamine. Negli ultimi dieci anni la militarizzazione della cosiddetta “guerra alle droghe” ha causato oltre 150mila morti e 30mila desaparecidos e la crisi dei diritti umani nel Paese è terrificante. Territori e comunità vivono gli effetti distruttivi della violenza sul tessuto sociale e familiare. I giornalisti e gli attivisti sono minacciati e costretti a tacere, anche con la morte o la sparizione forzata, e le colline intorno a tante città e villaggi sono disseminate di fosse clandestine e resti umani.

Il caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, sequestrati da poliziotti e narcotrafficanti a Iguala la notte del 26 settembre 2014, ha fatto breccia nell’opinione pubblica internazionale, ma resta irrisolto e i ragazzi sono ancora desaparecidos. La lotta per fare memoria e trovare verità e giustizia rimane aperta. La procura e il governo di Enrique Peña Nieto sono in affanno. La loro immagine internazionale è compromessa dalla sequenza di menzogne, incoerenze, manipolazioni delle indagini e delle informazioni che hanno condotto negli ultimi due anni.

Il lato intollerante e cinico delle istituzioni si scontra quotidianamente con le parti attive e in resistenza della società civile. Messico Invisibile raccoglie cronache, reportage e saggi sull’attualità del Messico, lega tra di loro fenomeni apparentemente dispersi, cercando spiegazioni regionali e globali alle mille sfaccettature del conflitto nazionale messicano.

Questi scritti dall’ombelico d’America e della luna raccontano anche storie di vita, come quella delle donne di casa Xochiquetzal, prima casa di riposo per ex prostitute, e di precariato, parlando delle condizioni dei professori di linguacultura italiana in Messico, così come di altre esperienze di italiani migranti e viaggiatori. Uno spazio speciale è dedicato alla decostruzione di alcune narrazioni tossiche: quella dei “cervelli in fuga” e quella del neoliberalismo, inteso come sistema di vita, pensiero ed egemonia economico-culturale. Nuovi studi sul culto popolare della Santa Muerte e sul tema dei legami tra l’amianto e il “filantrocapitalismo” in America Latina completano i pensieri del libro.

Le voci creano parentesi di senso e respiro su questa intricata realtà, centrata sul Messico ma in espansione idealmente fino all’Italia e oltre, con alcune interviste a intellettuali, esperti, attivisti e artisti come Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Alfredo López Casanova, del progetto Orme della Memoria per i desaparecidos, gli scrittori Alberto Prunetti, Pino Cacucci e Roberto Saviano, Xitlali Miranda, coordinatrice delle ricerche degli Altri Desaparecidos di Iguala, e il pittore partigiano Luciano Valentinotti.

Articolo su #Neoliberalismo #Americanizzazione #Management #Potere sulla Rivista Il Ponte n. 5 Luglio 2016

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Segnalo l’uscita del numero 5, aprile 2016, della rivista Il Ponte (rivista di politica, economia e cultura fondata da Piero Calamandrei) cui ho contribuito con un articolo intitolato  L’impero del management: privatismo, americanizzazione e neoliberismo, versione breve di una riflessione contenuta nel libro Messico invisibile. Voci e pensieri dall’ombelico della luna, in uscita con Ed. ArcoIris di Salerno a fine giugno 2016.

Sommario de Il Ponte numero 5 2016

Giancarlo Scarpari, Sovranità limitata
Franco Livorsi, Religiosità e fondamentalismi
Mino Vianello, Genere e potere: la grande trasformazione
Rosamaria Alibrandi, «Canis canem non est». Conservatorismo a oltranza tra immunità e privilegi
Massimo Jasonni, Il filo rosso
Paolo Spedicato, Il labirinto Brasile: stella del sud o gigante d’argilla?
Vincenzo Accattatis, La politica estera di Obama a fine mandato
Fabrizio Lorusso, L’impero del management: privatismo, americanizzazione e neoliberismo
Apostolos Apostolou, Economia e antropologia
Paolo Bagnoli, «La Libertà»: azionismo e socialismo
Franco Battistrada, Ernesto De Martino e la prospettiva socialista
Mario Pezzella, Il duello sospeso. Su «La morte e la fanciulla» di Roman Polanski
Massimo Cappitti, La vedova allegra: fatuità e ipocrisia della società borghese secondo Stroheim
Antonio Tricomi, Appena fuori. Diario cinematografico (II)
Marco Gatto, L’omologazione al molteplice. Ancora su musica e società
Sergio D’amaro, Dalla città futura alla provincia primordiale. Appunti per una sopravvivenza
Gabriella Palli Baroni, I vestiti della memoria: Paola Masino
Salvatore Cingari, Gramsci a fumetti
Antonio Tricomi, L’intramontabile storia di Luigini e Contadini

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A poche ore dal golpe bianco in Brasile

Brasil

(Fabrizio Lorusso – Huffington Post) Tra poche ore dovrebbe consumarsi un altro atto del colpo di stato “a puntate” contro la presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff, eletta circa un anno e mezzo fa col voto diretto di oltre 54 milioni e mezzo di cittadini. Anche se tra marzo e aprile una parte sostanziale dei mass media internazionali hanno denunciato la forzatura in corso contro la giovane (appena trentenne) democrazia brasiliana, ora la tensione sembra in calo e la rassegnazione prende il sopravvento.

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Lista documentari #AmericaLatina #Mexico #FilmLatinoamericanisti

tlatelolcoPreso dalla smania di sbarazzarmi di vecchi DVD, ciarpami vari e fotocopie ho deciso di regalare a qualche videoteca comuntaria la mia discreta (e magari obsoleta e orgogliosa) collezione di video e documentari, raccolti negli ultimi 13 anni nei mercatini e nelle bancarelle, che trattano conflitti, lotte e vicende storiche messicane e latinoamericane.

Ne faccio qui una lista e segnalo i link video. Sì, mentre i DVD e VCD (chi si ricorda cosa sono?) invecchiavano, per fortuna molti documenti sono sbarcati su YouTube e li ritroverò lì. Altirmenti vorrei caricarli sul mio canale per mantenerne il ricordo! Il doveroso tag per i post che li raccoglieranno è “film latinoamericanisti”, che in precedenza racchiudeva tutti i post con i film sull’America Latina di mio aggrado. Partiamo (in ordine sparso). In primis il link ai video raccolti da volontari del Canal 6 de julio (documentari di controinformazione messicani): link

La vida loca – Christian Poveda (sobre maras en El Salvador)- link sub ita

Tlatelolco, las llaves de la masacre – Canal 6 de julio (México) – link

EL fraude según Fox – Canal 6 de julio (México) – link      E la lista continua… Continua a leggere

Le strategie delle destre in Brasile

di Fabrizio Lorusso – Da Carmilla

nao vai ter golpe (1)In Brasile da circa tre anni l’offensiva contro l’esecutivo di Dilma Rousseff, presidentessa eletta per un secondo mandato nel 2014 col 51% dei voti, e il governativo Partido dos Trabalhadores (PT) è alimentata da fattori congiunturali, come la caduta del PIL (-3,8% nel 2015) e delle esportazioni (14,1%), l’inflazione (10,6%) e la svalutazione della moneta nazionale, il Real (del 48,3%), ma anche da elementi strutturali e da una strategia basata su tre pilastri: il politico, il mediatico e il giudiziario. Tutti vengono a sovrapporsi e ad allacciarsi con la difficile situazione economica.

Golpe Soft?

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Alfonso Hernández habla en la #CasaBlanca de #Tepito #México #Barrio

En una entrevista de pocos minutos, dentro del Safari Tour del barrio de Tepito, en el centro de la Ciudad de México (Google Map), Alfonso Hernández, hojalatero social y director del Centro Estudios Tepiteños, nos habla de la historia de la Casa Blanca de Tepito, una vivienda muy notoria por haberse escrito allí el texto de LOS HIJOS DE SÁNCHEZ (1961) por parte del antropólogo Oscar Lewis. Tras el sismo de 1985 los proyectos de reconstrucción del estado mexicano, dirigidos por fondos y líneas del Banco Mundial y FMI, interesaron al barrio de Tepito y contribuyeron a destruir y fragmentar su tejido social tradicional, sus vecindades en las cuales antiguamente se comerciaba, se trabajaba, se jugaba, se vivía integralmente y la familia quedaba unida. Ahora, más bien, esa funciona la medio cumple el tianguis, aunque en formas diferentes. En esta charla se da la historia del origen del barrio “bravo” de Tepito, el lugar en donde empezó la esclavitud, pues aquí fue apresado el último tlatoani Cuauthémoc el 13 de agosto de 1521. En fin, el gobierno le apuesta a la impunidad y la descomposición en Tepito, para que allí se consolide un santuario de narco-impunidad y “se maten entre ellos”, pero la gente, los 50mil habitantes de la zona, resisten y siguen trabajando para mantener identidad, calidad de vida y honestas tradiciones. (Mapa-guía de barrio por la revista Chilango).

Casa Blanca de Tepito