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“A passo di tartaruga”. In equilibrio tra poesia e militanza.

Recensione a cura di Raúl Zecca Castel

A passo di tartaruga (Arcoiris, Salerno, 2016) è un libro che fin dal titolo evoca sensibilità e delicatezza; qualità che ne onorano indiscutibilmente le pagine e l’autrice. Loretta Emiri – latinoamericana per scelta – ci consegna un’autobiografia imbizzarrita, capace di coniugare impegno sociale e disincanto allo stesso tempo, scrivendo solo in parte di sé e della sua incredibile esistenza tra gli indigeni Yanomami del Brasile amazzonico, perché quel che emerge dalle pagine di questo volume, composto da venticinque racconti magistralmente scritti, in perfetta sospensione tra poesia e rigore etico, è piuttosto il racconto critico di un’intera società, la storia di quel mondo complesso cui inevitabilmente tutti noi apparteniamo.

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APPELLO VIA MAIL da SPEDIRE ALL’AMBASCIATA DEL PERU’ in ITALIA

Potete spedire questa mail a
embperu@ambasciataperu.it
(ricordatevi di firmare in fondo)

Signor Presidente,

ho appreso con grande sgomento della violenza che nel Perù settentrionale
ha provocato un grande numero di morti.

Come Lei ben sa, le comunità indigene dell’Amazzonia peruviana hanno
protestato in modo pacifico per mesi contro l’apertura delle loro terre alle
compagnie del petrolio e del gas, effettuata senza il loro consenso.

Secondo la legge peruviana e quella internazionale, gli Indiani amazzonici
hanno diritto alla proprietà collettiva delle terre tradizionali, e nei loro
territori non deve essere promosso nessun tipo di sviluppo senza il loro
consenso. Nonostante questo, il Suo governo ha agito negando apertamente
tali diritti.

La demonizzazione di un’organizzazione indiana tanto rispettata quale l’AIDESEP, il discredito dei suoi leader e gli appellativi di “barbari”, “ignoranti” e “selvaggi” che Lei ha usato contro gli Indiani, sono inaccettabili e non fanno altro che esacerbare una situazione già tanto tesa.

Le chiedo di sospendere immediatamente tutte le attività delle compagnie
petrolifere e del gas nell’Amazzonia fino a quando il governo non avrà
acconsentito a sedere a un tavolo di negoziazione con i rappresentanti
indigeni. Le chiedo inoltre di intraprendere un’inchiesta imparziale e
indipendente sui tragici fatti del 5 giugno.

Cordialmente,

 Firma

NOME E COGNOME

june05-03 por Fabrizio Lorusso bis.

MASSACRO NELL’AMAZZONIA PERUVIANA

 Diffuso dalla Associazione Amicizia e Solidarietà Italia Nicaragua

Foto shock Perù:

 http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157619607958839/

Giovedì 9 aprile 2009 i dirigenti di 1350 comunità amazzoniche dichiararono l’inizio di un blocco  indefinito in tutta l’Amazzonia peruviana, come forma di protesta contro la politica neoliberalista del governo e in particolare contro una serie di decreti legislativi emanati dal governo aprista di Alan Garcia Perez, volti a favorire l’investimento privato nella foresta amazzonica, in particolare quelli di imprese petrolifere e di biocombustibili.  Tali decreti legislativi attentano ai diritti riconosciuti ufficialmente ai popoli indigeni e si impongono sulla volontá di questi, senza minimamente consultarli.  Nel 2008 contro questi stessi decreti le popolazioni indigene dell’Amazzonia peruviana diedero vita a una protesta nazionale per  piú di un mese, bloccando le vie di accesso alla foresta amazzonica e i principali interessi economici della regione (pozzi e pompe petroliferi, gasdotti, centrali idroelettriche).  Tale protesta fu sospesa per l’im pegno  del governo di derogare i decreto.  Nonostante ció, i decreti non furono derogati e lo Stato continuó la sua politica di favorire l’ estrazione, concendendo diritti a multinazionali anche nelle terre titolate alle popolazioni indigene.  Cosí le differenti organizzazioni indigene dell’Amazzonia peruviana, riunite a livello nazionale nell’associazione AIDESEP (Asociación Iteretnica de Desarrollo de la Selva Peruana)  ricominciarono la loro protesta determinata e pacifica, con la stessa strategia: paralizzare le attivitá economiche delle imprese presenti nella regione, occupando punti strategici e bloccando le vie di comunicazione.  Il blocco è andato avanti in modo forte e compatto in quasi tutta l’Amazzonia peruviana, le differenti etnie hanno dimostrato una forte unione e solidarietá. Il governo ha reagito in varie occasioni con l’indifferenza, la repressione e la criminalizzazione, utilizzando da una parte i suoi apparati di morte (militari e polizia) e dall’altra  i suoi fedeli servi professionisti nel distorcere l’informazione e occultare la veritá (televisioni e giornali), tutto questo in difesa dei soliti interessi economici che si impongono in tutto il mondo sulla vita della gente. Cosí ogni possibilità di dialogo è stata vana e, dopo aver accusato il rappresentante di AIDESEP di sedizione e terrorismo, è scattata una sanguinaria repressione.  Il 5 giugno 2009, dopo due mesi di lotta e resistenza indigena, lo Stato decide il massacro: si bombardano i villaggi, si spara contro uomini, donne e bambini. La gente che si era dichiarata disposta a morire per difendere le sue terre, la sua cultura, la sua vita, resiste a testa alta. Il risultato dell’azione dello Stato è un bagno di sangue, solo il primo giorno si contano 30 vittime e oltre 100 feriti,  un numero che potrebbe essere molto maggiore se si considera che  i militari stanno bruciando i corpi delle vittime affinché non si possano contare i morti e che i mezzi di comunicazione  non hanno accesso alle zone di conflitto.  Le popolazioni indigene non cederanno all’offensiva assassina dello Stato.  La solidarietá e forte in tutta la regione  e si allarga ad altri settori della societá: contadini non indigeni, lavoratori delle cittá amazzoniche, organizzazioni locali, missionari.  

 Perché lottano i popoli indigeni?

I popoli indigeni  e i loro territori si appartengono reciprocamente, sono inseparabili. Per gli indigeni il territorio è l’embrione que diede inizio alla loro esistenza. La relazione dell’indigeno con il suo territorio è vitale, infatti questo gli fornisce alimentazione, casa e in quello gli si permette di riprodurre la sua cultura. Senza territorio non c’è vita.

Per  la  societá occidentale, la terra gli appartiene quando dispone di un titolo di proprietá , per gli indigeni il proprietario è “la madre della terra”. Gli andini la riconoscono come la Pachamama, gli Shuar come Nugkui, gli Ashanika come Kipatsi,  e cosí ogni popolo.

Per il mercato la terra acquisisce importanza monetaria ed è negoziabile, per gli indigeni ha importanza spirituale ed è sacra. Nella cosmovisione amazzonica non è esatto il termine “terra” ma quello di “territorio”,  con un concetto più ampio di intergrità come bene collettivo in iterdipendenza con la natura,

Molti popoli amazzonici hanno basato la loro alimentazione sulla raccolta e il nomadismo e non sull’accumulazione di ricchezze. La tendenza attuale a promuovere la monocoltivazione in aree estense genera una maggiore fragilità dei suoli, cosí come le attività estrattive di acque, petrolio e gas, con un catastrofico impatto ambientale.

Attualmente l’Amazzonia peruna ha 49 milioni di ettari di terra in concessione all’esplorazione e allo sfruttamaento di idrocarburi, corrispondenti al 72% di questo territorio. 

I decreti in questione

I decreti legislativi si impongono nell’ambito del Trattato di Libero Commercio firmato con gli Stati Uniti, trascurando le leggi internazionali che il Perú ha sottoscritto che stabiliscono il rispetto dei diritti indigeni e il loro diritto a essere interpellati per questioni che li riguardano, sanciti in particolare dall’Accordo 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro firmato nel 1989 (Nazioni Unite).

Decreto 994: promuove investimenti privati in progetti di irrigazione per l’ampliamento della frontiera agricola. Considera di proprietá dello Stato tutte le terre irrigate di uso agricolo. Nell’Amazzonia le terre lungo i fiumi servono da fonte di sussistenza per le comunità, mentre lo Stato le considera terre improduttive da sfruttare.

Decreto 1020: Promuove i prodotti agrari e la consolidazione della proprietá rurale per il credito. Stabilisce un marco normativo per ampliare l’accesso al credito agrario e incentivare la competizione e la modernizzazione. Favorisce la formazione di proprietà individuale, la parcellizazione e la disintegrazione della proprietá comunale.

Decreto 1064: Stabilisce un regime giuridico per lo sfruttamento di terre di uso agrario. Elimina il diritto che stabilisce come necessaria la negoziazione con la comunità, affinché si realizzino attivita minerarie o idrocarburifere in territorio comunale senza il consenso della comunità.

Decreto 1081: Crea un sistema nazionale di gestione delle risorse idriche e rappresenta un passo avanti verso la privatizzazione dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita dell’Amazzonia. Si impone contro i diritti ancestrali delle comunitá suil territorio e contro le convenzioni internazionali.

Decreto 1089: Cambia la normativa per la formalizzazione e la titolazione di terre rurali, favorendo la proprietà individuale rispetto a quella comunale, favorendo il loro inserimento nel mercato economico.

Decreto 1090: È forse il più grave fra tutti i decreti. Approva la Legge Forestale e della Fauna Silvestre. Pretende di modificare la legislazione forestale, privando della definizione di “patrimonio forestale” circa 45 milioni di ettari di terra, o sia il 60% delle terre dell’Amazzonia peruviana. In questo modo è possibile sfruttare terre che prima erano in un certo modo protette. Dietro a tale decreto ci sono gli accordi del governo con gli imprenditori che vogliono investire nella produzione di etanolo e biocombustibili vari.    Non sono solo i mezzi di vita dei popoli indigeni quelli che stanno in gioco. La produzione di agro-biocombustibili ha favorito una concentrazione di ricchezza e proprietà senza precedenti, affidando la terra alle mani di poche imprese multinazionali che controllano i semi, la coltivazione di viveri, gli agrochimici, il processamento, il commercio le esportazioni e la distribuzione. I piccoli produttori sono privati di terre di alimenti, di sussistenza e di mercato, mentre i suoli, i boschi, i corsi d’acqua e gli ecosistemi sono saccheggiati e devastati.

Decreto 1083: Promuove lo “sfruttamento efficente” e la “conservazione” delle risorse idriche da parte degli usuari che hanno maggiori risorse economiche emaggior accesso alle moderne tecnologie di uso dell’acqua, concedendo premi di diritto all’acque in base a un regime differenziato di redistribuzione economica.

june05-16 por ti.

RIPORTO ANCHE UNA MAIL-NOTIZIA IN SPAGNOLO: MATANZA EN LA AMAZONIA PERUANA

Bueno este mail nos llego de amigos que estan en Bagua.

Todo ha sido
asqueroso, brutal, indignante………..

                                       Malena

Estamos aquí en Bagua Chica.
Hay demasiada información no posible de confirmar
por el momento toda.

Lo cierto:

4 ciudadanos mestizos detenidos en
comisaria de Bagua Chica.

40 en Fortin Heroes del Cenepa en el
Milagro.
La fiscalia y DP han confirmado.
En el hospital hay una relación de heridos que enviaremos más tarde (MINSA)

Los que llegaron a ESSALUD y MINSA y estuvieron más graves fueron derivados a Jaen y la costa.
Los líderes indígenas están dispersos escondidos en diversos
lugares, hemos estado conversando con algunos, están esperando ver cómo avanzan las cosas.
Todos quieren ir a la zona del enfrentamiento a la
salida de Bagua Grande donde hay un contigente de los militares que no
dejan pasar a nadie (se presume que ellos están escondiendo los
cádaveres de los indígenas muertos)

Los policias retenidos han sido
liberados (22) otros 9 están muertos y otros
6 no habidos, los indígenas que los retenian se han dispersado, no hay más
datos por el momento.

Más de 100 indígenas estuvieron retenidos en el Milagro en un
mercadillo,
fueron liberados y trasladados en 3 camiones en dirección a
San Ignacio bajo la supervisión de la Defensoría del Pueblo. Esto con
apoyo del parroco y la fiscalia. Fue un momento tenso, se presumia que
tenían armas e iban a tomar el lugar por asalto pero, todo se calmo
posteriormente.

Estamos bajo toque de queda de 3 de la tarde a 6 a.m.
pero, hemos podido recorrer la ciudad para visitar a algunos líderes
awajun y verificar algunos datos como los que narramos.

Estamos vaciando mayor información que tenemos registrada, se las pasaremos
en la noche.
Saludos, Jorge

3598645641_9d09f05b42 por ti.