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Avenida Miranda Puntata 18. Santa Muerte in Musica @cittadelcapo

16 nov. – Il culto alla Parca con la falce e il mondo tra le mani, la Santa Muerte, Patrona del Messico e dell’umanità intera, da due decenni ispira cantautori e musicisti e quindi nella puntata di oggi di Avenida Miranda a cura di Fabrizio Lorusso conosceremo un po’ di più sulla sua devozione in Messico e ascolteremo alcuni dei pezzi a lei dedicati. Soundtrack (indichiamo solo gli autori, dato che i titoli delle canzoni sono sempre “Santa Muerte” o “Santisima Muerte”):
1. Cartel de Santa (Hip hop); 2) Beto Quintanilla el mero leon del corrido (corrido messicano); 3) Los Llayras (salsa); 4) Mr. Vico (rap); 5) (dalla colonna sonora del documentario “La vida loca” sulle gang della Mara Salvatrucha in El Salvador: Slush the Villain feat. El Dyablo con “Todos vamos a Morir”. Ascoltala qui. Per andare oltre il podcast: Blog l’America Latina sezione Santa Muerte – Libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità (Stampa ALternativa 2013) – Blog Santa Muerte Patrona

Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​ Tutte le puntate di Avenida Miranda.

Río Bravo, nuovo blog latinoamericanista su @espressonline

Muro rio bravo[Questo è un breve post di presentazione di un nuovo blog che, in dialogo diretto con l”America Latina, è sbucato come fungo allucinogeno sulla pagina web della rivista l’Espresso e si chiama Rìo Bravo, F.L.] Il Río Bravo messicano, che gli statunitensi chiamano Río Grande, come l’omonimo western con John Wayne che tesse le lodi delle gesta criminali dei gringos contro il popolo apache, è il fiume che fugge da ovest a est lungo gran parte del confine tra Stati Uniti e Messico. Da un lato tocca gli stati del Nuovo Messico e del Texas e, dall’altro, il Chihuahua, il Coahuila, il Nuevo León e il Tamaulipas. La prima coppia di grandi città gemelle, o twin cities, che il rio divide è Ciudad Juárez-El Paso, poi Laredo e Nuevo Laredo, McAllen e Reynosa, infine Brownsville e Matamoros. Dopo alcuni anni di Messico è facile impararle a memoria e completare la lista con altre città di frontiera che, per motivi cinematografici o per via delle cronache drammatiche su femminicidi, narcoguerra, migrazione e traffici di droghe, armi, persone e speranze, sono diventate famose: San Diego e Tijuana, Yuma-Calexico e Mexicali. Sono nomi che descrivono il confine terrestre più lungo al mondo, oltre 3200 km, tra una potenza economica mondiale e un paese “in via sviluppo”, con i contrasti che ne derivano. E descrivono anche le linee della frontiera, tracciate col righello in California e Arizona e poi dopo Juárez, sinuose e fedeli alle curve del Río Bravo, che Trump vuole finire di murare e in cui ogni anno perdono la vita migliaia di migranti in cerca del sogno americano, o meglio, in fuga dall’incubo centroamericanoContinua a leggere

Intervista con Padre @alejandrosolalinde @ilmanifesto: “La mia vita (a rischio) per i #Migranti” @HCIxtepec ‏

padre-solalinde-8c [Articolo/intervista di Fabrizio Lorusso, pubblicata su Il Manifesto del 21 ottobre 2017] Alejandro Solalinde è un sacerdote messicano, Premio nazionale dei Diritti umani 2012 e fondatore a Ixtepec (Oaxaca) del rifugio Hermanos en el camino (Fratelli in cammino) per i migranti centro e sudamericani che rischiano la vita per raggiungere gli Usa sul treno noto come «La Bestia». In questi giorni padre Alejandro Solalinde è in Italia per un tour di presentazioni dell’autobiografia (con prefazione di don Ciotti) «I narcos mi vogliono morto. Messico, un prete contro i trafficanti di uomini» (Emi), libro denuncia scritto insieme alla giornalista Lucia Capuzzi. Oggi sarà a Ventimiglia (Sant’Agostino, ore 16) e a Sanremo (San Giuseppe, ore 21). Lunedì 23 tappa a Fuorigrotta, Napoli (Parrocchia del Buon pastore, ore 19)

Che bilancio fa a 10 anni dalla nascita del rifugio?

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Raccolta fondi #Terremoto #Messico: concerto della band #SantaMuerte al #CaballoLoco di Ceriano (Monza e Brianza) il 20 ottobre

santa muerte concerto messico terremoto

Per aiutare nella raccolta fondi promossa da un gruppo di italiani residenti in Messico (e da questo blo L’AMericaLatina !) la band Santa Muerte di Seregno e dintorni suonerà al Caballo Loco di Ceriano Laghetto (Monza-Brianza) (via laghetto 54 –  +39 02 3943 7962) il 20 ottobre. Non perdetevi il concerto dalle 22 e l’occasione di aiutare senza passare per canali burocratici o poco trasparenti. Leggi qui l’annuncio della raccolta fondi per saperne di più. – Segui su facebook la raccolta.

 

 

 

 

Z come Zapatismo. Il colore della terra

[Di Fabrizio Lorusso. Racconto estratto da Nuova Rivista Letteraria (Semestrale di Letteratura Sociale fondato da Stefano Tassinari) n. 15 (n. 5 Nuova Serie) del maggio 2017. Il numero della rivista ha 21 testi letterari, uno per ogni lettera dell’alfabeto, dedicati ai vari tentativi rivoluzionari e di trasformazione sociale della storia. on line su Carmilla e L’America Latina]

Sono il primo di tanti passi degli zapatisti a Città del Messico

e in tutti i luoghi del Messico. Speriamo che tutti voi camminiate insieme a noi.

Comandanta Ramona (1959-2006), EZLN, 1996

Città del Messico, 30 giugno 2018

A ventiquattr’ore dal voto di domenica primo luglio nel quartier generale del candidato AMLO, acronimo che distilla il suo lungo nome completo, Andrés Manuel López Obrador, si respira già aria di vittoria. Sarebbe la prima volta nella storia per un partito di sinistra a livello nazionale. Le bandiere del Movimento di Rigenerazione Nazionale o MoReNa, il partito creatura del leader, sventolano un po’ ovunque nella capitale messicana che, da sempre, è la roccaforte delle varie anime del centrosinistra.  Continua a leggere

Migrantes: la Solución Final de Italia

libia[De Desinformémonos y Zona Franca] El Ministro de Asuntos Interiores, Marco Minniti, como miembro del gobierno Gentiloni, apoyado por una mayoría parlamentaria de centro-derecha-izquierda, o sea, de una mezcla híbrida y conservadora a la vez entre el Partido Democrático y NCD (Nuevo Centro Derecha), está subiendo posiciones en la arena política a costa de los migrantes y de los derechos humanos. Su peculiar “gestión de los flujos migratorios” ha sido elogiada y aprobada por varios otros líderes europeos, como por ejemplo el trío Merkel, Macron, Rajoy. Al menos éste último debería, en cambio, preocuparse. En efecto la “solución” italiana a la mal llamada e inexistente “crisis de los migrantes” en la península itálica se parece, como ha escrito Alessandra Daniele en el web-zine italiano Carmilla, a una Solución Final al estilo nazi y tiene un carácter racial, más que religioso, pues las personas que esperan emigrar hacia Europa no son nada más musulmanes, sino que hay también cristianos, por ejemplo.  Continua a leggere

The High Castle (Fortaleza Europa)* @Desinformemonos @CarmillaOnLine

Fortaleza-europea[Por Alessandra Daniele – De Carmilla Zona Franca y DesinformémonosTodos nos hemos preguntado eso: si nos hubiéramos encontrado en la Italia fascista, en la Alemania nazista, y hubiéramos descubierto que nuestro país se estaba haciendo responsable de un exterminio masivo, ¿qué hubiéramos hecho? La pregunta ya no es hipotética. Italia es directamente responsable de los campos de concentración líbicos en los cuales acaban por ser masacrados los migrantes a los que se les impide alcanzar las costas italianas. Campos de concentración no es una definición genérica, está documentada: hambre, sed, torturas, violaciones, las condiciones de jauría son concebidas a propósito para segar a los más débiles y transformar a los supérstites en esclavos. El gobierno italiano paga a las milicias líbicas para esta tarea, que define como “parar los desembarques”. Esta es la Solución Final que nuestro gobierno eligió para la así llamada “emergencia migración”, es decir unos miles de desesperados que llegaban a un país de 60 millones de habitantes y que la élite ha utilizado eficazmente como chivo expiatorio hacia el cual dirigir la rabia popular, exactamente como hicieron los nazifascistas con los judíos. The-Man-In-The-High-CastleLa discriminación es esencialmente racial. No todos los prisioneros en Libia son musulmanes, al contrario muchos, como por ejemplo los eritreos, son cristianos. Alguien debería avisar a Papa Francisco que Italia está participando activamente en la persecución de los cristianos. Con el gobierno Gentiloni. La pregunta ya no es académica. ¿Cuál es nuestra respuesta? ¿Qué estamos haciendo? ¿Cómo vamos a contestar a los sobrevivientes que nos preguntarán acerca de ello? ¿Qué hemos hecho mientras nuestro gobierno se ofrecía como complaciente verdugo de la Fortaleza Europa? No podemos esperar de arreglárnosla con la mentira de “No sabíamos”, no en la era del web, de los Smartphone y de los canales All News. Quizás esperamos que nadie jamás nos lo pregunte. Que no haya sobrevivientes. Que las guerras, las carestías, las pandemias, los revolvimientos climáticos que hemos causado en el Tercer Mundo nos den una mano a vaciarlo. Que esta vez los nazifascistas ganen la guerra, y vuelvan a escribir la historia. Pero el desierto seguirá avanzando. La guerra seguirá expandiéndose. La Fortaleza Europa levantará definitivamente el puente levadizo y nos dejará fuera. Y entonces vendrán por nosotros. (de carmillaonline.com – Traducción de Fabrizio Lorusso)

*The Man in The High Castle (“La svastica sul sole” en italiano y “El hombre en el castillo” en español es el título de una novel ucrónica de Philip K. Dick de 1962 que se desarrolla en un mundo alternativo en que las fuerzas del Eje (Alemani, Italia, Japón y sus aliados) han derrotado a los Aliados en la II Guerra Mundial.

En @ZonaFrancaMX hablamos de #Migración #Italia, #SantiagoMaldonado y #CoreaDelNorte @realDonaldTrump

Fabrizio Lorusso habla con el periodista Arnoldo Cuéllar, director de Zona Franca, de temas internacionales en Revista de la 1: Corea del Norte y Estados Unidos; luego se da lectura a un texto (“The High Castel“, inspirado en la novela de Philip K. Dick de 1962 en que se imagina un mundo en que los nazis ganaron la II Guerra Mundial) de la escritora Alessandra Daniele que salió en CarmillaOnLine en italiano y habla de la falsa “crisis migratoria” en Italia y en una Europa cada vez más encerrada y ensimismada; se lee también una parte del texto de Raúl Zecca Castel “Señores Benetton, ¿dónde está Santiago Maldonado?” que bien conecta la desaparición forzada del militante argentino el 1 de agosto pasado con la lucha de lo mapuches en la Patagonia y la posesión (despojo) de tierras por parte de la compañía italiana Benetton.