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“Por la vida y la libertad. Il Messico di Amlo tra resistenze e capitalismo” Intervista a Fabrizio Lorusso di Andrea Cegna

da CarmillaOnLine

[Pubblichiamo come segnalazione un estratto di Fabrizio Lorusso dal libro, a cura di Andrea Cegna*, Por la vida y la libertad. Il Messico di Amlo tra resistenze e capitalismo, Agenzia X, Milano, 2019. Il libro, illustrato, contiene un’interessante introduzione sulla storia recente del Messico di Andrea Cegna, un prologo di Pino Cacucci e interviste con Juan Villoro, Paco Ignacio Taibo II, Raúl Zibechi, Fernanda Navarro, Gilberto López y Rivas, Fabrizio Lorusso, Oswaldo Zavala, Pablo Romo, Araceli Olivos, Gustavo Esteva, Amaranta Cornejo, Federico Mastrogiovanni, Claudio Albertani, Carlos Fazio, Guillermo Briseño].

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Nota di contesto. Alla guida di una coalizione di centrosinistra e supportata da alcuni movimenti sociali, Andrés Manuel López Obrador, detto Amlo, è il vincitore delle ultime presidenziali in Messico, un’elezione che ha suscitato molte speranze, anche se le riforme proposte non sono molto diverse da quelle di chi lo ha preceduto.
Por la vida y la libertad è una visione caleidoscopica del Messico di oggi e una tesi, ovvero che nulla come l’insurrezione zapatista e la firma del Nafta, entrambi nel 1994, hanno determinato una radicale trasformazione del paese. Due fronti opposti per un conflitto che ha molto da insegnare anche a noi. Il 2019 è un anno cruciale per capire i nuovi rapporti di forza che si stanno sviluppando tra il potere costituito e l’Ezln, tra Obrador e tutte quelle voci fuori dal coro che non hanno alcuna intenzione di illudersi. In questi anni l’autore ha collezionato numerosi viaggi nel paese centroamericano, le opinioni qui raccolte rappresentano alcuni punti di vista critici, un insieme di riflessioni da diversi profili intellettuali, artistici e militanti che garantiscono al lettore una straordinaria immersione nella contemporaneità messicana.

Intervista di Andrea Cegna con Fabrizio Lorusso

A.C.: Immaginando due linee, la prima che rappresenta il potere, le leggi, lo stato, l’economia e la repressione; la seconda le resi- stenze, le ribellioni, i movimenti Possiamo immaginarle che si muovano con direzioni differenti per lunghi tratti dello spaziotempo che va dalla fine della rivoluzione messicana al luglio 2018. In questo loro movimento indipendente, però, ci sono stati dei momenti in cui le due linee si sono incrociate. Nel 1968, nel 1988, nel 2012 e sicuramente il 1° gennaio del 1994 con l’entrata in vigore del Nafta da una parte e l’inizio dell’insurrezione zapatista dall’altra. Cosa è diventato il Messico venticinque anni dopo quel primo gennaio del 1994?

FL: L’incontro-scontro tra la linea dei movimenti e quella politica istituzionale è sicuramente una costante della storia messicana. Anche nel 1985, l’anno in cui il terremoto del 19 settembre fece circa 10.000 morti e decine di migliaia di persone si riversarono per le strade in preda al panico ma altre invece erano lì con la voglia di aiutare e organizzarsi. Così facendo, però, segnalarono l’inerzia e le menzogne del governo del presidente Miguel de la Madrid che voleva far credere alla comunità internazionale che tutto andava per il meglio, che i morti erano relativamente pochi e che lo stato aveva mantenuto il controllo e l’ordine. 

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A proposito di Italpizza… Ho visto cose che voi umani… (solidarietà a Giovanni Iozzoli) @carmillaonline

italpizza-226688[Riproduciamo qui una breve nota della redazione della web-zine Carmilla On Line in solidarietà con Giovanni Iozzoli, redattore della rivista recentemente querelato per i suoi articoli dall’amministratore delegato di Italpizza. Una mossa che assume le connotazioni di un’intimidazione e un messaggio contro la libertà d’espressione – link originale]

Ho visto cose che voi umani… cose come l’Amministratore Delegato di Italpizza Andrea Bondioli che presenta presso la Procura della Repubblica di Modena una querela per diffamazione contro Giovanni Iozzoli per i suoi articoli su Carmilla, riguardanti la vertenza tra la ditta e le lavoratrici e i lavoratori in lotta, ritenendo che ad infangare il buon nome dell’azienda siano stati questi scritti e non i vergognosi contratti, i trattamenti sul lavoro e la repressione a cui l’azienda ha sottoposto chi ha osato rivendicare dignità.

Ho visto cose che voi umani… cose come ritrovare chi lotta, chi parla, chi si oppone sul banco degli imputati con i padroni del territorio seduti dalla parte degli accusatori.
Ho visto sul territorio l’antifascismo vero, mentre sugli schermi sfilava l’antifascismo di facciata.

Giovanni, delegato e attivista sindacale, si è sempre speso attivamente in solidarietà con chi ha affrontato le difficili condizioni di vita e di lavoro lottando a testa alta, con dignità, e lo ha fatto portando il suo contributo davanti ai cancelli delle ditte, negli incontri pubblici e scrivendone raccontando i fatti guardandoli dalla parte opposta a quella degli amministratori delegati, dei compiacenti personaggi della politica locale e delle truppe in assetto antisommossa (che non possono lamentare carenza di lacrimogeni). Lo ha fatto su Carmilla e su altre testate, così come sulle pagine dei suoi romanzi che, pur essendo opere di finzione, in filigrana hanno saputo raccontare della vita agra di tanti e tante.

Ci sarà modo di tornare sulla questione, intanto occorre dire che se la sua colpa è quella di raccontare la quotidianità posizionandosi dalla parte degli sfruttati, allora come redattori e redattrici di Carmilla siamo orgogliosi della presenza di Giovanni in redazione.

 

#SolidaridadOpenArms – Messaggio di solidarietà a Open Arms dal Messico

Open Arms Mediterraneo Solidaridad MEXICO#SolidaridadOpenArms – Comunicato di solidarietà a Open Arms dal Messico

[Pubblichiamo in italiano e in spagnolo questo messaggio lanciato da giornalisti, scrittori, attivisti, organizzazioni e parlamentari messicani in solidarietà con la Ong Open Arms e con le persone, migranti e membri dell’equipaggio, a bordo della loro nave da quasi 20 giorni al largo delle coste di Lampedusa]

Dal Messico, terra che storicamente è stata un simbolo del rifugio, e da tutta l’America Latina —in cui oltre 500 anni fa cominciammo a ricevere caravelle, imbarcazioni e carovane di migliaia di migranti illegali provenienti dai paesi europei—, vogliamo esprimere la nostra solidarietà all’equipe della Open Arms e alle oltre cento persone che questa organizzazione, che si dedica a proteggere la vita umana in mare, porta a bordo della sua nave.

A 800 metri dal porto di Lampedusa l’imbarcazione attende da 19 giorni una risposta da parte dell’Italia per poter far sbarcare, seguendo il diritto internazionale del mare, tutte le persone che sono state salvate. L’offerta del governo spagnolo, che insiste affinché si dirigano verso un porto di quel paese, arriva tardi e in un contesto che è inviabile per la Open Arms, dato che l’organizzazione non possiede le risorse per affrontare questa ulteriore attraversata, considerando il logorio rappresentato dalla permanenza in mare per 27 giorni con un centinaio di persone in pessime condizioni di salute e psicologiche. La proposta, che è stata avanzata tramite i mezzi di comunicazione e senza consultare l’equipaggio è servita solo a intorpidire le gestioni dell’organizzazione per poter entrare nel porto sicuro più vicino e a confondere l’opinione pubblica.

E’ urgente che il porto di Lampedusa sia aperto a queste persone. Dobbiamo aprire le nostre braccia dinnanzi alla sofferenza umana.

Di fronte a questa situazione d’ingiustizia vogliamo esprimere il nostro sostegno a tutte le persone, volontari e rifugiati, che in questo momento si trovano sulla Open Arms; diciamo NO alla criminalizzazione delle Ong che proteggono la vita in mare, è necessario aiutarle nel loro compito di protezione dei diritti umani e trovare insieme una soluzione alla crisi migratoria globale.

#PuertoSeguroYa

Sottoscrivono:

Collettivi/organizzazioni:

Comité 68 Pro Libertades Democráticas, Movimiento Migrante Mesoamericano, Movimiento de Solidaridad Nuestra América, América sin Muros México, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con los Pueblos de América Latina-SICSAL, Hermanos en el Camino, Coalición Binacional Stop Trump Chicago-Los Ángeles, Coordinadora Regional del Sur y el Centro de Capacitación y Comunicación Social, A.C., Jóvenes Ante la Emergencia Nacional, Nueva Constituyente Ciudadana Popular, Fundación Francisco Enríquez Guzmán A. C. De Chiapas, Mujeres para el Diálogo, Comité Monseñor Romero, Red Migrantes del Sur México, Comunidad Autonomía y Libertad (Comunal), Red Eslabones de Derechos Humanos Humanos-Nuevo León, Eslabones Estado de México, Eslabones Morelos, Eslabones Ciudad de México, , Asamblea Nacional Catalana en México, Coordinación Ecuménica de la Iglesia de las y los Pobres (CEIPES), Fundación Hno. Mercedes Ruiz- FUNDAHMER, Comité en Defensa de la República Catalana en México, Candidatura de Unidad Popular (CUP) Exterior en México, Fundación Leonardo Sciascia, Servicio Internacional Cristiano de Solidaridad con América Latina “Monseñor Romero”-México.

Persone:

Porfirio Muñoz Ledo, Ifigenia Martínez, Marta Sánchez Rafael Barajas “El Fisgón”, John Ackerman, Vidulfo Rosales, Daniel Jiménez Cacho, Marina Taibo, Marlene Fautsch, Gabino Palomares, Juan Carlos Bonet, Laura Carlsen, Claudio Albertani, María Luisa Capella, Federico Campbell, Aude Bénet, Montserrat Gispert, Selma Beraud, Guiomar Rovira, Diego Flore Magón, Alexandro Meléndez, Tauro Castrejón, César Pineda, Jésica Bastidas, Juventino Yitzek, Marta Mega, Alejandra Clausell, Bernardo Méndez, David Maciel, Jazmina Barreda, Teresa Velázquez, Susana Alcázar Leyva, Francisco Montes, Pablo Hernández, Manuel Arellano, María García, Carlos Arango, Beto O Rourke, Verónica Escobar, Elena Trapanese, Clara Ferri, Francesca Gargallo, Fabrizio Lorusso (Italiani in Messico), blog-colectivo lamericalatina.net.

Versión en español:  Continua a leggere

Comunicado sobre Rocco Acocella, capitán italiano desaparecido en aguas caribeñas @ROCCOACOCELLAM1 ‏

[Publicamos el comunicado enviado por familiares y amigos de Rocco Acocella, capitán italiano de un trimarán, desaparecido desde hace más de un mes en aguas caribeñas para su difusión]

barco rocco acocella.jpgCon este comunicado queremos señalar que nuestro hijo Rocco Acocella, de Salerno, Italia, y allí residente, está desaparecido. Desde el día 17 de junio no hemos tenido noticias de él. El desaparecido, Rocco Acocella, es capitán y partió a bordo de un velero (trimarán) de ocho metros denominado “Trinavis” el pasado 17 de junio desde el puerto de Saint Martin (Caribe, a 240 km de Puerto Rico) con rumbo al puerto de Marina Puerto Velero, Barranquilla (Colombia), donde hubiese tenido que llegar entre el 27 y el 28 de junio. Nuestro hijo es experto de la navegación, con elevadas capacidades naúticas. Se encontraba en Centroamérica por motivos de trabajo, de hecho, luego de Barranquilla, se habría dirigido a Ecuador donde tendría que haber trabajado como guía turístico para un grupo de turistas, por cuenta de una agencia internacional de una conocida empresa.

Foto rocco acocellaDe hecho, la empresa nos avisó que no hubo ningún contacto con Rocco, dado que nunca abordó el avión que lo hubiese tenido que llevar a la costa Oeste de Colombia.

El 22/06/2019 horas 19:31 UTC, Rocco Acocella lanzó la señal de emergencia del dispositivo PLB1. Al procesar los datos del detector de posición (PLB1) desde la activación hasta el último levantamiento el 23/06/2019 a las 14:46 UTC, hemos trazado la ruta seguida por la señal. Teniendo en cuenta las millas recorridas por la señal en 19h, los vientos y las corrientes detectadas después del último contacto, hasta la fecha se ha estimado una posible ruta, que el vehículo en el que estaba a bordo Rocco Acocella, pudo haber seguido rumbo hacia las costas de Nicaragua, Costa Rica y Panamá; sin excluir la hipótesis de que pudo haber impactado con los atolones e islotes frente a la franja costera del país centroamericano.

Adjuntamos a la carta una imagen de la hipótesis de la ruta.

mapa rotta acocella

🔵LINEA AZUL: ruta probable (hipótesis).

🔴TRACTO ROJO: posible impacto de Rocco Acocella en la costa.

La ruta cruza un área con atolones e islotes que no están excluidos de la hipótesis de impacto. Por lo tanto, estamos solicitando formalmente que la investigación se extienda a los siguientes tres países: Panamá, Costa Rica y Nicaragua.

En la operación de búsqueda diferentes instituciones están participando, cada una con su propia competencia, la Farnesina (Secretaría de exteriores de Italia), Centro di soccorso della guardia costiera (marina italiana), Armada de Colombia (Cartagena), Fuerza naval de Caribe, Embajada Italiana de Nicaragua, Embajada italiana de Costa Rica, Embajada italiana de Panamá, Embajada italiana de Venezuela.

Estas instituciones están en contacto directo con la familia y desde el primer día se han activado en la búsqueda con diversos medios tanto aéreos como navales.

Hemos creado una página oficial de Facebook: @RoccoAcocellaMissing (https://www.facebook.com/roccoacocellamissing/ y también un perfil de Twitter: @ROCCOACOCELLAM1 (https://twitter.com/ROCCOACOCELLAM1 ). El objetivo es involucrar al mayor número posible de personas en la investigación. No solo los barcos que se pueden encontrar en esa área, sino también la gente en tierra firme, debido a que el bote pudo haber impactado a lo largo de la costa o en contra de una de las muchas islas pequeñas del Mar Caribe.

Migrantes y ONG bajo fuego en Italia @LaJornada @lajornadaonline

portadita jornada[Artículo de Fabrizio Lorusso* publicado en la sección Opinión del diario mexicano La Jornada del 4 de julio de 2019]
Italia y Europa viven otro momento de barbarie y debacle política a costa de los migrantes. Nuevamente lo protagoniza el viceprimer ministro italiano, Matteo Salvini, líder neofascista, xenófobo y soberanista. Envalentonado por su victoria en las elecciones europeas de mayo, cuando su partido, la Lega, más que duplicó su caudal electoral y se transformó en la primera fuerza política de Italia con 34 por ciento de los votos, el político no ha perdido ocasión para instrumentalizar y criminalizar la migración.

A las 2 de la madrugada del 28 de junio se consumó el capítulo más reciente de esta vergonzosa saga salviniana. El barco de la ONG holandesa Sea Watch 3, después de una odisea de 17 días en el mar Mediterráneo con 42 refugiados africanos a bordo, forzó el bloqueo impuesto por Salvini en el puerto de la isla de Lampedusa y cumplió con su misión humanitaria de rescate de vidas humanas.

Bajo el mando de la capitana Carola Rackete, ciudadana alemana de 32 años, el barco se abrió paso entre lanchas motorizadas de la Guardia di Finanza, una corporación policiaco-militar, y atracó invocando el estado de extrema necesidad. Desde hacía varios días las condiciones de vida en el barco se habían tornado insostenibles para la tripulación y los migrantes debido al calor extremo y la prolongación forzada e indefinida de su travesía en el mar. En condiciones semejantes, ha habido casos en que los migrantes intentan incluso suicidarse.

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“Te buscaré hasta encontrarte”. Historia y contexto de Los Otros Desaparecidos de Iguala – Revista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata (CROSS Università degli Studi di Milano) v. 5 n. 1 2019

Rivista di studi e ricerche sulla criminalità organizzata n1 v5 cover_issue_1415_it_IT[Articolo accademico in spagnolo di Fabrizio Lorusso: “Te buscaré hasta encontrarte”. Historia y contexto de los otros desaparecidos de Iguala, colectivo de buscadores de desaparecidos y fosas clandestinas en México, pubblicato sul n. 1 volume 5 (2019) della Rivista di Studi e Ricerche sulla Criminalità Organizzata, CROSS Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, Università degli Studi di Milano, pp. 36-80, link originale]

Abstract

This article is based on documental and oral sources, collected during field stays, and exposes the milestones in the history of Los otros desaparecidos de Iguala, a group of relatives of victims and seekers of missing persons in the Southern Mexican state of Guerrero. After a brief frame on social movements and the problems of the disappearance of people and the clandestine graves, emphasis is placed especially on the formative phases of the Los otros desaparecidos de Iguala group (between October 2014 and February 2015) and on some of its most recent developments. The analysis delves into the regional and national contexts, characterized by the strategy of militarization of public security, the case of the forced disappearance of the 43 Ayotzinapa students in the city of Iguala and the renewed activism of victims’ of violence movements. The conclusions indicate open paths for the interpretation of the case study and for further researches.

Keywords: Mexico, disappeared, victims, groups of relatives, Iguala, Ayotzinapa

Resumen

El presente artículo se basa en fuentes orales y documentales recolectadas en estancias de campo y expone los principales hitos de la historia de Los otros desaparecidos de Iguala, colectivo de familiares de víctimas y buscadores de personas desaparecidas en el sureño estado mexicano de Guerrero. Después de un breve marco sobre los movimientos sociales y las problemáticas de la desaparición de personas y de las fosas clandestinas, se hace énfasis especialmente en las fases formativas de este grupo entre octubre de 2014 y febrero de 2015 y en algunos de sus desarrollos más recientes. Se ahonda también en los contextos regional y nacional, caracterizados por la estrategia de militarización de la seguridad pública, el caso de la desaparición forzada de los 43 estudiantes de Ayotzinapa en la ciudad de Iguala y el renovado activismo de los movimientos de víctimas de la violencia. Las conclusiones señalan pistas abiertas para la interpretación del caso de estudio y para futuras investigaciones.

Palabras clave: México, desaparecidos, víctimas, colectivos de familiares, Iguala, Ayotzinapa

Riassunto

Il presente articolo si basa su fonti orali e documentali, raccolte durante una decina di soggiorni di ricerca sul campo, ed espone i punti chiave della storia de Los otros desaparecidos de Iguala, un collettivo di familiari di vittime e cercatori di persone scomparse nello stato meridionale del Guerrero (Messico). Dopo un breve inquadramento sui movimenti sociali e sulla problematica delle sparizioni di persone e delle fosse clandestine, l’articolo si concentra sulle fasi formative di Los otros desaparecidos de Iguala (ottobre 2014 – febbraio 2015), e su alcuni sviluppi più recenti. L’articolo analizza, altresì, il contesto regionale e il nazionale, caratterizzati dalla strategia di militarizzazione della pubblica sicurezza, dal caso della sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa nella città di Iguala e dal rinnovato attivismo dei movimenti di vittime della violenza. Le conclusioni mettono in luce alcune piste aperte per l’interpretazione del caso di studio e per future ricerche.

Parole chiave: Messico, desaparecidos, vittime, collettivi di familiari, Iguala, Ayotzinapa

 

La favolosa vita della morte in Messico – Fabrizio Lorusso dal libro Pan del Alma, Feltrinelli

pan-del-alma-vita-della-muerte-in-messico-L-4v3uof[“La favolosa vita della morte in Messico”, en el libro (compilado y editado en Bolonia, Italia, por Gloria Corica, Simonetta Scala y Pino Cacucci): Pan del alma, 2014, pp. 32-37, ISBN: 9788858853702] A seguire il PDF incorporato e il testo (sotto).

Como ya he muerto, sé lo que es la eternidad 

Dato che sono già morto, so cos’è l’eternità*

Presentiamo un testo estratto da: Pan del alma, AA.VV., Libro di testi, foto e illustrazioni stampato presso Tipografia Camuna, Brescia, Autoprodotto da Gloria Corica e Simonetta Scala, pp. 184, € 20, 2014 – Versione E-Book, Feltrinelli, € 5,99, 2014. Da Carmilla Continua a leggere

Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia de EEUU a América Latina”, Fabrizio Lorusso – Confluenze Rivista di Studi Iberoamericani, Università di Bologna

confluenze nov 2010[Artículo de Fabrizio Lorusso, “Presente, pasado y futuro del sistema MBA: discusiones sobre enseñanza y relevancia de EEUU a América Latina”, Confluenze Rivista di Studi Iberoamericani, Università di Bologna, No 2 Vol. 2, 2010 – link a la revista – LINK AL ARTÍCULO]

RESUMEN

El presente artículo considera las principales críticas que, en las últimas dos décadas principalmente, se han impuesto a la atención de los expertos en sistemas de enseñanza de los posgrados en administración de empresas. El planteamiento principal es que, al tener en cuenta y hacer una síntesis de las principales críticas y debates avanzados por diferentes escuelas de pensamiento y al considerar fundamental la relación de la misma academia con el sector empresarial, es decir con “la práctica” de la administración cada vez más alejada de la teoría, se pueden esbozar los rasgos que, en el peculiar contexto histórico, social y económico de América Latina, resultarán relevantes para una parte sustancial de la futura clase dirigente del subcontinente.

Palabras claves: Administración de negocios, sistema MBA, enseñanza, teoría, América

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