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#AvenidaMiranda Puntata 43. La vittoria del fascista Bolsonaro

bolsonaro-mitra1 nov. – Terza puntata di Avenida Miranda nella nuova stagione ancora una volta dal Brasile Pérez Gallo dialoga con Marco Dalla Stella sulle recenti elezioni brasiliane, la vittoria del fascista Jair Bolsonaro, le cause della crisi attuale e le prospettive e preoccupazioni per il futuro nello scenario nazionale e internazionale.

Qui il PODCAST, dove trovereta anche l’intervista fatta a Pérez Gallo da Radio Cittá del Capo il giorno dopo le elezioni.

Articoli nostri sul tema:

Pérez Gallo, Il 28 ottobre brasiliano: ascesa di un fascismo periferico

Fabrizio Lorusso, Cristo Messia Bolsonaro e il catrame

Il 28 ottobre brasiliano: ascesa di un fascismo periferico

bolsonaro haddad

di Pérez Gallo

Un’elezione surreale

Tra poche ore sapremo chi sarà il prossimo presidente del Brasile, al termine della campagna elettorale più assurda della storia, antica e recente, del paese sudamericano. Fino ad ora é successo di tutto: il candidato favorito, l’ex presidente Lula (del Partito dei Lavoratori, PT) é stato prima arrestato e poi impedito dalla giustiza elettorale, mentre il secondo nei sondaggi, l’estremista di destra Jair Bolsonaro ha ricevuto una pugnalata durante un evento elettorale e si é rifiutato di partecipare ai dibattiti con gli sfidanti. Nel primo turno elettorale Bolsonaro ha portato a casa una vittoria schiacciante (46%), inondando migliaia di gruppi di WhatsApp con 20 mila fake news grazie all’aiuto -pagato piú di 3 milioni di dollari- di 156 imprese “amiche”.

Finalmente peró oggi sapremo chi governerá il paese nei prossimi quattro anni.

O forse no, forse nemmeno a seggi chiusi si saprà chi sarà il prossimo presidente. Soprattutto se a spuntarla dovesse essere, come è improbabile ma non impossibile, il candidato petista Fernando Haddad, dato in crescita nell’ultima settimana e avvicinatosi a Bolsonaro. Secondo gli ultimi sondaggi la differenza tra i due —che all’indomani del primo turno era di 18 punti: 59% contro 41%— sarebbe ora oscillante tra gli 0 e gli 10 punti: 50-55% di Bolsonaro contro 4550% di Haddad. Questo in un contesto di volatilità senza precedenti, dove quasi un elettore su cinque decide il giorno stesso del voto.

Forse non lo sapremo perché il candidato di estrema destra Bolsonaro, ex ufficiale resosi celebre per le sue dichiarazioni misogene, razziste, favorevoli alla dittatura militare che governò il paese tra il 1964 e il 1985, e favorevoli alla tortura e ai crimini di Stato, ha già annunciato a più riprese che riconoscerà solo il risultato che lo dovesse dare per vincente. Lo ha fatto avvalendosi dell’appoggio di una parte importante (ancora non è chiaro quanto, e questa è forse la maggior incognita del post elezioni) dell’esercito, rappresentata dal suo vice General Mourão e dai molti ufficiali candidati ed eletti nelle file del suo Partito Social Liberale (PSL). Lo ha fatto anche con l’appoggio delle più importanti chiese evangeliche e pentecostali che negli ultimi anni hanno ottenuto un potere enorme nella politica e nella società brasiliana grazie a capitali faraonici e un’azione sociale tenace nelle periferie e nelle favelas, dove sono riuscite a scalzare le militanze della sinistra tradizionale e delle correnti progressiste della Chiesa cattolica.

Bolsonaro ha inoltre goduto del sostegno di molti settori strategici del capitalismo brasiliano e mondiale come i latifondisti dell’agro-business della soya e, come lo hanno rivelato i rialzi in borsa dopo la sua vittoria del primo turno, il grande capitale finanziario e speculativo transnazionale, sedotto dal programma iper-privatizzatore e di forti tagli ai diritti sociali tredicesima e ferie del consulente economico di Bolsonaro, il Chicago boy Paulo Guedes. Eduardo Bolsonaro, figlio del candidato reazionario e deputato federale appena eletto con il maggior numero di voti della storia brasiliana, ha già avvisato che nel caso in cui la vittoria di suo padre non fosse riconosciuta, per chiudere il Supremo Tribunale Federale basterebbe “un caporale e un soldato”. Un altro avvertimento lo ha dato la polizia federale quando, pochi giorni fa, ha fatto irruzione in molte università federali del Paese, violandone l’autonomia. Obiettivo dell’incursione: sequestrare “materiali antifascisti” di straordinaria pericolosità quali manifesti, volantini e adesivi, e mettere sotto indagine 181 docenti accusati di fare campagna elettorale per il PT in questi ultimi giorni in cui è proibito. E un avvertimento pare lo abbiano dato pure le milizie del narcotraffico, che venerdì hanno lasciato una macchina con un cadavere proprio di fronte alla Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ) mentre si stava svolgendo un’iniziativa antifascista. Avvertimenti continui, infine, li sta facendo l’ala più militante del bolsonarismo di base, con decine e decine di aggressioni a giovani di sinistra che hanno portato, in un caso, all’assassinio di un maestro di capoeira di Salvador da Bahia. E un altro omicidio ai danni di un sostenitore di Haddad nello stato del Ceará si é realizzato proprio mentre scrivevo queste righe.

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La oleada neofascísta inviste la península

Proponemos aquí un artículo que nuestros redactores Pérez Gallo y Nino Buenaventura publicaron en la edición impresa de Le Monde Diplomatique Colombia del mes de septiembre de 2018.

El artículo fue escrito en julio, por lo tanto no da cuenta de eventos sucesivos…

ITALIA EN LA ENCRUCIJADA: UN GOBIERNO DE EXTREMA DERECHA Y UNA CRISIS SOCIO-ECONÓMICA PROFUNDA RETAN A LOS MOVIMIENTOS SOCIALES

por Pérez Gallo y Nino Buenaventura

El 13 de diciembre de 2011, en Florencia, Gianluca Casseri, un hombre cercano a la organización neofascista Casa Pound, sale a la calle y dispara a varias personas de la comunidad senegalesa matando a Samb Modou y Diop Mor, e hiriendo a un tercer hombre. Samb Modou deja viuda a Rokhaya Mbengue, la cual regresará tristemente a la crónica siete años después. Casseri se suicida antes de ser detenido; su gesto inaugura una temporada abiertamente racista e injustificable, más aún porque en Italia no se ha cometido un solo atentado por parte del terrorismo islámico. Las violencias y las palizas punitivas neofascistas se dirigen contra los migrantes, la comunidad LGBTI y las y los militantes de izquierdas.
En 2016, en la ciudadela de Fermo, un hombre de tez negra es golpeado hasta la muerte por haber reaccionado a los insultos que un grupo de hinchas gritaba en contra de su esposa: la llamaban “asquerosa mona”. En febrero 2018, Luca Traini, candidato en 2017 del partido de extrema derecha Liga Norte, sale a las calles de la pequeña ciudad de Macerata con una pistola en la mano y hiere a seis migrantes, todos africanos.

luca traini

Luca Traini, autor del atentado del 3 de febrero de 2018 contra migrantes en la ciudad de Macerata

Marzo del mismo año, nuevamente en Florencia: Roberto Pirrone, desempleado de 65 años, víctima de la crisis económica, sale a la calle y dispara a Idy Diene, el único paseante de piel negra, que muere en el acto. Estalla la rabia de la comunidad senegalesa que vuelve a ser blanco del odio neofascista. Las instituciones de la ciudad reprimen la protesta, hablando tramposamente de un gesto desesperado, dirigido en contra de Diene por pura casualidad. La esposa de Diene, Rokhaya Mbengue, ya viuda por el primer atentado neofascista de 2011, llora a otro marido.
En julio, Soumaila Sacko, migrante y representante de la Unión Sindical de Base (USB), es asesinado con un disparo de carabina mientras ayuda a otros migrantes a recolectar láminas para construirse un refugio cerca de Rosarno, en Calabria. Sacko, originario de Mali, trabajaba en los campos de tomates bajo el control de la ‘Ndrangheta, la mafia calabresa. Esos cárteles ya habían aparecido en los medios en 2008 y 2010 por disparar sobre los trabajadores migrantes que habían organizado una marcha para pedir un trato laboral justo, poniendo en luz la cara oculta de las migraciones y del racismo itálico: la semiesclavitud.
Paralelamente a la violencia callejera y mafiosa, el racismo institucional se ha venido intensificando en la última década. Hoy la vida de los migrantes representa una apuesta electoral que encubre con el manto de la legalidad prácticas xenófobas extremas. Todas las administraciones italianas, de centro-izquierda y de centro-derecha, en colaboración con las instituciones europeas, han pretendido manejar las migraciones a través de los Centros de Identificación y Expulsión que, de hecho, son campos de concentración donde los migrantes son privados de la libertad por un tiempo indefinido, en espera de ser expulsados al país de origen, a veces sin importar su estatus de prófugos ni el riesgo que enfrentarían al regreso.
El 4 marzo pasado, los resultados electorales han otorgado el poder a una coalición populista de derechas, de manera que el racismo corriente y el racismo institucional confluyen en un clima de intolerancia. El actual gobierno pactado entre los “euroescépticos” Movimiento 5 Estrellas y Liga Norte, e formalmente liderado por el jurista Giuseppe Conte, ha decretado en junio que el barco de rescate Aquarius fuera obligado a atravesar el Mediterráneo en condiciones precarias para alcanzar el puerto de Valencia. El ministro del interior Matteo Salvini, líder de la Liga Norte, había dado la orden de cerrarle el acceso a todos los puertos del país. Según la Organización Internacional para las Migraciones (OIM), los migrantes fallecidos en el Mediterráneo en los últimos 4 años son casi 17.000.
Después de la guerra que las potencias de la OTAN declararon al régimen de Muamar Gadafi y su asesinato en octubre de 2011, los acuerdos entre el gobierno italiano y el imprevisible gobierno libio llevaron a la creación de unas fronteras de contención en territorio norteafricano, cuyos efectos son devastadores: campos en los cuales los y las migrantes son retenidos, privados ilegalmente de su libertad, vendidos como esclavos y sufren desapariciones, torturas y violaciones, según señalan varias ONGs.

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Mitos, imposturas y nuevos emblemas (Revista Variopinto)

Variopinto15En los ochenta, las sectas eran consideradas como enclaves de poder; en la década siguiente comenzó a hablarse de las trasnacionales de la fe; pero fue en los pliegues finiseculares donde se dio ese perverso maridaje entre culto y poder que hoy envuelve a políticos, empresarios, estrellas de la farándula y fanáticos, pero también a narcotraficantes. Hoy, la pérdida de sentido está hipotecando el futuro y se alimenta de violencia, lo mismo en México que en los demás países de la región y en Europa, antaño tan proclive al tragicismo de los fascistas y los nazis. Y en medio de esta parafernalia emergen nuevos mitos, acaso impostados, y emblemas como el de la Santa Muerte. El futuro semeja un abismo. Artículo de Fabrizio LorussoRevista Variopinto – Número 15 Septiembre de 2013

Henry Kissinger se hizo famoso con el aforismo: “El poder es un afrodisiaco”. Giulio Andreotti, el padrino de la política italiana del siglo xx solía decir: “El poder consume a quien no lo tiene”. Y hay quienes, con tal de conseguirlo y mantenerlo, entregan su destino a fuerzas ocultas.

Brujos, magos, curanderos, santos prohibidos y ritos esotéricos siempre han estado presentes en las crónicas sobre poderosos y famosos, empresarios, políticos, estrellas de la farándula o mitos de la televisión y el cine. La tentación de buscar favores y vibras, éxito y poder, a través de limpias y “trabajos especiales” atrae a todos, pero quizás más a los políticos.

El ex gobernador de Oaxaca, Ulises Ruiz, la ex líder magisterial Elba Esther Gordillo —recluida en el penal de Santa Martha Acatitla— y el otrora secretario de Seguridad Pública de Calderón, Genaro García Luna, compartían un interés por creencias esotéricas. Todos ellos ejercieron el poder de manera autoritaria.

El periodista José Gil Olmos, autor de Los brujos del poder La Santa Muerte, describió la pasión de Ulises Ruiz por la magia negra, la santería y la Santa Muerte: huesos, figuras caribeñas, talismanes y santeros de cabecera, en calidad de consejeros, lo rodean. Durante el conflicto magisterial de 2006 en Oaxaca, su aparato represivo dejó 25 muertos, decenas de heridos, siete desaparecidos, 500 detenidos y 380 casos de tortura.

Los flujos de esperanzados hacia Catemaco, tierra de brujos y hechiceros, son frecuentes y van de la mano del pensamiento mágico y del misticismo que radican en México. Varios famosos habrían acudido allí en alguna ocasión: Carlos Salinas, José Córdoba Montoya, Pedro Aspe, Cuauhtémoc Cárdenas, Andrés Manuel López Obrador, Marta Sahagún, Beatriz Paredes y Raúl Velasco, el otrora conductor estrella de Televisa, tan proclive a las vibraciones cósmicas.Según los brujos, la magia negra o blanca es lo que más piden los gobernantes; la figura de la Santa Muerte también es usada, junto a otros santos populares para realizar sueños de gloria y planes políticos.

Muchos brujos “trabajan” con la Santísima, aunque la esencia de su culto es otra, ya que es una devoción popular a la figura de la Muerte que lleva siglos en México, pero se popularizó en los noventa, sin el reconocimiento de la Iglesia. Hoy tiene entre cinco y 10 millones de seguidores en el mundo y guarda muchas diferencias con la brujería y la magia.

Éstas son prácticas, no cultos, y se usan para modificar la realidad externa a través de evocaciones, rituales, fórmulas y con la fuerza de voluntad. La Santa Muerte se identifica con una deidad-entidad, la muerte, representada con la imagen medieval descarnada que trajeron los españoles y las cofradías católicas durante la Conquista. Espada y cruz. La Gran Segadora huesuda con la guadaña y el mundo en sus manos se parece a las catrinas de Posadas, pero es distinta; en su versión santificada le dicen Niña Blanca, Bonita o Flaquita.

Beto Quintanilla, El mero león del corrido, decía en su canción dedicada a la Santa: “ya hay millones que le rezan, la iglesia empieza a temblar / Abiertamente ya hay curas que la empiezan a adorar / Mafiosos y de la ley se la empiezan a tatuar / Políticos y altos jefes también le tienen su altar”. En el fondo, los corridos hablan con la verdad y el poder, a veces, unen lo sagrado y lo profano, el espíritu y la carne.

Todo culto tiene aspectos exotéricos, pero sobre todo esotéricos, es decir, ocultos y misteriosos. Son exotéricos los rosarios callejeros a la Flaquita o la veneración del pueblo para el Niño Fidencio, San Pancho Villa o Juan Soldado. Son esotéricas las fórmulas que un brujo usa para amarrar a la persona amada y los rituales iniciáticos de una secta.

 Una alianza non sancta

Históricamente la política, en su sentido de ejercicio del poder, ha mostrado cierta atracción por lo esotérico o secreto.

La cercanía de la médium personal de la esposa de Abraham Lincoln y de la astróloga de Nancy Reagan, Joan Quigley, con sus respectivos maridos-presidentes fue emblemática, así como lo es el ascenso de la Skull & Bones, la sociedad secreta más influyente de América, gracias a la adhesión de los Bush, padre e hijo. En Italia, Letizia Moratti, ex secretaria de Educación y alcaldesa de Milán de 2006 a 2011, quien se sentía la Thatcher italiana, se valió de los servicios de un célebre sensitivo que incluso habría influido en la conformación del gobierno municipal.

El líder político y magnate televisivo Silvio Berlusconi es conocido por su vida excéntrica. La revista L’Espresso mostró que su villa de Cerdeña se inspira en una simbología erótico-esotérica, tal vez porque el empresario perteneció a la logia masónica propaganda due (p2), declarada criminal y subversiva por el Parlamento en 1982.  El Venerable Maestro y fundador de esa logia reaccionaria, Licio Gelli, tejió relaciones con el general argentino Eduardo Massera, miembro de la Junta Militar que instauró la dictadura de 1976 a 1983 en ese país sudamericano.

Mito

En el país austral hubo mezcla entre culto y poder. José López Rega, hechicero manipulador de Juan Domingo Perón, en los setenta era el contacto argentino de la p2 y llegó a ser Ministro del Bienestar Social. Mabel Iam era la pitonisa del “presidente de la crisis financiera”, Fernando de la Rúa, mientras que el mandatario populista Carlos Menem tenía una vidente personal en los noventa. También en África, la brujería no sólo es un legado ancestral y tribal, sino que se integra a la política y al capitalismo de cuño europeo: los gobernantes la usan para ganar elecciones y poder.

Por cierto, América le debe mucho al continente negro en cuanto a religiones como la santería, el vudú y el palo mayombe. Éstas, tal como el culto a la Niña Blanca y la brujería, no necesariamente se relacionan con magia negra o negatividades, al contrario. Sin embargo, todo depende de quién las utiliza y para qué.

Y aquí en México, en la época de Fox, García Luna fue jefe de la hoy extinta Agencia Federal de Investigación (afi) y tenía una estatua de la Flaquita en su oficina. Luego, Calderón lo nombró Secretario de Seguridad. Al parecer, García Luna sustituyó la figura típica de la Santa Muerte, el esqueleto con sayal franciscano, con el Ángel de la Muerte, tal como lo recomendaba el autonombrado arzobispo de la Santa Muerte, David Romo, hoy sentenciado a 12 años de cárcel.  Romo fue quien en vano trató de transformar este culto espontáneo y horizontal en una especie de religión, con una institución vertical, una doctrina oficial, sacerdotes y ceremonias establecidas.

En 2005, Gobernación quitó el reconocimiento legal a su Iglesia Santa Católica Apostólica Tradicional México-Estados Unidos, pero la actividad del Padre continuó hasta su encarcelamiento en 2011. La modelo Carmen Campuzano también es devota de la Santa Muerte y le pidió salir de sus problemas de adicción. Gil Olmos cuenta que hasta María Félix la veneraba. Asimismo, en 2004, la cantante y actriz cubana-mexicana Niurka Marcos y su ex pareja Boby Larios se casaron en la Iglesia de Romo.

También hay altares y creyentes en Alemania, España, Italia, Dinamarca, Centro y Sudamérica, Japón y Estados Unidos, pues la migración, el turismo y el internet concurren a su difusión masiva. Las jerarquías eclesiásticas combaten la expansión del culto que, sin embargo, es imparable y autónomo con respecto a instituciones y sacerdotes. En el mercado de Sonora en la Ciudad de México (gran expendio de productos esotéricos del Distrito Federal) la Santa sólo es superada en ventas por la Virgen de Guadalupe, la patrona nacional. No funcionaron los intentos del Vaticano de “liberar del diablo” a los devotos de la Flaca con amenazas de excomunión, con la siembra de altares de su “rival”, San Judas Tadeo, o con la capacitación de exorcistas especializados. Y es que no hay ningún Satanás que extirpar del alma de los “santamuertistas”.

Lo que hay es la crisis de la Iglesia en América, endémica como la pérdida de fieles frente a la avanzada de pentecostales y protestantes o de multinacionales como la Iglesia de la Cienciología y Pare de sufrir. No obstante, el Vaticano sigue en la cúspide de un poder religioso y temporal, global y milenario.

Entre los poderosos, también narcos y criminales, por lo general, son muy religiosos. La conexión mediática Delincuencia-Santa Muerte surgió tras la captura en 1998 del secuestrador Daniel Arizmendi, El Mochaorejas, quien tenía un altar a la Niña Blanca, mismo que se llevó a su celda en La Palma. Sin embargo, Arizmendi tenía también una imagen de la Virgen que pocos medios mostraron.

En abril de 2001, fue arrestado Gilberto García Mena, El June, lugarteniente de Osiel Cárdenas, jefe del cártel del Golfo. En el jardín de su mansión, el ejército halló un santuario de la Blanca: así nació el mito de la narco-santa. Cada vez más, los operativos de la guerra al narcotráfico arrasan los “recintos sagrados” de la Santa Muerte, sobre todo en las carreteras del Norte del país. No obstante, los santos favoritos de los narcos son muchos más de lo que se cree: la Guadalupe y San Judas son importantes, así como el “Robín Hood” de Sinaloa, Jesús Malverde, y la Santísima. En 1996, hasta el poderoso Señor de los Cielos, Amado Carrillo Fuentes, jefe del Cártel de Juárez, le habría mandado a hacer un altar, pero el fenómeno de las narcolimosnas ha involucrado a todo tipo de santos y santuarios, católicos y alternativos.

 Misticismo impostado

 La investigadora argentina Lía Dansker, quien trabajó en correccionales de menores del Distrito Federal, encontró que San Juditas es el más popular entre los jóvenes detenidos, procedentes en su mayoría de barriadas de la capital; que la Santa Muerte crece y está en segundo lugar; y que todos tienen un trasfondo común católico.

Lía conquistó la confianza de los chavos con sus cuentos sobre el primo argentino de la Santa, San La Muerte, y el Gauchito Gil, otro santo prohibido. Para ellos, no sólo se hacen tatuajes o mandas, sino que los más fervientes se implantan una figurilla suya bajo la piel. Si el cuerpo se infecta y la rechaza, no habrá milagro. Históricamente, culto, misticismo y poder se maridaron en la Alemania nazi: una corte de magos, astrólogos y ocultistas rodeaba a Adolf Hitler que los incluyó en las filas de las SS. El jefe de esta organización militar, Heinrich Himmler, solía retirarse en su alcázar de Wewelsburg para realizar rituales iniciáticos y esotéricos, mientras que el führer consultaba a su astrólogo personal antes de tomar decisiones importantes. Hasta su aliado italiano Benito Mussolini tuvo un consejero-esotérico: Giuseppe Cambareri.

El misticismo nazi se basaba en mitos, leyendas y visiones político-religiosas que justificaban la superioridad de la raza aria y los delirios de potencia de sus creadores. Hoy en día, el nazismo esotérico caracteriza, por ejemplo, un partido político como Alba Dorada, que participa en el gobierno de Grecia, y los neofascistas italianos. Un nazi-esotérico conocido en Latinoamérica fue Miguel Serrano, diplomático e intelectual chileno, amigo del poeta fascista Ezra Pound y autor de Hitlerismo esotérico Adolf Hitlerel último avatar.

La organización Nueva Acrópolis, fundada en Argentina por el poeta Jorge Ángel Livraga en 1957, presente en México y otros 40 países, fue definida por el Parlamento Europeo en 1984 como una “agrupación fascista y paramilitar”. El periodista argentino Alfredo Silletta calificó su ideología como un mix de elementos “esotéricos, teosofía, orientalismo, alquimia, astrología y un poco de filosofía griega”.

Los neonazis suelen mezclar y recrear tradiciones y símbolos, ya sean musicales, religiosos o literarios, apropiándose de los más adecuados para su ideología y para sumar adeptos a causas políticas convertidas en cultos y dogmas. Hasta el icono de la Santa Muerte parece apetecible para estos grupos, ya que es muy llamativa y se presta a instrumentalizaciones fáciles, al recordarles elementos fundacionales de la ideología nazi como el sacrificio, la guerra, el valor y, por cierto, la exaltación de la muerte.

De este lado del charco, en Tepito, dicen que la Santa Muerte “no solapa a pendejos, ni enaltece a cabrones”, y es razonable hablando de cultos, poder e ideologías, pues hay límites a la ambición material y espiritual. Tepito es un barrio de artesanos, comerciantes y vividores donde la Santísima es la Patrona porque es “más cabrona que la Virgen” y “hace paros, no sólo milagros”, según sus seguidores. Finalmente, los devotos piden una vida y una muerte buenas, sin dobles finalidades.

Cuenta Alfonso Hernández, sumo cronista tepiteño, que “los mexicanos desprecian Tepito y no se dan cuenta de que a México lo consideran el Tepito del mundo”. Así que del barrio bravo no se escapa, sino que se aprende, porque la sabiduría barrial puede ser directa y filosa como una navaja o estar escondida entre callejones y albures finos.

En México, la Santa Muerte ha tenido cierto éxito entre los pudientes, pero mucho más entre las clases populares, a menudo excluidas por la Iglesia, el Estado y esos mismos poderosos. La Flaca es un soporte espiritual que da protección, trabajo, salud, dinero y seguridad. Son bienes escasos para esos devotos silenciosos que del poder huyen, más que buscarlo.

Foto de Rodrigo Cruz “Mito”.

Film sul caso Aldrovandi gratis on line: E’ stato morto un ragazzo

“E’ stato morto un ragazzo”  – Guarda il film gratis on line – Gli autori del film dedicato al caso di Federico Aldrovandi, Filippo Vendemmiati e Marino Cancellari, hanno deciso di renderlo disponibile gratis on line.

Articolo sui fatti di settimana scorsa e la provocazione del sindicato di polizia COISP contro la memoria a Ferrara.

In questi giorni, dopo la vicenda del presidio organizzato dal Coisp e la risposta degli amici di Federico Aldrovandi in una manifestazione di protesta e di solidarietà molti ci chiedono come poter vedere il film dedicato al caso di Federico “E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati e Marino Cancellari, già vincitore del David di Donatello 2011. Gli autori hanno deciso di renderlo disponibile on line.

Al contempo l’associazione Articolo 21 rinnova la richiesta alle televisioni nazionali di ritrasmettere il film dedicando una serata ai casi oscurati e ancora irrisolti di abuso di potere. Ricordiamo che il film fu trasmesso da Rai3 nel maggio del 2011, ottenendo per altro alti indici di ascolto, nonostante un giorno e un orario poco favorevoli, sabato dopo la mezzanotte. L’anno scorso, all’indomani della sentenza definitiva della cassazione, “E’ stato morto un ragazzo” andò in onda su Rai News diviso in due parti.

Da alcuni giorni è disponibile su Internet anche la mostra fotografica di Claudia Guido ‘Licenza di Tortura’, patrocinata da Articolo 21 e presentata per la prima volta al Festival Internazionale di Ferrara nell’ottobre dell’anno scorso. La mostra ritrae i volti di sopravvissuti e dei famigliari delle vittime (20 ritratti, 11 casi) e ci ricorda che i reati di tortura hanno colpito persone normali e potrebbero accadere a chiunque.  Da sito Rai.

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Polizia ancora contro Aldro

Aldro

Provocazioni. Poliziotti in piazza a manifestare. Una madre di fronte a loro con coraggio, e con la foto del figlio diciottenne massacrato, steso all’obitorio, insanguinato.

Siamo a Ferrara, fuori dal Comune non c’è pace. Ma c’è un paese civile (?). Poi arriva un sindaco che cerca di fare da paciere e parla di provocazioni da parte dei manifestanti-poliziotti. Perché? Il COISP, sindacato di polizia, scende in piazza proprio sotto l’ufficio in cui lavora Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il giovane ucciso  da 4 poliziotti a Bologna la notte del 25 settembre 2005. Fondamentalmente il gruppo protesta perché alcuni colleghi sono stati condannati dopo aver picchiato e soffocato il ragazzo.

Perché insultare anche la memoria? Perché ancora, anche dopo aver ricevuto una sentenza tutto sommato lieve? Il sindaco Tagliani, per evitare problemi, chiede di spostarsi di qualche metro ai manifestanti che erano comunque stati autorizzati a realizzare quella protesta. Maccari del COISP si oppone e poi l’europarlamentare PDL (FLI) Potito Salatto dice al Sindaco che è un maleducato dopo che questo gli ha ribadito che la protesta è una provocazione bella e buona.

I poliziotti si trovavano lì per un congresso indetto contro la carcerazione dei loro 4 colleghi, condannati per omicidio colposo in seguito alla conferma della sentenza definitiva. La condanna è stata di 3 anni e mezzo, ma grazie all’indulto hanno preso sei mesi.

Una provocazione? Perché a volte la polizia si dedica a depistare indagini, come è risultato da altre condanne su questo caso? Quelli del COISP (alcuni membri del sindacato) sono gli stessi che tre anni fa, in Veneto, sostennero e aiutarono a stilare la lista degli scrittori da “mettere al rogo” (vedi breve documentario sul caso Rogo di Libri) di cui si servirono alcuni funzionari locali per farsi pubblicità come “buoni censori” e magari mettersi in mostra con i capi di PDL e Lega Nord che da Roma li guardavano. Un altro atto che non saprei come definire, anzi sì. Autoritario? Repressivo? Fascista?

Sono germi di una cultura durissima a morire, mai spenta, che si rinnova nelle menti, nelle azioni, nella pubblica amministrazione e nei gangli vitali dei paesi stanchi. Una cultura che si rafforza in rigurgiti corporativisti e incivili. Abbiamo assistito tutti alle beffe “Diaz” e  ”G8 di Genova”. La storia continua, ma fa vari passi indietro in certi angoli sfortunati del mondo. Immagino e sento la beffa, il dolore di Patrizia, in piazza da sola con la foto e il ricordo del figlio. Da lontano provo a stare con lei.

Il commento di estense.com (vedi anche link all’articolo di cronaca e ai video): Non ci sono parole. Non ci sono parole perché, nel corso di quella che era presentata come una manifestazione pacifica di un sindacato di polizia, un sindaco si è sentito dire di andarsene dalla sua piazza e una madre è stata costretta a mostrare la foto del figlio morto per colpa di coloro in solidarietà ai quali era stata indetta una manifestazione. 

Ecco il comunicato di Comitato “verità e giustizia per Aldro”Bologna.

Stamattina c’è stata l’ennesima e ancora più grave provocazione contro la mamma di Federico.

Un manipolo di poliziotti facenti capo al Coisp hanno svolto una manifestazione in difesa dei quattroresponsabili della morte di Aldro e per questo condannati a espiare il residuo di pena (sei mesi) in carcere.La cosa è ancora più grave di quanto si possa immaginare, perché la manifestazione si è svolta sotto le finestre dell’ufficio comunale dove, come tutti sanno, Patrizia Moretti lavora.

Le intimidazioni che le varie iniziative svolte da questo sindacatucolo di polizia hanno assunto un chiaro intento provocatorio, nella città di Ferrara e nella dignità di ogni persona sensibile a quanto accaduto, l’uccisione di Federico Aldrovandi, ed hanno raggiunto un livello di guardia che deve immediatamente cessare. Ancor più se l’oggetto di tali intimidazioni sono Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi.

E’ nostra ferma intenzione organizzare al più presto, una forte e risoluta risposta  a questa sbirraglia, incapace di accettare o semplicemente capire che la blanda condanna inflitta ai quattro agenti responsabili della morte di Federico è poca cosa e se sentenza c’è stata loro devono essere i primi a rispettarla.

Infine permettetemi solo una piccola nota da Wikipedia da rileggere. Il caso Aldrovandi è la vicenda giudiziaria e di cronaca che ruota intorno all’assassinio dello studente ferrarese diciottenne Federico Aldrovandi. Il 6 luglio 2009 quattro poliziotti vengono condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per “eccesso colposo in omicidio colposo“. Il 21 giugno 2012, dopo l’iter giudiziario, la corte di cassazione ha confermato la condanna.

Mi son bloccato qua: Eccesso colposo in omicidio colposo.

@FabrizioLorusso

Istituto Italiano di Parigi: protesta e petizione su Avaaz

IIC PArigi

“Con il presente documento si richiede espressamente alla Dottoressa Marina Valensise, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi un comunicato ufficiale di delucidazioni riguardo ai fatti inerenti alla presentazione del seminario Giovanni Gentile: un pensiero in atto, svoltosi il 2 febbraio 2013 presso i locali dell’Università della Sorbona di Parigi e sponsorizzato dal medesimo Istituto Italiano di Cultura”.

Firma qui la Petizione su Avaaz

RICHIESTA DI DELUCIDAZIONI DA PARTE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI

Perché è importante: Con il presente documento si richiede espressamente alla Dottoressa Marina Valensise, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi un comunicato ufficiale di delucidazioni riguardo ai fatti inerenti alla presentazione del seminario Giovanni Gentile: un pensiero in atto, svoltosi il 2 febbraio 2013 presso i locali dell’Università della Sorbona di Parigi e sponsorizzato dal medesimo Istituto Italiano di Cultura. (Vieni a conoscenza anche di quanto succede all’Istituto Italiano IIC in Messico-Link).

I FATTI
Il 30 gennaio sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, viene annunciato un seminario in onore di Giovanni Gentile. La presentazione in italiano è così formulata: “Giovanni Gentile: un pensiero in atto: In occasione della traduzione in francese di Spirito, atto puro e de La Rinascita dell’Idealismo presso le Edizioni Hermann, Andrea Bellantone, specialista del filosofo italiano, e docente all’Istituto Cattolico di Parigi, organizza un convegno alla Sorbona attorno al pensiero del grande filosofo del XX secolo Giovanni Gentile”.
Cliccando sulla dicitura “français”, la presentazione continua e istruisce il lettore francese definendo Gentile “il filosofo dell’idealismo che fu teorico dell’atto puro, rifondatore del liceo italiano e che finì tragicamente i suoi giorni, vittima della guerra civile del 1944, assassinato a Firenze da una banda di partigiani”.Il 30 gennaio medesimo, la presente nota biografica scatena immediatamente accese e sdegnate reazioni. Enrico Persico Licer, Presidente della sezione ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Parigi invia una lettera di protesta alla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Dott.ssa Marina Valensise e per conoscenza al console generale Andrea Cavallari; Elio Rampino, presidente della Sezione ANPI della Repubblica Ceca, scrive una lettera di protesta alla Dottoressa Marina Valensise; Olivier Favier, storico e italianista francese, scrive un vibrante articolo di protesta sul sito onnedormirajamais.org; una lettera, redatta in italiano e in francese, è indirizzata alla Dott.ssa Marina Valensise da moltissimi cittadini italiani e francesi che ribadiscono con forza di avere a cuore i fondamenti delle loro rispettive Repubbliche.Sempre il 30 gennaio, il Professor Andrea Bellantone, organizzatore del seminario su Giovanni Gentile nonché professore di Filosofia Moderna presso l’istituto Universitario Cattolico di Parigi, scrive diverse e-mail indirizzate a Olivier Favier, nelle quali assicura a più riprese la sua totale non adesione alla presentazione di Gentile, così come redatta dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.Il 31 gennaio il sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi corregge la nota biografica su Gentile in questi termini: “rifondatore del liceo sotto il fascismo e che finì tragicamente i suoi giorni, pagando i suoi errori politici in favore della dittatura, all’epoca della guerra civile e di Liberazione.”

Il 2 febbraio, come previsto, si svolge il seminario, secondo una normale e ineccepibile prassi accademica. La partenza anticipata della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Dottoressa Marina Valensise, non le permette di dare spiegazioni sul testo contestato o di rispondere a domande sullo stesso durante il dibattito con gli astanti, tra cui erano presenti, tra gli altri, dei rappresentanti della sezione di Parigi dell’ANPI, Bruna Lo Biundo, francesista e ricercatrice per diversi istituti storici, Gerardo Maffei, autore e regista italiano e Olivier Favier.

Ad oggi nessuna spiegazione ufficiale o in via privata è stata fornita ai mittenti delle lettere di protesta dal loro destinatario.
MOTIVAZIONI E CONTESTO
Giovanni Gentile, da un punto di vista storico, che non può essere ignorato tanto il suo pensiero si conforma alle sue azioni, è un gerarca fascista: Ministro della Pubblica Istruzione, nominato da Mussolini, dal 1922 al 1924; redattore del Manifesto degli intellettuali fascisti del 1925; dal 1928 al 1941 ricopre importanti cariche universitarie e accademiche; nel 1938 è il primo firmatario del Manifesto della Razza (apertamente antisemita); il 24 giugno 1943, in una fase critica della seconda guerra mondiale, tiene al Campidoglio il tristemente famoso Discorso agli italiani, che esorta la nazione a restare unita sotto la guida del Duce e che porterà alla fondazione della Repubblica Sociale Italiana; dal 1943 alla morte nel 1944 segue Mussolini a Salò (RSI).

L’articolo 1 della Costituzione Italiana sancisce che «L’Italia è una Repubblica Democratica», quindi fondata su valori, che essa condivide con la Francia, che sono contro ogni forma di dittatura, a fortiori fascista. La lotta di tutti coloro che si opposero al fascismo storico ha avuto forme e colori politici diversi. Tra esse è innegabile, dal punto di vista storico, l’importanza della lotta armata partigiana. Il 25 aprile, festa nazionale italiana, si celebra la « Liberazione » dell’Italia dal fascismo ad opera delle forze alleate e dei partigiani italiani.

Assodati questi fatti, è doveroso indignarsi che un’Istituzione Italiana, finanziata da denaro pubblico, faccia uso di termini quali «guerra civile» per definire la guerra di Liberazione, e «banda» per definire i resistenti italiani, facendo inoltre passare per «vittima» uno dei maggiori intellettuali del fascismo e istigatore della leva forzata per la difesa della Repubblica di Salò.
Sdegno tanto più necessario in un momento in cui sono chiari e sempre più presenti i segnali di un nuovo revisionismo che va ben al di là dei confini italiani e che per l’Italia, tra i molteplici esempi, si manifesta con il discorso del 27 gennaio 2013 all’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Milano in cui Silvio Berlusconi dichiara «Il fatto delle leggi razziali è la peggior colpa del leader Mussolini che per tanti altri versi invece aveva fatto bene»; con la costruzione, finanziata dalla Regione Lazio, nell’agosto 2012, di un mausoleo al criminale di guerra Rodolfo Graziani, generale d’armata fascista e ministro della difesa della Repubblica di Salò; con la richiesta di disegno di legge presentata nel 29 marzo 2011 dal senatore del Pdl, Cristano De Eccher, al Senato per l’abolizione della XII norma transitoria e finale della Costituzione Italiana, ovvero quella che sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Olivier Favier, storico e italianista, redattore della petizione
Bruna Lo Biundo, francesista e ricercatrice per diversi istituti storici, redattrice della petizione
Gerardo Maffei, autore e regista, redattore della petizione
Maria Cristina Mastrangeli, traduttrice e regista, redattrice della petizione

Infine un video emblematico sui “rappresentanti” e gestori della cultura italiana all’estero: 

Il Foglio.It: misoginia e istigazione al femminicidio

Parlavamo del femminicidio su questo blog (vedi link) proprio una decina di giorni fa con il caso di Avvenire e il video del collettivo delle Arrabbiate. Ed ecco un nuovo post sulla falsa riga di quell’intervento reazionario di Maurizio Patriciello. Poi ho visto su FaceBook (da una foto diInformazione Libera) un pezzo assurdo. Ci ho pensato una ventina di secondi e mi son chiesto se valeva la pena scriverci sopra un post e, magari, aumentarne così l’importanza e fare il gioo del giornale che prova a farsi “pubblicità”…ma credo che non vadano ignorate certe cose. Ricordiamo che moltissime iniziative liberticide in passate sono cominciate come semplici esperimenti, quasi per scherzo, con tanta ironia e indifferenza, magari con un po’ di sufficienza. E poi? Il morbo dilaga.

Giudicate voi, lo copio sotto da il Foglio di Giuliano Ferrara, in una rubrica fissa (!!) chiamata Preghieraa cura di Camillo Langone che il 23 agosto s’è riferito alla vicenda di Daniele Ughetto, arrestato a Torino per (presunto) omicidio (vedi link alla notizia qui). Il post sembra uno scherzo ma non lo è (o almeno io non lo capisco, sono limitato). E’ follia allo stato puro e si tratta di una rubrica su un giornale nazionale, non uno sfogo misogino su qualche sito neonazista.

Per Daniele Ughetto -Piampaschet, che forse ha ucciso per amore una donna nigeriana, di mestiere puttana. Spero non sia stato lui, e se invece è stato lui spero gli venga comminata una pena mite perché chiaramente aveva perso la testa. Una preghiera per Daniele eccetera e per tutti noi maschi che al buio non capiamo più niente. Che ci si attenga sempre alla regola seguente: mai passare la notte con qualcuno con cui ti vergogneresti di passare il giorno. Le negre sono bellissime, e dopo il tramonto anche i trans sono favolosi, e così molte altre battone, baldracche e lapdancer. Ma hai davvero voglia di svegliarti con loro, al mattino? E le porteresti a pranzo nel tuo ristorante abituale? O da tua mamma? La vergogna e il controllo sociale non hanno niente di bello però qualcosa di utile sì. 

Ecco il commento che sottoscrivo, diffondo e riporto dal blog Comunicazione Di Genere, se cliccate trovate il resto e anche una lettera diretta all’Ordine dei Giornalisti.

Può una testata nazionale avere un articolo simile? Un articolo non solo razzista, omofobo ma sopratutto vergognosamente misogino poiché si giustifica un femminicidio, perché una donna che fa la prostituta non si può presentare alla mamma. Da una parte c’è la mamma e da una parte la “puttana”, quella con cui puoi scoparci solo la notte e non puoi presentare alla mamma perché non è una ragazza per bene. Per Camillo Langone sono motivi validi per uccidere una donna e per dedicagli una preghiera perchè i maschi non si controllano. E’ vergognoso.

Il Foglio è anche un giornale che non si fa tanti scrupoli per definire una donna che abortisce come un assassina. Come mai agli assassini di donne fa sconti? E’ chiaro che per certi esponenti la donna occupa una posizione infima della scala sociale sopratutto se non è “una donna da sposare”. E’ possibile che nessuno prenda provvedimenti contro i nostri mass media?.