L’antifascismo non è un valore…

Riporto una lettera di protesta inviata da una lettrice al blog Salva la Scuola Pubblica che si lamenta giustamente di quanto sta accadendo a Vicenza con la diffusione della rivista dei giovani Pdl (gruppo Giovane Italia) Stile italiano nelle scuole e con le iniziative inquietanti di alcuni politici locali.

Un esempio è rappresentato proprio dall’autrice dell’articolo “L’antifascismo non è un valore”(se vuoi leggerlo  scaricalo qui, dal numero di dicembre 2010) di cui si parla nella lettera, cioè l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della regione Veneto, Elena Donazzan (Leggi il dossier su di lei), già nota per la proposta di distribuire Bibbie gratis (o meglio a spese dei contribuenti) in tutte le scuole primarie e anche per i tentativi di censura di queste ultime settimane contro alcuni autori italiani e stranieri.

Mi riferisco alla minaccia d’inviare una lettera ai presidi sconsigliando alcuni libri che riprende la scandalosa proposta, trasformata in una vera e propria mozione di Raffaele Speranzon, consigliere comunale a Venezia che l’ha presentata il 25 gennaio scorso. Leggi la rassegna stampa e di interviste sul caso “rogo di libri” in Veneto.

Ecco il post:

Postiamo una lettera che ci è arrivata ieri.
Mette un altro tassello nel quadro di un’Italia, e di molti personaggi, che vanno proprio in direzione opposta a quella che sembra giusta a noi e per la quale noi, caparbiamente, vogliamo continuare a lavorare.

Vi scrivo perché l’indignazione che provo ormai risulta insopportabile: questa mattina la mia scuola (di Vicenza) era intasata da centinaia di fascicoli della rivista “Stile Italiano” della Giovane Italia; l’editoriale è firmato dall’assessore regionale veneto Elena Donazzan e il titolo è “L’antifascismo non è un valore”.

Questa volta non ho letto l’articolo, ho fatto per una volta come milioni di italiani che si fermano al titolo e ho pensato che il messaggio in fondo è semplicemente questo, al di là delle argomentazioni proposte.

Non ho parole che esprimano il senso di rabbia e di impotenza che provo e che proviamo noi che cerchiamo di trasmettere i valori costitutivi della nostra nazione. Ormai la misura è colma, dopo che sono stati messi all’indice gli autori che io amo oppure ammiro o semplicemente sono contenta che esistano! Non sarà l’ora di chiedere le dimissioni di questa signora?

Beatrice Peruffo

5 risposte a “L’antifascismo non è un valore…

  1. La Prof.ssa Peruffo ha ragione, si potrebbe anche chiedere che “quella” si dimetta ma purtroppo una volta raggiunto l’apice figuriamoci se quel tipo di personaggi molla la poltrona, non se ne vanno. L’unica cosa è sperare in un virus che se li pigli tutti …. e noi continuiamo a protestare e a far girare le notizie. Grazie Fabrizio!

  2. La verità è che – Donazzan o non Donazzan – l’antifascismo (vangelo americano e sovietico) è fallito. E la storia è necessario riscriverla intera, dicendo cos’è successo veramente. Bombe atomiche americane, 100 milioni di morti del comunismo, crimini partigiani del dopoguerra non sono invenzioni della Donazzan: è storia. E ve la dovete trangugiare tutta, volenti o nolenti. Paolo Marin
    PS/Avete inventato leggi (mandato d’arresto europeo, legge Mancino ecc.) per mandare in galera chi non la pensa come voi.
    PS 2/E’ vietato commemorare gli assassinati di Valdobbiadene massacrati da banditi partigiani e riconosciuti come tali dai tribunali della Repubblica antifascista

  3. Dimettetevi voi…..Magari dopo aver studiato un po’ di storia. Fate schifo!!!

  4. Credo che siamo su due piani diversi. L’antifascismo rappresenta un valore come opposizione all’autoritarismo e al totalitarismo che nella realtà italiana assunse (e in parte continua ad assumere) prevalentemente le forme del fascismo coi tratti storici che, spero, conosciamo. Probabilmente nel nostro paese non si raggiunsero gli estremi totalitari staliniani ma resta il fatto che la Repubblica, la Costituzione e i valori che l’hanno fatta nascere e vivere provengano dall’esperienza e dal rifiuto del fascismo a vari livelli. Ripudiarli non conviene a nessuno, tranne a chi s’ispira in quelli e li ripropone sotto mentite (e non troppo!) spoglie. In altri paesi come la Russia, poi Urss, le forme del totalitarismo furono diverse e prendono altri nomi. In questo post non si sostengono altri tipi di regimi autoritari o totalitari né s’è scritto che la bomba atomica, i morti del “comunismo” e le leggi approvate negli ultimi anni siano da considerare positivamente e come elementi dell’antifascismo come valore. Magari non chiamiamolo più antifascismo, chiamiamolo anti-autoritarismo o difesa della democrazia e delle libertà, in un’ottica più liberale, ma ciò non toglie che nella nostra storia l’autoritarismo abbia coinciso durante una fase importante con il fascismo e che da questa fase (dal suo ripudio anche) siano nate le istituzioni e la Costituzione che oggi reggono il nostro sistema, per cui, non vedo perché chiamare l’antifascismo con altri nomi o perderne la memoria.

  5. I do enjoy the way you have framed this specific concern and it really does offer us a lot of fodder for consideration. On the other hand, from everything that I have witnessed, I just simply trust when other feedback pack on that folks stay on point and in no way start upon a soap box regarding some other news du jour. All the same, thank you for this fantastic piece and though I do not really agree with it in totality, I respect your viewpoint.

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