La mozione dei censori di Venezia e i passi indietro

Siccome uno dei personaggi su cui molto s’è scritto qui e altrove in questi giorni, Raffaele Speranzon, ha effettivamente presentato una mozione in giunta a Venezia, mi sembra doveroso riprodurne alcune parti e segnalare il link per rendere note le intenzioni liberticide dell’atto.
La solidarietà con le vittime del terrorismo di qualunque colore, che sento di dover esprimere apertamente ed empaticamente, non mi esime dal chiedere spiegazioni alla giustizia e alle istituzioni, anche e soprattutto in chiave “storica”, oltre ad esigere da queste e dai nostri rappresentanti il rispetto pieno della libertà di pensiero e della Costituzione, cosa che sta venendo a mancare.
Invece arrivano provvedimenti populistici mossi da interessi strumentali da parte di chi nemmeno conosce completamente la storia dei casi che utilizza per un obiettivo che è semplicemente repressivo e propagandistico (per esempio, la stessa mozione contiene diversi errori e sviste gravi).
Ne derivano un grande impatto nei media e forse una buona visibilità per i politici di turno che propongono cose del genere ma poi non ne scaturisce nessuna soluzione concreta, magari s’intimidisce qualche funzionario o dipendente pubblico riducendo gli spazi di libertà nel paese, e al contempo si attenta contro la Costituzione e la dignità degli intellettuali e dei cittadini che chiedevano e chiedono chiarezza e trasparenza, ieri e oggi. Eccovi la mozione 423 presentata al Sindaco al Presidente del Consiglio comunale, ai Capigruppo consiliari e al Vicesegretario Vicario.

Venezia, 25 gennaio 2011

Oggetto: togliere ogni sostegno a Cesare Battisti

Il Popolo della Libertà, mozione n.423 presentata in consiglio comunale di Venezia il 25 gennaio da Raffaele Speranzon, Michele ZUIN, Sebastiano COSTALONGA, Marta LOCATELLI, Luca RIZZI, Antonio CAVALIERE, Saverio CENTENARO, Lorenza LAVINI, Cesare CAMPA, Renato BORASO, Alessandro SCARPA.


Nella quale si impegnano sindaco e giunta a

• Ad individuare, fino a quando non decidano di ritirare pubblicamente la propria adesione dal manifesto a sostegno di Battisti, delle forme di boicottaggio civile, ad esempio non concedendo gratuitamente sale di proprietà del Comune di Venezia per dibattiti o altre iniziative, nei confronti di coloro i quali hanno mortificato le aspettative di giustizia da parte dei familiari delle vittime di Battisti e dell’intera comunità civile;

• A manifestare l’indignazione della città intera nei confronti di Marco Philopat, Luigi Bernardi, Elia Spallanzani, Valerio Evangelisti, Domenico De Simone, Christian Raimo, Tiziano Scarpa, Nicola Baldoni, Alessandro Mazzina, Alessandro Bertante, Lello Voce, Massimo Carlotto, Giuseppe Genna, Nanni Balestrini, Catalano, Michele Monina, Stefano Tassinari, Giovanni Zucca, Sandrone Dazieri, Giorgio Agmben, Mauro Smocovich, Enrico Remmert, Rossano Astremo, Gianfranco Manfredi, Tommaso Pincio, Pino Cacucci, Simone P. Barillari, Ray Luberti, Monica Mazzitelli, Francesco Cirillo, Fausto Giudice, Massimiliano Governi, Giovanni De Caro, Dario Voltolini, Roberto Saporito, Antonio Moresco, Enzo Fileno Carabba, Luca Masali, Vittorio Catani, Girolamo de Michele, Cristina Brambilla, Laura Grimaldi, Gabriella Fuschini,

ricordando loro che il Comune di Venezia è stato ferito più volte dal terrorismo negli anni di piombo e che considera moralmente inaccettabile e censurabile la loro firma in calce ad un documento nel quale il pluriomicida Battisti viene definito uomo “onesto, profondo, arguto”, un romantico idealista vittima in Italia di una giustizia criminale.

Testo della mozione

Elena Donazzan ha invece fatto un passo indietro. Ha dichiarato: “Non è più necessaria alcuna lettera, perché l’obiettivo e’ stato raggiunto: stigmatizzare le firme a favore di  Cesare Battisti”. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro aveva preannunciato l’invio di una lettera alle scuole del Veneto, in cui invitava a non adottare i libri di autori che avevano  firmato il manifesto pro Battisti, come lo chiama lei. Nel 2004 l’appello chiedeva la non estradizione di Battisti dalla Francia e poneva l’accento anche sulla necessità di chiudere un ‘epoca storica adeguatamente.

“E siccome – aggiunge Donazzan – non intendo dare ulteriore fiato ad una polemica creata a priori, ho inteso non inviare alcuna lettera a supporto del giudizio di condanna dato da tutte le Istituzioni italiane con in testa il Capo dello Stato, per chiudere  con il mio Presidente di Regione Luca Zaia, che hanno giustamente definito Battisti un delinquente”. Ma l’invito a censurare e boicottare libri e autori, che c’entra?
“L’intento – conclude l’assessore regionale – è stato raggiunto: isolare nei fatti e nei giudizi quanti, mi auguro improvvidamente, hanno inteso sostenere l’impunita’di Battisti”.
Come possiamo dare adito a una che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?

Oggi consiglio l’Articolo di Evelina Santangelo
“Scrittori e Battisti. La censura non è mai stata una buona idea” e il blog http://rogodilibri.blogspot.com/

 

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