Archivio dell'autore: Fabrizio Lorusso

Neoliberalismo de guerra en México @ZonaFrancaMx @Desinformémonos

neoliberalismo de guerra.jpgUna de dos. Neoliberalismo, política, militarización

En redes circula un texto interesante del colectivo Antónima. Educación alternativa y popular que vale la pena retomar en algunas partes. Dice: el mito del esfuerzo individual es una creencia generalizada y uno de los pilares de la ideología neoliberal. Siempre nos presentan historias de “éxito” en que algún individuo pobre logra un ascenso social o se vuelve millonario, pero en realidad eso ocurre con un porcentaje ínfimo de la población pobre.

Bueno. Pensar que la desigualdad deriva de que unos se esfuercen y otros no es un discurso ideológico según el cual todas las carencias de una personas dependen sólo de su acción individual. Las frases “es pobre porque es flojo” o “si quieres, puedes” son prejuicios comunes en el mito de la meritocracia.

El mito promueve el individualismo, rompe la solidaridad social y esconde que pobreza y desigualdad son fenómenos estructurales. Nos enseñan a ver al pobre como una excepción, distante de los demás.

Lo mismo ocurre con la violencia y la militarización, cuyas víctimas son presentadas como daños colaterales o hasta culpables por el gobierno y algunos comunicadores.

Se cree que “los malos se están matando entre ellos” para tener una falsa serenidad de que no nos va a pasar nada.

Pero así se esconde la dimensión política, las decisiones que están detrás de estas violencias, económicas y físicas, que tanto nos afectan.  Continua a leggere

“C’è una guerra dietro alle cartoline turistiche del Messico”. Corrispondenza su lotte, clima elettorale, privatizzazione dell’acqua e difesa delle risorse @Radiondarossa

foto Messico

Corrispondenza con un compagno dal Messico su lotte e clima pre-elezioni del primo luglio 2018. Ripreso da RADIO ONDA ROSSA – Ascolta qui link
“C’è una guerra dietro alle cartoline turistiche delMessico”
Capitalismo di espropriazione, narcos, guerra civile, paramilitarismo, risorse in Chiapas e violenza politico-criminale. Interessante podcast e testimonianza diretta.
Data di trasmissione

 

 

Messico: ammazzano Victor Díaz, sindaco di Tecalitlán, città dove sparirono i tre italiani @espressonline #RioBravoBlog

victor diazQuesta mattina i flussi di notizie e commenti sulla storica vittoria di Andrés Manuel López Obrador nelle elezioni presidenziali messicane sono stati interrotti abruptamente da una nota di cronaca su cui probabilmente si avranno aggiornamenti nelle prossime ore. Ne parlo qui perché è legata al caso de tre cittadini italiani (Raffaele e Antonio Russo, Vincenzo Cimmino) che sono stati vittime di sparizione forzata (cioè sequestrati dalla polizia locale, quindi da funzionari pubblici del Comune, e probabilmente consegnati ad altri gruppi armati) in Messico nel mese di gennaio e che per alcune settimane sono stati al centro delle cronache in Messico e in Italia. Ne ho parlato qui (blog de l’Espresso) e qui (il Manifesto).

Alle 11.40 del 2 luglio Victor Díaz Contreras, giovane sindaco della città di Tecalitlán, nello stato messicano del Jalisco, è stato raggiunto e ucciso da un gruppo di uomini armati su una camionetta nera e un’auto mentre si recava a visitare i lavori di costruzione di alcuni edifici insieme a impiegata dell’anagrafe e al suo segretario. Gli assassini hanno affiancato da destra e da sinistra con i loro veicoli la camionetta Toyota del sindaco, hanno fatto fuoco con armi lunghe e sono fuggiti a bordo della loro camionetta nera. Per ora non si hanno altre notizie su di loro. L’impiegata è rimasta ferita e il segretario è uscito illeso dall’attentato. Il procuratore del Jalisco, Raúl Sánchez Jiménez, ha dichiarato che le indagini sono cominciate e che sono state applicate misure di protezione per la famiglia del sindaco. Il giorno prima del suo omicidio Dìaz aveva pubblicato su facebook le foto dei vetri rotti dell’auto di suo fratello per denunciare pubblicamente un’aggressione diretta contro la sua famiglia.  Continua a leggere

¡Por el bien de todos, primero los pobres! La prima volta della sinistra con López Obrador

di Fabrizio Lorusso

mapa resultados mexico 2018.jpg[Quest’articolo esce anche sul quotidiano Il Manifesto in una versione ridotta. Per maggiori approfondimenti su López Obrador leggi anche qui] Il Messico cambia direzione dopo una giornata elettorale storica, celebrata per le strade da messe popolari festanti. I partiti conservatori e neoliberisti al potere negli ultimi decenni hanno subito una pesante sconfitta alle presidenziali di domenica scorsa. Per la prima volta la sinistra governerà, guidato da Andrés Manuel López Obrador, noto come «Amlo». «La terza è quella buona», ripeteva Obrador in campagna elettorale, e dopo aver perso nel 2006 e 2012 ora ha vinto col maggior numero di voti della storia. I problemi non sono mancati durante il voto: in alcuni Stati gruppi armati hanno rubato o distrutto le schede e ci sono stati cinque omicidi legati alla violenza politico-criminale.

Durante la campagna elettorale e subito prima sono stati ben 140 i politici o i candidati assassinati. OBRADOR-AMLO era in testa di 20 punti nei sondaggi sugli oppositori – Ricardo Anaya del conservatore Partido Acción Nacional (Pan), José Antonio Meade del centrista Revolucionario Institucional (Pri) e l’indipendente Jaime Rodríguez – ma i conteggi preliminari hanno superato le aspettative e il presidente dell’Istituto elettorale ha comunicato che, con un’affluenza del 64%, Obrador ha il 54% delle preferenze, Anaya il 22%, Meade il 15 e Rodríguez il 5%. La vittoria del suo Movimiento Regeneración Nacional (Morena) si conferma nella capitale, con Claudia Sheinbaum come prima governatrice donna della città, e nei governi di Chiapas, Morelos, Tabasco, Veracruz. Il Pan prende lo Yucatan e Guanajuato, ed è in bilico con il Morena a Puebla. Il Pri perde ovunque. Nel Jalisco vince il Movimiento Ciudadano, partitino di centrosinistra alleato col Pan.  GLI SCONFITTI e lo stesso presidente in carica, Enrique Peña Nieto, hanno subito riconosciuto il risultato, augurando «per il bene di tutto il Messico» che il prossimo presidente abbia successo e garantendo un’opposizione «responsabile e democratica». Amlo, coi suoi 64 anni spesi quasi tutti in politica, è un dirigente navigato.

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#Neoliberalismo, #política, #militarización en #México Videocolumna @ZonaFrancaMx

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Né Trump, né Chávez. Il prossimo presidente messicano AMLO assomiglia a Lula – Rio Bravo Blog @espressonline

amlo2[di Fabrizio Lorusso da Rio Bravo blog de l’Espresso] Domenica primo luglio il Messico affronta le elezioni più importanti della sua storia: sono quasi 89 milioni gli aventi diritto che votano per oltre 3400 funzioni pubbliche, tra cui la presidenza della repubblica, camera e senato, nove governi statali e migliaia di comuni. Nell’aria ci sono sentimenti contrapposti: paura e speranza allo stesso tempo. Per la prima volta è in testa da mesi in tutti i sondaggi un candidato popolare di sinistra, Andrés Manuel López Obrador (soprannominato AMLO per le iniziali). La paura nasce dalle guerre mediatiche sporche delle opposizioni che hanno paragonato Obrador con Chávez e, senza fondamenti, sbandierano lo spauracchio del Venezuela e riprendono antiche campagne di disprezzo contro di lui dipingendolo come “un pericolo” per il Messico. Lascio stare qui la discussione sui limiti e i progressi del Venezuela di Chávez, ma va osservato come in tutta l’America Latina miti e realtà sul Venezuela siano utilizzati da tutte le destre come spaventapasseri propagandistici contro qualunque candidato d’opposizione (come Gustavo Petro in Colombia, per esempio).

Ad ogni modo tanto nei sondaggi come nelle piazze pare prevalere la speranza, l’idea di un orizzonte di rinnovamento democratico e morale della vita pubblica e di cambiamento sociale ed economico che il probabile prossimo presidente ha saputo suscitare. AMLO è stato sindaco di Città del Messico nel 2000-2005 e candidato a presidente nel 2006 e nel 2012 per il partito di centrosinistra PRD (Partido Revolución Democrática). Il PRD ha seguito la parabola del PD italiano e, dopo una svolta centrista e neoliberista e una serie di abbandoni eccellenti che ne hanno sancito il declino inesorabile, è finito nelle mani delle destre e sostiene il giovane yuppy conservatore Ricardo Anaya, dato al secondo posto con venti punti sotto AMLO. Al terzo posto i sondaggi collocano José Antonio Meade, ex ministro tecnico ed economista “Chicago boy” duro e puro proposto dal partito di governo (PRI).  Continua a leggere

Desaparición de personas, nueva Ley y retos para los municipios – Txt de @FabrizioLorusso en @IberoLeon #PropuestasParaLeón2018

Las 15 propuestas León

[Este texto de Fabrizio Lorusso[1] es parte del libro 15 propuestas para León, publicado por la Universidad Iberoamericana León en mayo de 2018 y coordinado por el Dr. David Martínez Mendizábal y el cuerpo académico en Desigualdad Social. Es descargable gratuitamente en PDF aquí-link. Cada tres años, antes de las elecciones municipales de León, Gto., los académicos de la Ibero León realizan investigaciones para señalar en sus áreas de interés los principales problemas de la ciudad, sin duda comunes a muchos municipios del país, y para formular unas propuestas al respecto, mismas que son presentadas a los candidatos en un evento ad hoc. Al final del artículo puedes leer el índice de todas las propuestas].

Problema

La desaparición de personas es un fenómeno complejo por la multiplicidad de factores, contextos y actores que entran en juego en el momento de definirlo, analizarlo y elaborar políticas públicas al respecto. Son 35,410 las personas desaparecidas en el país (con datos de marzo 2018) y el problema se ha vuelto cada vez más grave porque se ha disparado dramáticamente en poco más de 10 años, de la mano de la militarización de los territorios y la aceleración de las reformas estructurales, la impunidad es prácticamente total, no hay ninguna entidad que esté a salvo y la desaparición es, a la vez, causa y eslabón de una larga cadena de violaciones a los derechos humanos y desgarres del tejido social. En 2017 la cifra acumulada en el Registro Nacional de Personas Extraviadas o Desaparecidas (RNPED) alcanzó su nivel máximo histórico: hay 34,660 personas cuyo paradero se desconoce, 1,147 de competencia del fuero federal (atraídos por la PGR) y 33,513 del fuero común. La proporción entre hombres y mujeres es de 24,722 y 8,791 respectivamente en el fuero común y de 960 y 183 en el fuero federal.

En Guanajuato el número de personas desaparecidas llegó a ser de 672 personas (666 del fuero común y 6 del federal) a mediados del 2017 y fue de 578 al corte del 31 de octubre. En León había 84 personas desaparecidas al 30 de julio de 2017 y 78 al 31 de octubre. El municipio ha estado en los últimos años entre los primeros tres del país por desaparición de niños y niños. La variación en las cifras de estos cortes, sin embargo, no da una idea clara de las dinámicas reales que caracterizan el número de personas que desaparecen o son encontradas, vivas o muertas, en un lapso temporal determinado. De hecho en Guanajuato el número de desaparecidos ha llegado a más de 1,200 personas a mediados de 2015 para luego bajar y volver a subir (Madrazo, 2015). En 2017 era la tercera entidad del país por número de niñas y adolescentes (menores de edad) desaparecidas (Espinosa, 2017). En México hay “demasiados registros desvinculados y parciales de personas desaparecidas que no son compatibles ni mutuamente excluyentes entre sí” (CDDHFJL, 2017, p. 69), lo cual dificulta mucho la tarea de construir un diagnóstico y crea confusión sobre la desaparición de personas. El RNPED es el más utilizado y completo, pese a sus imperfecciones e inconsistencias. Según este indicador, en León, Silao y San Francisco del Rincón, hay respectivamente 78, 4 y 8 personas desaparecidas (14, 2 y 2 son mujeres) y 28 (8 mujeres) en Guanajuato capital, pero cabe subrayar que, en el caso de los municipios como a nivel nacional, en el transcurso de un año desaparecen más personas de las que indica el RNPED con sus cortes que, más bien, nos dan sólo una fotografía (borrosa) de la situación en un momento dado.

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#AvenidaMiranda Puntata 37. #Messico, violenza a un mese dalle elezioni @cittadelcapo

USA Mexico Cartels31 mag. – Gustavo Claros, conduttore del programma Latinoamericando di Radio Cooperativa intervista Fabrizio Lorusso sulla situazione della violenza in Messico e nello stato del Tamaulipas a un mese dalle elezioni presidenziali. La campagna elettorale e i sondaggi, che vedono in testa il candidato progressista Andrés manuel López Obrador, domina le prime pagine dei giornali locali insieme ad omicidi, stragi e sparizioni forzate che sono ormai endemici e strutturali in Messico, specialmente in seguito alla militarizzazione della sicurezza pubblica e le riforme neoliberiste degli ultimi anni. Un ringraziamento va a Latinoamericando per la collaborazione.

      Avenida Miranda – 31 maggio 2018 – ASCOLTA QUI LA PUNTATA

Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​

Tutte le puntate di Avenida Miranda.