Archivi categoria: Interviste

La verdadera noche de #Iguala, el muro de #Trump y las #drogas: entrevista con la periodista #AnabelHernández

Marcha Ayotzinapa 8 oct 149 (Small)

Anabel Hernández es una de las periodistas mexicanas más reconocidas en el mundo. Es autora, entre otros, de los libros de periodismo narrativo y de investigación titulados: México en llamas: el legado de Calderón, Los señores del narco y La verdadera noche de Iguala: la historia que el gobierno trató de ocultar, siendo ésta la más completa y actual investigación sobre el caso de los 43 estudiantes de la normal rural de Ayotzinapa, quienes fueron desaparecidos en Iguala, Guerrero, la noche del 26 de septiembre de 2014. Esta es la versión completa en español de la entrevista [Fabrizio Lorusso, de Desinformémonos, Entretextos Ibero León, Tamaulipas en Red, Resumen Latinoamericano]

¿Por qué tuviste que salir de México y cómo fue tu exilio en Estados Unidos?

Antes que nada debo explicar que México es uno de los lugares más peligrosos del mundo para ejercer el periodismo. Esto realmente no sólo es una frase. En México han sido asesinados más de 116 periodistas en los últimos diez años. Sólo el año pasado los asesinados fueron 16 y yo, por desgracia, soy uno de estos periodistas que ha sufrido violencia y atentados a consecuencia de mi trabajo. Continua a leggere

Chi è Tomás Yarrington, politico messicano arrestato a Firenze per narcotraffico? Intervista su @radiondadurto

[Intervista di Andrea Cegna a Fabrizio Lorusso e testo a seguire ripresi da Radio Onda d’Urto] Era latitante da 5 anni l’ex governatore dello stato Tamaulipas, Tomas Yarrington. Ricercato da Messico e Usa per delinquenza organizzata e narcotraffico. La sua fuga si è fermata a Firenze domenica 9 aprile. Dal 2012 era uno dei ricercati internazionali più inseguiti. E’ stato arrestato in piazza Beccaria dalla polizia italiana, le accuse sul suo conto sono quelle di traffico internazionale di stupefacenti tra il Messico e gli Stati Uniti, riciclaggio, nonché frode bancaria.  ASCOLTA il Podcast dell’intervista – LINK Continua a leggere

Parliamo di #Messico: #MiroslavaBreach e gli altri giornalisti uccisi su @vocidelmattino @Radio1Rai

Giornalisti messico

“La strage dei giornalisti in Messico” a Voci del Mattino, Radio Uno, un programma propone quotidianamente notizie, rassegna dei media esteri e approfondimenti sull’attualità, con particolare attenzione ai temi internazionali.

Scarica l’intervista a Fabrizio Lorusso – link download diretto – Ascolta l’intera puntata di voci del mattino del 3 aprile 2017 – link – L’intervista sul Messico e sul caso miroslava Breach, giornalista uccisa il 23 marzo scorso nello stato di Chihuahua, dal minuto 6 circa.

Conducono, dal lunedi al venerdi Paolo Salerno, il sabato Lorenzo Opice – In redazione: Rita Pedditzi, Colomba Sampalmieri – Assistenti al programma: Francesca Alibrandi, Roberta Genuini, Maria Grazia Santo e Claudio Urbani. Regia di Mauro Convertito.

La memoria, una diáspora migrante. Entrevista con Horacio Castellanos Moya

VERACRUZ_IMG_7741.JPG_14952214-704x400[di Caterina Morbiato – da Confabulario] En entrevista, el escritor salvadoreño Horacio Castellanos Moya aborda las causas de la migración, desde la “democratización de la violencia” al uso del terror como estrategia de control político, además de la memoria como territorio de identidad y pertenencia.

Provocadora, impúdica, sarcástica. No cabe duda que la prosa del escritor salvadoreño Horacio Castellanos Moya (Tegucigalpa, 1957) ha sabido inspeccionar la realidad social centroamericana de los últimos tiempos. Obras como El asco, Insensatez, La sirvienta y el luchador y El arma en el hombre nos escupen en la cara los esperpentos más macabros de la violencia que ha destrozado países como El Salvador y Guatemala, sin dejar de registrar con precisión de cirujano el inacabable dolor que ahí se vive.

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La vera notte di Iguala e il caso Ayotzinapa: intervista con Anabel Hernández

[di Fabrizio Lorusso – da Carmilla e FrontiereNews] Anabel Hernández è una delle giornaliste d’inchiesta più riconosciute del Messico. E’ autrice, tra gli altri, dei libri La terra dei narcos. Inchieste sui signori della droga[*], Messico in fiamme. L’eredità di Calderón e La vera notte di Iguala, l’inchiesta più attuale e contundente sul caso dei 43 studenti di Ayotzinapa, scomparsi a Iguala, nel meridionale stato messicano del Guerrero, la notte del 26 settembre 2014. Per le minacce e le aggressioni ricevute, che hanno coinvolto direttamente lei, la sua famiglia e i suoi vicini, Anabel vive da più di sei anni sotto scorta. Dall’agosto del 2014 e all’agosto del 2016, s’è dovuta rifugiare negli Stati Uniti, dove ha potuto vivere coi suoi figli grazie a una borsa di studio del programma di studi in giornalismo dell’Università della California a Berkeley. Ho conversato con lei delle sue scoperte sul caso dei 43 studenti desaparecidos di Ayotzinapa, sulla corruzione delle autorità e il ruolo dell’esercito, sulla situazione dei cartelli del narcotraffico, sul muro di Trump e sulla legalizzazione delle droghe. Questa è la versione integrale dell’intervista di cui alcuni estratti sono usciti su Huffington e su Ctxt. Esce oggi su Carmilla in collaborazione con Frontiere News [Foto “Ayotzinapa” di Diego Simón Sánchez / Cuartoscuro].  Continua a leggere

Vogliamo cambiare tutto. Intervista a Verónica Gago sullo sciopero delle donne in Argentina

[Oggi 8 marzo, sciopero transnazionale delle donne, riprendiamo con piacere questa intervista a Veronica Gago, intellettuale e attivista argentina, sul movimento argentino #NiUnaMenos].

di Maura Brighenti e Paola Rudan – da Connessioni precarie

Pubblichiamo sul nostro sito ‒ e in contemporanea su euronomade.info ‒ un’intervista a Verónica Gago, compagna Argentina impegnata nel percorso di NiUnaMenos e nell’organizzazione dello sciopero dell’8 marzo. Verónica pratica da tempo quella che in Italia chiamiamo «inchiesta militante», all’interno del Colectivo Situaciones e della casa editrice indipendente Tinta Limón. Nella sua militanza ha incrociato movimenti dei disoccupati, collettivi di migranti, esperienze femministe latinoamericane e molte situazioni di lotta con l’intento di tracciare le mappe complesse dell’economia popolare in Argentina e nella regione latinoamericana[1]. Proprio questo sguardo, che riconosce il ruolo fondamentale delle donne e del loro lavoro nel conferire vitalità all’economia popolare, offre una prospettiva privilegiata per osservare lo sciopero globale dell’8 marzo.

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Intervista con Idalina Bordignon: suora missionaria in Repubblica Dominicana impegnata nella difesa dei diritti dei migranti

di Raúl Zecca Castel

reconocido[in collaborazione con FrontiereNews] In Repubblica Dominicana, una discussa sentenza della Corte Costituzionale ha revocato la cittadinanza a oltre 200mila persone di origine haitiana determinando una situazione di forte conflitto sociale dai risvolti inquietanti. Abbiamo deciso di parlarne con Idalina Bordignon. Missionaria scalabriniana, Idalina Bordignon è direttrice del Centro de Atencion Jesus Peregrino, ONG religiosa che con il supporto dell’UNHCR è impegnata nella difesa e nella tutela dei diritti dei migranti. Fondato nel 1991 a Consuelo, nella provincia di San Pedro de Macoris – regione orientale della Repubblica Dominicana -, il CAJP svolge un lavoro prezioso, soprattutto in area di supporto legale, per migliaia migranti haitiani colpiti da una sentenza clamorosa.

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Il Messico nell’era Trump

Le reazioni al muro annunciato dal presidente Usa

Messico.jpg(Di redazione) (da Radio Città Fujiko)

Ad un mese dall’entrata in carica di Donald Trump, in Messico regna ancora l’incredulità per i primi atti ed annunci del presidente statunitense. La risposta del presidente messicano Peña Nieto è balbettante e anche la sinistra è confusa. La forte dipendenza dell’economia messicana dagli Usa spunta le armi contro il muro voluto dal tycoon.

Se Trump costruirà effettivamente il muro, i messicani troveranno il modo di aggirarlo, anche scavando tunnel. È questa l’ironia e la caparbietà con cui l’uomo della strada messicano reagisce all’idea espressa dal neo-presidente statunitense Donald Trump, che ha annunciato la costruzione dell’ormai famoso muro al confine tra Stati Uniti e Messico.
Ad un mese dall’insediamento del tycoon, però, nel Paese centramericano sembra regnare ancora l’incredulità, da un lato per una vittoria inaspettata, dall’altro perché Trump sembra voler davvero dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale.

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