Archivi categoria: Interviste

La Comune di Quito: dentro l’insurrezione in Ecuador

Ecuador 1.jpgda Facção Fictícia

All’inizio di ottobre, un’onda di proteste ha occupato le strade dell’Equador contro i tagli al sussidi al diesel e alla benzina e il relativo aumento dei beni di prima necessità. L’agitazione si è transformata nella maggiore insurrezione popolare del paese dagli ultimi decenni. Manifestazioni indigene sono arrivate alla capitale Quito e hanno occupato l’edificio del Parlamento e migliaia di manifestanti hanno affrontato le forze di polizia del presidente Lenin Moreno, obbligando il governo a cambiare la sua sede dalla capitale del paese per tentare di scappare dall’insurrezione popolare. Moreno è il successore e ex-vice presidente del progressista Rafael Correa, che era arrivato al potere spinto dai movimenti sociali degli anni ’90 e ha governato il paese per 12 anni con politiche si pacificazione sociale, cooptazione dei movimenti sociali e politiche estrattiviste simili a quelle applicate da altri governi progressisti in America Latina. La convergenza di vari gruppi dalle campagne, dalle città, studenti, femministe e indigeni è ciò che ha permesso una radicalizzazione della lotta che si trasforma ora in una vera e propria insurrezione popolare. Finora sono stati accertati 554 feriti, 929 arrestati e 5 persone che hanno perso la vita nei primi 10 giorni di repressione alle manifestazioni.

Intervista a Marcelo Jara, un nostro amico e compagno ecuadoriano, realizzata la notte del 10 ottobre.

1. I governi del Brasile, dell’Argentina e le istituzioni legate all’Unione Europea dichiarano il loro sostegno al governo di Lenin Moreno in Ecuador e denunciano la rivolta popolare della classe operaia e dei popoli indigeni. Ovviamente, queste istituzioni sanno che le politiche di austerità sono all’ordine del giorno anche nei loro paesi e temono che lo stesso scenario si diffonderà in America e in altre parti del mondo. Come le politiche di resistenza all’austerità e riduzione dei sussidi incidono materialmente sulla vita quotidiana in Ecuador? Come, secondo te, queste politiche hanno indotto la popolazione e i popoli indigeni a dire basta? Pensi che ci sia un sentimento anticapitalista nelle strade?Ecuador 10

La resistenza, che si sta svolgendo da ormai otto giorni (11 ad ora NdT), è un fatto importante, storico. È la rivolta più grande degli ultimi anni, storicamente non saprei dire, ma sicuramente è lo sciopero più grande che vede come protagonisti gli indigeni, per lo meno dal punto di vista della tenuta, perché le ribellioni in passato non duravano così tanto.

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Ecuador: “Questa è una rivolta generalizzata”

Foto 1.jpgIl popolo ecuadoriano continua a condurre manifestazioni e innalzare barricate in tutto il paese contro il piano di riforme decretato dal presidente Lenin Moreno

Di Redaccion La TintaLa Tinta

Traduzione di Arroz

Migliaia di donne e uomini in Ecuador stanno ancora protestando nelle strade nonostante la feroce repressione ordinata e comandata dal presidente Lenin Moreno che, a causa delle dimensioni massive delle proteste, si è visto costretto a spostare il suo governo da Quito a Guayaquil.

Le misure neoliberiste approvate dal presidente in seguito a un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) – denominate “il paquetazo”(peggiorativo per “il pacchetto”, NdT), hanno scatenato le mobilitazioni di massa che da otto giorni si realizzano in tutto il paese.

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“Contro estrattivismo e repressione, la lotta è indigena e globale”

Guatemala. Intervista all’attivista guatemalteca Lolita Chávez, portavoce del popolo Maya Ki’che: «Multinazionali difese da esercito e gang. La cosmovisione Maya Ki’che è anti-capitalista e anti-patriarcale. Non è compatibile con i modelli di sviluppo dominanti»

di Susanna De Guio e Gianpa L.

da Il Manifesto

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Aura Lolita Chávez Ixcaquic, foto di Gianpa L.

Per comprendere il contesto in cui si muove la società guatemalteca alla vigilia della seconda tornata elettorale, il prossimo 11 di agosto, è necessario ampliare lo sguardo ben oltre il meccanismo parlamentare e riconoscere che i processi di trasformazione della realtà politica e sociale in Guatemala avvengono altrove, nel lavoro quotidiano delle organizzazioni indigene e contadine, dei coordinamenti in difesa dei diritti umani, che si battono contro l’estrattivismo, proteggono il territorio e rivendicano il riconoscimento e il rispetto delle popolazioni indigene che costituiscono la maggioranza del paese, in un contesto di violenza politica allarmante, che non entra nell’agenda dei candidati al governo.

Nella storia di Aura Lolita Chávez Ixcaquic, portavoce del Consiglio delle Popolazioni Ki’che (CPK), si riflette la realtà di numerose leader indigene che ogni anno vengono assassinate e perseguitate per il loro impegno politico.

Dedicare la sua vita alla difesa del territorio e la comunità a cui appartiene ha significato per Lolita Chávez affrontare nel tempo una crescente minaccia alla sua incolumità fisica. In sei occasioni distinte ha subito attentati destinati a ucciderla, è scampata alle pallottole quando hanno sparato al suo mezzo di trasporto o all’attacco della sua delegazione con machete, coltelli e bastoni. Rappresentante del “Consiglio dei Popoli Ki’ches, in difesa della vita, della natura, della madre terra e del territorio”, Lolita è uno dei volti noti dell’organo di autogoverno che le comunità del millenario popolo Maya Ki’che si sono date  per frenare lo sfruttamento del suolo da parte di diverse imprese transnazionali.

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#Avenida Miranda, puntata 56. In Argentina per il Festival del Cinema dei Diritti Umani

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13 giu. – Avenida Miranda torna in Argentina per parlare dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso lo sguardo del Festival del Cinema dei Diritti Umani, che ha appena concluso la sua 18esima edizione a Buenos Aires. Florencia Santucho, direttrice del Festival, ci introduce alle molteplici problematiche che coinvolgono i più e le giovani nell’Argentina di oggi, dal dramma della povertà crescente, al tema della violenza istituzionale – il cosiddetto “grilletto facile” – dall’incubo della tratta e alle rivendicazioni legate all’infanzia trans.

Qui il Podcast della puntata!

 

#AvenidaMiranda, puntata 53: Alfredo Somoza racconta “Un continente da favola”.

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In questa puntata di Avenida Miranda, Raúl Zecca Castel dialoga con Alfredo Somoza, giornalista di politica internazionale e storica voce di RadioPopolare, su alcune alcune “leggendarie storie latinoamericane” raccolte nel libro “Un continente da favola”, edito da Rosenberg&Sellier, e scritto insieme a Gabriella Saba, giornalista esperta di America Latina e collaboratrice de IlVenerdì di Repubblica.

Clicca qui per ascoltare il Podcast.

#AvenidaMiranda Puntata 51. La resistenza mapuche accanto alle Madres de Plaza de Mayo

4 apr. – 5 aprile – Nella puntata di oggi di Avenida Miranda, Susanna racconta la situazione attuale della resistenza delle comunità mapuche nella Patagonia argentina attraverso le voci di Isabel Huala e Ivana Huenelaf, intervistate ai microfoni della Red Nacional de Medios Alternativos. Le due rappresentanti mapuche hanno partecipato alla grande manifestazione dello scorso 24 marzo a Buenos Aires, che ogni anno ricorda l’inizio della dittatura civico-militare in Argentina nel 1976 e allacciano lo storico reclamo per la Memoria, la Verità e la Giustizia con l’attualità della lotta mapuche contro la repressione statale e dei grandi proprietari terrieri e per il recupero dei propri territori ancestrali.

Il racconto delle due donne ripercorre le aggressioni delle forze di polizia e le cause giudiziarie aperte contro le comunità mapuche dall’inizio del 2017, ma oggi “c’è una luce di speranza che tutte queste cause che hanno montato cadano” afferma Isabel Huala, riferendosi alla recente e importante sentenza in cui i suoi due figli Fernando e Facundo sono stati assolti dall’accusa di usurpazione e furto di animali imputata da Benetton.

Ascolta qui il PODCAST della puntata su Radio Città del Capo.

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Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​Tutte le puntate di Avenida Miranda.

 

 

 

Avenida Miranda Puntata 50. I comunisti in Brasile dal timido riformismo del Pt all’era Bolsonaro

lula-brasile-avenida-miranda28 mar. 2019 – Oggi Avenida Miranda ritorna con una puntata da San Paolo, dove Pérez Gallo incontra Antonio Mazzeo, italo-brasiliano, membro sia del Partito Comunista Brasiliano che dell’italiana Rifondazione Comunista.

Mazzeo racconta alcuni aspetti biografici della sua vita di comunista tra i due lati dell’Atlantico, fin dai tempi della dittatura militare brasiliana (1964-1985), del percorso che ha portato al governo il centro-sinistra del Partito dei Lavoratori – Pt (di cui il Partito Comunista Brasiliano -Pcb é stato prima alleato e poi oppositore), e della sua crisi in tempi recenti con l’emergere dell’estrema destra di Bolsonaro.

Sullo sfondo, la descrizione di una borghesia brasiliana autocratica e ancora culturalmente schiavista, e alcuni scenari del nuovo instabile governo Bolsonaro, in cui il presidente si sta rivelando sempre più un vero e proprio gangster che un politico tradizionale.

ASCOLTA QUI_ Link alla puntata su RCDC     Avenida Miranda – I comunisti in Brasile

Avenida Miranda, immaginari e storie dai Sud del mondo” è una trasmissione a cura del blog l’America Latina.Net. Va in onda ogni giovedì dalle 13 alle 13.30 su Radio Città del Capo. La potete ascoltare via etere a Bologna e dintorni sui 94.7 Mhz e 96.25 Mhz FM, e anche via web dal sito http://www.radiocittadelcapo.it e su smartphone sintonizzandosi sul canale di Radio Città del Capo attraverso l’applicazione TuneIn.​Tutte le puntate di Avenida Miranda.

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#Messico: Obrador pretende dal re di Spagna scuse per il colonialismo, polemiche dal mondo indigeno @radiondadurto

Recibe-Lopez-Obrador-Baston-de-Mando-de-pueblos-indigenas.jpg[Intervista di Andrea Cegna/Radio Onda d’Urto con Fabrizio Lorusso, docente all’Università Iberoamericana Leon e giornalista. Testo ripreso dal sito della radio. Ascolta o scarica qui LINK]

Andres Manuel Lopez Obrador chiede che Spagna e Vaticano chiedano scusa per il colonialismo e il trattamento delle popolazioni indigene ed originarie. Critiche dalla Spagna, per voci di Pedro Sanchez. Ma anche in Messico.

María de Jesús Patricio Martínez, Marichuy, “portavoce” del Consiglio Nazionale Indigeno del “Congresso Nacionl Indigena” definisce ipocrita Obrador, e aggiunge “quello che deve fare è smetterla di rubare la terra alle comunità indigene”.

Lo scontro retorico è forte e anche politico, perchè da un lato il neo presidente continua a raccontarsi come altro rispetto al passato neo-liberale e colonialista allo stesso tempo è acceleratore di grandi opere, progetti estreattivi e molto altro. Le critiche ad AMLO non mancano, nonostante tutto molti sondaggi dicono che il suo governo è molto popolare.

Intervista a Fabrizio Lorusso, docente all’Università Iberoamericana Leon e giornalista Ascolta o scarica