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C’è chi dice NO [Plaza Dignidad – Lettere dal Cile]

 27/09/2020  Di: ,

Nuovo capitolo della newsletter di Federico Nastasi “Plaza Dignidad – La newsletter sul referendum costituzionale che può cambiare il Cile”.


27 settembre 2020 – 4 settimane al voto

I finanziamenti della campagna per il No alla nuova costituzione sono sette volte quelli per il Sì. Chi c’è dietro? Conservatori, gruppi religiosi, nostalgici di Pinochet, impauriti dal comunismo, famiglie importanti e povera gente. Oggi a Plaza Dignidad si parla di loro.

Benché tutti i sondaggi indichino una netta vittoria del Sì al referendum costituzionale del prossimo 25 ottobre, i sostenitori del No non si danno per vinti (per chi segue da poco la newsletter, qui si racconta qual è la posta in gioco del voto). Guidati dalla prof.ssa Maria Rosaria Stabili, Ordinario di Storia dell’America Latina a Roma Tre e grande esperta di Cile, ci inoltriamo nella galassia del No.

“La destra che siede in Parlamento e che attualmente governa il paese è la parte più moderata e, soprattutto, visibile di una molteplicità di gruppi e movimenti che, nell’indifferenza quasi assoluta dell’opinione pubblica, si sono organizzati, sono cresciuti e si sono collegati con i loro omologhi di altri paesi. A quasi nessuno è venuta la curiosità di capire, per esempio, che fine abbia fatto e cosa pensi, politicamente, la grande massa di cileni che nel 2006 aveva reso omaggio alla salma di Augusto Pinochet, quando nonostante le incriminazioni per le violazioni dei diritti umani, le frodi e ruberie perpetrate durante il suo regime, al suo funerale si presentarono migliaia di cileni, per dare l’ultimo saluto alla salma del dittatore” spiega la prof.ssa Stabili.

Chi vota No? “In primis il Partido Republicano, di estrema destra con nostalgie pinochettiste il cui leader è José Antonio Kast. All’interno della coalizione di governo di destra Chile Vamos schierati per il NO sono la Unión Demócrata Independiente (UDI) e alcuni settori ed esponenti dei Partiti Renovación Nacional (RN) ed Evópoli che hanno dato libertà di voto ai loro iscritti.  Ci sono poi altri due piccoli partiti, Nuevo Tiempo e il Partido Nacional Ciudadano, insieme all’arcipelago di gruppi extraparlamentari di estrema destra che voteranno compattamente NO. C’è da sottolineare l’efficacia comunicativa del Comando che coordina partiti, gruppi e singole personalità contrarie a una nuova Costituzione e che si muove in modo compatto” spiega Stabili.

La croce e la spada.

Per capire i conservatori cileni del 2020, è utile guardare alle origini della loro tradizione. A inizio ‘800 le élite locali, dovendo organizzare il giovane Stato indipendente dalla Spagna, si ispirarono alla croce e alla spada: una società organizzata sui precetti della religione Cattolica e un ordine sociale rigido, la cui stabilità doveva difendersi con l’uso della forza, se necessario. La politica era un’attività degna solo dei pochi che avevano le capacità per accedere a verità di fondo che regolavano il mondo. Di croce e spada è fatta la controrivoluzione di Pinochet, che mise la democrazia sotto tutela delle forze armate, “salvandola” dalle sbandate popolari per la sinistra, e impose la costituzione del 1980, per sostituire ‘lo stato liberale classico, ingenuo e inerme, con uno impegnato nella libertà e a difesa dei valori della cilenità’. È proprio sull’eredità della dittatura su cui si consuma una frattura dentro la destra cilena spiega la prof.ssa Stabili.

L’ombra di Pinochet.

Evolución Política (Evópoli) è “la novità nella destra parlamentare. Nata nel 2015, cura differenziarsi dai partiti UDI e RN nati negli seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso” quando nella transizione verso un regime rappresentativo, Pinochet autorizzò la ricostituzione dei partiti politici, ad eccezione di quelli marxisti. “RN e UDI si ponevano allora, con accenti diversi, come i custodi dei valori e dell’architettura istituzionale disegnata dal regime militare. Evópoli invece, ne prende le distanze.  Sostenitore della difesa delle libertà civili oltre che della libertà economica, rappresenta la nuova generazione della destra liberal moderata, fatta da quarantenni, molti dei quali con titoli di studio conseguiti all’estero. Interessante è il riconoscimento dell’importanza del rispetto dei diritti umani, il loro rifiuto delle discriminazioni e la loro convinta difesa delle libertà civili, il riconoscimento della famiglia nelle sue diverse forme, il rispetto delle diverse identità di genere. La legge che riconosce e protegge il diritto all’identità di genere e permette il cambio di sesso fu approvata in parlamento nel novembre del 2018 grazie ai voti non soltanto delle opposizioni di centro-sinistra e sinistra ma anche a quelli di Evópoli, vicenda che crea il putiferio nella coalizione di governo di cui esso fa parte” ricorda la prof.ssa Stabili. 

Braccia tese al funerale di Pinochet, Santiago, dicembre 2006

Braccia tese al funerale di Pinochet, Santiago, dicembre 2006.

“All’estremo opposto dell’arco della destra c’è José Antonio Kast Rist, ammiratore del generale Augusto Pinochet e con l’obiettivo di ripristinare una continuità forte con il regime militare” segnala StabiliKast sorprende tutti nella campagna elettorale per le presidenziali del 2017, caratterizzate dalla scomparsa della Democrazia cristiana che, “dalla data della sua costituzione (1964) in poi, era stato il partito di maggior peso e capacità orientativa nel sistema. Kast da indipendente di destra raccoglie il 7.93% grazie all’appoggio di gruppi di estrema destra e del piccolo partito Unidos en la Fe. Avvocato, ex-militante della UDI, deputato dal 2002 in diverse legislature, cattolico praticante, appartiene a una grande famiglia che amministra molti interessi economici e finanziari. Nel suo programma di governo si concentra sui temi della sicurezza contro criminalità e immigrazione e invoca lo strumento dello Stato di eccezione per combattere le mobilitazioni sociali. Pensa di rispondere alle rivendicazioni sui costi della salute, delle pensioni, dell’istruzione spingendo l’acceleratore sulla crescita economica attraverso misure ancora più liberiste di quelle vigenti. Anima la campagna elettorale, alquanto scialba, con slogan molto inquietanti del tipo «se Pinochet fosse vivo mi voterebbe» e fa apparire Piñera, candidato vincente della coalizione di destra, come un rassicurante signore moderato”. Dopo il voto del 2017, lavora al consolidamento del risultato, “costituendo, in collaborazione con intellettuali e studiosi di estrema destra, il centro di ricerca Ideas Republicanas e nel giugno del 2019, registra presso il Servizio elettorale, una nuova formazione, il Partido Republicano”, oggi capofila del NO al referendum del 25 ottobre.

La destra di Dio.

Kast è anche il rappresentante in Cile di una rete politica conservatrice estesa in tutta l’America, da nord a sud, promossa dai gruppi evangelici più conservatori, in particolare i neo pentecostali. L’organizzazione internazionale poggia su tre gambe: i pastori, gli accademici e i politici. Politici di primo piano dialogano con questa organizzazione, come Jair Bolsonaro – che recentemente si è fatto ribattezzare nel fiume Giordano in Israele- o Mike Pompeo, segretario di Stato di Trump. Questa internazionale della fede promuove la propria agenda attraverso attività di lobby. E ha il suo braccio politico nel Congresso Emisferico dei Parlamentari, composto da 670 parlamentari di 18 paesi latinoamericani, che osteggiano nei rispettivi paesi l’avanzata di libertà individuali in temi quali aborto, educazione sessuale, matrimonio omosessuale, uguaglianza di genere. L’iniziativa latinoamericana ha il suo centro negli Stati Uniti con la ADF, Alliance Defending Freedom.

Una manifestazione della ADF negli USA.

La ADF secondo i risultati dell’inchiesta giornalistica Transancional de la Fe della Columbia Journalism Investigation, ha contribuito all’elezione di Trump, al boom elettorale degli evangelici brasiliani – caposaldo nella vittoria e nell’azione di governo di Bolsonaro – e alla vittoria del No all’accordo di pace con le FARC in Colombia. Oggi l’America Latina è terreno di disputa tra le comunità cristiane, il papato di Francesco ha tra i suoi obiettivi recuperare il terreno perduto tra i fedeli convertiti ai culti protestanti. Inoltre, i gruppi più conservatori delle chiese evangeliche si scontrano con i poderosi movimenti femministi della regione.  State certi che in futuro ne sentirete parlare ancora, è una delle grandi divisioni dentro il mondo cristiano e ha impatto diretto nella vita quotidiana di molti paesi.

Per oggi da Plaza Dignidad è tutto, a domenica prossima!

PS Grazie alla prof.ssa Maria Rosaria Stabili per la consueta disponibilità nel condividere le sue conoscenze sul Cile e l’America Latina.

Per approfondire:

Latin American Constitutionalism, 1810-2010: The Engine Room of the Constitution, Roberto Gargarella

Il sentimento aristocratico. Elites cilene allo specchio. (1860-1960)., Congedo  editore, Galatina (Le) 1996, Maria Rosaria Stabili.

Nuovo evangelismo politico, Nueva Sociedad, 280/2019


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Di:  In Categoria: America Latina, Interviste

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