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NO all’Italia in svendita: Poveglia per tutti 99euroX99anni

Poveglia

Forse avete già sentito parlare di  Poveglia: è un’isola della laguna di Venezia, ricca di storia, di enigmi (potrebbe essere il luogo di sepoltura del Giorgione), di leggende e misteri, che il demanio ha messo all’asta per finanziare l’abolizione dell’IMU. Altre isole sono già state vendute e sono diventate private, in alcuni casi acquistate da gruppi alberghieri. In questo caso i veneziani insieme a molte persone a cui sta a cuore la sorte di questa città hanno voluto fare qualcosa di nuovo per impedire questa ennesima vendita: unirsi in associazione e partecipare all’asta per l’assegnazione.
La notizia in Italia fatica, salvo poche eccezioni (qui e qui) ad uscire dall’ambito della stampa locale; fuori dall’Italia, ne hanno scritto  Time Público Le Point The Indipendent.
99 euro per 99 anni è stato lo slogan della campagna di sottoscrizione all’associazionePovegliaPerTutti e in appena tre settimane sono state raccolte alcune migliaia di adesioni.
Qui di seguito riportiamo il testo dell’appello Poveglia 99 eurox99 anni, che può essere sottoscritto  qui, un articolo scritto da Tomaso Montanari, che da tempo si batte in difesa del patrimonio cuulturale italiano, e un video girato da Robin Saikia.

L’isola di Poveglia, antica città nella città, è oggi messa all’asta dal demanio. Potevamo semplicemente assistere all’ennesima svendita di un’isola a qualche albergatore internazionale, o tentare almeno una sortita, un progetto.

È per questo che vogliamo provarci: prendere in concessione Poveglia per 99 anni. Vogliamo che rimanga pubblica, aperta, ad uso di tutti. Se ti piace questa idea ti chiediamo di associarti a noi con 99 euro. Se la nostra offerta al demanio sarà la migliore, la comunità dei sottoscrittori, riunita nell’associazione ‘Poveglia’, gestirà democraticamente, a fini pubblici, l’isola. Perciò ci siamo dati dei paletti, un progetto di massima, a cui ti chiediamo di aderire e migliorare con le tue idee.

Quattro i punti fondanti, la carta costituzionale di questo progetto:

1. La parte verde dell’isola sarà dedicata a parco pubblico liberamente accessibile e gratuito, e ad orti urbani.

2. La parte edificata dell’isola, che può produrre utili -le cui caratteristiche e limiti etici decideremo insieme, in coerenza con questi punti fondanti- servirà a ripagare i costi di gestione della parte pubblica.

3. La gestione dell’isola sarà no-profit ed eco-sostenibile. Tutti gli utili saranno quindi reinvestiti sull’isola stessa.

4. Qualora dovessimo vincere l’asta, la quota sottoscritta darà diritto a partecipare equamente alle decisioni sulle sorti di Poveglia ma non è, e non sarà da intendersi in futuro, come forma di partecipazione agli utili, né quota azionaria, né fonte di privilegio alcuno per nessun associato.

Oggi perciò ti chiediamo 19 euro per una tessera di iscrizione all’associazione (che andrà a ripagare le spese di registrazione della stessa, del conto corrente, di partecipazione al bando di concessione, ecc) ed una quota di sottoscrizione straordinaria di almeno 80 euro. Qualora, ahinoi, non dovessimo vincere l’asta, al momento del rientro del deposito cauzionale la quota di sottoscrizione straordinaria verrà restituita ai soci.

Si tratta di una sfida. Metterci insieme per riprenderci un pezzo di città e gestirlo a fini pubblici.

Vogliamo provarci. Non lasciare che tutta la laguna, pezzo a pezzo, diventi un unico centro alberghiero di lusso.

Sottoscrivi la tua quota. 99 anni di Poveglia libera a 99 euro.
Un affare utopico.

Italia (s)vendesi. Come sempre
di Tomaso Montanari (“Il Fatto Quotidiano”, 12 ottobre 2013)

italia_vendesiNon potrebbe esserci situazione più simbolica: per non intaccare la ricchezza privata si aggredisce la ricchezza pubblica, per non far pagare l’Imu nemmeno ai milionari si svendono gli immobili che appartengono a tutti, e dunque anche a chi non ha nemmeno una casa propria. Come sempre quando si tratta di raschiare il fondo del barile, anche il governo Letta lancia la vendita del patrimonio immobiliare pubblico: case, palazzi, castelli e caserme del popolo italiano saranno offerti in vendita a privati e a imprese, italiani o stranieri poco importa. Ci si aspetta di tirar su 2 miliardi di euro da un lotto che comprende un’isola della Laguna di Venezia, un castello medioevale nel Viterbese, ville storiche a Monza come a Ercolano e molto altro. Ci sono molte ragioni per cui questa scelta appare profondamente sbagliata: alcune sono pratiche, altre di principio. Le prime riguardano la congiuntura economica. Perché lo Stato dovrebbe fare ciò che nessuno di noi farebbe volentieri: e cioè vendere in un momento in cui il mercato immobiliare è in ribasso? Non si rischia così di svendere i beni di tutti, magari avvantaggiando la speculazione dei soliti noti? E non sarebbe meglio – parlo degli immobili non storici e non di pregio – affittarli? Magari non a enti pubblici, secondo il percorso perverso per cui non di rado lo Stato vende i beni che ospitano alcune sue istituzioni (per esempio le università), le quali sono poi costrette a pagare l’affitto ai nuovi padroni privati.

Ma, ammesso e non concesso che si riesca a vendere questo patrimonio a prezzi non iugulatori, siamo proprio sicuri che sia meglio monetizzarlo, e cioè esporne i proventi alle altalene di un mercato finanziario che potrebbe farli evaporare in un batter d’occhio, vanificando così il sacrificio di tutti noi? Già, perché l’endemica assenza di consapevolezza circa il fatto che “lo Stato siamo noi”rischia di farci dimenticare che vendendo questa riserva pubblica impoveriamo non solo noi stessi, ma le generazioni future, che ovviamente non hanno alcuna voce in capitolo nelle nostre scelte. Come ha efficacemente scritto Ugo Mattei (in Contro riforme): “In Italia il maggiordomo assunto a termine (la maggioranza del momento) ha il potere di vendere il patrimonio di famiglia (appartenente alla collettività dei cittadini) trasferendolo sottocosto ad attori privati amici e compensando profumatamente le banche d’affari che gestiscono tali ‘cartolarizzazioni’.

Questo vero e proprio saccheggio è stato esercitato in modo rigorosamente bipartisan da governi tecnici e riformisti, tutti preda senza alcuna distinzione degli stessi poteri forti di cui gran parte dei ministri è consulente, o comunque a libro paga”. E il fatto che questa operazione di ulteriore smantellamento della ricchezza pubblica venga affidata alla Cassa Depositi e Prestiti diretta da Franco Bassanini, tra i principali artefici del massacro della Pubblica amministrazione, non fa che confermare l’analisi di Mattei. Oltre al danno patrimoniale, le svendite decise dal governo Letta rischiano di provocarne altri sul piano culturale e sociale. Nelle ultime settimane il comitato di redazione del Corriere della Sera ha pubblicato una serie di comunicati sindacali dedicati alla possibile vendita della storica sede di via Solferino. In uno di essi (25 settembre) si legge che la Rizzoli non è nelle condizioni di Antonio, il Mercante di Venezia di Shakespeare che è costretto a dare in pegno all’usuraio Shylock una libbra della propria carne. Ed è per questo che i giornalisti del Corriere credono che non sia giusto “fare cassa svendendo il patrimonio storico e un pezzo dell’identità del gruppo (libbra di carne)”.

Se questa sacrosanta considerazione vale per il Corriere , essa deve valere a maggior ragione per la Repubblica italiana, che ha messo il patrimonio storico e artistico tra i propri principi fondamentali. Gli immobili pubblici, infine, sono una straordinaria riserva di democrazia,partecipazione e coesione sociali. Nelle nostre città c’è un enorme bisogno di restituire alla gestione diretta dei cittadini gli spazi improduttivi, e dunque sottratti a ogni forma di utilità sociale. Se questo vale, a rigor di Costituzione, addirittura per gli spazi privati, cosa dovremmo dire di quelli che appartengono a tutti noi? L’occupazione del Teatro Valle a Roma, del Teatro Rossi e del Colorificio a Pisa, dell’Asilo Filangieri a Napoli e moltissime altre sono lì a testimoniare la fame di spazi pubblici da rimettere al servizio della comunità. Moltissimi dei nostri archivi e delle nostre biblioteche non hanno spazio, e molti dei nostri musei dovrebbero potersi espandere. E molti degli immobili pubblici comunque a ciò non adatti potrebbero essere piuttosto affittati, a prezzi sociali, a cooperative di giovani pronti a impiantarvi delle attività imprenditoriali. Insomma, solo un cieco o un affarista non vede il potenziale democratico e sociale di un patrimonio che a tutto dovrebbe servire tranne che ad arricchire la speculazione. (Da CarmillaOnLine)

Sorci Verdi in Messico: tutti i video della presentazione

Ecco i video (sono 7!) della presentazione (15 dicembre 2011, ore 19) del libro Sorci Verdi. Cronache di ordinario leghismo alla Libreria Morgana Sud, Coyoacàn/Città del Messico, con Fabrizio Lorusso (co-autore), Maria Teresa Trentin (attrice, lettrice), Clara Ferri (moderatrice e anfitriona), Diego Lucifreddi (relatore). Aiuto prezioso anche di BravO Cubiertas Inteligentes, le fodere per libri personalizzate in verde per Sorci Verdi ! Qui il post con la galleria fotografica e altri link informativi sul caso Rogo di libri / Quema de libros en Italia. Il primo video presenta la lettura di stralci dal racconto “Comizio” di Angelo Ferracuti, una sapiente collezione di mostruosità ordinate e (in)coerenti pronunciate da esponenti della Lega Nord nel corso degli anni (e diventano qui un comizio).

Prima domanda a Fabrizio Lorusso (io) e introduzione di contesto di Diego Lucifreddi. Clara Ferri introduce il co-autore Fabrizio, l’attrice Maria Teresa e i racconti di Sorci Verdi.

Terzo video: stupenda e divertente lettura del racconto di Lello Voce “Summer day’s Radio”, frenetico e delirante come uno sceriffo.

Domanda al co-autore sulle tematiche del libro e introduzione al racconto Johan Messican a la descoverta de la Padania.

Lettura del racconto Johan Messican, parte finale a due voci.

Esiste la Padania? Padania Is A State Of Mind? Domande e interventi del pubblico.

Ultime domande e interventi del pubblico e lettura di un estratto da “I miei vicini è gente che lavora” di Davide Malesi.

Documentario sul Rogo di Libri in Veneto

Mentre si tirano le somme sulla vicenda dei tentativi di censura in Veneto ed esce il primo documentario sul caso, alcuni dei protagonisti, Elena Donazzan e il sindaco di Preganziol, Sergio Marton, tornano alla ribalta delle cronache locali. La prima ha infatti contestato la decisione di alcuni insegnanti padovani che hanno dedicato un minuto di lezione per sottolineare il valore della scuola, in risposta alle parole pronunciate da Silvio Berlusconi sabato scorso, come riporta il Mattino di Padova. L’assessore veneto all’Istruzione, Donazzan, ha risposto in questo modo, in pratica cambiando tema : “Avrebbero fatto meglio a commemorare Massimo Ranzani, l’alpino morto in Afghanistan”. Sì, certo, ma anche no. Dipende. E chi lo decide? La sfuriata s’è conclusa con un invito a farla finita con la politica in classe e nelle scuole. Cambiamo tema. La Giunta comunale di Preganziol ha, dal canto suo, diffuso un avviso firmato da Marton in cui si stabiliscono regole molto strette per il festeggiamento del Carnevale, già penalizzato dalla forte carenza di fondi. In pratica verranno vietate le maschere che “offendono il buon costume, la religione e le istituzioni dello Stato.  Costumi e simulacri dovranno rispettare il prestigio della pubblica autorità e degli agenti della forza pubblica”, cioè niente satira e maschere di politici (vedi Tribuna di Treviso).


Reportage Video di http://acmos.net/

Licenza Video: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/legalcode

Fantasmas del pasado: la quema de libros en Italia


Santo Domingo y los albigenses (detalle), de Pedro Berruguete, en el que se muestra la quema de libros de los albigenses

Fabrizio Lorusso de La Jornada Semanal

La censura y las listas negras volvieron a sacudir a Italia y resucitaron el espectro de un fascismo latente en ciertos sectores de su sociedad. El pasado 16 de enero, Raffaele Speranzon, consejero de cultura de la provincia de Venecia, quien tiene una trayectoria neofascista y es militante del Partido de la Libertad (PDL) fundado por el primer ministro Silvio Berlusconi, relanzó públicamente una propuesta de otro berlusconiano de un pueblo cercano, Martellago: pedirán a las bibliotecas de la ciudad que retiren de los estantes los libros de unos sesenta escritores italianos y extranjeros. Tiziano Scarpa, Valerio Evangelisti, Wu Ming, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Antonio Moresco, Girolamo de Michele, Daniel Pennac, Lello Voce, Loredana Lipperini, Giuseppe Genna y muchos más serán censurados. El novelista veneciano Scarpa definió la iniciativa como “una praxis de las dictaduras y de los monarcas absolutos”.


Roberto Saviano autor de Gomorra en una campaña contra la censura

Pero ¿por qué esos escritores? Según los promotores de la censura, su culpa está en haber suscrito una apelación. Su adhesión se remonta a 2004, cuando firmaron un pliego que promovía la revista literaria Carmilla en contra de la extradición de Cesare Battisti, quien perteneció a la formación terrorista Proletarios Armados para el Comunismo (PAC) en la década de 1970 y fue condenado a cadena perpetua en Italia. Entre los proscritos se encuentran escritores con posturas políticas y carreras muy distintas, por lo cual, en realidad, la firma es un mero pretexto para castigar la libertad de pensamiento y la cultura.

El caso es muy complejo y controvertido, ya que Battisti fue condenado en ausencia y bajo una legislación especial en Italia durante los años ochenta. Después de refugiarse en México y en Francia se fue a Brasil, donde está preso desde 2007. El pasado 31 de diciembre el ex presidente Lula da Silva decidió no extraditarlo a Italia, aunque la Suprema Corte se reservó el derecho de reconsiderar el caso. En un intento de condicionar la opinión de Lula, el secretario italiano de Asuntos Exteriores, Franco Frattini, y el de la Defensa, Ignazio La Russa, amenazaron con imponer sanciones comerciales contra el gigante sudamericano.

No obstante, Italia y, en primer lugar, la región de Véneto, se benefician tanto de la relación con la economía brasileña que no pueden permitirse ningún berrinche serio con ese país. El problema aquí no es Battisti; él es un chivo expiatorio y una excusa para no afrontar las cuestiones históricas irresueltas del país y desviar la atención de los problemas reales cuando es necesario. La apelación de 2004 planteaba también la necesidad de cerrar un capítulo turbio y doloroso de la historia italiana, los “años de plomo”, en los cuales el terrorismo rojo y negro, la intervención de aparatos desviados del Estado y las matanzas condujeron a la utilización de unas normas y prácticas “excepcionales”. La censura veneciana pretende golpear a un grupo de ciudadanos e intelectuales que luchan por la libertad de pensamiento sin coquetear con el poder político y a pesar de él.


Berlusconi mostrando una camiseta hecha por el partido Lega Nord Gracias a Dios que en la familia no hay comunistas

Efectivamente, también los libros de otros escritores como Roberto Saviano, autor deGomorra y de un programa televisivo en que acusaba al partido Lega Nord (Liga Norte) de connivencias con la mafia más poderosa de Italia (la ‘Ndrangheta de Calabria), están siendo eliminados poco a poco de los estantes de toda la región de Véneto. El gobernador de esta entidad, Luca Zaia, pertenece al partido populista y racista de la Lega Nord que está aliado con el PDL de Berlusconi, tanto en esta entidad como a nivel nacional. El secretario regional de la Lega, Gianantonio Da Re, manifestó su regocijo al enterarse de que el alcalde del municipio de Preganziol logró sacar Gomorra de las bibliotecas. En cambio, la ciudadanía y algunos escritores ya planearon manifestarse en la plaza del pueblo en contra del alcalde para apoyar a la bibliotecaria que denunció la censura. El responsable general del sindicato de la policía, Franco Maccari, planteó la extensión de la medida fascista a todo el país e invitó a boicotear los libros de autores “incriminados”. Sus declaraciones representan un caso único en Europa y un peligro para la democracia italiana.

En un arranque de año marcado por los nuevos escándalos sexuales de Berlusconi y por el incierto futuro de su gobierno, muy debilitado a causa de la ruptura con el derechista Gianfranco Fini, también se vislumbraron los estragos de un régimen decadente que acalla las voces discordantes. Mientras el Cavaliere se las ingeniaba para eludir los citatorios de los jueces de Milán, quienes lo acusan de explotación y prostitución de menores y concusión, sus lacayos se encargaban de lanzar propuestas liberticidas y anticonstitucionales.

Para rematar, el consejero Speranzon también va a “recomendar” a las instituciones culturales que ya no organicen iniciativas con los literatos definidos “personas no gratas”. Los funcionarios que no acepten la orden “van a asumir toda su responsabilidad”. La amenaza es clara para los bibliotecarios y la sociedad entera, ya que la quema de libros y la proscripción de los escritores incómodos para el poder se han transformado en armas de combate contra la libertad de opinión. El hecho más paradójico es que, en lugar de tomar la debida distancia y mostrar su presunta alma “liberal”, cada vez más políticos del PDL refrendan sus adhesiones a las iniciativas de censura que se expanden como reguero de pólvora.

Así lo hizo la consejera del municipio de Venecia para la cultura y la educación, Elena Donazzan, quien tiene un historial de militante en el Movimiento Social Italiano, nacido de las cenizas del partido fascista. Hace dos años propuso la enseñanza obligatoria del catolicismo en las escuelas, también para los no creyentes, e impulsó la distribución de la Biblia en las escuelas de la región por cuenta de los contribuyentes. Asimismo, ordenó la impresión de panfletos sobre la caída del Muro de Berlín elaborados por “los jóvenes del partido” siguiendo el método del copia y pega de internet. Quizás la misma Donazzan quiso destacar esta sofisticada técnica de investigación como modelo, o ni se preocupó de revisar la edición de su propaganda, misma que fue pagada por los ciudadanos. Este es el estilo de los responsables de la educación en Venecia y, desgraciadamente, no sólo de ellos.

Conscientes del peligro para la libertad de expresión en Italia, los escritores y la sociedad están reaccionando con métodos de lucha creativa. Se rebasa el tradicional “activismo de clic” o “de pantuflas”, en que sólo se firma una apelación en internet, en Facebook, o se reenvía pasivamente un e-mail de protesta. Más bien, se abren observatorios para seguir la evolución del caso (página de Wu Ming y la de Lipperatura), se crean redes de solidaridad hacia los funcionarios públicos contrarios a las “recomendaciones” neofascistas y algunos de ellos mostrarán la “lista negra” a los usuarios de las bibliotecas. Además, se difunden artículos de opinión en miles de blogs y en muchos idiomas, así que el caso está apareciendo igualmente en los periódicos y noticieros de medio mundo. Los escritores solidarios van a difundir la información en cada evento público en que participen para que la palabra sea siempre libre y soberana. No nos quedemos callados.

Diferentes manifestaciones en medios italianos contra la censura de Raffaele Speranzon

 

L’antifascismo non è un valore…

Riporto una lettera di protesta inviata da una lettrice al blog Salva la Scuola Pubblica che si lamenta giustamente di quanto sta accadendo a Vicenza con la diffusione della rivista dei giovani Pdl (gruppo Giovane Italia) Stile italiano nelle scuole e con le iniziative inquietanti di alcuni politici locali.

Un esempio è rappresentato proprio dall’autrice dell’articolo “L’antifascismo non è un valore”(se vuoi leggerlo  scaricalo qui, dal numero di dicembre 2010) di cui si parla nella lettera, cioè l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della regione Veneto, Elena Donazzan (Leggi il dossier su di lei), già nota per la proposta di distribuire Bibbie gratis (o meglio a spese dei contribuenti) in tutte le scuole primarie e anche per i tentativi di censura di queste ultime settimane contro alcuni autori italiani e stranieri.

Mi riferisco alla minaccia d’inviare una lettera ai presidi sconsigliando alcuni libri che riprende la scandalosa proposta, trasformata in una vera e propria mozione di Raffaele Speranzon, consigliere comunale a Venezia che l’ha presentata il 25 gennaio scorso. Leggi la rassegna stampa e di interviste sul caso “rogo di libri” in Veneto.

Ecco il post:

Postiamo una lettera che ci è arrivata ieri.
Mette un altro tassello nel quadro di un’Italia, e di molti personaggi, che vanno proprio in direzione opposta a quella che sembra giusta a noi e per la quale noi, caparbiamente, vogliamo continuare a lavorare.

Vi scrivo perché l’indignazione che provo ormai risulta insopportabile: questa mattina la mia scuola (di Vicenza) era intasata da centinaia di fascicoli della rivista “Stile Italiano” della Giovane Italia; l’editoriale è firmato dall’assessore regionale veneto Elena Donazzan e il titolo è “L’antifascismo non è un valore”.

Questa volta non ho letto l’articolo, ho fatto per una volta come milioni di italiani che si fermano al titolo e ho pensato che il messaggio in fondo è semplicemente questo, al di là delle argomentazioni proposte.

Non ho parole che esprimano il senso di rabbia e di impotenza che provo e che proviamo noi che cerchiamo di trasmettere i valori costitutivi della nostra nazione. Ormai la misura è colma, dopo che sono stati messi all’indice gli autori che io amo oppure ammiro o semplicemente sono contenta che esistano! Non sarà l’ora di chiedere le dimissioni di questa signora?

Beatrice Peruffo

Entrevista a Michela Murgia y Roberto Saviano sobre censura de libros en Italia

Lee el Comunicado de los ESCRITORES CONTRA EL ROGO de los libros

Lee Artículo en Desinformémonos

Más Info:
http://www.wumingfoundation.com/engli…
.
La fase de la decadencia de un régimen puede ser breve o larga, trágica o grotesca (o ambas cosas); seguramente siempre es la fase más peligrosa. A la sombra de un régimen declinante a nivel nacional, localmente se registran las peores “fugas hacia adelante” y recrudecimientos.

Recrudecimientos que se cruzan –y a veces se confunden– con las tentativas cada vez más marcadas y extremas de distraer la atención, levantar cortinas de humo, indicar falsas dianas y chivos expiatorios. El grito Achtung banditen! se alza cada vez más alto y estridente, junto a los instrumentales llamamientos por el honor nacional.

En las últimas semanas, el caso Battisti ha sido la digresión perfecta.

Añadamos que, históricamente, los fascistas (la palabra no se emplea al azar: los consejeros de los que hablamos tienen un conocido recorrido de extrema derecha a sus espaldas, o mejor: sobre sus hombros) siempre tuvieron una relación “conflictiva” con la cultura y los libros. Se podría decir precisamente que odian el pensamiento, prefieren los atajos y las simplificaciones típicas del discurso “visceral”. Basta pensar en el célebre slogan de los fascistas españoles: “¡Viva la muerte, muera la inteligencia!”, nacido como grito de desprecio dirigido al filósofo Miguel de Unamuno.

Póngase todo esto junto y se obtendrá lo que está sucediendo en la región Véneto:

1) A la sombra del “puterío” de Arcore se registran, localmente, recrudecimientos autoritarios.

2) Para estos recrudecimientos se recurre a la más actualizada y al mismo tiempo verificada “arma de distracción masiva”: el caso Battisti.

[Una observación: Battisti es solamente uno de los numerosos antiguos miembros de la lucha armada italiana (incluso mucho más importantes que él) a los cuales gobiernos extranjeros no concedieron la extradición. Es más, ni siquiera es el primero al cual Brasil no concede la extradición. Es por un juego de motivaciones instrumentales sobre los cuales aquí no tengo intención de detenerme que Battisti, figura muy marginal en la lucha armada de aquellos años, se encontró en el centro de semejante confusión general. Solo por él se levantó una campaña mediática muy fuerte, con intensa “monstrificación” del personaje. Digamos que Battisti “llegó en el momento justo”, cuando el poder tenía gran necesidad de él.]

3) Dos pájaros con una piedra:el arma es usada por los fascistas contra los enemigos históricos: los muy odiados “intelectuales”, supuestos privilegiados, tertulianos imaginarios, perfectos enemigos que hay que señalar a la propia “base” electrizada y preñada de resentimientos revelados y oscuros.

4) Todo esto para imponer lo inaceptable: ajustar viejas cuentas contra la cultura y los libros. Después de todo, ¿no existe solo un Libro que vale la pena leer? En efecto, el consejero regional Donazzan regala la Biblia a todos los estudiantes.

5) Todo esto en una región muy importante, entre las más ricas de Italia y desde hace muchos años un laboratorio de políticas reaccionarias que luego son reajustadas y exportadas al resto del país.

Volvamos al régimen declinante.

Por “régimen” se entiende sobre todo un poder personal, con sátrapas, lacayos y eunucos de corte. El hecho de que este sea declinante, para nosotros, significa relativamente poco. Habrá un “berlusconismo sin Berlusconi”. Ya tendríamos que preocuparnos del después.

Bien, ese después lo construirán los recrudecimientos que nosotros no seremos capaces de contrastar, o que no consideraremos lo suficientemente importantes como para tener que contrastarlos.

Ese después lo construye también lo que está sucediendo en Véneto.
(Wu Ming 1, “La quema de libros y la subestimación del peligro. Un análisis”,
http://www.wumingfoundation.com/engli… )

Interviste sul rogo di libri e rassegna sulla censura in Veneto

Per continuare a seguire il caso “censori veneti” e la repressione del libero pensiero nel cantiere veneziano delle regressione autoritaria.

1) Intervista radiofonica a Valerio Evangelisti e Alessandra Daniele

http://www.ondarossa.info/node/2932/Editoria%20e%20rogo%20libri

2) Intervista radiofonica a Wu Ming

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/intervista-wu-ming-sul-rogo-dei-libri-veneto-e-report-russia

3) Michela Murgia e Roberto Saviano intervistati su Repubblica Tv

http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/murgia-e-saviano/60839?video=&pagefrom=1

4) Pre e post la manifestazione di Preganzol, Treviso. Cronache multimediali.

http://www.globalproject.info/it/produzioni/Due-giorni-contro-il-rogodilibri/7252

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2840

e interviste/interventi:

AGGIORNAMENTO 30/01
PREGANZIOL, ALCUNI INTERVENTI (Mp3)

Wu Ming 1, 3’17″ | Stefano Tassinari, 9’17″ | Serge Quadruppani, 1’20″
Umberto Lorenzoni (ANPI), 5’17″ | Lello Voce, 5’16″

5) Rassegne (puntate precedenti):

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/25/notizie-aggiornamenti-manifestazione/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/24/libri-leaks/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/22/rassegna-stampa3/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/21/rassegna-stampa-2/

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/01/20/rassegna-stampa/

6) Finzioni Magazine e i Libri Banditi tutti da scoprire

http://www.finzionimagazine.it/extra/libri-banditi/libri-banditi-antonio-moresco/

7) Su Elena Donazzan, i suoi “valori” e opere pie…

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/donazzan-lantifascismo-non-e-un-valore/

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/2011/01/24/la-bibbia-diventa-un-caso-i-docenti-vogliono-la-costituzione/

8) Analisi: il rogo del libro e l’apoteosi dello scrittore

http://parlacoimuri.splinder.com/post/23965731/il-rogo-del-libro-e-lapoteosi-dello-scrittore

9) Il rogo sbarca all’estero…

http://www.finzionimagazine.it/attualita-e-approfondimento/il-rogodilibri-sbarca-allestero/

La mozione dei censori di Venezia e i passi indietro

Siccome uno dei personaggi su cui molto s’è scritto qui e altrove in questi giorni, Raffaele Speranzon, ha effettivamente presentato una mozione in giunta a Venezia, mi sembra doveroso riprodurne alcune parti e segnalare il link per rendere note le intenzioni liberticide dell’atto.
La solidarietà con le vittime del terrorismo di qualunque colore, che sento di dover esprimere apertamente ed empaticamente, non mi esime dal chiedere spiegazioni alla giustizia e alle istituzioni, anche e soprattutto in chiave “storica”, oltre ad esigere da queste e dai nostri rappresentanti il rispetto pieno della libertà di pensiero e della Costituzione, cosa che sta venendo a mancare.
Invece arrivano provvedimenti populistici mossi da interessi strumentali da parte di chi nemmeno conosce completamente la storia dei casi che utilizza per un obiettivo che è semplicemente repressivo e propagandistico (per esempio, la stessa mozione contiene diversi errori e sviste gravi).
Ne derivano un grande impatto nei media e forse una buona visibilità per i politici di turno che propongono cose del genere ma poi non ne scaturisce nessuna soluzione concreta, magari s’intimidisce qualche funzionario o dipendente pubblico riducendo gli spazi di libertà nel paese, e al contempo si attenta contro la Costituzione e la dignità degli intellettuali e dei cittadini che chiedevano e chiedono chiarezza e trasparenza, ieri e oggi. Eccovi la mozione 423 presentata al Sindaco al Presidente del Consiglio comunale, ai Capigruppo consiliari e al Vicesegretario Vicario.

Venezia, 25 gennaio 2011

Oggetto: togliere ogni sostegno a Cesare Battisti

Il Popolo della Libertà, mozione n.423 presentata in consiglio comunale di Venezia il 25 gennaio da Raffaele Speranzon, Michele ZUIN, Sebastiano COSTALONGA, Marta LOCATELLI, Luca RIZZI, Antonio CAVALIERE, Saverio CENTENARO, Lorenza LAVINI, Cesare CAMPA, Renato BORASO, Alessandro SCARPA.


Nella quale si impegnano sindaco e giunta a

• Ad individuare, fino a quando non decidano di ritirare pubblicamente la propria adesione dal manifesto a sostegno di Battisti, delle forme di boicottaggio civile, ad esempio non concedendo gratuitamente sale di proprietà del Comune di Venezia per dibattiti o altre iniziative, nei confronti di coloro i quali hanno mortificato le aspettative di giustizia da parte dei familiari delle vittime di Battisti e dell’intera comunità civile;

• A manifestare l’indignazione della città intera nei confronti di Marco Philopat, Luigi Bernardi, Elia Spallanzani, Valerio Evangelisti, Domenico De Simone, Christian Raimo, Tiziano Scarpa, Nicola Baldoni, Alessandro Mazzina, Alessandro Bertante, Lello Voce, Massimo Carlotto, Giuseppe Genna, Nanni Balestrini, Catalano, Michele Monina, Stefano Tassinari, Giovanni Zucca, Sandrone Dazieri, Giorgio Agmben, Mauro Smocovich, Enrico Remmert, Rossano Astremo, Gianfranco Manfredi, Tommaso Pincio, Pino Cacucci, Simone P. Barillari, Ray Luberti, Monica Mazzitelli, Francesco Cirillo, Fausto Giudice, Massimiliano Governi, Giovanni De Caro, Dario Voltolini, Roberto Saporito, Antonio Moresco, Enzo Fileno Carabba, Luca Masali, Vittorio Catani, Girolamo de Michele, Cristina Brambilla, Laura Grimaldi, Gabriella Fuschini,

ricordando loro che il Comune di Venezia è stato ferito più volte dal terrorismo negli anni di piombo e che considera moralmente inaccettabile e censurabile la loro firma in calce ad un documento nel quale il pluriomicida Battisti viene definito uomo “onesto, profondo, arguto”, un romantico idealista vittima in Italia di una giustizia criminale.

Testo della mozione

Elena Donazzan ha invece fatto un passo indietro. Ha dichiarato: “Non è più necessaria alcuna lettera, perché l’obiettivo e’ stato raggiunto: stigmatizzare le firme a favore di  Cesare Battisti”. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro aveva preannunciato l’invio di una lettera alle scuole del Veneto, in cui invitava a non adottare i libri di autori che avevano  firmato il manifesto pro Battisti, come lo chiama lei. Nel 2004 l’appello chiedeva la non estradizione di Battisti dalla Francia e poneva l’accento anche sulla necessità di chiudere un ‘epoca storica adeguatamente.

“E siccome – aggiunge Donazzan – non intendo dare ulteriore fiato ad una polemica creata a priori, ho inteso non inviare alcuna lettera a supporto del giudizio di condanna dato da tutte le Istituzioni italiane con in testa il Capo dello Stato, per chiudere  con il mio Presidente di Regione Luca Zaia, che hanno giustamente definito Battisti un delinquente”. Ma l’invito a censurare e boicottare libri e autori, che c’entra?
“L’intento – conclude l’assessore regionale – è stato raggiunto: isolare nei fatti e nei giudizi quanti, mi auguro improvvidamente, hanno inteso sostenere l’impunita’di Battisti”.
Come possiamo dare adito a una che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?

Oggi consiglio l’Articolo di Evelina Santangelo
“Scrittori e Battisti. La censura non è mai stata una buona idea” e il blog http://rogodilibri.blogspot.com/